Tag Archive | "Bungie"

Bungie svela finalmente il Gameplay di Halo Reach in un video


Beh, leggendo il forum di Inside The Game si imparano tanto cose: gli utenti sono più forti dei blogger, non c’è che dire.

Redwind ha postato questo video in cui, finalmente, Bungie in una lunga intervista ai suoi sviluppatori svela le prime sequenze del Gameplay di Halo Reach.

Una delle esclusive dell’anno più attese dai possessori di Xbox 360 risulterà deludente come Halo ODST? Chissà, per ora abbiamo questo video e qualche trailer… ancora poco su cui farsi un’opinione.

Bungie invece ha un nome dalla sua, Halo, con cui sarà difficile non avere successo.

Posted in News, Video e TrailerComments (3)

Fai la tua parte: Be a hero! [Bungie e Halo per Haiti]


Ciò che è successo ad Haiti non ha spiegazione e non ha colpevoli. Se a volte si può puntare il dito verso il governo, che non costruisce case degne di questo nome, e dall’altra si riesce a trovare un capro espiatorio in un “terrorista” a caso, una catastrofe naturale di questa portata ed entità sembra solo uno scherzo del “Dungeon Keeper” o di un giocatore di Popolous.

Peccato che quelle persone, 50 mile, siano morte sul serio e non in un videogioco. E’ tutta gente con un passato, bello o brutto che sia, e a cui il futuro è stato negato. Sinceramente anche queste mie parole suonano vuote, ora che le rileggo, nonostante il loro tentativo sia positivo: suscitare una qualsivoglia reazione in voi lettori. Una reazione umanitaria, di soccorso, anche solo un pensiero o una condivisione su facebook… per cercare di non dimenticare, mai, che mentre noi videogiochiamo e ci divertiamo, c’è gente là fuori che ha bisogno del nostro aiuto.

Avranno pensato la stessa cosa in Bungie. I produttori di Halo si sono lanciati in un’operazione di solidarietà chiamata “Be a Hero“.

Si può partecipare in molti modi. Il primo, quello a cui cercherò di partecipare io, è “monetario”. Basta comprare dal Bungie Store, un qualunque oggetto fino alla fine di Febbraio che i profitti verranno devoluti in beneficenza alla Croce Rossa americana. Per l’occasione è stata creata anche una maglietta speciale, la cui immagine trovate nel post, che sarà disponibile anche dopo Febbraio (fino ad esaurimento scorte) e che donerà il 100% del suo valore sempre  alla Croce Rossa americana.

Non volete spendere soldi? Bene, fate ciò che vi riesce meglio: giocate ad Halo ODST!

Domani e dopo domani (mercoledì e giovedì) giocare indossando un emblema speciale significherà il vostro attaccamento alla causa e per ogni 1000 persone che parteciperanno, Bungie donerà 100$ alla Croce Rossa fino alla mirabilante cifra massima di 77.000$.

Che dire, un iniziativa lodevole, per avere maggiori informazioni sull’emblema da usare e sulle stanze in cui sarà possibile vestirlo, non dovete far altro che seguire questo link.

Coinvolgete più persone possibili: noi di Inside The Game vi assicuriamo che domani o dopodomani saremo connessi con le nostre Xbox 360 e pronti a bastonarvi su Halo… favorendo col nostro divertimento, per una volta, una nobile causa!

Posted in GamingPolitics, OpinioniComments (5)

Primo filmato per Halo Reach


Halo Reach resterà un progetto misterioso anche dopo la visione del video di oggi. Questo mostra infatti un semplice filmato che dovrebbe calarci un po’ nel clima che respireremo nell’autunno 2010, col pianeta Reach attaccato in forze dai Covenant e la resistenza umana chiamata all’estremo sacrificio. Un nuovo progetto per Bungie dopo il controverso noir fantascientifico visto con ODST, da cui spero riesca a prendere unicamente le parti lodevoli…

Ricapitoliamo quel po’ che si sa per i distratti: in un tempo imprecisato prima degli eventi di Halo: Combat Evolved (il primo capitolo della saga), il pianeta Reach è teatro di uno scontro cruentissimo, che vedeva impegnati da un lato gli alieni Covenant e dall’altro un numero molto più nutrito di quello cui siamo abituati (uno ;) ) di Spartan, i migliori soldati tra gli umani.

