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Fieldrunners per IPhone 3G: mobile gaming alla riscossa [recensione]


Fieldrunners

Allora, molti già lo sanno da Facebook, altri perchè l’hanno visto, altri ancora non gliene frega niente, ma da qualche tempo sono un “felice” (notare le virgolette: il mio rapporto con questo gingillo ha alti e bassi) possessore di un IPhone 3G, l’oggetto tecnologico più desiderato del momento.

Non sono un patito Apple, non sono un patito dei telefonini, non ho mai avuto uno smartphone e sono arrivato a possedere il melafonino in maniera quasi casuale (un cliente l’ha regalato a mio padre … che l’ha regalato a me); detto questo però devo dire che st’attrezzo è veramente fichissimo. A parte dei grandi problemi dovuti alla chiusura tecnologica scelta da Apple e a parte l’utilizzo come telefonino (praticamente pessimo) è il coltellino svizzero della tecnologia: ha tutto. A patto, ovviamente, di possedere un abbonamento telefonico con la connessione ad internet. Questo perchè le applicazioni possono essere programmate da chiunque e quindi la massa di persone che esiste al mondo ha creato davvero “di tutto, di più” per l’IPhone. Io ho un applicazione per accordare la chitarra e fare da metronomo … e questo è solo un esempio.

Ciò che però mi ha stupito maggiormente però è l’impressionante quantità di giochi e i risultati economici che stanno ottenendo sull’Apple Store. Praticamente un terzo delle applicazioni vendute sono giochi e la più venduta del mese è sempre un gioco. Giochini semplici, niente di trascendentale. Ma questo fatto la dice davvero lunga sulle strategie dell’azienda di Cupertino per entrare nel mercato dei videogiochi (dove tutti, praticamente, vorrebbero entrare: chi ha i mezzi lo fa dalla porta principale, come Microsoft e il progetto Xbox, chi non può permetterselo cerca altre vie come inventare i WCG, mi riferisco a Samsung).

Affermo senza paura che IpodTouch e l’Iphone sono due console portatili! Senza alcun dubbio. Hanno un interfaccia semplice (touch screen) un giroscopio che permette giochi basati sul movimento e hanno venduto milioni di copie nel mondo. PSP e DS devono assolutamente fare i conti con questi due apparecchi, non c’è assolutamente altro da dire e se i risultati ludici sono come Fieldrunners, devono anche cominciare a temere qualcosa.

Sviluppato da Subatomic Studios e venduto a 4€ (praticamente niente), si tratta di un semplice strategico Turret Defense dove non si ha alcun avatar e non si danno ordini a nessuno: si piazzano solo torrette in giro per la mappa cercando di resistere all’attacco dei nemici. Ripeto, niente di trascendentale, eppure FieldRunners si è piazzato addirittura al trentesimo posto nella classifica dei videogiochi migliori del 2008 secondo Edge, una classifica dove un titolo come Mirror’s Edge neanche è stato citato. Un gioco semplice e divertente, che manca di una chiara classifica online dove vedere i record degli altri ma che garantisce davvero ore di divertimento sull’autobus, al lavoro, in bagno o ovunque siate con il vostro telefonino. Inizialmente non volevo parlarne perchè, i soli due livelli a disposizione, mi avevano un po’ deluso. Ieri ho aggiornato il titolo e mi hanno aggiunto un livello e due tipi di torrette, senza ulteriori pagamenti e allora beh, eccomi qui.

In un presente sempre più multimediale, dove non vedi “pischello” senza auricolari nelle orecchie, avere un apparecchio che faccia da lettore musicale, telefono e console è un privilegio, anche se molto costoso. Ovvio però che bisogna poterci videogiocare dignitosamente (quindi non solo a Snake), sennò l’Ngage sarebbe stato una figata (e invece non lo era!!!).  Per ora mi è difficile valutare l’offerta di giochi per IPhone 3G perchè non vengono recensiti su alcun sito autorevole (noi cominciamo ora, ovviamente) e tra le circa 5000 proposte dell’App Store trovare un bel gioco è come trovare un ago in un pagliaio. La maggior parte dei titoli infatti sono stupidi giochi di carte o roba simile e, guarda caso, sono i più venduti.

Altri invece, arrivano addirittura secondi all’Independent Game Festival, ma ne parleremo dettagliatamente in seguito.

Per ora torno alle mie torrette, questo terzo livello è davvero ostico e non esiste strategico che possa resistermi!

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Mirror’s Edge, sul bordo di un’emozione [recensione]




Mirror’s Edge è uno di quei titoli che dividono il pubblico.

C’è a chi non piace perchè non somiglia a niente di già visto, e quindi senza sparatorie, palloni che rotolano in porta o macchine che rompono il muro del suono non c’è videogioco. E c’è chi lo ritiene una pietra miliare perchè propone uno schema di gioco inedito rischiando moltissimo.

Io faccio parte di questa seconda schiera di persone, ma non è solo l’aspetto “novità” che mi fa gridare al miracolo: sul bordo dello specchio c’è molto di più e non mi riferisco a droghe varie!

