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L’arte di Blizzard si esibisce a Taiwan [mostra Inside The Storm]


Museo di arte contemporanea a Taiwan (Museum of Contemporary Art of Taiwan), in un’ala abbastanza grande campeggia la scritta “Inside The Storm“, esposizione temporanea. Cosa sarà? Una mostra con tanti oggetti sopravvissuti alle tempeste? Oppure una bella galleria d’arte a tema burrascoso?

Niente di tutto questo. La “storm” del titolo è la nostra amata Blizzard Entertainment, la software house più importante di tutto l’occidente (quantomeno quella più di successo, grazie al fenomeno World of Warcraft) e in questo padiglione, sottolineo ancora, di un museo (all’estero succedono cose bizzare… in un tempio della cultura entrano di diritto i videogiochi; anche da noi succedono cose bizzarre però… soprattutto relative ai nostri politici… ma anche legate alla The Art of Games, ad Aosta una mostra del tutto simile ma non a tema unico) sono esposti principali pezzi di “arte” legata al videogioco. Dipinti e illustrazioni con le quali dalle quali sono nati i personaggi e gli scneari dei videogiochi della casa di Irvine.

Starcraft, Warcraft e tutto l’universo Blizzard sotto lo stesso tetto artistico, quindi. Per chi dovesse amare, davvero, Kerrigan e soci sarà un bel viaggetto fino a taiwan.

Per i più pigri c’è la seguente galleria fotografica:

http://chinagame.178.com/201008/76285138683.html

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Starcraft 2 nuovo trailer: The Ghosts of the Past [video pre lancio]


Ok. Qualunque cosa io possa sforzarmi di dire, l’avete già pensata guardando questo capolavoro. Fermo restando che Blizzard non ha eguali come creatrice di filmati (ma nemmeno di giochi o di ambientazioni), c’è da restare senza parole.
La stessa potenza di un trailer cinematografico, lo stesso impatto grazie al montaggio serrato e a qualche rimando al passato. Starcraft 2 uscirà il27 luglio, ma tale giorno non arriverà mai abbastanza presto.

Il riferimento al passato e ai fantasmi fatto nel titolo è ampiamente giustificato dalle immagini, che mostrano l’amarezza e i rimorsi di Jim Reynor per la perdita del Ghost Kerrigan, ormai mutata nel peggior nemico che i Terran possano avere. Ed è tornata per finire il lavoro, spazzando via tutto ciò che si parerà sul cammino dello Sciame Zerg.

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Starcraft 2: il videogioco più costoso della storia? [aggiornato]


Manca ormai pochissimo, una settimana e un giorno, all’uscita nei negozi di Starcraft 2, l’attesissimo RTS di Blizzard Entertainment che dovrebbe significare per me tutto, praticamente. Come spesso ho ribadito è grazie a Starcraft, capostipite degli Sport Elettronici, il videogioco strategico migliore mai realizzato e vera e propria passione, che io mi trovo a scrivere per voi di videogiochi. Fino a quando, grazie alla mia vittoria nelle prime eliminatorie italiane per i WCG, non ho conosciuto lo strabiliante mondo del giornalismo videoludico (tradotto: con me, insieme a tutta la nazionale italiana, partirono per Seoul un sacco di giornalisti e io mi infatuai della loro professione), non avevo mai pensato di essere nulla se non un gamer. Invece eccomi qua, quasi 10 anni dopo, a scrivere giornalmente su un Blog, settimanalmente su Wired.it, mensilmente su Game Republic ecc ecc.

Fatto questo lungo preambolo veniamo alla notizia del giorno che, a me, sembra na mezza bufala ma, dati gli anni di sviluppo dietro a SC2, magari tanto falsa non è. Sembra infatti che Starcraft 2 sia costato la bellezza di 100 milioni di dollari ESCLUSO il budget pubblicitario il che lo renderebbe il videogioco più costoso di sempre nella storia. Questo stando a sentire il Wall Street Journal, quindi non proprio “pizza e fichi”. Questa cifra si riferirebbe, lo ripeto, solamente ai costi di sviluppo… che avrebbero abbattuto quindi i budget di Grand Theft Auto 4 e Red Dead Redemption di Rockstar Games che avevano raggiunto i 100 milioni di dollari includendo le spese per la pubblicità.

Pensate invece per Blizzard, la bolletta sarà molto più salata visto che al costo di sviluppo  si deve aggiungere anche quello per far volare un aereo a tema Starcraft 2 nei cieli della Corea del Sud.