Sappiamo una cosa fondamentale, cioè che gli acquirenti di ODST saranno doppiamente soddisfatti: primo perchè le truppe d’assalto orbitale (ma perchè non lasciano il nome Helljumpers? E’ molto più evocativo!) torneranno di sicuro, secondo perchè in primavera avranno accesso alla beta di questo nuovo episodio, aspetto che mi fa propendere verso la conferma di una modalità multiplayer, magari una riproposizione dell’ottima Sparatoria.

Di sicuro col passare delle settimane indiscrezioni, voci di corridoio e boiate varie inizieranno a rincorrersi per quello che ad oggi ha già un buon motivo per essere a suo modo “storico”: Bungie si libererà dopo questo titolo dal contratto esclusivo con Microsoft,  perdendo però il controllo sull’ IP di Halo

Posted in News, Video e TrailerComments (2)

I primi premi per gli avatar sono tra noi ma… come ottenerli? [guida]


Annunciati dall’ultimo aggiornamento corposo della dashboard eppure ancora invisibili. Sono i premi per gli avatar, gli unici oggetti con cui personalizzarli con un doppio vantaggio: sono carini e soprattuto gratis!
Left 4 Dead 2 li avrà, nel frattempo su 3 titoli già dipsonibili sono finalmente stati sbloccati: in Halo: ODST, Lips e in ‘xplosion Man. Ma come diavolo si ottengono? Seguitemi  e lo scoprirete ;)

Anzitutto, urge fare una premessa: per ora sono stati annunciati quelli dei suddetti titoli, ma ancora non si sa da quando potremo sbloccarli effettivamente.
In ogni caso una flebile luce si irradia su modalità di ottenimento e effettiva utilità: sono fondamentalmente legati agli obiettivi di gioco (vengono quindi attribuiti al conseguimento di un achievement) e… non servono a nulla se non a rendere il vostro avatar più carino.
Ancora non è chiaro cosa succeda per esempio se avete GIA’ ottenuto il particolare obiettivo prefissato per averli, e questo mi preoccupa un po’.

In ogni caso, soprassediamo per il momento su quelli di ‘xplosion Man e Lips, che sono semplici magliettine griffate del gioco (o peggio ancora: stivaletti alla moda e roba varia), per puntare ai più ricchi, quelli di Halo ODST:

1) la prima cosa da fare è ASPETTARE che venga rilasciato Halo Waypoint, il canale della dashboard che rappresenterà la summa finale di tutto il vostro storico della serie Bungie. In questa sede troverete informazioni, novità e tutto ciò che riguarda l’Haloverso, che al momento consta di Halo 3, Halo 3 ODST e Halo Wars. Pazientate quindi fino al 9 novembre, data in cui potrete mettere mani, tentacoli o appendici varie su questa novità;

2)
A) completare la Sfida Vidmaster Sopportazione (in coop a 4 giocatori, completare il 4 set di Sparatoria a livello Eroico su qualsiasi mappa) ricompensa: Elmetto Recon;
B) completare la Campagna di ODST ricompensa: Elmetto ODST;
C) completare l’obiettivo Tempi Oscuri (5 uccisioni in modalità VISR) ricompensa: maglietta di Halo ODST;
D) completare l’obiettivo Buon Samaritano (completare la Campagna senza uccidere nessun Engineer) ricompensa: armatura ODST;
E) completare l’obiettivo Turista (scaricare la mappa completa di New Mombasa) ricompensa: maglietta di ODST (diversa dall’altra).

3) visitare Halo Waypoint e…ding! Premio sbloccato!

Posted in Curiosità, Tempo LiberoComments (2)

I 5 giochi più rivoluzionari degli ultimi vent’anni [secondo Peter Molyneux]


top 5 videogames innovative innovativi innovazione rivoluzionari molyneuxPeter Molyneux ha raccontato a ThatVideogameBlog quali sono, secondo lui, i cinque più innovativi titoli degli ultimi vent’anni. Capita a fagiolo, quindi, questo post per analizzarli insieme e vedere se siamo d’accordo o meno, dopo il mio attacco di ieri alle microtransazioni in Fable 3, il prossimo videogioco del geniale game designer inglese (a cui si devono titoli storici come Popolous, Theme Park e Black & White).

