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La sindrome Nintendo [Iwata sorpreso dal primo calo di profitti in sei anni]


Satoru Iwata parla, ammettendo di essere rimasto sorpreso dal calo di vendite che sta interessando il Wii e, in misura minore il Nintendo DS:

The Wii stalled.

The mood of the market got colder than expected, and there was a miscalculation.

Solo un grossolano errore di calcolo, o c’è qualcosa di più?

Il primo commento che viene in mente è che l’uomo che ha il merito merito di aver portato Nintendo, in un’ascesa vertiginosa, dalle stalle del Gamecube e del GBA Micro alle stelle di Wii e DS sia incontentabile, e semplicemente non si sia reso conto di aver saturato il mercato con le proprie macchine stampa-soldi.

Più razionalmente però bisogna considerare che probabilmente nessuno più di Iwata ha una percezione completa e organica del mercato attuale, composto in grandissima parte da quella fetta di utenza che prima della touch generation, di Brain Training e Wii Sports semplicemente non “esisteva”, e vedendo sotto questa luce i commenti rilasciati dal quarto presidente Nintendo e considerando come almeno in apparenza l’idea di “saturazione” non lo sfiori minimamente, potrebbe essere il caso di pensare ad altre possibili cause per la flessione di vendite in atto.

La mia impressione è che Iwata stia suo malgrado manifestando quella tipica “sindrome Nintendo” che ha sempre portato la casa di Super Mario ad essere innovatrice per tanti aspetti quanto stolidamente conservatrice per altri.

Nintendo quindi potrebbe stare pagando non tanto l’eccesso di vendite di questi anni quanto una politica di mercato vecchia, poco aggressiva sui prezzi e soprattutto legata a reissues di uno stesso hardware che dal DS Lite in poi sembrano non essere più così tanto attese e gradite dal pubblico.

Il tardivo ribasso di prezzo della propria console da salotto, a cui con tutta probabilità presto seguirà una pletora di rimaneggiamenti poco più che estetici simile a quella che ha già colpito il DS, il rifiuto categorico e incomprensibile di fornire il Wii di un hard disk, l’altrettanto immotivata impossibilità di leggere i DVD video e il mancato supporto del gioco online nei suoi titoli di punta (vedi alla voce New Super Mario Bros. Wii..) sono tutti segni di una scarsa di lungimiranza che sembra paradossale per una casa che negli ultimi sei anni ha rivoluzionato il concetto stesso di videogame, ma che in realtà è perfettamente in linea con la rigidità di pensiero che ha privato il Super Nintendo del suo lettore CD (spingendo poi Sony a creare la Playstation), che ha affossato il Nintendo 64 e le sue anacronistiche cartucce o che ha reso perdente sin dalla nascita il Gamecube per il suo target d’utenza poco più che adolescenziale.

Quello in cui, fortunatamente, Iwata pare distaccarsi almeno in parte dal suo storico predecessore Hiroshi Yamauchi è la capacità di imparare, pur tardivamente, dai propri errori.

E la sfida quindi pare spostarsi -finalmente- sul software:

Not being able to continuously release strong software has made a good mood grow cold.

I tentativi di coinvolgere terze parti “di spessore” su Wii hanno avuto il loro culmine con il Motion Plus e con l’uscita ritardata (per non infastidire i primi due titoli EA che sfruttavano la nuova periferica) di Wii Sports Resort, tentativi di cui speriamo di vedere frutti concreti nei prossimi mesi; dal canto suo Nintendo, con titoli come Metroid Prime: Other M e Sin & Punishment 2 sembra volersi riappropriare almeno in parte di quell’anima “hardcore” che tanti la accusano di essersi venduta alla divinità del casual gaming.

In questo senso però sembrano ancora più strani l’insistenza di Iwata-san sulle fantastiche possibilità offerte dal Wii Vitality Sensor e il brevetto di un cuscino gonfiabile in cui inserire il Wiimote, che potrebbero apparire come la definitiva conferma di un disturbo di personalità schizoide…

Ad ogni modo, staremo a vedere cosa succederà durante quello che si prospetta come il periodo natalizio più duro per Nintendo da diversi anni a questa parte, nonchè probabilmente quello decisivo per capire come l’azienda si muoverà sia in relazione alle console che attualmente ha sul mercato, sia in vista di un nuovo cambio generazionale che sotto un’apparente calma piatta sta già iniziando a sobbollire pian piano.

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Nintendo DS Easy Piano [ulteriori pensieri su restyling, periferiche, DS e Wii]


La diffusione del Nintendo DS è ormai talmente vasta e capillare da interessare una tipologia di pubblico estremamente eterogeneo.

Questo, unito alla nuova filosofia Nintendo fondata anche su software non propriamente ludici come Brain Training, Nintendogs o WiiFit e alla versatilità dell’hardware ha fatto sì che sulla console portatile più venduta dei nostri tempi giungessero software sempre più particolari e sempre meno aderenti al concetto classico di videogioco.

