Tag Archive | "AKirA"

Grubby, Moon, Sky e la celebrità cinese [reportage WCG 2009 - Day 5]


Oggi non voglio scrivere tanto o parlare tanto, sono stanco devo andare a letto e domani andiamo tutti a vedere i templi cinesi con la nazionale italiana. Voglio però far parlare tre immagini che, fortunatamente, non mi sono costate un occhio della testa o una fatica immane. Si perchè per uno spettatore normale dei World Cyber Games ottenere una foto con Grubby, Moon e Sky sarebbe stato impossibile o quasi. Io invece, comodamente seduto in sala stampa, ho visto passare queste tre super star davanti ai miei occhi ed ho solo dovuto chiedere: facciamo una foto insieme? ;)

Credo che a pochissimi interessi avere una foto con dei personaggi che in Italia sono dei perfetti sconosciuti. Io però, che sono cresciuto con i replay di Warcraft 3 di Grubby, Moon e Sky sono proprio contento di sfoggiare questi tre scatti, più quello di apertura con dei cosplayer di Counter Strike.

Ed ecco la mia foto con Grubby, mitico!!! :) E’ stato simpaticissimo e disponibilissimo. Mi ha anche salutato Cafone!

Grubby Warcraft 3 akira

Anche Sky, con tutte le guardie del corpo vicino, è stato molto contento di farsi una foto con me. A momenti ero io quello famoso perchè non ho gli occhi a mandorla! ;)

sky warcraft 3 akira

L’ultima invece, quella con Moon, è stata la più complicata. Innanzitutto perchè la guardia del corpo era molto più molesta e in seconda battuta perchè quando c’era lui in sala stampa, gli addetti cinesi avevano anche dimenticato una porta aperta e sono entrati tipo una quarantina di fan adoranti che mi hanno impedito di raggiungere il campione. Alla fine però ce l’ho fatta. Proprio quando stava andando via.

moon foto warcraft 3 akira

Mitico me!!! ;)

Posted in Esport e Netgaming, Events, OpinioniComments (8)

Fan Day di Assassin’s Creed 2 a Roma [abbiamo visto il capolavoro Ubisoft!!!]


Stamattina, dopo aver ricevuto gentile invito da parte di Ubisoft, io e AkiRA ci siamo infilati nella metropolitana di Roma alla volta del cinema Giulio Cesare, per partecipare al Fan Day dedicato all’imminente Assassin’s Creed 2.
Tra l’altro è stata una doppia prima volta: non era mai successo che organizzassero un evento in contemporenea in due città, Roma e Milano, e mai si erano allontanati dal capoluogo lombardo.
Ben lieti di notare un buon numero di persone e di ritirare un codice bonus per un contenuto nella versione PS3, ci siamo accomodati in poltrona.
A dire il vero non sapevamo bene in cosa sarebbe consistita tutta la faccenda, che si è svolta in tre fasi, tutte molto importanti. Nella prima ci hanno mostrato il primo filmato della storia della Famiglia Auditore; nella seconda una lunga parte giocata in sala, in cui ci hanno riempito di dannosi spoiler e nella terza, ottima anche quella, io ho assalito il buffet.

Il filmato, assolutamente in linea con quello che vi abbiamo proposto qualche giorno fa, è realizzato da Hybride Tecnologies, la casa di post produzione video che ha realizzato gli effetti degli adattamenti cinematografici di 300 e Sin City, recentemente acquistata da una Ubisoft in gran forma, a quanto pare pronta a sbarcare persino sul grande schermo.
A parte qualche momento in cui la sovrapposione tra attori veri e contorno digitale non è perfetta, la qualità di quanto visto è stata eccellente: in un attimo siamo stati letteralmente catapultati nella Firenze rinascimentale, per conoscere Giovanni Auditore, padre di quello che sarà il protagonista del gioco, Ezio.  Gli intrecci fra famiglie rivali sembrano nascondere molti intrighi, e la presenza di personaggi storici come Lorenzo de’ Medici non fa che aumentare il coinvolgimento dello spettatore. Tra qualche giorno sarà reso pubblico questo mini episodio (di cui questo era solo una minima parte) e potrete vedere coi vostri occhi l’amore riversato nel progetto.

Ma il bello doveva ancora venire.
Conclusa la visione con un bell’applauso, abbiamo avuto modo di assistere al lungo prologo del gioco vero e proprio, scoprendo un mare di freschezza e novità: per spazzare subito ogni dubbio vi dico che se tutto ciò che è stato inserito funzionerà a dovere, Assassin’s Creed 2 sarà sensazionale.
La prima parte era ovviamente ambientata nello stesso laboratorio in cui si conclude il primo capitolo,  quindi ancora con Desmond e Lucy come protagonisti. Quest’ultima getta la machera e finalmente aiuta il povero pronipote del nobile Altair a fuggire dalla struttura. Come ricorderete, c’è una guerra centenaria tra Templari e Assassini: dopo aver passato un intero gioco al servizio dei primi, in questo seguito saremo ospitati nella base segreta dei secondi, con un nuovo Animus e nuovi comprimari.

