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[Recensione Call of Duty] Modern Warfare 2 e la sua campagna di luci e ombre


Attesissimo. Pubblicizzatissimo. Contestatissimo. Per qualche settimana ha monopolizzato il mercato dei videogiochi, per mesi resterà fisso nei lettori di console e pc. Infinity Ward torna alla carica col nuovo Call of Duty, strizzando in un disco la consueta campagna single player, il pirotecnico multiplayer e una modalità tutta nuova, Special Ops. In questa sede ci occuperemo di quest’ultima e della campagna, rimandando l’analisi del comparto online per offrire un giudizio più completo dopo qualche settimana di prove concrete.
Impugnate la vostra arma preferita e tenetevi pronti quindi, la guerra non ammette distrazioni!

Quando si deve parlare di un titolo con tante aspettative, non è mai facile prendere una posizione netta. La tendenza è quella di perdonare qualche imprecisione, di concedere a uno sviluppatore blasonato che lancia un grande sequel troppa tolleranza: voglio perciò mettere subito in chiaro che se cercate la recensione di un fanboy, dovete andare altrove.
Call of Duty è una serie straordinaria, divertentissima e spesso entusismante. Il quarto episodio è stato un capolavoro sotto tutti i punti di vista, mentre il quinto ha lasciato i soliti dubbi sullo sfruttamento dell’IP da parte di soggetti diversi dai veri creatori.

Riuscire ad andare oltre Modern Warfare non era affatto facile, anche solo basandosi sulla Campagna. Questo perchè in quel caso tutti abbiamo vissuto momenti indimenticabili, vere e proprie prodezze narrative ed emozionali. La missione coi cecchini, quella del dopo bomba in cui si può solo strisciare e morire: grandi idee perfettamente realizzate, colpi di scena mai prevedibili e in grado di lasciare a bocca aperta (la prima missione, che vedeva la nostra esecuzione è solo un altro esempio…).
Questo è esattamente ciò che manca a questo “seguito”.

La Campagna

La trama in sè, trovata in un cestino dell’immondizia usato da Kojima durante la stesura di quella di un qualsiasi Metal Gear, vede una cospirazione fantapolitica gettare il mondo ben oltre la soglia di un’ennesima guerra mondiale. Russia e Usa si scambiano accuse ed attacchi mentre dal canto nostro saremo impegnati in missioni a spasso per il mondo, a volte per contrastare minacce a volte (non scherzo) per crearne di nuove.
Il tutto è narrato in modo estremamente approssimativo, dato che si ha una certa difficoltà a capire bene lo sviluppo della vicenda: troppi salti e personaggi poco carismatici concludono un quadro generale di desolante profondità.
Il riciclo dei colpi di scena, con uccisioni “improvvise” o situazioni già viste, condisce una modalità che vive di rarissimi picchi, soprattutto se ripensiamo al discorso delle aspettative: centinaia di screenshot diffusi, con la stazione spaziale e i subacquei,  avevano fatto alzare la mia soglia d’attenzione verso missioni completamente innovative… peccato che all’atto pratico queste due ambientazioni siano poco più che scene d’inframezzo.

Per fortuna c’è il comparto tecnico, assolutamente di prim’ordine: graficamente la serie ha sempre espresso grandissima qualità, e anche in questo caso tra ambientazioni pittoresche (le favelas) o sensazionali (l’incursione nelle grotte), l’occhio è continuamente rapito da svavillante bellezza e intensità.
Al pari dell’orecchio, ancora una volta fiore all’occhiello di Infinity Ward: a patto di giocare a un volume accettabile, la sensazione di trovarsi in pieno conflitto è garantita dagli effetti delle armi ed esplosioni, sensazionali come al solito.
In un titolo del genere è ovvio che il fulcro debbano essere gli scontri e la sensazione di realismo che è capace di trasmettere, e su questo l’ennesimo COD è semplicemente perfetto. Gli agguati, i pericoli ad ogni angolo, le sezioni stealth contribuiscono a creare un insieme di devastante impatto, che lascia il giocatore davvero a bocca spalancata, sempre pronto a chiedere ancora più azione, più caos, più scontri.
Questo è il suo vero e grande difetto: anche a livello Veterano (ampiamente semplificato rispetto ai predecessori) non vi durerà più di otto ore, trascorse però a perdifiato tra scenari impeccabili e irruzioni (brevi momenti stile bullet time), ma con poche memorabilia, tra cui spicca un fenomenale scontro finale, che vi ripagherà di tutte le frustrazioni patite per arrivarci.

