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Pornostar e Pop star in Yakuza 4 [Rio e Mari Yaguchi nel cast]

Pornostar e Pop star in Yakuza 4 [Rio e Mari Yaguchi nel cast]

Premetto che non sono un grande esperto di Jpop, jrock o jporn ;) I nomi citati nel titolo del post, e i rispettivi visi, mi sono assolutamente sconosciuti, quindi. Certo che però, dopo una “breve” ma intensa ricerca su google, mi sono convinto della bontà della scelta di SEGA nell’includere una Pornostar e una Popstar nel cast di Yakuza 4.

Mentre in europa aspettiamo ancora l’uscita del terzo episodio, (che, lo ricordiamo, è stato purgato di alcuni suoi contenuti) in Giappone già si pensa a rilasciare il numero 4 e la strada è stata spianata da SEGA a suon di grandi nomi dello spettacolo, appunto, inclusi nel cast.

Ma andiamo a conoscere meglio le gnocche utilizzate per questa produzione: ho citato Rio e la ex cantante delle Morning Musume. , Mari Yaguchi, nel titolo ma, a dire il vero, non sono le sole a partecipare come attrici virtuali a Yakuza 4. Molte altre bellissime ragazze daranno le fattezze ad alcuni personaggi del gioco.

Anzi a dire la verità ’sta Mari Yaguchi è la più brutta del gruppo, nonostante sia la più famosa. E’ fatta così:

Mari Yaguchi la ex cantante dei Morning Musune: non certo una gran figliola...

Mari Yaguchi la ex cantante dei Morning Musune: non certo una gran figliola...

Di certo invece Rio, che ha continuato a fare il proprio mestiere il pomeriggio mentre girava le scene di Yakuza 4 la mattina, di certo non poteva essere così male. In fondo mostrare se stessa e il suo corpo è ciò che le da da mangiare (non fate battute sconce su questo concetto) e dai titoli dei film che ha interpretato sono convinto che abbia schiere e schiere di fan. Squirting young Wife e Let’s Have Sex in School non saranno proprio degli “Arancia Meccanica” ma per i patiti del cinema adult sicuramente saranno delle pietre miliari. La nostra eroina del giorno, il cui nome all’anagrafe è Tina Yuzuki, comunque, ha queste fattezze:

Rio, cioè Tina Yuzuki: ora si che si ragiona (inutile dirvi che una ricerca "più approfondinta" su internet darebbe risultati ancor più interessanti)

Rio, cioè Tina Yuzuki: ora si che si ragiona (inutile dirvi che una ricerca "più approfondinta" su internet darebbe risultati ancor più interessanti)

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Trip Hawkins: Icaro Digitale  [Inside the Museum - Personaggi Storici]

Trip Hawkins: Icaro Digitale [Inside the Museum - Personaggi Storici]

Da qualche parte del multiverso, roba da Osservatore Marvel, esisterà pure una realtà alternativa alla nostra in cui la grande scommessa digitale di Trip Hawkins abbia avuto successo. In quel particolare contesto, il visionario imprenditore statunitense dallo sguardo magnetico e il sorriso da guru motivazionale, si gode probabilmente i frutti di un impero economico paragonabile a quello di Steve Jobs… E l’intero popolo dei gamer gli è grato, perchè grazie al suo impegno, i videogiochi hanno finalmente effettuato quel salto evolutivo in grado di elevarli al pari delle più complete opere cinematografiche …

Per sua somma sfortuna, da questa parte dello specchio, le cose non sono andate esattamente per il verso giusto, tant’è che oggi il  cognome Hawkins viene abbinato solamente ad una delle epoche più oscure mai registrate nella storia di questo business.

