Tag Archive | "call of duty 4"

Il primo vero film interattivo? [Recensione Uncharted 2 Il Covo dei Ladri


E’ possibile fare una domanda simile, secondo voi? Negli ultimi anni il mondo dei videogiochi è progredito immensamente ed ha assorbito, nel suo organico come industria, professionalità molto distinte da quella del semplice programmatore. Grazie ad una forza economica che nel mondo dell’entertainment, al momento, non ha eguali, sceneggiatori, montatori e scrittori ora lavorano per l’industria videoludica. Da Bioshock in poi, forse, i titoli tripla A che ci vengono presentati possono essere quasi sempre definiti film interattivi: penso a Gears of War 2, Call of Duty 4: Modern Warfare, Metal Gear Solid 4, Grand Theft Auto 4, ecc.

Eppure credo che il primo titolo a cui si può davvero guardare come un film interattivo, un film “giocato”, è Uncharted 2, il Covo dei Ladri, esclusiva PS3.

Questo proprio perchè il gioco si avvale innanzitutto della professionalità di artisti che non provengono dall’industria dei videogiochi: il compositore dietro alla colonna sonora, per esempio, scrive musica per la TV (la serie FireFly). Ma ciò è già successo in passato, Naughty Dog non sono certo i primi: se hai budget, fai ciò che vuoi.

Il punto chiave della mia affermazione precedente scaturisce invece da una riflessione su qualcosa che Uncharted 2 ha e gli altri titoli, fino ad ora, non mi hanno dimostrato di avere: ritmo. Il ritmo tipico dei film d’azione, non quello dei videogiochi; in questi ultimi, anche quando sono fatti molto bene, si passa la maggior parte del tempo a compiere le azioni per i quali sono stati studiati.

Mi spiego meglio: in Gears of War 2 il 90% del tempo si spara in terza persona. In Metal Gear Solid si guardano filmati (non mi saltate al collo fan di Kojima, è una battuta; ci saranno filmati “solo” per il 50% delle ore di gioco ;) ). In Call of Duty 4 si spara in prima persona e così via. Ovviamente Grand Theft Auto 4 è un’eccezione che però si ricongiunge al discorso estremizzando il suo concetto di “azioni per le quali è studiato”: GTA è semplicemente più vario dei titoli citati poco sopra ma per il 90% del tempo comunque corri sulle macchine + spari + divaghi (riconosco comunque che essendo un sandbox le mere “possibilità” date al giocatore nel titolo Rockstar sono molto superiori ai concorrenti, ma il punto del discorso non è la varietà, ma il “ritmo”).

Uncharted 2 comincia come se ci trovassimo di fronte ad un Tomb Raider con un protagonista senza tette, ma in una maniera così spettacolare da lasciare il segno. Nathan Drake sta cadendo in un precipizio mentre si trova attaccato con una mano ad un vagone del treno, sospeso in picchiata, in una regione innevata delle montagne della Mongolia. Il vento fischia (l’audio in 5.1 Dolby Surround è qualcosa di clamoroso), la neve continua a cadere: il nostro protagonista è ferito e per ogni appiglio su cui riesce ad aggrapparsi il treno fa un metro nella direzione sbagliata: il basso. Mentre cadono anche già macigni e altri pezzi del treno, con una semplicità di controllo studiata nei minimi dettagli, il giocatore riesce ad arrivare fino in superficie, dove le sorprese non saranno ancora finite ma Drake avrà un attimo per riposarsi e svenire, a causa delle numerose ferite.

Come è arrivato lì? Chi o cosa sta cercando? Perchè è a pezzi? Chi gli ha fatto questo? Queste le domande che frullano nella testa di un qualunque giocatore: la sceneggiatura ha colpito nel segno.

Le risposte le darà l’intera avventura, circa 10 ore in totale, facendo giocare parti di flashback della storia inizialmente inframezzate con il “reprise” della scena del treno. Ad un certo punto presente e passato si ricongiungono e contrariamente a quanto succede nei film girati in questo modo, siamo solo a metà delle imprese che porteranno Nathan Drake e le due belle co-protagoniste femminili a scoprire che fine hanno fatto le navi scomparse di Marco Polo e il loro equipaggio scomparso. Sono forse un indizio per scoprire la mitica città di Shambhala, un el dorado mitologico secondo la mitologia buddista, dove si nasconde un tesoro che potrebbe cambiare il corso della storia.

L’inizio del gioco ricorda le prime scene dell’ultimo Alone in The Dark recensito da me (AKirA), ma mentre il titolo Atari perde subito tensione a causa di un intreccio deludente e ad una pessima gestione della giocabilità, Uncharted 2 è una vera e propria cavalcata a cui mi sento di criticare solamente la parte finale, forse non troppo ispirata (come level desing e come trama, assolutamente fantastica a livello di “scenografia”) ma dalla quale difficilmente ci si riesce a staccare.

La continua, perfetta, alternanza tra fasi da shooter in terza persona con i ripari , filmati, parti di esplorazione ed enigmi e siparietti platform (fondamentalmente Marcus è un “Marcus Phoenix” con meno muscoli e quindi capace anche di saltare, dondolarsi dalle funi ecc) garantiscono un divertimento davvero bilanciato: bello da vedere, da ascoltare (dialoghi e doppiaggio compresi) e da giocare. Per questo mi sento di parlare del primo vero film interattivo, nonostante la strada sia sempre quella e non esista alcun tipo di scelta: il ritmo è quello di una pellicola, sorretto anche da una grande “regia”.

Si perchè un altro dettaglio che ho particolarmente apprezzato è la gestione della telecamera; spesso l’inquadratura cambia da “libera” (cioè gestita dal secondo stick analogico) ad “accompagnata”, come nelle vecchie avventure con telecamere fisse (es: Alone in The Dark, questa volta il primo episodio del 93, o Resident Evil), permettendo a chi ha diretto, è il caso di dirlo, il gioco una rappresentazione molto più cinematografica dell’azione. I momenti in cui succedono eventi scriptati, come il crollo totale del ponte su cui il protagonista si trova, sono così molto più nascosti e risultano sui sensi come un impatto notevole. Ripeto: proprio come nei film.

Per condire e concludere il mio personale punto di vista, qualche osservazione oggettiva: la grafica è clamorosa (il filmato qui sopra dovrebbe aiutarvi a valutare da voi), il sonoro altrettanto, la difficoltà è ben calibrata, la durata non è eccessivamente corta e nel “pacchetto” è compraso anche un multiplayer divetente.

Che altro dire? Che Sony ha veramente fatto un ottimo affare acquistando Naughty Dog e che finalmente la Playstation 3 mostra gli artigli con delle esclusive degne di convincere qualcuno all’acquisto della console.

Il voto è scontato, questo gioco è un capolavoro.

L’unica cosa da valutare è se, addirittura, questo sia secondo noi di Inside The Game il gioco dell’anno. Ancora io stesso non sono arrivato ad una conclusione ma, con la nostra classifica annuale (perchè devo giocare AC2 e Dragon Age Origins), ma vi prometto sveleremo come la pensiamo molto presto.

Posted in PS3, RecensioniComments (3)

E se Starcraft 2 fallisse? [Column]


Il mondo è cambiato. Quello del multiplayer online, anche. L’erosione di giocatori, costante e inarrestabile, ha ormai ridotto le community a sparuti gruppi di gioco. Molti generi, un tempo punte di diamante del netgaming, stanno letteralmente sparendo. Le console di ultima generazione sono troppo “avanti” e i giocatori l’hanno capito e si stanno spostando in massa: Call of Duty 4, ha molti più giocatori su Xbox Live che su PC, nonostante tornei ed eventi siano quasi esclusivamente giocati sulla storica piattaforma dotata di mouse e tastiera.

Gli RTS, d’altro canto, sono praticamente spariti; questo il quadro desolante, ma realistico, che raffigura una natura morta di giochi multiplayer senza giocatori, soprattutto in Italia. Ma non pensate che all’estero la situazione sia tanto migliore, anzi: se si escludono le due “isole felici”, Germania e Corea del Sud, le vendite di videogiochi per PC sono in costante diminuzione e rappresentano ormai una nicchia nel gigantesco mercato dell’industria videoludica.