Al termine della fuga, veniamo subito buttati sul diabolico marchingegno, e qui rivivremo il primo ricordo di Ezio, la sua nascita. Come visto in Fallout 3, il primissimo tutorial di movimento sarà quindi nei panni di un bebè.
In seguito faremo la conoscenza degli altri membri della famiglia, dei suoi alleati e dei rivali, come la Famiglia de Pazzi: con Ezio adolescente scavezzacolo pronto a battersi per un insulto fra le strade della città toscana. Già da questi minuti in game è evidente il desiderio di Ubisoft di fare tesoro delle critiche al predecessore: non solo le missioni (tutte volte a impratichire il giocatore coi controlli) sembrano varie, ma sono liberamente ignorabili.

Due sole cose stridono in questa sezione di gioco: Ezio non è ancora un assassino (a noi hanno spoilerato il seguito… io sarò buono e lo terrò per noi), quindi è vestito come un nobile ed evidentemente le scene di salto, arrampicata e combattimento sono meno curate in dettagli come le compenetrazioni con le superfici (i piedi non “appoggiano” perfettamente sui muri ad es.); inoltre, nonostante tutti i dubbi sul doppiaggio siano fugati dalla qualità ottima della localizzazione, non è possibile sentire Ezio che risponde al fratello “fottiti“, o Maria, madre del nostro eroe che lo rimbrotta dicendo “dovresti trovare un hobby…oltre la topa“.
A parte questo, l’ambientazione è sensazionale ed è pronta a farci vivere sensazioni analoghe alla gita in Terrasanta:  palazzi vicoli, strade e tetti pulsano di vita, e l’aggiunta di fazioni con cui è possibile allearsi o lottare, come i Ladri e le Cortigiane, permetterà di personalizzare la propria esperienza con vantaggi e svantaggi del tutto nuovi. Ad es., ottenendo i favori delle prostitute, queste potranno aiutarvi a fuggire ditraendo le guardie con le loro lusinghe.

Alcuni aspetti del tutto nuovi ci sono stati raccontati dal relatore, come la conferma dei luoghi in cui avverrà la storia (annunciata di una durata minima di 40 ore…fino a 90, ma qui qualche dubbio sorge): Venezia, Firenze, la Città del Vaticano e San Gimignano, con la possibilità peraltro di contribuire all’economia di quest’ultima in un modo definito simile ai gestionali.
A proposito di economia, accolgo con favore l’introduzione dei soldi, con cui comprare oggetti e migliorie, oltre che costumi e cure dai caratteristici dottori sparsi in città.
Su questo aspetto Ubisoft centra già nel segno, perchè a una rapida occhiata della mappa, questa sembra piena di opportunità, anche perchè finalmente si potrà entrare in alcune abitazioni.

Ultima nota sui difetti emersi in questa presentazione, che comunque vedeva un hardware debug (la PS3) particolarmente sotto stress: ciò non toglie che sia stato evidente un brutto bug che non permetteva di raccogliere un oggetto. Anche il breve tratto a nuoto visto è stato abbastanza deludente, perchè il mantello sulla spalla di Ezio sembra seguire una fisica irreale e approssimativa.
Tutti dettagli in ogni caso rispetto allo sfarzo visivo e contenutistico, perchè tutto sembra limato perfettamente per rasentare la perfezione.
Come nota a magine segnalo che Ubisoft avrà uno stand a Lucca Comics in cui sarà possibile vincere premi (cosa in cui noi abbiamo fallito) e provare il gioco con le proprie mani, anche se voi non avrete il buffet!

Posted in Events, OpinioniComments (21)

AEX Ranbat 2.4 a Roma, 17 Ottobre [torneo di Street Fighter 4]


AEX Ranbat logoRomics non è stato un grandissimo evento a livello di videoludico. Cioè, non è stato granchè lo spettacolo offerto sul palco dei World Cyber Games organizzato da Progaming Italia. Ci siamo divertiti, per carità: il quizzone sui WCG è stato fantastico. Ma in tre giorni abbiamo fatto vedere solamente la sfida di Guitar Hero e quella di FIFA tra i finalisti. Troppo poco per un patito di Sport Elettronici e netgaming come me. Eppure una nota positiva, nascosta in un angolo della fiera, c’è stata. Il torneo di SF4!

Read the full story

Posted in Esport e Netgaming, OpinioniComments (7)

Game Pro chiude, ultimo numero (il 27) in edicola a breve


Game Pro FractureQuesta è una notizia un po’ triste. O almeno, lo sarà per coloro che sono stati fan della rivista capitanata da Stefano Silvesti e Marco Accordi Rickards, Game Pro, dove ho prestato servizio come columnist per circa 1 anno e mezzo. Quindi, per osmosi, sarà anche una brutta notizia per i miei fan (mia madre, mia moglie… e basta credo LOL ;) ).

