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Steam cambia la storia: arriverà su Apple MAC


Steam, la principale (e più grande) piattaforma di digital delivery per PC, sta per arrivare anche sui computer dotati di sistema operativo Mac. Ebbene si, proprio i computer griffati con la mela morsicata, da sempre “ostili” ai videogiochi (in verità è il contrario: sono i videogiochi che sono sempre stati ostili a iMac, Macbook e soci) saranno dotati del fantastico servizio creato da Valve e quindi, probabilmente, titoli come Counterstrike, Half Life 2 e tanti altri arriveranno su sistema operativo Apple.

Questa super notizia è non solo davvero “una bomba” ma è anche considerata, dalle stesse parole di John Cook di Valve: “Questo è il più grande risultato raggiunto da quando il servizio è stato lanciato”.

Su questa frase, direi, possiamo chiudere il post: l’importanza che stanno cominciando ad avere i computer della famosa mela di Cupertino (grazie al loro appeal, al fatto che funzionino, alla loro potenza ecc) è talmente tanto evidente che il mercato dell’entertainment più potente del mondo, ormai, non può più ignorarla.

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Xbox live arcade vale 100 milioni di dollari [i 10 titoli più venduti online]


Ah, il Digital Delivery, questo sconosciuto. Da noi, eccezion fatta per pochi “eletti” che conoscono bene il mercato e le sue possibilità, chi scarica giochi da Xbox Live Arcade o da qualunque altra forma di Digital Delivery?

Diamo una percentuale veloce a caso: guardatevi intorno, pensate ai vostri amici e chiedetevi quanti giochi hanno scaricato e giocato direttamente e quanti invece ne hanno comprati. Vogliamo dire che almeno il 90% dei giochi sono acquistati in un negozio? Secondo me è anche un numero pessimista, se si prendesse in esame la media dei videogiocatori italiani sarebbe molto più alto (anche perchè il 50% degli stessi ha a casa solo FIFA).

Invece il mercato del Digital Delivery e, per l’esattezza quello di Xbox Live Arcade, cresce di anno in anno: nel 2009, l’anno della crisi economica mondiale, è cresciuto del 34 % e vale esattamente 100 milioni di bei dollarozzi.

E quali sono i videogiochi di XBLA più venduti del globo? Semplice, EDGE online ha stilato la classifica dei più renumerativi. Ecco a voi i magnifici 10.

Battlefield 1943 (EA Dice) – $12.5 million ($15.00)
Castle Crashers (The Behemoth) – $7.3 million ($15.00)
Trials HD (RedLynx, LTD) – $7.1 million ($15.00)
Shadow Complex (Chair Entertainment / Epic Games) – $6.1 million ($14.38)
Family Game Night (Hasbro) – $4.2 million ($9.53)
Marvel vs. Capcom 2 (Capcom) – $4.2 million ($15.00)
Magic: The Gathering (Stainless Games) – $2.8 million ($10.00)
Worms 2 (Team 17) – $1.8 million ($10.00)
Peggle (PopCap Games) – $1.8 million ($8.86)
Turtles in Time: Reshelled (Ubisoft Singapore) – $1.7 million ($10.00)

Fa veramente piacere notare come Castle Crashers, un gioco indipendente sviluppato da un piccolo studio formato da poche persone che potrebbe trovarsi anche, chessò, a viterbo (mentre invece si trova a San Diego, California) ha fatto incassare a Microsoft ben 7.3 Milioni di dollari di cui, una buona percentuale, sarà sicuramente andata nelle tasche degli sviluppatori.

E allora programmatori italiani, che aspettate? Su, mettetevi al lavoro, diventate ricchi. Se vi manca l’idea anzi, contattatemi che qualcuna ce l’ho.

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Primi Games on Demand disponibili, con qualche sorpresa gratis!


Si sapeva da qualche settimana che Microsoft avrebbe dato in pasto agli utenti Pc una controparte equivalente a Xbox Live. I primi Games on Demand sono online, ma a far discutere, come spesso capita, sono i prezzi. Anche se a ben guardare c’è addirittura un titolo gratuito al fianco di un paio di offerte a prezzo stracciato. Vediamo nel dettaglio come la casa di Redmond ha approntato la propria piattaforma di digital delivery.

