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Non c’è pace per Dragon Age Origins! [prezzo, data e info del nuovo DLC]


Dragon Age Origins è stato certamente il gioco di ruolo occidentale che tutti noi noi amanti di Baldur’s Gate stavamo aspettando da anni (leggetevi la recensione del nostro massimo Fucktotum se non ci credete!). E fin qui.

Le espansioni di Dragon Age invece sono state povere di alti (Awakening è una perla) e stracariche di bassi, per colpa della politica Bioware di creare per il gioco minuscole avventure di mezz’ora appena vendendole spesso a prezzi assolutamente irragionevoli!

Ora, ad appena un mesetto dall’ultimo Leliana’s Song, è stato ufficialmente annunciato “Golems of Amgarrak“, che promette di essere il DLC più difficile mai uscito per il gdr Bioware. L’avventura ci vedrà impegnati nella ricerca di Brogan, nano fratello di Jerrik, in una miniera stracarica di golem e creature gigantesche… Non so, vi convince? Speriamo solo che non duri troppo poco!

Comunque Golems of Amgarrak arriverà il 10 Agosto 2010 al prezzo di 400 microsoft points / 5 dollari

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Dragon Age… has changed [Bioware annuncia ufficialmente il sequel]


Gioite, appassionati di heroic fantasy, perchè Bioware intende continuare a saziare la vostra voglia di sangue ed avventure: Dragon Age 2 è stato formalmente annunciato attraverso le pagine dell’ultimo numero di Game Informer, e porterà con sé una serie di novità che gli appassionati del primo episodio apprezzeranno di certo: la storia avrà luogo in zone inesplorate del Ferelden dove Hawke, il nuovo protagonista, cercherà di sovvertire il suo stato di reietto. La storyline coprirà un arco temporale di dieci anni, e si modificherà radicalmente in base alle scelte compiute dal giocatore.

Chiunque abbia trovato da eccepire sulla grafica ed il combat system di Dragon Age, sarà lieto di sapere che Bioware rimaneggerà entrambi gli aspetti del gioco: l’ art style sarà rivisto e supportato da un motore grafico più potente (e qui sentiamo già partire il coro di vuvuzelas, data l’oggettiva mediocrità delle versioni non-PC), mentre la fase di battaglia sarà più dinamica e ci catapulterà “al centro dell’azione”. Da estimatore di Baldur’s Gate, quest’ultimo punto ha destato in me qualche perplessità: la visuale sopraelevata e la possibilità di mettere in pausa il gioco sono infatti prerogative di Dragon Age che preferirei veder mantenute anche nel seguito.
Bioware ha inoltre deciso di non dare al giocatore la facoltà di scegliere una razza per Hawke, ma solo il sesso: così facendo gli sceneggiatori potranno costruire una storia più specifica ed epica, ma impediranno al contempo di portare con noi l’eroe che abbiamo creato in Dragon Age: Origins.

Completiamo il giro delle informazioni disponibili informandovi che l’uscita di Dragon Age 2 è prevista per il Marzo del 2011, ed ogni informazione aggiuntiva sul gioco verrà prontamente pubblicata sul sito ufficiale, http://dragonage.bioware.com/da2/.

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“Cattivo” non è per forza bello…parola dell’ultimo DLC di Dragon Age! [Mini-Recensione Cronache della Prole Oscura]


Sapete quanto Dragon Age Origins sia piaciuto alla redazione di Inside The Game, lo potete verificare sulla recensione “Ancora gloria per Bioware” del nostro instancabile Fucktotum, o ancora sulla recensione “Mira agli occhi Boo” riguardo l’espansione Awakening (stavolta il recensore sono io!)…insomma, ci è piaciuto! E chi vi scrive si è appassionato tanto da imbarcarsi in una folle crociata per sbloccare tutti gli achievements del gioco (riuscendoci, ovviamente…).

Quindi, perchè non comprare anche l’ultimo DLC, il già presentato Darkspawn Chronicles? Eh, un motivo molto valido potrei darvelo io…perchè è una ladrata colossale! Ma andiamo con ordine…

La grande innovazione di questo pacchetto extra dovrebbe essere la possibilità di giocare nei panni dei Prole Oscura, peccato che sia incredibilmente noioso! Non solo non è possibile acquisire punti esperienza, ma non vale nemmeno la pena cambiare le impostazioni dell’inventario, tanto la durata di tutta l’offerta è al massimo una mezz’oretta! Il gioco infatti vi permetterà di giocare solo l’ultimo assalto alla città di Denerim, con la sola differenza che anzichè uccidere l’Arcidemone dovrete accanirvi sulla squadra di eroi reclutati da Alistair, il capo dei Custodi Grigi. Punto. Basta. Fine.

