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Console e videogiochi decorati come opere d’arte [galleria immagini su Flickr]


Facciamo un po’ di pubblicità all’utente oskunk93 d Flickr e al suo Album fotografico incredibilmente bello: console per videogiochi decorate come se fossero tele di un’artista. Innanzitutto gli facciamo pubblicità perchè è bravo, anzi, bravissimo! In seconda battuta perchè il suo nickname ci piace assai! Infine è del 93, o si suppone che sia del 93, quindi è un giovincello di 17 anni che ha recuperato console di un’epoca storica differente dalla sua come Megadrive e Nes e le ha trasformate in opere d’arte!

Fatevi un giro nell’album fotografico che raccoglie tutte le sue opere con questo tema, non ve ne pentirete.

http://www.flickr.com/photos/oskunk93/with/4919949090/

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Tutte le console della storia dei videogiochi [video]


Avete 23 minuti e volete imparare qualche cosa sul mondo dei videogiochi? Questo video è perfetto per l’occasione. Mostra tutte le console della storia dei videogiochi, in ordine cronologico. Dal Magnavox Odissey all’Xbox 360, passando per tutti quei pezzi di plastica che hanno illuminato le mie giornate e, ci scommetteri del denaro, le giornate di molti di voi.

Ovviamente il video è per veri geek del videogioco; dico questo perchè molte immagini rappresentano pezzi d’antiquariato e la maggior parte delle console che vedrete non le riconoscerete essendo modifiche o riedizioni di altre console (o magari localizzazioni delle stesse). Vince 100000 punti Inside The Game che sarebbe riuscito a riconoscerle tutte senza leggere.

Insomma niente di trascendentale, sia chiaro. Non un video artistico ma un video “didattico”, che insegna la storia dei videogiochi. Sicuramente però dopo questi 23 minuti sarete accresciuti e potrete mettervi al tavolo insieme ai veri esperti, facendo la vostra porca figura! ;)

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La lunga vita della settima generazione [rassegna delle ultime dichiarazioni riguardanti l'esordio della prossima, ottava generazione di console]


L’arrivo della prossima generazione hardware è sicuramente un argomento caldo tanto che, paradossalmente, è stato bellamente ignorato dalle conferenze dell’E3 2010, proprio per non togliere attenzione da quanto veniva presentato.

Nonostante questo, nell’ultimo periodo le dichiarazioni in merito sono state sempre più insistenti e, pian piano, sempre più concordi.

Prima di andare a rimettere insieme i pezzi però, vale la pena sottolineare come la attuale, settima generazione di console sembra sia in controtendenza con quel trend che voleva le diverse generazioni susseguirsi con intervalli sempre più brevi. Fra uscite tardive ed insuccessi da recuperare il prima possibile, si era infatti arrivati a casi limite come quello Microsoft, che ha messo in vendita la 360 a meno di 4 anni dalla prima Xbox: un’inclinazione pericolosa che, oltre ad attentare alle tasche e alla pazienza degli utenti, iniziava a mostrare una spiacevole somiglianza con la peggiore peculiarità del gaming su PC.

Questa generazione appare invece la più longeva da parecchio a questa parte, con evidenti benefici dal punto di vista economico per tutte le parti in causa: produttori, sviluppatori e soprattutto giocatori.

Ringraziamo il Signore o qualunque altra entità terrena o extra-terrena adoriate, perchè non so voi, ma io con la mia mania di avere tutte le console casalinghe sul mercato, non so quanto avrei potuto reggere un turnover così rapido..

Ad ogni modo, tornando “in topic”, fra le dichiarazioni più interessanti dell’ultimo periodo spicca indubbiamente quella rilasciata dal capo del marketing di Ubisoft UK, Murray Pannell, che senza tanti giri di parole ha affermato:

[...] cose come Move, Kinect, 3DS rinvigoriranno il mercato, e prevedo che nei prossimi 12 mesi se non avremo una vera e propria crescita, vedremo quantomeno una stabilizzazione, prima dela transizione verso le nuove console, che io immagino probabile nei prossimi due o tre anni.

Una previsione evidentemente oculata, se quanto affermato da un certo Shigeru Miyamoto poco prima che:

[...] la nostra attenzione ora è rivolta al Wii MotionPlus e a come sia intuitivo per noi crearvi attorno del gameplay. Quindi penso che continueremo a farlo per il prossimo paio d’anni. Ma questo è veramente tutto quello che posso dire su ciò che avverrà.

Affermazione poi opportunamente smussata da Iwata con un diplomatico  “Quando finiremo le idee con l’hardware attuale e non potremo regalare agli utenti altre sorprese significative con la tecnologia che abbiamo, allora lanceremo il nuovo hardware“.

Ad ogni modo, guardando allo stato attuale delle cose, la previsione di Pannell e Miyamoto appare tutt’altro che assurda, e non solo facendo riferimento alla console Nintendo.

Microsoft sta muovendo mari e monti per affermare il contrario: lo scorso Gennaio il product manager David Hufford diceva che “l’Xbox360 non è nemmeno a metà del suo ciclo vitale“, a fine Giugno Chris Lewis ha dichiarato che “Kinect prolungherà la vita della 360 di 5 anni“, e giusto ieri Peter Molyneux ha detto che “il limite delle potenzialità grafiche della 360 è ancora lontano“. Nonostante tutto questo pensiero positivo però, sembra ben più realistica la previsione degli analisti di DFC Intelligence, che non solo vede la console MS ormai in fase discendente, ma sminuisce abbondantemente anche l’impatto potenziale di Kinect:

[La 360] ha ancora qualche buona annata nel suo futuro, ma la piattaforma è chiaramente nella fase discendente del suo ciclo vitale

“In fin dei conti, prevediamo che Kinect avrà un qualche appeal verso il pubblico interessato al fitness. Ma in termini di cambiamento rispetto al mercato complessivo delle piattaforme videoludiche, prevediamo che il suo impatto sarà trascurabile.

Ad essere criticato da DFC Intelligence però non è solo Kinect, ma l’impianto stesso del business videoludico MS:

Nel comparto del software per il business, Microsoft ha avuto successo analizzando che cosa funzionava per gli utenti di altri prodotti e incorporando esponenzialmente queste caratteristiche nei propri. Il problema è che lo sviluppo di prodotti di successo nel campo dell’entertainment semplicemente non segue questo modello.

Su quest’ultimo punto però anche Sony potrebbe avere da dire la sua, considerato che l’originalità non è mai stata neanche il suo forte…

Basta comunque la frase finale della nota degli analisti DFC per rimettere tutti d’accordo:

Il problema a lungo termine che si sta ponendo ai produttori di console è che il modello di business che prevede il lancio di un nuovo sistema hardware ogni 5 anni semplicemente non funzionerà ancora per molto.