L’idea di partenza è quella di non lasciare il monopolio di un mercato ancora in discreta salute, quello dei Pc, allo strapotere di Steam, e, almeno sotto il profilo delle gamertag, unificare questa utenza a quella di Xbox 360.
Chi si fosse trovato (come me) a installare e giocare Dawn of War 2 sa già che la propria identità digitale può essere inserita nel sistema dei Games for Windows, in modo da accomunare tutti gli obiettivi ottenuti sulle due distinte piattaforme: nel momento in cui installerete il client, vi verrà proposta la creazione di una gamertag o l’inserimento della vostra fedele compagna.

In sostanza tutto prosegue poi come Valve insegna, con poche e semplici operazioni potrete analizzare il parco titoli, i relativi prezzi e procedere all’acquisto.
In teoria i titoli disponibili sono pescati tra il meglio che questo 2009 ha da offrire: Resident Evil 5, Street Fighter IV, Red Faction Guerrilla. In più qualche titolone appena appena più vecchio, come l’immenso Fallout 3. La lista completa è disponibile sul sito ufficiale e sarà costantemente rimpolpata con nuove leve.

In occasione del lancio sono pronti al download a prezzo ribassato del 50% Viva Pinata e Shadowrun: guarda caso i titoli più vecchi del lotto, che qualsiasi negozio che traffichi in giochi usati può vendervi allo stesso prezzo.
Per fortuna Tinker, il puzzle game donato gentilmente agli acquirenti di Windows Vista Ultimate, è totalmente gratuito.

Insomma, per quanto io possa girarci intorno sempre sui prezzi andrò a cadere: su quelli si combatterà la vera lotta della digital delivery. Il comportamento della maggior parte dei servizi ad oggi disponibili è quanto di più irritante ci si potesse attendere: quando ci sono offerte (es. Machinarium su Steam), prevedono una diminuzione del costo totale di soli 5 euro rispetto alla controparte da scaffale; molto più  spesso però i prezzi sono assolutamente in linea ed è questo a sconfortarmi: perchè acquistare allo stesso prezzo (o giù di lì) un prodotto che non ha supporto, confezione, istruzioni… insomma, tutto ciò che è si contorno, ma anche parte integrante del piacere di acquistare un bene?

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La seconda profezia di inskindamus: la Playstation 4 [altre ipotesi più o meno fondate sulla next-Next Generation]


Con la prossima generazione Sony affronterà la sua battaglia più dura dai tempi del lancio della prima, mitica Playstation in barba allo storico duopolio SEGA/Nintendo.

Forte della proprietà del Bluray, che con tutta probabilità sarà il supporto su cui usciranno i giochi della next generation, ma con il digital delivery che incombe e con un brand fortemente indebolito da una serie di mosse che è un eufemismo definire poco azzeccate, la casa del Walkman si appresta infatti ad iniziare la prossima console war partendo da una posizione di  svantaggio che non le è congeniale.

L’estromissione di una personalità carismatica come quella di Ken Kutaragi (già ribadita dal nostro Jabaskunda) oltre alla perdita di un volto riconoscibile e visceralmente legato al nome Playstation, ha portato con sè lo smarrimento della via, l’allontanamento da un percorso che col senno di poi solo lo stesso Kutaragi sembra riuscisse a intravedere attraverso le nebbie del futuro.

E proprio così Sony sembra presentarsi alle porte della nuova generazione: senza un sentiero di mattoni gialli da seguire e senza una guida. Ma oggi, e solo per oggi, il vostro inskindamus vuole essere benevolo e ottimista riguardo il futuro della casa che ha reso il videogame un fenomeno di massa.

Partiamo dalle cose certe: quello che non manca a Hirai e soci, oltre ad un supporto capiente e proprietario, è la capacità di creare una macchina potente e prepotentemente multimediale, perfettamente in grado d’interfacciarsi con quanto già presente nelle nostre case.

Partendo da questi punti fermi, c’è però sicuramente da lavorare su una architettura interna che garantisca una maggiore flessibilità, così da permettere agli sviluppatori di spremere a fondo e da subito le potenzialità del Cell (sul quale probabilmente verterà anche il prossimo sistema) senza richiedere tempi e costi eccessivi. Niente più titoli multipiattaforma inferiori rispetto alla concorrenza quindi, nella speranza di tornare ad essere l’hardware di riferimento e non doversi più porre il problema.