Che dire; quando succede qualcosa di simile una persona come me che, a tratti, ha sempre lavorato nell’ambiente, non può che essere solidale con il caporedattore (in questo caso erano addirittura due), tutta la redazione e soprattutto con i lettori le persone probabilmente più colpite da una simile perdita.

Read the full story

Posted in GamingCulture, Quick NewsComments (15)

Gamescom 2009 [reportage Inside The Game]


Tre amici si ritrovano in terra straniera, pronti ad assistere per la prima volta alle meraviglie di una grande fiera interamente dedicata ai videogiochi e parallelamente a capire come un evento anche solo simile a questo per ora, in Italia, è impossibile vederlo pure col telescopio Hubble.
Non pensate neppure per un attimo che si tratti di esterofilia perchè i tedeschi hanno lavorato alla grandissima sotto ogni punto di vista per portare il meglio del videogame davanti ai nostri occhi in un delirio di luci, colori e pazzie varie: escludendo le storie di abusi di birra, belle tette e di persone che si imbucano alle feste, eccovi il mio resoconto.
Primo contatto:

La città di Colonia è molto bella, ma questo lo sapevamo già. Clima perfetto (almeno in pieno agosto) e una folta rappresentanza di giocatori, che era possibile incontrare ovunque nella zona del centro. La nostra visita all’evento era prevista per Sabato, quindi a spasso orfani di Pinolo che sarebbe giunto a notte inoltrata da Monaco.
Trovare il biglietto è stato facilissimo: in un grande magazzino un’arzilla signora non solo ci ha venduto il prezioso tagliando, ma anche dato perfette indicazioni per la serata. Francamente non mi sarei mai aspettato lo spettacolo in centro: credevo avremmo trovato una zona piena di locali, ci siamo trovati davanti a una piazza gremita di gente, con tanto di posti a sedere, un palco con band che si esibiva dal vivo, un presentatore abbastanza idiota e gli Awards per i videogame dell’anno trascorso. Ah, e la birra a 2 euro. In più postazioni tematiche di vari titoli o console, in modo che fosse chiaro che nei giorni della fiera i videogiochi erano prontissimi a ricevere tutto il rispetto che meritano. Peccato essere arrivati alla fine dei premi, tanto più che quello per la migliore ambientazione è andato a Mirror’s Edge (per chi tifavamo noi? Ovviamente per Fallout!).
Questo è stato l’antipasto, eravamo più che pronti a un risveglio di buon mattino e una devastante giornata di attese e meraviglie.

Welcome to the Jungle: Occhi impiastricciati di sonno, stomaco provato dalla copiosa colazione: pronti via, la Fiera apriva alle 9 e noi pensavamo di fregare sul tempo i tedeschi, provando più giochi possibile prima che gli stupidotti si alzassero dal letto. Che stolti! La folla era già oceanica, assiepata in una bella struttura tirata a lucido (almeno di buon mattino) e dannatamente vasta: avedola percorsa in lungo e in largo il fisico ne ha risentito abbondantemente, lasciandoci alla lunga stremati.

Il problema più grande, nonostante l’impeccabile organizzazione, era che la maggior parte delle presentazioni era riservata di volta in volta a gruppi di circa 70 persone, che entravano tutte insieme per assistere ai mini eventi della durata di circa mezz’ora: il risultato erano un minimo di mezz’ora di attesa snervante, senza poter muovere un passo prima di poter finalmente affollare le salette. Ciò non toglie nulla all’evento, anche perchè in linea di massima tra le meraviglie viste e il gadget di fine proiezione l’attesa si scordava in fretta. Non so però se AKirA sarà più lo stesso di prima: avere Starcraft 2 in prova a pochi metri e scoprire che l’attesa minima era di quattro ore (su undici di apertura dell’area) lo ha lasciato catatonico per qualche minuto. Siate buoni: non provate a ricordarglielo!

In ogni caso, al di là  questi mini-eventi, lo spettatore non aveva modo di annoiarsi tra rampe da skate, mini campi da calcetto, una pista sterrata per correre con motorini e quad, moltissimi stand che vendevano rinfreschi e un piccolo museo delle piattaforme di gioco in cui era possibile provare vecchie macchine da gioco collegate a monitor o televisioni dell’epoca in modo da accontentare anche il più accanito retrogamer: fantastico!

Poco prima di pranzo finalmente compare il grande Pinolo: dopo qualche mese di lontananza e contatti unicamente virtuali è stato un vero piacere ritrovarsi e massacrarsi fianco a fianco in fila, nonchè abusare dell’ospitalità post evento allo stand Deep Silver.