Prodotti come Kinect e Playstation Move sono tentativi di aggirare il problema. Sfortunatamente, pensiamo si tratti al più di soluzioni provvisorie per una questione strategica che invece è ben più ampia.

Rieccoci a capofitto nella questione: il modello “5 anni” sta fallendo, ma nonostante questo le macchine sul mercato iniziano a mostrare i propri anni; paradossalmente Nintendo, pur avendo la console tecnicamente più debole, non sembra porsi particolarmente il problema, mentre Microsoft cerca motivi e pretesti per allungare la vita della propria macchina.

E Sony?

La situazione della PS3 è contemporaneamente la migliore e la più critica: pare sicuramente la console con più futuro, almeno tecnicamente parlando, trattandosi attualmente della più giovane e performante, nonchè quella che grazie ad una struttura leggermente più aperta potrebbe offrire ancora qualche sorpresa; inoltre nonostante questo Sony non ha aspettato a mettere in campo “extra” come 3D e Move che ne dovrebbero ulteriormente dilatare il ciclo vitale.

D’altra parte però la Playstation 3 ha iniziato solo ora a ripagare i propri costi di produzione, ed è quindi l’unica console delle tre che non ha scelta: DEVE riuscire a rimanere sul mercato ancora a lungo per poter diventare un buon investimento per la casa madre.

Proprio per questo, sin dall’inizio Sony aveva parlato di un ciclo vitale di almeno 10 anni per la propria macchina, e il concetto è stato ribadito recentemente per bocca di Shuhei Yoshida:

[...] guardando le cose dall’esterno, è stata Microsoft a rilasciare la prima console di questa generazione. E’ quindi naturale, secondo me, che sarà Microsoft a fare la prima mossa. O Nintendo, visto che il loro approccio è stato di non fare upgrade del suo hardware di base e il Wii non supporta neanche l’alta risoluzione.

Secondo me quindi, [in merito al rilascio di nuove console] lo sguardo dovrebbe essere rivolto a queste compagnie. La PS3 è uscita dopo la Xbox ed è più potente,  quindi sarà più longeva.

Un’ennesima conferma di un pensiero che pare consolidato e diffuso tra i produttori hardware, ma che non necessariamente potrebbe funzionare allo stesso modo per tutti ed in tutti gli ambiti.

Spostando leggermente il focus sulla PSP possiamo infatti leggere la nuova filosofia Sony anche tra le righe di una recente intervista a John Koller di SCEA:

La PSP avrà un ciclo vitale di 10 anni o forse più. Abbiamo detto che ’saremo nel business PSP finchè saremo nel business Playstation’ perchè crediamo fermamente nel mercato handheld

Appare chiara anche qui l’intenzione di prolungare la vita media dell’hardware proprio per ammortizzare il più possibile gli investimenti fatti, a prescindere dal suo successo. Il problema è che si tratta di una strategia sicuramente oculata, ma che può funzionare soltanto se condivisa ed attuata da tutti i competitor.

E la recente presentazione del 3DS dimostra che, almeno nel campo delle portatili, Nintendo non sembra voler stare al gioco. Resta quindi il dubbio che la casa di Kyoto possa smarcarsi anche in ambito casalingo, rimescolando carte e taciti accordi come solo chi ha il pieno controllo del mercato può fare, il che porterebbe ad un’improvvisa, nuova accelerazione del processo che ci consegnerà, presto o tardi, l’ottava generazione di console.

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Cosa ne sarà del videogioco? [BioWare "profetizza" un futuro senza più console]


Quando si parla di previsioni, si sa, bisogna sempre andarci con i piedi di piombo. Pensate, giusto per citare uno dei casi più eclatanti degli ultimi anni, quando quasi tutti profetizzarono il flop del DS di Nintendo, per poi trovarsi dinanzi alla console più venduta di tutti i tempi… Quella sì che fu una cantonata colossale. Eppure come dare torto a chi dubitava che un handlend a due schermi, con touch-screen, potesse fare breccia fino a questo punto? Oggi, in un’epoca in cui i tempi corrono così veloci che se non hai un qualsiasi dispositivo “a tocco” sei “out”, ci possono sembrare strane certe riserve. Ma sei anni fa non lo erano affatto!

Perché questa premessa? Facile! Vorremmo evitare di essere un giorno annoverati tra quelli che si beavano nello smentire a mo’ di sfottò quelli di BioWare. Anche perché, in fondo, non siamo poi così in disaccordo con loro. Ma ecco la cronaca.

Il dottor Greg Zeschuk, co-fondatore di BioWare, dice:

Il futuro non è necessariamente su console. Quello è il passato. Sarà sempre più forte andando avanti, ma il futuro è in tutti questi affari che stanno avendo inizio. [...] Vogliamo espanderci perché – guardate a cosa stanno giocando i ragazzini. I ragazzini stanno giocando su iPhone e iPad. Il 3DS sembra pazzesco. Tutte queste opzioni in termini di piattaforma… noi vogliamo entrare in contatto con tutte loro.

Troppo poco per “adirarsi”, abbastanza per non glissare impunemente. Anzitutto ci sembrano dichiarazioni tutto sommato prudenti. Certo, in tutta sincerità, non ce la sentiremmo di avallare la tesi secondo cui buona parte dei ragazzini che giocano lo facciano su iPhone e iPad. Sarà che siamo noi a vivere fuori dal mondo, ma non mi pare di aver visto tutti questi visi traboccanti gioia mentre impugnano uno dei suddetti device.

Tuttavia è un altro il segnale che ci “spaventa”. Nemmeno agli albori dell’high-definition generation ci si sforzò con siffatta veemenza nello sponsorizzare la moda nascente. Eppure era proprio lì che si andava forzatamente a parare, anticipando i tempi non di poco, visto che servirono almeno due anni per assistere ad una proliferazione di TV HD degna di essere presa in considerazione. Ciò cui assistemmo in quel caso ebbe qualcosa di losco. Non era l’industria videoludica ad andare incontro alla tecnologia del momento, bensì si fece essa stessa pioniera di una totalmente nuova. E qualora tale considerazione faccia storcere il naso a qualcuno, beh, mi citi gentilmente una situazione analoga in cui si assistette a qualcosa di simile.