C’è poi un gran bisogno di idee forti, che siano ben visibili anche al di fuori della scocca di una prossima PS4. La battaglia oggi si combatte in primis sul campo dei controller, e ci vuole qualcosa di realmente nuovo e concreto, che sia coraggiosamente supportato sin dal principio; considerata però una certa carenza di originalità mostrata in questi anni, si tratterà probabilmente anche di un’invenzione derivativa rispetto a quanto sta emergendo in quest’ultimo periodo.

Lavorando con la fantasia direi un controller che, supportato da una cam stavolta venduta assieme all’hardware principale, unisca la mappatura nello spazio propria della PS3 Wand con i sottosfruttati giroscopi del Sixaxis e i più comuni controlli analogici del Dual Shock, per creare qualcosa di rapidamente “scalabile”, che consenta di giocare efficacemente tanto in modo tradizionale quanto in modalità “motion” senza dover aggiungere o togliere ulteriori periferiche.

Plausibile anche l’aggiunta di qualcos’altro che lo renda irresistibile per i geek: la presenza di un piccolo schermo, magari, anche se potrebbero preferire una riproposizione, stavolta più efficace e meglio reclamizzata, del remote play tramite una eventuale PSP2. Un mini-display touch direttamente sulla console allora? Vedremo.

Masturbazioni mentali a parte, quello di cui Sony ha bisogno quindi è un progetto, un’idea, magari non rivoluzionaria ma che dimostri che sin dal principio la casa di Tokyo sa dove vuole andare.

Enormi sono stati infatti i danni d’immagine derivanti dalle clamorose retromarce su controller, vibrazione e retrocompatibilità che hanno preceduto e seguito il lancio della PS3, e che reso palese a tutti una deleteria navigazione a vista, che ha portato a rinnegare persino features che si erano dimostrate fondamentali per il successo della PS2. Ora invece è necessario partire da un progetto chiaro, che oltre alle novità di cui parlavamo sopra, non rinneghi quanto di buono acquisito finora.

Retrocompatibilità innanzi tutto quindi, completa verso la PS3 (e vista l’architettura di base comune stavolta non dovrebbe essere un problema) e possibilmente estesa anche alla PS2, per garantire il più ampio e valido parco titoli mai visto su una console a memoria d’uomo; avremo poi il ritorno dell’online gaming gratuito, uno dei maggiori punti di forza nella generazione attuale, stavolta accompagnato da uno shop online finalmente concorrenziale con quello Microsoft e da un sistema di update e download che non ci impedisca di utilizzare la macchina nel frattempo.

L’ultimo punto di questa “previsione” infine riguarda il lancio della prossima macchina. Kutaragi conosceva bene l’importanza di questa fase: la sua detronizzazione è conseguenza proprio della strenua opposizione fatta al Bluray, nel quale Ken non credeva e a cui sono attribuibili il ritardo e lo spropositato prezzo con cui la PS3 si è presentata sugli scaffali.

La PS3 è stata sacrificata sull’altare di un nuovo supporto, ma con la prossima console non potranno permettersi un comportamento altrettanto spregiudicato, o potremmo non avere una Playstation 5 nel nostro futuro. Allo stesso tempo però l’ammortizzazione degli enormi costi sostenuti per la PS3 richiede di allungarne il più possibile la vita; Sony dovrà quindi fare attentamente i suoi calcoli per azzeccare la macchina giusta al momento giusto.

E al prezzo giusto.

La seconda profezia di inskindamus: Sony si concentrerà soprattutto sull’ottimizzazione del costoso investimento in perdita fatto con la PS3: il Bluray quindi la farà da padrone e l’architettura sarà basata sul Cell, il che quantomeno garantirà una retrocompatibilità completa, di cui è ormai evidente che nessuno dei competitor può fare a meno. Le vere novità quindi riguarderanno la mèra potenza grezza di una macchina che però stavolta sarà più accessibile per gli sviluppatori, mentre per quel che riguarda il sistema di controllo avremo una sorta d’incrocio “adattabile” fra un Dual Shock e una Wand, speriamo senza ridicole sfere colorate appiccicate sopra e con qualche aggiunta che sottolinei l’aspetto hi-tech. Ma la cosa veramente importante è che la Playstation 4 avrà di nuovo un “cuore” (…ok, ok, la smetto con le metafore dal Mago di Oz…), un progetto a lungo termine alle spalle che l’accompagni per tutto il suo corso vitale e che riporti il videogioco a primum movens dell’esistenza stessa della console.

