Se ne parla da mesi e sempre più insistentemente, cos’è? Ma il Nintendo DS2! Prima di Natale lo stesso Iwata è stato sorpreso a parlare del successore del Nintendo DS, la gloriosa console che tutti denigravano e che in un terzo del tempo è riuscita a farci dimenticare un nome come quello del Game Boy. Ma ci pensate mai qualche volta? Ve ne rendete conto cosa è riuscita a fare Nintendo col Game Boy? Per sostituire quel marchio c’è voluto davvero coraggio. D’altronde è un pò come se la Sony per la sua prossima console rinunciasse al nome PlayStation. Come ci ha insegnato il gigante di Kyoto, una volta messi alle strette (e loro lo erano…) bisogna reagire dando una bella scossa.
Ma torniamo a noi e al Nintendo DS2. Stando agli ultimi rumor, stavolta raccolti da Gamekult (sito francese che sempre più spesso piazza i suoi onorevoli scoop), l’hardware della nuova console portatile Nintendo, completo già da qualche mese, verrà presentato ufficialmente a Marzo durante la Game Developer Conference, inoltre alcuni sviluppatori sembra che abbiano già ricevuto dei kit di sviluppo su cui lavorare. A metà gennaio Satoru Iwata rilasciò un intervista al quotidiano giapponese Asahi Shimbun in cui parlava dei futuri piani Nintendo, citando un nuovo Zelda per Wii entro il 2010 (sappiamo ora che il gioco verrà presentato al prossimo E3 con una data d’uscita che nel sol levante dovrebbe anticipare di poco le feste natalizie) e una nuova console portatile molto più potente e dotata di sensore di movimento. Certo, poi si è rimangiato tutto ma nel farlo non è stato molto convincente.
Effettivamente, analizzando il mercato nella sua totalità, Nintendo ha davvero bisogno di una nuova console. Il DS ha oramai cinque anni e per quanto nel tempo sia stato aggiornato non è in grado di offrire una distribuzione online, chiave del successo di Apple e sempre più importante per Sony, all’altezza delle aspettative. Inoltre l’R4 sta facendo più danni del previsto e tecnicamente, nonostante gli sviluppatori tirino fuori cose sempre più belle, è chiaramente spremuto al massimo delle sue capacità
Se il rumor di Gamekult si rivelerà fondato lo scopriremo presto. Ma qui a Inside The Game pensiamo che il fantomatico Nintendo DS2, se non a Marzo, verrà presentato comunque a Los Angeles in occasione del solito E3. Scommetiamo?
“Da remoti tempi lontani, dagli spazi più profondi dell’universo, arriva la leggenda, la leggenda di Voltron: il difensore dell’universo.” E arriverà anche sui nostri iPhone/iPod Touch, come ha annunciato la Sony, per il suo 25 anniversario di nascita!
Il gioco si dividerà in due parti, che si alterneranno nei 30 livelli a disposizione. Potremo ovvero scegliere uno dei leoni ed esplorare la galassia fermando la minaccia dei droidi di Re Zarkon e potremo unire i cinque robot formando Voltron e combattere contro i mecha dei nemici in modalità picchiaduro.
Sarà attiva anche una pagina su Facebook dove inserire i nostri score personali! Un’unica nota negativa è per me al momento il sistema dei comandi, con pulsanti che si trovano direttamente sul touch screen e che spero assicurino la perfetta usabilità del titolo (Mega Man 2 è ancora un brutto ricordo).
La versione americana la trovate già a disposizione, aspettiamo notizie per un’eventuale versione europea!
Nonostante si sia ormai giunti al traguardo dei quattro anni dall’esordio della “Next-Gen” (ormai “Actual-Gen”, e tra un po’ “Old-Gen”..), non si è ancora visto nè sentito nulla di concreto riguardo la prossima generazione di hardware che invaderà i nostri salotti e le meraviglie che verranno.
Dove andremo a finire?
Ve lo dico io, o almeno ci provo: non conoscendo Michael Patcher e non essendo un analista del settore ho molta più probabilità di azzeccare una previsione…
Partiamo dalla situazione attuale, e dalla variabile fuori controllo che ha alterato un’evoluzione che stava diventando più invecchiamento che crescita, ovvero Nintendo con la sua macchina fabbrica-soldi, il Wii.