Discorso a parte, molto delicato, merita la terza missione single player, quella che ha causato un po’ di rumore sui media e la rimozione dagli scaffali russi del gioco.
In essa saremo un agente americano infiltrato in un’organizzazione terroristica russa, impegnata in un’azione dimostrativa: un attentato in aereoporto.
Trovarsi di fronte a questo scenario senza essere pronti può essere un pugno nello stomaco, perchè il tutto prende il via con l’irruzione nel terminal, la fuga dei civili e i nostri compagni che iniziano a prenderli di mira per buoni 5 minuti di livello in cui bisogna solo avanzare ed eliminare quante più persone possibili, fino all’arrivo della polizia e il conseguente ritorno a dinamiche più consuete in un fps.
La durezza di questa parte del gioco è tale che lo stesso vi richiederà in un paio di occasioni se siete disposti ad affrontarla, sottolineando anche che in termini di gioco in sè, trofei e obiettivi non cambierà nulla: credo che però sarete voi, come me, l’aspetto più interessante di questa vicenda.

La vostra reazione di fronte a una violenza su inermi civili sarà quello che più di ogni altro vi resterà impresso nella memoria. Non c’è punteggio, non c’è obiettivo, non c’è utilità nè nello sparare a tutti, nè nell’evitare di uccidere: il grande successo di Infinity Ward è quello di dimostrare praticamente quanto insensata sia la violenza, quanto tutto questo non possa che lasciare vuoti, inermi, senza parole.
Quando sentirete qualcuno criticarla perchè “diseducativa“, buttategli in faccia la realtà: nessuno può parlare senza aver messo mano, nessuno sa come ci si senta mentre si segue il “richiamo del dovere”, soprattutto quando questo viene interpretato in tutte le direzioni…

Special Operations

Per quanto riguarda le Special Ops, sono la vera innovazione introdotta in questo CODMW2 e rappresentano la risposta alle modalità cooperative che trabordano in tutti i giochi di oggi. Vere e proprie sfide da affrontare da soli o con un compagno, coprono tutte le sfaccettature del gioco: ve ne sono stealth, di difesa contro orde continue di nemici, corse a tempo, irruzioni e attacchi vari, il tutto in tre livelli di difficoltà diversi.
Un’aggiunta non da poco ma soprattutto la degna compensazione per le mancanze di longevità del single, dato che riuscire a completare ogni sfida richiederà molto tempo, e ancora più pazienza. Un punto nettamente a favore di Infinity Ward e non un’introduzione fine a se stessa, il degno filo conduttore tra campagna e multi online.
Se avete presente la sindrome “solo un’altra e poi smetto”, tipica del giocatore di puzzle game, riuscirete a capire quanto possa essere piacevolmente additivo provare e riprovare a migliorare i propri risultati, cercando in ogni modo di non allertare quella guardia o impostare al meglio una curva dannatamente stretta per la vostra motoslitta.
Di certo non si tratta di una modalità eterna, perchè la frustrazione in alcune missioni raggiunge e supera ampiamente il limite di bestemmie quotidiane consentite, ma finchè la fiamma della sfida brucerà i vostri polpastrelli state sicuri che continuerete a tentare.

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3MoG, video recensione Fable 2


Eccoci ad un nuovo sabato ed eccoci ad una nuova puntata di Three Minutes of Game (3MoG), il formattone di Inside The Game che recensisce un videogioco in 3 minuti su YKS Channel, 863 di Sky.

