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Macignu è stato sconfitto da Chozo? [video esilarante di Team Fortress 2 pieno di "fuck"]


Chozo, questo è il nickname del nostro nuovo idolo. Un pazzo scatenato che all’interno di una partita di Team Fortress 2 è riuscito a tirare una quantità di parolacce da far impallidire il film di South Park (nel guinness dei primati come la pellicola con più brutte parole nella storia dell’umanità; al secondo posto “Pulp Fiction” di Tarantino, battuto di circa 150 vocaboli osceni… non so se mi spiego). E, probabilmente, tale da far impallidire la nostra bandiera tricolore dei pazzi scatenati sul web: il mitico Macignu di World of Warcraft! Se non lo conoscete (… buttatevi dalla finestra?), ne avevamo già parlato in due post: World of Warcraft Korn e Giochi a WoW? Allora qui non lavori, andateveli a recuperare subito! Comunque sia il paragone con Macignu a livello di parolacce può anche esistere ma… l’italianissimo campione di WoW fa molto ma molto più ridere di Chozo.

Insomma è stato un gioco innocuo e simpatico come TF2 a far incazzare come un’ape (sempre per citare il mitico South Park) questo ragazzino americano. Nel video, montato da un suo compagno di sventure, c’è un fantastico “fuck count”, cioè un contatore utile allo scopo di tenere per voi il numero delle imprecazioni riversate nel microfono dal grande Chozo.

Quasi quasi provo ad emularlo nella mia prossima partita a Street Fighter va… magari è la volta buona che divento famoso ;)

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Il film di Bioshock ancora realtà!!! [Update succoso]


Finalmente una buona notizia in campo videoludico-cinematografico! A quanto pare il film sul mai troppo lodato Bioshock non solo è ancora nei piani del produttore Gore Verbinski, ma a quanto pare ha superato anche tutti gli ostacoli che si sono presentato lungo il suo cammino!!!

Bene, ma quali erano questi ostacoli? Beh, pensate di dover realizzare un horror, sott’acqua, con effetti speciali a mazzetta…non vi si accende la lampadina? Una caterva di quattrini!!! Sicuramente un film del genere potrebbe sbancare al botteghino, ma ad aggravare la situazione ci mette lo zampino il rating previsto per la pellicola, un bel “R” che in americano significa “sconsigliato” ai minori di 17 anni…insomma roba gore violenta!

Per fortuna Verbinski non è stato tentato dal dio Mammona e ha deciso di non snaturare il film togliendo le parti cazzute per renderlo accessibile a orde di ragazzini paganti…quindi solo ottime nuove: il film si farà, avrà un budget di tutto rispetto e sarà pieno di sangue!!!

Ora, caro Gore Verbinski, PER CORTESIA sbrigati a realizzarlo!!!

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Scott Pilgrim vs The World, se il gioco diventa metafora [Recensione]


Il flirt tra videogiochi e fumetti non e’ una novità. Da sempre, probabilmente per un discorso di target affini, il mondo delle immagini su carta ha corteggiato, corrisposto, quello delle immagini su schermo. Le regole dell’affettuoso scambio sono sempre state piuttosto ferree; non tutte le opere di un media si prestano alla trasposizione, e finora si e’ sempre trattato di storie di conflitti, eroi e combattimenti, con dialoghi funzionali alla spettacolarizzazione delle lotte (nei fumetti tratti da videogame) o alla caratterizzazione dei personaggi feticcio del giocatore di turno ( nei videogame tratti da fumetti).

Cosa succede pero’ quando gli stilemi del videogioco diventano un mezzo espressivo per definire nientemeno che una realtà vera e intimista, facendosi assoluto culturale e riuscendo a sfumare nell’assurdo la vita di tutti i giorni?
Una risposta viene  da Scott Pilgrim, comic creato da Bryan Lee O’Malley che prende il nome dal protagonista, un ragazzo normalissimo di 23 anni cresciuto immerso in tutti i riconoscibilissimi riferimenti pop che costituiscono l’ossatura fantastica del fumetto.

Scott gioca all’XBox, ha un gruppo chiamato Sex Bob-Omb e la mattina si domanda perché non gli sia possibile trasformarsi in morph ball e rotolare fino al bagno. Ma, ovviamente non finisce qui: al centro della trama c’e il rapporto tra Scott e Ramona Flowers, ragazza newyorchese arrivata a Toronto e fattorina di amazon.ca, che per velocizzare le consegne si serve di un autostrada iperspaziale ( “tipo in Super Mario Bros 2?” Chiede lui) che passa per il mondo onirico di Scott, diventandone la vera e propria “donna dei sogni”.

