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Discussione: Il mondo dei replicanti vs L'attacco dei cloni

  1. #1

    Predefinito Il mondo dei replicanti vs L'attacco dei cloni

    Perchè? Perchè Il mondo dei replicanti vs L'attacco dei cloni???
    Bè semplicemente perchè trovo disarmante vedere che un Call of Duty vende una carriola e mezza di milioni di copie e via, escono fuori 10 nuovi sparatutto che gli calcano sopra come con una carta carbone sbiadita. Perchè non mi piace per niente il fatto che Gta inauguri il free roaming con successo e una dozzina di copie spudorate, ma con neanche un grammino di quella freschezza si buttino nel mercato come dovessero dirci: "Vi è piaciuto Gta? Bene, noi vi offriamo lo stesso minestrone riscaldato e ben servito." Ma la cosa che più non mi va giù è che stiamo parlando di un'industria i cui limiti ora come ora si pongono solo ai confini della nostra fantasia. Della fantasia e del genio di chi sta lì chino sulle proprio scrivanie a creare arte. Perchè è questo di che stiamo parlando ragazzi. Ora che anche le barriere dei controller sono crollate. Ora che una console offre una potenza di calcolo sufficiente da far sbizzarrire anche Don Lurio..ora come ora gli sviluppatori non hanno più scuse! Possono osare..devono osare! Questa è la mia, dite pure la vostra e ci sto, sculacciatemi anche se non siete daccordo ma io non voglio aspettare altri 10 anni per un nuovo Heavy Rain.

  2. #2
    Inside The Staff L'avatar di Fucktotum
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    Beh... non si può che essere d'accordo, ma purtroppo come in tutti i settori creativi esistono i battistrada e, una volta che questi hanno successo, scatta il processo copia carbone.
    L'unica cosa che possiamo/dobbiamo (ma vogliamo?) fare è evitare di dare supporto a questo tipo di titoli, soprattutto quando smarriscono le qualità originali. Proprio sulla recensione di ITG di Dante's Inferno c'è questo tipo di diatriba: in quanto spudorato clone di God of War va affossato o meno?
    Cosa conta di più, la creatività o il divertimento?

    E' un tema molto interessante, perchè nessuna altra forma di intrattenimento ha questo tipo di caratteristiche...
    Quando le stelle si saranno allineate alcune forze ignote libereranno i corpi dei Grandi Antichi. [...] I sacerdoti segreti faranno risorgere il Grande Cthulhu dalla tomba per ripristinare il suo dominio sulla Terra... L'umanità diverrà come i Grandi Antichi: libera e selvaggia, al di sopra del bene e del male, senza leggi né morale. [...] Gli Antichi liberati insegneranno all'umanità nuovi modi di urlare e uccidere, e tutta la Terra brucerà in un olocausto di estasi e libertà.



  3. #3
    Inside The Staff L'avatar di Pablus
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    Quote Originariamente inviata da Fucktotum Visualizza il messaggio
    Cosa conta di più, la creatività o il divertimento?
    Io al posto di una "o" ci avrei messo una "e"
    Comunque spesso le due cose non vanno di pari passo ma credo che un nuovo spunto creativo possa aprire nuove strade e di conseguenze nuove emulazioni che però si iscrivono in una nuova creatività e lì non ci vedo nulla di male.
    Il brutto è quando si consuma un concept fino all' usura estrema.

  4. #4
    Videogiocatore adulto L'avatar di Killy77
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    L'obiettivo dei videogames è innanzitutto quello di divertire chi li compra e se un giocatore vuole spendere 60 euro per un clone, dipende solo da lui.

    Detto questo ci sono cloni e cloni, quelli che meritano e quelli no! Crackdown, così come Bully e Banjo Kazooke a mio avviso sono ottimi titoli, che sono andati oltre l'essere semplici cloni di GTA, visto che offrono divertimento chi in un modo chi per un altro. Distinguiamo poi quelli che sono i cloni e le evoluzioni del genere poi, perchè ad esempio se diciamo che TUTTI gli FPS sono cloni del primo Doom, allora ci dimentichiamo delle meraviglie viste ad esempio in Crysis e Half-Life 2.