Una riflessione veloce: ma come fa un RTS con una grafica che definire “obsoleta” è poco ad essere costato così tanto? Non mi sembra ci sia un grande avanzamento tecnologico, oppure contenutistico… Poi mi sono fermato a riflettere: il titolo è stato annunciato nel 2007 (al WorldWide Invitational in Corea, durante un torneo, il trailer presentato è quello che vedete in video, con le urla della gente impazzita) e Blizzard ha dichiarato di averlo in lavorazione dal 2005. Insomma… è normale che costi 100 milioni di dollari ma non tanto per svilupparlo però. Bensì per svilupparlo, ri svilupparlo, ri svilupparlo ecc ecc ;)

[fonte: WSJ - Acrtivision bets big on PC Game]

[Aggiornamento]: con una settimana di ritardo, Blizzard ha seccamente smentito l’articolo del Wall Street Journal, sostenendo che tale cifra sia stata stanziata per lo sviluppo e il costante mantenimento di un un altro dei suoi prodotti, World of Warcraft.

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Arriva la beta di WoW Cataclysm! [beta espansione World of Warcraft]


Cari appassionati di WoW, eravate tra quelli che avevano richiesto di partecipare alla beta della nuova espansione: Cataclysm? Bene, controllate le vostre mail allora, perchè la fase beta è appena iniziata!!

Finalmente potrete provare a mettervi nei panni di un Goblin o di un Worgen, i simpaticissimi lupi mannari che fanno parte dell’Alleanza. Potremo levellare dal livello 80 al livello 85 e esplorare nuovi luoghi e Dungeon pieni di sorprese.

Ovviamente se non avete ricevuto l’invito o non avete ancora richesto la partecipazione non disperate, Blizzard continuerà ad aggiungere giocatori nelle prossime settimane. Ma come fare per entrare a far parte della beta adesso? Bisogna avere innanzitutto un account Battle.net con la licenza di WoW (anche quella base), dopodichè, una volta loggati su Battle.net, andiamo su “Manage My Games” e poi su “Beta Profile Settings“, mettendo una bella spunta su World of Warcraft.

Importante, non riceverete la beta key ma sarete informati che siete stati selezionati via mail, vi basterà loggare su Battle.net e controllare la sezione “Manage My Games” per verificare se il download è a disposizione o no. Come sempre fate attenzione alle mail fraudolente!! Buon divertimento con Cataclysm!

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Blizzard dichiara: “I DRM sono una causa persa”


L’ho sempre detto che Blizzard è avanti. I DRM sono inutili e fastidiosi e non aiuteranno a sconfigerre la pirateria digitale. A proposito di bucanieri di videogames, vi invito a leggere il “controverso” (volutamente, aggiungerei io ;) ) punto di vista del nostro Antonio Abate, “quella non fa male solo alle tasche“. Tornando invece a noi, ad Irvine credono che l’unico modo per evitare che gli utenti utilizzino materiale pirata, è dare dei validi e gratuiti motivi per comprare la versione inscatolata.

Mentre Ubisoft ha messo a punto dei DRM (che è l’acronimo di Digital Rights Management) che impediscono persino l’esperienza single player a meno di essere connessi ad internet. Starcraft 2 in uscita il 27 Luglio, invece, richiederà solamente l’attivazione del proprio account a Battle.net (per scaricare eventuali patch ed Achievements cioè Obiettivi o trofei) e poi potrà essere tranquillamente giocato in offline mode.

A proposito della loro politica, in blizzard hanno dichiarato:

Lottare contro la pirateria con una forma di copy protection molto restrittiva “è una battaglia persa”.

Ed è vero. Quello che io percepisco sentendo le voci di chi scarica (io, e potete crederci, posseggo solamente videogiochi originali e sono malato di limited edition ;) argh), ogni tanto, è: “con la copia originale devo attivare il gioco, avere internet, magari non lo so fare: è scomodo”. Ed è vero, è scomodissimo.

I DRM sono si una sicurezza per le produzione videoludiche ma mettono anche in situazioni “pesanti” chi acquista materiale originale. La cosa, a lungo andare, può essere controproducente.

Ecco perchè Blizzard ha anche dichiarato che gli utenti di Starcraft II saranno invitati a comprare il gioco originale in altri modi: connettendosi a Battle.net 2.0 e scoprendo l’esperienza sociale di gioco. Multiplayer cooperativo, competitivo, achievements, possibilità di chattare in game con gli altri amici ecc ecc.