Avrete la possibilità di utilizzare un incantesimo chiamato “Ammalia” che vi permetterà di reclutare diversi Prole Oscura sul vostro cammino e…davvero non c’è nient’altro da dire!

Insomma, è imbarazzante, ma davvero questo è tutto! 400 Microsoft Points (al momento non è disponibile sul Playstation Network ma costerà probabilmente 5,90 €) non sono sicuramente molti, ma per lo stesso prezzo è acquistabile sul live Monkey Island Special Edition, direi che il confronto non regge! In finale delusione delusione delusione, se al contrario di me non siete obbligati all’acquisto per una sporca questione di Gamerscore, evitate Darkspawn Chronicles come se fosse un focolaio di colera! Bioware, Awakening andava più che bene, ma se devi lanciare DLC tanto per alzare due spicci, ti prego, mantieni la tua dignità ed evita aborti come questi!

Obiettivi/Trofei

Il DLC propone tre obiettivi (di cui due segreti) davvero frustranti da sbloccare, per un totale di 75g:

Rovina del Thedas – Finisci l’espansione

Custode di Ogre – Tieni in vita e nella squadra il primo Ogre incontrato nell’espansione (non dovete farlo morire mai e non dovete mai cacciarlo dal team!)

Ammaliatore – Ottieni la massima fiducia da tutte le truppe Prole Oscura (Genlock, Hurlock, Ogre, Shriek, Lupo Corrotto, Emissario)

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Dragon Age si arricchisce ancora! [News 360/Ps3]


Come è avvenuto ultimamente per altri contenuti extra, Microsoft ha rivelato questo pomeriggio, tramite una mail inviata alla stampa videoludica, i suoi piani riguardo un nuovo DLC previsto per l’ormai celebre rpg Dragon Age Origins di Bioware (correte, se non lo avete già fatto, a leggere la recensione redatta da Fucktotum!).

In maniera del tutto inaspettata infatti, un nuovo contenuto dal titolo “Darkspawn Chronicles” sarà rilasciato per il download su Xbox Live (presumibilmente anche per Playstation Network, ma non c’è nulla di ufficiale) il 18 maggio prossimo al costo di 400 Microsoft Points (circa 5 euro).

Oltre al titolo nulla si sa di questo extra, anche se a giudicare dal prezzo molto probabilmente si tratterà di una mini quest sulla falsariga di “Ritorno ad Ostagar“, quindi purtroppo niente di eclatante! In più, dal momento che è specificato il sottotitolo “Origins” nella mail, pare proprio che il nuovo DLC andrà ad aggiungersi al gioco base, e non alla mega espansione “Awakening” (e questa volta la recensione è del sottoscritto!).

Non ci resta che attendere dunque, appuntamento (come al solito ultimamente) alla super affollata fine di Maggio!

EDIT : Oggi, 6 maggio 2010, Bioware ha fatto luce su questo misterioso pacchetto extra…e cavoli ragazzi! mi rimangio quanto detto sulla mini-quest, qui la cosa si fa davvero interessante! “Darkspawn Chronicles” sarà una storia alternativa rispetto all’originale di Origins, un what if insomma! E il punto di svolta sarà la scena iniziale di investitura del nostro personaggio…durante la cerimonia per divenire Custode Grigio infatti, il protagonista morirà e Alistair diverrà il capo dei Custodi. Ma la storia, ovviamente, non finirà così: il vostro personaggio diventerà un Prole Oscura e sarà in grado di comandare un vero e proprio plotone di demoni con l’obiettivo di far trionfare l’Arcidemone! Ecco, il DLC vi permetterà di giocare l’assalto finale di Dragon Age Origins dalla parte dei cattivi! In più, chi porterà a termine l’infame compito riceverà un raro oggetto magico per la campagna reale! Non male.

EDIT 2: Segnaliamo anche il nuovo video rilasciato da Bioware sul DLC, buona visione!

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Nello spazio brilla un nuovo capolavoro [Recensione Mass Effect 2]