Gamescom 2

Finalmente in gioco:

E’ ovvio che sulle suddette undici ore di apertura e con le massacranti attese, siamo stati costretti a scegliere quali giochi vedere/provare: dato che la nostra linea è di non parlare di ciò che non abbiamo toccato con mano (Stoya a parte ;) ) ecco ciò che abbiamo selezionato dal caos del Gamecom 2009:

Borderlands: definito “il primo rpg/fps”, presenta un’ambientazione simil Mad Max, con macchine costruite bizzarramente, migliaia di armi (“più di tutte quelle di tutti i giochi usciti a oggi per Ps3 e Xbox360″) e grafica in cell shading, potrà anche essere un titolo molto atteso, ma non mi ha colpito per niente. Proprio le scelte di design a mio parere cozzano troppo con l’ambientazione, rendendola troppo luminosa e tendente al fumetto: probabilmente è solo questione di gusti e il multiplayer cooperativo mi farà passare ogni perplessità: basterà aspettare il 23 ottobre per un giudizio definitivo.

Mafia 2: la serie svolta pesantemente verso il gameplay di GTA, ma questo non è necessariamente un male. Praticamente un film interattivo, forte di scene di inframezzo e gioco dannatamente realistiche e di un’ambientazione di sicuro appeal: mitra Thompson, un po’ di alcol e qualche ragazza poco vestita non hanno fatto altro che aggiungere hype.

Bioshock 2: deludente il filmato perchè mi aspettavo di più dal punto di vista delle novità, ma non si può dire che non stia venendo su molto bene. Essere un Big Daddy e difendere le sorelline sposta completamente le premesse del gioco, se l’atmosfera generale restasse analoga a quella del predecessore c’è poco da dire: mio.

The Beatles: Rock Band: suonare su un palco simil vero, anche se davanti a una decina di persone,  non mi capiterà mai più, come dubito di prendere in considerazione un titolo che venderà godzillardi di copie grazie alla band pop più celebre di tutti i tempi. Cosa dovrei dirvi? Ci sono i modelli dei Beatles, ci sono tutti i loro successi e c’è pure tutto il divertimento tipico della serie. Io però mi sono rotto le palle, continuano ad abusare del successo che stanno riscuotendo: legittimo, ma per me resta sullo scaffale.

Brink: shooter futuristico ambientato su una città galleggiante, contiene parecchi spunti interessanti visti in altri titoli ma rielaborati in modo funzionale a un gameplay che appare molto solido, almeno in prospettiva. Per il movimento del nostro personaggio (interamente customizzabile), si è scelta una via analoga a Assassin’s Creed: con un tasto premuto e una rapida occhiata con la telecamera di gioco, è possibile superare gli ostacoli in modo dinamico e molto vario. Inoltre la presenza di classi diverse, che è possibile cambiare accedendo a punti strategici per completare i vari obiettivi di missione, e il multiplayer fino in otto suonano come aggiunte davvero sfiziose a un fps nettamente fuori dai canoni consueti.

Call of Duty: Modern Warfare 2: la fila più massacrante perchè doppia (prima all’esterno, poi all’interno), ma anche la più spettacolare: tutto il livello ambientato sulla neve giocato davanti a noi, con il classico realismo tipico di Infinity Ward fatto di esplosioni e effetti grafici curatissimi (come le crepe sul ghiaccio lasciate dai ramponi con cui ci si arrampica, che continuano a estendersi sulla superficie stessa). Un gioco pieno dii carattere, anche se il single player, per quanto intenso e stepefacente, non è niente rispetto al multi, che si prospetta ancora una volta imperdibile.

Tatsunoko vs Capcom Ultimate All Stars: finalmente una prova con mano, conclusa in tragedia causa rottura dell’arcade stick che utilizzavo io (che mi sa tanto avrei perso malamente). Veloce e colorato, persino bello da vedere nonostante esca per Wii, sembra limato a dovere per pttenere un buon successo. Magari non tutti conosceranno Polymar, Kyashan o il Mago Pancione (con un cuore cosìììì), ma per chi è cresciuto negli anni 80 è un sogno che si avvera. Personalmente avrei allegramente evitato i personaggi Capcom per avere solo quelli Tastunoko (e magari quelli di Go Nagai), ma lo spirito del gioco è quello del crossover improbabile, in cui persino Viewtiful Joe col suo testone pare picchiare come un fabbro. Combo spettacolari e super mosse devastanti, mi sa che per questo toglierò il Wii da sotto il tavolo della cucina che balla.

Mass Effect 2: non vedo l’ora. Provato con mano, non sposta in nulla in gameplay già amato col primo, infarcito di dialoghi intensi e combattimenti frenetici. Niente di veramente nuovo, ma la sensazione netta che il comparto grafico sia migliorato e Bioware punti molto sulla serie. Tutti coloro che hanno giocato al primo sono riusciti ad apprezzarlo nonostante i problemi tecnici di cui era infarcito, superati quelli tutti zitti: si compra e basta!

Scribbleanauts: ovvero il trionfo delle idee sulla tecnologia. Carino da vedere, stupefacente per l’inventiva nascosta in un gioco solo apparentemente semplice. Mi sa che dovrò recuperare anche il mio fedele DS “prima maniera”, in barba al DSI, anche solo per scoprire tutte le soluzioni possibili usando un po’ di cervello. C’è da dire però che non riconosce la parola birra, un fatto certamente molto grave: però c’è Dio!