Formattone inteso come format (televisivo) grosso… non come format c:

In questa puntata presentiamo una favola, La favola. Quella di Lionhead chiamata Fable 2, esclusiva Xbox360. Un gioco sofisticato e affascinante, ma con un’anima non del tutto ludica. Potete leggerne di più nella recensione di Fucktotum oppure… vedervi la puntata, direttamente da Youtube.

Ah… quasi dimenticavo: commentate (su YT)!

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Video recensione di Fallout 3, torna 3MoG



Lo so, lo so ho già parlato in lungo e in largo del capolavoro (”Il mio futuro Post Atomico“) Bethesda Softworks che risponde al nome di Fallout 3, lo abbiamo anche eletto gioco dell’anno! Però ci voleva una videorecensione perchè innanzitutto il pubblico di Three Minutes of Game non è lo stesso del blog e poi perchè… beh lo scoprirete vedendola; volevo divertirmi un po’. :)

Torna quindi finalmente la trasmissione televisiva più nerd del pianeta, come al solito su YKS Channel (863 di Sky) e on demand (maggiori info, come al solito, su www.yks.tv): 3MoG ha ancora molte cose da dire e il 2009 è appena cominciato con un titolone su cui c’era ancora qualcosa da dire.

Vi aspetto la prossima settimana con una nuova puntata, mentre come al solito vi chiedo un commento su Youtube, se vi è piaciuta quest’ultima video recensione del vostro AKirA di quartiere ;)

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Ti hanno trovato, Watchmen: è ora di svendere un capolavoro


Alla fine ti hanno trovato, piccolo, immenso capolavoro.

Hanno cercato in tutti i luoghi più malsani e oscuri, hanno raschiato i fondi di innumerevoli barili e portato sui nostri schermi prodotti di infima qualità, attratti dai guadagni facili che ne avrebbero ricavato.

Nel frattempo, tu eri nella tua nicchia e li guardavi tutti dall’alto, sapevi che mai nessuno avrebbe osato riservarti lo stesso trattamento: la scelta, la raccolta di informazioni, la micidiale fase di adattamento a un mezzo diverso e infine la mercificazione a tutti i costi di marchi, immagini, concetti.

Tu hai cambiato tutto dal giorno della tua uscita: nessuno avrebbe mai pensato che 12 piccoli albetti disegnati che parlano di supereroi potessero avere un simile impatto, potessero stravolgere tutti i canoni sulla base dei quali da decine di anni si scrivevano storie con buffoni in calzamaglia che aiutavano gli innocenti a portare avanti le loro vite.

Hai insegnato al mondo che la narrazione è più importante della continuity, che gli eroi non hanno bisogno di super poteri ma di una determinazione fuori dal comune. Che sotto le maschere, le tutine aderenti o tra le piaghe di un mantello c’è sempre un essere umano, con le sue contraddizioni, le sue bassezze, i vizi e le virtù.

Hai elevato il tuo mezzo espressivo oltre il concetto di “giornaletto”: del resto sei l’unica graphic novel ad aver vinto il Premio Hugo (non Victor, Gernsback) e il Time Magazine ti ha inserito tra i 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923, segno che il tuo valore travalica tutti i limiti ed è capace di toccare chiunque ti legga.

Quante storie nella storia contieni tra le tue pagine? Di sicuro una trama principale architettata dalla mente di un genio, in cui si incastonano tanti temi diversi, tutti trattati con eguale perizia, tanto da richiedere una lettura attenta (da qui la regola base del tuo lettore, tramandata sin dalla tua uscita: si legge un capitolo al giorno, non di più).

Ma alla fine ti hanno trovato.

Sono pronti a banchettare coi proventi del tuo successo, a sminuirti, a scegliere i temi di cui parlare e il modo in cui farlo: catastrofismo e determinismo torneranno ad essere solo parole da usare per fare gli intellettuali, soppiantate da qualche testa rotta e qualche battuta ad effetto.

