Museo di arte contemporanea a Taiwan (Museum of Contemporary Art of Taiwan), in un’ala abbastanza grande campeggia la scritta “Inside The Storm“, esposizione temporanea. Cosa sarà? Una mostra con tanti oggetti sopravvissuti alle tempeste? Oppure una bella galleria d’arte a tema burrascoso?
Niente di tutto questo. La “storm” del titolo è la nostra amata Blizzard Entertainment, la software house più importante di tutto l’occidente (quantomeno quella più di successo, grazie al fenomeno World of Warcraft) e in questo padiglione, sottolineo ancora, di un museo (all’estero succedono cose bizzare… in un tempio della cultura entrano di diritto i videogiochi; anche da noi succedono cose bizzarre però… soprattutto relative ai nostri politici… ma anche legate alla The Art of Games, ad Aosta una mostra del tutto simile ma non a tema unico) sono esposti principali pezzi di “arte” legata al videogioco. Dipinti e illustrazioni con le quali dalle quali sono nati i personaggi e gli scneari dei videogiochi della casa di Irvine.
Starcraft, Warcraft e tutto l’universo Blizzard sotto lo stesso tetto artistico, quindi. Per chi dovesse amare, davvero, Kerrigan e soci sarà un bel viaggetto fino a taiwan.
Per i più pigri c’è la seguente galleria fotografica:
Starcraft 2 è nei negozi e tra le mie manine pacioccose in versione ovviamente limited (leggerete al più presto la recensione, quando riuscirò a giocarci un po’…). Il gioco è stato un evento incredibile tanto che al day one si parla già di due milioni di copie. Se fosse vero si tratterebbe di un record storico per l’industria dei videogiochi che comincia anche a gettare cattiva luce su tutte quelle teorie “anti PC” che tanto abbiamo sentito girare. Faccio outing: anche da questa bocca. Spesso ho detto che il gaming su PC era alla frutta e le vendite non fanno altro che confermare le mie teorie. Poi arriva Blizzard con Starcraft 2 e il mondo ricomincia da capo, come 12 anni fa
Ma non siamo qui per fare filosofia (quella la trovate nei post del nostro @ntonio, come quello su Arte e videogiocatori) bensì di easter egg, cioè piccoli segreti o meglio dire sorprese (ciò che risiede nell’uovo di Pasqua…), presenti nel gioco. Si tratta di omaggi e citazioni, oppure addirittura di giochi nel gioco.
Abbiamo deciso di riassumerle tutte in un unico post piuttosto che in quattro diversi per rendervi più facile la loro consultazione. Cominciamo con la presenza di alcune “meduse” molto famose per il mondo dei videogiochi. Sto ovviamente parlando dei Metroid, che sono stati omaggiati da Blizzard (come molti altri personaggi Nintendo… in World of Warcraft) in questa seconda edizione dell’RTS più importante della storia. L’immagine che dimostra quanto ho appena asserito è quella di apertura. Clikkateci sopra per vederla.
Seconda sorpresa… o mamma mia che paura!!! C’è il diavolo dentro Starcraft II. Il signore del male in persona, altrimenti noto come Diablo (eheh) non poteva mancare all’appuntamento con i suoi fan, vista la futura terza reincarnazione in Diablo 3 (che non uscirà molto presto). Guardate qui sotto.
Altra presenza importante che, chissà, fa presagire World of Starcraft (non bagnatevi troppo) è quella di un Tauren Space Marine, di lvl 80 che, appena scoperto, cercerà rifugio nella sua Tauren Outhouse e si nasconderà alla vostra vista. State attenti quindi… quando lo troverete, fategli subito un bel video o una bella foto.
Ultimo ma non meno importante easter egg è quello del video di apertura. Chi non conosce la storia dei videogiochi non può conoscere Lost Vikings, uno dei primi videogame dell’allora Silicon & Synapse, ora conosciuta come Blizzard Entertainment. Apro una vena polemica per mezzo secondo: uno degli UNICI videogiochi originali di Blizzard che poi, in futuro, si è sempre limitata a copiare e a mischiare idee di altre, producendo però giochi perfetti. Lost Vikings invece fu un titolo apripista: un puzzle game in cui bisognava usare tre vichinghi e le loro abilità speciali uniche e peculiari, per risolvere determinati enigmi. Insomma Lost Vikings è il figlio dei Cinque Samurai (cartone animato dove ogni personaggio aveva le sue abilità e il suo ruolo da svolgere, senza il quale gli altri non sarebbero andati avanti) e il papà di titoli come Commandos.