Alla luce di questo “dettaglio” è tragicamente buffo constatare che  la carriera di Trip fosse in realtà iniziata col botto… Insomma, uno che debutta appena ventottenne tra i ranghi del settore Marketing della Apple, per poi fondare ad un solo anno di distanza una certa Electronic Arts sembrerebbe avere il Karma di Gengis Khan, piuttosto che il destino di Jake La Motta. Ed è probabilmente a causa di questa supposizione che le cose presero la brutta piega… Tra il 1982 e il 1990, Mr.Hawkins riuscì infatti ad imbeccare una  serie di vittorie commerciali tanto straordinaria da spingerlo a  ritenere che il rango di Presidente e CEO di una azienda florida come poche e destinata ad un futuro di leadership assoluta, fosse comunque riduttivo per un uomo benedetto dal tocco di Re Mida. Nell’estate del 1991, egli decise pertanto di abbandonare questa carica e sfidare il banco, tentando l’impresa definitiva: creare il sistema da gioco più potente di sempre. Una macchina dalle capacità mai viste prima che, attingendo alla promettente fonte dei “neonati” supporti digitali, sarebbe stata in gardo di trasformare in realtà l’utopistica visione di una piattaforma multimediale in grado di fondere videogame, cinema ed educazione  in un’unica esperienza interattiva.

Fu più o meno da questi propositi che nacque la 3DO Corporation e fu proprio nel tentativo di concretizzarli che Trip investì cifre ciclopiche per i due anni seguenti la nascita della stessa.  In principio, tutti i papabili partner si rivelarono piuttosto entusiasti dell’idea di supportare il lancio di questa console, ma a seguito del fallimento registrato da iniziative parallele quali l’Amiga CD32 e il CD-i della Philips, detti entusiasmi iniziarono velocemente a scemare. A pochi mesi dal debutto della macchina, Trip si trovò pertanto nella scomoda condizone di poter contare soltanto sull’appoggio di una manciata di alleati per tentare la conquista del mercato: Matsushita e Panasonic in ambito Hardware; Crystal Dynamics ed Electronic Arts in ottica software. Viziato da tali premesse, il lancio del 3DO (1994)  non  fu certo all’altezza delle ambizioni del suo vate, e ben presto ci si rese conto che la rivoluzione annunciata con tanto ardore da quest’ultimo durante la fase di sviluppo, avrebbe quantomeno tardato a venire.

3DO CONSOLE

Piuttosto che migliorare col tempo, le cose finirono tuttavia col degenerare molto più rapidamente del previsto: la mancanza di titoli di spicco, unita alle evidenti lacune concettuali riscontrabili nei famigerati Film Interattivi di cui il catalogo della console era zeppo, non tardò di fatti a sminuire la credibilità del progetto. Sicchè, quando in giro si cominciò a parlare dell’ingresso di Sony nel settore, Trip era già costretto a far l’apologia di sè stesso sulle pagine di Edge, ventilando al contempo sibillini proclami di riscossa legati all’imminente  lancio di un chip, l’M2, in grado di arricchire esponenzialmente il potenziale tecnico della sua creatura. Come alcuni ricorderanno, questa ipotetica manna dal cielo non fece neanche in tempo ad atterrare: commercialmente parlando,  il 3DO avrebbe di fatti  tirato le cuoia prim’ancora che l’add-on fosse pronto per il lancio (1996).

Deluso e sconfitto, ma non per questo domo, Trip non si perse tuttavia d’animo. Raccolti gli ultimi risparmi sopravvissuti al grande scialaquamento, egli decise di riconvertire la 3DO Corporation in una semplice third party developer (3DO Company), e per un po’ le cose andarono persino bene. Sebbene il grande sogno fosse svanito e la rivoluzione digitale divenuta una prerogativa del marchio Playstation, il vecchio leone ferito aveva trovato in franchise come Army Men la forza di ricostruirsi una dignità istituzionale. Anche stavolta,ahino,  la pacchia sarebbe però durata relativamente poco: dopo circa 7 anni vissuti a zonzo tra Saturn, PSX, N64, PC, Dreamcast, Game Cube e PS2, anche quest’iniziativa naufragò più o meno miseramente (2003), lasciando di nuovo il nostro a contemplare le rovine delle sue aspirazioni.

