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Martin Sheen e Tricia Helfer parlano la lingua di Mass Effect 2


Ieri abbiamo parlato di “film interattivo”, oggi parliamo di voci interattive senza arrivare a Brutal Legend che ha un attore interattivo completo. Quando sarà tempo di parlare di sesso interattivo svegliatemi dal coma indotto tramite ibernazione (alla Cartman mentre aspetta il Wii) nel quale mi sarò cacciato nell’attesa spasmodica di un gingillo simile ;) ).

E si perchè il cast di doppiatori di Mass Effect 2 non potevamo proprio lasciarlo fuori dal blog, vista la sua qualità incredibile. Spero che la versione italiana sia solamente sottotitolata ;)

Ecco la lista di nomi, tutte “teste di serie” del cinema americano, che presteranno la voce ad un personaggio del gioco:

  • Martin Sheen
  • Carrie-Anne Moss
  • Adam Baldwin
  • Tricia Helfer
  • Shohreh Adhdashloo
  • Seth Green
  • Yvonne Strahovski
  • Keith David
  • Michael Dorn
  • Michael Hogan

Ovviamente avrete notato che in testa ci sono davvero nomi grossi dei film mondiali. Tricia Helfer, tra l’altro, avrà un ruolo preponderante visto che sarà la voce dell’astronave Normandy: se è abbastanza sensuale a livello di interpretazione anche la metà di quanto è bella fisicamente, la produzione Electronic Arts ha centrato il bersaglio!

Nel video sovrastante, Bioware, ci presenta tutto il cast al completo. Ricordatevi che il 29 Gennaio questo titolo (RPG fantascientifico) vi aspetta nei negozi. Noi già non vediamo l’ora!

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Brad Pitt compra i diritti per un film su Dark Void


Ieri un comunicato stampa ha annunciato che la casa di produzione di Brad Pitt, Plan B Entertainment, si è aggiudicata i diritti per un film su Dark Void di Capcom. Che negli ultimi tempi il cinema stia corteggiando sempre più i videogiochi è cosa nota; che una casa cinematografica decida di acquistare i diritti di una IP videoludica prima ancora dell’uscita nei negozi, è un po’ più raro (a me sembra non sia mai successo prima, correggetemi se sbaglio).

Plan B Entertainment ha prodotto, tra gli altri, il film da oscar The Departed e La Fabbrica del Cioccolato di Tim Burton.

Le informazioni al riguardo sono ancora poche, certa è la partnership tra Plan B e Reliance BIG Entertainment per la produzione del film, mentre molto probabile è il ruolo da protagonista di Brad Pitt.

Dark Void si configura quindi come una proprietà intellettuale di primo piano per Capcom, che conta di far uscire il gioco su XBox 360 e Playstation 3 il 22 gennaio 2010, naturalmente con gli occhi di tutti puntati addosso.

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Il primo trailer del film di Prince of Persia


Produttore: Jerry Bruckheimer (quello della trilogia dei Pirati dei Caraibi con Johnny Depp)

Attore protagonista: Jake Gyllenhaal (con i muscoli rifatti al computer?) di Donnie Darko ma ci sono anche Gandhi (Ben Kingsley) e il “tentacolare” Alfred Molina.

Regista: Mike Newell che non è uno qualunque, sono suoi Quattro Matrimoni e un Funerale e Donnie Brasco (che casualità: il regista di quest’ultimo che dirige l’attore dell’altro Donnie cinematografico)

I soldi sono della Disney che continua il sodalizio con Bruckheimer dopo il successone dell’epopea piratesca.

Devo aggiungere altro???

Secondo il mio modesto parere sarà un film dal “mediocre” al “decente”, come pellicola, come arte, come valore e spessore. Sarà però una super proiezione per perdere 2 orette in compagnia dei pop corn ed è inutile dire che incasserà milioni e milioni di dollari ovunque!

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Fan Day di Assassin’s Creed 2 a Roma [abbiamo visto il capolavoro Ubisoft!!!]


Stamattina, dopo aver ricevuto gentile invito da parte di Ubisoft, io e AkiRA ci siamo infilati nella metropolitana di Roma alla volta del cinema Giulio Cesare, per partecipare al Fan Day dedicato all’imminente Assassin’s Creed 2.
Tra l’altro è stata una doppia prima volta: non era mai successo che organizzassero un evento in contemporenea in due città, Roma e Milano, e mai si erano allontanati dal capoluogo lombardo.
Ben lieti di notare un buon numero di persone e di ritirare un codice bonus per un contenuto nella versione PS3, ci siamo accomodati in poltrona.
A dire il vero non sapevamo bene in cosa sarebbe consistita tutta la faccenda, che si è svolta in tre fasi, tutte molto importanti. Nella prima ci hanno mostrato il primo filmato della storia della Famiglia Auditore; nella seconda una lunga parte giocata in sala, in cui ci hanno riempito di dannosi spoiler e nella terza, ottima anche quella, io ho assalito il buffet.