La prima profezia di inskindamus: il Wii 2

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Sony Computer Entertainment: Tra passato e presente


ken kutaragi scea scee scei giappone sonyDa nuova arrivata a regina dell’intrattenimento elettronico, da leader del mercato ad azienda in stato confusionale, la Sony ha vissuto molte stagioni diverse e proprio in questi mesi sembra aver nuovamente cambiato rotta.

La vecchia strategia d’altronde non premiava ed era necessario un cambio netto di intenti e strategie, per meglio accompagnare il turn over dei vertici iniziato con l’addio di Ken Kutaragi (sbagliato se vi interessa il nostro parere) e da poco terminato con la nuova nomina di Kaz Hirai (forse si poteva fare meglio ma il vecchio Kaz non è certamente uno stupido).

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La prima profezia di inskindamus: il Wii 2 [ipotesi più o meno fondate sulla next-Next Generation]


Nonostante si sia ormai giunti al traguardo dei quattro anni dall’esordio della “Next-Gen” (ormai “Actual-Gen”, e tra un po’ “Old-Gen”..), non si è ancora visto nè sentito nulla di concreto riguardo la prossima generazione di hardware che invaderà i nostri salotti e le meraviglie che verranno.

Dove andremo a finire?

Ve lo dico io, o almeno ci provo: non conoscendo Michael Patcher e non essendo un analista del settore ho molta più probabilità di azzeccare una previsione…

Partiamo dalla situazione attuale, e dalla variabile fuori controllo che ha alterato un’evoluzione che stava diventando più invecchiamento che crescita, ovvero Nintendo con la sua macchina fabbrica-soldi, il Wii.

Iwata e soci sanno bene che la maggior parte dei possessori del Wii è composta di fruitori occasionali, che probabilmente proprio con la piccola console bianca per la prima volta si sono avvicinati ad una console, che non hanno ancora la concezione di “generazioni hardware” e che non sentiranno l’esigenza di acquistare una nuova macchina a meno che questa non riesca nuovamente a proporsi come la next big thing, il nuovo feticcio hardware da possedere a prescindere.Nonostante abbiano dimostrato di sapersi muovere in spazi sconosciuti meglio degli altri, Nintendo non è Apple, e non è così scontato che il successore del Wii riesca a guadagnarsi l’attenzione del mondo e a diventare nuovamente un fenomeno di massa, quindi le soluzioni sono due: proporre (ancora) qualcosa di completamente nuovo e dirompente, assumendosi i rischi che questo comporta, o seguire il nuovo solco tracciato finora, approfittando di quanto imparato e guadagnato per aggiustare il tiro.

Una classica sindrome da secondo album, quindi.

Le recenti dichiarazioni di Miyamoto riguardo l’alta definizione lasciano intravedere uno scenario nel quale la casa di Kyoto si muove controcorrente, recuperando il gap tecnologico che ha accumulato rispetto alla concorrenza e al tempo stesso capitalizzando l’ormai avvenuta penetrazione dell’idea di motion control e l’enorme base installata.

In questo senso è chiaro ormai quanto sia divenuta irrinunciabile la retrocompatibilità per garantire un passaggio “morbido” fra le generazioni hardware: poter continuare ad utilizzare i giochi della vecchia macchina induce alla fidelizzazione, e convincere un utente che può riporre senza ripensamenti la propria console in cantina è il primo passo per indurlo ad acquistare la successiva.

Resta comunque la necessità di stuzzicare il pubblico con qualcosa di nuovo, che crei di nuovo quel desiderio compulsivo di possesso che ha fatto la fortuna del Wii. Considerato che è ormai diventata maestra di design e periferiche, è probabile che Nintendo cerchi ancora di partire da questi punti di forza piuttosto che dalla mèra potenza audiovisiva per far presa sulla gente, quindi c’è da aspettarsi un nuovo Wiimote che mantenga, stavolta da subito, eventuali ulteriori promesse di accuratezza e affidabilità, e che elimini i (pochi) difetti stilistici della prima versione, a partire dallo scomodissimo cavo di collegamento col Nunchuck.