Orde di famelici acquirenti atti ad acquistare la console di nuova generazione, pronti a giocarci e desiderosi di passare momenti indimenticabili. Ma non sapevano che qualcosa era cambiato. Che adesso non bastava più sapere che, per avere il massimo, bastavano quei tre semplici fili dalle tri-cromatiche estremità (rosso, bianco e giallo) e un cavo d’alimentazione. No, alcuni scoprirono anche dopo mesi dal primo utilizzo che ciò che vedevano non fosse ancora abbastanza. Il loro piccolo gioiellino, che già apprezzavano per forma e prestazioni, poteva fare di più, molto di più!

Immaginate allora questi simpatici individui, rosi dalla curiosità, e quindi avidi di conoscenza circa come sfruttare “a dovere” quell’oggetto dei desideri oramai non più tale. Fatto? Bene. Immaginate ora il volto dello stesso individuo alla notizia che, per trarre il massimo da questa macchina dei sogni, servissero “soltanto” altri 1500 euro o giù di lì. Fa sorridere, nevvero? Ma non penso che la reazione di costoro fu la stessa all’idea di essersi sperticati, fino a quel momento, in elogi in fin dei conti “falsi”. Sì perché una 360 collegata ad un tubo catodico disponeva di un suo appeal, forse superiore a quello della PS2, ma che qualcosa non quadrasse, con tutto quello sgranamento, era piuttosto evidente.

E allora si è sentita la necessità, improvvisa ed irrefrenabile, di possedere un nuovo oggetto dei desideri. Quasi come fossero non più il fine, ma il mezzo, le console venivano mestamente accantonate – almeno quanto a priorità di pensiero – a vantaggio di quei pannelli proibiti perché, in un primo momento, carichi di fascino: il fascino del proibito, per l’appunto. Anche qui è doverosa una precisazione. Il suo carattere pressoché proibitivo era dato dal fatto che una spesa improvvisa di quasi tre milioni delle vecchie lire comportava un esborso non da poco. Per molti, troppi, si tratta tuttora di circa due mensilità. Ma, miracolo delle finanziarie, anche questo divenne un traguardo accessibile a tutti!

Eccoci quindi ancora più indebitati, ma felici come non mai di possedere un nuovo archibugio di cui non conosciamo pressoché nulla – ed è un tacito rimprovero che il sottoscritto muove pure a sé stesso, visto che gli è capitato di incappare in malintesi del genere. Fatto sta che la realizzazione personale sembrava passare per forza di cose anche da questa tappa. Scrutare attraverso quello schermo dagli svariati pollici ci faceva sentire migliori in vista del futuro, ma peggiori in relazione al passato. Domande del tipo: “Come ho potuto vivere senza fino ad ora?!” gettavano del torbido all’interno della nostra più intima coscienza. Ma la panacea era qui, a portata di mano. Nessuno poteva frapporsi tra me ed il mio Project Gotham 3 in ai-definiscion, di niu-generescion e pure simulativo – che non è affatto vero, ma a tempo di smodata euforia è una licenza che fa colore.

Ma, bando al becero sarcasmo, è questo ciò che avvenne. Attraverso una violenta azione tesa a bruciare ogni tappa, molti ci ritrovammo in casa un televisore costoso, dalle prestazione elevate, ma che nemmeno veniva sfruttato per quello che l’industria offriva. Si è parlato tanto di Full-HD, quando alla fine della fiera i giochi a 1080p si contano sul palmo di una mano. E, mi spiace anticiparvi, non rileva che il tutto fosse nato dalla ferma volontà di imporre un nuovo supporto come il Blu-Ray. Che fosse così, o meno, non saprei. Ma non ricordo video, durante il primo anno di vita della 360, in cui la console Microsoft non girasse sempre sullo stesso identico Samsung. Senza contare che la piega della digital-delivery oggi sembra dirci abbastanza circa il fatto che non fosse strettamente quello lo scopo, ossia solo e soltanto di infilare un lettore Blu-Ray in ogni casa.

Insomma, non trovate ancora delle analogie? Peccato, vuol dire che chi vi scrive non dispone di una dialettica abbastanza incisiva. Cercherò allora di essere ancora più chiaro. Posto che bisogni sempre domandarsi a che pro accadano delle cose anziché delle altre, ritengo che l’evidenziare certi andamenti sia a prescindere un servizio che chi scrive e cerca, a suo modo, di fare cronaca debba rendere a chi legge, facendosi carico di quest’obbligo verso costoro. Di conseguenza, perché non rilevare un sospettoso corso degli eventi che ricalca, anche se solo in parte, quanto già avvenuto precedentemente? Specie se la bontà di questi eventi risulta ampiamente discutibile.

Guardate con quale e quanta vivacità viene a tutti costi sdoganata l’idea che 3D e touch-generation “è bello!“. Ci sembra una di quelle pubblicità progresso atte a sponsorizzare il pensiero più polically correct del momento. Ciò che in un primo momento pareva un’interessante proposta nell’ambito dell’avanzamento tecnologico, nonché della sua reale applicabilità, col passare del tempo sta assumendo la forma e la consistenza di un dogma. Ho accennato qualcosa durante la seconda puntata di Inside The Gamecast, sostenendo però la tesi secondo cui le varie correnti che stanno sorgendo possano ampiamente convivere. Tuttavia certe uscite, come quelle di Zeschuck, instillano in me quel dubbio al quale spesso, per convenienza, vorrei sottrarmi, cioè che tutto sia già stato deciso.

Ecco perché il rimando alla questione HD, con implicazioni annesse: anche illo tempore le cose apparvero belle che decise. Non so se in un passato ancora più remoto avvennero cose simili – anche se propendo per una risposta decisamente positiva – ma vivere quel periodo mi disilluse non poco. Giorno dopo giorno avevo modo di registrare dal vivo commenti, sensazioni e quant’altro in merito alla vicenda. E’ un po’ come studiare la Guerra del Peloponneso: esserci fu sicuramente tutta un’altra storia.

Ebbene, pur comprendendo con cognizione di causa quale fu lo sforzo profuso affinché le cose andassero “come dovevano andare” (vale a dire l’imposizione dell’High-Definition), non riesco a fare a meno di manifestare il sentore di una non ben precisata puzza in merito alla promozione delle odierne tecnologie. E se nel caso della ‘motion-control mania‘ è stato il mercato a dare ragione a Nintendo – quando tutti, nell’ambito degli addetti ai lavori, si facevano beffe di lei – quello del 3D e del ricorso forzato al touch-screen genera sospetti. Voglio dire, nel primo esempio Microsoft e Sony stanno tentando, con esiti finora incerti, di sondare il terreno al fine di trovare la loro gallina dalle uova d’oro. Chi con un nuovo PlayStation Eye, chi con un nuovo Wiimote, si sta cercando, in maniera oserei dire disperata, di far cassa spendendo nulla o quasi. Nonostante ciò, l’impressione è che queste “innovative” periferiche siano destinate a fare la fine che si meritano per il semplice fatto che né a Tokyo, né a Redmond, sembrano aver coscientemente compreso quale sia stato il vero motivo per cui a Kyoto abbiano incrementato le loro finanze vendendo un Game Cube poco potenziato, con implementata una tecnologia tutt’altro che inedita ma sicuramente sconosciuta al mondo dell’home-console.

