Pacific City è tornata, ma è ridotta molto, molto peggio di prima. Quella che era una città sull’orlo del baratro nel primo Crackdown, diventa in questo secondo un abisso di perdizione, conteso dai terroristi dell’organizzazione The Cell, dai mutanti che infestano le strade soprattutto di notte e dagli Agenti, di cui faremo ancora una volta parte.
La corposa demo disponibile da oggi su Xbox Live offre un tempo limite di 30 minuti a partita, al termine dei quali potremo ripartire con tutti i progressi azzerati, da affrontare in co op fino a 4 giocatori: per fortuna abbiamo ampia libertà di vagabondare per la città portando la vera distruzione su tutto e tutti.
Come nel primo capitolo, essere dalla parte della legge in un contesto sprofondato nel caos ha i suoi vantaggi, addirittura maggiori di quanto ricordassimo: per esempio lo sterminio di civili innocenti non avrà ripercussioni sullo sviluppo delle nostre abilità, e si riduce a qualche ammonimento e poco più.
Il nucleo del gameplay è assolutamente inalterato e consiste nel classico free roaming per le strade e i tetti alla ricerca di missioni principali, secondarie e di terzo livelo, a seconda dell’importanza e rilevanza delle stesse rispetto alla trama. Il nostro super agente ha a disposizione lo stesso tipo di equipaggimaneto già noto, composto da due armi (ma possono essere raccolte quelle degli avversari per salvarle nel data base dell’Agenzia e utilizzarle a piacimento) e un tipo di granata.
Il tutto è essenziale per fronteggiare i due distinti tipi di minacce che ci si pareranno davanti: i terroristi, armati fino ai denti e assiepati nelle location chiave di ogni missione, e i mutanti, che vagano per le strade attaccando tutto e tutti, raggiungendo durante la notte un potenziale numerico davvero esagerato, persino per un eroe tutto d’un pezzo e ultra potenziato come quello che impersoniamo.
Dopo qualche partita, tristemente in singolo per la mancanza di amici online, è chiaro che molto poco è cambiato rispetto alla formula vincente del primo episodio e chi si aspettasse stravolgimenti o netti passi in avanti non potrà che restare un po’ deluso.
Il parco giochi di demolizione che è ormai Pacific City ha subito ingenti danni, ma non sarà difficile provare un forte senso di deja vu in molti contesti: chiaramente è legittimo perchè la location è immutata, ma la cupezza generale, aumentata dalla scelta di colori leggermente più tetri nonostante il cell shading, non aiuta nè a “sentirsi a casa” nè a stupirsi di viste o scorci particolari.
Molto simili al passato anche le tipologie di missione, che coprono tutto il campo di ciò che ci si possa lecitamente aspettare da un titolo simile: corse in macchina/sui tetti a tempo, ricerca degli orb per potenziare le abilità base e massacro incondizionato tra mille esplosioni compongono il vademecum del gioco, con l’aggiunta di specifici obiettivi da riconquistare a furia di piombo per liberare zone strategiche e permettere all’Agenzia di non perdere terreno rispetto a The Cell.
L’aspetto veramente preoccupante della demo, considerando che l’uscita è prevista per il 9 luglio, è la gestione del puntamento delle armi, che spesso fallisce clamorosamente nel mirare il nostro obiettivo prescelto per concentrarsi su un rivale molto distante o addirittura su un barile: difficilmente verrà messa una toppa e allo stato attuale un po’ di frustrazione è inevitabile.
Tecnicamente non c’è nulla di straordinario e Crackdown 2 sembra assestarsi più o meno sui livelli del predecessore, che ottenne larghi consensi e molte attenzioni grazie alla freschezza del gameplay e all’esagerazione di ogni azione, dai salti ai combattimenti fino alle corse in auto.
In questo seguito c’è tutto, ma niente colpisce davvero nel segno (beh… le granate magnetiche sono FANTASTICHE!): di certo il co op sarà l’elemento in più capace di azzerare tante perplessità, così come le modalità multiplayer competitive, che speriamo possano essere varie e almeno in qualche aspetto… nuove.
Vi segnalo l’aggiunta delle radio nelle automobili e la probabile presenza di una tracklist molto variegata: l’unico brano che ho riconosciuto al volo è “Bad Moon Rising” dei Creedence Clearwater Revival, che si sposa perfettamente con l’invasione delle starde che ogni notte viene perpetrata dai mutanti.
Interessante poi l’introduzione dei “quasi-achievement” : è possibile ottenerne 10 (per un totale di 100 gamerpoint), che verranno sbloccati immediatamente una volta acquistato il titolo. Un modo decisamente migliore di quello visto per i Live Arcade, che si limitano a un laconico “avresti ottenuto…”
In definitiva, ferma restando l’impossibilità di un giudizio completo sulla sola base di una demo, Crackdown 2 non sarà una sorpresa come il predecessore. Qualche limite tecnico è già evidente, ma la possibilità di giocare in quattro tutta la campagna, le modalità multiplayer e il divertimento di portare ovunque la distruzione non possono essere sottovalutati. Di certo mi sarei aspettato di più, soprattutto in termini di novità: Ruffian Games ci ha rovinato la sorpresa, speriamo non facciano altrettanto col gioco!