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“Project Mercury” è Kingdoms of Amalur: Reckoning [GDR da Electronic Arts]


Quando tre Software House e tre nomi di assoluto rilievo si uniscono sinergicamente, la redazione di Inside The Game non può che affinare il proprio senso di ragno (eh già, qui il più scrauso è come minimo un bacarospo radioattivo) e lanciarsi a capofitto sulla notizia.

Ricordate Project Mercury? Sicuri che il nome non vi dica nulla? Vi viene in mente solo un esperimento aerospaziale di quei capoccioni della NASA? No panic, ci siamo qui noi! A Marzo, Electronic Arts svelò il nome di un misterioso progetto in lavorazione presso Big Huge Games, sussidiaria dei 38 Studios, ex team interno a THQ. Nessun dettaglio sul progetto, almeno fino ad oggi:  Kingdoms of Amalur: Reckoning (questo il titolo definitivo) sarà un gioco di ruolo in arrivo nel 2011 su PC, Xbox 360 e PS3.

L’acceso interesse per il gioco nasce proprio dai nomi coinvolti nello sviluppo: al posto di comando il buon Ken Rolston, lead designer di Elder Scrolls III: Morrowind ed Elder Scrolls IV: Oblivion, mentre alla realizzazione artistica hanno contribuito l’autore R.A. Salvatore e Todd McFarlan, creatore del comic americano Spawn.

Promettiamo (gratis! :-P ) immagini e dettagli non appena il colosso americano ci farà un cenno.

Secondo voi tre è davvero il numero perfetto? :-D

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Ken Levine ed i suoi amici parlano di GdR [nuovo podcast]


Dopo aver felicemente proposto al pubblico rubriche quali From the Vault e Irrational Behaviours, Irrational Games ha deciso di offrire ai giocatori un nuovo strumento per conoscere meglio la software house e le personalità che lavorano al suo interno, o con essa hanno in qualche modo a che fare: si tratta di Irrational Interviews, podcast cui è stato dato ufficialmente il via lo scorso 30 di Giugno. Nel primo appuntamento, Ken Levine e Shawn Elliott hanno incontrato Todd Howard di Bethesda Softworks, creatore e produttore dell’acclamato Fallout 3, discutendo a ruota libera su una moltitudine di temi cari ai giocatori. Alcune tra le riflessioni più interessanti, tuttavia, sono emerse parlando delle differenze tra amanti dei giochi di ruolo su PC e console. I due designer riconoscono che entrambe le utenze desiderano avere a che fare con GdR profondi, ma in genere i giocatori console mal sopportano di affrontare lunghi tutorial per comprendere il funzionamento delle meccaniche più complesse:

“Quando hai a che fare con un gioco PC che include costrutti di ogni tipo [e complessità, ndr], dai per scontato che ‘il giocatore PC è hardcore per natura, quindi non bisogna preoccuparsi di spiegargli tutta quella roba passo per passo’. Quando invece ti avvicini al mondo delle console, bisogna rendere la vita un po’ più facile al giocatore”, afferma Howard. “Ma nel momento in cui quest’ultimo prende le redini del gioco, matura lo stesso desiderio di profondità dei colleghi PCisti.
[...] Discutendo con Ken sull’argomento, ci siam detti ‘Guarda, possiamo includere tutte queste cose nel gioco, ma dobbiamo fare in modo che questo sia più facile da imparare e da fruire. In fin dei conti, ci guadagnano tutti.’ “

Questo ed altri interessanti spunti di discussione sono reperibili presso la pagina ufficiale di Irrational Interviews, dove è possibile reperire l’intero podcast pilota via iTunes o download diretto – 43 minuti di oro colato che vi raccomandiamo caldamente.

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Alpha Protocol, il primo Rpg Shooter tra dubbi e speranze [Video Xbox 360/PS3]


Obsidian Entertainment, software house ultimamente protagonista delle testate videoludiche per l’atteso Fallout: New Vegas, sta per portare nelle nostre console un nuovo titolo di cui si è parlato molto poco ma che potrebbe seriamente innovare un genere ormai stanco: quello degli shooter in terza persona.