E il netgaming ne soffre: i tornei sono sempre più rari anche passate le alpi e addirittura le Championship Gaming Series, una trasmissione televisiva statunitense dedicata alle sfide di videogiochi professionistiche, hanno chiuso i battenti. A parole, i manager delle società che orbitano intorno al business degli Sport Elettronici, hanno dichiarato che il settore esploderà nei prossimi due anni: eppure i fatti sembrerebbero dimostrare il contrario. In fondo un tale settore non esiste senza tornei, ma ovviamente non ci sono tornei senza giocatori e non ci sono giocatori senza il settore. Un cane che si sta distruggendo la coda.

Tuttavia, una luce alla fine del tunnel, c’è: l’accenderà prima o poi la mano di BlizzardEntertainment e il suo nome è Starcraft 2. L’attesissimo seguito dell’RTS, divenuto ufficialmente sport e trasformato in spettacolo mediatico in Corea del Sud, potrebbe sedersi a questo tavolo con un poker d’assi servito: un punto davvero impossibile da battere se ben giocato. Blizzard sta facendo crescere l’hype a dismisura e sta puntando in maniera evidente sugli aspetti multiplayer della produzione: gli stessi che hanno reso il primo Starcraft uno dei videogiochi più importanti del mondo a cui, ancora adesso, milioni di persone stanno giocando. Ad esempio, per testare Starcraft 2 sono stati chiamati i più importanti pro-gamer (giocatori professionisti) mondiali, coreani e non: Blizzard vuole uscire con un prodotto praticamente perfetto già dalla prima release, un gioco che coinvolga da subito gli utenti a giocare in multiplayer grazie al Blizzcast (un servizio di TV, in game, per vedere le partite) o alla nuova Battle.net, dove sarà possibile organizzare tornei con premi in denaro.

Ovviamente la risposta degli appassionati, per ora, è adorante: Starcraft 2 è atteso come la manna dal cielo, come la fine di tutte le sofferenze, come il titolo che può, a ragion veduta, far tornare la passione per il netgaming all’entusiasmo iniziale. Su internet è considerato l’unico modo per riunire e rinforzare tutte le community appassionate di strategia e non solo; se il supporto sarà rilevante, Starcraft 2 ha le carte in regola per rapire giocatori dagli altri campi “competitivi”: FPS, sportivi e, perché no, anche strappare dal “sonno” delle loro vite virtuali molti giocatori di MMORPG in giro per la rete.

Per molti questa non è una speranza, bensì una sicurezza: Starcraft 2, quando uscirà, sarà in grado di fare il miracolo della moltiplicazione dei giocatori. All’estero, dove la scena è molto più sviluppata, molti osservatori pensano addirittura che questo titolo possa portare il “competitive gaming” fino al livello coreano. Le aspettative per un videogioco non sono mai state così alte!

Legittimo a questo punto domandarsi: e se Blizzard avesse in mano un bluff e non un poker? E se il gioco dovesse rivelarsi poco più che buono a livello mondiale? E se le sue mirabolanti caratteristiche fossero comunque insufficienti per riportare migliaia di persone ai Lan party? In definitiva: e se Starcraft 2 dovesse fallire? Ovviamente per chi vi scrive questo scenario è alquanto improbabile: conoscendo Blizzard Entertainment, altrimenti detta, “noi-programmiamo-solo-capolavori-e-cambiamo-il-mondo-dei-videogiochi-ad-ogni-titolo-come-con-WOW”, credo sia lecito attendersi che le aspettative siano soddisfatte.

Ma soprattutto non penso che sia davvero importante un titolo, per far sbocciare gli sport elettronici in occidente: a mio avviso ci penseranno le console di nuova generazione, quando troveranno qualcuno disposto ad incanalare il loro enorme potenziale di pubblico. E se non sarà così, probabilmente il tempo darà una grossa mano al settore, aiutando la sinergia tra sviluppatori, sponsor, investitori e giocatori già in atto da anni.

Allo stesso modo però sono convinto che Starcraft 2 potrebbe essere l’Unico Anello per aiutarli tutti e nella luce farli risplendere. Una magia tecnologica degna di Gandalf che porterà una massa di nuovi giocatori e ricompatterà quelli esistenti, garantendo un ringiovanimento generale al settore. Speriamo  a questo punto che la magia non porti in grembo qualche “maledizione”; in fondo questi anelli magici, si sa, a volte funzionano male nonostante le garanzie.

Da Game Pro 19 di Febbraio 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete

Posted in Esport e Netgaming, OpinioniComments (7)

I diritti del videogiocatore [Kind Code/Demo Play/Super Guide Nintendo]


Scriveva Daniel Pennac in “Come un Romanzo“, che il lettore ha 10 diritti imprescrittibili:

1. Il diritto di non leggere
2 .Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire un libro
4. Il diritto di rileggere
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo
7. Il diritto di leggere ovunque
8. Il diritto di spizzicare
9. Il diritto di leggere a voce alta
10. Il diritto di tacere

Universalmente condivisibili (a meno che non siate degli incorruttibili professori di latino/greco..) vero?

Ora sostituite “leggere” con “giocare“, “pagine” con “livelli” e “libro” con “videogioco“.

Et voilà! I 10 diritti del videogiocatore!

Stranamente però, il secondo di questi non sembra godere della stessa universalità degli altri, almeno a giudicare dalle infinite discussioni e polemiche nate dopo l’annuncio del Kind Code/Demo Play/Super Guide da parte di Nintendo.

Pur non trattandosi di una novità assoluta (vedi ad esempio l’ultimo Alone in the Dark di Atari), mai nessuno prima aveva pensato seriamente d’includere sistematicamente la facoltà di saltare passaggi particolarmente ostici o interi livelli nei propri giochi.

La levata di scudi di hardcore gamers e giocatori di vecchia data, cresciuti a pane e Space Invaders, era prevedibile: impossibile non percepire, in una funzione che potrebbe permettere addirittura di guardare un gioco finirsi da solo, uno svilimento della propria passione per chi vede ogni videogame come una sfida e la difficoltà come un valore aggiunto.

E c’è anche chi, scandalizzato, la interpreta addirittura come un ulteriore e definitivo spostamento del target dei videogiochi verso gli utenti della domenica, quei casual gamers che sono diventati tormento, ossessione e spauracchio dei videogiocatori “veri”, senza capire che, in realtà, si tratta di un regalo fatto anche e soprattutto a loro.

Non starò qui a ripercorrere le tappe che hanno portato alla situazione attuale (l’uscita del Wii, la creazione di una fetta di pubblico completamente nuova, la divisione tra “casual gamers” e “hardcore gamers”… Avete presente, no?), ma è necessario prenderne atto: gli appassionati di videogiochi sono ormai solo una parte del pubblico a cui ogni titolo si rivolge, e non neanche la più grande.

La proporzione ce la danno i dati di vendita: senza andare a prendere titoli troppo “particolari” come WiiFit, basta guardare Mario Kart Wii, che ha venduto da solo quello che su Xbox360 hanno fatto insieme Halo 3 e Call of Duty 4: Modern Warfare, segno questo, che con i titoli giusti il videogame potrebbe tranquillamente sopravvivere di soli casuals. Ovvio che nessun produttore hardware o software sarebbe mai così folle da ignorare una situazione simile.

Mettiamo nel calderone anche un altro ingrediente: è il videogioco stesso ad essere cambiato.

Il fattore di sfida, cardine del videogame classico, si è “diluito” con l’ampliarsi delle capacità del medium, che evolvendosi ha dato i natali ad un numero sempre maggiore di titoli diversi in cui il focus viene spostato dalla mèra sopravvivenza all’esperienza in sè.

Giochi che basano il loro appeal sulla storia, sulla creatività, che lasciano al giocatore la possibilità di scegliere come e quanto impegnarsi, giochi che non necessariamente vogliono “divertire”.