Iwata e soci sanno bene che la maggior parte dei possessori del Wii è composta di fruitori occasionali, che probabilmente proprio con la piccola console bianca per la prima volta si sono avvicinati ad una console, che non hanno ancora la concezione di “generazioni hardware” e che non sentiranno l’esigenza di acquistare una nuova macchina a meno che questa non riesca nuovamente a proporsi come la next big thing, il nuovo feticcio hardware da possedere a prescindere.Nonostante abbiano dimostrato di sapersi muovere in spazi sconosciuti meglio degli altri, Nintendo non è Apple, e non è così scontato che il successore del Wii riesca a guadagnarsi l’attenzione del mondo e a diventare nuovamente un fenomeno di massa, quindi le soluzioni sono due: proporre (ancora) qualcosa di completamente nuovo e dirompente, assumendosi i rischi che questo comporta, o seguire il nuovo solco tracciato finora, approfittando di quanto imparato e guadagnato per aggiustare il tiro.
Una classica sindrome da secondo album, quindi.
Le recenti dichiarazioni di Miyamoto riguardo l’alta definizione lasciano intravedere uno scenario nel quale la casa di Kyoto si muove controcorrente, recuperando il gap tecnologico che ha accumulato rispetto alla concorrenza e al tempo stesso capitalizzando l’ormai avvenuta penetrazione dell’idea di motion control e l’enorme base installata.
In questo senso è chiaro ormai quanto sia divenuta irrinunciabile la retrocompatibilità per garantire un passaggio “morbido” fra le generazioni hardware: poter continuare ad utilizzare i giochi della vecchia macchina induce alla fidelizzazione, e convincere un utente che può riporre senza ripensamenti la propria console in cantina è il primo passo per indurlo ad acquistare la successiva.
Resta comunque la necessità di stuzzicare il pubblico con qualcosa di nuovo, che crei di nuovo quel desiderio compulsivo di possesso che ha fatto la fortuna del Wii. Considerato che è ormai diventata maestra di design e periferiche, è probabile che Nintendo cerchi ancora di partire da questi punti di forza piuttosto che dalla mèra potenza audiovisiva per far presa sulla gente, quindi c’è da aspettarsi un nuovo Wiimote che mantenga, stavolta da subito, eventuali ulteriori promesse di accuratezza e affidabilità, e che elimini i (pochi) difetti stilistici della prima versione, a partire dallo scomodissimo cavo di collegamento col Nunchuck.
Volendo spingersi oltre il confine con le illazioni, escluderei qualunque nuovo accessorio che comporti caschi, visori e quant’altro (il Virtual Boy ancora brucia..), ma si potrebbe pensare all’aggiunta sul telecomando di uno stick analogico o di qualcosa di equivalente ma più avanzato, come un sistema “touch” che senza complicare troppo l’accesso alla periferica (e quindi senza rinnegarne la filosofia) ne ampli nettamente le potenzialità e nel contempo risulti comprensibile e affascinante quanto basta per rendere irrinunciabile l’acquisto da parte di chiunque.
Infine le due facce dell’online.
La fragorosa esplosione del digital delivery sarà il vero motivo per il quale questa settima generazione verrà ricordata (altro che HD..). La vendita tramite i rispettivi negozi online si è rivelata una gallina dalle uova d’oro per Microsoft, Sony e Nintendo forse oltre le più rosee previsioni, ma quest’ultima rispetto alle altre ha pagato la scarsa lungimiranza e l’eccessiva paura verso i dispositivi di memoria di massa: Iwata & co. si sono ottusamente ostinati a vendere giochi su Virtual Console/WiiWare senza fornire il Wii di un hard disk, un’incongruenza che non ha portato vantaggi in termini di lotta alla pirateria (tutt’altro: il Wii è la console più facilmente piratabile dai tempi della Playstation) e ha frustrato ulteriormente l’utenza. Un errore che difficilmente verrà commesso nuovamente, specie viste le taglie sempre più abbondanti dei giochi venduti online.
Anche l’online game è stato definitivamente consacrato da questa generazione divenendo una feature irrinunciabile, e anche sotto questo punto di vista la grande N si è fatta cogliere impreparata, esageratamente titubante nel permettere di giocare in rete liberamente, complice anche un pesante retaggio del passato che la porta ad iper-proteggere i suoi utenti dagli abusi che potrebbero subire giocando con sconosciuti.