Mirror’s Edge è un esperimento riuscitissimo e io stesso stento a crederci. Non avevo molta fiducia dai trailer e dalle recensioni: poi l’ho trovato a 45€ ed ho deciso di comprarlo. Mai mossa fu più azzeccata, l’ho finito ieri notte e ho ancora i brividi lungo la schiena.

Cosa ha di tanto speciale? Io ho notato due aspetti per i quali il nuovo lavoro di DICE (quelli della serie Battlefield, quindi i netgamers li conoscono bene) merita di essere elevato nell’olimpo dei migliori giochi usciti in questo fantastico 2008 (fantastico, videloudicamente parlando ;) ).

Il primo è il suo genere: contrariamente alla sua visuale in prima persona, che farebbe pensare ad uno sparatutto o al limite ad un RPG, Mirror’s Edge è un Platform, con tutti i pregi e i difetti di un simile calderone.  Lo scopo del gioco è correre e saltare per le varie architetture urbane, esterne o interne, create dai programmatori: ogni balzo eseguito in maniera non corretta comporterà il più delle volte una caduta e un’irrimediabile morte. Bisogna quindi calcolare ogni centimetro di salto ed ogni corsa con il goniometro, come si faceva con Mario e Sonic ai tempi del 2D, per riuscire a superare i vari livelli e giungere a conclusione della storia ripetendo decine di volte le parti più ostiche. Ovviamente ci sono anche varie sequenze in cui bisognerà combattere, che equivalgono allo schiacciare funghetti: ogni nemico ha il suo modo per essere sconfitto ma il più delle volte si potrà, anzi si dovrà, scappare nel minor tempo possibile.

E’ curioso notare come, pensando al genere degli FPS, si nota un’antitesi nella costruzione del mondo virtuale e nel raggiungimento della soddisfazione ludica. Pensateci un attimo: anche in Quake e in moltissimi altri titoli simili, si poteva scappare senza uccidere neanche un mostro. E’ quello che fanno gli amanti degli speedrun: trovare tecniche di risoluzione dei livelli degli FPS mettendoci meno tempo possibile… questo comporta non fermarsi a sparare ad uno zombi in più o uno in meno.

Eppure il divertimento, in titoli come questi, è proprio nello sparare a tutto ciò che si muove. Mirror’s Edge devasta questa credenza e propone un FPS (perchè in fondo la visuale spesso fa il genere, per alcuni) dove il divertimento sta nel fuggire, provando salti impossibili sulle teste dei propri nemici. Questa ha richiesto un level design davvero solido ai ragazzi svedesi che hanno vinto la sfida a punteggio pieno anche soprattutto perchè hanno costruito i livelli con una doppia valenza. Quella della trama e quella propria degli Speed Run, modalità presente nel gioco una volta terminata l’avventura.

In pratica si tratta di rigiocare tutti i quadri cercando di arrivare alla fine in pochissimo tempo, ma potendo scegliere il proprio itinerario. Questo significa che se nella trama c’era una certa trave su cui dondolarsi, magari nello speedrun sarà necessario correre sul muro ed evitarla, perchè non c’è più necessità di prendere quella determinata strada ma bisogna solo arrivare al traguardo. In Mirror’s Edge, quindi, come suggeritomi dall’amico Kunda, ci sono 2 giochi completamente diversi in una sola scatola: l’avventura in single player e un simulatore di parkour alla Sonic.

Già quanto scritto fino ad ora basterebbe per farvi scattare dalla sedia per andare ad acquistare la vostra copia.

Ma a mio avviso c’è addirittura di più.

Il secondo aspetto che ho particolarmente gradito di questo videogioco, è la “confezione”, davvero da capolavoro. Anzi per un gioco come questo ha davvero poco senso parlare di confezione in senso stretto: ogni pixel, dialogo o nota è una alchimia perfetta che contribuisce all’esperienza ludica. Senza questi aspetti probabilmente il gioco sarebbe molto meno bello di come è, negando una volta ancora che non è solo l’interazione a farci credere in un prodotto, ma anche gli aspetti “collaterali”.

Le musiche sono fantastiche e riescono a tagliare ogni momento con la giusta dose di beat, drum ‘n’ bass ed elettronica per amplificare le già alte sensazioni. Si corre con il ritmo quando si deve scappare da i nemici, si trattiene il respiro con tempi lenti quando si origlia un dialogo importante e così via, fino al coronamento iniziale dove Faith (la protagonista), guidata dal computer, da spettacolo sulle note di “Still Alive“, della famosissima Lisa Miskovsky.

La trama è raccontata tramite un anime che, sebbene si veda essere “posticcio” (voglio dire che ha lo stile dei giapponesi nei disegni ma in ben poco altro)  riesce a raccontare una storia molto adulta, futuristica ma anche molto attuale. Ho trovato davvero convincente l’utilizzo di questo mezzo in tutte le sue potenzialità: i filmati non sono semplici raccordi bensì flashback, introspezioni o addirittura scene mute. Un esempio su tutti, i ricordi di Faith sulla morte di sua madre che hanno tutte le caratteristiche fino ad ora elencate. Attenzione però, raccontare per bene un intrecio non significa scrivere una bella storia: quella di Mirror’s Edge ad esempio non è granchè e il doppiaggio di Asia Argento (nei panni di Faith) è ancora peggio.

