Cosa proporre in un sabato quasi primaverile come questo? La risposta è semplice, per sottolineare l’atmosfera soleggiata e piacevole non c’è nulla di meglio di due bei video (un po’) idioti!
Il primo è il trailer di un gioco per Nintendo DSi uscito su DSiWare in Giappone questa settimana; dietro alla produzione ci sono i ragazzotti di Good-Feel, già responsabili del folle Wario Land Shake It! Di cosa si tratta? In Rittai Kakushi e Attakoreda bisonerà semplicemente esplorare un ambiente per trovare degli oggetti oscillando il DSi, che riconoscerà il movimento grazie alla camera. Inutile dire che la cosa che più colpisce è l’attenzione con cui è dato l’effetto 3d delle ambientazioni, che sembrano vere e proprie case di bambola.
Il secondo video è di tutt’altra specie: vediamo all’opera Jason, artista giapponese che crea sculture di legno utilizzando una motosega (non mi sto inventando nulla, il suo sito ufficiale è qui!). In questo caso il buon Jason decide di impressionare il pubblico con l’eccezionale riproduzione di un Big Daddy, direttamente da Bioshock…Trovo che scolpire con una motosega sia una di quelle cose squisitamente giapponesi…a quanti di voi sarebbe venuta in mente la stessa cosa? E soprattutto quanti di voi non vorrebbero averlo a casa?
Avete mai avuto il desiderio di raccontare ai vostri (futuri) figli le storie dei videogiochi che vi hanno accompagnato durante la vostra adolescenza? Se si, ecco come sarebbe Bioshock sottoforma di favola. Read the full story
Amici, fratelli, “compagni”… videogiocatori. Finalmente, Bioshock 2, ha un data. 2K l’ha svelata pubblicamente e ufficialmente.
Se c’è una cosa che mi ha veramente stupito nell’attuale generazione di console è stata la demo del primo episodio della saga fantascientifica/paranormale. Mi ricordo come se fosse ieri il momento in cui, con pochissima hype in verità, abbiamo messo quel pacchetto a scaricare sulla mia Xbox e poi, a notte fonda, abbiamo deciso di vedere cosa poteva uscire fuori da quella scatola magica.
Science, Art, Industry: queste le parole che i nostri occhi virtuali hanno letto prima di prendere la batisfera e scendere a Rapture. Prima di rimanere completamente a bocca aperta.
Salve a tutti, io sono Renato Rossi aka inskin; come AKirA sono nato quando comparivano le prime pubblicità a colori sulla TVitaliana (classe 1978), vivo ad Ancona e in attesa del mio trentunesimo compleanno e della televisione 3D suono con i Need her liver (www.needherliver.com), sono in procinto di laurearmi in medicina e scrivo di videogiochi.
Questo video non mi sembra un capolavoro. Però è stato visto mezzo milione di volte o quasi, quindi, chi sono io per andare contro alla “massa”?
Ve lo segnalo.
Si tratta di un riassunto musicato dei più divertenti glitch e bug dei videogiochi per PC e Console. C’è Bioshock, c’è Pro Evolution Soccer, c’è Halo, c’è Assassin’s Creed … ecc. Devo dire che alcuni effettivamente sono davvero da ridere, ma il montaggio poteva essere più interessante.
Il video qui sopra è abbastanza esplicativo (uno dei pochi senza bestemmie che ho trovato) dell’argomento del giorno, molto delicato.
E’ un remix, pure troppo sobrio, di alcune frasi del mitico Macignu. Vi ricordate, ne avevamo già parlato un’altra volta; si tratta di una webstar, involontaria che ormai credo ci marci un pochino nel suo “personaggio”. Si tratta di un tizio che “sbrocca” con i suoi compagni di gilda mentre gioca a World of Warcraft. Ma sbrocca proprio ragazzi Inutile aggiungere altro, tanto sono sicuro che tutti voi sappiate di cosa io stia parlando, altrimenti fatevi un giro sul tubo.
Insomma, giocando a World of Warcraft si arriva a reazioni simili: mamma mia, che paura! Ma sarei veramente scemo, se attaccassi WoW da questo punto di vista, perchè, come dimostra pienamente questo altro mio post, anche Quake sembrerebbe avere effetti devastanti sulla psiche umana e siccome ieri ho professato il mio amore per i giochi simili… meglio non sputare nel piatto dove mangio.
Infatti credo che, quando succedono cose del genere e si da la colpa al mezzo anzichè alla persona, è evidente che si ha la coda di paglia o si è in malafede. Macignu non è colpa di WoW e il pazzo di Quake 3 non è colpa del capolavoro id Software. Il merito di questa “follia” va alle due persone citate che, anche e soprattutto per esibizionismo, sono volute passare alla storia come gente che sbrocca “in game”.
