Mass Effect 2 è nei negozi da qualche settimana e le vendite hanno già superato quota un milione di copie. Un successo che sta riportando a galla anche il primo gioco della serie, venduto a prezzi stracciati nei negozi specializzati e da qualche mese anche su Xbox Live, per chi non ha paura di riempire l’hard disk troppo velocemente. La serie firmata Bioware risplende insomma come una stella, di quelle su cui scendere per una trottata a bordo del Mako o da scannerizzare comodamente a bordo, grazie alla tecnologia con cui è costruita la nuova Normandy. Una stella che splende luminosa, planetoide dalla massa simile alla terra e che man mano cresce assorbendo materia, idee. Per un lento perfezionamento che non lascia adito a dubbi, questi valorosi sviluppatori canadesi, in giro dal 1998 grazie a un gioco di nome Baldur’s Gate (Interplay, Pc), hanno imboccato la strada giusta, quella che porta al futuro di un genere che ci sta dando molto, ma che vive da oriente a occidente una crisi di identità abbastanza marcata. Cosa vogliono diventare i giochi di ruolo? Ma sopratutto cosa non devono dimenticare del loro illustre passato? Bioware, da sempre specializzata nel genere, è riuscita nel difficile compito di sviluppare quasi in contemporanea due giochi che esprimono benissimo il senso di queste domande. Dragon Age cerca la sua forza nel passato, vuole essere il nuovo Baldur’s Gate ma pur essendo un ottimo gioco non può nulla contro l’ingombrante presenza del suo illustre predecessore che anzi, ora ci manca ancora di più. La necessità di doppiare ogni dialogo per esempio ne limita il respiro, rendendolo di fatto un colosso asmatico, in continua lotta con se stesso, in costante ricerca del bilanciamento perfetto tra gli standard qualitativi del passato e quelli molto più costrittivi del presente. Stessi difetti di cui soffriva il primo Mass Effect del resto, ma due anni prima.

UN APPROCCIO DIVERSO
Con Mass Effect 2 al contrario Bioware cambia marcia, aumenta la velocità, sposta l’attenzione sull’altra domanda, ovvero cosa vogliono diventare i giochi di ruolo? Dopo aver contaminato tutti gli altri generi, compresi gli sportivi, dopo aver rivoluzionato così tante volte il mondo dei videogiochi tutti, il cosiddetto GDR è costretto ora ha delle responsabilità, è obbligato a rischiare. È per questo che Mass Effect 2 rinuncia a tutti gli elementi che una volta erano considerati di primissima importanza in un gioco di ruolo degno di questo nome. Tutte le trovate più folli e impegnative che un tempo dettavano i ritmi di sviluppo su Pc sono state lasciate per strada, o a galleggiare nell’infinito della galassia se preferite. Roba come rendere tutti i pianeti del primo gioco esplorabili, grazie a un software che ne ricreasse proceduralmente flora, atmosfera e missioni, promessa poi scartata in corso d’opera con i catastrofici risultati visti e giocati in Mass Effect, sono idee che non si possono più accettare, da scartare a priori. Bisogna focalizzare lo sviluppo ed è così che in Mass Effect 2 non solo il Mako non è presente ma sarà possibile sbarcare su un pianeta solo ed esclusivamente se sulla sua superficie è presente una delle rare anomalie, segno inequivocabile della presenza di un’intrigante missione secondaria. E che dire dei combattimenti? Gli amanti di Gary Gygax non gradiranno. Per la prima volta Bioware ha il coraggio di buttare all’aria anni di storia, rinunciando completamente ad attributi e tiri di dadi virtuali tipico dei giochi di ruolo cartacei. Un sistema che permetteva sì un’impareggiabile controllo sulla crescita del personaggio, ma che al tempo stesso rendeva vano ogni tentativo di ricreare un sistema di combattimento in tempo reale divertente e immersivo, senza i connotati strategici tipici di un tempo e che troppo spesso hanno rappresentano uno spauracchio per i meno avvezzi al genere.

NIENTE STATISTICHE NELLO SPAZIO
Le armi in Mass Effect 2 non hanno statistiche ma si comportano diversamente l’una dall’altra, per lo stesso motivo i personaggi principali del gioco non hanno numeri ad indicare la loro intelligenza o la loro destrezza, ma solo una manciata di abilità da combattimento e il loro importantissimo bagaglio storico, chi sono? Cosa cercano? Tutto questo decreterà logicamente il posto di ognuno all’interno della trama. A proposito, preparatevi a un duro colpo, la trama di Mass Effect 2 si basa essenzialmente su delle missioni ben definite e appartenenti sostanzialmente a due diverse tipologie, la prima vi vedrà reclutare membri per la vostra squadra e la seconda conquistare la loro fedeltà aiutandoli nei loro problemi personali. Oh sì, proprio così, le tipiche side quest con cui ogni componente di un party, in qualsiasi gioco Bioware, ci omaggia una volta ottenuta la sua amicizia sono divenute in Mass Effect 2 parte integrante della storia. In onore della semplicità, della velocità, della spettacolarità e poi perchè nessuno oramai fa più GDR da settanta e passa ore di contenuti. Ancora, cosa vogliono diventare i giochi di ruolo?