Il 28 Maggio di quest’anno (lo sappiamo che durante l’ultima settimana di Maggio esce di tutto, ma ambasciator non porta pena!!!) uscirà nei negozi Alpha Protocol, il primo sparatutto in terza persona ad avere una vera e propria componente gdr al suo interno. In parole povere, ci troveremo coinvolti in una storia di spionaggio sulla scia dei libri di Tom Clancy, ma qualsiasi azione compiremo avrà un ruolo nella crescita ed evoluzione del personaggio. Un esempio: affrontate un livello con due mitra in mano, e i punti esperienza guadagnati dall’uccisione dei nemici andranno a sbloccare abilità che porteranno il vostro protagonista a divenire un emulo di Rambo; oppure affrontate il medesimo livello con un pistola silenziata e cercate di ottenere tutti headshot…ecco allora che il gioco vi aprirà un vasta selezione di gadget degni del miglior Sam Fisher per farvi divenire agenti segreti che agiscono nell’ombra!

A condire tutte queste belle idee, un sistema di dialogo che sembra molto ispirato a quello di Mass Effect con la possibilità, a detta degli sviluppatori, di modificare pesantemente l’andamento della trama con le vostre scelte….non stiamo certamente parlando di Heavy Rain, ma sembra che i bivi siano davvero molti!

Tutto molto bello dunque…no! Se sulla carta le idee ci sono, dai trailer rilasciati il gioco appare un po’ come una farsa, alternando volti ottimamente realizzati con ambienti scialbi e vuoti, un protagonista meno carismatico di Hamtaro e alcuni personaggi totalmente assurdi (come la mercenaria biondona con il mitra in mano)….Manca poco all’uscita del gioco, e noi vi lasciamo ad un paio di video, giusto per farvi un’idea (uno sul gioco in generale ed uno sul sistema di dialogo)…ma la domanda è: riuscirà Alpha Protocol a ritagliarsi una fascia di appassionati o verrà completamente distrutto dai mostri sacri in uscita a Maggio? Io un pensierino ce lo farò, ma c’è qualcosa che davvero non mi convince…mah!

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Nello spazio brilla un nuovo capolavoro [Recensione Mass Effect 2]