Blizzard è convinta di aver fatto un ottimo lavoro con il suo servizio di gaming online e Frank Pearce, il co fondatore di Blizzard ha anche aggiunto:

“We need our development teams focused on content and cool features, not anti-piracy technology”

Certo però che un anno fa ero davvero arrabbiato con Blizzard e ora mi trovo ad incensarla. Beh effettivamente la mia ira era più che giustificata! Starcraft 2 uscirà senza modalità LAN, al tempo la pirateria faceva paura a Blizzard! Anzi, sapete che vi dico, sono ancora arrabbiato per questo dettaglio! Potevano comunque mettere il gioco in rete locale ma proteggerlo con un sistema di CD Key (come Starcraft originale, tra l’altro).

Cavolo, con questi sviluppatori serve proprio il bastone e la carota :)

Nel video il primo trailer di Starcraft 2. E’ sempre un piacere risentirlo a palla!

[via videogamer.com - Blizzard DRM a losing battle]

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Blizzard e i ban massicci: 320000 schiantati!


Più che un’ampia campagna di ban, un bagno di sangue.
Pochi giorni fa Blizzard ha annunciato di aver bannato 320000 utenti da Diablo 2 e World of Warcraft rei di aver commesso svariate violazioni, contravvenendo ai termini e condizioni di utilizzo di Battle.net.

Fondamentalmente hanno seguito per quest’operazione due linee guida diverse: in caso di prima violazione, l’account è stato sospeso per 30 giorni, mentre per reiterazioni  il ban delle key è permanente.
In pieno delirio di onnipotenza, Blizzard ha inoltre dichiarato che tali misure sono inappellabili:
” vogliamo ricordare a tutti  i giocatori che l’abuso di meccaniche non previste intenzionalmente [NdF: da Blizzard stessa] o di programmi di produttori esterni è una violazione dell’accordo sottoscritto al momento dell’iscrizione a Battle.net, e possono esporli a sanzioni disciplinari che includono il ban permanente. Questo tipo di comportamenti può compromette la stabilità dei nostri server, per questo continueremo a monitorare Battle.net per proteggere il servizio e i suoi utenti dalle conseguenze di condotte scorrette”.

Sotto moltissimi punti di vista non si può che acconsentire con una presa di posizione così ferma, considerando l’applicazione della regola “una volta passi, alla seconda perdi ogni privilegio” come infallibile: ma se nella rete (o meglio, sotto i colpi del ban hammer) rimanessero coinvolti degli “innocenti”?

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Spot televisivo per Starcraft 2 in Corea del Sud [Korean commercial trailer]


Fichissimo!!! :)

Ad averli spot del genere in Italia. Una pubblicità di Starcraft 2 che è girata tutta con attori veri gioca proprio sul fatto che in Corea del Sud lo strategico in tempo reale Blizzard è un istituzione e quindi tutti lo conoscono.

Ciò che vedete infatti è un Dark Templar, capace di rendersi invisibile, mentre “molesta” una ragazza in aereoporto. Il titolo, di cui Inside The Game ha provato la versione beta con una recensione esclusiva, uscirà sicuramente nel 2010 ma c’è una data alla fine della pubblicità. Una data che lascia presagire qualcosa… il 22 Maggio 2010. Ovviamente dubitiamo fortemente che questa possa essere minimamente la data in questione: c’è troppo poco tempo per il marketing. Però, allora, cosa vuol dire?

Vi lasciamo con questa e un’altra domanda: il titolo è veramente carico di attese e potrebbe davvero risollevare il multiplayer online su PC e gli Sport Elettronici in generale (caduti letteralmente in crisi). Inside The game si è chiesto, precedentemente, e se invece Starcraft 2 fallisse?

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Starcraft 2: Collector’s Edition, Beta tramite Facebook e Digital Download


Al grido di “tri is megl che uan” una news, flash ma triplice, su Starcraft 2, dopo aver analizzato il titolo in lungo e in largo nella sua versione beta.