Mass Effect 2 è nei negozi da qualche settimana e le vendite hanno già superato quota un milione di copie. Un successo che sta riportando a galla anche il primo gioco della serie, venduto a prezzi stracciati nei negozi specializzati e da qualche mese anche su Xbox Live, per chi non ha paura di riempire l’hard disk troppo velocemente. La serie firmata Bioware risplende insomma come una stella, di quelle su cui scendere per una trottata a bordo del Mako o da scannerizzare comodamente a bordo, grazie alla tecnologia con cui è costruita la nuova Normandy. Una stella che splende luminosa, planetoide dalla massa simile alla terra e che man mano cresce assorbendo materia, idee. Per un lento perfezionamento che non lascia adito a dubbi, questi valorosi sviluppatori canadesi, in giro dal 1998 grazie a un gioco di nome Baldur’s Gate (Interplay, Pc), hanno imboccato la strada giusta, quella che porta al futuro di un genere che ci sta dando molto, ma che vive da oriente a occidente una crisi di identità abbastanza marcata. Cosa vogliono diventare i giochi di ruolo? Ma sopratutto cosa non devono dimenticare del loro illustre passato? Bioware, da sempre specializzata nel genere, è riuscita nel difficile compito di sviluppare quasi in contemporanea due giochi che esprimono benissimo il senso di queste domande. Dragon Age cerca la sua forza nel passato, vuole essere il nuovo Baldur’s Gate ma pur essendo un ottimo gioco non può nulla contro l’ingombrante presenza del suo illustre predecessore che anzi, ora ci manca ancora di più. La necessità di doppiare ogni dialogo per esempio ne limita il respiro, rendendolo di fatto un colosso asmatico, in continua lotta con se stesso, in costante ricerca del bilanciamento perfetto tra gli standard qualitativi del passato e quelli molto più costrittivi del presente. Stessi difetti di cui soffriva il primo Mass Effect del resto, ma due anni prima.
Mass Effect 2a
UN APPROCCIO DIVERSO
Con Mass Effect 2 al contrario Bioware cambia marcia, aumenta la velocità, sposta l’attenzione sull’altra domanda, ovvero cosa vogliono diventare i giochi di ruolo? Dopo aver contaminato tutti gli altri generi, compresi gli sportivi, dopo aver rivoluzionato così tante volte il mondo dei videogiochi tutti, il cosiddetto GDR è costretto ora ha delle responsabilità, è obbligato a rischiare. È per questo che Mass Effect 2 rinuncia a tutti gli elementi che una volta erano considerati di primissima importanza in un gioco di ruolo degno di questo nome. Tutte le trovate più folli e impegnative che un tempo dettavano i ritmi di sviluppo su Pc sono state lasciate per strada, o a galleggiare nell’infinito della galassia se preferite. Roba come rendere tutti i pianeti del primo gioco esplorabili, grazie a un software che ne ricreasse proceduralmente flora, atmosfera e missioni, promessa poi scartata in corso d’opera con i catastrofici risultati visti e giocati in Mass Effect, sono idee che non si possono più accettare, da scartare a priori. Bisogna focalizzare lo sviluppo ed è così che in Mass Effect 2 non solo il Mako non è presente ma sarà possibile sbarcare su un pianeta solo ed esclusivamente se sulla sua superficie è presente una delle rare anomalie, segno inequivocabile della presenza di un’intrigante missione secondaria. E che dire dei combattimenti? Gli amanti di Gary Gygax non gradiranno. Per la prima volta Bioware ha il coraggio di buttare all’aria anni di storia, rinunciando completamente ad attributi e tiri di dadi virtuali tipico dei giochi di ruolo cartacei. Un sistema che permetteva sì un’impareggiabile controllo sulla crescita del personaggio, ma che al tempo stesso rendeva vano ogni tentativo di ricreare un sistema di combattimento in tempo reale divertente e immersivo, senza i connotati strategici tipici di un tempo e che troppo spesso hanno rappresentano uno spauracchio per i meno avvezzi al genere.
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NIENTE STATISTICHE NELLO SPAZIO
Le armi in Mass Effect 2 non hanno statistiche ma si comportano diversamente l’una dall’altra, per lo stesso motivo i personaggi principali del gioco non hanno numeri ad indicare la loro intelligenza o la loro destrezza, ma solo una manciata di abilità da combattimento e il loro importantissimo bagaglio storico, chi sono? Cosa cercano? Tutto questo decreterà logicamente il posto di ognuno all’interno della trama. A proposito, preparatevi a un duro colpo, la trama di Mass Effect 2 si basa essenzialmente su delle missioni ben definite e appartenenti sostanzialmente a due diverse tipologie, la prima vi vedrà reclutare membri per la vostra squadra e la seconda conquistare la loro fedeltà aiutandoli nei loro problemi personali. Oh sì, proprio così, le tipiche side quest con cui ogni componente di un party, in qualsiasi gioco Bioware, ci omaggia una volta ottenuta la sua amicizia sono divenute in Mass Effect 2 parte integrante della storia. In onore della semplicità, della velocità, della spettacolarità e poi perchè nessuno oramai fa più GDR da settanta e passa ore di contenuti. Ancora, cosa vogliono diventare i giochi di ruolo?