Mass Effect 2 è nei negozi da qualche settimana e le vendite hanno già superato quota un milione di copie. Un successo che sta riportando a galla anche il primo gioco della serie, venduto a prezzi stracciati nei negozi specializzati e da qualche mese anche su Xbox Live, per chi non ha paura di riempire l’hard disk troppo velocemente. La serie firmata Bioware risplende insomma come una stella, di quelle su cui scendere per una trottata a bordo del Mako o da scannerizzare comodamente a bordo, grazie alla tecnologia con cui è costruita la nuova Normandy. Una stella che splende luminosa, planetoide dalla massa simile alla terra e che man mano cresce assorbendo materia, idee. Per un lento perfezionamento che non lascia adito a dubbi, questi valorosi sviluppatori canadesi, in giro dal 1998 grazie a un gioco di nome Baldur’s Gate (Interplay, Pc), hanno imboccato la strada giusta, quella che porta al futuro di un genere che ci sta dando molto, ma che vive da oriente a occidente una crisi di identità abbastanza marcata. Cosa vogliono diventare i giochi di ruolo? Ma sopratutto cosa non devono dimenticare del loro illustre passato? Bioware, da sempre specializzata nel genere, è riuscita nel difficile compito di sviluppare quasi in contemporanea due giochi che esprimono benissimo il senso di queste domande. Dragon Age cerca la sua forza nel passato, vuole essere il nuovo Baldur’s Gate ma pur essendo un ottimo gioco non può nulla contro l’ingombrante presenza del suo illustre predecessore che anzi, ora ci manca ancora di più. La necessità di doppiare ogni dialogo per esempio ne limita il respiro, rendendolo di fatto un colosso asmatico, in continua lotta con se stesso, in costante ricerca del bilanciamento perfetto tra gli standard qualitativi del passato e quelli molto più costrittivi del presente. Stessi difetti di cui soffriva il primo Mass Effect del resto, ma due anni prima.
Mass Effect 2a
UN APPROCCIO DIVERSO
Con Mass Effect 2 al contrario Bioware cambia marcia, aumenta la velocità, sposta l’attenzione sull’altra domanda, ovvero cosa vogliono diventare i giochi di ruolo? Dopo aver contaminato tutti gli altri generi, compresi gli sportivi, dopo aver rivoluzionato così tante volte il mondo dei videogiochi tutti, il cosiddetto GDR è costretto ora ha delle responsabilità, è obbligato a rischiare. È per questo che Mass Effect 2 rinuncia a tutti gli elementi che una volta erano considerati di primissima importanza in un gioco di ruolo degno di questo nome. Tutte le trovate più folli e impegnative che un tempo dettavano i ritmi di sviluppo su Pc sono state lasciate per strada, o a galleggiare nell’infinito della galassia se preferite. Roba come rendere tutti i pianeti del primo gioco esplorabili, grazie a un software che ne ricreasse proceduralmente flora, atmosfera e missioni, promessa poi scartata in corso d’opera con i catastrofici risultati visti e giocati in Mass Effect, sono idee che non si possono più accettare, da scartare a priori. Bisogna focalizzare lo sviluppo ed è così che in Mass Effect 2 non solo il Mako non è presente ma sarà possibile sbarcare su un pianeta solo ed esclusivamente se sulla sua superficie è presente una delle rare anomalie, segno inequivocabile della presenza di un’intrigante missione secondaria. E che dire dei combattimenti? Gli amanti di Gary Gygax non gradiranno. Per la prima volta Bioware ha il coraggio di buttare all’aria anni di storia, rinunciando completamente ad attributi e tiri di dadi virtuali tipico dei giochi di ruolo cartacei. Un sistema che permetteva sì un’impareggiabile controllo sulla crescita del personaggio, ma che al tempo stesso rendeva vano ogni tentativo di ricreare un sistema di combattimento in tempo reale divertente e immersivo, senza i connotati strategici tipici di un tempo e che troppo spesso hanno rappresentano uno spauracchio per i meno avvezzi al genere.
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NIENTE STATISTICHE NELLO SPAZIO
Le armi in Mass Effect 2 non hanno statistiche ma si comportano diversamente l’una dall’altra, per lo stesso motivo i personaggi principali del gioco non hanno numeri ad indicare la loro intelligenza o la loro destrezza, ma solo una manciata di abilità da combattimento e il loro importantissimo bagaglio storico, chi sono? Cosa cercano? Tutto questo decreterà logicamente il posto di ognuno all’interno della trama. A proposito, preparatevi a un duro colpo, la trama di Mass Effect 2 si basa essenzialmente su delle missioni ben definite e appartenenti sostanzialmente a due diverse tipologie, la prima vi vedrà reclutare membri per la vostra squadra e la seconda conquistare la loro fedeltà aiutandoli nei loro problemi personali. Oh sì, proprio così, le tipiche side quest con cui ogni componente di un party, in qualsiasi gioco Bioware, ci omaggia una volta ottenuta la sua amicizia sono divenute in Mass Effect 2 parte integrante della storia. In onore della semplicità, della velocità, della spettacolarità e poi perchè nessuno oramai fa più GDR da settanta e passa ore di contenuti. Ancora, cosa vogliono diventare i giochi di ruolo?