E i videogiocatori, persino i più intransigenti, si sono adattati e accomodati in questa nuova concezione: quanti al giorno d’oggi terrebbero nel tray della propria console per più di 10 minuti un titolo dalla difficoltà spropositata come quella di cui all’epoca si facevano vanto Ghosts ‘n Goblins o Contra?

Quanti sopporterebbero di dover ricominciare da capo ogni volta che si muore per tre misere volte?

Ecco quindi che, per non far estinguere definitivamente tipologie di videogames maggiormente legate a questi concetti “classici”, diventa necessario renderli digeribili ai palati più diversi, che è proprio quello che il Kind Code si propone di fare: rendere i giochi hardcore avvicinabili da chiunque, così che abbia ancora senso, economicamente parlando, impegnarsi a produrli.

Perchè, parliamoci chiaro, se non si interviene in qualche modo per far sì che anche i giocatori occasionali possano approcciare ed appassionarsi a giochi meno “amichevoli” di Wii Sports, di titoli come Ninja Gaiden o Ikaruga siamo destinati a vederne sempre meno.

In realtà proprio con il sopracitato Mario Kart Wii, Nintendo aveva già fatto un primo passo per “ricongiungere” le due metà dell’universo videoludico, consentendo l’impiego contemporaneo da parte dei diversi giocatori di due modalità di controllo molto differenti, una estremamente user friendly, immediata e divertente (il WiiWheel) ed una più classica, dedicata a chi cerca la traiettoria perfetta per rosicchiare decimi ad ogni giro.

Il Demo Play, nel suo ruolo di opzione e in quanto tale utilizzabile o meno a discrezione del giocatore, è quindi in realtà soltanto il passo successivo di una evoluzione volta in primo luogo a fare in modo che tutti possano giocare tutto, e in secondo luogo a garantire che ognuno possa fruire nel modo a lui più congeniale di quanto acquistato nella sua interezza.

Il che significa che ciascuno, indipendentemente dalle proprie capacità, deve essere messo nella condizione di vedere tutto il gioco, ed eventualmente scegliere se e cosa giocare dello stesso.

E qui veniamo all’ultimo punto di questa piccola disamina.

La longevità è sicuramente uno dei fattori che i videogiocatori prendono in esame quando devono decidere se e cosa comprare; è però esperienza comune il fatto che proprio per garantire una certa “durata”, spesso gli sviluppatori tendano ad utilizzare mezzi poco simpatici che vanno dal backtracking alla ripetizione di determinate sequenze, fino a paradossali limitazioni nel sistema di salvataggio.

Queste forzature hanno spesso l’effetto opposto di frustrare il giocatore convincendolo infine ad abbandonare l’esperienza anzitempo.

Nonostante infatti in ogni videogamer risieda una certa dose di masochismo che lo spinge comunque a proseguire, forte dell’equazione “maggior sofferenza=maggior soddisfazione finale”, credo che ognuno di noi almeno una volta abbia sognato di poter saltare a pie’ pari determinate sequenze particolarmente ostiche o noiose (personalmente ricordo ancora con orrore la famigerata biblioteca di Halo), così come chiunque ha la sua mensola dei giochi da finire.

Per questo personalmente non riesco a vedere cosa ci sarebbe di tanto obbrobrioso nella facoltà di determinare autonomamente il limite fra divertimento e frustrazione, così da poter vedere la conclusione di tante trame lasciate in sospeso per manifesta incapacità mia o per imperizia di chi ha creato il gioco.

Forse, se non avesse parlato di libri ma di videogames, Pennac avrebbe aggiunto un ulteriore, undicesimo diritto: il diritto di finire un gioco.

Posted in Console, OpinioniComments (3)

Il campione italiano di Street Fighter 4, SFChampion, si racconta [intervista + video]


Ho intervistato SFChampion, il campione nazionale di Street Fighter 4. Colui che ha appena vinto il torneo ufficiale italiano, di cui avevamo parlato nel post Di Street Fighter 4, come giocare a tornei online e Daigo Umehara. Sarà lui a volare a Londra il 27 giugno per il torneo ufficiale europeo, il Capcom Official SFIV Tournament e a difendere i nostri colori.

Ovviamente io spero che la vittoria nel vecchio contenente vada a Nicola, spero che a trionfare sia proprio un nostro connazionale. O almeno spero che dia pesante filo da torcere a tutti i suoi avversari. E’ davvero tanto che il tricolore non svetta su un podio di qualche torneo europeo; ancora di più se si pensa alle sole discipline individuali.

Ma ora meglio lasciarvi alle parole rilasciatemi da Champiuon, campione di nome e di fatto. Altra speranza che Capcom di questi tornei ne tenga almeno 2 l’anno, sono essenziali per far crescere una community come quella di Street Fighter 4 che mi sembra molto promettente. Colgo infatti l’occasione per fare il mio più sincero in bocca al lupo a tutti i ragazzi che stanno provando a giocare, in maniera competitiva, a questo splendido gioco (anche io ho un Blanka niente male… ;) ). Sono sempre di più e possono rappresentare un motore per il netgaming nostrano.

Keep on playing!

AKirA@InsideTheGame: Ciao SFChampion, sei appena stato incoronato “champion” di SF4 in italia. Sei il primo vincitore dei tornei ufficiali Capcom. Ti sei qualificato tramite i GP su Xbox Live. In classifica eri primo. Quanti altri “lottatori virtuali” erano presenti? Presentati anche ai lettori di Inside The Game.

SFChampion: Eravamo in 30 presi tra i migliori di Xbox Live +2 player aggiuntivi che per entrare avevano disputato la settimana precedente un torneo a Milano organizzato da Arcade Extreme e ufficializzato da Halifax e Capcom. A questo evento, ovviamente, nessuno della top 30 si poteva iscrivere. Se ne è parlato anche su www.streetfighter4.it. Riguardo alla presentazione: mi chiamo Nicola Matteuzzi, sono di Bologna ed ho 31 anni.

AKirA@InsideTheGame: Mi ha colpito la tua età, hai 31 anni, come il sottoscritto. Sai che nel “netgaming” classico l’età media, soprattutto dei giocatori davvero forti, è molto più bassa? Parlo di giochi come Starcraft o Call of Duty 4, su PC. Tu dimostri invece che il giocatore più invecchia e più acquisisce esperienza. Da quanto è che giochi competitivamente ai picchiaduro 2D. Avevi già vinto altre competizioni? E soprattutto, pensi che l’età influenzi i tuoi risultati?

SFChampion: Sono almeno 16 anni che gioco ai picchiaduro, ho sempre avuto la fortuna di trovare tantissime persone estremamente brave e con la mia medesima passione che mi hanno fatto praticamente da insegnanti. Ogni volta che combatto, e faccio al mio avversario qualcosa che facevano loro a me, mi sembra che giochino al mio fianco in quel momento… non sto scherzando è davvero una strana sensazione… :)
Comunque si, l’esperienza conta eccome. Di tornei ne ho vinti svariati: circa 3/4 tornei a Street Fighter Zero 2 e zero 3, altri 3 tornei a 3rd strike 2 Street Fighter Ex,uno di Soul Calibur 1, uno online di SC4, molti online di SF4. Riguardo all’età, di sicuro i piu’ “giovani” a mio avviso hanno riflessi da paura :) Per fortuna l’esperienza gioca un fattore estremamente importante in questo campo e si puo’ utilizzare il mind gaming la’ dove la manualita’ è inferiore. Senza contare che Blanka ha bisogno di un mind gaming estremo per vincere contro certi personaggi.

AKirA@InsideTheGame: Sei arrivato come uomo da battere al torneo, come primo della classifica ufficiale su Xbox Live. Sei decimo nel mondo in questa classifica, l’ultima volta che ho controllato. Voglio chiederti una cosa, il livello degli italiani, come lo giudichi, da lassù, anche dopo questo torneo?