SCI-FI DOPPIA CLASSE
La risposta Mass Effect 2 non ce la da, almeno non del tutto, ma queste rotture col passato, aberranti per alcuni a prescindere dal risultato, hanno trasformato completamente l’esperienza di gioco. Mass Effect 2 scende quindi a compromessi, senza paura, creando un mix con gli ingredienti di sempre ma cambiandone completamente i dosaggi. Il risultato è un lungo, gratificante gioco d’azione, montato con estrema grazia su una struttura che un tempo avremmo detto tipica di un gioco di ruolo ma che oggi, semplicemente, rappresenta l’interazione che tutti vorremmo in un titolo di qualsivoglia natura. Non che sparare e basta ci faccia schifo, ma se anche un decimo dei dialoghi di Mass Effect 2 finisse dentro un Call of Duty qualunque non sarebbe male, voi che ne pensate? massbella1
È così che Mass Effect 2 acquista due volti, il primo da sparatutto con i migliori dialoghi di sempre e il secondo da gioco di ruolo più action della storia, un duplice risultato che non lascia scampo e ti trascina con sé nel suo incredibile universo. Appassionati o meno, hardcore gamers o nuovi arrivati non importa, Mass Effect 2 è un gioco che ti coinvolge, a prescindere che tu faccia parte dei dieci milioni che hanno acquistato l’ultimo Call of Duty o uno dei pochi che fedele alla linea bazzica ancora su qualche M.U.D.. Questo perchè funziona, funziona molto bene, l’alchimia tra le parti è perfettamente riuscita e la sensazione di andare incontro a una missione suicida è perfettamente resa attraverso tutto il gameplay. La necessità di soddisfare le richieste del ricco cast creato dalla Bioware è spiegato dal semplice fatto che tutto l’equipaggio sta andando contro la morte, è questo oscuro destino a dettare i tempi, a fare di Mass Effect 2 una corsa contro il tempo e contro se stessi. Riportato in vita e reclutato dalla più potente organizzazione criminale dello spazio come si comporterà il vostro comandante Shepard?

IL FUTURO DI UN GENERE?
Perchè malgrado la sua accessibilità una cosa è certa, Mass Effect 2 è dedicato sopratutto a chi ha finito il primo grande capitolo della saga. Come molti di voi sicuramente già sapranno sarà infatti possibile utilizzare lo stesso personaggio del prequel, in modo da trasferire su questa nuova avventura non solo gli stessi lineamenti ma anche le scelte effettuate nel primo gioco dal vostro comandante Shepard, qualunque sia il nome che avete scelto per lui/lei. Una continuità perfettamente integrata con l’ambientazione di Mass Effect 2, sempre pronta a ricordarci il peso delle nostre scelte passate con vari espedienti, alcuni molto fugaci ma altri capaci di cambiare sostanzialmente l’andamento di una missione. Difetti? Uno solo e di origine tecnica, relativo ad alcune imprecisioni nelle animazioni dei personaggi durante i dialoghi. Mancanze? Poche ma importanti. In primis ci chiediamo che fine abbiano fatto i mini giochi nei gdr, un tempo ne erano zeppi e ora nulla, zero assoluto. Davvero dobbiamo ricordare alla Bioware quanto tempo abbiamo passato a giocare al Pazak di Knights of The Old Republic? E che ne è stato delle occasionali battaglie nello spazio che rendevano un po’ più eccitante ogni salto nell’iperspazio? massbella2Oltretutto in Mass Effect 2 ci è data anche la possibilità di migliorare l’equipaggiamento della Normandy, ma tutto questo serve solo per aumentare le probabilità di sopravvivere alla missione suicida finale. Un gran peccato non poter usare la nostra splendida nave in vere e proprie azioni di guerra durante tutto il gioco. Come è un vero peccato non avere avuto qualche contrattempo in più, battaglie casuali dalle quali salvarsi la pelle, in grado per esempio di rendere più divertente la lenta ricerca delle materie prime necessarie per migliorare l’equipaggiamento, o per sviluppare la forza dei poteri a nostra disposizione. E scusate se mi sono dilungato su qualche aspetto, scusate se forse vi aspettavate qualcosa di più sulla trama, sull’ingombrante figura dell’uomo misterioso, sui Geth destinati a tornare in modo completamente diverso e imprevisto, su Thane, Zaeed Massani, su Jack o su Miranda, personaggi meravigliosi e tutti protagonisti di una dei giochi più incredibili degli ultimi anni, dove potrete giocare sia con le armi che con le parole, salvare l’universo e magari, se sarete abbastanza bravi, portare anche il culo a casa.

E per chi ne vuole sapere di più ecco il topic ufficiale di Mass Effect 2 nel forum di Inside The Game!

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Return to Ostagar è il prossimo DLC di Dragon Age Origins


Sin dal giorno dell’ uscita del bellissimo Dragon Age Origins, è stato chiaro che il massiccio Rpg BioWare avrebbe beneficiato di grande supporto da parte di pacchetti di espansione venduti in digital delivery.