Il prossimo capolavoro strategico Blizzard, il cui primo capitolo si chiamerà Wings of Liberty e sarà relativo solamente alla campagna Terran (come già spiegato in precedenza la software house californiana ha diviso il lavoro in tre giochi, ognuno dedicato ad una delle tre razze in termini di modalità single player), innanzitutto sarà distribuito anche in modalità digital download (o digital delivery, se preferite) dal giorno successivo all’uscita sugli scaffali. Puntualizzo che però questa data ancora non è nota a nessuno, purtroppo: Blizzard continua a tenere sotto segreto la data di uscita del gioco più atteso dai fanatici del multiplayer online e da tutti gli amanti della strategia. Ottimo però sapere che senza nemmeno uscire di casa sarà possibile scaricare il gioco senza inquinare (niente packaging, niente spreco di benzina per andarlo a comprare, niente spreco di benzina per i tir che l’hanno portato ai negozi; abbiamo già scritto sull’argomento videogiochi e ambiente). Peccato che il prezzo di questa versione digitale sia IDENTICO a quello del gioco boxato. Ora… va bene tutto, siamo contenti di aiutare l’ambiente, siamo contenti di non uscire di casa, siamo contenti di comprare Starcraft 2 in maniera digitale ma… un po’ di sconto lo si poteva anche fare no? In fondo, cara Blizzard, tu a darci solo i file spendi mooooolto di meno!

Per chi invece l’ambiente lo odia e vuole riempirsi la casa di cianfrusaglie c’è assolutamente da prendere in considerazione la fantastica collector’s edition del gioco, che potete vedere in foto. Al modico prezzo di 99.99$ (che verranno tradotti all 100% in 99€) troverete:

  • The Art of StarCraft II: Wings of Liberty, un libro da 176 pagine con dentro gli artwork del gioco
  • Una pen drive USB da 2GB con la replica della medaglietta di Jim Raynor! :)   All’interno troverete sia Starcraft che Starcraft Brood War in versione originale e con CD Key. Fantastica!
  • Un “behind-the-scenes DVD” contenente più di un ora di contenuti speciali, dietro le quinte, interviste, commenti degli autori e altro.
  • La colonna sonora ufficiale di StarCraft II: Wings of Liberty contenente 14 tracce orchestrali
  • Il numero zero del fumetto di Starcraft
  • Un pet utilizzabile all’interno di  World of Warcraft da qualunque personaggio: basta avere un account a Battle.net
  • Qualche download speciale da effettuare da Battl.net tipo: un avatar “particolare” da inserire nel profilo, decalcomanie per customizzare le proprie unit in game e una versione unica e differente del Thor dei Terran

Terza notizia, purtroppo non tanto importante per noi italiani e europei… stanno regalando tramite Facebook, se siete americani (l’America del Sud va bene uguale) le preziosissime CD Key per la Beta. Come? In una maniera perfetta per “cannibalizzarsi” a vicenda. Le stanno postando sui loro profili facebook! Tenete quindi d’occhio questi due profili se vivete in America e ci state leggendo comunque ;)

United States: http://www.facebook.com/StarCraft

Latin America: http://www.facebook.com/StarCraft-ES

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La Infinity Ward si spacca mentre Activision prepara tre nuovi Call of Duty! [L'inizio della fine o la fine dell'inizio?]


Tutto questo per un solo motivo, noi amiamo Activision, noi amiamo la società fondata da David Crane, Alan Miller, Larry Kaplan e tutti gli altri che fuggirono a gambe levate da un’Atari oramai irriconoscibile, dove gli hippy erano braccati dai nuovi arrivati, colletti bianchi con calcolatrice nel taschino. Il nostro è fottuto amore, niente altro che amore. Perchè se chiudiamo gli occhi davanti a noi non c’è altro che Zork, non c’è altro che Battlezone in wireframe, titoli che oggi non sono semplici capolavori ma si sono guadagnati una posizione molto più alta, sono le fondamenta stesse dei videogiochi. Ma poi anche Activision si trasformò, a dir la verità tutto il mondo dei videogiochi cambiò radicalmente. Con il crollo del 1983/84 Activision divenne Mediagenic, una società specializzata in software professionale per pc che all’alba degli anni ‘90 venne sopraffatta dai debiti finendo in bancarotta. Mediagenic si ritrasformò in Activision con un solo intento: ripartire alla grande creando grandissimi videogiochi.
zork disc
LA RINASCITA
Ci fu così una seconda epoca d’oro, fatta di nuovi ottimi titoli e indimenticabili successi passati rispolverati per l’occasione. Una strada fatta di molte luci e poche ombre, dove al fianco del nostro colosso rinato era possibile scorgere figure estremamente creative come la Neversoft dei primi Tony Hawk’s Pro Skater e la Ritual Enterteinment di SIN, oggi tornata alla ribalta grazie a Take2 (e non è un caso) con il mai troppo lodato Borderlands. Activision era quella buona, mentre Electronic Arts, nelle mani dell’oscuro John Riccitiello, era divenuta nel tempo la cattiva. Vero o falso non ci importa poichè è proprio questo quello che i videogiocatori percepivano.
Tanti successi d’altronde portano una società a crescere e spesso, sembra questo il caso, ha dimenticare le proprie origini, le scelte che l’hanno di fatto resa grande. Con l’arrivo di Vivendi e la fusione con Blizzard oggi la Activision è il colosso dei videogiochi per eccellenza, la più grande produttrice di software per l’intrattenimento del mondo, probabilmente anche dell’universo se non c’è vita oltre la Via Lattea. Ma Activision oggi è anche la società percepita come più malvagia. Vero o falso ancora una volta non ci importa perchè è proprio questo che i videogiocatori percepiscono, è proprio questo quello che ieri hanno pensato nei forum di tutto il maledetto mondo leggendo cosa stava accadendo alla Infinity Ward.