    Per quanto concerne poi gli RTS, si potrebbe dire che TUTTI discendono dal primo Command & Conquer e in effetti TUTTI i command & conquer si assomigliano e qua mi sono sempre chiesto cosa abbia di bello questo gioco in effetti. Hanno innovato molto di più titoli come Starcraft, Warcraft 3, Warhammer 40.000 Dawn of War, Commandos e Supreme Commander, perchè se ci aspettiamo novità da parte di certe Software House allora siamo rovinati. Mi consola pensare agli ultimi insuccessi della serie di Need For Speed e di Tony Hawk, da anni cloni di se stessi, ma si tratta di spremiture della proprietà intellettuale che comunque hanno dato i loro risultati dopo aver preso per il culo i loro estimatori per quasi 10 anni.

    Io poi sono dell'opinione che per cambiare i giochi devono prima cambiare anche i videogiocatori, sennò giocheremo per sempre agli stessi titoli.

  5. #5
    Inside The Staff L'avatar di Pablus
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    Quote Originariamente inviata da Killy77 Visualizza il messaggio
    Io poi sono dell'opinione che per cambiare i giochi devono prima cambiare anche i videogiocatori, sennò giocheremo per sempre agli stessi titoli.
    Da questo punto di vista sarebbe molto apprezzabile da parte delle Software House un coinvolgimento attraverso forum dedicati o qualche altra modalità della comunità videoludica.
    Consigli, critiche e quant altro.

  6. #6
    Videogiocatore adulto L'avatar di Killy77
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    Quote Originariamente inviata da Pablus Visualizza il messaggio
    Da questo punto di vista sarebbe molto apprezzabile da parte delle Software House un coinvolgimento attraverso forum dedicati o qualche altra modalità della comunità videoludica.
    Consigli, critiche e quant altro.
    Questo avviene certamente, ma non per tutte le SH. Per esempio so per certo che Piranha Bytes e Bioware lo hanno sempre fatto, ma non sono sicuro che questo avvenga ad esempio per EA e Activision, visto che loro rivolgono la maggior parte dei loro prodotti a una grandissima fetta di consumatori "disattenta" e che si lascia facilmente influenzare da trailer e grafica pompata. Insomma i casual gamers così per dirla tutta.

  7. #7
    N I Q S I L'avatar di @NtonIo
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    Altro gran bell'argomento! ;-)

    Il punto è che a mio avviso un po' tutti qui hanno fornito dei validi spunti.
    Dobbiamo cambiare noi videogiocatori?
    Sicuramente sì.
    Ma è un problema perché il "popolo videogiocante" non è un monolite, né tanto meno un partito politico. Cambiare volutamente talune tendenze, partendo proprio da chi è più sensibile a certe tematiche e si pone certi problemi circa una qualsivoglia continuità nell'ambito dell'innovazione, è impresa assai ardua, per non dire impossibile.

    Un tempo era più alla portata suppongo, ma parlo di un'epoca in cui internet non imperversava come adesso, o addirittura era cosa "per pochi". Al tempo questo settore avrebbe dovuto beneficiare tantissimo dell'altro canale informativo, ossia quello cartaceo. Chi ci scriveva, si supponeva, era qualcuno che aveva le carte in regola per "dettare tendenze", dire la sua con quel minimo di credibilità in più del "semplice" videogiocatore.

    Nell'era di internet, dello sdoganamento dei blog, della libera espressione a tutti i costi e del "so-tutto-io", questo ruolo oserei dire "educativo" e scomparso, e non vedo come un qualsiasi sito o blog possa rimpiazzarlo. La natura stessa di questo mezzo impedisce sul nascere un tale passaggio di testimone, visto che "i più" sono interessati a leggere quelle due notizie in croce riguardo i loro giochi più attesi e basta così.

