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Discussione: Descrivi il tuo videogioco preferito come se fosse una merda.

  1. #16
    Dottore Scienzopolitologo L'avatar di Anto'
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    Super Mario World

    Cara Nintendo, solo due parole: che palle!
    Ma si può inaugurare una nuova console ancora con Super Mario? Eddai, ce n'erano già stati 3 su NES...

    Basta con questi livelli puffosi e colorati, coi powerup ridicoli e i nemici da schiaccire saltandogli sulla testa. E, come si fa, di nuovo senza uno straccio di trama? La solita principessa rapita dal solito cattivone Bowser, contorniato come in Bros3 dai suoi figlioli deficienti.
    Non siamo più negli anni 80, baby, quando la gente si divertiva a rimpallare un pixel da una parte all'altra dello schermo oppure finire un gioco usando una sola vita.
    Adesso ci vogliono i dialoghi da b-movie, gli avversari vanno mitragliati e bombardati. E il sangue. Molto, molto sangue!

    Che dire poi dei personaggi...
    Mario che non ha ancora imparato due parole in croce di inglese, che ormai serve per forza sennò non ti assumono da nessuna parte. Luigi che soffre di evidenti comlplessi di inferiorità, e più di funghetti e stelline allucinogene avrebbe bisogno di un paio d sedute da uno psicoterapista.
    E questo Yoshi? Che animale è? Un dinosauro scampato all'estizione? Una lucertola nata nei dintorni di Chernobyl? Un draghetto che vola e sputa fuoco a fasi alterne?

    Inoltre parlando del level design le cose sicuramente non migliorano. Troppo vario, troppe 96 uscite per i livelli... Stiamo scherzando? Volete farmi giocare per mesi? Devo andare anche agli allenamenti di pallone, sono una persona impegnata.

    Infine pollice verso anche per la colonna sonora. Non è possibile fare sempre queste musichette che ti entrano nel cervello. La scorsa settimana ho preso due note dalla maestra perché non posso fare a meno di fischiettarle in continuazione, anche durante la lezione!

    No, no caro Miyamoto... proprio non ci siamo.

    Voto: zero assoluto (turuturututtù).
    blackhairedguy.blogspot.com

    ... Living is easy with eyes closed ...


  2. The Following 2 Users Say Thank You to Anto' For This Useful Post:

    hiei86 (05-02-2015), Hizaki (05-02-2015)

  3. #17
    Moderator L'avatar di Xenorik
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    Ico


    Questa cover è...è...è... o mio Dio...

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  4. #18
    Senior Member L'avatar di Kamina
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    Questa cover è...è...è... o mio Dio...
    Davvero brutta.


    Il mio umilissimo blog:

    http://l4gann.blogspot.it/

  5. #19
    What were they thinking? L'avatar di Hizaki
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    E' incredibile aver solamente pensato ad una cover del genere. Fossi stato nel presidente usa di allora avrei sganciato un'altra atomica
    Tra l'altro poi noi e i giappi ci siamo beccati la cover figa: gli americani che hanno di male? Non hanno buon gusto? :/

  6. #20
    Moderator L'avatar di Xenorik
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    Recensioni politically incorrect: Xenogears

    Tanto tempo fa…
    Anno domini 1998, il mondo era ancora un bel posto dove vivere. Soprattutto se sei un adolescente maschio, e di conseguenza il tuo problema principale è la figa. Si traducevano versioni di latino ascoltando in sottofondo MTV che trasmetteva roba come “Drinking in L.A.”, “The everlasting” o “Pretty fly (for a white guy)”, mentre la sera si guardavano “Beavis&Butt-head”, “Daria” e “The head”. Per sentire gli amici si alzava la cornetta del telefono di casa, avere il motorino era necessario per la socialità, e i bambini conservano ancora uno strascico di rispetto per gli adulti. E mentre al cinema uscivano film come “Paura e delirio a Las Vegas”, “Armageddon” e “The Truman Show”, noi giocavamo. In quel senso erano anni meravigliosi. Le software house facevano a gara a chi creava i giochi più belli, e con belli non intendiamo (solo) graficamente all’avanguardia, ma proprio belli in tutto. E’ vero, grazie alla grafica quante volte negli anni ’90 la mandibola si è sfracellata sul pavimento, quante pupille dilatate e quanta bava persa, manco fossimo chiusi in una mossa di sottomissione dell’Uomo Tigre quando era ancora malvagio. Ma oltre a questo, quanti giochi ci rapivano in modo viscerale anche per il gameplay, per le OST, per il setting, per la storia e quanti personaggi ci lasciavano un segno indelebile nel cuore. C’era un genere in particolare che puntava molto su trama e caratterizzazione dei personaggi: i jrpg. In verità i jrpg più che un genere, erano uno stile di vita: un ricettacolo che racchiudeva diversi aspetti della subcultura nerd di allora. Vi erano determinate caratteristiche comuni che si potevano individuare nei giocatori di jrpg del tempo: spesso si trattava di individui maschi, cresciuti a pane e cartoni giapponesi, lettori di fumetti, amanti dei gdr cartacei o tutt’al più dei giochi in scatola, ascoltatori di musica quantomeno non tamarra. I jrpg erano il sunto di tutto ciò, cioè dello sfigato tipo. Quando uscì Xenogears, appunto nel ’98, si era nel pieno dell’era d’oro dei jrpg. Era già uscita robetta come Final Fantasy VI, Final Fantasy VII, Chrono Trigger, Final Fantasy Tactics e Secret of Mana, giusto per dare una panoramica parziale della sola scuderia Squaresoft di allora. Tutti giochi piuttosto complessi all’epoca, con statistiche, numeri, dialoghi, decisioni tattiche, una miriade i nemici diversi da combattere, mondi da esplorare e chi più ne ha più ne metta. Giocare a uno di questi titoli provocava di per sé asocialità, se poi ti piacevano pure, ti procuravano un’aura antifiga potentissima, roba da far esplodere un rivelatore del livello di combattimento di Dragon Ball. E sotto questo punto di vista con Xenogears si ha voluto strafare.