Benchè in giro qualcuno si diverta a dire che Trip sia impazzito per i rimorsi accumulati in tanti anni di scelte sbagliate o addirittura morto di crepacuore a seguito delle stesse, i fatti lo danno attualmente ai vertici di una piccola società indipendente chiamata Digital Chocolate, il cui scopo è quello di sviluppare software per dispositivi portatili come  PDA e i cellulari. Nel frattempo la “sua” Electronic Arts domina in lungo e largo il mondo dei videogame, e c’è da scommettere che, dietro quel rassicurante sorriso da Scientology che Hawkins continua tutt’oggi a sfoggiare imperterrito, si celi la muta amarezza propria soltanto dei più grandi giocatori d’azzardo. Quelli che hanno imparato a proprie spese che “chi troppo vuole, nulla ottiene.”

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NBA Gamers [valigia con dentro console]

NBA Gamers [valigia con dentro console]

Vi ho mai detto che da grande voglio essere una star dello sport americano? Preferibilmente dell’NBA?

No, immagino di no. Anche perchè proprio 5 minuti fa mi è presa una grande voglia di diventarlo mentre leggevo Destructoid dove hanno mostrato questa foto di una speciale valigia che 2K Games regala a Kobe Briant e soci solamente perchè sono delle super star strapagate del Basket a stelle e strisce.

Insomma, come dire: c’è chi può e chi non può vero? L’unico problema è che chi può… può sempre di più! Credo infatti che un qualunque giocatore dell’NBA americano ha abbastanza soldi per costruirsela questa valigia dei desideri (contenente console, cuffie, monitor, gioco ecc) mentre noi di Inside The Game avremmo avuto molto più bisogno di un simile oggetto per fare i fichi al prossimo evento videoludico!

Peccato… ci toccherà diventare super star del basket. Poco male, vado subito ad allenarmi mentre vi invito a dare un’occhiata agli altri gadget (Sony PSP go con dedica, scarpe, ecc: che altre società videoludiche hanno regalato agli sportivi professinisti americani.

[fonte: ESPN - League of Gamers]

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Kirsten Dunst si dà al sexy cosplay? [Turning Japanese - Video]

Kirsten Dunst si dà al sexy cosplay? [Turning Japanese - Video]

Ma cosa abbiamo qui? Kirsten Dunst, colei che l’ha data niente meno che a Spiderman, vestita da Sailor Moon che allegramente se la schiappetta tra le vie di Tokyo cantando la canzone Turning Japanese. Un sogno che si avvera o la mensa ha usato nuovamente dei Philosophical Cubensis per fare la zuppa?

Oggi è un giorno molto strano…

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Game With Fame, bella iniziativa che non vedremo mai in Europa

Game With Fame, bella iniziativa che non vedremo mai in Europa

In termini di promozione e iniziative speciali, l’Europa può considerarsi il Terzo Mondo videoludico.
Offerte magre e sporadiche per noi, mentre trovate commerciali, sconti vari, bundle speciali sono sempre a vantaggio degli utenti nordamericani: di certo il territorio sconfinato e la percentuale di giocatori facilita certe scelte di marketing, ma il nostro mercato è in ogni caso forte e solido, degno di qualche coccola in più.

Il pessimismo cresce quando si  scoprono belle trovate promozionali che non sbarcheranno mai da noi, come Game With Fame di Microsoft.
Pubblicizzato come “l’unico posto al mondo – al di là dei sogni – in cui è possibile giocare online contro i propri attori, gruppi o sportivi preferiti”, rappresenta un buon viatico pubblicitario per i servizi online della casa di Redmond, e mantiene strettamente fede a ciò che promette.

Il sito ufficiale che trovate linkato poco più in alto mostra i vari eventi da un anno a questa parte, che hanno visto partecipare personalità del calibro di 50 Cent (per Blood On the Sand), i Mastodon (F.E.A.R. 2), il batterista dei Pearl Jam Matt Cameron (Rock Band 2), i Green Day (sempre per il Rythm Game di Harmonix), quella super gnoccona di Megan Fox (per il tie in sul secondo film dei Transformers).

La maggior parte di questi personaggi era vincolata dalla promozione di un progetto che li vedeva coinvolti, ma la nostra bavetta scorre florida al pensiero di una partita a COD World at War coi Dream Theater o a COD 4 con gli Slipknot, fino a raggiungere picchi distruttivi per cui personalmente pagherei di tasca mia con gli Slayer e Halo 3.