Ma tu sarai ancora lì Watchmen (link a wikipedia), nell’Olimpo delle opere d’arte, guarderai i tuoi figli spuri (il film di prossima uscita e il videogioco, addirittura un prequel in due parti venduto in digital delivery su PsNetwork, XboxLive Arcade e Steam), e forse, come lo smile che è il tuo marchio più famoso, sorriderai beffardo…

Watchmen Smile

Nel video il trailer del gioco di prossima uscita Watchmen The End is Nigh, che non è nemmeno tratto dalla trama del fumetto cui si è parlato in questo post: è solo una postilla commerciale al film, un modo abbastanza conosciuto per svendere un capolavoro. Nessuno di questi due “esperimenti” potrà, minimamente, rispecchiare l’opera a fumetti di Alan Moore ormai entrata nella storia.

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Left 4 Dead: Trailer e demo


Abbiamo parlato poco, in preview, del prossimo titolo Valve, in uscita addirittura il 21 Novembre, cioè tra pochissimo!!!

Personalmente oltre a questo fantastico trailer ho davvero poco da aggiungere se non che le aspettative per l’FPS cooperativo zombesco della casa di Washingnton, sarà sicuramente un giocone.

Per chi fosse scettico, oggi è stata pubblicata anche la demo su Xbox Live, per provare in anteprima a “sfraffare” carne morta ancora troppo mobile per i nostri gusti. Ma io non sono scettico, come dicevo poco sopra sono sicuro. Valve a mio avviso è una delle poche software house che non ha mai sbagliato un colpo.

Una volta, diciamo 5-6 anni fa, dicevo sempre che Blizzard, Nintendo, id Software e Valve sono gli unici geni dai quali non mi aspetto fallimenti. Analizzando la situazione ora, due su quattro dei nomi sovracitati rimangono nel mio immaginario come garanza assoluta di qualità videoludica. Nintendo, purtroppo, l’ho tolta da questo poker: oltre alle varie mosse commerciali e allo sfruttamento (diciamo pure abuso) delle serie e dei personaggi, sono rimasto comunque deluso da alcune ultime uscite nei loro ip più importanti. Diciamoci la verità: Twilight Princess è un bel gioco ma, come vi dirà Fucktotum in un prossimo post, Zelda merita qualcosa di più per il nome che porta. E’ una di quelle sage che, se continua a autocelebrarsi, scomparirà: ha bisogno di una rinfrescata. Da id Software, invece, non mi aspettavo la caduta di stile avuta con Doom 3: un FPS solido, adrenalinico e pauroso, a cui personalmente ho gradito moltissimo giocare, ma che non aggiunge veramente niente al genere, neanche dal punto di vista tecnico. Strano, per uno come Carmack che si era inventanto con Quake 3 Arena le superfici a poligoni curve.

E allora rimangono i due paladini del capolavoro sicuro: mamma Blizzard, la mamma di tutti i netgamers e papà Valve (guardacaso invischiato anche “lui” nel netgaming che conta; vi dice niente la parola Counterstrike?). Ovviamente è facile concepire e programmare solo perle se ti limiti a far uscire un gioco ogni 3-4 anni, quindi la grande B è facilitata dal compito grazie alla sua filosofia “uscirà quando sarà pronto”. Rendiamoci conto che Starcraft II ancora non ha una data.

E quindi, la valvola delle idee, sforna sempre e solo grandi giochi o grandi piattaforme (Steam). Nulla sotto lo standard raggiunto con il primo Half Life, un’esperienza che definirei mistica, per ogni giocatore che si rispetti. Chi non l’ha giocato, amato, finito e rifinito (io3 volte!), dovrebbe assolutamente rimediare.

Quindi bando alle ciance, dopo The Orange Box dell’anno scorso, premiato soprattutto per la quantità, oltre che per la qualità, tutti aspettano al varco Left 4 Dead. Un progetto ambizioso e originale che, chissà, potrebbe offrire una piccola rivoluzione in un genere, quello degli sparatutto, che ormai sembra aver detto tutto (attenzione in tal senso al nuovo lavoro DICE, Mirror’s Edge).

Appena arrivo a casa mi scarico la demo, così potrò essere smentito, chissà.

O forse tornerò qui ancora più convinto della mia idea.