All’interno di Starcraft II, pensate, sarà possibile rigiocare a Lost Vikings o almeno ad un coin op con lo stesso titolo posizionato nell’astronave di Jim Raynor. Peccato però che il gioco sia un “mini gioco” molto diverso dall’originale e neanche del tutto ispirato alle imprese dei vichinghi più famosi dei videogiochi (è uno shoot em up)… escludendo ovviamente quelli che combattno come sfortunati dei nordici in Too Human, un lavoro indifendibile.
Un sito francese, WeFrag, sembra essere sicuro di una “soffiata” arrivata alle loro orecchie transalpine: il prossimo titolo Blizzard Entertainment (che uscirà nel 2124, cioè quando saremo tutti belli che morti ), sarà un nuovo IP (notizia certa), sarà un MMO (notizia altrettanto certa) e sarà in prima persona!
Wow, che dettaglio di altissimo conto!
Farci addirittura un post sarebbe impensabile! Invece nel mondo dei videogiochi anche una simile “inezia” è considerata una notizia da gridare ai quattro venti che rimbalza di sito in sito, di blog in blog, fino ad Inside The Game.
Effettivamente, però, in questa piccolezza risiedono molti particolari interessanti. Innanzitutto sarebbe la “prima volta” di Blizzard nel campo del FirstPerson “qualcosa”. Sempre impegnata in strategici, puzzle o mondi virtuali in terza persona, la società di Irvine è assolutamente nuova a questo tipo di telecamera.
Ma il sito WeFrag racconta anche altre cose, mooooolto più succulente: il gioco sarà ambientato in un universo futuristico diviso in due sezioni e parti distinte: le arene per combattere ed un hub per socializzare, scambiare oggetti, organizzarsi. E soprattutto il titolo dell’articolo parla di MMOFPS quindi quell’oscuro “qualcosa” va cambiato con “distruzione”. Ah no scusate… sarebbe shooter in verità
Tutte notizie da prendere con le molle in quanto voci di corridoio… mi raccomando. Chi vivrà, vedrà
Probabilmente qualcuno di voi ricorderà quel “rumor”, molto poco fondato a mio avviso, che dava Diablo 3 in uscita prima o contemporaneamente a Starcraft 2. Siccome il titolo strategico spaziale di Blizzard (che ormai diventerà un vaporware visto che era atteso già dal 2008 e ancora… nada) è previsto per il 2010, questo significa che l’hack and slash uscirà almeno nel 2011 (ho sottolineato almeno…)
E Rob Pardo di Blizzard Entertainment di recente ha confermato tutto con il solito “uscirà quando sarà pronto… e non sarà pronto nel 2010 o prima di SC2“!
Devo dire che, nonostante io sia abituato da Blizzard a queste date “flessibili” nella pubblicazione dei giochi e a queste attese deterioranti per la salute, sono molto deluso dalla casa di Irvine. Molto deluso. Cioè più che deluso, cosa di cui a pochissimi interesserebbe (soprattutto non a Rob Pardo), credo sia per loro controproducente per l’hype sui giochi continuare a svelare i titoli 3 anni prima della pubblicazione.
Pensate a Modern Warfare 2: in meno di un anno si è passati dall’annuncio alla pubblicazione: in mezzo ci sono stati video, dev diary, video di lancio, trailer ecc.
Per Starcraft 2 ormai siamo all’assurdo. Dopo l’annuncio della beta Blizzard ha ritirato in mano le proprie carte dicendo “E no fanciulli, neanche quella è pronta… sarà pronta nel 2010 quando pubblicheremo il titolo”.
La gente è stanca, stressata e sta disperdendo il proprio Hype verso altri prodotti: non ne possiam più di video o di informazioni, tanto ormai sappiamo tutto.
Di una cosa sono sicuro, nel post del prossimo anno “il titolo più atteso del 2010″, non ci sarà SC2! Ormai più che atteso è “sperato”: tipo la manna dal cielo. Non me l’aspetto più ma so che arriverà
Tom Taylor ad oggi deve ancora compiere 22 anni. E’ un ragazzo apparentemente timido e introverso, cappellino da baseball sempre in testa e aria stralunata. In realtà la grinta non gli manca ed è un vero e proprio leader, un trascinatore, un’eccellenza. Guadagna circa 150.000$ dollari l’anno, ma i soldi non sono tutto nella vita; la celebrità è molto meglio e a Tom non manca neanche quella.