SCI-FI DOPPIA CLASSE
La risposta Mass Effect 2 non ce la da, almeno non del tutto, ma queste rotture col passato, aberranti per alcuni a prescindere dal risultato, hanno trasformato completamente l’esperienza di gioco. Mass Effect 2 scende quindi a compromessi, senza paura, creando un mix con gli ingredienti di sempre ma cambiandone completamente i dosaggi. Il risultato è un lungo, gratificante gioco d’azione, montato con estrema grazia su una struttura che un tempo avremmo detto tipica di un gioco di ruolo ma che oggi, semplicemente, rappresenta l’interazione che tutti vorremmo in un titolo di qualsivoglia natura. Non che sparare e basta ci faccia schifo, ma se anche un decimo dei dialoghi di Mass Effect 2 finisse dentro un Call of Duty qualunque non sarebbe male, voi che ne pensate? massbella1
È così che Mass Effect 2 acquista due volti, il primo da sparatutto con i migliori dialoghi di sempre e il secondo da gioco di ruolo più action della storia, un duplice risultato che non lascia scampo e ti trascina con sé nel suo incredibile universo. Appassionati o meno, hardcore gamers o nuovi arrivati non importa, Mass Effect 2 è un gioco che ti coinvolge, a prescindere che tu faccia parte dei dieci milioni che hanno acquistato l’ultimo Call of Duty o uno dei pochi che fedele alla linea bazzica ancora su qualche M.U.D.. Questo perchè funziona, funziona molto bene, l’alchimia tra le parti è perfettamente riuscita e la sensazione di andare incontro a una missione suicida è perfettamente resa attraverso tutto il gameplay. La necessità di soddisfare le richieste del ricco cast creato dalla Bioware è spiegato dal semplice fatto che tutto l’equipaggio sta andando contro la morte, è questo oscuro destino a dettare i tempi, a fare di Mass Effect 2 una corsa contro il tempo e contro se stessi. Riportato in vita e reclutato dalla più potente organizzazione criminale dello spazio come si comporterà il vostro comandante Shepard?

IL FUTURO DI UN GENERE?
Perchè malgrado la sua accessibilità una cosa è certa, Mass Effect 2 è dedicato sopratutto a chi ha finito il primo grande capitolo della saga. Come molti di voi sicuramente già sapranno sarà infatti possibile utilizzare lo stesso personaggio del prequel, in modo da trasferire su questa nuova avventura non solo gli stessi lineamenti ma anche le scelte effettuate nel primo gioco dal vostro comandante Shepard, qualunque sia il nome che avete scelto per lui/lei. Una continuità perfettamente integrata con l’ambientazione di Mass Effect 2, sempre pronta a ricordarci il peso delle nostre scelte passate con vari espedienti, alcuni molto fugaci ma altri capaci di cambiare sostanzialmente l’andamento di una missione. Difetti? Uno solo e di origine tecnica, relativo ad alcune imprecisioni nelle animazioni dei personaggi durante i dialoghi. Mancanze? Poche ma importanti. In primis ci chiediamo che fine abbiano fatto i mini giochi nei gdr, un tempo ne erano zeppi e ora nulla, zero assoluto. Davvero dobbiamo ricordare alla Bioware quanto tempo abbiamo passato a giocare al Pazak di Knights of The Old Republic? E che ne è stato delle occasionali battaglie nello spazio che rendevano un po’ più eccitante ogni salto nell’iperspazio? massbella2Oltretutto in Mass Effect 2 ci è data anche la possibilità di migliorare l’equipaggiamento della Normandy, ma tutto questo serve solo per aumentare le probabilità di sopravvivere alla missione suicida finale. Un gran peccato non poter usare la nostra splendida nave in vere e proprie azioni di guerra durante tutto il gioco. Come è un vero peccato non avere avuto qualche contrattempo in più, battaglie casuali dalle quali salvarsi la pelle, in grado per esempio di rendere più divertente la lenta ricerca delle materie prime necessarie per migliorare l’equipaggiamento, o per sviluppare la forza dei poteri a nostra disposizione. E scusate se mi sono dilungato su qualche aspetto, scusate se forse vi aspettavate qualcosa di più sulla trama, sull’ingombrante figura dell’uomo misterioso, sui Geth destinati a tornare in modo completamente diverso e imprevisto, su Thane, Zaeed Massani, su Jack o su Miranda, personaggi meravigliosi e tutti protagonisti di una dei giochi più incredibili degli ultimi anni, dove potrete giocare sia con le armi che con le parole, salvare l’universo e magari, se sarete abbastanza bravi, portare anche il culo a casa.

E per chi ne vuole sapere di più ecco il topic ufficiale di Mass Effect 2 nel forum di Inside The Game!