SFChampion: Sicuramente tutti, io compreso, abbiamo ancora molto da imparare. Fortunatamente grazie anche ad una buona pubblicita’ sempre piu’ gente si sta interessando a SF4 e questo porta ad avere sempre piu’ persone competitive. Putroppo penso che non siamo ancora a livelli davvero alti come negli altri paesi, ma per quello che ci è offerto qui’ in Italia, credo di poter dire che non c’è davvero niente male. Conosco molti italiani fortissimi che possono tranquillamente giocarsela alle pari con me, se non meglio, in quanto molto piu’ tecnici

AKirA@InsideTheGame: Ora andrai a giocartela agli europei di Londra, ufficiali Capcom. Hai vinto viaggio, vitto e alloggio, più una giacca molto coatta (eheh… a SFChampion verrà consegnata una giacca da moto con su scritto “Italian Street Fighter Champion” o qualcosa del genere). Ti stai preparabndo all’evento? Pensi di avere buone possibilità di piazzarti? Cosa si vincerà a Londra?

SFChampion: Il premio per gli europei sarà un motorino Yamaha. Guardando un po i ragazzi che sono passati negli altri paesi posso affermare che sono molto motlo forti. Due di loro li “conosco” gia’ perchè abbiamo giocato spesso in live,e spesso ho preso delle belle batoste. Temo soprattutto quello che mi usera’ contro Balrog……creato veramente contro Blanka. Sto riflettendo in questi giorni su quale tecnica sia migliore per affrontarlo almeno ad armi pari. Quello che è sicuro è che non sara’ una passeggiata. Sarà una sfida davvero tosta.

AKirA@InsideTheGame: Beh ovviamente io ti auguro un in bocca al lupo grosso così e farò il tifo per te. A proposito quando sarai a londra? Tornando a noi, potresti parlarmi dell’organizzazione del torneo italiano? Come è andata? Sia online (come siete stati contattati, vi hanno pagato la trasferta ecc) sia nella location…?

SFChampion: a Londra andro’ il 27 giugno ed il torneo si terra’ il giorno stesso.Riguardo all’evento italiano… bisognava iscriversi online al sito creato apposta da Capcom. Vi era un tempo di circa 1 mese per accumulare piu’ punti grado possibili; alla fine del mese Halifax, tramite segnalazione di Capcom, contattava i 30 migliori giocatori. Se qualcuno avesse rinunciato, sarebbe passato al 31° e cosi’ via. Purtroppo no. La trasferta non era pagata, ed alcuni ragazzi hanno fatto anche più di 100 KM per essere li. La location era un un hotel di lusso a Milano.Ci è stato offerto un buffet, abbiamo firmato di persona il regolamento che gia’ avevamo letto online, abbiamo estratto i biglietti per i gironi poi ci hanno diviso in 8 gironi da 4 persone. Passava solamente il 1° di girone. I finalisti facevano quarti, semifinali e finale al meglio delle tre partite mentre nei gironi gli incontri erano a partita secca: il primo che perdeva due round perdeva la partita. La cosa è dispiaciuta a molti, in quanto in circa un oretta 3/4 dei ragazzi erano gia’ eliminati. Nelle fasi finali, grazie al BO3, la cosa era un po piu’ rilassante e si poteva studiare molto meglio il proprio avversario. Il posto era molto bello, una sala riunioni dell albergo attrezzata molto bene con 3 postazioni in contemporanea. I comandi si potevano portare da casa, altrimenti ti fornivano un gamepad classico.Una cosa che ho apprezzato davvero tanto sono stati i tavoli su cui poter appoggiare gli stick; negli altri tornei ci toccava sempre appoggiarlo sulle gambe ed era davvero ostico fare certe cose. Una parentesi negativa è stata che ad un certo momento l’organizzazione ha cercato di spostare 4 ragazzi da un girone all altro con la scusa che secondo loro erano treste di serie, perchè 3 erano arrivati ai primi posti nel torneo di videogamesparty, mentre il 4° era uno che sapevano bravo quindi pure lui doveva essere spostato O_O Ovviamente alcune persone non ci sono state e tutto è tornato com’era.Tranne questo piccolo intoppo direi che è andato davvero tutto ok!

AKirA@InsideTheGame: Ti voglio fare una domanda tecnica su Street Fighter 4, visto che mi sembri una delle persone più titolate, per rispondere. Hai vinto con Blanka, in finale contro un Chun Li. Due personaggi che non spopolano online ma che possono sicuramente rendere al meglio se usati dai giusti giocatori. Com’è la situazione globale? Trovi che il gioco sia bilanciato? Io personalmente adoro questo titolo e credo che tutti o quasi i perosnaggi siano giocabili a livelli competitivi (forse Dan no…). Tu che dici? C’è qualche imba?

SFChampion: Putroppo col cuore in mano devo dire che il gioco non è perfettamente bilanciato
in quanto Sagat risulta essere davvero spropositato come potenza, danno, energia, Stun, combo ecc…. Posso addirittura affermare che dia un vantaggio di un buon 20% a chi lo usa a prescindere dal match up. Tralasciando questo omino davvero sgravato direi che gli altri se la giocano molto bene. Come dicevi tu anche personaggi low tier come Cammy e Sakura ne ho visti davvero di fortissimi online.Di Dan effettivametne un po’ meno ^_^
A mio avviso sarebbe da fare una bella patch per rendere piu’ onesto il buon guercio….ne gioverebbe sicuramente. Pure l’introduzione del focus attack mi piace molto, anche se devo dire che apprezzo molto di piu’ il parry system del 3rd strike, lo SF che considero ancora al TOP tra tutti quelli competitivi.

AKirA@InsideTheGame: Bene Nicola, io ti ringrazio del tuo tempo e ti lascio questo spazio per i tuoi “shoot outs”, i tuoi saluti. Ancora in bocca al lupo per Londra!

SFChampion: Beh sicuramente i ringraziamenti piu’ sentiti vanno al mio amico Alessandro del forum di retrogaminghistory.com il quale ha sempre, comunque e contro ogni aspettativa, creduto in mè! Mi ha anche accompagnato di persona al torneo ufficiale solo per fare da spettatore e vedere le mie partite……amici come lui sono rari! Inoltre un rigraziamento particolare a tutti coloro che anche non essendo personalmente li’ al torneo, hanno comunque tifato per me! Grazie di cuore a tutti! Spero di non deludervi al campionato europeo! A proposito, crepi il lupo… mangiato da un uomo-scimmia verde!

Nel video di apertura, una sorpresa per Champion: una sua partita con la mia telecronaca ;) Una partita in cui il nostro vince uno dei tornei online di Street Fighter 4 Championship Mode contro un Ken, Vegita30, che spero non si offenda se non gli ho chiesto un parere :)

Comunque sia Enjoy :) Blanka vs Ken da paura!

Per i video delle finali italiane invece, c’è questo post sul forum di Arcade Extreme.it. I video sono stati girati dagli stessi giocatori e poi uploadati su Youtube. Se non ci fossero gli utenti, come faremmo ;) Grazie!

Posted in Esport e Netgaming, Events, Multiplayer, OpinioniComments (13)

E’ tanto che non andate ad una LAN signori? C’è la Dema-Zone!


Che sballo… (non dovuto a droghe, purtroppo ;) ).

Sempre chiusi in un ufficio a sognare giorni migliori, prati verdi e spiagge afose.

Vorrei smetterla con questa mezza vita, con questo tempo che mi viene rubato dal mio impiego o dai miei obblighi. Vorrei fare come mi pare, per qualche giorno almeno, per qualche istante. Basterebbe un viaggio, una vacanza? In coda per prendere l’aereo, in coda per prendere da mangiare, in coda per vedere un museo… no, non mi basta. Allora una giornata a dormire su un prato, beh questo già va meglio, ma non mi farebbe dimenticare i miei guai.

Voglio un posto e un tempo che diventi magico, che si trasformi e che mi trasformi, da angelo a demone, o il contrario, se vi va. Desidero condividere con altri quest’esperienza di totale divertimento e totale assorbimento. Voglio tornare che mi sembra ancora di non essere partito. Una brutta sensazione, lo so, ma vorrebbe dire che il tempo mi è letteralmente volato.

Allora, di cosa ho bisogno secondo voi?