P.S. Nonostante questo mese non ci sia la mia column “Boom Headshot: c’è del cervello nella rete”, mi permetto comunque di segnalarvi l’uscita in edicola del nuovo numero di Game Pro, il diciassettesimo, che comprende tantissime interessanti recensioni come Fallout 3, Little Big Planet ecc.  Anche se siete dei miei fan sfegatati e comprate la rivista solo per la mia rubrica, fate un eccezione e sborsate sti 6 euri, non ve ne pentirete :)

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Bioshock 2 teaser Trailer


La versione di PS3 di Bioshock, in uscita il 17 di questo mese (cioè domani),  contiene questo filmato. Un teaser trailer di Bioshock 2: Sea of Dreams!

C’è bisogno di aggiungere altro?

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Snake e la musica… snake e le donne


Visto che ieri mi avete fatto pochi commenti sulla mia “bloggata” su Metal Gear Solid 4, allora mi sono arrabbiato e oggi non scrivo!

Però posto due video davvero divertenti, entrambi mitici direi :)

Il primo lo state vedendo sopra, è veramente fatto bene, potrete capire cosa piace a Snake musicalmente parlando e cosa no ;) E’ fatto dai fan, tral’altro. Un plauso in più!

Quello sotto invece è addirittura un’easter egg, dell’ultimo titolo creato da Hideo Kojima. In uno dei boss battle, contro la più bella delle B&B, se provate a sdraiarvi sul letto…

Beh, Snake non ci sa proprio fare con le donne pare :)

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Metal Gear Solid 4: un eroe diverso


Sono pronto, sono puro: ho finito Metal Gear Solid 4: Guns of The Patriots. Ne posso parlare con cognizione di causa gridando al mondo cosa ne penso.

Se avessi cominciato a scrivere questo post due settimane fa, sicuramente i toni non sarebbero gli stessi: c’era più di una punta del mio scetticismo, “di serie”, verso un’opera videoludica che si affida ad un elemento passivo come i filmati per raggiungere il suo obiettivo: emozionare. Rimango ancora fortemente critico delle qualità esclusivamente ludiche di Metal Gear Solid 4: non percepisco tanta innovazione, non credo di vederci un genio del game design inteso come costruzione di meccaniche nuove.

Eppure l’ultima avventura di Solid Snake è un videogioco incredibile, che trascende spesso e volentieri i limiti stessi imposti dal mezzo grazie alla sua poesia e alla capacità di trattare temi adulti. Una killer application: un motivo più che sufficiente per acquistare Playstation 3.

Certo, bisogna partire preparati, ovviamente. Bisogna sapere che delle quaranta ore di gioco almeno 20 (se non di più) saranno dedicati a filmati di qualità assolutamente indiscutibile. In precedenza un simile peso dato a questi due aspetti in un’opera videoludica mi avrebbe fatto esclamare: “e no, se voglio vedere un film non accendo la console!!!“. L’epicità di Metal Gear Solid 4 mi ha fatto ricredere. In fondo è solo una questione di gusti. Non criticherò mai nessuno che, come me in precedenza, vuole stroncare un titolo del genere perchè si affida troppo ai filmati, escamotage abbastanza facile per portare avanti una trama. Però questi filmati, signori, dovete vederli. E non solo quelli.

Innanzitutto perchè Metal Gear Solid 4 ha sicuramente qualcosa da dire a livello filmico, cinematografico. Riesce ad emozionare con una poetica dolce e amara allo stesso tempo. Le metafore proposte e i vari livelli di lettura, garantiscono qualità alla produzione a più livelli: va bene per un adolscente ed è ancora più bello per un adulto. Inoltre sempre a livello cinematografico, Kojima, che ha supervisionato ogni dettaglio del gioco ed ha scritto di suo pugno tutta la storia, ha dimostrato un coraggio mai visto e un’intelligenza rara. Non mi viene in mente un blockbuster del cinema moderno che proponga una figura femminile erigersi a leader per le sue capacità e la sua intelligenza senza far vedere almeno mezza tetta. Se vogliamo puntualizzare, a mio avviso le figure realmente chiave di tutta l’opera, quelle da cui più dipendono i destini della trama e quindi del mondo, sono proprio delle donne. Questo ribalta il solito concetto del corpo femminile nei videogiochi, sempre visto come bambolona prorompente o come principessa stupida da salvare, e propone un modello di donna “cazzuta” e carismatica. Un comandante, di cui fidarsi ciecamente! Non è poco per un prodotto che è arrivato in milioni di case. Ma c’è dell’altro: tutta l’epica dei filmati di Metal Gear Solid 4 affronta il tema del videogioco senza vergogna. Kojima è cosciente che non si devono rinnegare le proprie origini e non ha avuto paura di sembrare assurdo, fino ai limiti dei pixel. Anche quando succedono cose non realistiche, sono narrate con una coerenza spaventosa.

