Un aggiornamento veloce per parlare un pochino dei risultati italiani. Se avete letto il mio reportage su Nextgame.it fino all’ultima puntata, saprete che vi avevo lasciati con tre soli italiani “superstiti” dai gironi eliminatori, anche se dovrei dire solo uno per quanto riguarda i giochi “seri”. Sto parlando di Lo7 di Guitar Hero World Tour che stamattina ha perso la prima partita dei quarti di finali e si classifica ottavo al mondo in un torneo che non l’ha visto mai brillare come l’anno scorso (magra consolazione, anche il campione del mondo Monkey è uscito ai quarti).
E gli altri due che hanno passato il girone? Ovviamente sono Hauntspy e Beta degli Inferno eSports che ai giochini per telefonino si sono fatti valere! Soprattutto il primo che domani giocherà la finalissima sul palco in foto (LOL!).
Chiudo veramente qui questa parentesi perchè, nonostante io sia molto contento per Enrico che si è già intascato almeno 3000$, il fatto che queste due “discipline” non siano neanche contate nelle medaglie la dice lunga sullo stato di salute del nostro netgaming e dei nostri campioni. Questi World Cyber Games per noi sono stati una delusione a livello di prestazioni.
Vi farò sapere domani come se la caverà HauntSpy in finale contro il francese: ripeterà la testata di Zidane a Materazzi e verrà squaliicato?
C’è poco da dire, nonostante oggi si la giornata in cui ho passato più ore in maniera “attiva” che io ricordi. Grazie al Jet Lag la mia sveglia digitale, fissata per le 9 ora locale, è stata battuta da quella naturale: alle 5:04 di mattina ho spalancato gli occhi per non richiuderli fino ad ora (00:43). Anzi non è esatto: al momento sto ancora guardando un bianco schermo del computer per provare a raccogliere le mie impressioni sulla giornata di WCG appena trascorsa nonostante non ci sia molto da dire.
A parte avventure personali non proprio felici con alberghi, virus scalmanati (non attaccati al mio corpo, fortunatamente: ho però passato tutta la mattinata a mostrare l’iPhone a tutti per cercare un termometro visto che chiederlo in inglese è un’utopia) e tassisti che non parlano mezza parola di inglese, non ho proprio niente di videoludico da raccontarvi, se non che ho vinto una partita contro Cloud a Street Fighter 4 e molte contro Beta nella camera d’albergo di quest’ultimo. Avete letto bene si sono portati l’Xbox e 2 Fight Stick dall’Italia per “passare il tempo”.
La riflessione odierna quindi è sull’importanza che i “professionisti” italiani del videogioco danno all’azione stessa del giocare. Non vi ho raccontato nel report del Day 1 che sull’aereo Beta, Hauntspy e Cloud hanno passato il tempo tra i giochini messi a disposizione dalla KLM (giocando 1vs1 ad un clone di Forza Quattro da due sedili diversi) e un portatile su cui girava un emulatore di arcade con Metal Slug, Ghost’n'Goblins e altre diavolerie. Mentre ora avete appena scoperto che per passare il tempo libero in camera, quello in cui non vai in giro per la città, non puoi allenarti alla tua disciplina, non ti va di socializzare con gli altri giocatori, in una valigia era addirittura “nascosta” una Xbox 360.
Molti potrebbero criticare un attegiamento simile dando degli “stra nerd” a chi si macchia di una tale colpa. Io sinceramente non la vedo così e provo una forte empatia per la combriccola Inferno eSports (questo il clan in cui militano tutti e tre, Cloud, Hauntspy e Beta) tanto che ho passato un’ora del pomeriggio a prendere schiaffi da Cloud per poi restituirli a Beta con la mia Rose e il biondo Abel. L’importante è mischiare e non concedersi troppo al gioco. Un’ora è davvero un peccato mortale? Non credo, nonostante il portarsi l’Xbox dall’Italia potrebbe essere visto come tale.