Scott, reduce da un rapporto misterioso e traumatico e da un altro troppo poco serio, inizia a frequentare Ramona, e presto capisce che le cose non sono facili come sembrano, anzi. Per guadagnarsi il diritto di uscire con la sua bella, Scott dovrà affrontare tutti i suoi ex, e si parla assolutamente fuor di metafora, dal momento che i cinque (o sei, ma forse sette, dice lei) sono tutti individui dotati di superpoteri e hanno addirittura fondato una “lega degli ex malvagi” come nelle migliori tradizioni fumettistiche americane.
Un problema per Scott, che comunque viene riconosciuto come “il miglior lottatore della zona”, in grado di piazzare combo da 64 colpi in aria, e dovrà affrontare emo con poteri mistici, skater/stelle del cinema superforti, diavolesse indie rock, e fare i conti con le proprie ex, che si tratti di adolescenti ninja o di “stronze-che-ce-l’hanno-fatta”.

Questo tuttavia è ciò che qualunque sinossi da quarta di copertina può dire; ciò che non viene detto invece è che Scott Pilgrim è un’enorme, azzeccata, delicatissima e divertente metafora.

Una sequela di situazioni fantastiche, surreali e bizzarre in cui paradossalmente chiunque abbia superato l’adolescenza può riconoscersi. Il confronto con il passato, proprio e di chi ci si trova accanto, il trovarsi a lasciare una persona sentendosi in colpa, l’amico (o l’amica) affascinante e sicuro di se’; Bryan Lee O’Malley riesce a inserire tutti questi momenti topici della vita di chiunque in un affresco che fa della fantasia e dei riferimenti a videogiochi, fumetti e musica il proprio punto di forza e primo mezzo espressivo, riuscendo solo ad aggiungere e rendere migliore un fumetto che, fondamentalmente, riesce a parlare delle piccole enormi cose di tutti i giorni.

A coronare la storia uno stile di disegno che reinterpreta la grafica tipica da comic americano in una chiave che trae ispirazione dall’urban design e dal fumetto giapponese, dando al tutto un’atmosfera tra il “cool” e il “kawaii” nipponico senza esagerare in nessun senso e trovando l’equilibrio perfetto per rendersi scanzonato, leggero e tuttavia adatto al tono intimista della serie. Le linee sono nette e spesso nervose e gli “effetti speciali” enormi e ipercinetici; ma O’Malley si dimostra perfettamente in grado di stupire con cambi di scenario improvvisi e surreali, come una tempesta di neve sempre più fitta al centro della quale, come un salto del buio, si spalanca una fortuita porta di casa.

Un successo riconosciuto da critica e pubblico, quello di Scott Pilgrim, che ha portato in brevissimo tempo i cinque volumi che finora compongono la serie (il sesto, conclusivo, uscirà il 20 luglio negli States) a scalare le classifiche e a diventare un film in uscita a luglio in America e a novembre da noi; un lungometraggio che, nonostante una scelta degli attori che personalmente non condivido affatto, si promette fedelissimo al fumetto e ben fatto. I primi tre volumi di Scott Pilgrim sono disponibili anche in italiano, pubblicati da Rizzoli/Lizard, mentre per vedere “come va a finire” i lettori dovranno attendere novembre.

Recente è stato anche l’annuncio di un videogioco tratto dal film e dal fumetto, in uscita prossimamente per Ubisoft Montreal. Il gioco sarà un beat’em up a scorrimento che vedrà Scott, Ramona e gli amici Kim Pine e Stephen Stiles combattere per sconfiggere gli ex malvagi della ragazza. Come già nel fumetto gli avversari sconfitti lasceranno cadere monete e vite extra (sì, succede anche questo). Si sa anche che della colonna sonora si occuperanno gli Amanamaguchi, eccezionale band che mescola musica 8 bit e punk in una formula eccezionale e decisamente innovativa.
Considerando il fumetto e le sue influenze, decisamente non c’è modo migliore di chiudere il cerchio.

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Zombrex Dead Rising Sun, titolo improbabile e trailer da urlo…


… di dolore!

L’esordio alla regia di Keiji Inafune, mente dietro al meraviglioso, punitivo ed esaltante Dead Rising, sembra già degno della bacheca dei b movie.
Tralasciando il cast di improbabili attori e le situazioni rappresentate, che cercano di arrivare ai picchi del sommo necromante George Romero, le reazioni che personalmente ho avuto alla fine del trailer sono perfettamente sintetizzate dalla mia initazione ad opera di Robert Englund, che potete ammirare nella foto a corredo.