Di un LAN Party, ovvio!

Una 3 giorni di videogame, partite e tornei, nuda e cruda: h 24. Per fraggare gente, gonfiare reti, strillare in un microfono tutta la mia rabbia/gioia per una sconfitta/vittoria.

Ma in questo paese distrutto dall’individualismo ci hanno tolto anche le LAN. Non ce ne sono più. Una volta c’era NGILAN; cazzo quanti ricordi. Ho partecipato a tutte le edizioni. NGILAN 2002, 2003, 2004,  2005 e 2006. In una sola occasione ho racconato con un video quello che ho visto. L’autodromo di Monza pieno di appassionati di Counterstrike, Starcraft, Warcraft, Warhammer 40000 Dawn of War, Call of Duty che si davano battaglia nel segno della sfida, quella sana, quella sportiva.

Ragazzi semplici, persone a modo, che in un modo o nell’altro non dimentecherò mai. Avversari prima di tutto, ma amici subito dopo, con cui ho condiviso momenti bellissimi. Questo video racconta proprio NGI LAN 2005 ed è ormai un ricordo sbiadito di 4 anni fa, perchè questo evento non c’è più, non c’è più dal 2006.

Ma quest’anno è andata anche peggio. Ci hanno levato anche la Pro LAN, rimandata a data da destinarsi…

Siamo stati ufficialmente abbandonati, noi netgamers, la nostra vita rimarrà dove è, ancorata ad una sedia con la pelle illuminata dal chiarore di un monitor… con in torno nessuno con cui giocare. Nelle cuffie un teamspeak pieno, negli occhi solo e assolutamente la nostra immagine riflessa nello schermo spento.

Vi ho messo tristezza? Avrei dovuto farlo. Perchè se quest’anno fosse stato senza LAN, effettivamente, sarei stato molto triste anche io. Ma questo post è qui per dire tutto il contrario, invece, sarà un anno pieno di LAN ragazzi, ve lo prometto! E mantengo subito quanto scritto dando spazio alla prima edizione della Dema Zone LAN, organizzata appunto dallo shop Dema Zone. Qui sotto troverete il “flyer” (posso chiamarlo tale) con le varie informazioni, reperibili anche sul sito ufficiale.

Vi do appuntamento a Monteviglio, 23 e 24 Maggio 09, ci saranno 20.000€ in premi da vincere.

Pronti ad entrare nuovamente nell’arena? Pro Evolution Soccer, Call of Duty 4 e RFactor. Il tutto organizzato anche dai ragazzi di ESM, Esport Magazine, una rivista online di Sport Elettronici.

Dema Zone

Posted in EventsComments (7)

…Championship Mode DLC, un video divertente e una recensione sul multiplayer di Street Fighter 4 (2/2)


Ho da poco parlato della crisi del netgaming mondiale ma sarò costretto a ricredermi se Street Fighter 4 non mi delude e gli attori che recitano sul palcoscenico dell’e-sport riescono a non sprecare il suo enorme potenziale.

Come avrete capito il multiplayer online del picchiaduro Capcom mi sta piacendo tantissimo e mi sono ritrovato a credere talmente tanto in una sua diffusione davvero rilevante che ormai non penso ad altro ;)

Capisco bene che a non tutti piacciono i giochi di botte e molti netgamers considerano troppo “semplice” questo tipo di titoli. A mio avviso, invece, si sbagliano: Street Fighter 4, 1 contro 1, è uno dei più difficili esercizi di concentrazione che ci sia in giro. Per 4 minuti bisogna rimanere costantemente allineati con il gioco! Ogni momento utilizzato per divagare o fare una mossa sterile e non ponderata verrà punito dall’avversario. Insomma difficile ma bellissimo: sentire il proprio cervello pulsare pensando alla mossa giusta da fare al momento giusto per contrastare l’iniziativa dell’avversario è gratificante. Inoltre in questo gioco non si finisce mai di imparare, si può sempre giocare in modi diversi ed è evidente la spettacolarità di alcune azioni. In pratica ha tutte le caratteristiche che hanno reso Starcraft o Counterstrike delle pietre miliari in ambito multiplayer.

Ma non serve solo l’oggettiva qualità dei meccanismi che animano l’online, le sfide e i tornei a fare di un titolo un classico e un possibile appiglio per diffondere la passione per il netgaming e gli sport elettronici. Serve molto di più da parte dei programmatori che lo hanno sviluppato: un ottimo supporto e soprattutto un modo semplice per far crescere qualitativamente la community che gioca. Questo Street Fighter 4 non lo aveva… fino ad oggi.

Il 24 Aprile esce infatti il Championship Mode, tra l’altro gratuito, che aggiunge una feature talmente importante e banale da stupirmi che non fosse stata inclusa inizialmente: i replay! Questo DLC infatti non solo permetterà di partecipare a tornei con vari livelli di difficoltà e divertirsi anche ricercando una competizione più alta di quella “amatoriale” data dai punti ranked. Aggiunge anche la possibilità di registrare e rivedere le partite, caratteristica senza la quale un gioco multiplayer è impossibilitato a fare il salto di qualità. Se Halo 3, su console, è così importante ad anni dall’uscita, lo deve anche al fatto di poter condividere con altri player un’intera partita che la console registra addirittura automaticamente.

Inoltre per Street Fighter 4 i replay sono ancora più importanti perchè è attualmente l’unico gioco in cui una partita “professionistica” duri talmente poco da poter essere caricata su Youtube (che ha un limite massimo di 10 minuti a video) e sui portali di video sharing. Per continuare a fare proseliti e nuovi appassionati di netgaming, infatti, c’è bisogno che la gente veda, ad esempio, quanto è spettacolare una partita di Call of Duty 4 in S&D (cerca e distruggi) tra due clan forti o una partita tra due progamer (per chi non lo sapesse significa professional gamer, cioè giocatori professionisti) di Starcraft.

Ma non è finita qui. Le partite di Street Fighter hanno anche un altro pregio oltre a quello di essere corte: reggono. Da spettatore qualunque, non appassionato a nulla che riguardi gaming, competizioni e addirittura videogiochi; vedersi 3 minuti di partita di Street Fighter 4 è comunque divertente perchè quasi “comprensibile”. Ci sono due che si menano, hanno due barre di energia, ogni colpo leva un po’ di vita all’altro e ci sono super mosse piene di colori, luci e suoni. Un assist, vero e proprio, per una telecronaca fatta bene che non deve far altro che trasmettere emozione e spiegare qualche cosetta per creare un contenuto video davvero rispettabile che secondo me non sfigurerebbe neanche in televisione e non solo su internet.

Ok, ho finito. Direi che di carne al fuoco per un bel dibattito ce ne è tanta. Ora passiamo alle cose serie, cioè a divertirsi. Ho trovato questi video che definire FANTASTICI è poco. Infatti non sono fatti da un utente ma dal famoso portale Collegehumor, visto che tra effetti speciali e attori comunque “credibili” qualche soldo è stato speso. Si tratta di una mini serie chiamata Street Fighter: The Later Years, embeddato in cima al post avete la prima parte, che parla di “che fine hanno fatto” i personaggi divenuti celebri in tutto il mondo diciassette anni fa con Street Fighter 2 e poi “spolpati” dal film, dai vari seguiti apocrifi e da tutta una serie di commercializzazioni.

Delirante e soprattutto da morire dalle risate. Vedere Zangief che spazza il pavimento di una sala giochi non ha prezzo, se non quello di ringraziare il solito, utilissimo, viewtifulmee per la segnalazione.  Tra l’altro, fortunatamente, questi video sono stati tradotti da “BBF” e caricati sul canale youtube di “ragazzomucca con i sottotitoli. Visto che oggi mi sento particolarmente in giornata vi posto qui sotto tutti i link a tutti gli episodi / puntate sottotitolate in italiano.

