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Giovanni Auditore, assassino in carne ed ossa [cortometraggio di Assassin's Creed 2]


assassin's creed 2 ubisoft ezio auditoreVi racconto un aneddoto su questo video. Mi sono reso conto solamente dopo una trentina di secondi che non si trattava di computer grafica ma di attori veri. Lo so, sono un po’ sbadato; questo mio lapsus però la dice lunga su quanto la grafica computerizzata in questi ultimi anni abbia fatto dei passi da gigante e sia ormai simile al fotorealismo. Ma non è solo questione di immagini, ma anche di montaggio: i professionisti dei trailer dei videogiochi, ormai, hanno raggiunto livelli  che non si vedono neanche al cinema.

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La risposta dei Gamers [column]


Levelhuman

[Premessa doverosa, l'articolo è uscito praticamente un anno fa su Game Pro: molti particolari qui citati, quindi, sono decaduti e si noti che il tutto risale ad eventi di circa 12 mesi fa]

I videogiochi sono sotto attacco.

Non c’è bisogno di spie rosse lampeggianti o di allarmi da coprifuoco per accorgersi che l’uscita di Grand Theft Auto 4 ha letteralmente gettato benzina su un incendio mai assopito: quello a cui si scaldano psicologi, avvocati, giornalisti dei media tradizionali, associazioni di genitori e associazioni religiose. La fiamma del rifiuto del videogioco come medium e come, addirittura, opera d’arte; quel sentimento di paura verso un’innovazione tecnologica proprio del genere umano in tutte le epoche storiche. I primi uomini che videro un treno, non volevano salirci perché era spaventoso viaggiare su qualcosa non trainato da animali; col tempo si sono abituati.

I vari attacchi che si sono susseguiti dal 29 aprile in poi sono echi della voce di quegli uomini: chi non può difendere il proprio status quo con la ragione o la forza può solo mettere sul tavolo la carta della paura. La stessa carta di cui abusa Jack Thompson nelle sue partite contro i “videogiochi violenti”: il celebre avvocato americano “cristiano conservatore”, diventa un vero attivista quando si tratta di attaccare Bully o prodotti simili. Se ogni tanto si concedesse una sfida virtuale, al di fuori delle aule di tribunale, forse non sarebbe così avvelenato: magari a Phoenix Wright, per unire l’utile al dilettevole. Ma non è il solo che dovrebbe provare ad utilizzare un prodotto interattivo giocandolo e non guardandolo; è davvero triste sparare a zero senza nemmeno documentarsi come hanno fatto i media tradizionali in questi mesi. Appunto mentre il capolavoro Rockstar riscriveva i record dell’industria dell’intrattenimento mondiale, molti telegiornali nazionali hanno mandato in onda pura “disinformazione videoludica”; niente di inedito per il piccolo schermo.

Mai sentito invece uno showman accanirsi su un prodotto simile in radio: durante Viva Radio 2, trasmissione condotta da Fiorello e Baldini, il primo ha affermato che GTA4 “… andrebbe veramente bandito”. Ecco dimostrato che anche i personaggi simpatici e apparentemente non cretini, quindi, leggono le veline, prima di portarsi a letto quelle in carne ed ossa.

L’assenza totale di un contraddittorio, in questi casi, crea un lacerante interrogativo: ma perché a parlare di videogiochi al grande pubblico è sempre qualcuno che probabilmente non sa neanche dove va inserito il disco? Non esiste una via per far sentire la voce degli appassionati?

Secondo me c’è un modo per controbattere; un modo per far arrivare la risposta dei gamers a chi voglia quantomeno sentire un’altra campana. Si chiama UGC, Contenuto Generato dagli Utenti (User Generated Content). Quanto sarebbe stato bello, ad esempio, poter vedere il filmato del dibattito tra Metalmark e  il sapiente psicologo del Moige su Youtube? Sapreste pensare a quante volte un simile video, grazie al passaparola, sarebbe stato visto e commentato? La strada da battere, quindi, è proprio questa: l’UGC è una rivoluzione che ormai non accenna a fermarsi. Nascono nuovi blog ogni secondo e su Youtube, ogni ora, vengono aggiunte dieci ore di contenuti inediti: nessuna TV, nessun giornale e nessuna radio ha una redazione di milioni di utenti sparsi per tutti i continenti.