    Io sono l’alpha e l’omega, e questa è un equazione a più variabili
    L’incipit della storia è un lungo filmato dove si vede una gigantesca nave spaziale avere un problemino di navigazione: qualcosa che sembra una sorta di mostro intergalattico la sta distruggendo. Al ché il capitano della nave prede la decisione meno sbatta di tutte: premere il pulsante dell’autodistruzione e finirla lì. L’astronave esplode, ma successivamente assistiamo all’emergere di una donna nuda estremamente pheega dalla macerie cadute su un pianeta non identificato. Questo filmato non c’entra un cazzo col gioco, almeno per le prime 50 ore. Dopo la cinematic infatti appare una “breve” descrizione di circa una decina di pagine, carattere bianco su sfondo nero, che ci informa sullo stato del pianeta: ci sono nazioni in guerra, ma le battaglie ora si combattono con i gear, dei robottoni. 10 pagine per dire questo. Quindi la scena passa al villaggio di Lahan, dove conosciamo Fei, il protagonista della storia.
    Fei.jpg

    Voglio essere un eroe!
    Questo è circa quello che vuole essere di solito un giocatore di gdr, jappo o occidentali che siano. E infatti quasi sempre negli jrpg il protagonista è un giovine avvezzo in una qualche arte che possa far del male fisico o non al prossimo, che sia l’utilizzo di spadoni più alti di lui, o magiche magie magicose, o armi che fanno bum bum. Riassumendo, un figo, o secondo la definizione in voga tra i paninari, un “gallodiddio”. Non è quello che vuole essere il protagonista di Xenogears, Fei Fong Wong. Lui è un pittore. Pacifista. Che fondamentalmente non fa un cazzo dalla mattina alla sera. Un maledetto hippie, in pratica. Se così non sembra abbastanza sfigato, aggiungiamo che è stato adottato e che non si accorge neanche delle attenzioni che riceve dalla più gnocca di tutta Lahan. Già il giocatore di jrpg è condannato alla masturbazione cronica nella realtà, gli manca pure di impersonare uno sfigato pure nei giochi. Va beh, uno può pensare che non tutti i personaggi ti possono uscire bene, e che gli altri pg saranno meglio… facendo una breve carrellata esemplicativa corredata di immagini:

    · Elly: una tipa simpatica quanto un herpes anale che scarica continuamente le sue colpe sugli altri
    Elly.jpg

    · Citan: un dottore saccente che non smetterà mai aprire bocca per rispondere a domande che nessuno gli ha mai posto
    Citan.jpg

    · Bart: un giovane adulto che gioca ancora ai pirati
    Bart.jpg

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    Hizaki (26-02-2015)

  8. #21
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    · Rico: un tristerrimo clone di Blanka
    Rico.jpg

    · Billy: un prete pistolero che da via il culo per mantenere un orfanotrofio
    Billy.jpg

    · Maria e Emeralda: una paio di bambinette del cazzo
    maria.jpg Emeralda.jpg

    · Chu Chu: un essere ancora più puccioso di un orsetto del cuore, che vogliamo ricordare così
    Chu Chu.jpg

    Con un cast di debosciati come questo, cosa potrebbe andare storto?