E’ come quando accusarono Marilyn Manson di essere “responsabile” di alcuni omicidi commessi da un suo fan: che colpa ne ha il reverendo se un folle si è sentito i suoi dischi?
Ma l’argomento di oggi è diverso da quanto detto fin’ora e dal titolo l’avrete capito; secondo quanto riportato in questo post da Boing Boing, è giusto discriminare i dipendenti se giocano o meno a World of Warcraft? Un’azienda americana lo fa e, nel colloquio per l’assunzione, chiede ai candidati se hanno un account nel mondo virtuale più famoso del Globo. Se si, non li assume, adducendo la semplice motivazione che “non potranno mai rendere al 100% sul lavoro, poichè con la testa da un’altra parte”.
Ora, chiaramente, voi vi aspettereste che io passi il resto del post a difendere il videogioco Blizzard e a smontare questa tesi, magari dicendo banalità quali “dipende da persona a persona”, oppure criticando l’operato di una simile azienda.
Invece no, sono completamente d’accordo con le parole di cui sopra. World of Warcraft, in maniera dissimile dai videogiochi tradizionali, non si spegne mai. Puoi uscire dal mondo solo quando hai cancellato il tuo account, altrimenti e lo vedo nei miei amici che ci giocano, non ne esci mai. Parli sempre di WoW, pensi a WoW, vivi in WoW!!! E’ un dato di fatto.
Un mio ex collega ha utilizzato una delle due settimane di vacanza estiva per rimanere a casa e comprarsi la mount, piuttosto che andare con moglie e figlio dai parenti. Scelta leggittima oppure forzatura del videogioco perfetto, quello che più ci giochi e più ne vuoi (tipo la droga )?
Personalmente se criticassero me, perchè ho rinunciato ad una settimana per stare a casa a videogiocare, mi incazzerei. Eppure scrivo quanto ho scritto, perchè nel caso lo facessi io, probabilmente lo farei non per necessità ma davvero per divertimento e perchè mi è mancato il tempo durante l’anno di vivere un’avventura come Bioshock oppure Shadow of The Colossus. Mentre per i giocatori di WoW, effettivamente, sembra una necessità. E infatti la persona di cui sopra era assolutamente pentita della sua azione e quando è riuscito a smettere, ad uscire dal tunnel, si sentiva rigenerato.
Questo non significa che WoW sia “IL MALE” attenzione. Significa solo che, come detto sopra, se fossi io quel capo di quell’azienda preferirei un dipendente senza account
Ora mangiatemi vivo, giocatori di WoW. Vi aspetto.
Anche io aderisco all’iniziativa lanciata dal blog di Beppe Grillo chiamata “Free Blogger” per protestare contro la legge Levi-Prodi altrimenti detta “ammazzablog”.
Inutile dilungarmi sulla possibile digressione a livello politico: chi non sa di cosa sta parlando tanto non è interessato a saperlo, mentre chi non è d’accordo non verrà certo convinto dalle mie parole. Tra l’altro i giornali scrivono che non c’è pericolo che la Levi-Prodi faccia ciò che grillo dice che farà… ma questo non cambia il fatto che, con una semplice foto, io mi schiero assolutamente dalla parte della libertà di parola di bloggare. Non vogliamo essere castrati in alcun modo, perchè noi blogger rappresentiamo una delle poche speranze di informazione libera dell’umanità.
Questo discorso vale molto di più a livello giornalistico, piuttosto che videoludico. In fondo io non parlo male dei “politici”, al limite parlo male di Nintendo, Sony e Microsoft Ma se si torna al concetto di libertà, anche i blog videoludici hanno il loro fardello di verità da offrire.
Nei miei articoli per la stampa specializzata (o per i siti) tante volte mi è toccato NON parlare di un certo evento, oppure dover per forza parlare di un altro. Spesso dovevo trattare bene un titolo, pena la non uscita del pezzo. A questo prezzo, che fine fa la critica? Quale può essere realmente un buon consiglio e quale invece è dettato da logiche di “mercato”?
Il mio blog ha posto fine a questa diatriba: è nato libero e lo sarà sempre. Almeno, fino ad adesso, non ho mai ricevuto rimostranze di alcun tipo su nessuno dei miei articoli o video dai PR di chissà quale società di videogiochi. Magari ho smorzato io stesso i toni di qualche mio pensiero e di alcune righe di Fucktotum. Questo però non significa “pilotare” un’informazione. Significa solo rendersi conto che è meglio criticare con stile che stroncare.
