Esce con qualche (argh) giorno di ritardo l’ultima puntata del mio reportage WCG sul blog. Purtroppo un “black out” di connessione e soprattutto la mia partenza intercontinentale e il mio rientro a Roma un giorno dopo non mi hanno permesso di tenermi in contatto con i miei lettori preferiti, voi, raccontandovi cosa è successo l’ultimo giorno a Chengdu, quello delle finali.
Ma un video vale più di mille parole e quindi gustiamoci la vittoria mondiale di Enrico “HauntSpy” Aurora a Wise Star 2!
Ebbene si, abbiamo vinto una medaglia d’oro. Peccato che non sia un vero e proprio oro olimpico. Qui sul blog si può dire la verità e sono convinto che Haunt non si offenderà: Wise Star 2 e Asphalt 4 sono solamente “marchette” per i WCG, leggasi “giochi promozionali”. Facevano parte, ovviamente, di un torneodiverso: il Samsung Mobile Challenge. Ma, siccome Samsung deve vendere cellulari, allora è stata fatta la finale sul palco e ad Enrico è stata consegnata una medaglia d’oro. Questo perchè ovviamente costruire una medaglia non costa molto ma, per gli organizzatori del WCG, equiparare Wise Star 2 e Asphalt agli altri giochi sarebbe stato uno scandalo di dimensioni epiche!
Già così in verità lo è. HauntSpy torna a casa con ben 6000$ che sono lo stesso premio del secondo classificato di Starcraft che è un Coreano (Stork) che ha fatto del videogioco la sua professione. Ma ci rendiamo conto? Enrico si è allenato circa 3 ore in tutto a Wise Star, lì a Chengdu, mentre Stork 8 ore al giorno per anni!!! Insomma ragazzi, io voi e Haunt stendiamo un velo pietoso sulla cosa. Bulliamoci di aver vinto una medaglie e soprattutto stringiamoci ad Enrico e alla sua felicità per aver portato a casa un po’ di soldini. Di quello sicuramente siamo tutti contenti!
Detto questo, qualcuno si starà già chiedendo: perchè un titolo simile ad un post del genere?
“I gotta a feeling, that tonight’s gonna be a good night” è la frase di una canzone, una canzone dance dei Black Eyed Peas che, in un modo o nell’altro, è rimasta nel cuore di tutto il team azzurro e rimbomba nelle mie orecchie.
Si perchè l’esperienza cinese è stata davvero un’emozione, un “feeling” ed ogni sera è stata una bella serata. Nonostante qualche screzio, qualche punto basso, qualche scivolone, ci siamo davvero divertiti e soprattutto emozionati.
Divertiti a ridere, ballare e scherzare all’italiana ed emozionati a vedere il World Cyber Games in Cina, la prima nazione che ha saputo veramente accoglierlo come si deve, come un evento.
Ma se per il divertimento certe cose sono accadute a Chengdu e a Chengdu dovranno rimanere per sempre, per quanto riguarda l’emozione non sarà mai abbastanza parlare del fatto che in Cina gli Sport Elettronici sono una realtà consolidata, che ha coinvolto 80.000 spettatori nei cinque giorni di evento, un numero assurdo ma comunque piccolo se paragonato agli 8 milioni di spettatori che in televisione hanno seguito la finale di Counter Strike.
Quindi il mio invito e il mio esempio è solo uno: se vogliamo far crescere qualcosa di lontanamente simile anche in Italia, bisogna parlarne e non rimanere zitti. Scrivere blog, rendere pubblici i video (come farò io appena riesco a lavorarli un minimo), coinvolgere gli amici e i parenti.
Perchè il sogno non si infranga mai contro la dura realtà bisogna solo continuare a sognarlo.