Il prossimo appuntamento è leggermente diverso e vedrà come compagno di esperienza un ottimo regista horror, Rob Zombie, con cui sarà possibile vedere (e commentare) “I Reietti del Diavolo“, suo secondo film e diretto seguito de “La Casa dei 1000 Corpi“.

sheriNoi di ITG preferiremmo di certo vederlo con a fianco la  moglie del cantante/regista/attore americano, la splendida Sheri Moon, ma considerata la sua propensione per l’horror difficilmente ci si getterebbe tra le braccia per un po’ di conforto!

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Curiosità sotto rete [Rafa Nadal e la PlayStation]

Curiosità sotto rete [Rafa Nadal e la PlayStation]

Fin da quando nel mondo dei videogiochi hanno iniziato a farsi strada le iper realistiche simulazioni sportive, con tanto di repliche perfette dei giocatori, mi sono chiesto che cosa si provasse a interpretare se stessi in un videogame.
Una mezza risposta la ebbi da un amico che ebbe il piacere di riparare il pc a Daniele De Rossi, scoprendo che questo era un accanito videogiocatore e si agitava tutto quando la sua controparte poligonale faceva qualche magia gridando cose come “hai visto che ho fatto!”

Purtroppo, la maggior parte di noi non saprà mai cosa si provi: sicuramente fa piacere, ma magari ci si arrabbia un po’ per una qualche discrepanza sulle proprie abilità e qualità, proprio come ha ammesso Rafael Nadal, intervistato da La Gazzetta dello Sport.
Il noto campione di tennis infatti, ha dichiarato che quando gioca con la PlayStation non può prendere se stesso, perchè “nei videogiochi sono un giocatore troppo difensivo, resto due metri dietro la riga di fondo e non ho i movimenti giusti per vincere, non corro. Meglio optare per qualcun altro!”.
Volete sapere chi è questo altro? Roger Federer, il più accanito rivale dello spagnolo, lo svizzero frantuma record che sta caratterizzando coi suoi trionfi in serie il tennis degli ultimi anni!

Il povero Nadal, che di recente ha subìto un brutto infortunio, ha combattuto ad armi pari su tutti i campi del mondo, tranne che su quello targato Sony :D

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Back in Black: Il ritorno di Twisted Metal [Rumor]

Back in Black: Il ritorno di Twisted Metal [Rumor]

“Non ho mai negato di avere progetti riguardo un nuovo Twisted Metal, ma in tal caso non si tratterebbe di un semplice sequel, bensì di un Reboot totale della saga”. Così ha parlato David Jeffe, attuale responsabile del franchise God Of War, nonchè ideatore della micidiale serie automobilistica in questione.

La notizia, fresca fresca di bucato, ha già fatto il giro dei più rinomati portali a tema video-ludico ec’è da scommettere che sia presto destinata a germogliare in qualcosa di ben più “ufficiale”. Questo non solo perchè il tipo di cui sopra non è solito aprir bocca solo per dargli aria, ma anche perchè ancora oggi c’è gente che pagherebbe fior di quattrini per sedersi nuovamente al volante di uno dei letali bolidi resi celebri dai più riusciti episodi della serie.

Secondo ulteriori voci di corridoio, questo ipotetico Twisted Metal Next Gen potrebbe svilupparsi sulle trame di una struttura Massive, abbracciando pertanto un’approccio di gioco interamente votato al Multiplayer Online… Un’idea, quest’ultima, che ovviamente ha già stimolato a dovere le nostre ghiandole salivari!

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I Videogame? Altro veleno Capitalista. Parola di Hugo Chavez [News]

I Videogame? Altro veleno Capitalista. Parola di Hugo Chavez [News]

Hugo Chavez, tutto il mondo lo sa, è uno di quelli che non la manda a dire e, forse anche per questo motivo, ogni sua dichiarazione pubblica finisce sempre per attirare l’attenzione globale dei media.

Ultima vittima delle arringhe anti-capitaliste del presidentissimo venezuelano sono stati stavolta i videogame e, più in generale, il loro ruolo di veicolo strumentale occidentalista, reo di imporre modelli culturali distorti agli abitanti della sua nazione.