L’ambientazione è la ciliegina sulla torta. La città virtuale, assume, per l’ennesima volta, un nuovo significato. Questa volta è sinonimo di libertà, di spiccare  il volo. Tra i suoi tetti, grondaie, discese, tubi, scale, metropolitane ecc. Non si era mai vista una città così chiara, con colori tanto accesi, in un videogioco. A mio avviso è anche grazie a queste scelte cromatiche che si è riuscito a trasmettere così tanto, in termini emozionali, ai giocatori.

Chiudo ricordando a tutti che questo gioco è una produzione di Electronic Arts e non lo faccio perchè EA mi sta simpatica (anzi… se dovessi dire la mia sull’argomento avrei ben altro da dire: esattamente l’opposto) ma perchè mi sembra doveroso menzionare chi ha messo i soldi in un progetto simile, rischiando davvero tantissimo (e io credo che le vendite del gioco, purtroppo non potranno mai significare: “scommessa vinta”). Finalmente il colosso dei videogiochi, dopo anni di cloni e giochi su licenza, ha cominciato a investire e a rischiare dando un reale significato a quel “Arti Elettroniche”, che EA richiama.

Ora a voi scegliere: videogiocatori intenditori che hanno voglia di sperimentare, o soliti smanettoni? Se troverò questo videogioco nella vostra ludoteca vorrà dire che avete scelto la via della Forza! :)

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Dalla parte dei cittadini di GTA


Ecco un post “interlocutorio” nell’attesa, ovviametne, dei “magnifici 10″ di Inside The Game.

Abbiamo già la lista, la ho qui sotto gli occhi, dei migliori dieci videogiochi secondo questo blog del 2008. Però, volevamo stupirvi con effetti speciali e quindi…

beh quindi ve lo dico domani che succede :) Intanto beccatevi questo video divertentissimo, che ci fa vedere cosa succede a vivere la parte dell’onesto passante in un videogioco.

Chi vuole schierarsi dalla parte dei cittadini di Grand Theft Auto 4?

Effettivametne gli abitanti di Liberty City ne devono ave viste davvero delle belle durante la permanenza di milioni di giocatori nell’ultimo capitolo delle saga di GTA.

Io comunque mi schiero dalla parte della seconda stella ;) O al limite dalla parte del clacson! I cittadini di GTA sono troppo antipatici.

Grazie a StudioUnto per la segnalazione.

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3MoG, Gears of War 2



L’altra settimana non ho postato la puntata di Three Minutes of Game

…. e nessuno di voi ha chiesto: “Ehi, ma perchè non è andato in onda 3MoG“?

Bravi eh…, mi complimento!!! :)

Ovviamente scherzo ma, per chi se ne fosse accorto, la puntata della scorsa settimana non è andata in onda perchè sono stato male proprio i giorni del montaggio, che non ho potuto recuperare. Quindi eccola, in tutta la sua smagliante gearsofwarsità.

Questa, tra l’altro, è l’ultima puntata del 2008. Avrei dovuto mettermi un cappello di Natale e sparare qualche fischiabotto…

Vabbè lo farò sui server online; con 3MoG ci si rivede nel 2009!

Enjoy.

Link a youtube: commentate e votate, grazie!!! :)

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Beyond The Game


I primi tre post di questa settimana parlano di eventi o iniziative politiche, addirittura.

Neanche una “blogcensione” neanche un pensierino sui videogiochi in uscita. Niente di niente.

Chissà come saranno delusi alcuni di voi dal quarto post di oggi, totalmente in target con i precedenti se vogliamo, che vi porta ancor a più a fondo nel mondo degli Sport Elettronici presentandovi un film, olandese, che si chiama Beyond The Game, come il claim del World Cyber Games (le olimpiadi dei videogiochi).

Come tutti i film anche questo racconta una storia, la storia dei più grandi giocatori di Warcraft 3: The Frozen Throne, il più in voga tra gli Sport Elettronici del momento, probabilmente, grazie al grande plauso che riceve in Asia e al buon successo che continua ad avere in Europa e America.

C’era una volta… c’era una volta uno svedese, si chiamava Fredrik Johansson (per la cronaca c’è ancora… non è morto, ha solo smesso di giocare, concetto simile). Non era niente di che come giocatore di Starcraft. Pensate che Cafone, un “semplice” italiano, lo battè per due volte al primo World Cyber Games 2001 (con me testimone). Il suo nickname era Madfrog, rana pazza. Fu il primo vero giocatore di Warcraft III universalmente riconosciuto come il più forte non asiatico a giocare al capolavoro Blizzard. E si perchè in Corea, dove l’eSport è ormai entrato nella cultura, sono asiatici.

Madfrog vinse la coppa del mondo degli sport elettronici (cioè l’ESWC: Electronic Sports World Cup) nel 2003 all’età di 17 anni e poi venne chiamato a Seoul per diventare un giocatore professionista. Soldi, donne, celebrità: un sogno che si avvera? Per alcuni si, forse, non per lui. Per Madfrog fu come passare dalle stelle alle stalle: gli undici mesi passati in Asia non furono per lui d’ispirazione e, anzi, perse la voglia di continuare a giocare mentre un nuovo astro si formava, si infuocava, esplodeva e si trasformava in sole.