Le proteste montanti, il superamento dei limiti imposti dal sistema dei Codici Amico da parte degli sviluppatori esterni e un certo cambio del target d’utenza hanno però ammorbidito la posizione della casa di Kyoto, che nonostante non si dimostri ancora di mentalità del tutto aperta sull’argomento, sta cercando un buon compromesso per garantire connettività e sicurezza al tempo stesso, e la concezione di totale configurabilità che si sta facendo strada anche nel videogame potrebbe essere d’aiuto in questo senso.
La prima profezia di inskindamus:La prossima console Nintendo non sarà una rivoluzione, ma un “Wii 2″ (Wiii? WWii lo escluderei…). Supporterà l’HD e sarà nettamente più potente del primo in termini di grafica e sonoro, pur non mirando a vincere la corsa al poligono e alla texture più definita. Sarà dotata di hard disk per non porre finalmente limiti alle possibilità di dilapidare tutti i nostri risparmi senza alzarci dal divano, e l’online game sarà finalmente libero e disponibile per tutti, ma chi vuole potrà inserire limitazioni per proteggere i propri pargoli o sè stesso da maniaci e maleducati. Il controller sarà ancora un Wiimote, ma perfezionato e potenziato, con la tecnologia del Wii Motion Plus evoluta e inclusa al suo interno e il Nunchuck totalmente wireless, il tutto per far sì che la nuova console sia totalmente retrocompatibile. Infine, il “Wiimote 2″ avrà una nuova, importante feature che ne amplierà le capacità e che fungerà da principale attrattiva, evitando oltretutto che la nuova console venga scambiata per un restyle della Xbox360 con Wiimote al seguito..
Questo è uno dei migliori giochi scaccia pensieri di sempre, perchè? Beh, provateci voi a far suicidare un semplice impiegato in 5 minuti!!
Il gioco che vi presento oggi si chiama “5 Minutes to Kill (Yourself)”, avevo provato l’originale in Flash anni fa sul sito della Adult Swim e mi era piaciuto tantissimo. Adesso che è disponibile per iPhone e iPod Touch, sarà il mio passatempo preferito quando andrò al lavoro!
Il gioco è un semplice punta e clicca dove il giocatore impersona un impiegato che, stanco del proprio infruttuoso lavoro, decide di farla finita e suicidarsi. Noi dobbiamo aiutarlo. Come? Andando in giro per l’ufficio e utilizzando circa il 90% degli oggetti che ci troveremo davanti, senza contare della possibilità di parlare con i colleghi e scegliere il dialogo perfetto per farci picchiare da loro (attenzione alla Mano di Dio!!).
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Tutti pronti al suicidio allora… e mi raccomando… don’t try this at home!!!
Ormai sto andando assolutamente “in fissa” per la console di casa Apple, o meglio, il gingillo con cui in maniera subdola la mela morsicata è entrata a far parte del mondo dei videogiochi. Un oggetto tecnologico richiestissimo, bellissimo, alla moda e molto potente, in grado di far girare videogiochi più che decenti utilizzabili con un’interfaccia touch spesso ben realizzata. Titoli che di solito vengono venduti a prezzi stracciatissimi come nel caso del gioco che vi presento oggi: MonsterKill, programmato da Origin8 costa solo 0,79€ ed è una strafigata.
Wow, manco fossi Obama. Due righe per scrivere 5 parole, me la tiro vero? Beh in fondo il momento è importante, almeno per me. Non mi riferisco al mio matrimonio, ci mancherebbe, quello è un achievement da poco conto Più che altro per la prima volta da quando Inside The Game è nato il suo “creatore” è stato lontano e non ha scritto alcun post per ben tre settimane. Ventuno e più giorni di silenzio. Una bella vacanza, sicuramente me la sono meritata e mi ci voleva.
Premetto che posseggo un iPod Touch da poco più di 4 giorni e mi ha già conquistato in toto, ovviamente la prima cosa che ho fatto è stata provare i giochi più interessanti a disposizione su iTunes Store. Non nego che ci siano alcune chicche (Flick Fishing… che invenzione!) però voglio di più. Proprio da ieri, per i fortunati possessori di un iPhone o di un iPod Touch, è uscito su iTunes Store un nuovo capitolo del gioco che noi amanti degli sparatutto non possiamo proprio dimenticare, sto parlando di Doom: Resurrection.