Se hai una valigia vuota e tanta voglia di nerdare, però, perchè giudicare senza conoscere? Perchè basarsi solo sull’apparenza senza guardare la sostanza? Non è giusto e si lascia troppo spazio ad equivoci. La punta dell’iceberg è sicuramente che noi netgamer siamo innamorati del gioco e, quando non c’è, ci manca. Poi però ci stanchiamo anche noi e facciamo altro: Cloud ha letto per ore il mio numero dell’Internazionale sull’aereo, Beta non è stato fermo un attimo a parte quell’ora ed ha visitato tutta Chengdu ed Hauntspy l’ha seguito fino in discoteca stasera, luogo in cui io non mi sono recato per finire i miei articoli e scrivere sul blog.
“In tutto ci vuol misura”, dice sempre mio padre. Anche se apparentemente e in sostanza spesso i netgamer non sanno neanche il significato di questa parola, visto che giocano ore ed ore al giorno per allenarsi, alla fine i nodi vengono al pettine e quelle ore si trasformano in un viaggio gratis e in un’esperienza fantastica dall’altra parte del mondo.
Con un pizzico di videogioco extra a condire la torta
(ore 01:05, domani sveglia alle 8:00… è ora di schiacciare “pubblica” e andare a dormire)
Non l’ho annunciato sul blog perchè tra il fare la valigia e gli ultimi saluti prima della partenza non ho trovato il tempo ma ora, appena arrivato nella camera d’albergo, ho pensato a voi tutti. Chi l’ha letto su Facebook o chi mi conosce lo sa: sono per la quarta volta ad una Olimpiade dei videogiochi, ad un World Cyber Games e sono tornato in Asia dopo la mia esperienza di giocatore a Singapore nel 2005.
Quella che vedete nella foto, infatti, è la vista di Chengdu (in Cina) alle 6 del pomeriggio dalla mia camera d’albergo al ventesimo piano, oltre una coltre di smog.
Come nel mio primo viaggio nella terra di Mao la prima cosa che ti colpisce al volto è l’inquinamento. Qui saranno anche “avanti” sotto certi punti di vista (sicuramente non per quanto riguarda i diritti umani, ma la loro economia va fortissimo) però non vivrei in nessuna metropoli simile per nulla al mondo, visto che non vedere il sole a causa di un’eterna nube tossica rischierebbe davvero di farmi diventare pazzo.
Altra cosa negativa… ho provato a connettermi a Facebook per aggiornare i miei “amici” connessi sul mio arrivo e sulle prime impressioni e, come tante altre cose su internet, qui Facebook è bloccato (così come twitter e friendfeed, ). Avete letto bene, niente faccia libro: il mio stato verrà aggiornato al mio ritorno e non potrò caricare foto come avevo promesso e volevo.
Ovviamente lo scopo del mio viaggio, come da titolo, è assistere da giornalista ai World Cyber Games, le olimpiadi del videogioco. Scriverò qui le mie impressioni in stile blogghistico e non mancherò di farvi vedere qualche foto non pubblicabile su altri lidi. Per un reportage accurato e più professionale sto collaborando con Nextgame per cui ho scritto una bella intruduzione sull’evento che trovate a questo indirizzo.
A voi non devo spiegare cosa sono i WCG visto che ne abbiamo parlato in lungo e largo in questo blog (qui una lista dei post con tag WCC di Inside The Game) e fortunatamente potrò andare al sodo delle competizioni e dei risultati della nostra nazionale.
Specifico per ora solamente che sono 7 i nostri cyber atleti che parteciperanno al più grande torneo di Sport Elettronici del mondo: Cloud (Starcraft), Loseven e MetalSlayer (Guitar Hero), Dont (Trackmania, per lui un saluto speciale visto che ci legge sempre ), Kimera (FIFA 09), Beta e Hauntspy (Asphalt 4 e Wisestar 2, rispettivamente, 2 giochi per cellulari Samsung).
Mi fermo qui anche se vi vorrei regalare già qualche foto “comica” che ho scattato ma non vorrei far partire flame inutili quindi mi “trattengo”… almeno per ora.