UN PROGETTO INSTABILEbobby kotick
C’è insomma qualcosa che non va nel progetto di Robert Bobby” Kotick, già osteggiato dagli appassionati per le sue dichiarazioni d’amore verso il profitto più facile, a scapito di tutto ciò che spesso rende un gioco grande. Quello che Kotick non capisce è che noi non gli chiediamo di portare la Activision in passivo, noi non abbiamo problemi se sviluppano giochi dal richiamo facile, magari sfruttando senza sosta i brand più famosi. Stiamo parlando di una società quotata in borsa, le regole si fondano sul guadagno, per sopravvivere bisogna pensarci e anche molto attentamente. Ma il rispetto, quello che sembra mancato nel caso di Tim Schaffer, nel caso di Vince Zampella e Jason West, nel caso della Harmonix che prima di Rock Band creò proprio Guitar Hero, il rispetto è importante. Sia nei confronti degli sviluppatori con cui lavorate sia nei confronti del vostro pubblico. La storia dei server Pc di Modern Warfare 2 è un chiaro segno che il rispetto non è più una cosa importante in Activision, un chiaro segno che oramai il guadagno ha superato ogni altro aspetto dello sviluppo creativo di un videogioco. In soldoni (così Bobby Kotick capisce…) un campanello d’allarme per tutta la società, un morbo da cui nemmeno Blizzard potrebbe essere del tutto immune.

infinity-ward-logo

EVENTI CHE SI RIPETONO
Decapitare la Infinity Ward dopo che la software house in questione ha creato il gioco più popolare degli ultimi anni, capace di vendere cifre da capogiro, è una mossa fin troppo azzardata e ben poco lucida. I due boss della Infinity Ward, Jason West e Vince Zampella, sono stati rimossi non per un mancato pagamento delle royalties, come ieri in un primo momento si era paventato, ma per delle divergenze sull’uso e abuso del brand Call of Duty, divergenze ancora una volta creative. La Infinity Ward nasce poi da una situazione molto simile, avvenuta ironia del destino proprio con la vecchia regina del male, ovvero Electronic Arts, per la quale West e Zampella crearono niente di meno che Medal of Honor, il Call of Duty del passato. Fuggiti dalle grinfie della Electronic Arts fondarono poi la Infinity Ward la quale oggi si ritrova nella stessa identica situazione. E secondo voi quante probabilità ci sono che il magico duo creerà il nuovo grande action game del futuro e Activision si ritroverà nel giro di qualche anno con un brand sgonfio come la EA con Medal Of Honor? Ma sopratutto perchè mai nessuno impara dagli errori del passato? Il gradino più alto del podio obnubila la mente, ci sono milioni di prove al riguardo.

TRE NUOVI CALL OF DUTY
Mentre l’ultimo Modern Warfare attende l’arrivo del primo dei due “pacchetti mappe” previsti la Treyarch sta lavorando febbrilmente a Call of Duty 6 (o Call of Duty 7 se HMX_logo_vectorcontiamo Modern Warfare 2), in arrivo entro la fine dell’anno e da quanto si mormora ambientato in Vietnam. Oggi apprendiamo che non solo la Sledgehammer Games (fondata da molti esuli del progetto Dead Space) si appresta a lavorare a uno spin-off che dovrebbe persino esplorare nuovi generi ma che nel 2011 ci sarà con o senza il prossimo gioco della Infinity Ward, un terzo progetto marchiato Call of Duty e affidato a non sappiamo ancora quale software house. Una bulimia senza freni che ha già danneggiato il mercato dei giochi musicali e di conseguenza l’altra grande serie in mano ad Activision, quel Guitar Hero che esattamente come Tony Hawk si ritrova senza gli sviluppatori originali, macellati lungo le estenuanti riorganizzazioni interne imposte anche dalla crisi. Niente più Neversoft, niente più Infinity Ward ma sopratutto nessun nuovo IP di rilievo, Activision si ritrova ora in una posizione che si regge solo ed esclusivamente sul guadagno da arcipelago tropicale di World of Warcraft, brand Blizzard tra l’altro, proprio quei poveri scemi che ci mettono cinque anni per fare un gioco.