Read the full story

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Wiinoma, la web tv del Wii


A volte, trovandomi a commentare le nuove iniziative dei tre giganti dell’intrattenimento videoludico, resto spiazzato.

Mi sembra sempre di arrivare in ritardo, di scoprire che avevo bisogno di cose che non avevo neanche immaginato: ma loro stanno sempre avanti, tanto da pensarle e metterle in atto prima ancora che io mi accorga che la nuova sensation tecnologica mi interessi.

Un esempio può essere dato dal catalogo dei film presenti sull’Xbox: fino all’uscita della nuova dashboard e dei suoi contenuti, non avrei mai pensato che fosse una feature utile e nemmeno interessante, dato che sono abituato a comprare i pochi film che voglio rivedere e ad affittare quelli “usa e getta”.

Ebbene, in quel caso specifico l’usa e getta è stato portato all’estremo: paghi una piccola cifra, ti vedi il film e passa la paura, senza nemmeno uscire di casa, tutto con un paio di menù e pulsanti da premere.

Questa stessa sensazione mi avvolge pensando a Wiinoma, la web tv che i nostri amici di Nintendo sono pronti a lanciare, per ora nel solo Giappone.

Questo servizio sarà affidato a Dentsu, un’importante agenzia pubblicitaria del Sol Levante, e dovrebbe offrire un palinsesto espressamente pensato per la famiglia, fatto quindi di cartoni animati, programmi di cucina e mini quiz in puro stile Brain Training.

La prima riflessione è ovvia, vale quanto detto per il Wii: io, come molti di voi, non sono il target per questo tipo di iniziativa.

Soprattutto perchè mentre la maggior parte dei contenuti sarà gratuita, mentre le trasmissioni on demand saranno pagabili tramite Wii Points, proprio come avviene con l’Xbox e i Microsoft Points.

Ma ormai, forte dei 40 milioni di Wii nascosti nei salotti più impensabili in tutto il globo, non credo che noi pochi detrattori interessiamo più di tanto i boss Nintendo: ci danno in pasto un gioco ogni tanto e così ci fanno stare buoni, soprattutto perchè già ce l’hanno venduto…

In un mercato particolare e favorevole come quello nipponico, possiamo analizzare le modalità di marketing Nintendo contro gli altri giganti: il messaggio più diffuso è che Wii sia una console che aiuta a stare in forma, che fa stare insieme le persone, che rompe tutte le barriere di età, ma non solo.

Avrà appunto una tv più o meno dedicata (quantomeno visibile solo grazie alla console), a breve dovrebbe avere conferma il servizio che permetterà di ordinare cibo direttamente dalla console: sembra una pazzia, ma appoggiandosi a Demae-can.com, un sito che svolge già questo tipo di servizio, potrete anche ordinare la cena senza alzarvi dal divano (se non per aprire la porta al commesso!), con tanto di possibilità di scegliere ogni singolo piatto o di randomizzare il vostro pasto facendolo scegliere casualmente, con tanto di musichina a tema ad accompagnarvi mentre vi fate venire l’acquolina in bocca.

Altro tema da prendere in considerazione è la localizzazione dei contenuti, una volta che Wiinoma sbarcherà in altri Paesi: come sarà gestito il tutto? Con accordi singoli e il supporto di società di produzione video in loco? O avremo semplici sottotitoli all’interno di video, giochi e programmi in giapponese o inglese?

Allo stato attuale, senza date e dati precisi, è molto complesso capirne di più, resta l’ultima riflessione: è sempre più evidente come il Wii sia la versione moderna del Cavallo di Troia. Credete che sia un regalo gentile, ma nasconde molte più sorprese di quanto avreste immaginato: il futuro delle console è ancora tutto da decifrare.

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Nintendo DSi in Europa il 3 Aprile


Nintendo non riesce a stare troppo tempo senza creare hardware.

E’ tipo una droga: o creano qualcosa di nuovo ogni due anni o si sentono male :) Va bene anche un restyling di una console in corso, come in questo caso. Anche se, all’occhio clinico di Inside The Game non sfugge niente e il nuovo Nintendo DS, che si chiama DSi,  verrà tra poco analizzato in ogni suo piccolo dettaglio per valutare insieme a voi lettori, come al solito, un possibile acquisto.

Innanzitutto un’affermazione importante: il DS è una figata!!! Non è come il Wii, fidatevi: non ha solo giochi hardcore finti e casual “cavolate” come Brain Training (che comunque è divertentissimo, altro che cavolata ;) non è un videogioco, su questo non ci piove, però io mi ci spacco: ecco perchè sono così intelligente… ah ah ah :) ) Ci sono giochi che sfruttano l’innovativo sistema di controllo tattile dello schermo ma che rimangono giocabilissimi e non snaturano il senso del videogioco. Trauma Center è un esempio, Meteos è un altro ma ce ne sono molti altri. Così come è pieno di videogiochi “esperimenti”, molti artistici e molto solo ludicamente rilevanti. Insomma una piattaforma veramente con gli attributi che, se mi permettete, definirei come la più riuscita di questa generazione visto che ha conquistato davvero tutti gli utenti che hanno voglia di videogioco portatile vendendo più di 100 milioni di copie in tutto il mondo.

