Dexter
27-01-2011, 09:09
Il Giorno della Memoria è secondo me uno dei giorni più significativi che il mondo dovrebbe celebrare.
Il nostro è un mondo crudele, spietato, abitato da persone che non sono capaci di riconoscersi uguali perché non si sentono uguali, devono sempre trovare dei motivi per discriminarsi.
Oggi chi non è “normale” viene ghettizzato, escluso dalla società e maltrattato, la situazione non è poi così cambiata dopotutto. Che bel mondo sarebbe se potessimo dirci l’un l’altro “tu vali perché sei tu, non per il colore della tua pelle, il tuo credo, le tue idee politiche, per il tuo orientamento sessuale, perché sei o non sei invalido”.
Riporto di seguito due testi che mi hanno sempre fatto riflettere e che penso siano adatti a questa importante ricorrenza:
Se questo è un uomo (Primo Levi)
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi
Imagine (John Lennon)
Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...
Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one
Una mia amica che frequenta un liceo di Milano mi ha scritto che nella sua classe alcuni studenti negano addirittura l’esistenza dei Campi di Concentramento bollando tutto come propaganda comunista.
Una delle battute peggiori è stata: i forni crematoi servivano a scaldare i campi e tutto sommato gli Ebrei non avevano diritto di lamentarsi visto che andavano lì a fare un cazzo tutto il giorno.
Sono rimasto allibito, credevo che una tragedia simile avesse fatto nascere un maggior senso di responsabilità e solidarietà soprattutto in ragazzi giovani… Ma perché avviene tutto questo? E’ colpa della società, dell’ignoranza dilagante, di professori che non insegnano?
Il nostro è un mondo crudele, spietato, abitato da persone che non sono capaci di riconoscersi uguali perché non si sentono uguali, devono sempre trovare dei motivi per discriminarsi.
Oggi chi non è “normale” viene ghettizzato, escluso dalla società e maltrattato, la situazione non è poi così cambiata dopotutto. Che bel mondo sarebbe se potessimo dirci l’un l’altro “tu vali perché sei tu, non per il colore della tua pelle, il tuo credo, le tue idee politiche, per il tuo orientamento sessuale, perché sei o non sei invalido”.
Riporto di seguito due testi che mi hanno sempre fatto riflettere e che penso siano adatti a questa importante ricorrenza:
Se questo è un uomo (Primo Levi)
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi
Imagine (John Lennon)
Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...
Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one
Una mia amica che frequenta un liceo di Milano mi ha scritto che nella sua classe alcuni studenti negano addirittura l’esistenza dei Campi di Concentramento bollando tutto come propaganda comunista.
Una delle battute peggiori è stata: i forni crematoi servivano a scaldare i campi e tutto sommato gli Ebrei non avevano diritto di lamentarsi visto che andavano lì a fare un cazzo tutto il giorno.
Sono rimasto allibito, credevo che una tragedia simile avesse fatto nascere un maggior senso di responsabilità e solidarietà soprattutto in ragazzi giovani… Ma perché avviene tutto questo? E’ colpa della società, dell’ignoranza dilagante, di professori che non insegnano?