Manuel Schenkhuizen è di Utrecht, Olanda, doveva ancora diventare 18 enne quando il mondo prese coscienza delle sue imprese mirabolanti. Con la razza più difficile e da sempre considerata meno utilizzabile per i tornei, gli orchi, riuscì a vincere il World Cyber Games 2004. Grubby divenne una star in corea, dove ha “lavorato” per anni: i media hanno usato per lui l’appellativo di “The Orc Emperor”, per richiamare quel famoso Terran Emperor, cioè quel Lim Yo-Hwan meglio noto come SlayerS_`BoxeR`, il più famoso pro-gamer di tutti i tempi. Grubby come Boxer, imbattibile, per anni è riuscito ad essere considerato non solo il più forte giocatore non asiatico bensì il più forte di tutti, fino all’arrivo di un nuovo e agguerritissimo sfidante.

Sky (Xiaofeng Li) in Cina è una celebrità nazionale. Pochi sanno che è stato addirittura tra i tedofori della scorsa olimpiade di Pechino, ma è solo la punta dell’iceberg: ha fatto pubblicità, apparizioni televisive, esce con le modelle e guadagna centinaia di migliaia di dollari l’anno giocando a Warcraft 3: The Frozen Throne. Gioca umani, una razza facile, potente, probabilmente “scorretta” ma che ha sempre sofferto un’unica medicina… i pelleverde. Al World Cyber Games 2005 Sky ha vinto e Grubby ha perso: la loro partita sarà ricordata come una delle più grandi disfatte dell’olandese che difficilmente si piega senza combattere.

Dato l’alto livello di emozioni in queste competizioni e la presenza di questi due titani, il World Cyber Games 2006, in Italia a Monza, sarà ricordato proprio per  l’attesa di sapere chi è veramente il più forte giocatore del mondo. E qui entra in scena il regista olandese Jos de Putter che mette in piedi una macchina filmica da grande occasione per andare a seguire questo nuovo scontro. Chi dei due dovesse vincere per la seconda volta il WCG sarebbe infatti ricordato, per sempre, nella “Hall of fame“.

Il trailer che state vedendo è come la nostra storia si conclude, sul campo e come inizia, nel racconto. Grubby ha perso nuovamente contro Sky, ai quarti di finale (significa che non è neanche arrivato a medaglia) e il film Beyond The Game racconta questa sfida e spiega il fenomeno del progaming da un punto di vista più umano, dal punto di vista della gente comune. Sky quindi è entrato nella hall of fame, Grubby no (ma si rifarà nel 2008, grande!!!)

Al momento il film è stato presentato all’ International Documentary Film Festival Amsterdam. Tra poco dovrebbe uscire nelle sale di tutto il mondo. Direi che per tutti gli appassionati di videogiochi, un salto al cinema ci sta.

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Bioshock 2 teaser Trailer


La versione di PS3 di Bioshock, in uscita il 17 di questo mese (cioè domani),  contiene questo filmato. Un teaser trailer di Bioshock 2: Sea of Dreams!

C’è bisogno di aggiungere altro?

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Chi è Loseven: da un paesino alla celebrità


Sono reduce da uno dei migliori eventi videoludici a cui io abbia mai preso parte. E ne ho fatti di eventi. Come giocatore, come giornalista e come organizzatore, sono ben 11 anni che sono in giro (dal 1997, pensate) eppure le finali World Cyber Games di Roma, tenutesi all’interno della fiera Romics, sono state davvero impressionanti (per le foto, così vi renderete conto da soli, clikkate qui). Hanno avuto una partecipazione “popolare” davvero mai vista: sarà stata la città, sarà stata la fiera, dite quello che volete, ma così tanta gente ad ammirare lo spettacolo offerto da Progaming Italia in un evento, io non l’avevo mai vista. Per la finale di Warcraft III e di Starcraft, giochi di solito un po’ ostici addirittura al pubblico delle lan, le sedie erano tutte occupate. Ma il vero spettacolo è stato Guitar Hero ed è di questo che vi voglio parlare.

Ho conosciuto Loseven7, un “ragazzino” di 17 anni che viene da un paesino vicino Subiaco che a sua detta fa circa 700 abitanti. E chi è Loseven7? Lorenzo Castelli, all’anagrafe, è un campione di Guitar Hero 3. Anzi mi correggo, non è un campione e basta: è uno dei cinque più forti giocatori DEL MONDO, di Guitar Hero 3. I suoi record hanno scalato le classifiche di ScoreHero, il più grande sito per i punteggi dedicati a questo gioco e ora, avendo stracciato completamente i suoi avversari senza neanche farli gareggiare (faceva il quadruplo del punteggio, in media), avrà la possibilità di partecipare ai World Cyber Games a Colonia e di cercare di portare a casa qualche medaglia. Oltre che qualche soldino ;)

Avere un super campione del mondo in Italia già farebbe notizia e infatti Lorenzo è stato intervistato da tutti i telegiornali possibili e immaginabili. Ma a me della stampa generalista non interessa niente. In fondo ad un presunto “giornalista” basta dire: “intervista quello che è il campione del mondo” e anche se non fosse vero, ovviamente, il nostro cronista non andrebbe mai a controllare le fonti. A me interessa un altro particolare. Cioè questo!