Per aiutare qualcuno che si ama non lo si finisce con un colpo di pistola. Inside The Game invita coloro che vorranno commentare sull’argomento a non offendere nomi o marchi, ma piuttosto ricordare ai dirigenti di oggi tutti i giochi che hanno fatto grande Activision e di cui siamo stati diretti protagonisti. Non possiamo certo dimenticarci di Vigilante8, Alter Ego, Interstate ‘76, Hyperblade, Mechwarrior, Pitfall!, River Raid, non possiamo farlo ora!

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Provata la Beta di Starcraft 2 Wings of Liberty [Recensione esclusiva]


Un gioco mitico, incredibile, stagliato nella storia di questo giovane media come l’unico ad aver varcato i confini di “quel mondo” ed essere straripato in Corea del Sud nello Sport, diventando addirittura famoso quanto il calcio.

Starcraft è questo ma è anche molto di più: lo strategico in tempo reale perfetto (per il multiplayer, si intende), il primo gioco ad aver usufruito del servizio Battle.net ma soprattutto il mio primo, grande, amore per quanto riguarda il netgaming. Il gioco con il quale sono diventato ciò che sono, potrei dire: le linee di codice che mi hanno forgiato e convinto a credere in un mondo inesistente ma terribilmente affascinante, quello dei tornei di videogiochi (online o LAN Party).

Non solo: è stato grazie a Starcraft che nel 2001 sono diventato un campione italiano di videogiochi (primo classificato alle eliminatorie italiane per i primi World Cyber Games - WCG) ed è grazie al viaggio a Seoul da me vinto per partecipare alle Olimpiadi dei Videogiochi che ho deciso di intraprendere la strada che mi ha portato a diventare un giornalista specializzato, un telecronista di videogiochi e infine un blogger.

Senza Starcraft, quindi, non stareste leggendo Inside The Game e, probabilmente, non avreste mai letto un articolo a firma Simone “AKirA” Trimarchi: la mia biografia sarebbe vuota, Fucktotum probabilmente sarebbe diventato uno scippatore e inskin una rockstar (due destini a confronto!).

Ecco perchè non posso che essere emozionato nel descrivervi quali sono le mie prime sensazioni davanti alla Beta di Starcraft 2 di cui mi sono bastate 24 ore per scrivere una intera recensione.

Lo so, molti penseranno che sono poche ma… vi assicuro che per me sono state sufficienti. Non voglio assolutamente “darmi delle arie” o pensare di capire più di un qualunque lettore. Il discorso è che una recensione deve valutare un gioco in maniera oggettiva e, essendo Starcraft 2 praticamente identico a Starcraft, c’è poco da valutare :) E Starcraft lo conosco bene ;)

[Tra l'altro c'è il topic ufficiale sul nostro forum, lì posterò qualche opinione "fresca" mano a mano che le ore di gioco aumentano]

Bene, l’ho detto. Nella frase di cui sopra è contenuto tutto ciò che dovete sapere sulla beta di Starcraft 2. Manca solo un’importantissima premessa: Starcraft 2 Wings of Liberty Closed Beta permette solamente di giocare e di provare il multiplayer, quindi in quest’articolo non è contenuto alcun dettaglio sulla modalità single player, sui filmati, sulla trama di cui, sicuramente, avremo modo di parlare a gioco sugli scaffali.

Torniamo quindi al focus di tutta la recensione: Starcraft 2 è Starcraft, esattamente come era 12 lunghissimi anni fa, con la grafica migliorata.

Questo cosa significa? Prevalentemetne due cose. Chi ha amato il vecchio titolo sono convinto che amerà anche questo capitolo 2. Lo amerà alla follia. Io mi sono innamorato di nuovo. Rivivo le stesse emozioni, provo la stessa voglia di vincere che avevo 12 anni fa. Vorrei rimanere a giocare con gli amici fino alle 6 di mattino come quando mi allenavo per un torneo importante. Insomma Starcraft 2 non mi basta mai, non mi stanca mai, non mi annoierebbe per anni!

