Come valutiamo i giochi su Inside The Game

Giudicare i videogiochi è difficile, complesso e spesso inutile: ormai le recensioni, anche se pubblicate prima dell’uscita di un titolo, vengono lette a DVD già nel lettore visto che ognuno di noi segue più i suoi gusti personali e i consigli degli amici, piuttosto che il parere di un totale sconosciuto.

Fatta questa premessa è importante anche ammettere che la critica videoludica abbia da sempre un “problema” con i voti, espressi in decimali (o centesimi… che tanto è uguale), presenti nella stra grande maggioranza della stampa specializzata (cartacea o sul web). Perché? Innanzitutto perché è inutile avere una scala di valori da 1 a 10 per poi non utilizzare i voti dall’1 al 6. E’ arcinoto e universalmente riconosciuto che la recensione di un videogioco che prenda meno di 7 non è nemmeno degna di essere letta. In seconda battuta i voti decimali vanno bene a scuola, al liceo, dove la loro media può essere importante. Oppure nella classifica delle ragazze più belle della classe, si possono giudicare i vari “canoni” da 1 a 10. Viso: 7 – Sedere: 10 – Occhi: 8 e così via.

Ma avete mai letto una critica cinematografica con un numero da 1 a 10 appiccicato ad un’opera d’arte come un film? Io no. E quando leggete le critiche dei libri sul vostro settimanale preferito? C’è il voto in decimi? Assolutamente no. Nemmeno i dischi lo hanno!

Questo perché noi tutti, critici videoludici, lottiamo da tempo e stiamo lottando per il riconoscimento culturale del videogame! E poi siamo noi i primi a sminuire gli oggetti delle nostre critiche con un numeretto che vuol dire poco e niente?

Inside The Game è il primo sito italiano (che io conosca…) a dire BASTA a questo metodo banale e, permettetemi, bambinesco, di valutare i videogiochi. Inside The Game esprime giudizi, non voti. Alla fine di una nostra recensione è contenuta una barretta con presenti delle stelline, da 1 a 4 (con le mezze stelle), che mostrano subito e chiaramente cosa pensiamo noi del tale videogioco. Tanto, abbiamo pensato, se è un videogioco che vi dobbiamo sconsigliare, e a cui quindi dobbiamo mettere da 1 a 6, utilizziamo una singola stellina (o una e mezza, per chi ci ha provato tanto ma non ci è riuscito). Da 2 in poi noi riteniamo interessante un prodotto e sta a voi la scelta se comprarlo o meno.

Ma bando alle ciance e vediamo insieme come valuta i giochi la redazione di Inside The Game.

 

Una stella – non acquistare.
La base della catena alimentare. Un gioco che non funziona nelle sue meccaniche base, che non diverte o che non raggiunge la sufficienza qualitativa sotto la maggior parte degli aspetti. Da consigliare solo al vostro peggior nemico. Esempio: il gioco del tirannosauro che mangia le patatine Doritos!

Una stella e mezzo –  acquistare SOLAMENTE se si è fan della saga, del genere, degli autori…
La parola giusta è “delusione“. Il gioco può essere molto atteso e pubblicizzato, ma tradisce le aspettative per dei difetti evidenti o per la replica fedele di quanto visto in un predecessore. L’esempio perfetto è Too Human: grande software house, pubblicità, qualche idea intrigante ma realizzata in fretta e in modo approssimativo.

Due stelle – se siete amanti del genere valutate l’acquisto.
Un giudizio che copre moltissimi giochi, anche per motivi diversi. Gli sparatutto senza guizzi (Blacksite Area 51), un gioco che ha qualche idea valida e magari è divertente ma ha altri difettucci sparsi (Puzzle Quest 2), un seguito che introduce qualcosa rispetto al predecessore ma alla fine è la stessa zuppa inscatolata diversamente (Assassin’s Creed Brotherhood). “Interessante” significa in un certo senso anche “per pochi”: un buon simulatore di lancio del giavellotto, se fatto bene, avrebbe questo giudizio.

Due stelle e mezzo – acquistare assolutamente se si è fan della saga, del genere, degli autori…
“Un po’ più di interessante” colpisce quei giochi che magari seguono regole canoniche del loro genere, ma per il fatto di avere un’ambientazione o un contorno generale che si riferisce a un gruppo specifico di appassionati. Il gioco di Ken Il Guerriero, per chi è fan della serie, è perfetto per questo voto. Nessuno con un po’ di sale in zucca ne parlerebbe se al posto di quegli eroi leggendari ci fossero combattenti sconosciuti, non riferiti a un fumetto o a un film. Anche quel tipo di giochi che un appassionato del genere non può perdere perchè obiettivamente validi anche se non sensazionali o particolarmente riusciti, come la maggior parte dei racing game.

Tre stelle – Se possedete la console dove questo gioco gira… dovete acquistarlo!
Se un gioco è compatto, divertente, bello da vedere e curato ma non riesce a superare i predecessori (God of War 3). Oppure qualcosa di nuovo, ma comunque di “perfettibile” come Brutal Legend. O ancora Bioschock 2, che sotto tanti punti di vista è inappuntabile ma allo stesso tempo “superfluo” perchè modifica proprio di poco quanto visto nel primo. O l’ennesimo Halo, validissimo per il multiplayer ma alla fine un po’ moscio sotto gli altri aspetti.

Tre stelle e mezzo – capolavoro assoluto che definirà una generazione di console e sarà capostipite di una serie: da comprare!
In sostanza questo giudizio  si può ridurre in “Anche se il genere proprio non ti piace, dagli una possibilità perchè questo è un bel pezzo di software”. Assassin’s Creed 2 è un buon esempio: sfondava i limiti del primo, facendo tesoro dei suoi errori. Lord of Shadows è una nuova direzione per una saga ultradecennale, che riesce finalmente a passare al 3D senza far vomitare i giocatori. Il ” 3 stelle e mezzo” è un gioco consigliato sicuramente e per cui dobbiamo quasi arrampicarci sugli specchi neò tirare fuori un difetto o una critica sensata.

Quattro stelle – Da comprare anche se non si possiede la console dove gira: titolo INDIMENTICABILE che definirà la storia dei videogiochi.
Se ti definisci un videogiocatore, DEVI giocarlo. Se non hai la piattaforma su cui gira, DEVI cercare di provvedere. E’ un voto che la nostra redazione elargisce con moltissima attenzione, perchè riservato ai soli giochi destinati a restare nella storia. Portal, Portal 2, Super Mario Galaxy, Ocarina (ma quello per N64), REZ. Sono giochi che funzionano bene, che hanno una colonna sonora impeccabile, durano il giusto (anche se vorresti che non finissero mai) e creano un microcosmo di citazioni immediatamente raccolte da chi ci ha giocato.

Simone “AKirA” Trimarchi e Massimo “Fucktotum” Mallia.