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Mass Effect 2: per fortuna Tali è confermata! [video]


Posso finalmente tirare un sospiro di sollievo e, con me, tutti i fan della Quarian più famosa dell’universo di Mass Effect. Tali e i suoi poteri tecnologici sono confermati nel seguito dello splendido GdR di Bioware in uscita a febbraio!
Quando vi ho parlato del ritorno di Garrus, avevo già fatto espressa richiesta a Bioware: per me non c’è Comandante Shepard che tenga, il mio personaggio preferito era ed è Tali.
Questo perchè mi avevano favorevolmente colpito l’originalità delle sue motivazioni (si aggregava alla ciurma per completare una prova di maturità del suo popolo, impegnandosi a riportare alla Flottiglia qualche antico artefatto per restaurarne la gloria passata) e la caratterizzazione di una vera e propria aliena, che si muove e interagisce con gli altri senza capirne a fondo le motivazioni. In più, considerato che la minaccia principale del primo capitolo erano i Geth, robot costruiti proprio dai Quarian che ne avevano presto perso il controllo finendo quasi sterminati, il suo rammarico per il ritorno dei mostri di metallo caratterizzava ogni conversazione, aggiungendo profondità e spessore alla trama.

Infine, per quanto curioso possa sembrare, esteticamente una donna in armatura e velo che non si vede mai in viso mi affascinava non poco.
Da questo video, che ne presenta il ritorno, viene mostrata l’ostilità degli altri Quarian verso di lei, che la porterà senza dubbio a tornare sulla Normandy… sotto il mio controllo ovviamente!

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Ubisoft allarga i suoi orizzonti [GDR, giochi musicali e picchiaduro in arrivo?]


Ubisoft Media BriefingYves Guillemot, il mega presidente Ubisoft con il quale una volta abbiamo anche trascorso delle piacevolissime ore in un taxi, bloccati nel traffico di Milano,ha recentemente rivelato che la compagnia è al lavoro per allargare il proprio portfolio di titoli con dei generi tutti nuovi, tra cui giochi di ruolo, picchiaduro e una nuova serie di titoli musicali.

Tralasciando l’ultima parte della notizia (abbiamo davvero bisogno di altri strumenti in plastica con cui riempire casa?) è da un bel pezzo che il gigante francese non si cimenta in un bel GDR dal respiro epico: il discreto Might & Magic IX d’altronde risale oramai al 2002. Non è un caso allora che Guillemot abbia parlato proprio di questa amatissima serie (sopratutto nella sua forma strategica) che spera di riportare presto sui nostri schermi sotto forma di un MMO.

E mentre viene confermato Trackmania 2 nei primi mesi del 2010 Ubisoft non dimentica Project Natal e il nuovo motion controller Sony, su cui sta lavorando alacremente per essere più che pronta nel momento in cui queste due attese periferiche arriveranno nei negozi.

Non ci resta che augurargli buon lavoro e sperare che a nessuno venga in mente di sviluppare un GDR dedicato a Rayman

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Proprio un bel “party” a Lucca [Assassin's Creed 2, Left for Dead 2, Dragon Age Origins]


Raramente faccio dei “resoconti” degli eventi a cui partecipo, a meno che non siano dei coverage o non si tratti di un’occasione importante. Questa volta voglio fare un’eccezione per raccontarvi cosa è successo sul palco allestito da VideogamesParty al Lucca Comics and Games 2009.

Il motivo scatenante di questa mia decisione è che i volenterosi ragazzi a cui piace fare “festa” con i videogiochi, sanno effettivamente come coinvolgere gli appassionati con tornei, minicontest e soprattutto presentazioni ufficiali di titoli di prossima uscita (ma anche con delle sfilate di Cosplay presentate da Giorgia Vecchini, cioè la famosa Giorgia Cosplay in foto qui a destra).

Partiamo subito con i dettagli succosi. Durante la quattro giorni toscana VideoGamesParty ha presentato Assassin’s Creed 2 di cui abbiamo già parlato ampiamente dopo averlo visto all’Ubisoft Fan Day e altri nuovi titoli come Left 4 Dead 2 e Dragon’s Age Origins.

Inutile parlare nuovamente del titolo Ubisoft visto che l’unica differenza rispetto all’Ubisoft Fan Day è stata la mia presentazione del titolo sul palco insieme a Orio “Yoyo” Navarra che invece era da solo negli appuntamenti di Roma e Milano. Certo un dettaglio carino c’è e viene da youtube. Abbiamo lanciato dal palco una Collector’s Edition del primo Assassin’s Creed e quello che vedete nel video è il risultato.

