Qualche mese fa, in quel di Ludic@rena a Milano, ho conosciuto Stefano Gallarini. Ci eravamo già incontrati ai tempi del WCG in Italia, 2006. In quell’occasione Stefano lavorava per Play Radio e mi fece un’intervista radiofonica. All’Intel Friday Night Game di Milano, invece, abbiamo addirittura lavorato insieme, sullo stesso palco, per presentare un evento di videogiochi. Non potevo farmi sfuggire l’occasione di rendergli il favore ed ecco quindi un’intervista esclusiva di Inside The Game ad uno degli uomini più importanti per il mondo dei videogiochi in Italia (almeno secondo chi vi scrive… ma per Stefano, a mio avviso, parlano da soli i fatti).
Chi è Stefano Gallarini? Scopritelo leggendolo ma innanzitutto, vergognatevi!
AKirA@InsideTheGame: Essere a confronto con Stefano Gallarini in questa intervista mi emoziona molto, non nego di essere abbastanza emozionato ma soprattutto incuriosito, delle risposte che potrà dare alle mie domande. Innanzitutto volevo dire che tu sei la mia speranza: io sto cercando di intraprendere lo stesso tuo percorso. Da appassionato e “giornalista” della stampa specializzata ad autore radio e TV. Pensi che in Italia, al momento, ci sia voglia in TV o in Radio di sentir parlare di videogiochi?
Stefano: Ho parlato di videogiochi in tv negli anni 90, e ho potuto farlo perché il mercato lo permetteva. Oggi in tv sarebbe impensabile di parlarne perché ogni titolo riporta irrimediabilmente al coinvolgimento di un marchio. Così si entra in problematiche commerciali complicatissime.
Solo la tv satellitare può dare davvero speranza in questo senso. Sul canale MT Channel avevo condotto GaMeT, una trasmissione sulla cultura dei videogiochi. E’ stata l’ultima bella cosa in questo senso che sono riuscito a fare. Grazie ai Direttori che ci hanno creduto.
Anche in radio, su Play Radio, per due anni ho condotto un programma che aveva uno spazio dedicato ai videogiochi che, per la prima volta, sono stai trasportati su quel mezzo. Oggi si può fare perché i titoli sono molto vicini ai film. Così radiofonicamente un videogioco lo puoi proporre come se fosse il trailer di un film. Funziona.
La cosa difficile è parlare di videogiochi senza annoiare e cercando di fare incuriosire chi non è interessato.
AKirA@InsideTheGame: A livello invece di canali tematici, ormai in tutto il mondo ce ne è uno. In Italia c’era Game Network, un fiasco quasi totale di GJ ben vestiti/e con pochi contenuti. Pensi che si possa ipotizzare l’apertura di un G4TV o una Spike TV in Italia?
Stefano: Sono stato per quasi un anno il Direttore di Game Network. Avevo una filosofia precisa: creare un canale dove i videogiochi fossero il punto di partenza per partalre d’altro: problematiche sociali, tendenze, moda, film. I conduttori (Bettina Pieri e Andrea Livio in particolare) andavano in giro a fare interviste e con tutto il gruppo si cercava di fare informazione per i giovani.
Erano gli anni nei quali conducevo su Italia Uno Planet e poi Village. Ci voleva l’informazione per i giovani, fatta in un modo più divertente ma non per questo meno autorevole.
Il gruppo però puntava sui guadagni e quindi alla fine si è deciso di trasformare il canale in una tv senza conduzione dove l’unica cosa era quella di far fare ai telespettatori numeri a pagamento… me ne sono andato.
AKirA@InsideTheGame: Sei stato caporedattore di riviste mitiche… assolutamente indimenticabili negli “anni d’oro” dell’editoria specializzata italiana. Ne è passato di tempo da Zzap! eh? Come trovi le riviste odierne? La maggiore concorrenza ha contribuito ad elevare la qualità?
Stefano: Oggi se vuoi leggere qualcosa di un videogioco vai su Internet, non compri una rivista. Le riviste non sanno adeguarsi al mercato che è molto cambiato. Io un’idea molte precisa ce l’ho. Se qualche editore ha voglia di ascoltarmi…
AKirA@InsideTheGame: Ovviamente ora mi butto nel mio campo. Sei stato testimone di un evento degli Intel Friday Night Game, praticamente “il top” per quanto riguarda gli eventi sul territorio italiano, quantomeno a livello di professionalità (non certo di grandezza, visto che ora c’è anche The Gameland). Sei stato anche inviato per Play Radio dall WCG, occasione nel quale, per la prima volta, ci incontrammo. Cosa pensi dell’online gaming competitivo? Trovi che possa avere davvero un futuro “in grande”? Se sì, in che modo pensi che si dovrebbero migliorare eventi come l’IFNG?
Stefano
erché la competizione nel mondo dei videogiochi possa avere un futuro in Italia al di là degli appassionati (è ovvio che il futuro del videogioco è on-line) bisogna imparare a spettacolarizzare gli eventi. In questo senso c’è tanta, tantissima, approssimazione e nessuna competenza.
Lo dico fuori dai denti. Ma è la verità. Fatti così i campionati di videogiochi restano un momento divertente e coinvolgente solo per i partecipanti, mentre dovrebbero diventare un evento al quale appassionarsi.
AKirA@InsideTheGame: Ohi, già che ci sono e già che sei un personaggione, mi lascio scappare qualche curiosità molto frivola. La tua console preferita? Sia del momento che in assoluto… ovviamente
E il tuo gioco preferito? Se non vuoi dirmene uno puoi sempre spararmi una rosa di 5… ![]()
Stefano: Grazie per il “personaggione”, in effetti sto ingrassando… ![]()
La console di sempre? A 8 bit il Colecovision. A 128 bit il Dreamcast (la prima console a vedere nell’on-line il futuro… ma purtroppo doveva accontentarsi di una velocità massima di 56Kb) e attualmente l’Xbox 360.
I videogiochi? Sono così vecchio che devo partire dal passato: Zak McKracken And The Alien Mindbenders (avventura per PC), Dragon’s Lair (il primo Laser Game), Assassin’s Creed.
Ma la lista sarebbe lunghissima.
AKirA@InsideTheGame: Ok chiudiamo con una curiosità e un po’ di pubblicità. Da poco hai aperto un blog, unico al mondo. Il primo sito che parla esclusivamente dei Press Kit dei videogiochi. Il blog è raggiungibile all’indirizzo http://www.gamepk.it/ e, anche se aspettiamo qualche nuovo aggiornamento, è sicuramente uno spazio interessante. Mi parli un po’ di questa idea?
Stefano: Beh; da appassionato di videogiochi che sono e con un passato da copywriter e creativo ho immaginato che sarebbe stato bello poter mostrare a tutti (e non solo agli addetti ai lavori) quanto sforzo creativo ci può essere dietro alla presentazione di un titolo. Spesso le cartelle stampa aggiungono qualcosa al titolo stesso… e talvolta sono più belle dei giochi!
Bene, finito
Io ringrazio davvero tanto Stefano per avermi concesso questa intervista e ricordo a tutti che il nostro, oltre a Gamepk, segue un blog dedicato ai videogiochi raggiungibile all’indirizzo http://videogiochi.blogosfere.it. Se volete quindi andare a complimentarvi con lui dopo aver letto il suo profilo sulla wiki e questa intervista, oppure volete insultarlo per le risposte, credo che vi risponderà con la stessa cortesia con cui ha affrontato questa intervista e una simpatia davvero unica, rara per un “personaggione” come lui