Certo in apertura di articolo posso dire che non sono d’accordo con questa classifica ma è anche davvero difficile tirare fuori una top 5 delle ultime due decadi.

Read the full story

Posted in GamingCultureComments (13)

Détresse, epico machinima di Halo 3


L’ho trovato girovagando sul (meraviglioso) sito della Bungie. Secondo me è uno splendido machinima che ricrea perfettamente l’atmosfera da “ultima battaglia” tipico della serie di Halo, in questo caso ambientata su una delle mappe che apprezzo meno, Sandtrap: troppo vasta per partite 4 vs 4 e con troppi veicoli per garantire una sfida equilibrata. Proprio sfruttando queste caratteristiche però, gli autori francesi mettono in scena uno scontro feroce tra Spartan ed Elite, il tutto sulle note dell’eccezionale colonna sonora di Mass Effect.
Per la cronaca, il titolo, détresse, significa sconforto, disperazione. Buona visione!


Posted in Curiosità, Tempo LiberoComments (5)

Halo ODST: il controverso noir Bungie [recensione]


Halo ODST è il classico titolo che mostra da subito tutti i suoi pregi, ma che alla fine lascia un bel po’ di amaro in bocca: la sua natura di espansione cresciuta troppo in fretta fino a diventare gioco completo non può che deludere chiunque si aspettasse una modalità campagna intensa e scoppiettante, salvo trovarsi per le mani un prodotto dai ritmi e dalle tempistiche molto particolari.
Per fortuna Bungie si è accorta in tempo del pericolo flop, inserendo nella confezione non solo tutto il multi di Halo 3, ribattezzato Halo Mythic, ma anche la chiave per la beta del loro prossimo prodotto, Halo Reach, che potremo provare in primavera: risultato? Tanto buon materiale a un prezzo onesto, ma…

Girovagare nell’haloverso non mi è mai piaciuto: troppo semplicistico e tutto sommato poco interessante, ha a mio parere il suo difetto maggiore nella mancanza di omogeneità narrativa: le vicende di un titolo ambientate ora prima ora dopo di quelle di un altro, col solito filo conduttore della guerra contro l’alleanza Covenant. Nel caso di ODST, come sanno anche i sassi, manca Master Chief: al suo posto un’altrettanto impersonale recluta separata dalla sua squadra dopo un lancio orbitale sulla derelitta New Mombasa, città africana sotto pesante attacco alieno.

Per lunghi tratti della campagna in singolo (cui possono partecipare 3 amici per la versione co op) il nostro eroe sarà quindi abbandonato a se stesso, tra le linee nemiche, tutto intento nella ricerca di indizi che lo portino a conoscere il destino dei suoi compagni.

Questa semplice trama non sarebbe di certo sufficiente a garantire un’esperienza immersiva, ma per fortuna interviene una perfetta scelta di regia a salvarci: una volta trovati i dati di uno dei compagni, rivivremo direttamente ai controlli di quest’ultimo tutto ciò che gli è accaduto, cambiando quindi protagonista ad ogni atto della campagna, salvo poi tornare a esplorare la città con la recluta.

Proprio le fasi cittadine risultano essere le più limitate: se nelle altre quantomeno si vivono nuovi momenti epici in puro stile Halo, tra le viuzze invece non si fa altro che andare da un punto all’altro, perslustrare l’area magari uccidendo qualche Brute e aspettare di trovare un nuovo indizio.

Per facilitare le ricerche abbiamo in dotazione un nuovo visore che contorna di colori diversi il mondo intorno a noi: oggetti ostili in rosso, amici in verde e in giallo brillante avremo gli indizi. Niente di nuovo in fondo, ma soprattutto è irritante muoversi usandolo continuamente perchè l’intera missione di svolge di notte e c’è bisogno di vedere in anticipo i nemici: così facendo si perde completamente il piacere di ammirare le tante luci artefatte di New Mombasa.

Proprio l’amosfera si presta a una duplice critica, positiva da un lato e negativa dall’altro.

Come avrete capito infatti, il vero punto debole del titolo sono le sezioni cittadine, piatte e prive di momenti esaltanti. La città è da un lato molto affascinante e misteriosa, ma in definitiva risulta poco credibile: non sembra affatto sia stata vissuta prima dell’attacco alieno. A parte i bancomat sparsi in giro e le macchine in strada, le uniche sensazioni “reali” sono date dai data disk che è possibile trovare in giro, che danno profondità e “vita” a un ambiente sterile e sospeso, in cui sembra che il grosso debba accadere da un momento all’altro salvo poi essere rimandato al solito finalone epico-apocalittico.