Il filmato, assolutamente in linea con quello che vi abbiamo proposto qualche giorno fa, è realizzato da Hybride Tecnologies, la casa di post produzione video che ha realizzato gli effetti degli adattamenti cinematografici di 300 e Sin City, recentemente acquistata da una Ubisoft in gran forma, a quanto pare pronta a sbarcare persino sul grande schermo.
A parte qualche momento in cui la sovrapposione tra attori veri e contorno digitale non è perfetta, la qualità di quanto visto è stata eccellente: in un attimo siamo stati letteralmente catapultati nella Firenze rinascimentale, per conoscere Giovanni Auditore, padre di quello che sarà il protagonista del gioco, Ezio.  Gli intrecci fra famiglie rivali sembrano nascondere molti intrighi, e la presenza di personaggi storici come Lorenzo de’ Medici non fa che aumentare il coinvolgimento dello spettatore. Tra qualche giorno sarà reso pubblico questo mini episodio (di cui questo era solo una minima parte) e potrete vedere coi vostri occhi l’amore riversato nel progetto.

Ma il bello doveva ancora venire.
Conclusa la visione con un bell’applauso, abbiamo avuto modo di assistere al lungo prologo del gioco vero e proprio, scoprendo un mare di freschezza e novità: per spazzare subito ogni dubbio vi dico che se tutto ciò che è stato inserito funzionerà a dovere, Assassin’s Creed 2 sarà sensazionale.
La prima parte era ovviamente ambientata nello stesso laboratorio in cui si conclude il primo capitolo,  quindi ancora con Desmond e Lucy come protagonisti. Quest’ultima getta la machera e finalmente aiuta il povero pronipote del nobile Altair a fuggire dalla struttura. Come ricorderete, c’è una guerra centenaria tra Templari e Assassini: dopo aver passato un intero gioco al servizio dei primi, in questo seguito saremo ospitati nella base segreta dei secondi, con un nuovo Animus e nuovi comprimari.

Al termine della fuga, veniamo subito buttati sul diabolico marchingegno, e qui rivivremo il primo ricordo di Ezio, la sua nascita. Come visto in Fallout 3, il primissimo tutorial di movimento sarà quindi nei panni di un bebè.
In seguito faremo la conoscenza degli altri membri della famiglia, dei suoi alleati e dei rivali, come la Famiglia de Pazzi: con Ezio adolescente scavezzacolo pronto a battersi per un insulto fra le strade della città toscana. Già da questi minuti in game è evidente il desiderio di Ubisoft di fare tesoro delle critiche al predecessore: non solo le missioni (tutte volte a impratichire il giocatore coi controlli) sembrano varie, ma sono liberamente ignorabili.

Due sole cose stridono in questa sezione di gioco: Ezio non è ancora un assassino (a noi hanno spoilerato il seguito… io sarò buono e lo terrò per noi), quindi è vestito come un nobile ed evidentemente le scene di salto, arrampicata e combattimento sono meno curate in dettagli come le compenetrazioni con le superfici (i piedi non “appoggiano” perfettamente sui muri ad es.); inoltre, nonostante tutti i dubbi sul doppiaggio siano fugati dalla qualità ottima della localizzazione, non è possibile sentire Ezio che risponde al fratello “fottiti“, o Maria, madre del nostro eroe che lo rimbrotta dicendo “dovresti trovare un hobby…oltre la topa“.
A parte questo, l’ambientazione è sensazionale ed è pronta a farci vivere sensazioni analoghe alla gita in Terrasanta:  palazzi vicoli, strade e tetti pulsano di vita, e l’aggiunta di fazioni con cui è possibile allearsi o lottare, come i Ladri e le Cortigiane, permetterà di personalizzare la propria esperienza con vantaggi e svantaggi del tutto nuovi. Ad es., ottenendo i favori delle prostitute, queste potranno aiutarvi a fuggire ditraendo le guardie con le loro lusinghe.