La legge Levi-Prodi, nelle sue intenzioni, vuole equiparare un blog ad una testata giornalistica e quindi legare la sua esistenza alla presenza, in “redazione”, di un giornalista iscritto all’albo. Incredibile. Scomparirebbe praticamente qualunque blog… molti sono personali, le redazioni sono un miraggio molto lontano.
Se dovessero andare avanti con questo disegno perverso (la legge era “saltata fuori” sotto il nostro ex governo, ma piace anche all’attuale) Inside The Game non esisterebbe più, nononstante non voglia minimamente rappresentare testata giornalistica neanche nelle intenzioni.
E allora, politici italiani di destra e di sinistra, state attenti e “Free Blogger”: liberate i blogger. Altrimenti i miei amici in foto vi faranno un culo così. Comincerà il Big Daddy con un pugno dei suoi, poi arriverà Altair con una coltellata sul costato (fa male, ve lo assicuro) per passare la palla al Pip Boy che vi inonderà di radiazioni. Cornuti e mazziati verrete colorati di vernice da de Blob per poi essere infastiditi dal classico richiamo “Marioooo” emesso dal verde Luigi. Mossa finale? Vi farei sorridere da Toad, per capire che una risata vi seppellirà, tutti prima di darvi fuoco con i fiammiferi di Mafia.
Occhio quindi, non fate incavolare me e i miei amici!
L’Academy of Interactive Arts and Sciences pubblica da undici anni la lista dei cosiddetti “Oscar dei videogiochi”. Anche se ci sono molti premi simili con la stessa categoria di “arte” digitale, gli Interactive Achievement Awards rappresentano sicuramente quanto di più simile alle statuette dorate classiche che hanno ricevuto i migliori cineasti e attori del mondo. Prima di commentarli elenchiamo insieme quali sono i titoli che hanno ottenuto nel 2007 il prestigioso premio.
Gioco dell’anno: Call of Duty 4
Gioco dell’anno per console: Call of Duty 4
Gioco dell’anno per PC: The Orange Box
Miglior innovazione nel gaming: Rock Band
Miglior gioco per console portatile: The Legend of Zelda: Phantom Hourglass
Miglior MMOG: World of Warcraft: Burning Crusade
Miglior gioco per cellulari: Skate
Miglior RPG: Mass Effect
Miglior gioco di corse: Motorstorm
Miglior risultato nel game design: Portal
Miglior gioco di avventura: Super Mario Galaxy
Miglior gioco di sport: Skate
Miglior strategico: Command and Conquer 3
Miglior gioco d’azione: Call of Duty 4
Miglior gioco per famiglie: Rock Band
Miglior risultato nell’animazione digitale: Assassin’s Creed
Miglior direzione artistica: BioShock
Migliori effetti grafici: Crysis
Miglior performance di un personaggio: Portal
Miglior trama: BioShock
Miglior risultato nel game play: Portal
Miglior gioco online: Call of Duty 4
Miglior gioco scaricabile: Puzzle Quest: Challenge of the Warlords
Migliori musiche originali: BioShock
Miglior colonna sonora: Rock Band
Migliori effeti sonori: BioShock
Allora, letti questi titoli è inutile dire che sul blog c’era già una mia personale classifica dei migliori giochi del 2007 e molti ne sono presenti, e anche con le stesse motivazioni. Un applauso a me!
Va detto però che in Europa Rock Band non è ancora uscito (non vedo l’ora di metterci le mie manine pacioccose sopra!) quindi non l’ho potuto tenere in considerazione.
Mi fa comunque piacere che un titolo come Portal, che per me era il top, abbia almeno ricevuto due riconoscimenti importanti più un terzo dato da The Orange Box come miglior titolo PC.
Mi stupisce invece fortemente la totale assenza di Super Mario Galaxy per Wii dalle “statuette” più prestigiose. Ha solo un premio come miglior avventura che sinceramente mi sembra un pò poco.
Non mi dispiace invece vedere citato come gioco dell’anno Call of Duty 4. Sebbene la produzione Activison non abbia poi molto di artistico o di innovativo, va detto che è veramente un risultato incredibile per la qualità totale della produzione. Ottimo single player, grafica praticamente stupefacente, multiplayer eccezionale, rifiniture senza paragoni. Insomma secondo me è un premio meritatissimo, valutando il “totale” di cosa deve avere un videogioco per piacere, sebbene come sapete io cerchi qualcosa di diverso dalla massa in una produzione videoludica.