Esilarante :) Cosa si può fare per un “gadget” particolarmente ambito. Esilarante o deprimente, effettivamente, dipende dai punti di vista.

Ma andiamo avanti. Ho giocato sul palco la prima mezz’ora di Dragon Age Origins e il titolo mi sembra davvero solido. E’ vero che ovviamente, come da tradizione Bioware, per calarsi nell’atmosfera da gioco di ruolo l’incipit sia stato dedicato solamente ad alcuni dialoghi e alla creazione del personaggio. Credo che non verrò deluso all’uscita del negozio sugli scaffali il 6 Novembre, nonostante mezz’ora non sia sufficiente per esprimere alcun giudizio sul titolo. Questo perchè il feeling che mi ha trasmesso il joypad è stato letteralmente uguale a quello provato durante le prime sequenze di Mass Effect. E questo è assolutamente un bene. Brava Electronic Arts ancora una volta: un nuovo IP, rischioso ma necessario per riportare in auge gli RPG di ambientazione Fantasy.

Oltre a questo titolo attesissimo (almeno da parte mia) ho avuto l’onore di presentare al pubblico Brutal Legend, accolto con molto calore, ma di cui è inutile parlare visto che è già nei negozi (sappiate che io lo sto finendo per voi in vista di una prossima recensione) e ho visto delle demostation anche di Risen, che invece mi ha un po’ deluso.

Mentre andavo via, ho assistito ad un’intero livello cooperativo a Left 4 Dead 2 e… che dire se non che, come al solito, Valve fa le cose per bene. Mi sono fatto scappare il primo capitolo (imperdonabile) ma questo secondo credo che lo giocherò assolutamente. E’ l’uno all’ennesima potenza (migliore grafica, sonoro con pochi paragoni, nuove armi, nuovi mostri, nuove modalità, nuovi personaggi).

Poche righe sui tornei disputati allo stand di cui l’unico veramente rilevante e non-casual è stato quello di Street Fighter 4, vinto da Wonderboy con Zangief. Si avete letto bene, Shirl ha perso (Videogames Party gli porta sfortuna… l’ultimo evento che aveva perso è stato il grande torneo al Fitzcarraldo di Milano). Contro suo fratello Kim, sul palco non è riuscito a piazzare la solito combo vincente in uno scontro fratricida in tutti i sensi: Gouken contro Akuma, giocati da fratelli.

Ciò che mi preme dire però è che la formula è davvero giusta per un evento da fiera se si vuole bene ai videogiochi. Si fa giocare il pubblico e si cerca di avvicinarlo a questo fantastico mondo nei modi migliori che abbia mai visto, finalmente tutti insieme per una vera e propria “festa”. Sinceramente ho visto poche volte un pubblico così attento e numeroso, nonostante mi dispiaccia che dei vari tornei si sia riuscito a fare solo poche finali sul megaschermo (ma anche qui SF4 ha avuto un trattamento differente, con alcuni match da me commentati  con due esperti giocatori del titolo Capcom, Gramas e Fugo, che ringrazio). Questo non toglie valore ad un intrattenimento davvero a 360 gradi nella nostra “nicchia” dei videogiochi.

Tornei per casual gamer (c’era anche Mario Kart), per hardcore gamer, presentazioni per coloro che volevano approfondire e minicontest per chi passava lì per caso. Tra l’altro, uno di questi minicontest ha visto il sottoscritto sfidare il pubblico a SF4 ;) ahahah Modalità “king of the hill” sfida il campione. Ancora: ahahah ;) Come sapete benissimo me la cavo ma da qui a fare un contest non pensavo! Invece è andata bene, ho perso solo 2 partite ;)

Concludendo volevo mandare un abbraccio a tutta la “banda” di VideoGames Party, ragazzi a cui sicuramente non piace solo organizzare eventi ma anche, prima di tutto, giocare. La loro strada di mixare passione e lavoro mi sembra quella giusta.