In relazione alla questione 3D il discorso non può necessariamente vertere su appigli tratti da precedenti. L’unico elemento a dar manforte è l’altrettanto sforzo messo in evidenza in un altro settore dell’intrattenimento, ossia quello cinematografico. Anche lì, dal primo San Valentino di Sangue 3D, si è passati ad uno scenario in cui poco più di un quarto della programmazione nelle maggiori sale è disponibile in 3D. E nessuno ragiona sul fatto che, e parlo anche per esperienza personale, i film di questa tipologia cui assistiamo qui in Italia – pagando pure profumatamente – non sono che l’ombra opaca di quelli che proiettano all’estero in sale dotate di IMAX.

Sull’argomento iPhone/iPad resto ancora più perplesso. Quest’ultimo oggettino di Apple è in giro da nemmeno quattro mesi, e già si ergono figure che rilevano come possa costituire il futuro del settore – senza peraltro illustrare alcunché circa le sue affinità con questo mezzo. E’ chiaro, ci vuole del tempo, ma proprio in virtù di ciò, non sarebbe più cauto comprendere quali strutture prettamente videoludiche possano essere applicate, o quali possano essere costituite ex novo in relazione a queste nuove piattaforme? Procedere diversamente, facendo il passo più lungo della gamba, manifesta una strana ed inquietante volontà tesa alla consacrazione forzata di questo dispositivo quale piattaforma di gioco a tutti gli effetti. Cosa che, allo stato attuale, non penso si possa così agevolmente affermare. Senza contare, giusto per alleggerire il nostro argomentare, l’interessantissimo punto di vista del maestro Hayao Miyazaki in merito all’uso del nuovo tablet di Apple: “E’ disgustoso. Sui treni, il numero di persone che fanno quelli strani gesti a mo’ di masturbazione si sta moltiplicando“. Insomma, quantomeno Miyazaki è d’accordo nel confermarne in via implicita la crescente proliferazione. Ma noi siamo un po’ meno coloriti, e non disprezziamo un iPhone, per esempio, quale possibile piattaforma da gioco. Titoli come Plants vs. Zombies hanno indotto anche il sottoscritto a credere che ci sia del potenziale. La riproposizione di certe avventure grafiche del passato, come Beneath a Steel Sky, mi hanno fatto gongolare all’idea di possedere anch’io uno di questi cosi. Ecco perché preferisco accantonare la via dell’assolutismo ideologico, senza trincerarmi in discorsi aprioristici. Ma la via della prudenza, quella no, non la sia abbandona.

Ho divagato, lo so, ma spesso mi lascio trascinare dalle emozioni. Ho a cuore questo settore, forse più per quanto attiene al passato che al presente, ma non vedo perché anche qui l’economia debba far danni così ingenti. O meglio, il perché lo vedo, solo che mi piacerebbe che tutti fossimo un po’ più accorti. Ma mi rendo conto che l’assiduità di pochi nel cacciar via un amaro torpore a nulla vale se si rimane una minoranza. E allora continuiamo ad assistere al teatrino che ci stanno propinando con malcelata arroganza, senza esimerci da una comprensione degli eventi che mai può essere dettata dal partito preso.

Il punto è che sono in troppi a spingere verso questa direzione, quasi recitassero un copione dal gusto dubbio. Tanto industriarsi per promuovere certe soluzioni che, checché se ne dica, al momento rimangono alternative, non può lasciare indifferenti. Da questa parte non si è impermeabili all’avanzamento, anzi, purché questo avvenga in modalità consone e a fini oggettivamente utili – termine che per troppi oramai afferisce solo all’attivo delle casse, o qualcosa di astrusamente simile. Sono convinto, come lo ero prima, che questo settore disponga di abbastanza spazio per ospitare tutti, ecco perché certe prese di posizione così nette generano fastidi al basso ventre. Relegare il videogame al solo 3D, touch-screen e motion-control è mortificante alla stregua di coloro che hanno voluto ideologicamente rimanere agli sprite su schermo.

Al peggio, sappiamo che non saremo soli qualora dovesse consolidarsi lo scenario-limite auspicato. Da tempo, con buona pace delle new entry di questo sognante mondo, c’è qualcuno che è già stato spedito nel limbo degli incompresi. Non si capisce se sia un limbo o più un inferno, dato che una pena, queste figure, la stanno già scontando, ed è quella dell’indifferenza. Parliamo di quello zoccolo duro del gaming, riciclato a vantaggio di nuove generazioni di giocatori acritici e poco avvezzi alla fantasia. Eh sì, sono proprio loro, i reduci del gioco su PC.

Non mi ritengo un vostro membro, cari ragazzi, ma sono solidale con voi. Non tutti siete riusciti a passare indenni da quanto avvenne circa 15 anni fa, e molti di voi hanno dovuto tristemente deporre le armi di fronte ad una realtà che non vi capiva più. A voi, che potevate più di altri, è stato imposto pure uno standard che non vi apparteneva, e di questo ne avete sofferto. Alcuni tra voi hanno resistito e continuano a resistere, vagamente ottimisti e pronti alle sfide che il settore vi pone dinanzi quotidianamente. In tanti, però, vi siete arresi, ma con onore, al ruolo di riserve, che suona peggio di quanto il termine non lasci trasparire.

Se avverrà l’imponderabile, allora, insegnateci voi qualcosa. Voi temprati dalla “sofferenza” di anni in cui siete stati vittime di un sistema che vi ha soppresso; così, dall’oggi al domani, senza colpo ferire. Siate per noi ciò che Virgilio fu per Dante, con la differenza che il Sommo Poeta non era ancora dannato. Mostrateci compassione però, e abbiate la pazienza che si addice a chi sa cosa vuol dire un tremendo passaggio di quel tipo. D’altra parte, siete videogiocatori pure voi… :D

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[Anteprima Sonic Colours] Un porcospino nello spazio! [Primi dettagli, immagini e video dall'E3 2010]


Pare che Sega stia cercando di rilanciare alla grande la sua mascotte di punta, e gli ultimi progetti riguardanti Sonic ne sono la prova. Quindi oltre all’imminente e bellissimo Sonic 4, capitolo che gli appassionati aspettano da troppi anni ormai, abbiamo tra le mani un’altro gioco molto interessante, Sonic Colours in uscita entro fine anno per Wii e Ds.