Halo ODST è il classico titolo che mostra da subito tutti i suoi pregi, ma che alla fine lascia un bel po’ di amaro in bocca: la sua natura di espansione cresciuta troppo in fretta fino a diventare gioco completo non può che deludere chiunque si aspettasse una modalità campagna intensa e scoppiettante, salvo trovarsi per le mani un prodotto dai ritmi e dalle tempistiche molto particolari.
Per fortuna Bungie si è accorta in tempo del pericolo flop, inserendo nella confezione non solo tutto il multi di Halo 3, ribattezzato Halo Mythic, ma anche la chiave per la beta del loro prossimo prodotto, Halo Reach, che potremo provare in primavera: risultato? Tanto buon materiale a un prezzo onesto, ma…
Girovagare nell’haloverso non mi è mai piaciuto: troppo semplicistico e tutto sommato poco interessante, ha a mio parere il suo difetto maggiore nella mancanza di omogeneità narrativa: le vicende di un titolo ambientate ora prima ora dopo di quelle di un altro, col solito filo conduttore della guerra contro l’alleanza Covenant. Nel caso di ODST, come sanno anche i sassi, manca Master Chief: al suo posto un’altrettanto impersonale recluta separata dalla sua squadra dopo un lancio orbitale sulla derelitta New Mombasa, città africana sotto pesante attacco alieno.
Per lunghi tratti della campagna in singolo (cui possono partecipare 3 amici per la versione co op) il nostro eroe sarà quindi abbandonato a se stesso, tra le linee nemiche, tutto intento nella ricerca di indizi che lo portino a conoscere il destino dei suoi compagni.
Questa semplice trama non sarebbe di certo sufficiente a garantire un’esperienza immersiva, ma per fortuna interviene una perfetta scelta di regia a salvarci: una volta trovati i dati di uno dei compagni, rivivremo direttamente ai controlli di quest’ultimo tutto ciò che gli è accaduto, cambiando quindi protagonista ad ogni atto della campagna, salvo poi tornare a esplorare la città con la recluta.
Proprio le fasi cittadine risultano essere le più limitate: se nelle altre quantomeno si vivono nuovi momenti epici in puro stile Halo, tra le viuzze invece non si fa altro che andare da un punto all’altro, perslustrare l’area magari uccidendo qualche Brute e aspettare di trovare un nuovo indizio.
Per facilitare le ricerche abbiamo in dotazione un nuovo visore che contorna di colori diversi il mondo intorno a noi: oggetti ostili in rosso, amici in verde e in giallo brillante avremo gli indizi. Niente di nuovo in fondo, ma soprattutto è irritante muoversi usandolo continuamente perchè l’intera missione di svolge di notte e c’è bisogno di vedere in anticipo i nemici: così facendo si perde completamente il piacere di ammirare le tante luci artefatte di New Mombasa.
Proprio l’amosfera si presta a una duplice critica, positiva da un lato e negativa dall’altro.
Come avrete capito infatti, il vero punto debole del titolo sono le sezioni cittadine, piatte e prive di momenti esaltanti. La città è da un lato molto affascinante e misteriosa, ma in definitiva risulta poco credibile: non sembra affatto sia stata vissuta prima dell’attacco alieno. A parte i bancomat sparsi in giro e le macchine in strada, le uniche sensazioni “reali” sono date dai data disk che è possibile trovare in giro, che danno profondità e “vita” a un ambiente sterile e sospeso, in cui sembra che il grosso debba accadere da un momento all’altro salvo poi essere rimandato al solito finalone epico-apocalittico.
Bungie ci ha riempito di chiacchiere sulla differenza tra la recluta e Master Chief: uno un Talo (truppa da sbarco e infiltrazione), l’altro uno Spartan (soldato d’elite modificato geneticamente), ma in cosa si traduce concretamente questa differenza?