Fifa 10/PES 10: ingiudicabili. Senza provare con mano con almeno una decina di partite, ogni modifica o limatura al gameplay non può essere colta, a meno di parlarne rielaborando le chiacchiere di Konami e EA. Tanto venderanno a pacchi, indipendentemente da quale sarà considerato migliore.

Passo e chiudo:

Evento fantastico, ogni aspetto del videogioco trattato con cura, rispetto e spazio a sufficienza. Organizzazione più o meno impeccabile, tante risate in una città affascinante e accogliente. Ah, quasi dimenticavo le Booth Babes: riguardo a quelle c’è qualcosa che bolle nel pentolone di AKirA, un po’ di pazienza e ne vedrete delle belle!

Posted in Events, OpinioniComments (8)

Inside The Game aderisce allo sciopero dei blogger: no bavaglio!


Inside The Game aderisce allo sciopero dei blogger: no bavaglio! Read the full story

Posted in GamingPoliticsComments (5)

AKirA e il servizio clienti Electronic Arts in fumetto [Angelword]


La vendetta di AKirASono davvero onorato di postare qualcosa di simile.

Un lettore del blog, un blogger di IndieVault.it, un vignettista di Game Pro, mi ha conosciuto durante il Wings of Magic Roma Media Festival. E mi ha dedicato un fumetto!!! Grazie ovviamente al fantastico aneddoto che gli ho raccontato ;)

Read the full story

Posted in GamingBlogComments (7)

La risposta dei Gamers [column]


Levelhuman

[Premessa doverosa, l'articolo è uscito praticamente un anno fa su Game Pro: molti particolari qui citati, quindi, sono decaduti e si noti che il tutto risale ad eventi di circa 12 mesi fa]

I videogiochi sono sotto attacco.

Non c’è bisogno di spie rosse lampeggianti o di allarmi da coprifuoco per accorgersi che l’uscita di Grand Theft Auto 4 ha letteralmente gettato benzina su un incendio mai assopito: quello a cui si scaldano psicologi, avvocati, giornalisti dei media tradizionali, associazioni di genitori e associazioni religiose. La fiamma del rifiuto del videogioco come medium e come, addirittura, opera d’arte; quel sentimento di paura verso un’innovazione tecnologica proprio del genere umano in tutte le epoche storiche. I primi uomini che videro un treno, non volevano salirci perché era spaventoso viaggiare su qualcosa non trainato da animali; col tempo si sono abituati.

I vari attacchi che si sono susseguiti dal 29 aprile in poi sono echi della voce di quegli uomini: chi non può difendere il proprio status quo con la ragione o la forza può solo mettere sul tavolo la carta della paura. La stessa carta di cui abusa Jack Thompson nelle sue partite contro i “videogiochi violenti”: il celebre avvocato americano “cristiano conservatore”, diventa un vero attivista quando si tratta di attaccare Bully o prodotti simili. Se ogni tanto si concedesse una sfida virtuale, al di fuori delle aule di tribunale, forse non sarebbe così avvelenato: magari a Phoenix Wright, per unire l’utile al dilettevole. Ma non è il solo che dovrebbe provare ad utilizzare un prodotto interattivo giocandolo e non guardandolo; è davvero triste sparare a zero senza nemmeno documentarsi come hanno fatto i media tradizionali in questi mesi. Appunto mentre il capolavoro Rockstar riscriveva i record dell’industria dell’intrattenimento mondiale, molti telegiornali nazionali hanno mandato in onda pura “disinformazione videoludica”; niente di inedito per il piccolo schermo.

Mai sentito invece uno showman accanirsi su un prodotto simile in radio: durante Viva Radio 2, trasmissione condotta da Fiorello e Baldini, il primo ha affermato che GTA4 “… andrebbe veramente bandito”. Ecco dimostrato che anche i personaggi simpatici e apparentemente non cretini, quindi, leggono le veline, prima di portarsi a letto quelle in carne ed ossa.

L’assenza totale di un contraddittorio, in questi casi, crea un lacerante interrogativo: ma perché a parlare di videogiochi al grande pubblico è sempre qualcuno che probabilmente non sa neanche dove va inserito il disco? Non esiste una via per far sentire la voce degli appassionati?

Secondo me c’è un modo per controbattere; un modo per far arrivare la risposta dei gamers a chi voglia quantomeno sentire un’altra campana. Si chiama UGC, Contenuto Generato dagli Utenti (User Generated Content). Quanto sarebbe stato bello, ad esempio, poter vedere il filmato del dibattito tra Metalmark e  il sapiente psicologo del Moige su Youtube? Sapreste pensare a quante volte un simile video, grazie al passaparola, sarebbe stato visto e commentato? La strada da battere, quindi, è proprio questa: l’UGC è una rivoluzione che ormai non accenna a fermarsi. Nascono nuovi blog ogni secondo e su Youtube, ogni ora, vengono aggiunte dieci ore di contenuti inediti: nessuna TV, nessun giornale e nessuna radio ha una redazione di milioni di utenti sparsi per tutti i continenti.

