Tag Archive | "ezio auditore"

Auditore Forever [News - Assassin's Creed 3]


Con oltre sei milioni di copie piazzate worldwide, Assassin’s Creed 2 si conferma uno dei fenomeni videoludici più raggianti degli ultimi tempi: un dato relativamente sorprendente che, in condizioni differenti, servirebbe solo a mettere il punto esclamativo sulle  già invadenti indiscrezioni relative al suo sequel

Un po’ per festeggiare a dovere il record di vendite appena superato, un po’ per  premiare i fan del franchise per l’accoglienza riservata al novello blockbuster, i magnati della Ubisoft hanno tuttavia deciso di cogliere la palla al balzo e giocare di grosso anticipo, fornendo ad una fonte eminente quale CVG, un paio di dritte niente male proprio a riguardo di Assassin’s Creed 3.

Secondo quanto riportato dal comunicato stampa in questione, il terzo capitolo della Saga dovrebbe ruotare ancora una volta intorno alle tumultuose avventure di Ezio Auditore da Firenze, collocandosi quindi in un contesto storico analogo a quello appena rivisitato e smentendo, di riflesso, le voci che davano per certa un’ambientazione settecentesca che avesse in Parigi il suo perno principale.

Ad aggiungere ulteriori spezie alla rivelazione, Yves Guillemot in persona avrebbe peraltro ventilato che Assassin’s Creed 3 potrebbe ospitare anche una Modalità Multiplayer, la cui struttura dovrebbe favorire l’allestimento di battaglie di massa.

Visto che il gioco non dovrebbe comunque vedere la luce prima di fine 2011, è bene non prendere dette affermazioni come puro oro colato. Tuttavia è innegabile che il Valzer delle anticipazioni concrete sia ormai inziato ufficialmente, il che ci spingerà senza dubbio a tornare più volte sull’argomento…

Posted in Annunci, NewsComments (0)

Non gioco online (e non sono il solo) – parte 2: Humanity is overrated


E rieccoci qui a spiegare i motivi del mio, e non solo mio, scarso amore per l’online gaming, anche in funzione dei numerosi (grazie!) commenti ricevuti nella prima parte.

Telling Stories

C’è chi l’ha definiti inutili e insignificanti, chi addirittura ne è disturbato, ma personalmente ritengo che la presenza di plot degni di tal nome sia forse la rivoluzione più importante che abbia interessato il videogioco negli ultimi 15 anni. Una rivoluzione silenziosa, perchè il passaggio dalle trame fanciullesche dei primi videogames alle vere e proprie sceneggiature di alcuni dei titoli moderni è stato graduale e parallelo alla crescita dell’utenza.

E non si parla di una cosa di poco conto, bensì della nuova frontiera della sceneggiatura: l’interattività, caratteristica unica del medium videogioco, rende infatti la scrittura estremamente impegnativa e differente rispetto a quella per il cinema (che attualmente è considerato il medium più prossimo), e a tutt’oggi non siamo ancora riusciti a trovare una modalità standard che permetta  di narrare efficacemente una storia e nel contempo lasci libero arbitrio al giocatore senza subissarlo poi di cut-scenes.

Mentre gli sviluppatori continuano a sperimentare però, è innegabile che  sulle nostre console siano arrivati racconti e soprattutto personaggi sempre più ficcanti ed efficaci: Solid Snake, Niko Bellic, Ezio Auditore, Nathan Drake sono solo gli ultimi di una lunga serie di protagonisti che ci permettono di vivere e credere in storie sempre più coinvolgenti.

Ecco, tutto questo nell’online gaming non c’è e tranne in alcuni sporadici casi come i puzzle games o giochi di puro gameplay come Super Mario e affini, personalmente difficilmente riesco a farne a meno.

Uno fra i tanti.

La cosa peggiore è che si tratta di una carenza pressochè fisiologica: se già è difficile narrare coerentemente quando si hanno 3-4 giocatori/protagonisti che giocano in cooperativo, è palese che la presenza di più giocatori umani, magari  su fazioni opposte, impedisca la costruzione di qualsivoglia storia. Persino nei MMORPG, all’interno dei quali in teoria ognuno dovrebbe poter creare e vivere la propria avventura personale, interagendo e combattendo però anche con altre persone reali, sul lungo periodo ci si ritrova immancabilmente a fare power playing puro fra quest poco organiche influendo poco o nulla sul mondo di gioco perchè, al contrario dei giochi single player, qui tutti vogliono essere protagonisti ma alla fine nessuno lo diventa realmente.

