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Coverage Ranbat 2.4 [Torneo di Street Fighter IV live from Garbatella, Roma]


street fighter 4 torneo garbatella roma coverage ranbatE’ appena terminata la fase a gironi e la rosa dei partecipanti, dai 28 iniziali, si è ridotta a 16 (ottavi di finale con winner e loser bracket). Ovviamente siamo qui al locale 1Up di Garbatella (circuito ESC), in versione “live” coverage (aggiorneremo questo post con tutti i risultati e i video in pseudo tempo reale, youtube permettendo) per la Ranbt di Arcade Extreme.

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For The Emperor! [recensione Warhammer 40.000 Dawn of War 2]


Relic ha avuto un bel coraggio, non c’è che dire.

Il primo Warhammer 40000:Dawn of War aveva riscosso un ottimo successo di critica e pubblico, forte di un’ambientazione curata come poche e di un gameplay massiccio come il granito, che prendeva spunto da molti altri RTS aggiungendo dinamiche e meccaniche tutte nuove.

Il secondo episodio scombina le carte in tavola e riparte quasi da zero, almeno per quanto riguarda la campagna (che può essere affrontata da solo o in cooperativa con un amico). Se il nucleo fondamentale di ogni strategico in tempo reale è sempre stato quello di costruire edifici e potenziare le proprie truppe, in Dawn of War II questa possibilità non c’è affatto, soppiantata da una struttura simile a quella di un gioco di ruolo con molta azione (azzardo il paragone con Diablo), fatta di piccole squadre e tanto sudore per tenerle in vita.

Altra scelta discutibile è quella di lasciare tutto lo sviluppo della trama a una sola delle razze presenti nel gioco, gli Space Marines dei Corvi Sanguinari: sono d’accordo sul fatto che i Tiranidi abbiano poco da raccontare essendo poco più che appendici dell’Unica Mente, ma vivere anche solo un paio di missioni controllando Orki o Eldar sarebbe stato un vero piacere, giusto per testarne limiti e vantaggi prima di buttarsi nel multi.

A parte questa critica, devo comunque ammettere che il lavoro di Relic si dimostra profondo e appagante: adoro passare minuti interi a preparmi per lo schieramento, scegliendo tra le varie possibilità i membri più utili alla missione o all’avversario con cui mi scontrerò.

Possiamo sostanzialmente dividere le varie squadre in tre categorie: chi preferisce piantare una chain-sword in petto all’avversario, chi sbriciolare col fuoco dei requiem ogni resistenza e chi, sotto spesse piastre di ceramite, è tornato dalla morte per servire il Trono D’Oro. Nella combinazione intelligente dei punti di forza delle varie unità sta la chiave del successo, ma bisogna tenere a mente che è sempre la personalizzazione a farla da padrona: il Comandante in Capo ad esempio sarebbe (ed è) un’unità micidiale in melee, ma volendo lo si può upgradare ed equipaggiare per il combattimento a distanza, discorso valido per quasi tutte le altre squadre.

E’ ovvio che una volta scelta una direzione per i vostri upgrade (ad es. il corpo a corpo) diventa controproducente accrescerne un altra, soprattutto quando si tratta di attacchi: avere un Comandante che fa un po’ tutto è senza dubbio meno utile di averne uno esagerato in corpo a corpo, sempre in grado di reggere per darvi il tempo di affossare gli avversari col fuoco a distanza.

Oltre a questa possibilità di variare il gioco in concreto, è stata lasciata ai giocatori anche quella di procedere nelle varie missioni come preferiscono, gestendo la controffensiva su 3 pianeti, tutti schiacciati tra le masse di zanne e artigli Tiranidi, la brutalità orkesca e l’evasività Eldar: sebbene la varietà di incarichi da portare a termine non sia notevole, la presenza di sotto obiettivi e di boss (si, boss: praticamente ogni unità nemica ha la sua controparte potenziata, con tanto di barra dell’energia in alto sullo schermo) aiuta a cambiare un po’ le carte in tavola, soprattutto a livelli di esperienza elevati.

Insomma, io mi ci sto divertendo da matti perchè mi permette di prendermi il mio tempo per attaccare e ripiegare, perchè sono io a scegliere la forza d’attacco da schierare e potenziare e soprattutto perchè è ambientato in uno degli universi narrativi più profondi e curati mai visti: l’unica critica concreta riguarda aver tarpato le ali ai giocatori, negandogli la possibilità di godere dell’ampia customizzazione della campagna usando anche le altre tre razze…ma non si poteva chiedere a Relic anche il coraggio di abbandonare il versante multiplayer prima dell’avvento di Starcraft II no?

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