Se avete clikkato lì sopra avrete la pagina dei canali “director” di Youtube più sottoscritti d’Italia. C’è Beppe Grillo, c’è la Rai e altri “colossi” simili… e al sesto posto c’è Loseven7!!!!

Ovviamente il suo potere è nel fatto che, facendo video sui pezzi di Guitar Hero da lui eseguiti, colpisce un target “mondiale” non certo solo italico, ma questo non toglie davvero niente al valore della mia riflessione. I videogiochi sono potenti, lo dico da sempre e su questo blog l’ho ripetuto spesso, eppure ancora una volta vengo investito da una notizia simile e mi stupisco io stesso del “quanto”. Un giovincello può prendere la sua chitarrina di plastica, la sua passione, tirare fuori il proprio potenziale e diventare celebre! Magari non in Italia, magari in TV, magari non lo intervisterà Fazio, eppure è innegabile che ci siano nel mondo centinaia di migliaia di persone (se non un milioncino) di persone che conoscono chi “sia” Lorenzo.

Tutto questo grazie ad un mezzo dalle infinite possibilità, ovviamente, prima che grazie ai videogiochi. Senza internet infatti il campionissimo sarebbe rimasto lì vicino Subiaco e le sue performance al limite sarebbero state ascoltate da qualche suo amico. Grazie ai tornei online e a tutto ciò che sta intorno al nostro hobby preferito, sabato alla fine dell’esibizione di Through The Fire and Flames (dei DragonForce) da parte di Loseven sul palco del WCG italiano a Romics, si è levato un applauso incredibile. Io tremavo dall’emozione per lui.

Ora speriamo solo che a Colonia li spacchi tutti! Daje Italia Daje!


P.S. Ovviamente non dimentico gli altri ragazzi della nazionale italiana, un in bocca al lupo a tutti i quattordici componenti della nazionale italiana videogames che sono convinto daranno il massimo tra un mesetto in Germania. Per sapere chi siano, qui c’è il sito ufficiale.

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E3 2008: tempo di bilanci


Se c’è un aspetto indiscutibile riguardo all’E3 è che, nonostante mantenga sempre un fascino notevole, non è più la più importante sede in cui vengono presentati i nuovi giochi.

Non più tardi di oggi Miyamoto ha confidato che non ritiene (e quindi Nintendo con lui) che la fiera di Los Angeles sia la sede più adatta per mostrare i core games, cioè i giochi fondamentali per il suo pubblico più fedele.

Ciò non toglie che in questa settimana ne abbiamo viste delle belle: oggi anzichè disquisire di vittorie e sconfitte, console war o dati di vendita, cercheremo di dare uno sguardo d’insieme ai titoli più interessanti che vedremo di qui a breve.

Innanzitutto abbiamo quei giochi che occorre definire “per molti ma non per tutti“, nel senso che pur essendo multipiattaforma non approderanno sui lidi di una o più delle macchine principali.

Menzione d’onore dunque per Final Fantasy XIII, perchè è ovvio che si tratti di un titolo pesante per sua gloriosa storia, ma che è anche chiamato ad ogni uscita a far gridare al miracolo. Square Enix sembra assolutamente in grado di raccogliere questa sfida, sfornando di sicuro un prodotto eccellente.
Come dubito che fallirà Capcom, che ha mostrato al mondo in versione giocabile Resident Evil 5. Graficamente spaventoso e con la straordinaria novità del cooperativo: per il resto sembra di trovarsi di fronte a una versione super potenziata del quarto episodio. Restando su questi lidi, cresce bene il progetto Street Figher IV: abbiamo ormai visto quasi tutto, manca solo l’occasione di provarlo perchè sembra super giocabile e particolarmente gradevole dal punto di vista estetico.

Di Fallout 3 ho quasi paura di parlare, per paura che il minimo sussurro me lo mandi in frantumi: lo sogno da anni, l’ho visto in forma smagliante, non  vedo l’ora di giocarlo e rigiocarlo.

Arriviamo così al gioco con la data d’uscita più vicina, cioè Dead Space: lo abbiamo visto crescere nei mesi e quanto mostrato in settimana fa ben sperare per Halloween (la data d’uscita ufficiale). Una grande ambientazione e un’innovativa tecnica di affrontare le creature che ci si pareranno davanti sembrano i suoi punti di forza mentre gli unici rischi derivano dagli enigmi, croce e delizia dei survival horror.

Rise of the Argonauts è un action Rpg “alla moda”, tutto sta nel capire quanto sarà approfondito il sistema di combattimento, dato che il fascino della sua ambientazione mitologica è innegabile. In ultimo mi aspetto tantissimo da Dragon Age:Origins, innanzitutto perchè Bioware non fallisce mai un colpo, secondo poi perchè è inevitabile paragonare quanto visto a uno dei più grandi successi della software house, cioè Baldur’s Gate. Sembra proprio che il sistema di combattimento sia un avanzamento sulla retta tracciata da quel mitico titolo, con la possibilità di mettere in pausa per valutare le strategie da adottare. Il tutto in un ricco mondo fantasy come copione impone.