Bungie ci ha riempito di chiacchiere sulla differenza tra la recluta e Master Chief: uno un Talo (truppa da sbarco e infiltrazione), l’altro uno Spartan (soldato d’elite modificato geneticamente), ma in cosa si traduce concretamente questa differenza?

Se la recluta viene ferita oltre il breve limite del suo scudo, non recupererà energia col tempo, ma solo con i medikit: questo comporta che gli approcci “alla Rambo” sono sconsigliati perchè terminano spesso con la dipartita dell’eroe. L’equipaggiamento è poi leggermente diverso: un Talo non troverà mai in ODST il BR, sostituito dalla bella mitraglietta silenziata d’ordinanza, e non potrà mai combattere con due pistole. Aggiungiamo il ritorno, direttamente da Halo: Combat Evolved, della Magnum e tutte le armi viste in Halo 3 (ma non troverete neanche la Lama degli Arbiter) e l’arsenale è completo.

Tecnicamente, essendo stato usato lo stesso motore del terzo capitolo, c’è poco da dire: a parte qualche miglioria, soprattutto negli effetti di luce e di rifrazione sui metalli, siamo su livelli buoni ma mai sensazionali, mentre molte delle musiche che faranno da contorno all’azione sono perfette e accompagnano alla grande sia le ricerche che gli scontri a fuoco: peccato solo che manchi un main theme d’impatto per il livello finale.

Sul versante multiplayer, oltre alla suddetta possibilità di affrontare la campagna in quattro, abbiamo la strombazzata modalità Firefight (Sparatoria in italiano): mutuata da Gears of War 2, vede i giocatori impegnati su dieci mappe a sopravvivere alle ondate continue di Covenant.

Dopo due giorni di scontri intensissimi e tante ore di divertimento, posso dire che Bungie ha  sì copiato, ma portando tutta la sua esperienza in tema di dettagli: le famose medagliette attribuite a fine partita in Halo 3, come quella data per ogni headshot, sono state trasposte in questa sede e arricchiscono l’azione con statistiche ulteriori rispetto al conteggio delle kill. A patto di avere un gruppetto di amici con cui buttarsi nelle arene, il divertimento è enorme e la cooperazione garantita dall’avere un massimo di vite in comune: ogni errore sarà quindi punito non solo dal gioco, ma anche da compagni imbufaliti per lo spreco!

Last but non least, Halo Mythic. Qui il discorso è molto facile: il multi di Halo non è neanche paragonabile a quello di altri titoli, ma resta un vero e proprio passatempo sociale. Sul disco sono ospitate tutte le mappe uscite come DLC negli anni scorsi (21), più tre tutte nuove (tra cui Heretic, che ritorna dopo Halo 2), per un totale di ore di divertimento infinito.
Per chiunque non si fosse mai gettato in questo tipo di azione, un tentativo è obbligatorio, mentre è chiaro che per il resto dell’utenza Halo è il classico esempio di dentro o fuori, amato e odiato in parti praticamente uguali: per semplicità di accesso e possibilità di personalizzazione delle partite è  però ancora tra i top games in multiplayer e io resto dell’avviso che averne una copia a casa sia sempre necessario.

Insomma, costretto a dare una valutazione d’insieme a questo prodotto, non posso che mediare tra la delusione della campagna in singolo, l’interesse verso Firefight e l’imperdibilità del multi classico, per un voto finale pari a:

 

 

Posted in Recensioni, Xbox 360Comments (1)

Oriente e Occidente nelle parole di Inafune e Mizuguchi.


japan-usa-cable-01.jpg

Proprio oggi le dichiarazioni quasi contemporanee di due personaggi mi hanno dato da pensare. Una di Tetsuya Mizuguchi, creatore (tra gli altri) di Rez e Lumines, e l’altra di Keiji Inafune, storico nome di Capcom.

A legare i due è l’apertura manifestata nei confronti dell’ occidente;

Intervistato da 1Up, Mizuguchi dice: ” Dovrebbe esistere una legge che richieda alle compagnie di videogiochi giapponesi di  avere nel proprio staff un 30% di lavoratori di altre nazioni. (…) Dovremmo aprire le porte a sviluppatori non giapponesi.”