L’altro aspetto che mi piace sottolineare in Metal Gear Solid 4, non sono le tonnellate di armi, situazioni, le ambientazioni oppure le spettacolari sequenze “on rails”. Ciò che mi ha davvero fatto sobbalzare il cuore fino alla gola, è il personaggio principale. Il protagonista dei protagonisti. L’eroe leggendario di una saga leggendaria. Solid Snake è un eroe diverso, un eroe i cui pixel sono caduti a terra, mostrando un vero corpo di sangue e carne. Snake è una pedina, in mano al suo padrone, ma a volte è lui a scuotere attraverso il joypad il giocatore, toccando i nervi più nascosti e le emozioni più belle.

Snake mi ha fatto piangere, ridere, sobbalzare, ricordare, tornare bambino, pensare. Snake è stato al mio fianco, per quaranta ore e non avrei mai voluto abbandonare al suo destino di eroe di pixel, costretto ad ubbidire. E questa è una cosa rara, rarissima. Anzi, non mi era mai successa. E anche da questo punto di vista Kojima è furbo e sa di rivolgersi ad un pubblico di appasionati, quindi gioca delle carte che solo un videogiocatore può capire e metabolizzare, sentendosi appagato che una tale opera d’arte si rivolga alla sua specifica esperienza in maniera diretta.

Bene, io mi sento appagato,  questo è chiaramente l’aspetto più importante. E dietro a tutto questo c’è anche Metal Gear Online (anche se la stessa Konami si è scusata dei continui problemi sui suoi server) e una delle più belle produzioni di sempre. Graficamente eccellente, musicalmente superlativo, senza un bug o un qualcosa fuori posto per quanto riguarda la programmazione.

Se c’è là fuori qualcuno che ancora doveva decidere cosa comprarsi, ora la Playstation 3 ha finalmente un coniglio nel cilindro.

Anzi, un serpente.

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Una data ipotetica per Starcraft 2!


Pensavo Fucktotum mi avesse illuso quando questa mattina mi ha comunicato che lo strategico per PC più atteso del decennio sarebbe uscito nel 2008.

E invece mi sbagliavo.

Blizzard ha realmente comunicato una “ipotetica” data di uscita per Starcraft 2.

Si parla dell’anno corrente! Giorno: 3 dicembre!

Il mi personale titolo più atteso dell’anno, a questo punto, cambia drasticamente! Nonostante questo sia un “rumor” quindi una notizia non sicura al 100%.

[Fonte Destructoid]

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Il giorno del serpente: MGS4 è tra noi!


Non sono mai stato un fan di questa grandissima serie videoludica. Di certo non l’ho giocata approfonditamente (mi mancano addirittura due episodi, il secondo Sons of Liberty e il terzo Snake Eater, quest’ultimo definito da più parti un capolavoro) anche se ho amato molto il primo parto della mente di Hideo Kojima in versione “Director’s Cut” su GameCube.