Alcuni aspetti del tutto nuovi ci sono stati raccontati dal relatore, come la conferma dei luoghi in cui avverrà la storia (annunciata di una durata minima di 40 ore…fino a 90, ma qui qualche dubbio sorge): Venezia, Firenze, la Città del Vaticano e San Gimignano, con la possibilità peraltro di contribuire all’economia di quest’ultima in un modo definito simile ai gestionali.
A proposito di economia, accolgo con favore l’introduzione dei soldi, con cui comprare oggetti e migliorie, oltre che costumi e cure dai caratteristici dottori sparsi in città.
Su questo aspetto Ubisoft centra già nel segno, perchè a una rapida occhiata della mappa, questa sembra piena di opportunità, anche perchè finalmente si potrà entrare in alcune abitazioni.

Ultima nota sui difetti emersi in questa presentazione, che comunque vedeva un hardware debug (la PS3) particolarmente sotto stress: ciò non toglie che sia stato evidente un brutto bug che non permetteva di raccogliere un oggetto. Anche il breve tratto a nuoto visto è stato abbastanza deludente, perchè il mantello sulla spalla di Ezio sembra seguire una fisica irreale e approssimativa.
Tutti dettagli in ogni caso rispetto allo sfarzo visivo e contenutistico, perchè tutto sembra limato perfettamente per rasentare la perfezione.
Come nota a magine segnalo che Ubisoft avrà uno stand a Lucca Comics in cui sarà possibile vincere premi (cosa in cui noi abbiamo fallito) e provare il gioco con le proprie mani, anche se voi non avrete il buffet!

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Valve ci insegna a sopravvivere all’invasione zombie [trailer Left 4 Dead 2]


Il cinema ci ha già mostrato in più occasioni come cavarcela nel caso in cui i morti tornassero a fare un giro sulla terra. Da Romero a Hooper, senza scordare Fulci e Yuzna, sono molti i registi che hanno catapultato i loro protagonisti in un vero e proprio inferno in terra, spesso senza uscita.
Valve, pronta a lanciare il seguito di Left 4 Dead, nel trailer che vedrete mostra di aver imparato molto bene la lezioni di questi Maestri e ci prepara un filmato ironico e violentissimo, come si conviene al genere degli zombie movies.
Io l’ho trovato sinceramente perfetto, proprio perchè non è solo capace di offrire uno spaccato credibile del disastro generale abbattutosi sul’umanità, ma anche perchè rende in modo eccellente i rapporti di solidarietà umana tra i protagonisti, già ottimamente caratterizzati.
Gli si può imputare solo una certa stereotipizzazione, che però è sempre frutto della derivazione cinematografica: tra i personaggi vanno sempre inseriti l’energumeno massiccio, lo schizzato pelle e ossa, la ragazza coraggiosa (che normalmente è l’unica a salvarsi) e l’immancabile elegantone.

E ora, per i cinefili, una delle top scene del film da cui tutto ha avuto inizio: Night of the Living Dead (1968!), rigorosamente da vedere in ginocchio in ossequio al Maestro Romero.


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Videogiochi Violenti, croce e delizia della società moderna [column]


videogiochi violentiNegli ultimi anni il mercato dell’intrattenimento elettronico ci ha abituati a rivoluzioni e mirabilie, di cui la popolazione globale ha usufruito, che hanno indebolito il dente avvelenato di tutti gli psicologi, preti e “comitati di madri” preoccupati per la violenza presente nei videogiochi. Ormai nessuno si scandalizza nel vedere sangue, teste mozzate, mostri spaventosi, all’interno di un qualunque prodotto videoludico (si veda God of War per PS2), anche perché sono cresciuti i giocatori (ed è presente l’apposito bollino con l’età consigliata, sotto alla quale il prodotto non dovrebbe essere acquistato).

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Prototype vs inFamous [recensione doppia]


Prototype vs InfamousHo postato la video recensione di inFamous e poi ho messo online la video recensione di Prototype. Ho finito il primo e da poco il secondo: mi sembrano entrambi ottimi titoli, quindi ho deciso che oltre i video mi sarebbe piaciuto condividere alcune mie impressioni in maniera scritta su questi due titoli molto simili che, curiosamente, escono insieme.

Allora è vero che le stesse idee girano allo nello stesso momento, non è una leggenda metropolitana.

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Disney compra Marvel: sarà per i videogiochi?


Io non sono un analista. No… non nel senso che non riuscirei a darvi un buon consiglio se voi vi veniste a sdraiare sul mio divano, quello potrei anche farlo. Volevo dire che io non sono un analista di mercato, un mago dell’economia e dei numeri, quindi ciò che sto per dire potrebbe essere smentito fin da subito. Eppure l’odierna acquisizione che sta lasciando senza fiato il mondo dell’entertainment e dell’economia mi fa venire in mente una domanda.