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    Hizaki (26-02-2015)

  10. #22
    Moderator L'avatar di Xenorik
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    Neon Genesis Xenogears
    Una qualsiasi persona che si definirebbe “normale”, dopo aver finito di vedere Neon Genesis Evangelion non potrebbe che pensare “Una japponesata come questa, mistico-religiosa-introspettiva dove alla fine non si capisce un cazzo, non la faranno mai più, non la reggerei un’altra volta”. Se anche voi siete tra i “normali” che hanno visionato la celeberrima serie targata Gainax, la cover di Xenogears dovreste vederla così:

    Xenocovertrollface.jpg

    A seguito dell’incipit descritto prima, diciamo che la trama non aspetta molto prima mandare in merda la situazione. Il paese di Lahan è in festa perché è la vigilia di un importante evento: il matrimonio tra due ragazzi (non un matrimonio gay, intendo un uomo e una donna giovini, tali Timothy e Alice). Da questo si capisce che ci troviamo in un villaggio di peasants, nessun che abbia un Pc Master Race in casa, per intenderci. Il nostro fancazzista capellone è un grande amico dei promessi sposi, soprattutto della promessa sposa, che come abbiamo già detto, se lo vorrebbe bombare. Ma Fei è un puro di cuore, e nemmeno Dan, il fratellino della sposa nonché il bambino più brutto del creato, riesce a smuoverlo.

    Dan-Portrait.jpg
    Stempiato già a 8 anni

    Dan vorrebbe che il nostro baldo eroe rapisse la sorella in modo che Fei possa fare l’amore con lei in tutti i luoghi e in tutti i laghi, ma forse la somiglianza tra il protagonista della nostra storia e Valerio Scanu va oltre l’aspetto fisico, e Fei della figa non ne vuole proprio sentir parlare. Liquidato Dan e liquidato l’ultimo tentativo di Alice di dargliela, Fei decide di raggiungere la casa del dottore del villaggio, che si trova giustamente in cima a una montagna, ad occhio e croce almeno a 3 ore di cammino da Lahan, e per arrivarci occorre seguire un sentiero infestato da animali feroci. Giustamente. Qui faremo la conoscenza di Citan, il dottore stronzo che non vuole essere disturbato manco se ci fosse la peste nera. Essendo lui un odioso mister perfettino, è esperto in qualunque cosa che possa essere considerata materia di studio. Ovviamente è anche un semi-dio delle arti marziali e tanti HP da far schifo. Fei si trova da doc per ritirare il suo regalo di nozze: una patacca di carillon di dubbissimo gusto (probabilmente recuperato in un mercatino dell’usato) che Citan ha provveduto a restaurare, perché sa fare tutto, lui. Tutti sono felici e contenti, tant’è che Fei decide di fermarsi per cena insieme alla ridente (…) famiglia del dottore, ma poi succede il patatrac: rumori di esplosioni e smitragliate interrompono il convivio, e Fei, precipitatosi all’esterno, assiste con orrore dall’alto del colle all’arrivo di robottoni cattivissimi che iniziano a spargere distruzione per Lahan. Ritorna di corsa al villaggio per cercare di fermare il massacro, cosa che rientra tra pienamente i poteri di un pittore che si rispetti, e l’unica cosa che gli viene in mente è di mettersi a pilotare un robottone lasciato lì incustodito per caso (sì, come no…). Come quando Toppi si mette al comando per la prima volta del Daitarn III, anche Fei riesce a giostrarsela discretamente nonostante la sua indole hippie: deve aver avuto parecchio culo ad aver beccato un robottone con interfaccia user-friendly a manetta. Però, perché un però in queste situazioni c’è sempre, ad un certo punto Timothy, il promesso sposo amicone di Fei, viene shoottato da un robottone nemico. E qui Fei letteralmente sbrocca. Non si sa bene come, ma gli parte la finisher, roba tipo cannone Mako di FF VII, e questo disintegra l’intero villaggio in un secondo, Alice compresa. Il nostro sfortunato artista, come da copione, si risveglia senza ricordarsi che cacchio è successo, ma non fa in tempo a riprendere i sensi che i pochi superstiti del villaggio, capeggiati dall’orrido Dan, gli tirano le pietre. “Assassino!”, “Mostro!”, “Frocio!” (ndr: si scherza, eh) sono solo alcuni degli insulti che si becca. Il buon Citan gli da l’unico consiglio che potrebbe dargli: levarsi dai coglioni e girare per il mondo, anche se dovunque andrà e qualunque cosa farà sempre pietre in faccia prenderà. Questo è l’inizio di una serie di sfighe apocalittiche che colpiranno Fei da questo momento in poi. Tali sfighe, che all’inizio seguiranno il classico canovaccio degli eventi drammatici che possono capitare in un qualsiasi jrpg, ad un certo punto raggiungeranno il punto di flashover e inizieranno a crescere esponenzialmente e si intrecceranno coinvolgendo un numero talmente alto di personaggi che non capirete più un emerito cazzo. Inoltre le vicende verteranno fortemente su temi fisolofici-politici-religiosi-esistenziali-scientifici, tanto che vi chiederete “Ma sto giocando o sto studiando? Cazzo…” La Gainax in Evangelion aveva avuto almeno la decenza di non star troppo a chiarire certi elementi della trama, risparmiandoci così ore di spiegoni soporiferi. In Xenogears viene spiegato T-U-T-T-O, persino perché nel mondo esistono i save-point. Il livello di seghe mentali raggiunto è undisputed, non esiste in nessun altro gioco/anime/fumetto/film. L’eden dei senza-figa, in altre parole.