Passando alla sponda Pc, buone notizie per i fan di Dawn Of War: il seguito è stato mostrato e sembra davvero migliore rispetto al predecessore, con l’unico limite della spada di Damocle di Starcraft 2 a incombere sul suo futuro (soprattutto pensando al multiplayer): qualche limatura al gameplay e un’impostazione leggermente modificata, basata più su piccole squadre che su una guerra totale.
Per il resto è ovvio che anche in quest’anno spopoleranno l’espansione di World of Warcraft e, almeno secondo il mio punto di  vista, anche Spore, titolo destinato probabilmente a scatenare una mania collettiva simile a quella per i Sims.

I possessori di XBox 360 hanno di che stare tranquilli grazie a Peter Molyneux e al suo Fable 2: gioco molto ambizioso ma che ormai è pronto all’uscita. Se i difetti del primo capitolo (che erano stati tutti creati dalle eccessive aspettative e dai proclami di Lionhead) saranno limitati, questo è un Rpg davvero interessante.

Nota a margine per il piccolo Geometry Wars 2 che, dopo il vero e proprio miracolo del primo, torna a stupirci col suo cooperativo a 4 giocatori contemporanei: uno stillicidio per gli occhi ma assolutamente imperdibile.

Tutto l’hype per Sony era concentrato sulle sorprese, invece la nota migliore arriva da Little Big Planet. Ancora le sue dinamiche sono poco chiare, ma anche qui vale quanto detto per Spore: dare agli utenti finali l’occasione di creare i propri livelli di gioco e condividerli col mondo potrebbe essere una mossa davvero vincente perchè il titolo è bellissimo , il protagonista è già un classico e promette un’eternità di modifiche. Uno dei migliori titoli visti all’E3.

Strano a dirsi, ma entrambi gli altri titoli attesi erano fps: Killzone 2 è graficamente spaventoso, ma l’aver mostrato il ricco multiplayer può essere indice di ritardi nello sviluppo per un gioco mostrato la prima volta a Los Angeles nel 2005. L’altro è Resistance 2, che deve andare assolutamente al di là di quanto fatto vedere dal diretto predecessore. E’ comunque zeppo di potenzialità, sperando che non si finisca per poi buttarlo subito in un angolo.

Chiudiamo con Nintendo che, come detto sopra, rinuncia a mostrare titoli complessi in favore di una line up molto particolare. Wii Music non può essere ritenuto un rivale per Guitar Hero o Rock Band, prechè non ne ha le pretese: vuole semplicemente essere un gioco immediato e divertente per piccoli gruppi di persone, ma se non dovesse avere una set list accuratamente scelta rischia di fallire. Wii Sport Resort si impone il fine di superare i clamorosi limiti di Wii Sport, soprattutto grazie al multi online che dovrebbe supportarne la longevità: tutto sta nello scegliere accuratamente le discipline, perchè il lancio del freesbee al cane non è proprio il massimo (ed è già previsto!).

In ultimo un titolo che ho amato molto, cioè Animal Crossing per Wii: qualche anno fa poteva anche essere innovativo, purtroppo ora la maggior parte delle attività possibili è stato introdotto in svariati MMORPG, il rischio quindi è di essere un po’ schiacciato da un’agguerrita concorrenza, soprattutto perchè ormai siamo al terzo episodio e sembra sempre di trovarsi di fronte a un mero upgrade.

Interrompiamo qui il discorso, già sapendo che di progetti e giochi di cui parlare ne avremmo ancora a decine: non scordatevi però che tra un mesetto scatta la Games Convention e anche in quella sede avremo di che rifarci gli occhi!

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E3 2008: Sony press conference


Eccoci giunti all’ultimo gigante dell’industria dell’intrattenimento elettronico, quel leone sempre pericoloso, ma ora mezzo addormentato. Sony, divisione Computer Entertainment, i geni che hanno trasformato un passatempo per alcuni in un costume di massa grazie a Playstation, uno e due.

La tre sta andando male, dicono i numeri. Eppure è più bella, più silenziosa e più potente, della console Microsoft, sua diretta antagonista. Ha un fantastico lettore blu ray e la potenza del “Full HD“, un sistema molto aperto con cui si può fare di tutto (c’è un browser con cui io spesso guardo i commenti sul blog) e un nome che non fa sconti. This is living, signori; eppure perchè le vendite arrancano?

Perchè la conferenza Sony dell’E3 è stata la più deludente in termini di titoli presentati? Sony pensa davvero che basti un trailerino di God of War 3, in cui peraltro non si vede neanche un secondo di gioco, e un’ennesima anteprima di Killzone 2 (mostrato un anno fa all’E3 2007… ma comunque davvero impressionante)? No, assolutamente non bastano i titoli per i blogger di mezzo mondo e le novità presentate, comunque, non fanno gridare al miracolo. Arriva addirittura tardissimo rispetto alla concorrenza l’annuncio delle vendite di film online su Playtstation Network. Insomma niente di veramente succoso.