Sono d’accordo inoltre con l’academy su un’assenza molto particolare, per cui tantissimi lettori storceranno il naso. Dov’è Halo 3???? Non c’è, in nessuna categoria. Ed è giusto. A parte il fantastico multiplayer che se la gioca con quello di COD4 come migliore dell’anno, le altre qualità del titolo Bungie secondo me non sono al top. Non c’è una grande trama (assolutamente no), la grafica spesso sembra imbarazzante (confrontate l’acqua di Bioshock con quella di Halo3 e avrete capito cosa intendo).
Giustissimi i premi di settore all’ultimo Zelda e a Puzzle Quest e assolutamente condivisibili tutti gli award dati a Rock Band che è una vera e propria rivoluzione.
L’unico premio a Crysys fa rendere conto di quanto non basti solo una super grafica a fare un super gioco.
Ottima prestazione di Bioshock, come ampiamente meritato. Assolutamente coinvolgente come musica ed effetti sonori (dove è stato premiato) forse avrebbe meritato qualcosa di più come premi “grossi”, che invece non ha visto neanche col binocolo. Peccato.
Un premio che invece mi lascia perplesso è il miglior gioco di corse. Motorstorm? Avrà pagato Sony? No perchè con Forza Motorsport 2 e Project Gotham Racing 4 mi sembra difficile che un titolo come Motorstorm l’abbia spuntata, anche se sicuramente è un buon gioco.
Eccoci tornati all’appuntamento del martedì con Funzine, l’unica trasmissione radiofonica che parla di videogiochi ai videogiocatori. News, anteprime, recensioni, ospiti. Magazine condotto, ideato e scritto da me (Simone “AKirA” Trimarchi) e Massimo “Fucktotum” Mallia puntata dopo puntata. Siamo orgogliosi quindi di essere arrivati alla puntata 2 e gli ascolti sembrano premiarci. Peccato che ci arrivino pochissime mail al nostro indirizzo funzine@fragtime.it. Potete comunque scriverci su questo blog o sui nostri msn per comunicazioni di alcun tipo. Ad esempio volete fare una richiesta di amarcord, la nostra rubrica sui vecchi videogiochi? Fatelo. Volete dire la vostra su una recensione e su un voto che abbiamo dato. Eccovi accontentanti. Volete essere insomma parte di Funzine? Bene, noi vi aspettiamo. Ah, se voleste anche fare qualche critica, non vediamo l’ora di migliorarci!
Ma andiamo ad analizzare la puntata che sentirete questa sera, dalle 21:30 alle 23:00 circa su Radio 181 Fragtime.
Solite news “flash” di apertura, che daranno spazio alle sei macchine da gioco più diffuse al mondo. PC, Xbox360, PS3, Wii, PSP e Nintendo DS. Chiunque quindi può trovare qualcosa di interessante nelle migliori notizie della settimana selezionate dalla vostra Funzine di fiducia.
Preview di eccezione, anteprima da seguire tutta d’un fiato: Street Fighter IV in uscita su Xbox360/PS3!!!
Questa sera poi spazio alle nostre solite tre radio-recensioni. Avremo Bioshock per PC/Xbox360, Motorstorm per PS3 e Phoenix Wright: Justice for All per Nintendo DS. Sappiamo che non sono proprio “appena usciti” ma siccome ancora nessuno ci manda i giochi per provarli (appello a tutti i PR delle grandi società di videogiochi in ascolto ) per ora utilizziamo titoli un pò vecchiotti, ma che almeno abbiamo provato bene. Amarcord che, come al solito, non vi sveliamo. Sappiate solo che parleremo di un picchiaduro. Molto ma molto famoso.
Probabilmente avremo anche un’ospite in questa puntata, ospite di cui siamo orgogliosi. Cioè un professore, Paolo Freschi, che è così a favore dei videogiochi da stimolare i suoi alunni alla produzione degli stessi. Questi lavori hanno anche un sito, li trovate su: progettogioco.altervista.org. Con lui parleremo, prendendo spunto dal libro “Mamma non rompere sto imparando“, di videogiochi ed educazione, ma soprattutto di videogiochi non da demonizzare ma forse da preferire a TV e ad altri svaghi privi di stimoli. Se avete domande per “il professore dei sogni” non esitate a mandarecele, ricordo la mail funzine@fragtime.it.
Ragazzi inutile dirlo, non mancate. Stasera dalle 21:30 alle 23:00 su Radio 181 Fragtime. Con Funzine ne sentirete delle belle.
L’ultima console casalinga di Nintendo ha creato molto scalpore ed ha venduto tantissimo. Attualmente, al mondo, è la console di nuova generazione più venduta. Il nome in codice dato a questo prodotto, prima dell’uscita, fu Revolution, rivoluzione, poi cambiato in Wii per motivi strategici di marketing. Ora tutti parlano di Wii e tutti amano Wii. Anche io?