Non è che The Walt Disney Company abbia appena comprato la Marvel con una mega operazione da 4 milardi di dollari anche per i suoi videogiochi?

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Wings of Magic Roma Media Festival: ci sarò!


Wings of Magic Roma Media Festival

Roma Media Festival, wow mi piace come nome.

Un’occasione nuova e unica, a mio modo di vedere, di approfondire alcuni argomenti videoludici importanti nella capitale.

Organizzato da Wings of Magic, portale sul mondo del fantastico (videoludico e non, ve lo consiglio comunque è davvero un gran sito: www.wingsofmagic.it) e quindi dall’associazione AIOMI (insomma, c’è la firma del dinamico duo Marco Accordi Rickards e Raul Carbone, i miei due super eroi preferiti ;) , soprattutto dopo il successo dell’IVDC) l’evento si pone l’alto obiettivo di far trapelare un po’ di cultura del videogioco nella nostra capitale dove regnano il calcio, i reality e i coatti.

Tre giorni, quindi, per uscire dal caldo straziante di questi argomenti ed entrare nel fresco clima di un evento che si pone come un faro (glaciale ;) ) soprattutto in campo videoludico, ma che non mancherà di stupire anche gli appassionati di cinema, sci fi, fumetti ecc. Guardando infatti il programma, noto con piacere che le conferenze e le presentazioni verteranno si su argomenti relativi al nostro hobby preferito, ma anche su molto altro (Diabolik, Transformers 2… ecc).

Ma torniamo a noi. Che ci fa AKirA in un posto dove non ci sono tornei? ;)

A parte che ci faccio eccome…!!! Ne so anche di videogiochi normali :) ! Sarò quindi moderatore di alcuni incontri e conferenze, mi divertirò a giocare a Guitar Hero con le postazioni gratuite messe a disposizione in uno studio di registrazione costruito ad hoc ma soprattutto ci saranno alcuni tornei e dimostrazioni di gioco.

Non vi ho infatti detto che come partner della manifestazione ci saranno ESC e FNIV (per maggiori informazioni: www.esc.vg e www.fniv.it), che porteranno la passione dei videogiochi competitivi anche a Villa Torlonia con tornei e dimostrazioni di FIFA , Guitar Hero World Tour e Street Fighter 4. Altra sorpresissima, ci saranno alcuni tornei di retrogame (grazie a www.gamescollection.it), pensate un po’: sono davvero curioso di vedere cosa ne verrà fuori.

Insomma, appuntamento questo week end ragazzi,  al Techtown di Villa Torlonia, Roma. Da venerdì 19 a domenica 21 al Wings of Magic Roma Media Festival ne vedrete delle belle! Non mancate!

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Trailer di Project Trico: Ico 3? Shadow of the Colossus 2? Entrambi!


Vi dò un consiglio.

Prima di premere play sul video embeddato qui sopra,  radunate intorno al monitor i vostri amici e magari anche i vostri genitori, sorelle, parenti. Chiunque troviate in casa, soprattutto coloro che non hanno rapporto con i videogiochi. Anzi, andate a stanare quelli che non vogliono averlo e piazzateli davanti a questo trailer. Prendete quelli e quelle che pensano al videogioco come ad un “passatempo per bambini”, oppure quelli che trovano impossibile trasmettere emozioni con i mondi digitali: è la volta buona che li facciamo ricredere.

Vi presento il trailer di Project Trico, seguito “apocrifo” di Ico e non solo. Anche di Shadow of The Colossus. Capirete perchè guardando il trailer così come capirete perchè ho scritto la frase qui sopra.

I videogiochi per il 90% sono dei prodotti senza nemmeno velleità artistiche…? Forse è vero. Ma in certi casi no. In certi casi sono un veicolo, assolutamente rilevante ed autorevole come il cinema, la musica e la letteratura. Se non di più, grazie alla magia dell’interazione e della massima immedesimazione i videogiochi possono contenere gli altri media e fonderli in un’esperienza toccante e allo stesso tempo divertente: basta che ci sia la firma di Fumito Ueda, ed esempio.

Il creatore di ICO e Shadow of The Colossus, è un poeta. Punto. Come tanti ce ne sono pochi.