Se la recluta viene ferita oltre il breve limite del suo scudo, non recupererà energia col tempo, ma solo con i medikit: questo comporta che gli approcci “alla Rambo” sono sconsigliati perchè terminano spesso con la dipartita dell’eroe. L’equipaggiamento è poi leggermente diverso: un Talo non troverà mai in ODST il BR, sostituito dalla bella mitraglietta silenziata d’ordinanza, e non potrà mai combattere con due pistole. Aggiungiamo il ritorno, direttamente da Halo: Combat Evolved, della Magnum e tutte le armi viste in Halo 3 (ma non troverete neanche la Lama degli Arbiter) e l’arsenale è completo.
Tecnicamente, essendo stato usato lo stesso motore del terzo capitolo, c’è poco da dire: a parte qualche miglioria, soprattutto negli effetti di luce e di rifrazione sui metalli, siamo su livelli buoni ma mai sensazionali, mentre molte delle musiche che faranno da contorno all’azione sono perfette e accompagnano alla grande sia le ricerche che gli scontri a fuoco: peccato solo che manchi un main theme d’impatto per il livello finale.
Sul versante multiplayer, oltre alla suddetta possibilità di affrontare la campagna in quattro, abbiamo la strombazzata modalità Firefight (Sparatoria in italiano): mutuata da Gears of War 2, vede i giocatori impegnati su dieci mappe a sopravvivere alle ondate continue di Covenant.
Dopo due giorni di scontri intensissimi e tante ore di divertimento, posso dire che Bungie ha sì copiato, ma portando tutta la sua esperienza in tema di dettagli: le famose medagliette attribuite a fine partita in Halo 3, come quella data per ogni headshot, sono state trasposte in questa sede e arricchiscono l’azione con statistiche ulteriori rispetto al conteggio delle kill. A patto di avere un gruppetto di amici con cui buttarsi nelle arene, il divertimento è enorme e la cooperazione garantita dall’avere un massimo di vite in comune: ogni errore sarà quindi punito non solo dal gioco, ma anche da compagni imbufaliti per lo spreco!
Last but non least,Halo Mythic. Qui il discorso è molto facile: il multi di Halo non è neanche paragonabile a quello di altri titoli, ma resta un vero e proprio passatempo sociale. Sul disco sono ospitate tutte le mappe uscite come DLC negli anni scorsi (21), più tre tutte nuove (tra cui Heretic, che ritorna dopo Halo 2), per un totale di ore di divertimento infinito.
Per chiunque non si fosse mai gettato in questo tipo di azione, un tentativo è obbligatorio, mentre è chiaro che per il resto dell’utenza Halo è il classico esempio di dentro o fuori, amato e odiato in parti praticamente uguali: per semplicità di accesso e possibilità di personalizzazione delle partite è però ancora tra i top games in multiplayer e io resto dell’avviso che averne una copia a casa sia sempre necessario.
Insomma, costretto a dare una valutazione d’insieme a questo prodotto, non posso che mediare tra la delusione della campagna in singolo, l’interesse verso Firefight e l’imperdibilità del multi classico, per un voto finale pari a:
Abbiamo parlato poco di Onlive ai tempi del suo “unveil” (cioè di quando è stato svelato). Il servizio di Cloud Computing simile ad Otoy e a Gaikai, sta per passare dalle parole ai fatti. Secondo il fondatore e amministratore delegato della società, Steve Perlman, Onlive è entrato in open beta.
In sviluppo da sette anni, la tecnologia di Onlive sorpasserà il medium fisico facendo praticamente uno “streaming” di dati video (credo siano video…) interattivi direttamente su un PC basato su Windows o su MAC oppure su un comunissimo televisore anche se questo processo richiederà una micro console.
Dal 2006, anno nel quale sono andato a vivere da solo e mi sono ricomprato il PC, questa immagine è lo sfondo dei miei 2 monitor. Non l’ho mai cambiata.
Mentre ho cambiato quella del portatile, a casa sono rimasto fedele alla linea. Oltranzista, direi.