Al giorno d’oggi l’informazione non corre più solo sul piccolo schermo o sui tabloid; anzi è il caso di dire che chi vuole veramente informarsi ha spento la TV da anni. Il fantomatico “web 2.0” ha innescato nella popolazione mondiale tanti comportamenti criticabili, come il voler essere costantemente in vetrina, ma ha anche portato una costante democratizzazione dei contenuti. Su internet non c’è articolo che non si possa commentare: sulle piattaforme di upload di filmati si può addirittura inviare una video risposta. Se c’è un altro lato della medaglia, qualcuno è sempre pronto a mostrarlo.

C’è un caso emblematico a riguardo: il video maker Alessandro Paciolla ha pubblicato su Youtube un video intitolato “Stop Ai Videogiochi”, nel quale accusa con poca sagacia il medium interattivo di instupidire chi lo pratica. Nel cortometraggio, peraltro abbastanza ben fatto, la tesi espressa è molto banale: meglio fare altro piuttosto che videogiocare. I gamers non l’hanno presa bene. Il video è stato subissato di commenti negativi e critiche, in numero così grande da costringere l’autore a censurare chi non la pensava come lui per poi addirittura chiudere il suo stesso account, nella speranza di eliminare per sempre la sua opera da internet. Probabilmente avrà capito l’errore, o almeno a me piace pensare così; ma i “crudeli” gamers non si sono comunque fermati. Hanno rimesso il video su Youtube, per permettere a chi non aveva ancora commentato di farlo, così che ad imperitura memoria chi colpisce il videogioco sa che verrà colpito a sua volta.

E nel caso delle critiche piovute su Nico Bellic tramite telegiornale si può fare subito un altro esperimento: scrivete sulla ricerca di Youtube i termini “GTA” e “TG1” e il primo video proposto sarà quello dell’utente andrybara. Un giovanissimo gamer che dà la sua risposta, magari un po’ sgangherata, ma pur sempre libera ed efficace. Più di cinquemila visite per un video ripreso dallo stesso “attore” con la telecamera a mano; più di cento commenti a supporto, tutti di indignazione verso il servizio, in cui si vede un’epilettica mano schiacciare i tasti sul joypad in maniera forsennata: peccato che lo schermo stia mostrando un trailer del gioco e non una parte interattiva.

Una menzogna smascherata da una risposta compatta, quella dei gamers, e da un mezzo con infinite possibilità.

Da Game Pro 15 di Agosto 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete

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Escape from City 17


Non potevo non postare questa nuova segnalazione di Kotaku, nonostante sia la seconda in una settimana (ma in fondo per mesi non l’ho mai citato…).

E’ veramente una figata.

Questo cortometraggio, parte 1 di “Escape from City 17“, mi sembra quasi fatto meglio dei film tratti dai videogiochi cinematografici.

E’ incredibile come dei fan, con circa 500$, siano riusciti a produrre una simile opera, che rasenta la perfezione nonostante non ci sia Gordon Freeman coinvolto.

E’ una visione in carne ed ossa di City 17, la città di Half Life 2, mentre infuria la guerriglia.

Gli autori sono i Purchase Brothers.

Ovviamente speriamo che questo sia un assaggio del “vero” film di Half Life, che Gabe Newell di Valve aveva annunciato, sperando che non sia come “Doom” o altre baracconate hollywoodiane senza capo nè coda tratte da fumetti/libri/videogiochi. Al cinema vogliamo vedere i fanmovie!

Buona visione.

[Fonte: Kotaku - Half Life 2 the short movie]

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Bike Hero: un genio!


Domani esce il nuovo Guitar Hero: World Tour in Italia.

Festeggiamo con questo video: Bike Hero (scovati da Viewtifulmee).

Secondo me il tizio che se l’è inventato è assolutamente un genio.

Siete d’accordo?

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Mauvais Role: dalla parte del cattivo


[youtube=http://it.youtube.com/watch?v=bQXN8ZHuBBA]

Una volta il venerdì cercavo sempre qualcosa di artisticamente legato ai videogiochi da pubblicare sul blog. Le buone abitudini, si sa, bisognerebbe coltivarle.

Eccovi quindi un corto molto interessante e anche divertente, sottotitolato in italiano da lancil9. E’ francese ed è ambientato nella testa e nella vita di un cattivo dei videogiochi, stanco del suo mestiere. Come Jessica Rabbit: “mi disegnano così”, anche questo villain, in verità ha un cuore d’oro.

Sette minuti davvero da non perdere con uno squardo magari alla versione ad alta qualità presente sul sito ufficiale.

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