E la poesia, in qualunque “stato” si trovi, riesce a smuovere le corde di chiunque la ascolti, anche senza volerlo. Ora che il trailer è finito guardate i volti delle persone intorno a voi e ditegli che quello che hanno appena visto era un videogioco.

Sono convinto che concorderanno con me.

Ovviamente il titolo è un’esclusiva Playstation 3, grazie a Sony che l’ha finanziato. Non avete un monolito nero gigante a forma di console con su scritto PS3 sopra? E’ giunto il momento di fracassare il porcellino.

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Remake di videogiochi, Assault on Dark Athena


Questo nuovo trailer di Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena mi ha fatto venire in mente questo post sui “remake” videoludici, in cui voglio porre qualche domanda.

Il cinema, si sa, vive di remake. Di tutti i tipi. Remake di film vecchi fatti per aggiornare la trama alla tecnica dei giorni nostri, remake di registi che vogliono rifare film secondo la loro percezioni, remake addirittura di registi che rifanno i propri film anni dopo. E’ il caso di Hitchcock, non certo l’ultimo arrivato, e della pellicola “L’uomo che sapeva troppo“. Girata dallo stesso maestro prima nel 1934 e poi rifatta nel 1956 con più mezzi. Quindi insomma,non sono una moda degli ultimi tempi.

I videogiochi invece non hanno mai generato dei veri e propri “remake”. A memoria non mi pare esistere un videogioco che è il remake di uno del passato. Al limite è un seguito (e di quelli ne abbiamo a palate), uno spin off: ma un vero e proprio remake, cioè un gioco uguale all’originale (trama, giocabilità… ecc), ma cambiato solo nella grafica, non è mai stato programmato.

Questo Assault on Dark Athena è il primo remake che mi venga in mente, del gioco Chronicles of Riddick che è stato aggiornato graficamente e più in generale a livello tecnico, limando alcune imperfezioni (e a cui è stata aggiunta in coda tutta un’altra “campagna” che potrebbe farlo somigliare ad un sequel). Quello che state guardando è uno dei trailer.

Inoltre girava un rumor che voleva in sviluppo il remake di Shadow of The Colossus, capolavoro limitato dall’hardware su cui è uscito (cali di frame rate allucinanti, ma gioco comunque nella media incredibilmente bello).

Ho pensato: “Ora anche il mondo di videogiochi vuole dei remake“.

Come mai?

Ma soprattutto: non è strano però che si stiano pensando remake per giochi in fondo non troppo “anziani” piuttosto che a rifare vecchi classici? Entrambi i titoli citati poco fa appartengono alla passata generazione di console e tra l’altro non sono neanche tanto precoci (il primo è del 2004, il secondo del 2005: la nuova generazione di console è proprio del 2005, anno di uscita di Xbox 360).

Un motivo è senz’altro dato dal fatto che il 3D invecchia diversamente (e peggio) del 2D. In fondo Street Fighter 4 potrebbe essere considerato un remake. E’ lo stesso identico gioco ma aggiornato ai tempi moderni, con più personaggi, più mosse, ecc… La sua trama (che tra l’altro è totalmente accessoria), però, non è la stessa del capitolo 2 e il gioco è da considerare un “sequel”. In fondo il titolo gode dell’effetto nostalgia e giocare al 2 anche adesso non sarebbe così diverso.

Differentemente un gioco 3D come Tomb Raider ha avuto un suo remake(Tomb Raider Anniversary), nonostante sia molto più recente. Giocare ora all’originale Tomb Raider ora farebbe schifo. La grafica poligonale dei “primi tempi” è proprio a livello di sensazioni inaccettabile in un videogioco moderno. Personalmente alcuni giochi su Wii mi fanno lo stesso effetto, quando sono 3D: vedere i risultati sulle altre console anche di un party game è per i miei occhi lo standard, sotto al quale tutto mi sembra stonare.

Ma la prima domanda era un’altra: come mai i remake escono adesso?

La mia risposta “di getto” è che il mondo dei videogiochi abbia finito le idee e quindi cominci a riciclarle senza neanche sforzarsi di inventare nuove meccaniche, tanto tutto o quasi è stato creato. Questa tesi è confermata soprattutto negli FPS: ogni nuovo titolo che vedo ha delle armi comunque “già viste” da qualche parte. Oltre a sparachiodi, fucili shock e laser spartan e lancio della tazza del cesso (tramite gravity gun) cos’ altro si può arrivare ad inventare?

Non penso però che questa sia la risposta alla domanda poco prima posta.