In quest’occasione l’acerrimo nemico dell’istrice più famosa del mondo, il Dr.Eggman (O Dr.Robotnik), ha costruito un parco divertimenti nientemeno che nello spazio! (E con Sonic ormai, ci siamo abituati ad andare a finire inesorabilmente nello spazio :D ). Il suo piano di conquista ci è ancora sconosciuto, ma quello che sappiamo è che sta sfruttando una strana razza aliena chiamata Wisp, sfruttandone le energie cromatiche per i suoi malefici scopi. Sonic si rende conto che c’è qualcosa che non và, e infatti scopre che è proprio così, prendendosi il fardello di proteggere e liberare le povere creature.

Questi piccoli alieni sono in grado di dare al porcospino dei poteri speciali con il semplice scuotimento del Wii-Mote. Il Wisp giallo permette di scavare delle buche nel terreno, o anche nelle torte, come mostrato nell’immagine del livello Sweet Mountain qui sotto.

Il Wisp color ciano invece è in grado di dare l’abilità laser, rendendo capaci di mirare con estrema precisione i nemici e facendo viaggiare il porcospino in speciali fibre ottiche, mirando e distruggendo qualunque cosa si ponga sul suo cammino, e magari conducendo anche a passaggi segreti e nuove aree. Le abilità degli altri Wisps non ci è ancora dato saperle, visto che Sega ha deciso di mantenere segrete altre informazioni al riguardo.

Insieme all’uscita Wii ci sarà anche una controparte Ds, che seppur ci siano poche informazioni a disposizione, sappiamo che il gameplay sarà basato sulle classiche schermate 2D, molto in stile Sonic Rush Adventure sempre per Nintendo Ds.

In generale questo promettente progetto, mi dà ancora un’pò di fiducia nei confronti di Sega, che più volte ha maltrattato il povero Sonic con pessimi titoli a lui dedicati. La sensazione è che questa sia davvero la volta buona, e che molto presto ci ritroveremo fra le mani un godibile nuovo gioco di Sonic, come da tanto tempo non ne vedavamo!

Vi lascio speranzosi con una simpatica immagine di Sonic che corre attorno ad un Hamburger :D .

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Differenze tra Xbox 360 e Xbox 360 Slim [prestazioni a confronto tra nuova e vecchia Xbox]


E’ stata pubblicata una tabella riassuntiva delle differenze prestazionali tra la nuova e la vecchia Xbox. Cioè tra Xbox 360 (arcade, pro o Elite… non fa differenza) e Xbox 360 Slim. Dopo aver parlato in lungo e in largo della nuova console Microsoft e di Kinect, tra l’altro svelati da un banner di MS Italia, è giunto il momento di fare un confronto, serio, tra questi due splendidi oggetti tecnologici. Ovviamente dico “confronto serio” perchè non l’abbiamo fatto certo in casa noi, bensì Gizmodo, uno dei più importanti blog tecnologici del mondo.

Ovviamente queste differenze sono più o meno tutte relative al consumo di corrente, come potrete vedere dalla tabella qui sotto. Ma ci sono altre differenze: ad esempio la nuova Xbox 360 Slim è moooolto meno rumorosa. Il ruotare del suo CD si nota quanto un sospiro. Ed è vero, come aveva dichiarato Microsoft.

Confronto prestazionale xbox e xbox 360 slim

Se volete saperne molto di più, Gizmodo ha tratto il post dall’analisi fatta da Anandtech. I link sono qui sotto.

[via Gizmodo - The Improved Specs of New Xbox 360 Tested via Anandtech - Welcome to Valhalla, inside The new 250GB Xbox 360 Slim]

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“Se fossi Presidente”, serie di foto su improbabili edifici ispirati alle console


Prima di tutto voglio chiedervi umilmente perdono per il video in alto. Mondo Marcio da questa parti proprio non me lo sarei aspettato, men che meno mi sarei aspettato di essere il colpevole della sua inclusione sulle pagine di ITG.

La canzone però si intitola come la galleria di fotografie ritoccate che vi mostro, proprio perchè hanno lo stesso tema: cosa farebbero i rispettivi autori se fossero Presidenti dei rispettivi Paesi, Italia per MM e Francia per Joseph Ford (fotografo), Mohamed Bareche (direttore artistico), Antonie Mairot (3D) e Francois Brochenin (ritocco)?

Bene, nell’angolo rosso abbiamo un tizio che si ispira al peggio dell’hip hop americano, ai suoi vezzi e alle sue tendenza, ma lo fa con un’improbabile vena artistica e una voce decisamente insopportabile. Cosa farebbe questo paladino dei giovani d’oggi, questo eroe tricolore se trovasse un numero di imbecilli abbastanza elevato da farlo salire sul trono?

Anzitutto chiuderebbe le scuole per fare crescere le giovani menti libere di crescere da sole, legalizzerebbe l’erba e riaprirebbe le case chiuse: beate le giovani menti libere di spassarsela senza freni! Poi toglierebbe le tasse, ognuno avrebbe le cose che vuole, come capo non andrebbe mai via e avrebbe sempre una stagista nel letto di casa sua. Se non fosse per l’unica cosa di ciò che approvo, mi sembrerebbe di essere caduto in uno spot elettorale della peggior specie.

Un ritornello qua e uno là e siamo a posto: votate Mondo Marcio!

Qualche chilometro cerebrale più in là, oltre le Alpi, esiste un posto, una terra leggendaria chiamata “Francia“. Da quelle parti hanno un sacco di problemi come qui da noi, ma almeno quando sognano, sognano per bene: non il Paradiso del lesionato al cervello ma un esempio allegro e divertente di come un videogiocatore immaginerebbe alcuni edifici cittadini se avesse appunto il potere di costruirli a piacimento. La decisione è caduta su tre console/edifici:

Potete trovare la galleria di immagini If I were President su Amusement.fr .

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Videogiochi e ambiente: quanto siamo verdi noi gamer?


A questa domanda risponderei con un “dipende, dal videogioco a cui giochiamo”. Blanka, ad esempio, ha la pelle verde quindi se giochiamo con lui a Street Fighter 4 siamo sicuramente molto “green”.