Fatevi una cultura… e soprattutto quattro risate… vogliamo parlare della fine che ha fatto Ryu? :)

Street Fighter: The Later Years – part 1 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 2 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 3 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 4 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 5 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 6 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 7 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 8 (sub ITA by BBF)

Street Fighter: The Later Years – part 9 (sub ITA by BBF) 

Posted in Console, Esport e Netgaming, OpinioniComments (7)

Popolo del Joystick o popolo del Frag?


 Popolo del Frag

Non tutti i videogiocatori sono uguali. E non mi riferisco solo alla differenza che intercorre tra il giocatore della domenica e il teorico del videogame. Esistono infatti due modi diversissimi di dedicare la maggior parte del proprio tempo libero ai videogiochi; una frase del genere, fino a dieci anni fa, avrebbe significato esclusivamente provare molti titoli diversi, cercando di finire quelli appassionanti. Con l’avvento di internet e con la proliferazione del netgaming non è più così. La competizione, in molti giocatori, ha preso il sopravvento e molti atteggiamenti codificati dell’homo ludens non sono più gli stessi.

E’ possibile giocare per anni esclusivamente allo stesso titolo, pur di diventare più forti dei propri avversari: lo scopo è raggiungere la vetta della community. Il tetto del proprio mondo. Non è poco, per chi è stato rapito dai videogiochi online come Counterstrike, e le soddisfazioni indescrivibili nel vincere un torneo funzionano da giusta ricompensa. Ecco perché il netgaming  somiglia molto di più all’allenarsi in uno sport che al fruire di un’opera videoludica in maniera classica, divertendosi con l’interazione oppure con la trama. Ecco perché i più importanti videogiochi multiplayer del mondo, quelli in cui la competizione è diventata globale, prendono il nome di Sport Elettronici. Chi li pratica è addirittura definito un cyber-atleta, termine che evidentemente non identifica un terminator mentre corre i cento metri.

Anch’io sono stato un netgamer: personalmente ho passato circa tre anni della mia vita giocando solo a Starcraft, senza mai “spezzare” il ritmo di allenamento con un nuovo episodio di Zelda o l’ultima avventura di Solid Snake. Dal mio ingresso nell’arena di Battle.net sono esistiti solo Terran, Zerg e Protoss: mi ero volutamente dimenticato che vestire una tunica verde regalasse emozioni indescrivibili.  Il risultato da raggiungere è il frag, la vittoria; io l’ho inseguita anni fa, e quelli come me continuano ora sulla stessa strada. La sfida, quando è sana, rappresenta il divertimento.

Da questa consapevolezza  nasce una riflessione: il “Popolo del Joystick”, come l’ha definito J. C. Herz nell’omonimo libro (Feltrinelli, €18,08), non è un’unica nazione o almeno non è così unita come l’autrice la dipinge. Esiste anche il “Popolo del Frag”; e sebbene in Starcraft, in verità, non ci fosse nessuno da fraggare, anche io sento di appartenervi. Ci sono precisi ed evidenti indicatori che lo dimostrano. Ve ne riporto alcuni.

I netgamers hanno un comportamento spesso non inquadrabile nello stereotipo dell’hardcore gamer medio. Mentre quest’ultimo compra almeno un videogioco al mese, un netgamer compra solo l’episodio successivo del titolo a cui sta giocando. Da un acquisto all’altro, quindi, potrebbero passare anni. Inoltre il computer di un appassionato di videogiochi ha una forma riconoscibile, quello di un netgamer sembra un’astronave ed è pieno di costosissimi orpelli. Le cuffie devono permettere di ascoltare ogni minimo passo del nemico, la tastiera deve garantire precisione e affidabilità; il PC stesso deve mantenere costante il numero di frame per secondo. Inoltre, appena esce un nuovo mouse che può far migliorare anche di un centesimo le prestazioni nell’arena virtuale, il netgamer non può fare a meno di acquistarlo.

Ecco spiegato perché ad investire nel fenomeno, sponsorizzando i circuiti torneistici internazionali più prestigiosi, sono i produttori di hardware piuttosto che quelli di software.

Questo per quanto riguarda il mondo del netgaming su computer; ma anche su console i netgamer sono perfettamente riconoscibili: alcuni giocatori di Call Of Duty 4 sul Live non hanno neanche un punto obiettivo (pazzi… verranno sicuramente puniti dal santo protettore degli achievement: Ualone!). Quelli sono di sicuro dei cyber-atleti: hanno comprato una copia del capolavoro Activision solamente per sfidarsi online, senza interessarsi minimamente al fantastico prodotto che si ritrovano nel vano della console. Un classico comportamento di chi ama il multiplayer: Cafone ad esempio, uno dei più grandi giocatori di Warcraft III mai esistiti in Italia, probabilmente non ha mai nemmeno provato la modalità giocatore singolo nella sua specialità. Come già detto, infatti, per un netgamer conta solo il punteggio a fine mappa: deve essere maggiore di quello dei propri amici.

L’aspetto sociale, quindi, è l’altra differenza fondamentale nell’approccio con il videogioco. Molti netgamer non ne avevano mai visto uno fino a che qualcuno non li ha “iniziati” a World of Warcraft o similia. Online hanno trovato connessi gli amici della vita reale, insieme a nuove persone da scoprire: per questo si sono appassionati e innamorati dei mondi virtuali. Il netgamer medio infatti non viene attratto da un videogioco grazie a un trailer ben riuscito o ad una bella pubblicità: il meccanismo di coinvolgimento è totalmente virale. I nuovi giocatori vengono convinti da qualche amico a iniziare una carriera su internet; in fondo chiunque si annoierebbe presto senza uno sparring partner da prendere in giro e con cui migliorarsi.

Ripensando a queste ultime righe mi viene in mente che ciò che più mi ha attratto nei miei anni di netgaming non è stato vincere: piuttosto imparare sempre qualcosa dagli avversari che ho avuto, dagli amici con cui ho condiviso le mie partite.

Senza di loro, anche il trionfo più importante non avrebbe significato nulla.

Da Game Pro 13 di Giugno 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete

Posted in Esport e Netgaming, GamingCulture, OpinioniComments (8)

Bollettino da Lucca: maltempo e divertimento


 lucca

Piove, governo ladro.

Piove sulla fiera di settore (fumetti) più importante d’Europa, piove sulle decine di migliaia di persone che sono intervenute al Lucca Comics & Games. Piove, ma ci si diverte, tanto, perchè la fiera quest’anno se possibile è ulteriormente migliorata.

Il padiglione Games, ad esempio, non è più caotico come quello dell’anno scorso, ma anzi sembra avere un organizzazione degli spazi. I videogiochi sono raggruppati nella loro area e gli stand proposti sono davvero di ottimo livello e molto spettacolari. Si possono provare le ultime novità del settore, oppure esibirsi su un palco ad un videogioco musicale. Ovviamente, se ci sono io ;) , non mancano i tornei: sia su console che, ovviamente, su PC, c’è molto carne al barbecue di chi ama la competizione.

Personalmente sono seduto ad un tavolo dello stand “Intel ESL Arena” (ovviamente tutto organizzato da Progaming Italia) dove, rigorosamente su PC, si gioca tantissimo. Solo a titoli Blizzard, visto che l’evento accoglie la presentazione ufficiale italiana di The Wrath of The Lich King (che ho potuto vedere in anteprima grazie ai due ragazzi di Blizzard venuti addirittura dalla Norvegia e dalla Spagna per far giocare chiunque, una mezz’ora, alla nuova espansione di WOW) anche se nel pomeriggio di oggi e di domani, invece, ci sarà la possibilità di vedere in azione i campioni della serie A italiana dei videogiochi, cioè la ESL Pro Series, con l’Intel Friday Night Game powered by Asus. Veceremo quindi un triangolare di Call of Duty 4 e domani sul palco saliranno tre squadre di Pro Evolution Soccer 2009.

Tornando a Blizzard e a World Of Warcraft, stiamo organizzando una piacevole iniziativa chiamata Level Contest: si parte tutti dal primo livello e in venti minuti, senza poter interferire uno con l’altro, si deve fare più esperienza degli avversari. Molto divertente, il pubblico sta apprezzando molto. Ma sono sicuro che molti di voi staranno leggendo queste righe nella speranza di carpire qualche informazione su The Wrath of The Lich King. Purtroppo non sono la persona più adatta a parlarne, visto che sono davvero digiuno di WoW. So solo che, chiedendo ai giocatori che lo stanno provando, l’entusiasmo è alle stelle.