Prendendo come capro espiatorio  la PS3, Chavez ha affermato che, oltre ad istigare i giovani alla violenza, all’odio sociale e all’omicidio, i videogiochi promuovono senza ritegno ideali politici filo-americani, demonizzando di riflesso ogni stato che rifiuta di sottostare alla relativa egemonia. Per rincarare la dose, egli ha inoltre ribadto che qualsiasi videogame che permetta di bombardare una città persegue una “logica criminale” , che  mai e poi mai dovrebbe figurare in un prodotto destinato alle masse.

Paragonando i  videogiochi ad altri famosi strumenti di “velenosa propaganda capitalista” quali il tabacco, l’alocool e la droga, Chavez ha infine concluso il suo intervento invitando  le proprie aziende di distribuzione a boicottarli ogni qualvolta venga rilevato al loro interno un qualsiasi potenziale diseducativo.

Che si tratti o meno di una reazione al modo in cui il Venezuela sia stato dipinto nel discusso Mercenaries 2 dei Pandemic Studios, Chavez, seppur con parole  poco ortodosse, ha in effetti posto in evidenza una problematica concreta:  in qualità di potentissimo strumento mediatico, i videogame possono realmente essere utilizzati per promuovere determinate ideologie politiche a discapito di altre, ed è quanto meno ingenuo pensare che determinati organi di governo non abbiano mai pensato  di servirsene per i propri scopi. Chi ha detto America’s Army?

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I videogiochi moderni? Troppo complicati per Eminem!

I videogiochi moderni? Troppo complicati per Eminem!

Non sarà contento Fucktotum di questa news, essendo lui uno degli unici fan che io conosca del bianco rapper americano, invero famosissimo e popolarissimo. Essendo io un rocckettaro tendente metallaro… devo dire che difficilmente posso digerire sonorità di tipo totalmente “campionato” come quelle della maggior parte delle canzoni rap. Certo, i testi sono assolutamente interessanti e “contro”, ma musicalmente questa musica non mi attira.

Affinità elettive, forse.

Comunque sia il problema di oggi non è quanto mi piaccia Eminem… ma quanto ad Eminem piaccia io! ;) E si, perchè se è vero quanto ha affermato in una recente intervista, non andiamo per niente d’accordo. A Marshall Bruce Mathers, vero nome dell’artista americano, pare facciano schifo i videogiochi moderni.

Nonostante ammetta di essere un gamer, le sue preferenze vanno totalmente a favore dei “retrogame” come Donkey Kong, a cui dice di essere un campione (seeeee, bum!). Ma Bioshock? No, troppo complicato: troppi tasti da premere, troppe interazioni.

Che dire… se siete d’accordo con Eminem scrivete una bella lettera a Mossgarden o a inskin, i nostri “nostalgici” amanti di vetusti titoli: sapranno sicuramente consigliarvi il titolo giusto per sfidare qualche vecchietto amante di Frogger.

Io intanto accendo Bayonetta, che ho cose importanti da fare: devo uccidere un sacco di angeli e scrivere la recensione! ;)

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Porno e videogiochi: il parere di Ron Jeremy

Porno e videogiochi: il parere di Ron Jeremy

Partiamo dal principio: chi diavolo è Ron Jeremy? In effetti è fuori dal giro da un po’, i più grandicelli forse lo ricorderanno al fianco di Cicciolina e Moana nel film da cui è tratto lo splendido filmato qui sopra, Cicciolina e Moana ai Mondiali appunto.

Che non fosse un fior d’attore (nemmeno porno) lo si intuiva dal fisico, quanto di più lontano da un sex simbol possa esistere: che fosse pure un po’ scemo però è notizia recente.

Il soggetto in questione infatti, nel corso dell’Adult Entertainment Expo di Las Vegas, ha avuto modo di dichiarare che un videogioco violento può traumatizzare molto di più un bambino che la visione (puramente casuale, s’intende) di un film porno.

A parte il fatto che è legittimo che ognuno tiri acqua al suo mulino, soprattutto nel corso di un evento dal pubblico così specifico come una fiera dedicata all’intrattenimento per adulti porcellini, è cusioso come il discorso possa essere perfettamente ribaltato e, quindi, confutato.