Mi volevo soffermare un secondo su questo concetto visto che non ne abbiamo ancora parlato; erano altri tempi, per me e per la mia vita, quelli in cui Wii faceva il suo debutto. Un anno può significare un attimo, per molti. Per me è stato un’eternità ed ha portato molti cambiamenti. Bastano 365 giorni per tirare effettivamente le somme o almeno fare un bilancio parziale della presunta “rivoluzione” operata da Nintendo? Probabilmente no, ma vediamo a che punto siamo.
Mi occupo di videogiochi da anni, ne ho giocati tanti. Sono sempre stato un “nintendaro” un fan della grande N. Nella passata generazione ho preferito avere solo il Gamecube senza neanche pensare alla PS2, che intanto conquistava il mondo. Quando la macchina in casa mia stava morendo (ben presto, in verità) sono corso ai ripari e mi sono giocato ICO, God of War e tanti altri fantastici titoli per la console Sony più venduta di sempre, dopo averla comprata su ebay. Nonostante questo il problema del Gamecube era solo relativo alla quantità dei titoli, non la qualità. Quei pochi giochi che sono usciti erano tutti capolavori o quasi! Penso ad Eternal Darkness o a Wind Waker, non dimenticandosi di Metroid Prime e di parecchi altri giochi. La console però non tirava, non c’era gente che l’aveva e i prodotti erano solo quelli della grande N, non è uscita neanche una versione di PES, per capirci, in Europa.
Non solo per questo motivo comprai il Wii al Day One, al primo giorno in cui era disponibile. Ho anche fatto un incidente con la macchina quella mattina e ho dovuto buttare la mia amata quattroruote (un saluto ancora ). Cara m’è costata la rivoluzione!!! C’è un piccolo problema però, Che Guevara non è un Mii.
Riflettiamo un secondo. Rivoluzione per me ha un significato “aulico”, purificatore. Pensavo che Nintendo avrebbe aiutato l’industria ad uscire dalla nicchia, ma non con titoli come i Robinson o Cooking Mama. Credevo che gli stilemi del videogioco sarebbero stati riscritti, in favore di una interattività più intuitiva ma anche più profonda, totale. Speravo in un supporto reale e potente per gli sviluppatori indipendenti. Mi sono ritrovato con Mario Party 8, Red Steel, Trauma Center. Niente di più che un compitino, spesso scopiazzato, per cercare di lanciare il nuovo sistema di controllo sempre più importante dei giochi nei quali è usato.
Ed è proprio qui che volevo andare a parare. Nintendo non ha rivoluzionato niente, in un certo senso. Ammetto che sia fantastico vedere finalmente mio padre giocare ad un videogioco e potersi divertire come me, senza “barriere” date dalla difficoltà intrinseca di un mezzo interattivo per natura con cui non ha mai fatto i conti. I joypad sono complicati, giocare a Bioshock è una ficata ma è difficile, troppi tasti. Il Wiimote è semplice, incredibilmente semplice. Pensato ottimamente, realizzato con tutti i crismi. Ma dove è la rivoluzione? Voglio saper solo questo: dov’è la rottura col passato?
Il trend dei videogiochi, da quindici anni a questa parte è “espandere” il mercato. Tutti i produttori o distributori stanno cercando di giungere a questo obiettivo, perchè così fanno più soldi. La cosa curiosa è che il metodo adottato è più o meno lo stesso: i videogiochi stanno diventando più semplici di anno in anno, più accessibili. Dove una volta c’era una macchina da scrivere per salvare, ora ci sono automatismi, non bisogna nemmeno più mettere in pausa. Dove una volta c’era il libretto di istruzioni ora c’è un tutorial che anche un bambino può affrontare. Dove un tempo si lottava per imparare i “pattern” dei vari mostri, pena il non superamento del quadro, oggi ci sono i check point. Anche le meccaniche sono più semplici e non solo la difficoltà.
Poniamoci quindi una domanda, fondamentale. In cosa è differente Nintendo sotto questo punto di vista? In cosa è “rivoluzionaria”?Wii ha semplificato ulteriormente il videogioco. Dotando l’utente di un controller più “intuitivo”, ma quindi evidentemente dedicato ad abbracciare una fetta di pubblico maggiore, i programmatori di titoli per Wii si sono trovati a fare i conti con un target ancora meno smaliziato: il mondo non alfabetizzato al medium interattivo. Adulti, bambini, donne, anziani che non avevano mai videogiocato! Questo ha portato ad un novanta per cento di titoli per giovanissimi, o quasi, sullo scaffale della grande distribuzione. Titoli tratti da Harry Minchior (il mio personale nickname per Harry Potter), Bussole D’oro e altri tie in simili, di “dubbia” personalità. Certo c’è Mario Galaxy e qualche altro bel gioco, ma bastano per considerare Wii quello che “doveva” essere?