La mia preoccupazione più grande, invece, è stato stressare per ore i ragazzi Blizzard chiedendogli, anche in ginocchio, di farmi vedere Starcraft 2. Avevano una beta chiusa al pubblico, cioè quella interna di chi sta lavorando sul gioco. Purtroppo non c’è stato verso: non ho messo le mie manine sulla “manna dal cielo” in campo videoludico, almeno secondo chi vi scrive. Mi hanno ovviamente detto che è una figata e sono anche riuscito ad estorcere le informazioni riguardanti la possibilità, ipotizzata negli scorsi “rumor”, della necessità di pagare per giocare. Mi hanno praticamente assicurato che non sarà così. Ci saranno servizi a pagamento, magari, qualcosa di aggiuntivo, ma non sarà neessario pagare Blizzard per sfidarsi nel seguito del videogioco che ha cambiato il mondo. Questa almeno è una buona notizia.

Per tutti i lettori del blog che in questi due giorni passassero a trovarmi: fatevi riconoscere!

Posted in EventsComments (11)

La mia più bella telecronaca


Lo zoccolo duro di fan di questo blog è fatto di netgamers. Io lo so, non vi preoccupate, e nonostante non parli spesso di ciò che succede nel mondo del netgaming italiano e mondiale in questi lidi, rimango comunque l’alfiere del multiplayer: sempre pronto a battermi per ottenere più spazio in manifestazioni, convegni, fiere, trasmissioni, video.

Battersi per il netgaming è la mia missione. L’ho sempre fatto e continuerò a farlo, perchè la passione non morirà mai, sono convinto. Nonostante questo ho dei periodi di single player molto intensi (come quello odierno) e ovviamente vi riporto i miei pensieri come mi vengono. Anche e soprattutto perchè questo blog è la mia valvola di sfogo, per certi versi, e siccome di netgaming parlo spesso nelle riviste per cui scrivo (Giochi per il mio Computer e Game Pro), qui mi piace scrivere ciò che penso dei videogiochi tout court. Ma non dimenticherò mai da dove vengo, non dimenticherò mai che ci sono migliaia di netgamer italiani intrappolati in una nicchia che pochi vogliono aiutare ad ampliare. Io sono uno di quei pochi e quindi, eccomi qui, oggi parlo di netgaming.

Lo faccio proponendovi un reperto “storico” o quasi, per cui devo ringraziare Fragbite, un non meglio precisato sito di una non meglio precisata nazione (credo la Svezia). C’era infatti qualcuno di questo portale a maneggare la telecamera che ha ripreso la mia più bella telecronaca di tutti i tempi.

World Cyber Games, edizione 2006, Monza. Olimpiadi dei videogiochi! Mi ero qualificato per Dawn of War come primo italiano (non è stato difficile, visto che al torneo di eliminazione ci siamo presentati in tre!); dovevo avere un posto in nazionale ma vi rinunciai. Potevo dimostare al mondo che ancora valevo qualcosa come player (nel 2005 sono stato primo della ladder mondiale di Dawn of War, anche se per un breve periodo di tempo), ma piuttosto che coprirmi di ridicolo (non valgo più nulla come player ad alti livelli da molto tempo… e probabilmente non sono mai stato un granchè) ho preferito prendere al volo una chance che non si sarebbe ripetuta. Essere la voce ufficiale italiana di quei World Cyber Games, insieme ad un pool di telecronisti proposti da me e da NGI. Nobsyde, Marauder e Yoyo.

Durante tutto il torneo io sono sempre stato scelto per commentare le partite sul “main stage”, il palco più grande. Grazie alla mia conoscenza di Starcraft, Warcraft III e Counter-Strike ho potuto imprimere nelle orecchie di tutti i presenti le mie emozioni, mentre sul mio schermino scorrevano partite divenute poi storiche come IloveoOv vs  JulyZerg oppure Gostop vs Sky. Ma la partita più bella che ho visto è stata la finale di Counter-Strike tra NiP e Team Pentagram. Svezia contro Polonia.

Una finale al cardiopalma, giocata al meglio delle tre mappe: i polacchi erano strafavoriti. Eppure i NiP riuscirono ad opporre resistenza e a giocarsi tutto sul match singolo, dopo l’1 a 1 su de_nuke e de_inferno. Alla fine, dopo una non combattutissima de_train (la mia mappa preferita), il torneo ha incoronato campioni i Pentagram, tra l’entusiasmo del pubblico presente: davvero tanto.

Dalla mia postazione, situata alla sinistra del palco, non mi interessava sapere quanti tra il pubblico capissero quanto stavo blaterando al microfono. Molti erano partecipanti al torneo, provenienti da 70 nazioni differenti, ma c’erano anche molti italiani: padri con figli, netgamers o semplici curiosi. Non mi interessava, dicevo, capire se mi comprendessero: ma la loro presenza lì, in massa, ha fatto scattare una molla che mi ha totalmente prosciugato la voce. Sentivo la partecipazione, i sospiri, gli applausi di centinaia di persone; qualcosa che forse non ritroverò più. Anzi, non ritroveremo più, perchè gran parte del merito per la “mia più bella telecronaca” è ovviamente di Nobsyde, l’uomo del “fagottino marrone” nonchè il mio compagno di merende, ai microfoni di Counter Strike di tutta Italia. L’intesa che c’era tra noi, rafforzata da una settimana particolare per entrambi, è letteralmente esplosa in questa telecronaca così come abbiamo letteralmente stupito i nostri colleghi americani e coreani, prodighi di complimenti per le nostre urla.

Questo video è un riassunto, a pezzi, di ciò che successe all’autodromo di Monza durante quella partita. Un documento che un po’ mi rattrista, perchè forse non ci sarà mai più una partita di un videogioco con tutto quel pubblico sul suolo italiano. Anche se la recente Pro Lan fa ben sperare e Lucca Comics and Games dello scorso anno ha dimostrato che c’è tanta curiosità intorno agli Sport Elettronici.

Ma oltre a rattristarmi mi rende davvero fiero di me stesso: durante l’ace di Walle (minuto 6:15) avrò perso almeno un polmone. Segno che l’emozione era davvero autentica, per noi, nel vedere una sfida ad un “giochino”.

Posted in Esport e Netgaming, OpinioniComments (19)

Tornano le finali EPS: in diretta (gli Sport Elettronici in 5 punti)!


AkirA Nob alle finali

Per un week end il blog rimarrà “incastrato” a rimandare il segnale della mitica Progaming.TV, web tv dedicata al netgaming prima e unica nel suo genere in Italia. Perchè? Perchè questo week end, da venerdì sera a domenica pomeriggio, ci sarà una non stop di partite emozionantissime ai più importanti videogiochi del netgaming italiano: si tratta delle finali delle ESL Pro Series, la massima serie degli Sport Elettronici italiani. Un pugno di netgamers si contenderà il montepremi di 30.000€!!!!

Installate quindi il plugin per lo streaming su Windows Media Player Octoshape e non perdetevele! Io sarò il telecronista ufficiale, come in ogni edizione, insieme ai miei colleghi Marco “Nobsyde” Alice e Gabriele “revng” Palozzi. Ripeto: non mancate! Gli orari delle varie partite li trovate in video: tutto sarà in diretta quindi non vi lamentate per i ritardi! ;)

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, facciamo un pò di “glossario”. Se avete un amico e volete introdurlo alla nostra fantastica passione, fategli leggere quanto segue! Cinque punti per capire di cosa stiamo parlando!