Volendo spingersi oltre il confine con le illazioni, escluderei qualunque nuovo accessorio che comporti caschi, visori e quant’altro (il Virtual Boy ancora brucia..), ma si potrebbe pensare all’aggiunta sul telecomando di uno stick analogico o di qualcosa di equivalente ma più avanzato, come un sistema “touch” che senza complicare troppo l’accesso alla periferica (e quindi senza rinnegarne la filosofia) ne ampli nettamente le potenzialità e nel contempo risulti comprensibile e  affascinante quanto basta per rendere irrinunciabile l’acquisto da parte di chiunque.

Infine le due facce dell’online.

La fragorosa esplosione del digital delivery sarà il vero motivo per il quale questa settima generazione verrà ricordata (altro che HD..). La vendita tramite i rispettivi negozi online si è rivelata una gallina dalle uova d’oro per Microsoft, Sony e Nintendo forse oltre le più rosee previsioni, ma quest’ultima rispetto alle altre ha pagato la scarsa lungimiranza e l’eccessiva paura verso i dispositivi di memoria di massa: Iwata & co. si sono ottusamente ostinati a vendere giochi su Virtual Console/WiiWare senza fornire il Wii di un hard disk, un’incongruenza che non ha portato vantaggi in termini di lotta alla pirateria (tutt’altro: il Wii è la console più facilmente piratabile dai tempi della Playstation) e ha frustrato ulteriormente l’utenza. Un errore che difficilmente verrà commesso nuovamente, specie viste le taglie sempre più abbondanti dei giochi venduti online.

Anche l’online game è stato definitivamente consacrato da questa generazione divenendo una feature irrinunciabile, e anche sotto questo punto di vista la grande N si è fatta cogliere impreparata, esageratamente titubante nel permettere di giocare in rete liberamente, complice anche un pesante retaggio del passato che la porta ad iper-proteggere i suoi utenti dagli abusi che potrebbero subire giocando con sconosciuti.

Le proteste montanti, il superamento dei limiti imposti dal sistema dei Codici Amico da parte degli sviluppatori esterni e un certo cambio del target d’utenza hanno però ammorbidito la posizione della casa di Kyoto, che nonostante non si dimostri ancora di mentalità del tutto aperta sull’argomento, sta cercando un buon compromesso per garantire connettività e sicurezza al tempo stesso, e la concezione di totale configurabilità che si sta facendo strada anche nel videogame potrebbe essere d’aiuto in questo senso.

La prima profezia di inskindamus: La prossima console Nintendo non sarà una rivoluzione, ma un “Wii 2″ (Wiii? WWii lo escluderei…). Supporterà l’HD e sarà nettamente più potente del primo in termini di grafica e sonoro, pur non mirando a vincere la corsa al poligono e alla texture più definita. Sarà dotata di hard disk per non porre finalmente limiti alle possibilità di dilapidare tutti i nostri risparmi senza alzarci dal divano, e l’online game sarà finalmente libero e disponibile per tutti, ma chi vuole potrà inserire limitazioni per proteggere i propri pargoli o sè stesso da maniaci e maleducati. Il controller sarà ancora un Wiimote, ma perfezionato e potenziato, con la tecnologia del Wii Motion Plus evoluta e inclusa al suo interno e il Nunchuck totalmente wireless, il tutto per far sì che la nuova console sia totalmente retrocompatibile. Infine, il “Wiimote 2″ avrà una nuova, importante feature che ne amplierà le capacità e che fungerà da principale attrattiva, evitando oltretutto che la nuova console venga scambiata per un restyle della Xbox360 con Wiimote al seguito..

- continua -

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Fable 2 fatto a pezzi [notizia]


Se ci seguite da un po’, sapete già che Fable 2 non è che ci sia piaciuto più di tanto.
Tante buone idee e una bella grafica non sono bastate a farci amare il titolo Lionhead, cui però va fatto un doppio plauso: il primo per il seguito che continua a offrire al suo gioco, il secondo per la bella idea di… farlo a pezzi e rilasciarlo in cinque parti in digital delivery a partire da oggi.
Un’idea innovativa e che di sicuro gioverà a questo prodotto, anche perchè il primo dei cinque episodi (la primissima parte del gioco insomma) viene offerto in dowload gratuito, come a dire: ecco la nostra opera, a voi sta decidere se iniziare a meno a vivere questa favola così intensa.
Un po’ come accaduto con Telltale Games e il suo Tales of Monkey Island, sono convinto che anche questa si dimostrerà un’iniziativa valida: in primis perchè entrambi i giochi sono interessanti (ma non eclatanti) e poi perchè un giretto gratis va sempre fatto, come insegnano le demo e gli spacciatori di droga, che da decenni usano il sistema “la prima è gratis, poi quando non  potrai farne a meno…”

Proprio su questo tema ruota il successo finale (e non immediato, che è garantito) di quest’idea: quanto costeranno le parti rimanenti?