SCI-FI DOPPIA CLASSE
La risposta Mass Effect 2 non ce la da, almeno non del tutto, ma queste rotture col passato, aberranti per alcuni a prescindere dal risultato, hanno trasformato completamente l’esperienza di gioco. Mass Effect 2 scende quindi a compromessi, senza paura, creando un mix con gli ingredienti di sempre ma cambiandone completamente i dosaggi. Il risultato è un lungo, gratificante gioco d’azione, montato con estrema grazia su una struttura che un tempo avremmo detto tipica di un gioco di ruolo ma che oggi, semplicemente, rappresenta l’interazione che tutti vorremmo in un titolo di qualsivoglia natura. Non che sparare e basta ci faccia schifo, ma se anche un decimo dei dialoghi di Mass Effect 2 finisse dentro un Call of Duty qualunque non sarebbe male, voi che ne pensate? 
È così che Mass Effect 2 acquista due volti, il primo da sparatutto con i migliori dialoghi di sempre e il secondo da gioco di ruolo più action della storia, un duplice risultato che non lascia scampo e ti trascina con sé nel suo incredibile universo. Appassionati o meno, hardcore gamers o nuovi arrivati non importa, Mass Effect 2 è un gioco che ti coinvolge, a prescindere che tu faccia parte dei dieci milioni che hanno acquistato l’ultimo Call of Duty o uno dei pochi che fedele alla linea bazzica ancora su qualche M.U.D.. Questo perchè funziona, funziona molto bene, l’alchimia tra le parti è perfettamente riuscita e la sensazione di andare incontro a una missione suicida è perfettamente resa attraverso tutto il gameplay. La necessità di soddisfare le richieste del ricco cast creato dalla Bioware è spiegato dal semplice fatto che tutto l’equipaggio sta andando contro la morte, è questo oscuro destino a dettare i tempi, a fare di Mass Effect 2 una corsa contro il tempo e contro se stessi. Riportato in vita e reclutato dalla più potente organizzazione criminale dello spazio come si comporterà il vostro comandante Shepard?
IL FUTURO DI UN GENERE?
Perchè malgrado la sua accessibilità una cosa è certa, Mass Effect 2 è dedicato sopratutto a chi ha finito il primo grande capitolo della saga. Come molti di voi sicuramente già sapranno sarà infatti possibile utilizzare lo stesso personaggio del prequel, in modo da trasferire su questa nuova avventura non solo gli stessi lineamenti ma anche le scelte effettuate nel primo gioco dal vostro comandante Shepard, qualunque sia il nome che avete scelto per lui/lei. Una continuità perfettamente integrata con l’ambientazione di Mass Effect 2, sempre pronta a ricordarci il peso delle nostre scelte passate con vari espedienti, alcuni molto fugaci ma altri capaci di cambiare sostanzialmente l’andamento di una missione. Difetti? Uno solo e di origine tecnica, relativo ad alcune imprecisioni nelle animazioni dei personaggi durante i dialoghi. Mancanze? Poche ma importanti. In primis ci chiediamo che fine abbiano fatto i mini giochi nei gdr, un tempo ne erano zeppi e ora nulla, zero assoluto. Davvero dobbiamo ricordare alla Bioware quanto tempo abbiamo passato a giocare al Pazak di Knights of The Old Republic? E che ne è stato delle occasionali battaglie nello spazio che rendevano un po’ più eccitante ogni salto nell’iperspazio?
Oltretutto in Mass Effect 2 ci è data anche la possibilità di migliorare l’equipaggiamento della Normandy, ma tutto questo serve solo per aumentare le probabilità di sopravvivere alla missione suicida finale. Un gran peccato non poter usare la nostra splendida nave in vere e proprie azioni di guerra durante tutto il gioco. Come è un vero peccato non avere avuto qualche contrattempo in più, battaglie casuali dalle quali salvarsi la pelle, in grado per esempio di rendere più divertente la lenta ricerca delle materie prime necessarie per migliorare l’equipaggiamento, o per sviluppare la forza dei poteri a nostra disposizione. E scusate se mi sono dilungato su qualche aspetto, scusate se forse vi aspettavate qualcosa di più sulla trama, sull’ingombrante figura dell’uomo misterioso, sui Geth destinati a tornare in modo completamente diverso e imprevisto, su Thane, Zaeed Massani, su Jack o su Miranda, personaggi meravigliosi e tutti protagonisti di una dei giochi più incredibili degli ultimi anni, dove potrete giocare sia con le armi che con le parole, salvare l’universo e magari, se sarete abbastanza bravi, portare anche il culo a casa.
E per chi ne vuole sapere di più ecco il topic ufficiale di Mass Effect 2 nel forum di Inside The Game!