Ad inizio maggio, Hideki Komiyama, il presidente di Sony Ericsson, affermò durante un intervista redatta dal Financial Times, che la sua società non è riuscita a imporsi e a svilupparsi come avrebbe dovuto nel mercato del “mobile“. Nonostante i telefoniniSony siano una realtà consolidata (vi dice niente “Sony Ericsonn”?), ci sono sicuramente aziende più al passo coi tempi, ad esempio quelle che al momento propongono smartphone “tutto fare” come l’iPhone di Apple.
Ormai ne sono convinto. iPod e iPhone sono dei diretti concorrenti di Nintendo e Sony nel campo del mobile gaming, quindi delle console portatili. Questi oggetti ormai sono in competizione con Nintendo DS e PSP non c’è dubbio.
E io cosa devo fare? Lamentarmi?
Direi di no, ci sguazzo dentro! E recenscisco per voi tutto ciò che di meritevole c’è in giro e quindi dopo Fieldrunners per iPhone 3G, ho pensato bene di comprare questo giochino da 1,59€ (ecco uno dei motivi per cui queste piattaforme possono davvero far paura ai colossi dell’intrattenimento elettronico: il prezzo davvero in controtendenza dei giochi) chiamato Glyder.
Si tratta di un giochino molto semplice, senza trama, nel quale bisogna semplicemente inclinare il proprio iphone o ipodtouch, sfruttando l’accelerometro interno delle due piattaforme, per volare col proprio aliante nel tentativo di raccogliere gemme di vari colori nei vari quadri.
Niente di trascendentale sia chiaro, ma un valore davvero immenso del sistema di controllo e del divertimento da esso “provocato”. Sebbene io avessi già notato grazie a giochini quali Labyrinth (l’equivalente di quei giochini meccanici da mare dove bisognava far scivolare una biglia, evitando le buche, fino alla fine del labirinto per poi vincerla: tutto identico però in versione digitale… ah, una differenza c’è, non si vince alcuna biglia ) la precisione del sistema di controllo basato sul movimento di queste piattaforme, con Glyder la sensazione si trasforma in pura euforia.
La magia del volo, unita ad una bella colonna sonora e ad un gameplay semplice ma non così banale, rende questo gioco uno dei più appetibili sul panorama a pagamento dei gingilli Apple. Personalmente ho gradito molto gli achievement presenti e i vari giochi nel gioco: ci sono delle piattaforme dalle quali compiere alcuni voli particolari cercando di battere un determinato tempo.
Insomma avete un euro da spendere e da dare a iTunes? Probabilmente Glyder vi ricompenserà a dovere.
Le provano tutte, per farci comprare più videogame! Ma come glielo dobbiamo dire che noi tanto li compreremmo lo stesso?
Dopo l’operazione Tera tera di cui avevo parlato in passato, cioè della presenza della pornstar TeraPatrick nel videogioco Saints Row 2 e soprattutto nei suoi trailer, eccoci davanti ad un nuovo incrocio tra mondo del porno e videogiochi!
Su G4 TV hanno fatto recensire il videogioco creato dalla community Rumble Massage(non sapete cosa sono questo tipo di titoli? Non vi preoccupate, parlaremo dell’argomento a breve con un apprfondimento), quindi un “community game” di Xbox 360, a Stoya, una famosissima (e bellissima, fatemi aggiungere) pornostar.
Ovviamente nella recensione hanno preso la palla al balzo (non fate battute sconcie… scostumati!) per incalzare Stoya anche su domande tipo “ti piacciono i geek, provi attrazione per chi videogioca” ecc. Durante la video recensione / intervista la nostra (ormai è già di casa ) ha anche dimostrato una discreta conoscenza in materia, parlando con cognizione di causa di Sid Meier e Steve Jobs.
Insomma, per chi fosse capitato su questo post con un motore di ricerca, Rumble Massage è un videogioco che vi massaggia col vostro pad disponibile al prezzo di 200 MicrosoftPoints (circa 3 euro) su Xbox Live Arcade. Stoya invece è disponibile gratis sotto ogni punto di vista e inculsa in ogni sorta di tag, in video altamente interessanti presenti su internet in certi siti che è meglio non precisare (tanto li conoscete già tutti… anzi siete sicuramente più esperti di me ).