Per l’acquirente di una copia originale addirittura già nella confezione erano presenti un piccolo incentivo a spendere 60 euro (la Blood Dragon Armor) e una quest in due parti che ho apprezzato molto, che permetteva di trovare e conseguentemente aggiungere al gruppo la golem Shale, uno dei personaggi più riusciti  in assoluto.
Sempre dal lancio era possibile aggiungere un’altra quest, Warden’s Keep, che ha creato molti problemi in virtù della possibilità riservata solo ai possessori del DLC in questione di tenere da parte scorte di equipaggiamento, in contrasto particolare con la gestione dell’inventario di gioco, molto limitato e capace di costringervi a scelte dolorose su cosa portare con voi e cosa abbandonare (meno male che almeno c’erano gli zaini per aumentare il peso massimo trasportabile).

Per fortuna di chi non fosse ancora sazio di tutta l’azione fantasy di cui il titolo è imbevuto, il 5 gennaio giunge un’iniezione  di qualche ora di gioco grazie a Return to Ostagar, in cui scopriremo qualche informazione in più sul passato dell’antipatico e sfortunato Re Cailan antecedente alla tragica battaglia che dà il via alle avventure del vostro Grey Warden.

Il DLC costerà 400 MP per Xbox 360, sarà disponibile sempre per il 5 per l’utenza Pc mentre per PS3 si parla di un leggero slittamento nel corso del mese di gennaio.

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I migliori videogiochi dell’anno secondo Spike Tv: Video Game Awards 2009


Qualche giorno fa l’emittente americana Spike Tv ha dato vita all’edizione 2009 dei suoi Video Game Awards, premiando i migliori titoli visti durante l’anno dopo averli divisi in molte categorie in modo da non scontentare proprio nessuno.

Voglio subito dire di essere abbastanza d’accordo con i verdetti emessi, salvo che su per alcuni aspetti che vi elencherò subito dopo la consueta pausa.

Cominciamo dalle ottime notizie: annunciato il seguito dell’ottimo Batman: Arkham Asylum, così come quello dell’eccellente Crackdown, di cui ci vediamo subito il video prima di continuare:

Ecco fatto, passiamo ai premi tributati, che vedono in primis il trionfo di quel monumento al videogame che è Uncharted 2. che sbanca portandosi a casa ben 3 premi di calibro pesantissimo: gioco dell’anno, migliore uscita per PS3 e miglior grafica.
Naughty Dog non poteva aspettarsi niente di meno: il lavoro fatto bene paga sempre.

A proposito di lavori fatti bene, il gioco indipendente dell’anno è l’ipnotico Flower, un gioco piccolo ma sensazionale, fatto del piacere di immergersi nella corrente del vento per raccogliere quanti più petali possibile: poesia pura.
Credo che nessuno si sia stupito della vittoria, come miglior gioco Wii, di New Super Mario Bros: con la scarsezza di titoli validi al 100% non si può sottovalutare un’uscita dell’idraulico baffuto no?

Curiosamente il miglior gioco per Xbox360 è Left 4 Dead 2: per carità, ottimo prodotto, ma perchè premiare un multipiattaforma? Forse un segnale del fallimento di Halo ODST (che in ogni caso vince nella categoria miglior colonna sonora)?
Molti altri premi mostrano poca voglia di stupire: Assassin’s Creed 2 migliore avventura, Dragon Age Origins miglior GdR (e miglior gioco PC), Street Fighter 4 miglior picchiaduro, Forza Motorsport 3 miglior racing… Se in parte è vero che gli avversari non è che fossero straordinari, dall’altro avere 20 categorie di premi fa propendere più per la mia idea del “teniamoci tutti buoni” piuttosto che sulla serietà di tale premiazione.

Call of Duty MW2 porta a casa la palma di miglior shooter e miglior gioco multiplayer, come al solito niente male ma soprattutto sulla seconda ci sarebbe qualcosa da ridire: far imbufalire l’intera comunità di giocatori su PC non si è dimostrata una mossa produttiva per Infinity Ward
Ultime note riguardano i giochi da scaricare: il miglior DLC (e vorrei vedere) è The Ballad of Gay Tony, mentre il premio per il miglior videogame da scaricare è andata al piacevolissimo Shadow Complex.

Di sicuro questi premi danno uno spaccatp di un’industria in buona salute, anche se il 2009 ha mantenuto meno promesse di quelle che mi aspettavo, soprattutto a causa dei tanti ritardi che hanno afflitto giochi molto attesi.
Aggiungo solo che per sapere davvero la verità su quest’annata, non vi resta che aspettare  l’unica vera classifica che conta, quella di Inside the Game!!! ;D

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Stasera 21:30 – Inside The Game Radio puntata 0!!! [news - Dragon Age - Space Ace - Lego Indy 2 - Lucasarts - intervista Kurai]


L’avevamo promesso no? E noi le nostre promesse le manteniamo! Al posto di stare seduti, spaparanzati, come tutti voi a fissare un bel videogioco (o, per i più fortunati, una bella donna) in questo giorno di festa, io (AKirA) e Fucktotum lavoriamo!!! Peggio, lavoriamo per voi! ;)

Proprio così: alle 21:30 di oggi va in onda, in diretta e con possibilità di parlare con i conduttori tramite liveblogging (trovate la finestra in questo post), la puntata “zero” di Inside The Game Radio, il nuovo format prodotto da Fragtime in onda sulla web radio Goozex italiana.