E finalmente ci siamo. Come avevo previsto l’anno scorso (cazzo sono il nostradamus dei videogames! ) Starcraft 2 non sarebbe uscito come previsto nel 2008 e ormai mi sento di dire che è sicuro al 100% che uscirà nel 2009. Quindi, qualunque altra software house può smettere di programmare: la nuova religione dei videogame sta per nascere!
Come so tutto questo? Semplice, come da titolo, hanno aperto il beta test di Starcraft 2 al pubblico. credo quindi che la data di uscita sarà verso autunno, in perfetto stile Blizzard.
Peccato che iscriversi a questo beta test non sia così facile e soprattutto peccato che chi abbia un doppio monitor, come il mio, sarà impossibilitato a terminare la procedura.
Cerco comunque di spiegarvela, anche perchè così vi spiego che hanno combinato per noi con la nuova Battle.net, che è fichissima (una piccola Steam ).
Andate su eu.battle.net e iscrivetevi, date i vostri bei dati veri e ricevete la mail di conferma.
Ora potrete fare “manage my games”. Per partecipare alla beta di Starcraft 2, infatti, dovete avere almeno un gioco Blizzard “in canna”. Altrimenti nisba. vi attaccate. Andate quindi sul suddetto tasto e inserite una key del vostro prodotto. A questo punto, magia, potrete anche scaricare interamente il titolo che possedete. Niente più cd e cd verification, a quanto pare. Ecco perchè sopra ho detto una piccola Steam: potrete riscaricare, basta la cd key, i vostri classici giochi Blizzard.
Fatto questo, per partecipare alla beta, dove schiacciare su “beta profile settings” dovete scaricare un programmino che testa le caratteristiche del vostro computer e che automaticamente manderà uno screenshot a Blizzard (che così ovviamente avrà sia le vostre informazioni personale che i vostri dati sul PC… ma è per una giustissima causa) con i risultati della vostra scheda video/madre/audio, ecc. Il tutto si può fare anche con un MAC.
Qui, ovviamente, il mio problema. C’è un errore sconosciuto secondo me dato dal fatto che col doppio monitor il povero programmino fa uno screenshot che non viene riconosciuto dall’altro lato. Ma questo è un altro discorso.
Finito questo post metto un monitor solo e rimando.
Per Starcraft 2, questo e altro!
Inutile sottolineare che ovviamente nessuno che porterà a termine questa procedurà sarà sicuramente un beta tester di Starcraft 2. Solo alcuni fortunati. Quindi cominciate ad incrociare le dita per me va (anche quelle dei piedi plz).
Dovevo fare questo articolo molto tempo fa ma ho preferito aspettare. Grazie all’amica Videl, infatti, sono riuscito a provare Quake Live nella sua beta privata ormai molti mesi fa. Era meglio però non parlarne fino ad oggi, giorno dell’uscita pubblica del titolo in beta che quindi può essere provato da ognuno di voi.
Cosa è Quake Live? Quake live è Quake 3, non un pixel è diverso o quasi. E allora perchè dovremmo tanto stupirci, griderà qualcuno?
Semplice perchè Quake Live è si un gioco vecchio di 10 anni, ma è anche uno dei più grandi miracoli tecnologici dei nostri tempi. Un gioco che nel 1999, anno della sua uscita, occupava circa un CD (700MB) di informazioni, grazie al genio di JohnCarmack, ora gira su un browser!
Avete capito bene. Basta installare 5 mb di file, un .msi che rappresenta una semplice libreria, per giocare a Quake 3 da qualunque PC tramite un qualunque browser (aspettiamo ancora la versione per Mac OS e per Linux, che arriverà a breve). Senza rallentamenti, senza installare un exe, senza niente. Incredibile è la parola giusta, ma Carmack ci ha abituati a dire che l’incredibile non esiste, soprattutto a livello tecnico, per lui che fa della programmazione un’arte.
Recensire il gioco mi sembra anche ridondante. Chi non conosce Quake 3 Arena? Sappiate solo che stiamo parlando di uno dei più importanti sparatutto di tutti i tempi per PC: l’apripista dei giochi pensati solo per il multiplayer, una scommessa vinta da id Software già tanti anni fa. Tra l’altro che cosa serve una recensione se andando sul sito di Quake Live potete giocarci voi e valutare da soli e con mano quanto sto dicendo.