Se volete la vera Stoya, quella in carne e ossa, credo che non sarà facile averla e neanche tanto gratis
Allora, molti già lo sanno da Facebook, altri perchè l’hanno visto, altri ancora non gliene frega niente, ma da qualche tempo sono un “felice” (notare le virgolette: il mio rapporto con questo gingillo ha alti e bassi) possessore di un IPhone 3G, l’oggetto tecnologico più desiderato del momento.
Non sono un patito Apple, non sono un patito dei telefonini, non ho mai avuto uno smartphone e sono arrivato a possedere il melafonino in maniera quasi casuale (un cliente l’ha regalato a mio padre … che l’ha regalato a me); detto questo però devo dire che st’attrezzo è veramente fichissimo. A parte dei grandi problemi dovuti alla chiusura tecnologica scelta da Apple e a parte l’utilizzo come telefonino (praticamente pessimo) è il coltellino svizzero della tecnologia: ha tutto. A patto, ovviamente, di possedere un abbonamento telefonico con la connessione ad internet. Questo perchè le applicazioni possono essere programmate da chiunque e quindi la massa di persone che esiste al mondo ha creato davvero “di tutto, di più” per l’IPhone. Io ho un applicazione per accordare la chitarra e fare da metronomo … e questo è solo un esempio.
Ciò che però mi ha stupito maggiormente però è l’impressionante quantità di giochi e i risultati economici che stanno ottenendo sull’Apple Store. Praticamente un terzo delle applicazioni vendute sono giochi e la più venduta del mese è sempre un gioco. Giochini semplici, niente di trascendentale. Ma questo fatto la dice davvero lunga sulle strategie dell’azienda di Cupertino per entrare nel mercato dei videogiochi (dove tutti, praticamente, vorrebbero entrare: chi ha i mezzi lo fa dalla porta principale, come Microsoft e il progetto Xbox, chi non può permetterselo cerca altre vie come inventare i WCG, mi riferisco a Samsung).
Affermo senza paura che IpodTouch e l’Iphone sono due console portatili! Senza alcun dubbio. Hanno un interfaccia semplice (touch screen) un giroscopio che permette giochi basati sul movimento e hanno venduto milioni di copie nel mondo. PSP e DS devono assolutamente fare i conti con questi due apparecchi, non c’è assolutamente altro da dire e se i risultati ludici sono come Fieldrunners, devono anche cominciare a temere qualcosa.
Sviluppato da Subatomic Studios e venduto a 4€ (praticamente niente), si tratta di un semplice strategico Turret Defense dove non si ha alcun avatar e non si danno ordini a nessuno: si piazzano solo torrette in giro per la mappa cercando di resistere all’attacco dei nemici. Ripeto, niente di trascendentale, eppure FieldRunners si è piazzato addirittura al trentesimo posto nella classifica dei videogiochi migliori del 2008 secondo Edge, una classifica dove un titolo come Mirror’s Edge neanche è stato citato. Un gioco semplice e divertente, che manca di una chiara classifica online dove vedere i record degli altri ma che garantisce davvero ore di divertimento sull’autobus, al lavoro, in bagno o ovunque siate con il vostro telefonino. Inizialmente non volevo parlarne perchè, i soli due livelli a disposizione, mi avevano un po’ deluso. Ieri ho aggiornato il titolo e mi hanno aggiunto un livello e due tipi di torrette, senza ulteriori pagamenti e allora beh, eccomi qui.
In un presente sempre più multimediale, dove non vedi “pischello” senza auricolari nelle orecchie, avere un apparecchio che faccia da lettore musicale, telefono e console è un privilegio, anche se molto costoso. Ovvio però che bisogna poterci videogiocare dignitosamente (quindi non solo a Snake), sennò l’Ngage sarebbe stato una figata (e invece non lo era!!!). Per ora mi è difficile valutare l’offerta di giochi per IPhone 3G perchè non vengono recensiti su alcun sito autorevole (noi cominciamo ora, ovviamente) e tra le circa 5000 proposte dell’App Store trovare un bel gioco è come trovare un ago in un pagliaio. La maggior parte dei titoli infatti sono stupidi giochi di carte o roba simile e, guarda caso, sono i più venduti.
Altri invece, arrivano addirittura secondi all’Independent Game Festival, ma ne parleremo dettagliatamente in seguito.
Per ora torno alle mie torrette, questo terzo livello è davvero ostico e non esiste strategico che possa resistermi!