Avete finalmente un motivo valido per NON vedere la Champions League (tanto non c’è la Roma ;) ) e non pagare quindi soldi inutili poichè videoludicamente irrilevanti in qualche abbonamento a TV a pagamento. Goozex Radio è completamente gratuita e basta clikkare play sul player nella pagina principale del sito per ascoltare la radio in diretta. Se invece siete poco interessati ad avere un dialogo con me e Massimo “radiofonico” ma volete comunque ascoltarci, potrete farlo via podcast! Le puntate delle varie trasmissioni di Goozex sono infatti scaricabili gratuitamente dal sito ufficiale: basta iscriversi. Tra l’altro il sito non è assolutamente solo una internet radio, bensì la più importante community di scambio giochi: una specie di mercatino dell’usato globale dove ogni titolo ha una valutazione oggettiva e serve per scambiarlo con altri.

Gli argomenti di oggi? Come avrete capito dal titolo sono molti, succosi e aspettano i vostri commenti in diretta. Cominceremo con un po’ di news dal mondo dei videogiochi, poi daremo la nostra opinione su due giochi appena pubblicati: Dragon Age Origins di Electronic Arts e Lego Indiana Jones 2 di Activision. Successivamente passeremo ad intervistare Federico Fasce in arte “Kurai”, uno sviluppatore italiano di videogiochi che nel curriculum ha molte cose interessanti come l’essere stato “professore” in una lezione allo IULM intitolata, “I giochi come medium del XXI Secolo” – Social Media Lab”, e l’aver sviluppato un titolo in flash di nome “Berlusgotchi”, ci faremo raccontare di cosa si è trattato ;)

Poi, immancabile, torna il vecchio angolo dell’amarcord videoludico e del retrogame con Indiana Jones and the Last Crusade (quello mitico di LucasArts) così come nasce quello del “mobile gaming” dove presenteremo Space Ace nella sua versione per iPhone (che è un po’ mobile e un po’ retro ;) ).

E poi, ovviamente, tanta tanta tanta buona musica per tenervi compagnia. Più di dieci canzoni tra novità e storia del Rock, Metal, Prog, Punk ecc. Se un pezzo ha una chitarra elettrica e tanta adrenalina, noi la suoniamo in Inside The Game Radio, sperando di farvi scoprire gruppi interessanti mentre cresce in voi la soddisfazione per aver appena sentito la vostra canzone preferita.

Ma ormai il tempo delle parole è finito, passiamo ai fatti, qui sotto avete la finestra per i commenti “live” che apriremo mezz’ora prima dello show, alle 21 per “riscaldarci” insieme a voi con la musica e i videogiochi di Inside The Game Radio!

Augurateci in bocca al lupo… che è la prima puntata! ;)

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Tette gratis per tutti con The Saboteur! [nude patch]


Sesso, nudità e contenuti al limite stanno diventando sempre più una costante nella maggior parte dei videogiochi. A volte tali contenuti sono in bella mostra e rappresentano rapide digressioni sul tema, come nel recente Assassin’s Creed 2. A volte invece, seguendo la scuola GTA, in soccorso arrivano addirittura codici di sblocco o patch, come nel caso di The Saboteur di Pandemic, in uscita domani per Pc, Xbox e PS3.
Sembra proprio che, sdoganate le parolacce, il prossimo colpo grosso (proprio il caso di dirlo!) riguarderà il sesso. Se anche Dragon Age Origins ha avuto bisogno di qualche scena di avvinghiamenti (anche omosessuali) per darsi un’aura adulta, ormai è chiaro che il fronte è aperto.
Tra sexy e ammiccanti eroine, come Bayonetta di prossima uscita, e ballate di Tony il Gay varie, quello che sembrava un ostacolo chiaro all’ingresso di tematiche sessuali sta piano piano crollando: anche nei videogiochi si fa sesso, anche se finora con un certo stile, che non scade mai negli eccessi nerd del porno in pixel.

Il caso di The Saboteur ha anche un risvolto divertente: quella che su Pc è una mera opzione attivabile dal menù, richiede invece un apposito codice inserito nelle confezioni per console.
Come dire: contenuti piccanti e lotta al mercato dell’usato in un colpo solo!