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Mass Effect 2 prima del previsto: 29 gennaio! [data di uscita]


Nonostante gran parte del fedele pubblico di Bioware sia concentrata sull’imminente Dragon’s Age Origins, non bisogna dimenticare che il successore di uno dei migliori GdR fantascientifici, Mass Effect, è altrettanto prossimo all’uscita.
Vagheremo di nuovo nello spazio dal 29 gennaio, quando il Comandante Shepard tornerà in azione, pronto a coinvolgerci di nuovo con aspri combattimenti, personaggi indimenticabili e atsmosfere noir sospese e avvicenti.
Il tutto mentre continuano a inseguirsi voci di una versione PS3.

Il primo Mass Effect non sorprese affatto chi già avesse amato Bioware. Perchè, semplicemente, è arduo cogliere in flagrante questi ragazzi: nonostante il titolo fosse pieno di bug (come l’ormai plurifamoso veicolo Mako, che pur pesando tonnellate seguiva la stessa fisica di un palloncino colorato) lo ricordo ancora come esperienza completa, profonda e bellissima.
Dialoghi, complotti, sorprese, tutti incastonati in una trama complessiva di grande spessore, proprio tutto ciò che mi aspetto da questo nuovo capitolo.

In queste ore i tamburi del marketing cominciano a far tremare la terra, come potete vedere dal blog ufficiale del gioco, che indica tutti i bonus offerti a chi prenoti già da ora il gioco, anche se ancora non è certo se li vedremo anche in Europa.
Gli stessi tamburi hanno però già annunciato che chi comprerà Dragon’s Age avrà diritto ad usare la Blood Dragon Armor…anche in ME2, come mostrato in questo video:

Insomma, una casa importante con l’appoggio economico di un colosso come Electronic Arts ci colpirà in pieno viso con due progetti interessanti e molto attesi in meno di 3 mesi: a noi non restano che i duri compiti di salvare un mondo, poi la galassia, cercando di ritagliarci il tempo per farlo come si deve!

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The Witcher 2 e il video rubato [video gameplay]


Alla fine del 2007, uno studio polacco, CD Projekt Red Studio stupì il mondo dei videogiocatori con uno stupendo gioco di ruolo, The Witcher.

Graficamente ottimo e pieno di possibilità, aveva dalla sua un’ambientazione eccellente, quella creata da Andzrei Sapkowski nella sua saga fantasy sui witcher appunto.

Il secondo capitolo è in preparazione e qualche buontempone, ladro nonchè mio nuovo idolo giovanile ha schiaffato su Youtube un video a uso interno, su cui mai i nostri occhietti si sarebbero dovuti posare: ora che l’ho visto, la mia mascella non vuole saperne di richiudersi.

Se dal punto di vista tecnico sembra sontuoso, le cose più rilevanti al momento mi sembrano il sistema di combattimento, davvero interessante nelle sue combinazioni tra magia e armi varie (decapitare uno mentre si spinge giù da un burrone un altro con uno spell? Bello!) e l’attenzione profusa sui dialoghi, spesso e volentieri punto focale di ogni GdR che si rispetti.

Sangue e mutilazioni ormai fanno parte del bagaglio di qualsiasi titolo, quindi sorvoliamo: come nel primo episodio a vincere è l’atmosfera, sempre cupa, anche se quello che mi ha fatto pensare “Argh, non avrò mai un pc adatto, speriamo nella versione console” è stato il vedere da lontano una tranquilla città spazzata dall’alito di fuoco di un drago gigantesco.
Benedetto sia quindi il ladro misterioso (e se si chiamasse marketing?), che ci ha ricordato di The Witcher 2 suscitando una buona dose di hype!

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Persona 3 in arrivo su PSP


p3p.jpgAtlus ama PSP, questo il messaggio rivelato da un annuncio sull’ ultimo numero di Famitsu, bibbia del gaming giapponese.