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Casual Gaming: Quando l’abito non fa il monaco [column]


oldwiiL’ultima console Nintendo sta stravincendo l’attuale console war: è un dato di fatto.

I numeri dei pezzi venduti finora parlano chiaro: Wii 34.55 milioni di unità vendute, Playstation 3 16.84 milioni e Xbox 360 25 milioni (fonte Wikipedia, dati aggiornati al 24 Novembre 2008). Chi si veste casual, quindi, sembra aver vinto questa nuova guerra dei bottoni, magari senza sapere neanche di cosa si stia parlando. Tra i sarti dell’industria videoludica, Nintendo è quello che è riuscito a soddisfare il guardaroba di più persone, questo almeno dicono i numeri.

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E se il porno sbarcasse su Playstation Network?


Finalmente una buona notizia per tutti gli smanettoni, non solo videoludici :)
Steven Hirsch, co fondatore della leggendaria Vivid Entertainment (non fate gli scolaretti, SAPETE che è una delle maggiori produttrici di porno al mondo) si è detto molto colpito da ciò che sta accadendo in Giappone con DDM.tv, servizio di digital delivery di contenuto pornografico accessibile tramite Playstation Network.

L’idea di Hirsch è di importare questa iniziativa, con qualche semplice limatura per prendere piede in un contesto, quello occidentale, parecchio diverso da quello nipponico.
Pagando un abbonamento fisso e sviluppato un infallibile sistema di certificazione dell’età del fruitore, il tutto con l’ovvio parere positivo di Sony, allora una nuova frontiera della masturbazione potrebbe essere varcata: si inserisce il Blu-ray che sblocca il servizio e via con lo streaming più selvaggio.
Il problema maggiore sarebbe quelllo di convincere gli utenti a pagare un servizio che hanno fondamentalmente già, per di più gratuito: ma questa è un po’ la sfida comune a tutti i produttori di intrattenimento, a prescindere dal tipo/genere dello stesso.

Pensate un po’: date un’occhiata alla vostra lista amici e un paio giocano a CoD, uno a Fallout 3 e uno…se la sta spassando con qualche focosa scena di sesso!

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Il ritorno dei vermi da guerra [recensione Worms 2: Armageddon]


Sono piccoli, viscidi, rosa e armati pesantemente: sono finalmente tornati i vermicelli più famosi dei videogiochi, i Worms di Team 17!
Dopo tantissimi episodi, sbarcati più o meno su tutte le piattaforme disponibili, eccoli di nuovo pronti a darsi battaglia sui campi più improbabili che ci siano.
Forte di meccaniche perfettamente collaudate e di qualche nuova modalità e arma, si attesta senza dubbio come uno dei migliori titoli da scaricare in questa estate già piena di buone uscite (almeno in digital delivery…sul resto tutto tace): come del resto sa bene chiunque abbia provato uno qualsiasi dei predecessori, i punti di forza restano la grande variabilità strategica e la longevità che lo rendono appetibile sia per chi volesse fare una partita di corsa, sia per chi volesse immergersi a fondo in questa esperienza. Banale sono nelle presentazione dunque, perchè di sostanza ce n’è per tutti i gusti!

Oltre alla versione classica, mutuata da tanti precendenti capitoli, con squadre di vermi che si affrontano nel tentativo di eliminare completamente gli avversari sfruttando uno degli arsenali più fuori di testa mai visti  (Granata sacra, Asino di cemento e Super pecora sono soli esempi in un mare di trovate), sono state inserite tre varianti: in una usando solo la propria abilità con la corda ninja bisognerà scalare i livelli più in fretta degli avversari; la seconda prevede l’impossibilità di spostarsi per la mappa, restando quindi in fortini da cui far partire le traittorie migliori per seminare distruzione sul nemico;  l’ultima dà accesso a uno sconfinato arsenale, garantito dal lancio continuo sulla mappa di casse di supporto piene si sfiziose e mortali sorprese.