Ciò che invece è importante sottolineare è come nel mondo del multiplayer online le dinamiche dei giochi elettronici tradizionali abbiano davvero poco senso. Al giorno d’oggi se un gioco non è al passo con i tempi nessuno lo nota o quasi (anche se, in verità, questo è proprio il momento storico più ghiotto per i videogiochi indipendenti che hanno trovato con la digital delivery la loro fortuna). Nel netgaming invece, rimaniamo appassionati dei videogiochi vecchi perchè sono quelli con le meccaniche più grezze e quindi i più belli a livello di sfida. Se un gioco è facile da giocare, avrà più giocatori forti ed emergeranno tante eccellenze. Questo è nocivo per lo spettacolo e non da possibilità a chi si vuole impegnare veramente di essere, giustamente, un gradino sopra gli altri.
Ciò che serve al netgaming, oltre che i classici e banali sponsor, sono invece giochi che, nei secoli dei secoli, siano sempre riconoscibili e magari abbiano possibilità di evolversi senza essere stravolti. Starcraft è perfetto in questo senso: si è evoluto con le patch e con le mappe aggiuntive ma sono dieci anni che è giocato a livello professionistico in Corea del Sud. Quake 3 anche ma ha sofferto del lack di investimenti ed ora si spera che rifiorisca con Quake Live.
Perchè? Perchè ora TUTTI avranno la possibilità di giocarci con un click. Ci rendiamo conto di cosa significa? Che ovunque voi siate, qualunque PC abbiate tra le mani e soprattutto SENZA SPENDER UN EURO nell’acquisto del gioco (non c’è alcun abbonamento da pagare: è totalmente gratis), tutti avranno accesso alla sfida online e alla visione delle partite di altri. Questo vuol dire che, finalmente, realmente gli sport elettronici possono essere accostati al poker online, basta un browser per entrare nell’arena.
Per il netgaming e per gli sport elettronici significa moltissimo anche se ho una gran paura. Che, senza avanzamento tecnologico gli sponsor classici si tirino indietro: Intel non venderà certo dei processori nuovi e potenti grazie a Quake Live, sarà quindi interessata a mettere in palio premi per i tornei?
Questa domanda mi attanaglia la testa mentre, tra un razzo e l’altro, mi aggiro per Q3DM6 come dieci anni fa.
Possessori di PS3, domani (11 Dicembre), finalmente, potrete mettere le “mani” sulla beta di Home, il servizio di … ehm… navigazione della vostra Playstation 3 e del mondo dei videogiochi ad esso collegato.
La open beta sarà disponibile come download gratuito direttamente dall’icona del Playstation Home sulla dashboard della console Sony.
Queste le informazioni utili alla segnalazione del titolo. Ora andiamo nello specifico a vedere di cosa si tratta. In pratica è un “mondo virtuale” alla The Sims, credo, dove ci si potrà incontrare con i propri avatar, vestirli, fare “shopping” o scoprire le ultime novità sui videogiochi di prossima uscita.
Cito infatti i partner iniziali di Home: Red Bull, Paramount Pictures, Hexus TV, Eurogamer e Ligne Roset. Non so ancora bene come si interagirà con tutti questi ma evidentemente mi sento subito già contento del fatto che ci sarà Eurogamer.TV all’interno di Home: significa una autorevole TV sui videogiochi che farà capolino nella nostra “casa” (speriamo anche in italiano… ma dubito, almeno per la beta). Poi Paramount credo venderà film, Hexus TV è un’altra TV sui videogiochi che però non conosco e Lighe Roset vende… ehm… oggetti di design come divani tavoli o sedie che serviranno per personalizzare il proprio habitat. Red Bull, sinceramente, non so cosa potrebbe darci: cocaina virtuale?