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Limited edition e la volubilità di un giocatore


Sono un ingenuo. Già da qualche anno credevo di aver visto tutto il campionario di possibili gadget e aggeggi vari allegati ai videogiochi di nuova uscita per convincerci a comprarli. Quelle che normalmente nominiamo “limited edition“, che tra l’altro di limitato hanno ben poco, piano piano si stanno trasformando in una pura e semplice edizione di lusso, che a prezzo maggiorato (spesso anche parecchio) non fa altro che riempirci la casa di inutili cianfrusaglie.

L’attrazione che alcune di queste iniziative eserciano su di me è ondivaga: a volte non riesco a pensare ad altro (GTA IV), a volte le ignoro completamente (Modern Warfare 2).
Apprezzo particolarmente quelle originali, ben realizzate e magari di qualche utilità: la cassettina di sicurezza di Rockstar ospita i miei beni più privati, mentre la borsetta sportiva, per non correre il rischio di rotture o abrasioni, se ne sta da una parte, inutile e inutilizzata.

Ormai è di gran moda il box di metallo, nato probabilmente con Halo 3 e ormai visto e rivisto (ad es. in Mass Effect ed è pronto per il seguito…): carino la prima volta, ma dannatamente voluminoso e quindi inutile a lungo andare.
Dragon Age Origins con la sua mappa in tessuto riesce a essere di classe, ma nel futuro salotto di casa mia difficilmente troverà spazio la riproduzione di un mondo fantasy…

Insomma, hype a parte è molto difficile, anche senza considerare il maggiore esborso necessario all’acquisto, considerarle indispensabili.
A meno che non parliamo dell’action figure di Altair (per il primo Assassin’s Creed) o lo splendido Pip Boy di Fallout 3, o di gadget come magliette o accessori davvero rilevanti (furoreggiano le penne usb, soprattutto nei press kit), resto un fervente oppositore di queste iniziative.
Poi, stamattina l’ho visto. In legno, poco funzionale, decisamente ingombrante e completamente inutile: ciononostante, lo voglio con tutte le mie forze e ritorno ad essere un semplice schiavo di regole di marketing efficacissime. Non potrò averlo purtroppo, ma di cosa vi sto parlando? Di questo:

Fico eh? Unico difetto riscontrato è nella musichina, veramente bruttarella: avesse avuto quella degli scrigni di Ocarina

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Un Natale d’oro per i Giochi di Ruolo


Nonostante sia ormai un classico che fra metà ottobre e Natale si ammucchino un gran numero di uscite importanti, e nonostante quasi tutti (media compresi) siano completamente presi dalla frenesia per quel Modern Warfare 2 che si avvia agilmente a bruciare ogni record, anche gli appassionati di giochi di ruolo “alla occidentale” come il sottoscritto stanno vivendo questo autunno 2009 con un sorriso particolarmente ampio, visto l’insolito numero e soprattutto l’alta qualità media delle uscite loro dedicate, che rischiano però di essere oscurate dal mastodontico Dragon Age: Origins di Bioware.

Facciamo quindi il punto di quali RPG potrete trovare nei negozi da qui a dopo Natale.

- Dragon Age: Origins (Bioware – Electronic Arts): l’atteso ritorno di Bioware al fantasy pare non aver assolutamente risentito dei tanti progetti portati avanti nel contempo dallo sviluppatore (Mass Effect 2, il MMORPG Star Wars: The Old Republic e un altro progetto ancora senza nome), riuscendo in pieno nel suo duplice intento di gettare le basi di un nuovo fantasy più adulto e credibile e nel contempo riportare sui nostri schermi quel concetto di GdR più lineare e profondo tipico della software house. Un’ambientazione più nera e violenta (che probabilmente deve più di qualcosa al polacco The Witcher), i PNG più credibili visti finora e un nuovo sistema di combattimento rendono Dragon Age il must have del momento.

- Risen (Piranha Bytes – Deep Silver): primo gioco di Piranha Bytes dopo il distacco da JoWood e la conseguente perdita del nome Gothic, Risen raccoglie finalmente in modo degno l’eredità della gloriosa serie correggendo le storture che, a seguito dei conflitti fra sviluppatore e publisher, avevano reso il pur buono Gothic III un mezzo passo falso. I combattimenti rigorosamente in tempo reale e una peculiare modalità di evoluzione del personaggio, assieme ad una trama che cercherà di farci schierare con una fra due fazioni distinguono il gioco tedesco dall’agguerrita concorrenza.

- Divinity II: Ego Draconis (Larian Studios, dtp entertainment): la sorpresa del gruppo, frutto di una produzione indipendente che si è rivelata di altissimo livello, regalandoci un gioco complesso, tecnicamente valido e completo, magari leggermente meno profondo della concorrenza ma più accogliente verso chi non è totalmente avvezzo al genere. Anche qui il combattimento è maggiormente volto all’azione, ma è comunque disponibile un’opzione simile alla “pausa tattica”; inoltre da un certo punto in poi sarà possibile trasformarsi in drago, ampliando le meccaniche di gioco.