    A che gioco giochiamo?
    E’ la domanda da porre a chi ha ideato Xenogears. Infatti nel “gioco” la frequenza e la mole dei dialoghi è così preponderante che si potrebbe descrivere il gameplay come un palloso libro super prolisso, intervallato da odiosi combattimenti. Casuali. Perché sì. A quanto pare Chrono Trigger e Grandia non hanno fatto scuola, oppure Xenogears non è stato attento alle lezioni, magari perso nelle sue elucubrazioni mentali. Non si fa in tempo a fare due passi, che si viene interrotti o da un combattimento causale, o da uno stronzo che parla almeno per 10 minuti. Il sistema di combattimento prevede la possibilità di menar le mani sia a piedi che a bordo dei vari robottoni (ci mancavo solo che ce li facessero solo vedere) ma a conti fatti tra le due modalità non cambia essenzialmente una bega. Che siate appiedati o no, si usa lo stesso sistema: colpi deboli, medi o forti. Evviva la varietà. Pigiando diverse sequenze di tasti si ottengono delle combo, e per imparare nuove combo si devono provare le possibili sequenze di tasti che le comporranno. Tradotto nella realtà, si schiacciano i tasti a caso sperando di imparare nuove mosse. Aggiungiamo che ogni personaggio può apprendere solo le sue combo e che non c’è la minima possibilità di personalizzazione, direi che abbiamo un bel quadretto del fantastico gameplay di Xenogears, paragonabile al minestrone di riso della signora Pina:



    Sul versante longevità, solitamente i giochi sono valutati come dei maschi: più dura, meglio è. E Xenogears effettivamente dura, solo che in questo rapporto lo state prendendo voi. E la cosa non vi piace. Lo strazio dura tra le 70 e le 80 ore, non ne potrete più, anche perché il secondo CD è ancora più infarcito di paroloni e discorsi astrusi, manco stessimo leggendo la Critica della ragion pura di Kant. In pratica, un sacco di ore buttate a diventare più sfigati e complessati di Leopardi o di Pascoli.

    Veni, vidi, audivi
    Da un gioco in cui si impersona un pittore, ci si potrebbe aspettare un reparto grafico coi controcazzi. D’altra parte con FF VII l’anno prima la mandibola si era staccata di netto, grazie a scenari dettagliati e combattimenti con effetti speciali, per dirlo in maniera aulica, della Madonna. I creatori di Xenogears però sono stronzi, e quindi hanno fatto l’inverso di FF VII: scenari in 3d dove si muovono sprites bidimensionali. Così, grazie alla “potenza di Playstation” (da non sottovalutare), abbiamo scenari spogli e sprites sgranati. A livello artistico invece si viaggia su stereotipi alla Power Rangers: il pirata vestito di rosso pilota il robot rosso con la pacchianissima benda sull’occhio, la ragazza guida un robot rosa dalle sembianze femminacee, il Blanka dei poveri usa il robot verde e sgraziato etc. La fiera della peggior giapponesità. Tutto questo ben di Dio viene accompagnato da una OST che, in una scala di ciò che risulta deprimente/depressivo, si becca il grado “Radiohead”. Yasunori Mitsuda ci vuole male, e non smette di ricordarcelo spingendoci a tagliarci le vene per tutta la durata del gioco con delle melodie più oppressive della madre di Ed Gein.

    Commento finale
    Perché un povero cristo, dopo una pesante giornata di scuola o di lavoro, dovrebbe mettersi a perder tempo con Xenogears? Perché uno che la figa già la vede solo col binocolo, dovrebbe cimentarsi in qualcosa che sicuramente lo renderà ancora più avulso al gentil sesso? Non ci sono motivi di per farlo, a meno che non vogliate punirvi sadicamente. Perché da qualsiasi punto lo si guardi, Xenogears è una cosa sola: merda. Vi piace la merda? Può darsi che Xenogears vi faccia cambiare idea.

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    Hizaki (26-02-2015)

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