Si, lo so che a Zelig non mi hanno preso e che la dovrei smettere di fare battute così incredibilmente scontate. Però, che ci posso fare: tutti hanno le proprie debolezze. Ma torniamo in tema che, probabilmente, a scrivere di videogiochi sono più bravo che come cabarettista.

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Ve l'ho detto che l'ecologia è una moda: questo vestito fatto di spazzatura ha sfilato in passerella!

L’ecologia è ormai una moda, o quasi. Una moda buona, sia chiaro: qualcosa di finalmente positivo che si sta diffondendo come un virus. Ma è anche qualcosa su cui molti fanno della sana disinformazione fregando la gente. Le aziende moderne, infatti, chi più chi meno, stnano abbracciando la “green economy” come possono millantando minori sprechi di energia, di carta, di benzina ecc e comportamenti ecosostenibili. Spesso è vero: qualcosina si muove. Altrettanto spesso si tratta solamente di pubblicità gratuita: un comodo specchietto per le allodole utile a ripulire la facciata. Se pensate che anche Mc Donald (un’azienda che di Green ha giusto il colore dell’olio delle patatine… quando lo buttano) sta sfoggiando, sulla carta, comportamenti ambientalmente corretti, c’è da riflettere.

Cioè in verità non c’è da riflettere, c’è da chiamare le cose come stanno: quest’attuale moda, si chiama Marketing!

Questo mese ci sarà l’Earth Day, cioè la giornata mondiale in favore dell’ambiente. La giornata in cui, si spera, i nostri sprechi di energia o materiali saranno ridotti al minimo (veramente) e la nostre forze proveranno ad unirsi per lasciare ai nostri figli un mondo migliore dal punto di vista della sostenibilità.

L’occasione è ghiotta per un articolo che provi a fare luce su quanto i videogiochi, in tutti gli stadi della loro produzione, “disruggano” l’ambiente. Cambiamo parola: danneggino, consumino, facciano male. Articolo che, a onor del vero, non mi invento certo io ma “traduco” da GamePro, popolare sito statunitense dedicato al divertimento elettronico ricco di inchieste e opinioni e non semplicemente pieno di scialbe news… proprio come Inside The Game (ops: ce la stiamo tirando? Se pensate di si ditecelo pure che proveremo a volare più in basso ;) ).

La prima notizia al riguardo è che la situazione non sta andando bene: la crescita incredibile del mercato che tanto amiamo non poteva di certo risparmiare l’ambiente. Avete idea di quanta plastica possa esserci dietro le dieci milioni di copie dell’ultimo Call of Duty? Ma soprattutto dietro ai quasi 25 milioni di Wii Fit vendute in tutto il mondo (non dimenticatevi che non c’è solo una custodia, un libretto di istruzioni e una pedana su cui fare esercizi)? E se pensiamo ai quasi 130 milioni di Nintendo DS? Cazzo è davvero un bel mucchio di plastica.

Non avendo trovato nessuna immagine rappresentativa per "Playing Dirty" ho usato questa sconcezza ;)

Non avendo trovato nessuna immagine rappresentativa per "Playing Dirty" ho usato questa sconcezza ;)

A Gennaio 2009 Greenpeace ha pubblicato una classifica delle società più verdi della gaming industry: incredibilmente la “paffuta” Nintendo è risultata terza e votata all’inquinamento: Microsoft e Sony hanno fatto, rispettivamente, una figura migliore. Ma mettere in fila i tre colossi dell’entertainment digitale non è indicativo. Sarebbe meglio capire quanto, oggettivamente, i loro prodotti sono responsabili delle emissioni di CO2 nell’aria o piuttosto delle inquinamento delle acque. Il nome del rapporto della ONG sui videogiochi era Playing Dirty e il suo scopo era proprio quello di scoprire cose ci fosse di sbagliato nelle nostre macchine da sogno, nelle nostre console.

Cominciamo con le console: sia all’interno di una Xbox 360 che di una PS3 sono contenute delle sostanze chiamate ftalati (sembra un errore di scrittura ma non lo è): cosa sono? Non entro nel dettaglio ma vi basti sapere che si tratta di particelle che potrebbero danneggiare il nostro apparato riproduttivo. Beh, per alcuni individui forse videogiocare potrebbe essere la soluzione giusta per evitare di fare qualche grosso errore.

Passiamo ai DVD, utilizzati da tutti: Nintendo, Sony e Microsoft. Secondo ClearCarbon, un’assocazione verde specializzata nello studiare l’impronta ecologica del carbone, la situazione da questo punto sta migliornando. Mentre nel 2006 era di 1.1 libre nel 2008 quest’imprnta era di 0.98, inclusa la produzione, il packaging e il trasporto di un singolo disco e della sua custodia. Da questo punto di vista, però, i nostri amati produttori di videogiochi stanno migliorando: sapevate che Modern Warfare 2 e Left 4 Dead 2 hanno una scatola denominata “eco-box”? Oltre ad abbattere i costi, questo particolare involucro è anche più leggero, più sottile e rappresenta una diminuzione del 15% nella riduzione dell’impronta di cui sopra. Non male.

Ovviamente questi danni all’ambiente sono nulli se confrontati con l’utilizzo e lo “spreco” di energia elettrica per giocare. Mentre scrivo mi sono appena ricordato di avere l’Xbox in Standby. E’ spenta, completamente… ma questo non significa che non stia consumando energia. Tutte e tre le console infatti anche quando sono spente rimangono “accese” in attesa di un segnale: devono captare un joypad che si accende o un telecomando che si muove. E’ quindi mia responsabilità spegnere la ciabatta che tiene acceso il mio “albero del gioco”, dove sono collegate tutte e tre le console e il televisore. Questo innanzitutto perchè all’ambiente, io, ci tengo. In seconda battuta perchè sto BUTTANDO SOLDI. Una Xbox tenuta attaccata alla corrente e spenta, consuma ben 143$ di soldi in un anno. Avete letto bene: in pratica una console nuova di pacca buttata senza giocare!

Volete davvero un mondo così per il vostro futuro? No cazzo no!

Volete davvero un mondo così per il vostro futuro? No cazzo no!

Passiamo all’ultimo e ahimè tragico punto del rapporto: dove finiscono le nostre console buttate? Personalmente sono un nostalgico e non ho buttato nessuna delle mie console. Sono a prendere polvere in cantina. Fortunatamente, io, non ho inquinato con le mie “scorie” videoludiche. Peccato che secondo le nazioni uniti da 20 a 50 milioni di tonnellate di spazzatura ogni anno siano da ricondurre all’electronic waste, cioè alla tecnologia buttata. Di questi, una grossa fetta, sono console. Inutile dire che la spazzatura generata dalle console Nintendo, Microsoft e Sonyo dai PC che utilizziamo per giocare, contiene anche materiali tossici che vengono rilasciate nell’aria sotto forma di tossine.