Eppure signori, il leone ha ancora voglia di correre dietro alla gazzella. Un tempo era il re della foresta, ora deve combattere contro altre forze per il predominio territoriale; il metodo però c’è e Sony lo sa bene. Questa console war sarà la più lunga e si può ancora vincere!

Come? Innanzitutto la comunicazione del colosso nipponico è sicuramente la migliore (anche se tutti e tre i brand hanno fatto passi da gigante nell’ultimo periodo). Il video che state vedendo testimonia in pieno quanto asserito: i dati di vendita sono stati forniti tramite un livello giocabile di Little Big Planet, un titolo per cui la console meriterebbe l’acquisto, visto che potrebbe sconvolgere il sangue del mondo dei videogiochi iniettando un po’ di sano User Generated Content (come farà Spore, su PC).

In seconda battuta, Microsoft si è letteralamente “fregata” (non è una cosa negativa, ma anzi una cosa positiva della casa di Redmond che ora ha convinto chiunque ad investire su Xbox) un sacco di esclusive Playstation a suon di milioni di dollari, ma i brand che rimangono sulla stazione da gioco, quanto sono potenti? Non sono forse addirittura il manifesto del videogioco moderno? Quando finalmente uscirà  Gran Turismo 5 cosa succederà? L’impatto di God of War 3 sarà devastante per le altre console, come i colpi di Kratos? Il prossimo Wipeout richiamerà al centro commerciale milioni di fan?

Metal Gear Solid 4 ha dimostrato proprio questo: un’incremento di vendite spaventoso. Chi non aveva ancora scelto, probabilmente appena ha sentito “Solid Snake” ha acquistato Playstation. Purtroppo è difficile far pendere verso Fable 2 milioni di ex acquirenti di PS2, nonostante il titolo Lionhead mi sia sembrato davvero unico. Ed ecco il bandolo della matassa: Sony non è solo PS3! Sony è PS2 e anche PSP. La prima in alcune parti del mondo vende ancora molto di più di Xbox360 (scusate se è poco). Faccio notare che i giochi per Wii continuano ad uscire anche su PS2, quindi non dite che non escono più giochi. :) La seconda è in crescita costante ed ha un appeal clamoroso.

E allora chi è che sta vincendo? Quale è il nome che nel 2008 bisogna dare alla propria “console” per parlare con i “non giocatori” (maledetti!!! Eh giocate ragazzi, su!!!!!). Bisogna ancora chiedere al proprio padre: “Papà, papà, a natale voglio giocare al Nintendo“, come negli anni 80/90? Oppure i giovani d’oggi giocano “alla plaistescion” e identificano questo termine con console?

Io dico questo: grazie ai dati di vendita globali, mi sembra che abbiano vinto tutti! Publisher inclusi :)

E voi che ne pensate? Il mazziere ha servito le carte. Signori: fate il vostro gioco.

Qua trovate tutta la conferenza sempre scirtta tramite live blogging.

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E3 2008: Nintendo press conference


La conferenza stampa di Nintendo (riferitami da Peppe, che ringrazio, e poi vista sui video del sito ufficiale www.e3expo.com), contrariamente a quella Microsoft di ieri e a quella Sony, tenutasi poco dopo (ne parliamo domani) ha inequivocabilmente dimostrato un fatto: Nintendo ha vinto.

Tutto il tono del discorso, attenzione sto parlando quindi della forma non della sostanza, faceva trasparire un’evidente “superiorità” territoriale e quindi ho notato poca voglia di far scrivere fiumi di inchiostro a blogger come me o alle riviste specializzate. In fondo, parliamoci chiaro, la casa di Kyoto prima del Nintendo DS era data per spacciata. Vendeva solo il GameBoy, mentre il suo Gamecube era semisconosciuto (non scherzo quanta gente conoscete che l’abbia posseduto anzichè avere una PS2?). Eppure in questa generazione ha speso meno dei suoi diretti concorrenti ed ha venduto il doppio, guadagnando molto di più. Wii e DS sono due prodotti che hanno totalmente fatto breccia in un mercato inseguito costantemente da Sony, ma mai raggiunto a forza di Eye Toy: sto parlando di coloro che non hanno mai videogiocato.

Prodotti come Brain Training o Wii Sports, hanno messo insieme giovani e anziani; Super Mario Galaxy ha dimostrato che la voglia di tenersi i fan ci sarebbe ancora. I risultati in comunicazione, comunque emblematici, dovuti ad un prezzo davvero competitivo dato a Wii, hanno creato un corto circuito in un mercato casalingo letteralmente dominato da PS2 dando ragione, per una volta nella storia, a chi ha avuto il coraggio di innovare. E questi risultati si vedono ad occhio nudo: quanti spot in televisione di giochi per Wii avete visto?

Adesso Nintendo non può permettersi di aspettare le mosse degli avversari, quindi continua a proporre a modo suo novità eclatanti. Animal Crossing per Wii promette già faville sul settore dell’online (qui potete vederlo), mentre ciò che state osservando, cioè Wii Music, arriva in un momento importantissimo per i giochi musicali e può raccogliere seneramente un’eredità difficile perchè è fatto bene.

L’annuncio del nuovo “sensorino”, come mi piace chiamarlo (il Wii Motion Plus), è comunque una ciliegina sulla torta e forse chiuderà la bocca a chi ha criticato Wii per i suoi controlli spacciati come rivoluzionari ma comunque non precisi (vedere per credere).