Fatta questa doverosa premessa, abbastanza inutile perchè credo che tutti voi sappiano di cosa stiamo parlando, ecco arrivare la terza versione di DS, dopo quello normale e il lite, semplicemente più piccolo e meglio illuminato. Il DSi però porta in seno tante novità, tali da renderlo anche paragonabile ad una nuova console, completamente retrocompatibile (nel senso che prende tutti i giochi del DS; giustamente… è un DS!).

Quali novità serba questa nuova iterazione del portatile Nintendo?

Innanzitutto ha una camera (in verità sono due, da 0.3 megapixel) per scattare foto e, udite udite, avrà giochi che supporteranno questa caratteristica. Che ne dite? Secondo me è na cosa seria ;) . Inoltre il DSi sfrutterà a dovere la connettività via wi-fi grazie alla possibilità di utilizzare il canale Dsi Shop. Inoltre potrà sincronizzarsi con il proprio Wii, avrà il firmware upgradabile e sarà più fino, meno pesante e più duraturo a livello di batteria. Qualcosa è stato sacrificato all’altare di Morgoth: lo slot per i giochi del GBA e quindi la compatibilità con tutte le periferiche che lo sfruttano. Eheh… piratelli miei: avete capito bene. Niente più aggeggi (che io non posseggo e quindi non so manco come funzionano) per scaricarsi i giochi dal web ma soprattutto niente più Guitar Hero on Tour, il cui controller si connetteva proprio lì!

Insomma mentre tutti gli italiani si guardano San Remo e si appassionano alle vicende di Bonolis, Povia, Benigni e company, io mi preparo psicologicamente ad altri 170€ da spendere? Mmm chissà, magari potrei rincoglionirmi un po’ con la televisione pure io e smetterla di spendere soldi visto che il prezzo di cui sopra è quanto costa la console in Europa. Anzi quando costerà dal 3 Aprile.

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Youtube farà parte di Spore


[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=WHaulHxmO4A&rel=1]

Il mondo e la crescita dello User Generated Content sono in “booming”. Si stima che tra circa cinque anni la metà degli spettacoli televisivi al mondo sarà costruito interamente da utenti. Gli stessi che ora uploadano “alla meno peggio” i propri video su Youtube che ogni giorno vengono visti milioni di volte (ogni ora che passa, ad oggi, all’interno di Youtube genera circa 10 ore di materiale nuovo: impossibile che qualunque televisione possa stare dietro a questo ritmo). Tra l’altro Google sta cominciando a pagare i migliori vlogger anche in Inghilterra, dopo aver sperimentato la formula in America. Ovvio quindi che il talento cresca, così come i mezzi, con i ricavi economici. In fondo era normale, la TV è spazzatura. La vera informazione è su internet, le vere nuove idee ormai vengono pescate nella grande rete, i nuovi volti, i nuovi creativi. Chiaramente a parere di chi vi scrive. Al limite poi questi personaggi vengono “scoutati” e invitati a lavorare a qualche produzione professionale e non sono più utenti ma professionisti: la differenza però è sottile.

La crescita dei videogiochi sta letteralmente conquistando il mondo. L’espansione di Wii e Nintendo DS ha raggiunto anche gli anziani e le mamme. Oltre a chi non era interessato ai videogiochi (Brain Training e WiiFit non sono videogiochi ma si utilizzano tramite una console da gioco). Le donne erano già coinvolte con The Sims. Tutti gli altri, cioè noi, videogiocano da anni. E ne sono fieri! ;) Diciamo che il mondo è già conquistato o quasi.

Inutile dire che ora questi due trend cominciano a confrontarsi e a scambiarsi input. Dopo Little Big Planet, che già per “statement” rappresenterà il primo esperimento di videogioco/community/creativa arriva la notizia, dal sito Eurogamer, che anche Spore, il nuovo attesissimo capolavoro di Will Wright (in uscita per PC/MAC), avrà addirittura l’intergrazione di Youtube al suo interno. Tramite un tasto si potrà registrare il video delle proprie originali creature e condividerlo in seguito sulla più grande raccolta video di internet

Una rivoluzione quindi storica per il mezzo videogioco che accetta una nuova contaminazione, questa volta però interattiva. La condivisione della propria visione ludica (ma in questo caso anche artistica, altrimenti il video avrebbe pochissimo senso) con gli altri giocatori in tutto il mondo. Così da creare un gioco nel gioco, magari: chi farà più visite al suo video?

Il trendo non è nuovo, abbiamo già parlato di Line Rider, utilizzato al fine di condividere (mi piace questa parola, fa molto 2.0) il proprio disegno su internet. E’ solo un esempio che poi sfocia nel fenomeno dei Fragmovie e più in là nei Machinima.

Ora però non è più una “forzatura” del videogioco (una bellissima forzatura a dire la verità), ma un’innesto nelle meccaniche vero e proprio.

Avrà successo?

Inutile dirlo, secondo me si: i numeri parlano chiaro.

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