Non voglio criticare le idee di Nintendo, ripeto le ritengo geniali. Però per ora, in un anno di Wii, non si è visto nulla che non fosse già nel grande carro dei videogiochi, nel grande trend dell’industria. I veri punti di rottura li ha forniti Valve, oppure la stessa Nintendo ma su DS (che ritengo una console molto più rivoluzionaria di Wii), o magari un programmatore indipendente con Passage.
Ora torno a casa e aspetterò. Aspetterò un cambiamento. Aspetterò ancora, col sorriso sulle labbra, la rivoluzione.
Dopo le scorpacciate natalizie è tempo di rimettersi al lavoro. Inutile dire che, con un netto ritardo rispetto alla “concorrenza”, anche su insidethegame era giusto consigliare la fatidica lista degli acquisti per i titoli usciti in questo fantastico 2007.
Quali sono i migliori dieci giochi usciti nell’anno che verrà ricordato come il più importante per la nuova generazione di console? Dopo un interlocutorio 2006, dove hanno debuttato Wii e Playstation 3 mentre Xbox360 si teneva gli assi nella manica, l’anno appena tracorso ha mostrato tutto il potenziale di queste fantastiche macchine da gioco. Sono usciti titoli che erano in programmazione da anni ed hanno stupito tutto e tutti. Andiamo insieme ad elencare quelli che, secondo me, sono i più significativi per tutte le piattaforme (PC, e console portatili inclusi). I miei personali Oscar. Chiaramente non sarà una lista “completa”; a molti titoli imperdibili come Crysis o Uncharted: Drake’s Fortune io purtroppo non ho proprio giocato (quando mi clonerò suppongo di riuscire a giocare tutto). Mentre altri li ho solo provati ma non “vissuti”. Anzi premetto che in questa lista NON SARANNO PRESENTI Super Mario Galaxy e Mass Effect proprio perchè vorrei ancora esplorarli a fondo piuttosto che metterli “per partito preso”. Sicuramente sono due capolavori ma il mio scopo non è elencare 10 giochi fichi ma che magari non conosco del tutto. Ho intenzione di svelarvi per filo e per segno i dieci titoli che mi hanno tenuto incollato allo schermo.
Ma bando alle ciance e spazio ai migliori nove giochi del 2007! Il migliore, in posizione 1, occuperà un post intero nei prossimi giorni. Clikkando sulle varie immagini trovate le mie recensioni di questi titoli su Alice Giochi. Quelle che ho fatto quantomeno. Buona lettura.
10. Guitar Hero 3: mi sento una rockstar!!!
Vorrei che fosse uscito Rock Band e vorrei poter parlare di questo prodotto. Purtroppo il titolo Harmonix / Mtv è disponibile solamente in America e da noi è previsto per il 2008. Quindi mi sono dovuto accontentare di Guitar Hero 3 che, a dire la verità, non è poi nemmeno un “gran gioco” nel senso stretto del termine. Non innova molto, graficamente fa quasi schifo ed ha molti difetti sulla calibrazione della difficoltà. Però ha una tracklist da paura e sinceramente io e miei amici ci siamo divertiti da matti a “suonare” pezzi come One dei Metallica, Stricken dei Disturbed e soprattutto Welcome To The Jungle dei Guns. Da soli o in due, Guitar Hero 3, è comunque uno sballo. Fidatevi, se vi piacciono le canzoni presenti, acquistatelo, non vene pentirete. Disponibile per PC, PS3, Xbox360, Ps2, Wii.
9. Assassin’s Creed: l’arte di non farsi notare.
Il titolo Ubisoft va premiato, è ovvio. Ha un mondo fantastico, un protagonista esaltante, un rivoluzionario metodo di narrare le cut scene. I toni entusiastici che utilizzai per descrivere la mia gita in terra santa grazie a questo prodotto non li cambio, per quanto riguarda l’esperienza. Però il gioco ha dei difetti davvero macroscopici. E’ ripetitivo, a tratti davvero irritante. Si tratta di reiterare la stessa “solfa” per decine di volte all’interno di una trama vacillante che oltretutto non finisce (ci sarà un 2 e un 3). Il potenziale rimane altissimo ma i programmatori canadesi non l’hanno sfruttato appieno: il mondo di Assassin’s Creed è clamoroso, ma a livello ludico non funziona. E’ un vero peccato. Il nono posto però se lo aggiudica. Lo trovate per Ps3 e Xbox360; uscirà anche per PC nel corso del 2008.