Al giorno d’oggi l’informazione non corre più solo sul piccolo schermo o sui tabloid; anzi è il caso di dire che chi vuole veramente informarsi ha spento la TV da anni. Il fantomatico “web 2.0” ha innescato nella popolazione mondiale tanti comportamenti criticabili, come il voler essere costantemente in vetrina, ma ha anche portato una costante democratizzazione dei contenuti. Su internet non c’è articolo che non si possa commentare: sulle piattaforme di upload di filmati si può addirittura inviare una video risposta. Se c’è un altro lato della medaglia, qualcuno è sempre pronto a mostrarlo.

C’è un caso emblematico a riguardo: il video maker Alessandro Paciolla ha pubblicato su Youtube un video intitolato “Stop Ai Videogiochi”, nel quale accusa con poca sagacia il medium interattivo di instupidire chi lo pratica. Nel cortometraggio, peraltro abbastanza ben fatto, la tesi espressa è molto banale: meglio fare altro piuttosto che videogiocare. I gamers non l’hanno presa bene. Il video è stato subissato di commenti negativi e critiche, in numero così grande da costringere l’autore a censurare chi non la pensava come lui per poi addirittura chiudere il suo stesso account, nella speranza di eliminare per sempre la sua opera da internet. Probabilmente avrà capito l’errore, o almeno a me piace pensare così; ma i “crudeli” gamers non si sono comunque fermati. Hanno rimesso il video su Youtube, per permettere a chi non aveva ancora commentato di farlo, così che ad imperitura memoria chi colpisce il videogioco sa che verrà colpito a sua volta.

E nel caso delle critiche piovute su Nico Bellic tramite telegiornale si può fare subito un altro esperimento: scrivete sulla ricerca di Youtube i termini “GTA” e “TG1” e il primo video proposto sarà quello dell’utente andrybara. Un giovanissimo gamer che dà la sua risposta, magari un po’ sgangherata, ma pur sempre libera ed efficace. Più di cinquemila visite per un video ripreso dallo stesso “attore” con la telecamera a mano; più di cento commenti a supporto, tutti di indignazione verso il servizio, in cui si vede un’epilettica mano schiacciare i tasti sul joypad in maniera forsennata: peccato che lo schermo stia mostrando un trailer del gioco e non una parte interattiva.

Una menzogna smascherata da una risposta compatta, quella dei gamers, e da un mezzo con infinite possibilità.

Da Game Pro 15 di Agosto 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete

Posted in GamingCultureComments (7)

Evento inFamous in Sony [preview PS3]


E’ da un po’ di tempo (dall’uscita di Killzone 2) che non parliamo di un bel gioco in esclusiva per PS3: uno di quelli, per intenderci, che assicura una buona visibilità alla macchina su cui vedrà la luce. Giusto stamattina il vostro Dinamico Duo (io e AKirA) è andato a sbirciare l’imminente inFamous, nuovo titolo degli statunitensi Sucker Punch.

Erano presenti il loquace Bruce Olberg, co-fondatore della compagnia, e il simpatico Ken Schramm, che si occupa del marketing interno e delle pubbliche relazioni.

Abbiamo quindi avuto modo di testare con mano e di assistere ad alcuni spettacolari momenti di questo titolo dalla struttura sandbox, il cui scopriremo quanto possa essere ardua la vita di un novello supereroe. Come ci è stato spiegato, ai programmatori di Seattle non piace lasciare a filmati prolissi la spiegazione della vicenda: si tratta di videogiochi, quindi ogni momento va vissuto in prima persona pad in mano.

Niente presentazione quindi, ci tuffiamo dritti dritti in una giornata come tante a Empire City, in cui però la tranquillità è interrotta da una fragorosa esplosione d’energia, che stermina migliaia di persone e lascia un unico sopravvissuto in un raggio di 6 miglia: il pony express Cole. Tutto intorno macerie, fiamme e devastazioni: il primo compito è quello di ricongiungersi con l’amico di sempre, Zeke.

Mentre l’eroe di turno vaga alla ricerca della retta via, inizia a rendersi conto di essere cambiato: una scarica elettrica letale lo colpisce, ma senza effetti. Come se ne avesse assorbito l’energia. Proprio questo, insieme alla struttura aperta della città, è l’elemento cardine del gameplay: Cole è sostanzialmente una dinamo umana, capace di assorbire energia dalla rete cittadina e rilascirla in modi vari, tutti coreografici ed estremamente divertenti.