Insomma un vero disastro ambientale, i nostri videogiochi. Siete abbastanza depressi?

Beh, non dovreste esserlo perchè, ovviamente, da oggi è il momento di cambiare vita. Su molti problemi sovracitati potreste essere voi gli agenti di cambiamento. Anzi, cambio verbo nuovamente, DOVETE essere voi.

Quando potete comprate sempre in Digital Delivery, se dovete buttare una console cercate di chiamare il produttore della stessa e vedere come si può riciclare (da questo punto di vista nota di demerito, da parte di Greenpeace, a Microsoft e Nintendo che volontariamente peccano di un programma per riprendersi i “vuoti” e riciclarli). Altrimenti regalatela a qualcuno.

Non lasciate mai le vostre console accese e cercate di utilizzare, quando possibile, prodotti eco compatibili e sostenibili.

Il mondo, l’ambiente, gli altri e soprattutto i vostri figli, un giorno vi ringrazieranno!

[fonte: GamePro - How Green is My Game]

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Nintendo 3DS, un Nintendo DS 3D annunciato per il 2011


Sarà l’E3 il luogo dove Nintendo mostrerà al mondoil successore in 3D del Nintendo DS, probabilmente definibile come DS2; noi ve l’avevamo detto: i rumor si stavano facendo troppo insistenti sul nuovo portatile Nintendo.

Con il Nintendo 3DS (questo il nome della nuova console) sarà possibile godere di veri e propri effetti 3D senza l’utilizzo dei fantomatici occhialetti: ovviamente la console sarà compatibile con i titoli di DS e DSi.

Satoru Iwata in un’intervista al giornale giapponese Asahi ha dichiarato che “avrà nuove e migliori possibilità grafiche e necessariamente sarà equipaggiato con un sensore capace di leggere i movimenti dei giocatori”. Inoltre Nintendo ha annunciato che sarà possibile mettere le nostre manine pacioccose sull’oggetto nel 2011 anche se, il 15 Giugno all’E3 di Los Angeles, ne sapremo un po’ di più.

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Xbox 360 Slim – da Rumor a conferma? [Joystiq intervista Ben Heck: il modder più famoso del mondo]


In questi giorni si è diffusa su internet questa immagine, relativa ad una fotografia di una non meglio precisata “scheda madre” di un non meglio precisato “nuovo modello” di Xbox 360. Dall’immagine, in verità, nulla viene confermato perchè questa potrebbe essere una nuova disposizione per un modello comunque identico della console Microsoft.

Poco dopo però sono uscite altre voci di corridoio riguardanti l’utilizzo di memorie USB come storage in un futuro update del sistema operativo della console.

Aggiungiamo il fatto che, entro il 2010, uscirà il famoso Project Natal, ormai eletto come l’oggetto tecnologico più anticipato dell’universo (più dell’iPhone addirittura, a nostro avviso) e soprattutto nuovo “step” verso il futuro dei videogiochi, almeno secondo la conferenza Microsoft dell’E3.

Tutte queste informazioni, questi “indizi” lasciano davvero pensare che Microsoft non potrà certo continuare a prensentare la sua console in una sola edizione: quella del lancio. Al di là di Xbox 360 Elite varie, chip Falcon inseriti per evitare il Red Ring of Death e modifiche strutturali ad Hard Disk o joypad, l’ultima console con la X al centro è rimasta la stessa di quel lontanissimo 2 Dicembre 2005, giorno in cui per la prima volta venne distribuita nei negozi europei.

Cinque anni senza un restyling??? Non sono un esperto di storia dei videogiochi ma non credo sia mai successo o quasi, soprattutto in tempi recenti. E’ vero che di solito le riedizioni servono soprattutto verso la “fine” della vita di una macchina da gioco per cercare di rilanciarla e vendere gli ultimi esemplari prima della prossima versione, ma è anche vero che questa generazione è profondamente diversa dalle altre e probabilmente non vedremo i successori di Wii, PS3 e Xbox 360 per ancora molto tempo.

Fatta questa premessa veniamo alla notizia di oggi: Joystiq, dopo aver pubblicato le foto “rubate” di questa nuova scheda madre si è fatta aiutare a commentarle da Ben Heck, il modder di Xbox 360 più famoso del mondo o quasi. Un tizio la cui conoscenza della componentistica hardware dietro alla console Microsoft è davvero approfondita.

Il suo responso? Ebbene si: quella scheda madre potrebbe appartenere, con ogni probabilità, ad un nuovo modello di Xbox 360 che chiameremo ormai Slim per dare un termine comune a tutti ma che potrebbe essere chiamato in qualunque modo. Le osservazioni di Ben Heckendorn sono molto tecniche e talmente accurate da far trapelare anche tantissimi altri dettagli su questa nuova edizione della console. Ad esempio non c’è alcuno slot per la Memory Card, la ventola sarà laterale e non ci sarà alcun Wi Fi integrato.

Potete leggere questo e addirittura vedere uno disegno di come, secondo quessto hacker/modder, sarà la Xbox 360 Slim seguendo il link all’articolo pubblicato dal famoso Blog: Ben Heck ponders Xbox 360 Slim: Motherboard, Memory Unit support, internal hard drive

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Microsoft, Xbox 360 e la teleassistenza sanitaria


Teleassistenza, che parolone. Ho anche fatto la mia tesi di laurea in ingegneria elettronica sulla teleassistenza fornita tramite digitale terrestre. Peccato che però il decoder non serva molto ad assistere le persone malate quanto i malati di calcio, visto che l’unica cosa che abbia successo sul digitale sono le partite. Solito machismo italiano.

Avrà più fortuna Microsoft con il suo sogno di utilizzare Xbox 360 per permettere ai dottori di monitorare lo stato dei pazienti a casa e fornire cure mediche adeguate anche senza una visita dal vivo?

Health Care“, questa la parola d’ordine del marketing Microsoft, per commercializzare il Project Natal. L’idea esposta poco fa, infatti, è tutta integrata e convogliata a partire dalla famosa telecamerina 3D che sarà teatro di una vera e propria rivoluzione, dicono, ma ahimè sempre meno videoludica.

Vogliono utilizzare la console negli ospedali e la capacità di Natal di riconoscere le persone per monitorare i pazienti all’istante e aiutarli nelle loro cure. Ma quand’è che ci parleranno di videogiochi invece di dirci tutte le altre cose fantastiche che si potranno fare con Natal? Quando ci faranno vedere come l’implementazione di Milo verrà sfruttata, sul serio, in un titolo ludico?

