E’ da un po’ di tempo (dall’uscita di Killzone 2) che non parliamo di un bel gioco in esclusiva per PS3: uno di quelli, per intenderci, che assicura una buona visibilità alla macchina su cui vedrà la luce. Giusto stamattina il vostro Dinamico Duo (io e AKirA) è andato a sbirciare l’imminente inFamous, nuovo titolo degli statunitensi Sucker Punch.
Erano presenti il loquace Bruce Olberg, co-fondatore della compagnia, e il simpatico Ken Schramm, che si occupa del marketing interno e delle pubbliche relazioni.
Abbiamo quindi avuto modo di testare con mano e di assistere ad alcuni spettacolari momenti di questo titolo dalla struttura sandbox, il cui scopriremo quanto possa essere ardua la vita di un novello supereroe. Come ci è stato spiegato, ai programmatori di Seattle non piace lasciare a filmati prolissi la spiegazione della vicenda: si tratta di videogiochi, quindi ogni momento va vissuto in prima persona pad in mano.
Niente presentazione quindi, ci tuffiamo dritti dritti in una giornata come tante a Empire City, in cui però la tranquillità è interrotta da una fragorosa esplosione d’energia, che stermina migliaia di persone e lascia un unico sopravvissuto in un raggio di 6 miglia: il pony express Cole. Tutto intorno macerie, fiamme e devastazioni: il primo compito è quello di ricongiungersi con l’amico di sempre, Zeke.
Mentre l’eroe di turno vaga alla ricerca della retta via, inizia a rendersi conto di essere cambiato: una scarica elettrica letale lo colpisce, ma senza effetti. Come se ne avesse assorbito l’energia. Proprio questo, insieme alla struttura aperta della città, è l’elemento cardine del gameplay: Cole è sostanzialmente una dinamo umana, capace di assorbire energia dalla rete cittadina e rilascirla in modi vari, tutti coreografici ed estremamente divertenti.
Sebbene pecchi un po’ nel corpo a corpo (feature lasciata un po’ in disparte nel gioco), il nostro eroe ha a disposizione svariati attacchi (migliorabili, come vedremo in seguito) tutti basati sull’elettricità, oltre che dei poteri non offensivi ma estremamente utili, come la possibilità di planare dolcemente a terra o quella di “surfare” sui binari della metropolitana.
E qui sta la parte affascinante: Empire City è l’apocalittico parco giochi in cui sbizzarrirsi in ogni modo, tenendo solo d’occhio la scorta di energia elettrica rimasta (ma basta appunto trovare una qualsiasi fonte per ricaricarsi), e decidendo in concreto se sfruttare questo dono per servire il Bene, oppure fregarsene di tutto e lasciare che sia il proprio ego malvagio a prevalere.
Il tutto con le ovvie ripercussioni sulle reazioni della gente, lo svolgimento della trama (che segue una sola storyline: non avremo due giochi in uno ma una solida via centrale che porterà al completamento del gioco, anche se starà a noi decidere il modo di seguirla) e la possibilità o meno di accedere a sub-quest.
Su espressa domanda del prode AkirA in merito alla varietà delle missioni secondarie (terrorizzato giustamente dall’effetto Assassin’s Creed), la risposta di Oberg è stata vaga: ci sono quest di difesa/salvataggio di innocenti, eliminazione di determinati soggetti e tutto il campionario di analoghe situazioni viste ad esempio in Crackdown, anche se quello che più gli premeva di sottolinerae era come la precisione del karma system, che arriva addirittura a condizionare i poteri e il loro utilizzo (seguendo la via del Bene avremo una maggiore precisione nell’uso delle varie abilità, mentre scegliendo il Male i danni collaterali a città e civili saranno molto più estesi).
L’impressione generale è che in ogni caso sia stato fatto un lavoro capillare: dal punto di vista grafico abbiamo un titolo solidissimo, con una eccellente resa della città in cui si svolgerà tutta la storia e animazioni molto curate, soprattutto quando Cole di arrampica sui palazzi, si aggrappa ai pali della luce o salta nel vuoto.
Buona la colonna sonora, che, anche grazie al lavoro fatto da Oberg, gode del piacere di essere dinamica, cioè relazionata alla quantità di azione su schermo: più intensa e presente nei combattimenti, più sfumata quando si girovaga tra tetti e grondaie.
Il momento più devastante cui abbiamo assistito si è verificato quando Ken Schramm, che illustrava col pad in mano le varie qualità del titolo, ha sbloccato una serie di cheat (invulnerabilità & co.) per mostrarci come prendeva a calci in culo (letterale) i bizzarri nemici durante una missione di supporto alla polizia, impegnata a ricollocare in nuove celle alcuni detenuti.
In questo modo abbiamo apprezzato i poteri di Cole alla loro massima potenza, in una continua tempesta di saette ed esplosioni: tutto molto spettacolare anche se a lungo andare, complici il mega schermo e il super impianto audio, anche caotico e confuso.
In ogni caso il giudizio finale è più che positivo: il gioco è pronto all’uscita (29 maggio), è molto spettacolare e sembra davvero intenso. Il fascino della città interamente distrutta, saccheggiata dai criminali e piena di pericoli è innegabile: se le missioni secondarie, il percorso del male (in molti titoli trascurato a favore della retta via) e i super boss che ci hanno garantito si manterranno su uno standard tanto elevato, avremo un nuovo eroe di riferimento, un po’ infame magari, ma imperdibile.
Sotto un po’ di foto dell’evento.