    Nessuno, o quasi, si cura dell'approfondimento, vera linfa vitale di qualunque innovazione ed in qualunque settore. La sperimentazione, la speculazione, anche nell'ambito del videogaming è la condicio sine qua non. Non si può quindi pensare di fare a meno di questo lento e graduale passaggio se si tende, se non ad un miglioramento, quantomeno ad un sano cambiamento.

    Posto quanto ho scritto, emerge un'altra componente di assoluto rilievo. Quelli che da noi chiamiamo molto ironicamente i "fammi felice", ossia la pecunia, il vil danaro insomma. Quest'industria genera oramai introiti da capogiro, ed è più usuale vedere una grande compagnia in mano ad un economista piuttosto che ad un game designer nudo e crudo. E' così, troppi soldi per poter essere gestiti con la sola "creatività".

    La storia ce lo insegna, il cambiamento è un terno al lotto, cambiare le cose o farle restare le stesse hanno il 50 e 50 di probabilità ciascuno, tolte le innumerevoli variabili. Ecco allora andare sul sicuro e non abbandonare la strada vecchia per quella nuova - nel cui caso, mi dicono, si sa quello che si lascia ma non si sa ciò che si trova.

    Il videogioco è oggigiorno solamente un prodotto, ma nell'accezione meno nobile del termine, quello con cui gli americani ci hanno allevato insomma. Per loro è tutto un prodotto, si tratta solo di capire come vendertelo. E se hanno trovato la strada giusta, beh, non c'è potenza che la mollino.

    Oramai le software house perdono più tempo a studiare come rifilarci un'assurda "collector's edition" (che puntualmente noi compriamo!) cercando di ottenere un ricarico maggiore sullo stesso gioco. Ci rendiamo conto?
    Un tempo le Limited erano affare da eroi, gente che smuoveva mari e monti per averne una su 5000 mila in tutto il mondo (che poi era il Giappone il più delle volte), veri e propri avventurieri dell'ignoto, pronti a lanciarsi in lande oscure e desolate, carichi di sogni, belle speranze e quattrini, per amore di accaparrarsi quell'inutilissimo quanto mai stupendo oggetto. Alla fine però avevi una scusa per tutto: facevi o dicevi una stronzata? Poco male, bastava uscirsene dicendo: "Eh ma io ho la Limited di xxxx", e tutti, magicamente, era disposti a dimenticare tutto il male ricevuto nell'arco della propria vita, pronti a stimarti e rispettarti manco fossi il loro mentore.

    Oggi vedo gente acquistare Collector's a go-go, senza che nemmeno poi arrivino a giocarli quei giochi (e ogni tanto capita pure a me, minchione!), per il semplice gusto di dire: "Fallout 3?!... ma ovviamente Limited col pupazzo del Vault 101!".

    E così ammassiamo inutili oggetti su inutili oggetti, disposti a dormire in corridoio perché nella nostra stanza non c'è più nemmeno lo spazio per il letto - o noi o i nostri giochi.

    Ed è inutile, ahimé, che qualcuno venga qui a professarsi oculato acquirente, che non compra mai al dei-uan, o che, bontà sua, si rifornisce solo in Britannia. Vi stimo, vorrei essere anch'io come voi, ma il Mercato, quello con M maiuscola, vi da torto, a tutti!

    Anche il più poveretto dei giochi ha una sua Collector's perché questo è un ottimo prestesto per ricaricarci anche fossero 5 euro in più a gioco. E sono un'infinità di soldi, signori miei! Questo avviene perché vendono, perché la formula funziona!

    Ora, se credete che non centrasse nulla quanto ho appena scritto, beh, fermatevi un secondo, fate pure finta che io non stia sproloquiando e pensate...
    ... Credete davvero che ci si possa aspettare una rivalutazione dei contenuti quando lassù sono più impegnati a chiedersi se vendano meglio degli occhialini o una borsetta in finta pelle di daino in bundle col gioco?!

    EA se ci sei batti un colpo...

  8. The Following User Says Thank You to @NtonIo For This Useful Post:

    Pablus (09-02-2010)

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