Read the full story

Posted in GamingCultureComments (0)

Il potere della pubblicità: spot televisivo di Halo ODST [video]


Halo ODST ci ha messo davvero poco a essere relegato nella mia personale scala di valore a un titolo che avrei guardato con una certa diffidenza: niente Master Chief, meno azione scriteriata e più tattica, il tutto nel solito universo narrativo che a me non piace particolarmente.
Ma, come spesso succede, il potere della pubblicità stamane mi ha colpito in piena faccia: ancora una volta Bungie e Microsoft confezionano uno spot altamente emozionale, sempre con gli attori veri, senza una briciola di gameplay del gioco. E la mia hype ha iniziato a crescere!

Come ormai tradizione quindi, abbiamo uno spot bellissimo, con una splendida colonna sonora e una grado di emotività e coinvolgimento dello spettatore davvero alto.
Io non avevo certo dimenticato i primi spot per l’uscita di Halo 3, di cui questo appena visto è il legittimo successore.
Ora, nonostante il fatto che su molte reti peer to peer il titolo sia già presente (così come la mano “bannatrice” di Microsoft per chi se lo fosse procurato abusivamente), non ci resta che aspettare il 22 settembre per dare un’occhiata concreta al gioco.

Posted in News, Video e TrailerComments (10)

Halo Wars diverte, ma il futuro degli RTS è un altro!


Mi riallaccio al mio post “Halo Wars il futuro degli RTS?” per parlarvi finalmente nel dettaglio delle mie impressioni su Halo Wars, un gioco uscito a febbraio ma che io, con tutta calma, recensisco solo ora. Perchè? Sinceramente volevo scrivere questo post il giorno che fossi arrivato primo nella ladder mondiale (ce l’avrei potuta fare tranquillamente…) così prendevo al volo l’occasione per darvi la buona notizia. In verità, arrivato al 220esimo posto su circa 150.000 giocatori è uscito Street Fighter 4 e il mio tempo videoludico si è dannatamente assottigliato.

Allora ho aspettato, sempre per cercare di non dare giudizi sbilanciati sulla produzione Ensemble Studios / Microsoft (esclusiva per Xbox 360) e il torneo di The Live Community (TLC, ve li dovreste ricordare per La Zona X, erano nostri partner) è caduto proprio a fagiolo. La mia vittoria a questo evento online, mi permette di  parlare nuovamente di questo gioco che è dannatamente intrigante, per un fanatico della strategia in tempo reale come me, ma purtroppo anche realizzato in maniera approssimativa per poter essere ricordato come un capostipite negli anni a venire.

Il mio primo posto, in verità, ha una doppia valenza. In primis mi ha permesso di giocare con molti altri italiani e comunque capire molte cose in più sul gioco, visto che contro gli stranieri non parlavo mai con nessuno di strategie e contromosse. E poi mi ha permesso di prendermi una rivincita personale molto gradita: al tempo del mio post sull’Arbiter, infatti, molti commenti di alcuni partecipanti allo stesso torneo che ho vinto, ebbero addirittura i toni di una “presa in giro” (bonaria, per carità, comunque vi voglio bene :) ) nei confronti di ciò che dicevo io sull’eroe Covenant (una delle due fazioni in gioco). Beh, ho giocato contro quello che reputo uno dei migliori giocatori italiani (probabilmente anche migliore di me, perchè almeno non usava l’Arbiter…) in finale, cioè Great Teacher e l’ho battuto 2 a 1 (unico match che ho perso, tra l’altro, in tutta la competizione) usando il suddetto eroe. Scelta che ho adottato per quasi tutto il torneo (ho giocato una partita col Profeta, di cui parleremo a breve), quasi a voler autodimostrare che non sbagliavo una virgola quando descrivevo questa unità come totalmente sbilanciata (troppo forte, in gergo si direbbe “imba”) nei match multiplayer di Halo Wars.

Apro una parentesi e ringrazio quindi comunque TheForce (l’admin di TLC dedicato al torneo) per l’ottimo lavoro svolto e tutti i giocatori contro cui ho giocato: tutta gente simpaticissima e cordialissima. E’ stato davvero un bel torneo! Ed ora è giunto il momento di esprimermi su Halo Wars, con questa nuova esperienza alle spalle.