Ora invece mi appresto a giocare al nuovo capitolo, Metal Gear Solid 4: Guns of The Patriots, uscito ieri (12 giugno) nei negozi italiani e già additato come il vero motivo per avere una Playstation 3 al giorno d’oggi. Non solo una killer application, tuttavia, ma un capolavoro degno di questo nome. Nuovamente, i network più importanti di videogiochi al mondo si sono sbilanciati come nel caso di Grand Theft Auto 4, ecco i loro voti:

Voto su Gamespot: 10

Voto su IGN: 10

Voto su 1up.com: A-

Voto su Eurogamer: 8

Voto su Gamesradar: 9

Voto su GameTrailers: 9.3

Io mi prendo il mio tempo per una delle mie “recensioni” da blog, che in verità recensioni non sono ma opinioni allargate, magari trattando l’aspetto che più mi colpisce in un videogioco. Vi consiglio di leggervi le precedenti qui sul blog, come Assassin’s Creed: gita in Terra Santa oppure Mass Effect: dipingere una saga. Inoltre a brevissimo recensione “classica” su Alice Giochi; intanto c’è la preview.

Intanto però vi regalo video fantastico che sta sempre a dimostrare quanto l’immaginazione umana e la creatività rispondano in maniera fantastica agli stimoli dei videogiochi. La sigla di Lupin, rigirata con le immagini di Metal Gear (quello vecchio ;) )! Un video, clamoroso, per il quale devo ringraziare il buon Alessandro “Sphinx” Scarponi e il suo blog, Nerdworld, creato per il nerd che non deve chiedere mai!

Ottimo per i lettori di Inside The Game!

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Il crèdo de noantri


[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=92PAh0ad5F0&rel=1]

Ho comprato Assassin’s Creed. Fiiiiiiiiico! Ammazza. Pensavo ad un clamoroso caso di titolo tutto pompato dall’hype come un palestrato dagli steroidi; coi muscoli finti, insomma. Tanti video “coatti”, tanta bella roba, tante promesse… ma il gioco, alla fine, com’è?

Me lo chiedevo fino a ieri, ora penso che sia una gran ficata perchè l’ho scartato e messo nella mia console e “wow”. Ambientazioni fenomenali, realismo scenografico maestoso, un personaggio principale davvero carismatico il cui nome ricorda “Aldair” (grande difensore centrale della Roma). Aspettatevi una mia recensione su Virgilio Giochi o comunque qualche altro post sul blog, chissà, per saperne di più.

Intanto facciamocoi quattro risate. Molti infatti staranno pensando: il titolo che c’entra?

Beh ragazzi, se c’è una cosa che nei videogiochi a me è sempre stata sulle balle sono le traduzioni italiane. Non ho mai sopportato il cambiamento di un sacco di termini strafichi in inglese nel corrispettivo, assurdo, italiano. Inutile fare esempi, l’avrete capito da soli se vi è mai capitato di provare anche le versioni in inglese. Anche se, va detto, recentemente ho assistito a delle opere di doppiaggio fantastiche (Halo 3, Gears of War); però l’errore è sempre in agguato. Vediamo dove.

Avete presente un credo politico? Uno religioso? Avete capito di che parola stiamo parlando? Il crédo. Con l’accento giusto così come l’ho appena messo; ma quel segno non servirebbe perchè non c’è possibilità di sbagliarsi con un’altra parola (tipo pèsca e pésca). Pronunciare il vocabolo in altro modi è semplicemente S B A G L I A T O.

Torniamo ad Assassin’s Creed. Il titolo del gioco vuol dire proprio “Il credo dell’assassino”. Ebbene, signori e signori, nella versione italiana viene detto “ascolta il tuo crèdo” “non andare contro il crèdo” “il nostro crèdo è forte” ecc ecc E non si sta parlando di traduzione! Qui c’è proprio una doppiatrice che non sa parlare la sua lingua, probabilmente!!!!

Ci siamo resi conto? C’è questa “è” un troppo aperta, un pò “nordica”. ihihhi Assurdo. Mi accompagnerà per tutta l’avventura in questo fantastico gioco e tutte le volte mi farà rosikare? Beh speriamo di no anche perchè sennò, chissà che anche io non cominci a parlare anche io allo stesso modo per spirito di emulazione verso il mio eroe ;)


P.S. Quasi dimenticavo, settimana scorsa hanno pubblicato la mia recensione di The Witcher su Alice Giochi. Buona lettura.

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