Sebbene pecchi un po’ nel corpo a corpo (feature lasciata un po’ in disparte nel gioco), il nostro eroe ha a disposizione svariati attacchi (migliorabili, come vedremo in seguito) tutti basati sull’elettricità, oltre che dei poteri non offensivi ma estremamente utili, come la possibilità di planare dolcemente a terra o quella di “surfare” sui binari della metropolitana.
E qui sta la parte affascinante: Empire City è l’apocalittico parco giochi in cui sbizzarrirsi in ogni modo, tenendo solo d’occhio la scorta di energia elettrica rimasta (ma basta appunto trovare una qualsiasi fonte per ricaricarsi), e decidendo in concreto se sfruttare questo dono per servire il Bene, oppure fregarsene di tutto e lasciare che sia il proprio ego malvagio a prevalere.

Il tutto con le ovvie ripercussioni sulle reazioni della gente, lo svolgimento della trama (che segue una sola storyline: non avremo due giochi in uno ma una solida via centrale che porterà al completamento del gioco, anche se starà a noi decidere il modo di seguirla) e la possibilità o meno di accedere a sub-quest.

Su espressa domanda del prode AkirA in merito alla varietà delle missioni secondarie (terrorizzato giustamente dall’effetto Assassin’s Creed), la risposta di Oberg è stata vaga: ci sono quest di difesa/salvataggio di innocenti, eliminazione di determinati soggetti e tutto il campionario di analoghe situazioni viste ad esempio in Crackdown, anche se quello che più gli premeva di sottolinerae era come la precisione del karma system, che arriva addirittura a condizionare i poteri e il loro utilizzo (seguendo la via del Bene avremo una maggiore precisione nell’uso delle varie abilità, mentre scegliendo il Male i danni collaterali a città e civili saranno molto più estesi).

L’impressione generale è che in ogni caso sia stato fatto un lavoro capillare: dal punto di vista grafico abbiamo un titolo solidissimo, con una eccellente resa della città in cui si svolgerà tutta la storia e animazioni molto curate, soprattutto quando Cole di arrampica sui palazzi, si aggrappa ai pali della luce o salta nel vuoto.

Buona la colonna sonora, che, anche grazie al lavoro fatto da Oberg, gode del piacere di essere dinamica, cioè relazionata alla quantità di azione su schermo: più intensa e presente nei combattimenti, più sfumata quando si girovaga tra tetti e grondaie.

Il momento più devastante cui abbiamo assistito si è verificato quando Ken Schramm, che illustrava col pad in mano le varie qualità del titolo, ha sbloccato una serie di cheat (invulnerabilità & co.) per mostrarci come prendeva a calci in culo (letterale) i bizzarri nemici durante una missione di supporto alla polizia, impegnata a ricollocare in nuove celle alcuni detenuti.

In questo modo abbiamo apprezzato i poteri di Cole alla loro massima potenza, in una continua tempesta di saette ed esplosioni: tutto molto spettacolare anche se a lungo andare, complici il mega schermo e il super impianto audio, anche caotico e confuso.

In ogni caso il giudizio finale è più che positivo: il gioco è pronto all’uscita (29 maggio), è molto spettacolare e sembra davvero intenso. Il fascino della città interamente distrutta, saccheggiata dai criminali e piena di pericoli è innegabile: se le missioni secondarie, il percorso del male (in molti titoli trascurato a favore della retta via) e i super boss che ci hanno garantito si manterranno su uno standard tanto elevato, avremo un nuovo eroe di riferimento, un po’ infame magari, ma imperdibile.

Sotto un po’ di foto dell’evento.

img_0068_1.jpgimg_0071_.jpgimg_0075_1.jpgimg_0080_.jpg

Posted in Events, OpinioniComments (1)

Netgaming su Rai4, il blog Inside The Game e la classifica di Wikio


Vite Reail AKirA web celebritiy netgaming

I più attenti di voi si ricorderanno che, nel post 3MoG, Spiderman Web of Shadows, vi avevo avvisato di una mia intervista che sarebbe andata in onda durante il programma Vite Reali, su Rai 4 (mica telepace ;) ), il 30 Novembre. Il programma è un curioso magazine condotto da Francilla in cui si portano alla luce le Web Celebrities, cioè persone che sono diventate famose, o quantomeno conosciute, grazie ad internet.

Io non credo assolutamente di essere diventato “famoso”, ci mancherebbe. Quando mi riconosceranno per strada magari comincerò a montarmi la testa, ma non credo succederà mai. Certo è che nel mio mondo, quello del netgaming, ormai sicuramente sono conosciuto e ringrazio tutti i miei “aficionados” per la simpatia e per l’affetto dimostrato in tutti questi anni di telecronache. Ed è proprio di netgaming che ho parlato durante i circa 5 minuti che mi sono stati dedicati per cercare di portare alla luce, ancora una volta, questo straordinario passatempo che pochi sembrano capire e percepire (sono un fissato, quando mi danno un minimo di spazio, la butto sugli Sport Elettronici!)