Innanzitutto, il discorso fino a qui fatto e quello che sta per iniziare, non vale minimamente per chi vuole giusto divertirsi con un RTS per console: in questo caso il titolo Bungie è comunque fatto davvero bene. Graficamente, tecnicamente e soprattutto a livello di controlli. Credeteci o no, comandare uno strategico col pad, in questo modo, è comunque un piacere. Io non ho sentito la mancanza di mouse e tastiera. Promosso, quindi, per qualche 2vs2 in compagnia, ma non certo per un torneo nella televisione coreana…

Infatti per chi prende le sfide multiplayer con un po’ più di “serietà” e soprattutto per coloro che masticano già il linguaggio degli RTS online, il gioco purtroppo non può essere definito godibile, perchè totalmente sbilanciato in molte unità, alcune abilità e soprattutto nelle razze.

Quando ho scritto il post sull’Arbiter, infatti, non avevo capito che non era tanto quell’eroe a fare la differenza ma tutti gli eroi. Cosa voglio dire? Dovete sapere che in Halo Wars ci sono 2 fazioni: i Covenant e i CST (alieni e umani, niente di più banale…). La prima è dotata di un eroe mentra la seconda no, ha invece delle abilità (a pagamento). Nonostante io debba ammettere che comunque il gioco è anche più bilanciato di quel che credessi e ci sono modi per vincere anche contro Arbiter bravi , il problema fondamentale è la mobilità della razza Covenant confrontata con quella dei CST.

Tutti gli RTS, infatti, si basano sulla possibilità e sul controllo della mappa, non solo sulla velocità nel costruire le giuste truppe e i giusti upgrade. E’ chiaro che se io potessi “teletrasportare” sul campo di battaglia le mie unità nel punto dove avviene un attacco oppure dove io voglio attaccare, avrei un vantaggio enorme, incolmabile, direi. Ed è proprio quello che ogni giocatore Covenant può fare!

L’eroe, qualunque esso sia, è infatti come un “beacon” dove teletrasportare in ogni momento le proprie truppe. Si può quindi, per esempio, preparare delle truppe in casa (a sorpresa), non farle vedere al nemico (o addirittura produrle senza rilasciarle, possibilità che c’è in Halo Wars), portare l’eroe in prossimità della sua base, teletrasportarle tutte e poi attaccare, con o senza comandante. Allo stesso modo, inoltre, si può riportare l’eroe in casa (che da una bella mano, alle battaglie) al costo di 100 sole risorse se si viene attaccati.

Questo significa che, soprattutto a partita avanzata (quando si hanno più basi, dalle quali è sempre lecito fare questi giochini), il giocatore Covenant ha possibilità di movimento non paragonabili a quelle dei giocatori CST. Questo sbilancia la partita in maniera da rendere davvero innocuo anche il più abile dei giocatori, non lasciandogli grande scampo se si usano bene il proprio eroe e le proprie truppe.

Con questo voglio anche dire che, effettivamente, il mio post sull’Arbiter non è poi così corretto… era semplicemente il primo eroe che vedevo e imparavo a conoscere e quindi mi ha messo davvero paura con tutte le sue abilità… Lì per lì ho pensato fosse quello imba, invece praticamente era tutta la razza grazie ai suoi tre eroi. Trovo davvero ingiusto che si sia programmato un titolo in cui ad una razza non si danno le stesse possibilità dell’altra e, fidatevi, Halo Wars è così ed ha solo due razze.

Scusate per il post forse troppo tecnico e comunque molto lungo, mi rifarò domani con un video divertente. Notte a tutti. In apertura un Arbiter rush, uno dei pochi che ho trovato su Youtube, così anche voi potrete vincere facile :)

Posted in Esport e Netgaming, OpinioniComments (16)

Fallout 3 incontra Halo 3 [video divertente]


Ho sempre pensato che Halo 3 avesse bisogno di un po’ di Fallout 3.

Voi no? :)

In un video del genere si incontrano Bungie e Bethesda, senza gareggiare in una battaglia… ma anzi c’è una vera e propria alleanza tra i due videogiochi.