8. The Witcher:il fascino dell’ambiguità.
Trovo che The Witcher sia un prodotto poco compreso. Molte recensioni l’hanno quasi snobbato mentre io trovo che il lavoro di Cd Projeckt, team di sviluppo polacco, sia davvero pieno di attrattive. Innanzitutto attualizza finalmente il concetto di hack’n’slash, sdoganandolo da un punta e clikka “mascherato” e semplicemente più frenetico. Inoltre finalmente si rivedono idee mature su trama e concetto: perchè un videogioco deve essere sempre bambinesco? Se c’è il bollino 18+ allora è anche giusto che prenda delle posizioni su temi adulti, o meglio ancora le faccia prendere al giocatore. The Witcher mette in pratica proprio questo concetto, lasciando a chi guida Geralt il Lupo Bianco ampia libertà di scelta morale; ma nel mondo fantasy più oscuro e ambiguo che si sia mai visto le scelte giuste non esistono. Lo scoprirete rimanendo ammaliati mano a mano che la trama si dipana. Disponibile unicamente per PC ma sembra che uscirà anche per Xbox360, prima o poi.
7. Okami:un quadro interattivo. Il canto del cigno del defunto clover studio di Capcom è qualcosa di impagabile. Un capolavoro sotto ogni punto di vista, incompreso dal grande pubblico ma osannato dalla stampa specializzata. A patto di avere la pazienza per affrontare le circa 50 ore di avventura a base soprattutto di arte e filosofia giapponese. Folklore misto a leggende del Sol Levante, quelle che si tramandano da secoli. Okami è la storia dello spirito della natura in lotta contro l’oscurità. Un monito ecologista dove il nero nemico somiglia all’inquinamento e dove il combattimento è fatto a colpi di pennellate che fanno rifiorire gli alberi o trasformano i nemici in natura. Qualcosa di poetico, toccante e artistico ma non solo; anche un gran videogioco, pieno di innovazioni evidenti. A piacimento si può trasformare l’area di gioco in un quadro dove disegnare per scoprire i segreti o attivare potenziamenti. Unico neo, la poca originalità della struttura di gioco, praticamente identica ad un qualsiasi episodio di Zelda. Il gioco uscì nel 2006 per PS2 in America ma è stato distribuito nel 2007 in Europa quindi va bene nella top ten di un blog italiano. La sua conversione per Wii è in dirittura d’arrivo nel 2008.
6. Halo 3: la battaglia è finita!
Il gioco più pubblicizzato della storia, uno dei più grandi successi commerciali dell’industria anche a lungo termine. Un’evento mediatico incredibile. Una chiara icona. Master Chief, spiace dirlo ad un “nintendaro” come me, è il Mario dell’Hardcore gamer. Il simbolo di una generazione cresciuta con i videogiochi e ormai non più adolescente. L’eroe leggendario si rivolge più a me che ai ragazzini e il titolo programmato da Bungie è perfetto per l’occasione. Frenetico e adrenalinico, Halo 3 in single player vive di momenti: molti bassi e pochi alti che però valgono la candela. Ma la vera potenza di questo gioco è il multiplayer e la community che si batte in mappe perfette come Epitaph o High Grounds. Farò un’altra affermazione che non avrei mai pensato di fare ma che è essenziale da accanito sostenitore del multiplayer su PC: Halo 3 è perfetto su internet. Semplice e intuitivo ma allo stesso tempo incredibilmente profondo. Esclusiva Xbox360.
5. Call of Duty 4: la guerra moderna fa paura.
Il capolavoro Infinity Ward è scioccante. Innanzitutto è graficamente senza paragoni. Ho opinione che, se si esclude Crysis (che tanto scatta anche con un computer psionico), Call of Duty 4 rappresenti l’eccellenza in quest’anno videoludico estremamente convincente. Anche a livello di effetti sonori siamo in presenza di un’esperienza che difficilmente si dimentica. Questi due fattori, uniti ad un gameplay studiato in ogni minimo particolare, rendono Modern Warfare la più realistica simulazione bellica mai creata. Già non sarebbe poco. Ma i pregi di questo titolo non finiscono qui; dopo la superficie c’è il succo: la guerra moderna fa paura. E’ fredda, senza sentimenti o eroismi. Bisogna solo uccidere in maniera cieca tutti coloro che non portano la stessa uniforme. Crudo ma reale e il gioco cattura queste sensazioni. Poi tutto finisce, il single player intendo, in poche ore. E poi bisogna riporre il dvd sullo scaffale della ludoteca? Assolutamente no. Il multiplayer, sebbene non certo innovativo, sta scalzando quello di Halo 3 dalle classifiche del Live, Resistance dal PSNetwork e su PC è diventato già un successo planetario. Chiunque si sta affrettando ad organizzare un torneo per COD4 perchè è l’Esport del futuro. Basta per convincervi ad averlo? Per PC/Xbox360/PS3 (anche DS, ma il gioco è ovviamente diverso)