Questi i giochi attualmente sugli scaffali; dal 27 novembre però avremo anche Two Worlds II mentre il nuovo anno inizierà ancora all’insegna di Bioware, che il 26 gennaio ci riporterà fra le stelle con Mass Effect 2.

Da notare il fatto che, forse per la prima volta in assoluto, tutti i giochi elencati sono usciti o usciranno anche su console, e più precisamente su 360, mentre la PS3 dovrà “accontentarsi” di Two Worlds II e Dragon Age, quest’ultimo in uscita il 20 e in ritardo rispetto alle altre versioni, ma la cui resa complessiva dovrebbe essere superiore a quella della console Microsoft; inoltre non possiamo ignorare il ruolo preponderante dell’Europa nello sviluppo di questo raffinato ma estremamente impegnativo e difficoltoso genere: infatti Risen è tedesco così come il prossimo Two Worlds 2, mentre la software house di Divinity II è belga.

Un Natale d’oro quindi per gli amanti dei GdR, che ora hanno però due problemi fondamentali: in che sequenza prenderli e, soprattutto, dove trovare il tempo per giocarli tutti…

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Modern Warfare 2 e lo scandalo di Blockbuster e GameStop [uscita Call of Duty]


Call of Duty Modern Warfare 2 dovrebbe uscire domani. Perchè dovrebbe? Perchè per moltissimi giocatori è già ampiamente disponibile, sia grazie al peer to peer che grazie alle scandalose manovre di due dei più grandi rivenditori sul territorio, Blockbuster e GameStop. Diamo un’occhiata a mente lucida a questo problema, perchè inizia a solleticare il mio mai troppo sopito spirito combattivo.
Partiamo dai fatti: il nuovo capitolo della saga bellica di Infinity Ward reca  come data d’uscita worldwide il 10 novembre.
Nonostante questo, il super atteso Fps è sulle reti p2p da domenica 2 novembre. A testimoniarlo non solo il mio “uccellino downloadatore”, ma svariate fonti, tra cui la stessa Microsoft che, insieme ad Activision, ha annunciato e poi concretamente eseguito una lunghissima sfilza di ban ai giocatori più sprovveduti (quelli che, non contenti di averlo in anticipo, addirittura provavano a giocarci online…).
Il secondo fatto è che io ho diretta conoscenza, da venerdì 6 (ma mi dicono fosse effettivamente acquistabile da giovedì), che il Blockbuster più vicino a casa mia stava già dando copie del gioco, in barba a pre order e date ufficiali.
Stessa cosa in svariati GameStop.
La giustificazione di questi ultimi, su sollecitazione diretta di Activision, è stata che le vendite sono state effettuate per “rispettare la propria utenza”.

Questa è una BALLA COLOSSALE.

Non fraintendetemi, perchè non sono un bacchettone: non è l’idea in sè a urtarmi, quanto il principio che nasconde.
Tutti i giocatori sono contenti di anticipare un’uscita, ma su COD c’è da fare un distinguo.
Innanzitutto anche chi con la propria copia deve lavorare, come le redazioni dei portali web, non può anticipare nulla. Potete rendervene conto facendo un giretto sui vari GameSpot, Ign ed Eurogamer: domani saremo travolti dai commenti di tutti, ma per oggi valgono solo ampie restrizioni a non “avvantaggiarsi”.
Secondo poi, viene mascherato da “rispetto per l’utenza” una mossa di concorrenza poco equa, perchè è ovvio che chiunque abbia sugli scaffali COD “rubi” un po’ di utenza ai negozi al dettaglio, forte di scorte maggiori e una settimana di anticipo sulle vendite.
La manovra è fatta evidentemente per trarre il massimo profitto aggirando dei vincoli che, giusti o sbagliati che siano, in ogni caso almeno da queste catene andrebbero seguiti.

Chiudo l’invettiva con una nota di colore: esattamente allo stesso identico Blockbuster di cui sopra, mi sono recato  giovedì scorso per chiedere timidamente se potessero darmi Dragon Age Origins, che figurava in bella mostra sui loro tavolini (non sugli scaffali). Mi è stato risposto che se fosse risultata sul terminale una vendita precedente alla mia richiesta me lo avrebbero dato, “perchè EA ci ha rotto le palle e preso di mira perchè abbiamo dato Fifa 10 in anticipo… meno male che un nostro concorrente aveva fatto peggio e quindi siamo passati indenni”.
Sapete com’è finita? Sono dovuto ripassare il giorno dopo, quello dell’effettiva uscita, quello in cui, per chiudere il cerchio, avrei potuto comprare pure COD

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