Posted in gamingfunComments (7)

Call Of Duty World at War: necessità o virtù? [recensione]


Mai avrei pensato di citare mio padre in uno dei miei interventi su ITG. Invece una delle sue frasi più ricorrenti, usate all’uscita di ogni nuovo remake al cinema ricolmo di effetti speciali è: “Ma c’è proprio la necessità di fare ’sta roba?”.

Questa secca domanda risuona nella mia testa da quando ho provato per la prima volta il nuovo CoD, World at War, e investe alcuni aspetti da non sottovalutare.

Il primo e più facile da ravvisare riguarda il ritorno alle tematiche e situazioni più familiari alla serie, cioè l’ormai stra-abusata Seconda Guerra Mondiale: conflitto fondamentale della storia recente senza dubbio, però osservato, scandagliato ed eviscerato da quasi tutte le inquadrature possibili, cui questo WaW aggiunge solo il fronte del Pacifico.
Lo fa di certo in modo accurato e in alcuni casi specifici (come le primissime missioni) anche esaltanti, tra imboscate e altri trucchetti usati dai giapponesi per difendere le loro posizioni, ma non può certo bastare a risollevare l’altra metà della campagna, quella russa, in cui si rivedono troppe situazioni di precedenti capitoli di CoD senza raggiungere mai, nemmeno in un caso, i picchi visti nel quarto (e fantastico) episodio. Questa volta potreste scegliere di avere qualche amico al fianco nella jungla, un’aggiunta di sicuro appeal sul pubblico che mi sembra molto azzeccata anche se personalmente non ne sentivo il bisogno.

Continuando il discorso sulla necessità di quest’uscita (che, lo ricordo, segue di 12 mesi il predecessore) c’è chi ha valutato positivamente l’aver preso ampio spunto da ciò che Infinity Ward aveva detto e fatto l’anno scorso: si può obiettare però che le uniche cose che davvero funzionano in World at War sono proprio quelle già introdotte. Tutto il multiplayer online era ottimo già in precedenza e aggiungere un paio di armi al roster classico (lanciafiamme in primis) è la prima cosa che ogni sviluppatore sano di mente fa quando si mette all’opera sul seguito di un fps. Togliere l’elicottero (bonus che è possibile chiamare al proprio fianco dopo la settima uccisione consecutiva) era obbligatorio data la diversa collocazione temporale del gioco, aggiungere i cani e il loro irritante modus operandi (in sostanza vagano per la mappa massacrando i soldati avversari) dà colore all’azione ma toglie un po’ di tattica, considerando che li si sguinzaglia e si resta a guardare la mattanza (possono essere uccisi ma hanno una durata temporale, quindi respawnano e ve li ritrovate davanti).

Ma queste sono considerazione strettamente personali di un giocatore “for fun”, l’ultimo aspetto è decisamente più oggettivo e riguarda la community dei giocatori. CoD ha una folta schiera di appassionati, oggi come oggi divisi su due titoli anzichè su uno solo: se sottovalutate questo punto riflettete su Bungie e Halo 3. Ebbene, uscito più o meno nello stesso periodo del 2007, ha goduto e gode tutt’ora di un supporto interamente dedicato, tanto che pur con qualche defaiance mensile, si assesta sempre al primo posto dei titoli più giocati su Xbox Live (questo stesso discorso non si può fare per PS3 perchè, Resistance a parte, manca un vero e proprio concorrente). Insomma, World at War vende perchè è tutto sommato un prodotto di qualità (anche se purtroppo pienamente inserito nel trend che vede giochi da multiplayer afflitti da intollerabili bug: la mappa Makin e il suo sasso-fortezza è solo un esempio, mi riferisco quantomeno alla versione Xbox360), vende perchè porta sulla scatola un nome importante e in ultimo vende perchè su molti giocatori esercita un fascino molto particolare, quello del “CounterStrike per principianti”.

L’ultimo Call of Duty ha assolutamente dei meriti obiettivi (è assolutamente un buon gioco, con un multiplayer da urlo), ma attenzione a dare al pubblico prodotti in massa tutti simili tra loro, perchè passare dalla continua richiesta al disgusto potrebbe essere una mossa repentina… dalle imprevedibili conseguenze.

Posted in PC, PS3, Recensioni, Xbox 360Comments (31)

Polls

Quale sarà il miglior sistema di Motion Control?

View Results

Loading ... Loading ...
Inside The Game on Facebook