Un giudizio così entusiastico va comunque un minimo puntualizzato: i due giochi, nel profondo, hanno comunque grosse differenze. Starcraft 2, come da copione, è più semplice. Ricordo a tutti che siamo in fase beta e che Blizzard ha un mucchio di tempo per prendere un giudizio come questo, farlo suo e apportare le giuste modifiche. Non credo però che la sostanza cambi di molto, Starcraft 2 è più facile da padroneggiare e permette molti più errori di Starcraft originale.

Questo soprattutto perchè la micromanagement è diventata meno importante che la macromanagement. I due termini significano semplicemente l’approccio con cui viene gestita una partita in multi e due vari momenti di una sfida ad un RTS. Quando si sta attenti alla micro si prova a rendere più efficaci possibili le truppe con cui si sta affrontando uno scontro sul campo di battaglia (in molti modi: si spostano quelle ferite nelle retrovie, si utilizzano i trasporti raccogliendo le truppe morenti, si utilizzano al momento giusto le abilità ecc). Questo non permette, di solito, di concentrarsi sulla macro che invece è tutto l’opposto: la gestione dell’economia, delle “espansioni” (basi secondarie), delle truppe da creare e della loro quantità ecc ecc

Starcraft 2 fondamentalmente premia moltissimo l’impostazione della partita e non si possono fare particolari miracoli con la micro. Se il proprio mix di truppe è sbagliato, si perde… anche se le si usa al loro massimo.

Questo, unito a tanti dettagli molto più “tecnici” e pratici come l’aumento del numero di unità di un gruppo, la gestione degli stessi, la presenza di due giacimenti di gas per base, la possibilità di scavare minerali più velocemente, rendono SC2 più facile, mi spiace ripeterlo, di Starcraft ma, fondamentalmente stiamo parlando dello stesso identico gioco.

I pochi lettori che sono arrivati fino a questo momento si staranno chiedendo: “ma questo tizio delira? 10 paragrafi e non ci ha ancora parlato del gioco?”. E questo è l’altro lato della medaglia: se non conoscete Starcraft probabilmente è inutile che vi avviciniate a Starcraft 2 se non per la modalità single player, parte integrante dell’esperienza, per carità, ma qui si parla di un titolo totalmente importanto al multiplayer.

Questo quindi è il rischio che Blizzard ha corso: creare un gioco dedicato ai suoi fan, quelli più oltranzisti. Quelli che hanno voluto seguirla in ogni suo volo pindarico, in ogni sua evoluzione. E gli altri? Rimarranno incantati da Starcraft 2? Per ora, senza single player e senza tutte le caratteristiche del nuovo Battle.net (nella Beta ce ne sono molte, comunque, ed è diventato tipo Xbox Live, con gruppi, chat di gruppo ecc), credo proprio di no.

Magari sarà una pubblicità massiccia a fare la differenza oppure l’affezione dei vecchi fan come me porterà comunque nuova linfa per i server di gioco. Nonostante questo Starcraft 2 sembra un gioco “vecchio” a cui non è stata apportata nessuna evoluzione strutturale.

Sembra una nuova espansione del primo Starcraft con un po’ di meccaniche riviste e qualche piccolossima novità (alcune unità possono scalare le salite senza trasporti e quindi permettono raid inaspettati). Tra l’altro da questo punto di vista credo proprio che Blizzard si stia tenendo i veri assi tutti nella manica con il secondo e il terzo capitolo, già annunciati e che verranno rilasciati a cadenza annuale. Con ognuno di essi verranno aggiunte truppe e probabilmente vedremo lì le vere novità.

Per ora Starcraft 2 rimane un titolo interessante che non si merita però gli onori della cronaca e della stampa poichè 12 anni, nel mondo dei videogiochi, sono un’eternità e qualcosa, probabilmente e oggettivamente, doveva cambiare.

Lo dico a malincuore, sia chiaro, ma devo assolutamente dare un consiglio a tutti i lettori e non solo a coloro che, come me, hanno passato parte della loro vita a giocare sui server di Battle.net a Starcraft.

Per quest’ultimi… come avranno capito da soli, non c’è niente da dire, Starcraft 2 è tutto quello che aspettavamo, volevamo, desideravamo e speravamo da Blizzard. La nostra “mamma” software house ci vuole bene e ci ha regalato un’emozione.