Ora, ovviamente, bisogna provare a dare un giudizio critico su questa nuova creatura di Sony: secondo me è una figata! Cioè, mi sa che sarà davvero un “gioco nel gioco”, tra l’altro dovrebbe essere gratuito, e chissà che non apra una bella finestra sull’online per una console che in rete non sta venendo tanto usata.
Mi chiedo però, e forse qualcuno di voi potrà aiutarmi a rispondere: ma non è un po’ troppo tardi? E’ vero che “tutti” dicono che questa generazione di console sarà più longeva ma, Home è stato annunciato davvero molto tempo fa ed ora esce l’open beta, neanche la versione completa. Servirà a Sony per recuperare terreno o sarà solo un “in più” per gli utenti già acquisiti?
Io intanto me lo scarico e vi do appuntamento online, ai posteri l’ardua sentenza.
Torna l’appuntamento settimanale con il “rotocalco” di videogiochi a cura di www.insidethegame.it.
Come da presentazione della puntata zero, che trovate sul blog, il sottoscritto e Massimo “Fucktotum” Mallia vi intratterranno per un’ora circa nella disquisizione videoludica di notizie, radio recensioni, anteprime e musica come al solito rock e dintorni. Per contattarci e farci domande usate pure la mail funzine@fragtime.it oppure con i commenti su questo blog.
Seguiteci quindi questa sera dalle 21:30 alle 23:00 (circa) se siete interessati alle news più importanti della settimana, che come in ogni puntata verranno elencate in apertura.
Subito dopo recensione del capolavoro Bioware in esclusiva per Xbox360: Mass Effect; imperdibile per i fanatici dei giochi di ruolo ma assolutamente fantastico per tutti gli altri. Una vera epopea fantascientifica.
Poi passiamo al divertimento portatile: su Nintendo DS è uscito un certo The Legend of Zelda: Phantom Hourglass. Il gioco è un capolavoro e noi lo tratteremo come seconda radio recensione.
Ci sposteremo al volo sui giochi da scaricare: come sapete le tre princinpali console casalinge hanno tre ottimi servizi di download. Playstation Network, Xbox Live Arcade e Virtual Console. Parleremo di tre titoli consigliati da scaricare. Seguiteci quindi se volete spendere bene i vostri soldi.
Poi spazio ancora alle recensioni, avremo addirittura un dio, Kratos con God of War 2 per PS2.
Chiuderemo con il ricordo di qualche titolo del passato con la rubrica “amarcord” per darci appuntamento alla prossima settimana.
Appuntamento come al solito su Radio 181 Fragtime per la puntata numero 1 di Funzine! Vi aspettiamo numerosi!
Come ogni domenica eccoci giunti all’appuntamento settimanale del post per “pubblicizzare” l’ormai consueto appuntamento del lunedì sera con Il Bar dell’eSport e Dintorni! Non mancate quindi, lunedì 04 Febbraio dalle 21:30 alle 23:00 con la puntata numero 5: appuntamento su www.fragtime.it, l’unica radio dedicata ai giocatori.
Come al solito ricordo l’email per mettersi in contatto con noi (alternativamente potete usare i commenti di questo blog per critiche, commenti, saluti, applausi ecc) il.bar@fragtime.it. Cosa potete fare contattandoci, quindi? Oltre che fare domande ai nostri ospiti in diretta potrete segnalarci, in mail, il curriculum del vostro Clan o della vostra Gilda! Perchè? Perchè potreste far parte del nostro fantastico appuntamento settimanale con Clan Life o Guild Life, appunto, presentando le vostre iniziative, le vostre curiosità, il vostro sito ecc. L’ideale per chi ha qualche bell’aneddoto da raccontare sul proprio gruppo di amici online!
Il nostro “menù” domani prevede un primo intervento che verterà sull’analisi di un gioco da praticare online, come abbiamo fatto già con Call of Duty 4 nella nostra puntata 0. Questa volta parleremo di Unreal Tournament con una ragazza, sk0d3 e CiaKKi che fa parte della nazionale italiana. Rifletteremo su dove è al momento la community di UT2k4, sullo switch al nuovo titolo, UT3. Sul perchè è bello giocare al capolavoro Epic e via dicendo.