La cosa migliore di tutto il filmato sono i primi secondi, col logo Capcom che si compone da immagini e effetti sonori dei loro successi, tra cui difficilmente potremo annoverare questo film.

A new kind of fisrt person action films” mi fa tremare le vene ai polsi, ricordando la soggettiva nel film di Doom e abomini del calibro di Blair Witch Project: se non altro Keiji sembrerebbe aver mano salda, saranno evitati almeno i problemi di nausea o mal di mare tipici di prodotti finti amatoriali (qualcuno ha detto Cloverfield?).

I poveri e bistrattati zombie avrebbero davvero bisogno di qualcuno che si prenda seriamente cura di loro, magari anche per film demenziali del calibro di Zombie Strippers: senza pretese, di budget decente e quantomeno divertente, soprattutto grazie a una Jenna Jameson in più nel cast.
Sempre nell’attesa di un novello Romero (o Fulci), per una putrescente rinascita come si deve.

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Trailer di Tron Evolution – il videogioco [il nuovo film è Tron Legacy]


Sarà più interessante il nuovo film di Tron (Legacy), a mio avviso, che questo videogioco, tie-in dal nome Tron Evolution, ancora in programmazione presso Propaganda Games e edito da Disney Interactive. I programmatori sono i responsabili di Turok, la riedizione del 2008, che di certo non ha fatto gridare al miracolo. Il trailer che vi presentiamo oggi, però, fa certamente ben sperare ed è stato presentato, al solito, durante l’E3 2010.

Dicevo, meglio il film secondo me: che uscirà il 17 dicembre del 2010 e di cui, questo sotto, è il trailer.

Ovviamente sarà interessante rivedere al cinema un film sul mondo videogiochi (lo storico Tron, del 1982 con Jeff Bridges, parlava appunto di un giovane e talentuoso programmatore che lavorava per la ENCOM creando molti videogiochi e che voleva mettersi in proprio) anche se dai video appena mostrati mi sembra più un’occasione sprecata che altro.

Il gioco uscirà per tutte le console sul mercato e su PC, come da consuetudine per Disney Interactive.

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Mortal Kombat Rebirth: cos’è? Il trailer di un nuovo gioco? Di un nuovo film? Un fan-movie?


Mortal Kombat Rebirth,un filmato di 8 minuti che può essere tutto. Un trailer, per un prossimo capitolo del franchise videoludico, nonostante Midway non se la passi molto bene (bancarotta)? Infatti Mortal Kombat non è semplicemente più Midway ma Warner Bros. E allora visto che la licenza ce l’ha uno dei più grandi gruppi cinematografici del mondo, che sia questo un lungo “teaser” del prossimo film di Mortal Kombat??? Magari, diranno in molti, nonostante non sia uno dei migliori film tratti dai videogiochi, è rimasto nel cuore di tanti appassionati. Altra ipotesi (remota), questa meramente inventata dal sottoscritto: e se fosse un fan movie? Qualcosa creato dai fan in onore di un franchise amato ma che stenta a ritrovare la dignità di un tempo?

Sono tutte ipotesi, rumor, voci di corridoio. L’unica cosa sicura è che in questo video c’è Jax, c’è Reptile, c’è Baraka… c’è Johnny Cage e un giovane Shang Tsung. E l’account aperto su youtube per condividerlo con la community è “mortalkombatrebirth“.

Non so cosa altro dire, però mi è venuta un’idea, vi faccio votare (nei commenti mi aspetto il circostanziato perchè) cosa ne pensate voi. Magari siete più informati di me e già sapete tutto, altrimenti: provate ad indovinare. Quando questa pubblicità virale avrà fatto il suo decorso, sicuramente, in Warner Bros qualcosa ci sveleranno. Chissà, magari all’E3!

Cosa significa secondo te questo Mortal Kombat Rebirth?

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Avatar Days, Online Role Playing in Dublin [cortometraggio su World of Warcraft]


Per una volta non ne parlano così male. Dopo Second Skin e tante altre opere e notizie sul pessimo utilizzo che la gente fa dei MMORPG (e in particolare di WoW, giusta causa di non assunzione), ho incrociato questo bellissimo cortometraggio irlandese, girato a Dublino, sui Massive Multiplayer Online Role Playing Game e specialmente su World of Warcraft.

Si chiama Avatar Days e ovviamente richiede una buona conoscenza dell’inglese per essere gustato fino in fondo. I discorsi dei giocatori, di coloro che vestono un avatar, questa volta non sono assolutamente “contro”  WOW ma si posizionano in mezzo o addirittura, a favore. In fondo che differenza c’è tra uno che passa 8 ore al giorno nei panni di un elfo e uno che passa altrettanto tempo su Facebook?