Un gioco identico a quello di cui ci siamo innamorati. Blizzard ci ha regalato un nuovo  “primo bacio”: è stata capace di ripetere l’irripetibile.

Era difficile ma… io non ho dubbi, ce l’ha fatta. Ora scusatemi ma, ho alt tabbato la finestra della Beta, torno a giocare. Ho appena perso un Protoss vs Protoss durato 45 minuti, non vedo l’ora di rifarmi ;)

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Rumor: il prossimo gioco Blizzard potrebbe essere un MMOFPS


Un sito francese, WeFrag, sembra essere sicuro di una “soffiata” arrivata alle loro orecchie transalpine: il prossimo titolo Blizzard Entertainment (che uscirà nel 2124, cioè quando saremo tutti belli che morti ;) ), sarà un nuovo IP (notizia certa), sarà un MMO (notizia altrettanto certa) e sarà in prima persona!

Wow, che dettaglio di altissimo conto! ;)

Farci addirittura un post sarebbe impensabile! Invece nel mondo dei videogiochi anche una simile “inezia” è considerata una notizia da gridare ai quattro venti che rimbalza di sito in sito, di blog in blog, fino ad Inside The Game.

Effettivamente, però, in questa piccolezza risiedono molti particolari interessanti. Innanzitutto sarebbe la “prima volta” di Blizzard nel campo del First Person “qualcosa”. Sempre impegnata in strategici, puzzle o mondi virtuali in terza persona, la società di Irvine è assolutamente nuova a questo tipo di telecamera.

Ma il sito WeFrag racconta anche altre cose, mooooolto più succulente: il gioco sarà ambientato in un universo futuristico diviso in due sezioni e parti distinte: le arene per combattere ed un hub per socializzare, scambiare oggetti, organizzarsi. E soprattutto il titolo dell’articolo parla di MMOFPS quindi quell’oscuro “qualcosa” va cambiato con “distruzione”. Ah no scusate… sarebbe shooter in verità ;)

Tutte notizie da prendere con le molle in quanto voci di corridoio… mi raccomando. Chi vivrà, vedrà ;)

[fonte: NoFrag - Blizzard travaille sur un MMOFPS]

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Il lungo braccio della legge arriva fino ad Azeroth


Ci sono occasioni in cui la vita virtuale di un giocatore si lega indissolubilmente a quella reale: basti pensare a un qualsiasi pro gamer, che ottiene benefici nella seconda grazie ai risultati ottenuti con la prima.
Purtroppo per Alfred Hightower (cognome che sa un po’ di fantasy e un po’ di Scuola di Polizia, entrambi elementi di questa storia) le cose non sono andate proprio così, e la sua passione si è trasformata in un boomerang dalle pesanti conseguenze.

Il nostro protagonista era infatti ricercato per spaccio di sostanze stupefacenti e, come ogni ricercato che si rispetti, ha ben deciso di fuggire all’estero per destinazione sconosciuta.
Un piano classico ma inevitabile, se non fosse per una piccola falla: tale è la sua passione per World of Warcraft che non ha smesso di giocarci neanche dopo la fuga, finendo rintracciato grazie a un lavoro incrociato tra la Polizia e… Blizzard.

Tutto comincia con un “traditore”: un amico che rivela all’ufficio dello sceriffo della Contea di Howard, Indiana, che il Canada era la probabile destinazione della fuga dell’amico che, fra le altre cose, era un grande appassionato di un videogame basato su “streghe e evocatori”.
A questo punto, l’inquirente, saltuario giocatore di WoW, fa due più due e contatta Blizzard nella speranza che questa fornisca alcuni dettagli fondamentali per il proseguo delle indagini.
Passati un paio di mesi, e senza che la software house fosse obbligata a diffondere dati, ecco la sorpresa: questa comunica non solo l’indirizzo IP, lo storico e le informazioni sul soggetto, ma anche il nickname (Rastlynn), il server preferito e l’indirizzo di fatturazione!

Con l’aiuto di queste importanti informazioni, gli agenti sono stati capaci di localizzare e segnalare alla polizia canadese la presenza sul loro territorio di un ricercato, farlo arrestare e, il 5 gennaio, farlo tornare in Indiana per subire un processo per detenzione e spaccio di marijuana.
Tanto scemo da fare quasi pena no?

La storia completa e l’intervista relativa a questi fatti sono rintracciabili qui

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