1. Netgaming:
Dicesi della pratica di utilizzare internet per connettersi e divertirsi in qualunque videogioco, sia competitivo che cooperativo. Il “movimento” del netgaming nasce nel 1996 con Quake ed “esplode” già dal 1997/1998 con la pubblicazione di veri e propri capostipiti del genere come Starcraft, Counterstrike e Ultima Online. Da queste quattro ruscelli nascono veri e propri mari: gli RTS online, gli FPS “da duello” (spesso chiamati pure FPS), gli FPS tattici (a squadre) e i MMORPG. E’ nel netgaming che sono nati clan, gilde, associazioni, portali, LAN Party, raduni ecc. Ma questa definizione è solo tecnica: per capire cosa è veramente il netgaming bisogna viverlo in prima persona! Assaporarne la passione, la socialità, la sfida!

2. Sport Elettronici:
Dicesi dei più importanti titoli del netgaming, utilizzati come campo da gioco per un nuovo tipo di discipline sportive, i “Cyber Sport“. Non si tratta minimamente di muoversi dalla sedia, quindi niente atletica e quini non sono veri sport; per il resto le qualità richieste ad un “professionista” di mouse e tastiera sono le stesse richieste ad un tennista nel giorno di un torneo del circuito ATP. Adrenalina, nervi saldi, tanto tanto sacrificio e allenamento. Sebbene gli Sport Elettronici non abbiano una standardizzazione mondiale (ci sono decine di tornei diversi ognuno con le sue regole e modalità) e in molti paesi del mondo, come l’Italia, siano poco più che un sommerso, la loro pratica continua ad affermarsi. Con l’arrivo di web TV e vere e proprie trasmissioni su satellite, il competitive gaming si sta diffondendo a macchia d’olio: da gioco a spettacolo.

3. ESL:
La Electronic Sports League è la più famosa lega, al momento, per gli Sport Elettronici in Europa. E’ un portale dove gli utenti (solamente PC, anche se esiste la versione per console) possono iscriversi gratuitamente e partecipare alle decine di migliaia di tornei presenti su tutti i titoli conosciuti dove ci si possa sfidare (compresi i giochi per MSN). E’ anche un social network per gamers, con funzioni di guestbook, upload video e messaggeria. Si entra come “novizi” e si comincia la carriera verso tornei più importanti, i quali spesso hanno dei premi in hardware. La ESL è assolutamente una realtà consolidata dove è nata, in Germania, dove ha circa mezzo milione di iscritti.

4. EPS:
Le Pro Series di ESL sono l’equivalente del campionato di Serie A di calcio. Il torneo più importante dove giocano solamente i migliori ai giochi più seguiti (quest’anno sono Call of Duty 4, Counterstrike Source, Pro Evolution Soccer 2008, DOTA e Trackmania Nations. Come tutti i tornei di ESL si svolge online sotto forma di campionato. Le squadre, aiutate dagli admin e dai community manager, utilizzano il portale per sfidarsi e devono giocare una partita a settimana. Si organizzano, si danno appuntamento su un server e poi: Boom! Headshot. Chi vince guadagna tre punti, chi perde zero. Più che somigliare alla Serie A, però, la EPS somiglia ad un campionato americano perchè ha i Playoff, cioè le finali tra i quattro migliori classificati di ogni titolo supportato. Queste finali hanno un’altra importanitissima differenza con gli altri tornei di ESL: si giocano in LAN, dal vivo, guardando in faccia i propri avversari! Ci sono due stagioni all’anno per le EPS e quindi ci sono due finali all’anno. Inoltre queste finali hanno un premio in denaro che ogni stsagione si fa più interessante. Ora per l’Italia è diventato di 30.000€. Tra l’altro la vittoria delle Pro Series italiane da la possibilità di partecipare alle EMS, l’equivalente della “Champions League“, cioè la sfida contro i vincitori delle altre EPS in tutti i paesi.

5. Progaming Italia:
E’ la società detentrice dei diritti per la ESL italiana (e non solo, anche in Ucraina). L’ultimo baluardo di organizzatori disposti a credere nel netgaming competitivo italiano (che vive di eventi online come ESL, sicuramente, ma anche e soprattutto di Lan Party), mai veramente decollato come negli altri stati. Ora però, grazie ai ragazzi di Bolzano capitanati da Daniel Schmidhofer, Holger Schopf e Fabio Camastra, gli Sport Elettronici possono farsi quantomeno ammirare in web streaming. Clikkate qui per il sito ufficiale.

Posted in Esport e Netgaming, OpinioniComments (10)

Tempo di LAN, di Pro Lan!


Pro Lan Foto 2

Vi scrivo da uno dei tavoli della Pro Lan V2 (a Pieve di Cento, Bologna): che spettacolo.

Come al solito gli eventi di aggregazione sui videogiochi rimangono il fulcro e la chiave per comprendere meglio una passione, quella per il netgaming, in cui sono “perse” migliaia e migliaia di persone.

Rispetto alla prima Pro Lan ci sono forse addirittura più giocatori: 11 clan di Counterstrike Source e addirittura 21 di Call of Duty 4. La “bomba” di Activision si dimostra quindi il gioco più esplosivo della penisola. I netgamers italiani, come da tradizione, apprezzano le novità e le cavalcano.

Pro Lan Foto 1Ieri, come se non bastasse già un “eventone” al quale si sono presentati anche 5 clan stranieri (ed è un onore che continua a ripetersi, per la “piccola” Italia che gioca), c’è stato un Intel Friday Night Game coi fiocchi. Come al solito trovate tutte le info su www.progaming.it, io vi dico solo che le due partite che mi sono trovato a commentare sono state fantastiche. Inferno eSports vs Cubesports di Counterstrike Source non è stata molto tirata, però ha offerto minuti di pura emozione. Più in bilico è stata quella su Crossfire, mappa conosciutissima di COD4, tra Team Impact e Inferno eSports. Ma piuttosto che le partite vorrei sottolineare la partecipazione del pubblico: elevatissima! I ragazzi sugli spalti, numerosi e emozionati, tifavano a più non posso i propri beniamini e questa è una cosa più unica che rara.

Pro Lan Foto 3L’unica nota negativa, al solito, non viene dall’oraganizzazione o dai partecipanti ma dalla indisponibilità di una connessione ad internet da parte del maggior distributore di connettività in Italia, negata all’ultimo momento. L’evento doveva essere chiaramente trasmesso dalla Progaming.TV in streaming, in diretta, mentre ora ci saranno a disposizione, appena possibile, i VOD, quindi le registrazioni, dell’evento. Inutile commentare oltre.

Per ora quindi potete solo “gingillarvi” con le foto dell’evento che sono uppate in tempo reale su: www.alessandroireto.it, in questo articolo ne trovate qualcuna significativa. Vi dovete registrare per vederle.

Posted in Esport e Netgaming, Multiplayer, OpinioniComments (18)

Zona X Puntata 7


LaZonaX

Martedì 22 Aprile, ore 21:30, sulle frequenze di Radio 181 Fragtime.

Un nuovo Martedì, una nuova puntata della Zona X, l’unica via per essere super aggiornati sul mondo X Box360!

La nostra proposta per la serata parte al solito con tante news fresche fresche, per decollare poi chiacchierando un po’ di un titolo ancora molto giocato su X Box Live: Gears of War.

Vi faremo sapere il nostro insindacabile giudizio per prepararci poi a fare quattro chiacchiere con ” ShadowRaven” da The Live Community, che ci rivelerà qualche trucchetto per fare una splendida figura online.

Proseguiremo poi alla grandissima con ben due preview di titoli diversi ma attesissimi: il ritorno di Marcus Phoenix e Dominic Santiago in Gears of War 2 e quello delle spade più affilate della storia, le Soulblades di Soulcalibur IV!

Per chiudere in bellezza la seratina su Radio 181 Fragtime.it tornano i nostri consigli su un bel gioco da Amarcord, di cui come al solito non svelerò nulla in questa sede per non guastare la sorpresa.

Tanta musica ci accompagnerà nella nuova tappa del viaggio che, come sempre, parte dalle 21,30 e finisce alle 22,30 (più o meno).

Posted in Rock Inside The Game, Tempo LiberoComments (0)

Polls

Quale sarà il miglior sistema di Motion Control?

View Results

Loading ... Loading ...
Inside The Game on Facebook