Basta non dimenticarsi che c’è una seria differenza tra il mondo reale e quello immaginario. Basta tenere a mente che siamo il nostro avatar mentre giochiamo ma quando ci guardiamo allo specchio, siamo soli con il nostro lavoro i nostri problemi i nostri dubbi e paure: tutte cose che dobbiamo affrontare, prima o poi, e non ostacoli da quali bisogna fuggire nei mondi virtuali.

Perchè arrivare al 70 su WoW non vi permetterà di avere quell’aumento necessario a tirare su famiglia, piuttosto che a conquistare quella ragazza fantastica che all’università si siede sempre a pochi posti lontana da voi.

Quindi, concludendo, ci sono giorni da Avatar e giorni da reali per tutti, tutti noi.

Vi lascio a questo splendido “short film“, ovvero, cortometraggio.

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Trailer di Lego Prince of Persia [parodia e riassunto del film]


Il film di POP (Prince of Persia) è ormai sugli schermi americani e la gente lo sta definendo deludente. Nonostante io non avessi poi tanti dubbi in merito nutrivo qualche seria sperenza per la pellicola diretta da Mike Newell e prodotta da Jerry Bruckheimer che, per quanto riguarda solamente il primo episodio della Maledizione della Prima Luna (Pirates of the Carribean), aveva svolto un ottimo lavoro (gli altri due film sono veramente osceni, a mio avviso).

Speranze che, pare, saranno altamente disattese all’uscita del film nelle sale italiane. Un poplettone di effetti speciali abbastanza inutile con personaggi piatti e poco approfonditi e dialoghi da serie C. Ripeto, deduco questo dai siti cinematografici americani come RottenTomatoes che da addirittura un 39% su 100 al film. Uno schifo, insomma.

Meno male che possiamo rifarci con queto trailer dell’adattamento in stile LEGO del film. La serie di videogiochi legata al famoso marchio di mattonicini, sta regalando parecchie soddisfazioni ai videogiocatori di ogni età. Nonostante siano giochi dedicati soprattutto ai bambini i vari Lego Indiana Jones piuttosto che Lego Star Wars sono delle ottime parodie e dei videogiochi divertenti. Non sappiamo se LEGO Prince of Persia sarà anch’esso trasformato in un gioco, per ora rimane solamente un tema LEGO, purtroppo legato al film e non ad uno dei giochi.

Mmm però perchè purtroppo? In fondo una parodia è bella se ha qualcosa da prendere in giro e, probabilmente, questo kolossal ha più di un punto debole su cui i programmatori potranno puntare i loro occhi a mattoncino ;)

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Megaman: il film! [film intero nel post!]


La cosa che veramente distingue la community di appassionati di videogiochi da ogni altra è da sempre il livello di partecipazione e capacità di proporre omaggi di ogni genere dedicati ai propri videogame preferiti. Non stupisce troppo quindi il lavoro di un gruppo di ragazzi americani che hanno deciso di girare un live action tutto dedicato a Megaman, il robottino blu di Capcom.

E quando parlo di live action intendo proprio un intero film di 90 minuti pieni, con attori in carne e ossa ed effetti speciali…il risultato è decisamente strano, folle e, ammettiamolo, un po’ trash; ma tanto amore è sicuramente da premiare.

Che dire quindi, Megaman: Get Equipped” realizzato da Eddi Lebron è visibile proprio qui in questo post o scaricabile da Vimeo, ovviamente in maniera del tutto gratuita, quindi prendete i popcorn e…

Buona visione!

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Counter Strike e Second Life in un film [Sport Elettronici e videogiochi al festival di Cannes: R U There e Black Hole]


Santo Kotaku, se non ci fossi tu. Spesso, questo l’avrete notato da soli, Inside The Game prende molto materiale dal più famoso blog videoludico del mondo (non solo famoso, ma anche rilevante e importante). Ed è proprio poco fa su Kotaku che ho letto questa news davvero interessante che riporto, in cui vi mostro due trailer di due film presenti al Festival di Cannes (dal 12 al 23 Maggio), che si sta svolgendo in questi giorni. Questa è davvero una notizia su cui riflettere… non trovate? L’attenzione cinematografica sui videogiochi è moltissima e questo è noto a tutti: ma in un festival come Cannes avere non uno ma addirittura due film in cui si parla (o quasi) di videogiochi è davvero un segno di come il nostro amato medium interattivo stia entrando nella cultura non solo popolare.