Tanto lo sapete, per noi Project Natal è semplicemente un sogno rubato a Nintendo. Semplicemente un eyetoy migliorato… o poco più. Vedremo se la storia ci darà ragione o torto: in entrambi i casi, saremo contenti. Anzi speriamo proprio di vedere infranta la nostra previsione e videogiochi sviluppati per Natal davvero belli e avvincenti.

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C’è del marcio negli RPG moderni? [IGN e 2ch]


Ogni generazione di console ha le proprie vittime, generi in difficoltà a stare al passo con i tempi; ultimamente sotto accusa sono spesso gli RPG giapponesi, rei di non innovarsi e rinnovarsi. Qualche giorno fa il network videoludico IGN ha provocatoriamente colto la palla al balzo, pubblicando un editoriale intitolato “10 modi per aggiustare i JRPG“. L’articolo cerca di proporre i 10 “punti critici” del genere, senza risparmiarsi un po’ di sana ferocia e di (malsano?) americacentrismo. Il calcio d’inizio è che con l’uscita di Fallout 3 e Mass Effect l’industria degli RPG è di nuovo pienamente rappresentata dagli States, mentre il Giappone resta ancorato a stilemi ormai risalenti al periodo NES. Le proposte? Eccole, per sommi capi.

Fallout-3

10 – I luoghi: personaggi che hanno sempre e solo una cosa da dire e case con oggetti tanto più preziosi quanto più ci si allontana del proprio villaggio; l’idea di poter liberamente entrare in casa d’altri come fosse la propria ancora desta perplessità. Gioco colpevole:Blue Dragon

9 – Il livellare e gli scontri galleria con tutti i boss del gioco prima di arrivare al boss finale, qualunque cosa, insomma possa essere definita “filler”, backtracking ovviamente compreso. Gioco colpevole: The Last Remnant

8 – I ritratti dei personaggi con finestra di dialogo sotto: solo un modo furbetto per evitare di studiare espressioni del viso e dialoghi a scelta multipla? Questa l’accusa. Gioco colpevole: Disgaea 3

7 – La libertà d’esplorazione, limitatissima nei JRPG moderni, in cui gli spostamenti sono spesso un viaggio da punto A a punto B e nient’altro. Gioco colpevole: Eternal Sonata

6 – I clichè: lo spadaccino duro e scontroso, l’eroe con amnesia, il comprimario simpatico, la ragazza curatrice, quante volte li abbiamo visti? Gioco colpevole: Magna Carta 2

5 – La localizzazione inglese, spesso affrettata e di scarsa qualità o troppo vicina all’originale nipponico, con tutto un apparato di vocine stridule che non convince; “culture clash”? Gioco colpevole: Enchanted Arms

4 – Multiplayer: mai presente, è stato un importante valore aggiunto nell’ RPG all’americana dai tempi di Diablo. In White Knight Chronicles e Demon’s Soul funziona, perchè non è ovunque? Gioco colpevole: Tales of Vesperia (ma suvvia, potrebbe essere qualunque cosa)

3 – Punti di salvataggio: con l’aumentare dell’età media del giocatore cala drasticamente il tempo disponibile, e affrontare dungeon da quattro ore con un punto di salvataggio all’entrata e uno all’uscita diventa un problema…in effetti. Gioco colpevole: Star Ocean: The Last Hope

2 – La Storia, quella con la S maiuscola, quella di ogni JRPG: un ragazzo, la sua storia di crescita, il suo scontro con un mondo ostile, la possibilità di riuscire perchè LUI è il prescelto, fermatemi se l’avete già sentita…Gioco colpevole: Final Fantasy Crisis Core

1 – Il sistema di combattimento: quattro possibilità, attacco, difesa, magia, oggetti; signori fate il vostro gioco. Gioco colpevole: Spectral Force 3 (!)

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I punti, onestamente, non sono tutti giustificati o condivisibili, e a titolo personale trovo che alcuni siano parecchio autocompiaciuti. La necessità di una trama che si allontani dai clichè è sacrosanta, ma esistono parecchi prodotti, recenti, che si distaccano con piacere dai luoghi comuni, su tutti mi vengono in mente Persona e Inazuma Eleven, RPG calcistico per DS mai arrivato qui. Sono ugualmente dubbioso sul sistema di combattimento, gli esperimenti sono stati fatti, non da Spectral Force 3 in effetti, ma da Eternal Sonata sì, idem per quanto riguarda lo scandaloso Enchanted Arms e Final Fantasy Crisis Core (per non citare l’eccezionale The World Ends with You). Posso trovarmi d’accordo per quanto riguarda le scelte multiple nei dialoghi, così come sacrosanta trovo la necessità di poter salvare ovunque e l’implementazione del multiplayer (ma c’è chi ci ha lavorato e sta lavorando: Dragon Quest IX, Blood of Bahamut, Final fantasy Crystal Chronicles). Le finestrelle con i dialoghi sotto le trovo una scelta stilistica, e il discorso localizzazione un problema non relegato al solo ambito JRPG; ma ripeto, questi sono i miei veloci 2 cent sull’argomento.

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Interessante invece la replica più o meno unificata degli utenti di 2ch, forum nipponico conosciuto per l’alto livello di utenti otaku, le cui risposte catturano appieno il problema dei rapporti tra USA e Giappone in ambito videoludico.

“Gli RPG Giapponesi cercano di far sperimentare al giocatore la crescita del proprio potenziale a partire da zero. Sono indispensabili per il mantenimento dell’ordine pubblico”

“Gli americani non apprezzano veramente la profondità in un gioco, ecco perchè le cose migliori non vengono esportate”

Oblivion va bene, ma i giochi stranieri sono grossolani. Non hanno sfumature e character design e trama sono brutti”

“E gli FPS stranieri? Sono tutti uguali tra loro”

Io trovo queste risposte interessantissime, sia per la frecciata al mercato USA, in cui molto spesso i prodotti più innovativi de genere non arrivano (per mancata richiesta del pubblico americano o per errata percezione delle software house giapponesi?), e per il modo in cui riescono a delineare i confini di uno scontro di culture che entro parecchi termini, per sensibilità e desideri, sono agli antipodi. Nessuna conclusione e nessun insomma o quindi, per quanto mi riguarda, ognuno ha la propria opinione e la mia la sapete, più o meno. Come concludere? Citando un utente di 2ch:

“Mi appello alla differenza culturale!”

Amen

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