Fortunatamente apprendo che Vite Reali ha ora un sito, www.vitereali.tv e, ancora più fortunatamente, tutte le puntate sono disponibili per essere visualizzate sul web! Eccovi il link alla puntata 11 (a circa 20 minuti dall’inizio c’è il mio servizio) che ho anche messo sulla foto del mio fantastico (si fa per dire) faccione, usata in apertura e inoltre a questo indirizzo trovate il mio profilo da “web celebritiy”sempre sul sito ufficiale della suddetta trasmissione.

Ringrazio quindi, nuovamente, i miei colleghi che hanno reso possibile tutto questo. Meglio dirlo subito, infatti, che tutti siamo sotto il tetto di The Blog TV, ma sono stati loro a propormi l’intervista e non il contrario. Francilla, Potassio, Alessandra, Angela, Lorenzo, Valentina e Nicola: a loro va il mio più sentito ringraziamento.

Ma visto che siamo in tema di celebrazioni vorrei anche portare alla vostra attenzione un fatto alquanto interessante che, sempre recentemente, ho scoperto. Il mio lavoro e quello del preziosissimo Fucktotum su questo blog, Inside The Game, continua a stupirmi.

Girovagando su internet infatti mi sono imbattuto nella classifica dei blog di www.wikio.it, ormai divenuto uno dei più autorevoli aggregatori di notizie e blog di internet. Sotto la categoria “tempo libero”, al venticinquesimo posto, indovinate chi ci trovate? Proprio Inside The Game!

Verificate a questo link: la classifica di Wikio riguardante i blog sul Tempo Libero.

Cioè mi sono veramente stupito da solo. Sappiamo bene di avere moltissimi lettori giornalieri ma davvero non potevo pensare di essere così in alto in una classifica italiana. Inside The Game è il quarto blog sui videogiochi della classifica, posizione che si ottiene non solo tramite la popolarità ma anche tramite il numero di link che un blog riceve e dall’importanza degli stessi.

Insomma sono davvero contentissimo di questo inaspettato risultato che ormai mi fa pensare che questo spazio sia troppo stretto per due soli blogger. Vorrei allargarlo e trasformarlo facendolo uscire dallo stato di blog personale (o quasi) e portandolo a qualcosa di più. Una vera e propria rivista di informazione videoludica multiautore.

Voi che ne dite? Facciamo il “grande passo”?

Posted in Quick NewsComments (21)

3MoG, video recensione Killzone 2




Nuova settimana, nuova puntata di 3MoG (3 Minutes of Game), nuovo videogioco.

Tutto come al solito.

Addirittura solito link a youtube per  commentare (tanto non commentate mai).

Ci sono però due cose insolite. Un Killzone 2 veramente da sturbo a livello di grafica dove finalmente andremo a vedere come è fatto il pianeta Helghan, dimora degli Helghast (l’ulteriore curiosità è che una tale eccellenza tecnica l’hanno programmata in Olanda, Guerrilla Games).

E un risultato che volevo condividere con voi: l’ultima puntata di 3MoG su Dailymotion, quella su Dawn of War 2, in una settimana ha raggiunto 3036 visualizzazioni! Neanche io so come sia possibile, devono averla messa in prima pagina :)

Grazie di cuore!

Posted in Video Recensioni - 3MoGComments (11)

San Remo o 3MoG in questo Little Big Planet?


Eccoci giunti alla fatidica questione.

Vedere il festival di San Remo, il vero “evento” della televisione italiana… oppure vedere Three Minutes of Game, il vero evento dell’anti tv? :)

Beh, a voi la scelta. In questo piccolo grande pianeta, in questo Little Big Planet (esclusiva PS3 di Media Molecule, prodotta da Sony), almeno ancora abbiamo libertà di scegliere.

Stasera, potreste mettervi comodamente in poltrona a sonnecchiare davanti a giovani interpreti come Iva Zanicchi oppure a presentatori al passo coi tempi come Paolo Bonolis. Oppure, ma credo che sia difficile che molti di voi facciano questo, vedere l’ultima video recensione di quel pazzo di AKirA che, in TV sul 717 di Sky, Music Box, propone 3 minuti di intrattenimento attivo ma non interattivo, con la nuova puntata del suo show televisivo destinato a diventare, tra 50 anni, il nuovo San Remo.

Ora che ci penso tra 50 anni avrò 80 anni… non so se riuscirò ancora a fare i 3MoG con questa passione ;)

Quindi guardateveli ora che siete in tempo!

Ah, quasi dimenticavo, visto che 3MoG lo danno anche su internet, potete anche vederlo ora e non perdervi il vostro prezioso festival stasera!

Inoltre per i più appassionati di voi alla mia trasmissione su youtube ho uploadato una versione “special”, director’s cut direi, della puntata su Call of Duty 5, che era stata precedentemente censurata dal popolare sito di sharing video di google per la presenza di una canzone della major “Warner“. Ora l’ho cambiata e potete vederla qui.

Posted in Video Recensioni - 3MoGComments (8)

Pubblicità

Polls

Quale è la migliore saga JRPG della storia dei videogiochi?

View Results

Loading ... Loading ...