Cominciamo. Il primo film che vi presento, quello del trailer di sopra, si chiama R U There Non so se ci rendiamo conto di come inizia. Con una partita di Counter Strike competitiva filmata (si vedono anche gli sponsor ;) ) ed un giocatore (che tra l’altro sembra uno del Team Pentagram) distrutto dallo stress che si va a fare rilassare da una massaggiatrice e se ne innamora. Il film è presentato nella sezione “Un Certain Regard” e mi sembra davvero molto interessante sia come stile sia perchè porta finalmente alla luce il fenomeno degli Sport Elettronici addirittura sul grande schermo (e, lasciatemolo ripetere, addirittura a Cannes). Quanta gente, secondo voi, guardando queste immagini si sarà chiesta: “Ma che diavolo stanno facendo quei ragazzi? Si immagina un futuro dove i videogiochi saranno Sport?”. E invece, pensate, è il presente. Non il nostro (di italiani) ma il presente del mondo moderno. Il regista Jean-Luc Godard però, non contento, ha voluto girare il film sia in “real life” sia in “second life”: i due piccioccioni, infatti, scapperanno nel mondo virtuale più finto della storia (Second Life, appunto).

Fichissimo!

L’altra segnalazione è sicuramente meno “rilevante” e riguarda un Thriller, Black Hole, che si svolge all’interno di un omonimo videogioco (plot davvero STRA abusato, direi: meglio guardarsi Existenz!). Ovviamente la cosa che colpisce di più di questo trailer, in verità, è il sedere dell’attrice: davvero meraviglioso.

Nella foto un festival cinematografico girato con Second Life.

[Via Kotaku - Counterstrike meets Second Life meets asian massage lady]

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George Romero, gli zombie, i videogame [cinema de paura]


Il mercato devi videogiochi attira popstar, registi e pornostar americane? Nel senso che sempre più vip al posto di prendere le distanze da questo “strumento del demonio” chiamato console casalinga vogliono abbracciarlo. Succede ovviamente anche il contrario: cioè che il mercato dei videogiochi vada proprio in cerca di personalità dal mondo del cinema per aggiungere qualità ai suoi prodotti. George Romero, il regista ormai passato alla storia per uno dei migliori horror di tutti i tempi, la Notte dei Morti Viventi, pare sia stato contattato da molte software house negli ultimi anni, che lo vogliono coinvolgere nella creazione di un videogioco.

Soprattutto Capcom, interessata da sempre a tematiche zombesche (vi dicono niente Resident Evil e il più recente Dead Rising, di cui stanno facendo un film?) pare sia interessata a concludere qualcosa col mitico cineasta statunitense che, a queste sirene, risponde così: “Mi piacerebbe fare un videogioco. E mi piacerebbe lavorare con gamer per farlo. Purtroppo tutti quelli che mi hanno approcciato mi hanno chiesto di mettere il mio nome sulla scatola, prendere i soldi e restarmene a casa. Non è una cosa che voglio fare”.

Hai capito: un videogiochi di zombie con Romero scritto sulla copertina effettivamente sarebbe oro, anche per chi non è appassionato. La sua firma è garanzia di qualità e soprattutto di contenuti.

Meno male però che certe persone non sono in vendita. Vai George, noi siamo con te!

Nel video il trailer de La Notte dei morti Viventi.

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Un nuovo film su Ryu e Ken: Street Fighter Legacy


Ma… siamo sicuri che sia necessario? Anche se si sta parlando di un cortometraggio, non bastavano i due “capolavori” Street Fighter (quello con Van Damme, in foto) e The Legend of Chun Li, due tra i film più brutti dell’intera storia del cinema?

Invece no. Sembra proprio che, almeno per lo stuntman (nonchè esperto di Arti Marziali) di The Bourne Ultimatum, Joey Ansah.

Quest’uomo sta infatti rendendosi protagonista di un film “corto” cioè Street Fighter Legacy di cui state vedendo lo “splendido “trailer. Una cosa è certa: lo spirito del videogioco sembra racchiuso più in questi 25 secondi che in tutta la potenza del muscoletto di Bruxelles (Van Damme).

Certo è che, probabilmente, l’uscita di Super Street Fighter 4 (che tra l’altro ancora non sono riuscito a trovare!!!!) sta dando alla testa a molte persone oltre che al nostro mitico Overlord (un moderatore del forum particolarmente fanatico di questo gioco e, mi fa fatica ammetterlo ammetterlo, molto bravo a giocarci ;) ).

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