In realtà l’annuncio in questione svelava la prossima uscita di un remake di Persona 3 per PSP, ma il messaggio è implicito, se dopo il remake del primo episodio i programmatori della software house nipponica si sono messi subito al lavoro  sul terzo. Read the full story

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Secondo DLC di Fallout 3: The Pitt [recensione]


Lo sapevo. Dopo tutto quello che ho passato nella Zona Contaminata, non avrei mai dovuto dare retta a quel piccolo topo di fogna di Wernher e alla sua trasmissione. Non sono certo un stinco di santo, ma ormai sono affezionato al mio ruolo di salvatore degli oppressi e non ho saputo resistere. Che idiota. Tutta quella strada per incontrare quel maledetto e poi altro tempo a sorbire le sue chiacchiere sulla gente del Pitt, sulle mutazioni che li affliggono e sui Predatori che li schiavizzano. Ho seguito dei miraggi: la cura, la libertà… tutte cazzate.

Quella che una volta era Pittsburgh oggi è un inferno, un buco orribile e puzzolente: se penso che Wernher mi ha convinto a vestirmi da schiavo per entrare a risolvere i loro casini… ho fregato gli abiti a un cadavere solo per trovarmi con un’ascia automatica in mano a spezzarmi la schiena nell’acciaieria: ma almeno mi sono fatto notare, ho iniziato a scalare il tessuto sociale di questa fogna portando così tante barre d’acciaio dalla stadera che quell’idiota di Everett non poteva credere ai suoi occhi. Così mi sono guadagnato l’accesso all’Arena, e finalmemente mi sono divertito un po’: ho vinto la mia libertà e smesso di essere un pezzente per diventare soldato di Ashur.

L’occasione che Wernher aspettava, di avermi abbastanza vicino al Signore del Pitt da potergli rubare la cura e scatenare la rivolta finale.
Ma a che prezzo? Come ho potuto rapire una bambina e liberare nelle strade i Trogloditi? Là fuori i vecchi carcerieri urlano mentre vengono sbranati pezzo per pezzo, se non mi muovo subito marcirò tra queste mura. E ho ancora troppi conti in sospeso nella Zona Contaminata

Il secondo DLC di Fallout 3 mantiene finalmente le premsse di estendere il mondo del GdR Bethesda senza snaturarne le caratteristiche portanti. Dove Operation Anchorage deludeva, nella mancanza assoluta di profondità, The Pitt è capace di dare ottime soddisfazioni a chi decidesse di intraprendere questa nuova crociata.
La nuova ambientazione, se possibile ancora più ispirata a Mad Max, si sposa perfettamente con gli scenari visti nella Zona Contaminata, aggiungendo una location (i tunnel del treno) che permette di viaggiare verso Pittsbourgh in ogni momento in cui vi sentiate pronti.
Per bilanciare correttamente l’esperienza in un primo momento sarete spogliati del vostro equipaggiamento, e dovrete imparare a cavarvela con la comoda ascia automatica, una delle aggiunte sul versante inventario. Ottima in corpo a corpo e dannatamente sfiziosa da usare, almeno fino a che non recupererete il vostro set di fucili preferiti.
Anche se il numero di quest primarie e secondarie non è elevatissimo, il coinvolgimento durante la permanenza nel Pitt è garantito dalla cura profusa nella costruzione della città/fabbrica, formata da deliranti passerelle, forni per fondere acciaio e strutture colossali per lavorare i metalli.

La difficoltà, anche grazie all’escamotage del togliere l’equipaggiamento, è ben calibrata, anche se la quest dei 100 lingotti d’oro rischia di sfiancare nella ricerca anche il più valoroso degli eroi: per il resto tutto nella norma, col condimento essenziale di un paio di scelte morali davvero interessanti da risolvere.
La mia decisione l’ho presa da tempo: supporto incondizionato al lavoro di Bethesda, nonostante qualche bug e imperfezione e un costo leggermente eccessivo per 6/7 ore di avventura (800 MP), poca cosa per le emozioni che ogni volta questo gioco pazzesco sa garantirmi.

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La SSV Normandy è pronta a ripartire! [preview Mass Effect 2]


Mass Effect 2 logoNel primo teaser trailer volevano darcelo per spacciato, il nostro eroe, totalmente customizzabile, morto in azione. Invece no! Shepard è vivo, per lo meno all’inizio del gioco, e saremo noi giocatori ad avere in mano la sua vita prendendo delle decisioni durante il gioco. Non c’è che dire, proprio un’entrata degna per Mass Effect 2!

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