4. God of War 2: la violenza è affascinante.
Kratos è tornato. Ave Dio della Guerra. La ridiscesa dall’olimpo di uno dei personaggi più carismatici della storia dei videogiochi è stata una delle esperienze dell’anno senza ombra di dubbio. Mentre PS3 arrancava con le vendite il vero blockbuster Sony è uscito su PS2: ha i muscoli delle grande occasioni e una voglia insaziabile di uccidere mostri. Tra inquadrature al fulmicotone e cut scene epiche il massacro dei nemici è qualcosa di assolutamente estremo. Ma anche di estremamente divertente. Sebbene il titolo non abbia avuto l’impatto del primo episodio, come era lecito aspettarsi, SCEA è riuscita a correggere i pochi difetti e a migliorare tutti gli aspetti possibili offrendo ai giocatori un’esperienza lunga, rigiocabile e con pochissime sbavature. Epico, violentissimo e bello anche da vedere, non solo da giocare God of War 2 rappresenta un must di quest’anno, senza alcun dubbio. Forse grande merito di questo giudizio va all’ambientazione: l’antica Grecia fantasy è un posto fantastico dove combattere. Niente multiplayer, ma questo è davvero un difetto per titoli di questo tipo? Esclusiva PS2.
3. Bioshock:rapito in fondo al mare.
Se vedete Bioshock qua vuol dire che ho qualche rotella fuori posto vero? Forse avete ragione: praticamente tutti hanno considerato l’affascinante titolo 2kGames come gioco dell’anno. Anche io mentre ci giocavo, effettivamente, ho avuto la stessa impressione. Bioshock mi ha completamente rapito: mentre lo stavo giocando il mio pensiero mentre andavo al lavoro, mentre andavo al cinema, mentre stavo con gli amici, era tornare a casa e immergermi in Rapture. Ero letteralmente catturato. Peccato per la brevità dell’esperienza e per lo scontro finale, un pò deludente. Il resto è pura arte videoludica. Bioshock emoziona, Bioshock terrorizza, Bioshock rapisce, Bioshock impegna, Bioshock trasporta. Trasporta il giocatore in una città diversa, nelle profondità marine con stile e ricercatezza. Il lavoro di programmatori nel ricostruire un’ambientazione anni ‘60 affascina stanza dopo stanza. I primi 10 minuti sono il punto più alto, a mio avviso, di un qualunque FPS, da sempre. Compratevelo, fatevi un favore: per Xbox360 o PC.
2. The Legend of Zelda: Phantom Hourglass:la scoperta dell’acqua calda. Questo titolo non è al secondo posto perchè sono un “Nintendaro”. Questo gioco non è sopra a tutti gli altri campioni di incassi perchè mi hanno pagato. Zelda non è nuovamente “quasi” sul trono perchè io l’ho sempre adorato. No. The Legend of Zelda: Phantom Hourglass è effettivamente uno dei giochi più incredibili di quest’anno. Perchè il suo concepimento passa per un sistema di controllo totalmente nuovo, quello del Nintendo DS, mai utilizzato nelle sue intere potenzialità; fino ad adesso. Non riesco nemmeno a descrivere quanto giocare con un pennino e due schermi ad un capitolo di Zelda possa risultare intuitivo e divertente. Sembra la scoperta dell’acqua calda: sembra che la saga aspettasse proprio dei controlli simili. Purtroppo le mille innovazioni presenti in questo gioco non sono facilmente elencabili a parole: farvi capire perchè la nuova avventura del “bambolo” in verde è al secondo posto mi risulta terribilmente complicato. Link si muove, salta, combatte, tutto utilizzando il pennino: gli oggetti come il boomerang ora hanno un senso, tracciando il percorso da fare con una semplice linea. Ogni castello ha una piccola “chicca” e costringe il giocatore a pensare: finalmente! Non più solo frenesia, non sparare ad ogni bersaglio. Ma ciò che veramente eleva questo titolo è la possibilità per tutti di usufruirne grazie al DS. Finalmente anche i vostri genitori, ragazze o nonni potranno giocare ad un capitolo di Zelda: gustarne la delicatezza, il sognante “Fanciullino” che risiede intorno ad ogni pixel. Esclusiva Nintendo DS.