Ho quindi veramente bisogno di essere uno fra i tanti anche nei videogames?

La risposta di solito a questo punto è che nel multiplayer online per spiccare  bisogna essere bravi, i più bravi, non basta spendere i soldi del gioco per sentirsi protagonista. E quindi entriamo in un altro aspetto della questione: la competizione.

Relax vs. Competizione

Argomento spinoso perchè fondamentalmente soggettivo: chi ha bisogno della competizione?

Io no.

Sono la vergogna degli hardcore gamers: non penso di aver mai giocato un videogame scegliendo deliberatamente la modalità “difficile”, ed è frequente che di fronte ad una sfida che reputi improba o, peggio ancora, ingiusta, abbandoni il gioco in questione al suo destino, ripromettendomi magari di riprenderlo più avanti.

Allo stesso modo, del multiplayer adoro la compagnia e quella lunga, immancabile sequela di sgarbi, gomitate ed insulti, ma mai e poi mai ho pensato d’iscrivermi a qualche torneo, semplicemente perchè smetterei di vedere il videogioco come un piacere: diventerebbe un impegno, uno sport, o comunque qualcosa di radicalmente diverso dal mio personale momento di relax ed astrazione.

Questo nonostante sia un videogiocatore di vecchissima data, che a suo tempo ha giocato anche con cerberi non indifferenti come Ghosts ‘n Goblins, e anzi, proprio per questo mi sembra di riconoscere nell’online gaming molte caratteristiche dei primi giochi arcade: l’allenamento continuativo, la ricerca del virtuosismo e di tecniche segrete lecite e non lecite, il bisogno di una difficoltà sempre più alta, la mancanza di una trama come di un finale. Tutto verteva sul cercare di piazzare la propria combinazione di tre lettere in cima all’high score, così come oggi verte sul tentativo di prevalere ed emergere sugli altri giocatori.

Si compete per il gusto stesso della sfida, acuito in questo caso dall’affrontare altre persone che a distanza di chilometri schiatteranno di rabbia per un nostro headshot.

Divertente? Sì, forse per i primi dieci minuti, poi il sottoscritto ha bisogno di altro.

People are people

Apriamo una piccola parentesi “misantropia” per parlare della qualità media della gente che si trova online: quando non si gioca tra amici, la probabilità di trovarsi a giocare con gente dalla sportività a dir poco “scarsa” è altissima.

Fra cheat, glitch e disconnessioni provvidenziali, adolescenti e non, manifestano la voglia di prevaricare, la necessità di affermarsi socialmente e sfogano le proprie frustrazioni. Un ambiente non propriamente adatto per uno che ha la mia concezione del videogame…

Ovviamente mi rendo conto che non si tratta della totalità della popolazione che gioca online, anche perchè se così fosse, pochi sopra i 15 anni reggerebbero più di qualche giorno, resta però il fatto che stiamo parlando di una percentuale tragicamente alta, che sicuramente non facilita un ingresso nell’online gaming già tardivo e pieno di dubbi come il mio, e che ha portato ai travagliati e penosi tentativi di cui vi parlavo la volta scorsa.

Questione di genere?

Oltre a quanto detto finora, sicuramente non aiuta il fatto che personalmente non ami granchè i due generi principali dell’online gaming, FPS ed RTS, preferendo di gran lunga i giochi di ruolo.

Cosa che, dal mio punto di vista, non fa che acuire il divario tra ciò che il gioco online sarebbe potuto (e potrebbe) essere e ciò che in effetti è.

Se possibile infatti i MMORPG sono stati per il sottoscritto la più grossa delusione fra tutte quelle rimediate da quando si è iniziato a parlare di multiplayer via internet. Ricordo l’esaltazione provata pensando ad avventure vissute in un mondo abitato da persone reali; ricordo però anche tutti i dubbi, provenienti dalla mia esperienza di Master in D&D, che si sono poi puntualmente dimostrati giustificati.

Salvo rarissime eccezioni finora il gioco online non ha fatto altro che riportare ai minimi termini il gameplay e le potenzialità di ogni gioco: quale che sia il genere, tutto si riduce infatti al combattimento, all’auto-potenziamento e ancora al combattimento, perdendosi tutto quello che il giocare con persone reali potrebbe realmente regalare.