Penso più che altro i remake ora hanno senso perchè il giro d’affari è talmente tanto grande che possono tranquillamente permettersi di vendere la stessa cosa due volte. I nuovi giocatori sono tantissimi e l’età media degli stessi è in continua crescita: questo vuol dire molti più “nostalgici”.

Certo ci sarebbe l’ulteriore domanda: ma i remake fanno bene ad un mercato già pieno di sequel e prequel, con serie che sono addirittura arrivate alla doppia cifra?

A questa domanda non ho voglia di rispondere ora.

Voi cosa ne pensate? Rispondete voi… se volete anche alle prime 2 :)

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3MoG, video recensione Dawn of War 2





Per questa puntata di Three Minutes of Game su Dawn of War 2 vorrei commentare un po’ più approfonditamente il sistema di giudizi che sto utilizzando basato su quattro uniche votazioni. Molti troveranno questa mia scelta di difficile utilizzo e consultazione; tutti coloro abituati a leggere i “numeretti” a fine recensione sulle riviste si troveranno spaesati , probabilmente, mi staranno criticando.

Innanzitutto vi spiego da dove deriva la mia scelta, chi seguiva “La Zona X“, probabilmente già conosce questa storia. Sto utilizzando il sistema dei voti di solito appannaggio della critica cinematografica, cioè di chi giudica la settima arte. Considerando che io ritengo i videogiochi “l’ottava arte” questa scelta non è poi così strana. Inoltre ritengo che il voto sia un accessorio, spesso non fondamentale, di un testo critico e quindi di una recensione. Sarà l’età, ma a me leggere le recensioni con i voti divisi per grafica, sonoro, longevità e giocabilità per poi avere un quinti voto, magari in centesimi, che rappresenta il globale, mi sembra una bambinata. Magari riesci ad essere più preciso ma in fondo ha davvero senso su un “consiglio per gli acquisti” andare così a fondo?

E qui arriva la mia seconda riflessione: ma c’è davvero tanta differenza tra un videogioco e l’altro da meritare voti in decimi o centesimi? E soprattutto, con tutte le uscite che ci sono, ma siamo realmente convinti che i voti sotto al 7 abbiano senso? Come ha detto il Dottor Vitoiuvara nel suo Corso per videogiocatori professionisti: Lesson 17, nel mare delle uscite mensili (anzi, ormai settimanali) degne di note, c’è davvero qualcuno che prende in considerazione i voti sotto al 7? Io ho sempre considerato come “cacate” i giochi che non riescono ad arrivare all’8 (nelle riviste dove danno il 10) o al 7, senza alcuna distinzione. Se un gioco non riesce ad arrivare neanche al “discreto” come faccio a prenderlo in considerazione per spendere dei soldi?

Ecco perchè 4 voti che più che voti sono giudizi. Avrei potuto utilizzare almeno i mezzi punti, ogni volta che mi trovo davanti ad un titolo come Warhammer 40000: Dawn of War 2 penso che avrei dovuto farlo. Perchè questo titolo non si merita assolutamente 2 stelle (se l’avessi valutato solo col cuore ne avrebbe prese 4) ma oggettivamente non arriva al giudizio “da non perdere” rappresentato dalle 3 stelle. Perchè è un RTS e non ha senso consigliare a chiunque un titolo strategico e perchè non è comunque esente dai difetti. Ma per chi è appassionato del genere, è un gioco assolutamente da comprare e quindi da non perdersi assolutamente.

Tutta questa manfrina per dirvi di non fare paragoni tra voti delle mie video recensioni. Prendete il voto come un giudizio. Se un gioco è “interessante” (cioè 2 stelle) chiedetevi se può interessare voi dalle parole spese per descriverlo. Se nei 3 minuti di recensione avete sentito più pregi che difetti, vuol dire che è un bel gioco e che potete stare certi che non rimarrete delusi. Se sentite un 3 stelle al contrario, con più difetti che pregi, significa che è un gioco con un grande punto di forza (la grafica, l’innovazione, la longevità) che lo rende “da non perdere”, da provare ma che probabilmente punta più in alto di quanto poteva effettivamente raggiungere. E così via…

Insomma come ho detto in apertura non mi piacciono i voti e nel mio mondo ideale questi quattro semplici giudizi dovrebbero essere utilizzati da ogni rivista o sito che si rispetti.

Questo non significa però che se al liceo prendevo 6 ero scontento come nel caso di un videogioco che prende 6! :)

Buona visione della vostra nuova puntata di 3MoG!

Quasi mi dimenticavo, ecco il link alla versione su youtube a cui gradirei qualche commento :)

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