Ora però voglio tornare all’inizio del mio discorso: tutto quanto mostrato in questo attesissimo palconscenico dell’E3 2008, mi sembra comunque un “compitino” per chi ha rivoluzionato il mercato dei videogiochi. Non c’è stata la voglia di mostrare neanche un titolone per noi hardcore gamer; mi sarei aspettato almeno un nuovo uso della pedana Wii Fit unito ai normali Wii Mote e Nunchuck o qualche periferica davvero mai vista, invece nulla. Io in questo vedo l’aria di chi ha vinto e la dimostrazione viene dalla lunga disanima dei dati mondiali di vendite che vedono il Wii superare tutta la concorrenza, per non parlare delle copie di Nintendo DS sparse per il globo.

Insomma Nintendo; i tuoi fan vogliono che ti ricordi di loro. Vogliono giocare le innovazioni formali ma anche quelle stilistiche che vengono dalla “penna” di Miyamoto & co. I tuoi fan vogliono che tu sappia osare non solo nel casual, ma anche nel santuario dell’hardcore. Non ci bastano 3 giochi in un anno. Noi ti abbiamo sostenuto per anni, ora tu ricordati di noi!

Forse siamo troppo esigenti? Da chi ha creato Mario, chiedere di meno, sarebbe un delitto.

Comunque sia, Wii Music è bellissimo!!!

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E…uno. E… due. E3!!!


Ci siamo!

Domani comincia la nuova edizione dell’Electronic Entertainment Expo: una delle più importanti fiere di videogiochi al mondo. Un tempo unica, sola e gigantesca, ora semplicemente goccia in un mare di eventi bellissimi, a cui publisher e software house partecipano con molto entusiasmo per presentare i propri prodotti.

L’E3 di Los Angeles è un sogno, per molti. Io ad esempio non ci sono mai andato e ho sempre sbavato sulle anteprime delle riviste (e ora dei siti): mi piacerebbe tantissimo andarci! Purtroppo l’America è troppo lontana… probabilmente mi concederò una gitarella in quel di Lipsia, chissà, per la Games Convention che probabilmente adesso è ancora più grande.

Ma il fascino della fiera in California è molto più grande. Da sempre le anteprime, i più stupefacenti annunci, i migliori giochi, vengono presentate nei palchi dei mega stand dell’E3. Ma niente di “enorme” quest’anno: dal 2007 la fiera ha subito una pesante riorganizzazione poichè era troppo costosa. Tra l’altro ora è solo ad invito e non ha più quei 50.000, 60.000 visitatori dell’edizione 2004, ad esempio. Ciò non toglie che la sostanza vale più della forma; a me personalmente non interessa molto che Nintendo abbia o non abbia un super palco con 100 booth babes una meglio dell’altra (forse queste un po’ mi interessano… il video è una dimostrazione ;) ). Io voglio vedere grandi giochi in anteprima! Anzi voglio giocarli in mezzo a migliaia di fan come me! Nel tempio del divertimento elettronico dal 1995 (anno della prima edizione della fiera).

Starò a casa come voi, peccato in un certo senso. Ma da una parte sono comunque contento di discutere qui sul blog delle novità che verranno presentetate in questi quattro giorni, da lunedì 14 a giovedì 17. Preparatevi a vedere finalmente Fallout 3, Project Origin, Dragon Age, Mortal Kombat vs DC Comics e tanti altri. Sul blog proverò a embeddare lo streaming di GameSpot, se ci sarà, così da commentare davvero in diretta tutti i titoloni attesi per questo autunno. Se fosse come quello 2007, sarebbe SUPER!

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Bungie Day!


Lo so, siete rimasti delusi perchè guardando il video qua sopra non avete visto il mio faccione volare giù da un “Bungie” Jumping eh?

Ma Bungie Day non sta assolutamente a significare il giorno del mio primo salto con corda in qualche precipizio. Oggi è il Bungie Day 08, e per tutti i possessori di Xbox360 è il momento di scaricare qualche bel “gadget” virtuale per questa celebrazione. Ogni anno infatti i creatori di Halo danno vita ad una serie di eventi online e regalano mappe oppure sfondi e temi per un periodo di tempo limitato.

Affrettatevi quindi ad accendere la vostra console Microsoft e a connettervi ad internet: vi aspetta l’ultimo Map Pack di Halo 3 (Legendary Map Pack) a prezzo scontato e una manciata di immagini esclusive, scaricabili esclusivamente nella giornata odierna (non preoccupatevi, avete tempo, in America le lancette dell’orologio non sono nella stessa posizione che in Italia). Troverete addirittura una mappa completamente nuova, Cold Storage.

Basta chiaccherare quindi, mettete in pausa il video e correte a scaricare tutto ciò che riuscite; dopodichè tornate qui e fatevi quattro grasse risate con questa celebrazione del Bungie Day da parte di alcuni birichini di Youtube.

Nel machinima (realizzato come Red Vs Blue, ve lo ricordate?) che vi ho postato si ride molto, quindi dategli una chance: riguardatelo con attenzione e senza leggere!

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