Ciò che rende fresco e interessante un titolo che, a parte le brutte versioni in 3D è sempre rimasto identico, è l’introduzione progressiva di nuove armi: possiamo considerare questo episodio come un best of, dato che mantiene tutte quelle più amate (ma mancano il Vaso Ming inestimabile e la Vecchia signora…) e aggiunge pure qualche piacevole innovazione, come il Buffalo of lies (un bisontino che cammina per la mappa e esplode ogni volta che trova un ostacolo) o il Fulmine, ovvero il coltellino svizzero dei vermetti, capace di restituire energia, rianimare un worm morto o cambiare la polarità delle calamite (bellissimo questo utilizzo: quando un avversario si è trincerato e le usa per respingere tutto ciò che gli scagliate contro…invertite la polarità e si troverà sepolto di granate!).

Come da copione poi è disponibile una campagna single player (sinceramente ardua da completare a causa dell’abilità eccessiva dell’IA con qualsiasi arma: granate e bazooka vi colpiranno ovunque, in modi e con traiettorie che per un essere umano sono quantomeno…improponibili) e una buon multiplayer (fino a quattro giocatori, sia in locale che online): peccato che a fronte di una ampia customizzazione di livelli e modalità non sia poi possibile usare le nuove creazioni su Xbox Live.

Nei lontani anni in cui il Wii era soltato un incubo post peperonata per tutti i videogiocatori, erano titoli come questo ad essere discretamente accessibili a chiunque e profondi per chi volesse addentrarsi nelle meccaniche, per questo il consiglio è di farci senza dubbio un giro di prova, magari scaricandone la demo: sono sicuro che il resto verrà da sè!

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Sony: like suicide [La PSP Go! non si venderà da sola..]


Dopo i discutibili atteggiamenti e gli innumerevoli passi falsi che hanno contraddistinto la presentazione, l’uscita e la promozione della PS3, il rapporto fra Sony ed i videogiocatori sembrava finalmente essere tornato, se non all’idillio degli anni scorsi, almeno alla normalità. D’altronde parliamo pur sempre della casa che ha dato i natali al brand simbolo dei nostri tempi: se negli anni ‘80-’90 per parlare di videogames si diceva semplicemente “Nintendo“, oggi per la gente l’equazione è videogioco = Playstation. Con questo pensiero rafforzato da diversi mesi di calma apparente, si era quindi diffusa una tenue speranza che i colpi di testa dello staff Sony fossero finiti e che la casa del Walkman, scontratasi con la dura realtà di aver perso per propri demeriti la posizione dominante, avesse fatto tesoro dei propri errori e stesse pian piano risolvendo i propri problemi.

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Trine, E3 Editor’s Choice in arrivo per PC e Playstation Network


Ho appena visto questo trailer sotto segnalazione di Pablus.

Il mio commento? Wow!

Penso una cosa, importante, su questa generazione di console. A parte i titoloni spettacolari che sto giocando e rigiocando e mi fanno contento ogni giorno, ciò che più mi sta stupendo sono le possibilità garantite grazie alla digital delivery. I giochi distribuiti così costano di meno e spesso, proprio per questo motivo, rischiano di più. Inventano qualcosa, escono fuori dagli schemi.

Sto anche giocando a Flower, sempre per PS3, scaricato da PSN, altro esempio fantastico di questa nuova ondata di titoli e mi sembra più rivoluzionario di qualunque innovazione “tripla a” o ad alto budget.

Poi vabbè, è chiaro: metto nella console il dvd di Grand Theft Auto e piango. Però è uno su quanti? Di quanti videogiochi grossi e inscatolati posso davvero dire: “che idea geniale”? Pochi, a mio avviso, davvero pochi. Questo tipo di titoli al limite è un perfezionamento, sfrenato, di idee geniali del passato mentre questo Trine suona davvero come un’esperienza diversa e sinceramente io non vedo l’ora di provarlo.

E’ stato Editor’s Choice all’E3 ed uscirà per PC e per Playstation Network (quindi PS3). Sarà un titolo in cui la cooperazione di tre personaggi, piuttosto che la competizione, sarà tutta basata sulla fisica e sulla creatività dei giocatori. Un cavaliere, un ladro e un mago, tutti con abilità peculiari, impegnati a risolvere puzzle accompagnati da una grafica stilosa e da un prezzo basso.

Ma cosa volete di più? Non mi dite un lucano che vi spezzo :) Al limite ‘na birra…

Per i più curiosi, vi lascio il sito ufficiale di Trine.

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