Subito spazio poi a chi gioca su PC e alla notizia della Pro LAN, di cui forse saremo in grado di darvi gli ultimi dettagli, per ora comunque sappiate che la più grande LAN italiana sta per tornare. Parleremo un pò di quella precedente.
Neanche il tempo di riprendere fiato e ci tufferemo in un’intervista al “sommo” Bibbifà, cioè Fabrizio Falsetti, il presidente di FNIV, Federazione Nazionale Italiana Videogiocatori. Con lui parleremo un pò degli eventi offline di PES e del campionato della sua federazione che sta avendo un inimmaginabile successo.
Come ogni settimana spazio ad un Clan/Gilda. Questa volta è la volta del famoso Team Impact che, sinceramente, non ha bisogno di presentazioni. Parleremo con Gianluca Esposito, in arte ti|T che ci racconterà molto degli albori di questo mitico clan e molto sui progetti futuri.
Immancabile e solita chiusura con un altro interevento su PES, questa volta però si parla di online. Grazie ai ragazzi di Peslife.it che ogni settimana ci mandano un loro inviato per parlare di nations cup. Cosa avrà fatto la nostra nazionale dopo tre vittorie? Seguiteci e lo saprete. Dove? Su Radio 181 Fragtime!!!!
Non mancate quindi lunedì 4 Febbraio dalle 21:30 alle 23:00. Sedetevi comodi al bancone, aspettate l’inizio della nostra musica: Rock, Pop, Metal, Grunge, Progressive, Punk ecc e rilassatevi con una “birra” virtuale, in compagnia dei due conduttori più “fuori” del netgaming. Il sottoscritto AKirA e Rev!
Non tutti, non gli appassionati di netgaming! Questa sera infatti ci ritroviamo nuovamente seduti al bar, io Revng e tutti voi! Ci sarà la nuova puntata, la numero 1, de “Il Bar dell’Esport e Dintorni”, speciale Natale!
Se non volete perdervi i nostri auguri in diretta, quindi, seguiteci: dalle 22 alle 23:30 (circa…) sulla web-radio www.fragtime.it, basta clikkare qui.
Ecco di cosa parleremo oggi: Clanbase, “il più famoso” portale di organizzazione di torneial mondo, o quantomeno il più popolato. Parleremo un pò della gestione italiana raccontandovi lo showmatch di Call of Duty 4 tenutosi ieri a Milano che ha aperto le danze di un nuovo torneo per questa disciplina nel nostro paese. Per fare questo ci sarà con noi raz3r, almeno ci schiarirà le idee. La regular season di EPS è “quasi” finita: chi va a Bolzano? Quali sono i giocatori e i team più titolati in Italia quest’anno? Chi si scontrerà per il montepremi di 25.000€? Seguiteci e lo saprete. Manca solo PES, ecco il perchè di quel “quasi” e in questa disciplina manca solo un finalista: lo deciderà la super sfida tra A.S. Quadrifoglio e Cubesports che si terrà a breve; anticipazioni su questa super sfida con Dollars e Milanista. Continueremo parlando di un nuovo gioco che si è affacciato da poco sul panorama netgaming: World In Conflict, ci saranno Beta e Daunt degli Inferno eSports a spiegarci quanto è bello questo nuovo RTS a squadre e a raccontarci le loro peripezie alla CPL e agli altri tornei internazionali. Ricordo a tutti che gli Inf sono uno dei più forti clan AL MONDO! Chiuderemo con i saluti e i più classici e immancabili auguri. Ci sarà anche un ospite a sorpresa? Chissà, seguiteci, non ve ne pentirete. Soprattutto la tracklist è di quelle che scottano! Ci sarà del grande rock. Ricordo a tutti l’email per mettersi in contatto con noi il.bar@fragtime.it. Oppure c’è skype per intervenire in diretta.
Seguiteci, non ve ne pentirete.
L’immagine di apertura è stata creata da Revng! Grazie Gabriele!