Anche la visione di un videogioco violento “riservato” a una visione adulta (puramente casuale, s’intende ;) )  può traumatizzare un bambino:si tratta sempre di un prodotto di cui non dovrebbe fruire, e a tale scopo esistono bollini tipo il PEGI, nati per tutelare chiunque da contenuti che potrebbero essere offensivi per le singole suscettibilità.

Al solito il problema non è il mezzo, il porno o il videogioco, ma l’ignoranza di chi dovrebbe vigilare su cosa circoli in casa e, preso dai problemi quotidiani, sottovaluta il materiale a cui i propri figli hanno accesso.

Ma potevamo aspettarci un ragionamento costruttivo da parte di chi ha ragionato una vita dalla cintola in giù?

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Martin Sheen e Tricia Helfer parlano la lingua di Mass Effect 2

Martin Sheen e Tricia Helfer parlano la lingua di Mass Effect 2

Ieri abbiamo parlato di “film interattivo”, oggi parliamo di voci interattive senza arrivare a Brutal Legend che ha un attore interattivo completo. Quando sarà tempo di parlare di sesso interattivo svegliatemi dal coma indotto tramite ibernazione (alla Cartman mentre aspetta il Wii) nel quale mi sarò cacciato nell’attesa spasmodica di un gingillo simile ;) ).

E si perchè il cast di doppiatori di Mass Effect 2 non potevamo proprio lasciarlo fuori dal blog, vista la sua qualità incredibile. Spero che la versione italiana sia solamente sottotitolata ;)

Ecco la lista di nomi, tutte “teste di serie” del cinema americano, che presteranno la voce ad un personaggio del gioco:

  • Martin Sheen
  • Carrie-Anne Moss
  • Adam Baldwin
  • Tricia Helfer
  • Shohreh Adhdashloo
  • Seth Green
  • Yvonne Strahovski
  • Keith David
  • Michael Dorn
  • Michael Hogan

Ovviamente avrete notato che in testa ci sono davvero nomi grossi dei film mondiali. Tricia Helfer, tra l’altro, avrà un ruolo preponderante visto che sarà la voce dell’astronave Normandy: se è abbastanza sensuale a livello di interpretazione anche la metà di quanto è bella fisicamente, la produzione Electronic Arts ha centrato il bersaglio!

Nel video sovrastante, Bioware, ci presenta tutto il cast al completo. Ricordatevi che il 29 Gennaio questo titolo (RPG fantascientifico) vi aspetta nei negozi. Noi già non vediamo l’ora!

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Robin Williams, gamer incallito di COD, che chiama la figlia “Zelda”

Robin Williams, gamer incallito di COD, che chiama la figlia “Zelda”

Ho quasi deciso che inaugereremo presto una nuova categoria qui su Inside The Game (come se non ce ne fossero già abbastanza) chiamata “Vip Gamers” dove cercheremo di “recensire”, post dopo post, le abitudini delle Very Important People relativamente ai videogiochi, quando sono presenti

La notizia di oggi sarebbe perfetta per una simile categoria e il mio scopo sarebbe quello di raccogliere una specie di “enciclopedia” sulle persone famose che amano i videogiochi.

Robin Williams, il popolarissimo attore da non confondere col popolare cantante pop di “Let me Entertain you” con il nome molto simile, è un gamer incallito nonostante abbia la veneranda età di 59 anni, è un appassionato della serie Call of Duty e in questo momento si sta cimentando con la modalità multiplayer dell’ultima creature di Infinty Ward.

Ma essendo una persona di indubbia cultura, si vede dalle parti che accetta come L’attimo Fuggente (film a mio avviso indimenticabile e bellissimo), ha anche videogiocato in passato e conosce la cultura del nostro amato medium.

Ha infatti dato un nome davvero bello per sua figlia: Zelda, ovviamente ispirato alla principessa tanto salvata dal mitico Link.

L’attore ha ammesso tutto durante il Jimmy Fallon’s late night talkshow e noi non possiamo che apprezzare e applaudire!

Insomma, che dite, la creo questa categoria? ;)

[via Joystiq: Robin Williams play call of duty and named his daughter Zelda]

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