E se in FPS e RTS questo può essere anche accettabile in quanto fulcro dell’esperienza anche in single player, nei RPG si assiste ad uno svilimento di tutto quello che distingue  un GDR da uno slasher.

Un esempio banale? L’assenza totale di enigmi da risolvere in compagnia, o di indagini da portare avanti. Alzi la mano chi, giocando a World of Warcraft, abbia fatto con gli altri qualcosa di più che combattere o ballare in mezzo alle città mentre si chatta..

Die my darling

Concludiamo citando uno dei commenti alla prima parte di questo articolo, in particolare quello in cui si affermava che l’online rende un videogame infinito.

Tutto l’opposto: i giochi online muoiono. E hanno anche vita piuttosto breve.

Per uno che come me s’incastra a giocare e rigiocare vecchi titoli, o a cercare perle nascoste fra le anse del mercato, il rischio di non trovare giocatori o addirittura d’imbattersi nella chiusura dei server per scarsa affluenza sarebbe un incubo. E con la velocità con cui ad oggi intere comunità si spostano da un gioco all’altro, il rischio è tutt’altro che remoto.

Peggio ancora, siamo arrivati addirittura alla possibilità di non poter giocare per più di un paio di mesi e neanche per uscite recenti, perchè magari si tratta di  giochi mediocri o arrivati nei negozi con una pessima scelta di tempo, e che scontrandosi con un capolavoro annunciato non potranno mai mostrare al mondo tutte le proprie potenzialità.

Tutto questo mi spinge a preferire il single player, nel quale è il gioco che si adatta a me, ai miei tempi, al mio impegno e che riesce a soddisfare la necessità di astrarmi, la brama di vivere storie fantastiche e, qualche volta, la voglia di perdermi fra i ricordi.

Posted in GamingCulture, OpinioniComments (8)

Uno sguardo alle espansioni di Assassin’s Creed 2


Assassin’s Creed 2 ha confermato le aspettative e i desideri della maggior parte dei giocatori che hanno deciso di aiutare Ezio Auditore nella sua sanguinosa avventura. Ma le peripezie del nuovo eroe Ubisoft non sono finite: sono stati presentati i due DLC che arriveranno in un paio di mesi e che, stando ai prezzi annunciati per l’America, rappresenteranno anche un buon affare e il giusto compromesso tra durata dell’esperienza e soldi da spendere.
Entrambe le espansioni andranno a raccontare parti non narrate nella storia principale, completando le sequenze di Dna di Ezio lasciate “in sospeso”.
Il primo pacchetto, disponibile a gennaio, si intitola “La battaglia di Forlì“: 6 nuovi ricordi che porteranno l’assassino ad aiutare Machiavelli e Caterina Sforza, difendendo la città romagnola dalle pretese della Famiglia Orsi e contemporaneamente impedendo ai Templari di appropriarsi di un Frammento di Eden.
Il prezzo dichiarato per il territorio nordamericano è più che onesto: solo 3,99 dollari.

Il secondo pacchetto di  espansione, “Il falò delle vanità“, arriverà a febbraio e costerà (sempre negli Usa) 4,99 dollari, ancora una volta di meno di quelli cui siamo (drammaticamente) assuefatti.
Esploreremo un nuovo settore di Firenze proprio mentre questa sta vivendo la crisi politica di Savonarola. Altri 10 ricordi da vivere tutti d’un fiato, più l’aggiunta di una nuova abilità, lo spring jump: nel video in alto un po’ di dettagli aggiuntivi svelati…

Posted in Annunci, NewsComments (1)

Giovanni Auditore, assassino in carne ed ossa [cortometraggio di Assassin's Creed 2]


assassin's creed 2 ubisoft ezio auditoreVi racconto un aneddoto su questo video. Mi sono reso conto solamente dopo una trentina di secondi che non si trattava di computer grafica ma di attori veri. Lo so, sono un po’ sbadato; questo mio lapsus però la dice lunga su quanto la grafica computerizzata in questi ultimi anni abbia fatto dei passi da gigante e sia ormai simile al fotorealismo. Ma non è solo questione di immagini, ma anche di montaggio: i professionisti dei trailer dei videogiochi, ormai, hanno raggiunto livelli  che non si vedono neanche al cinema.

Read the full story

Posted in Curiosità, Tempo LiberoComments (2)


Pubblicità

Polls

Quale è la migliore saga JRPG della storia dei videogiochi?

View Results

Loading ... Loading ...