Assassin’s Creed 2 è già disponibile da oggi qui in Germania e come sappiamo lo troverete sugli scaffali di qualche negozio in anticipo. I ragazzi di MTV Multiplayer hanno trovato questa menzione al caro Super Mario della Nintendo. Ci sta proprio a pennello e mi ha messo voglia di provare il gioco! Quasi quasi vado a comprarlo adesso!
Alcune modelle hanno fatto un’incursione in un torneo di Counter Strike in Russia per “testare le capacità di concentrazione” dei due team coinvolti, i famosi Virtus.Pro e forZe i durante una clanwar.
Ho scritto tra virgolette perchè, come al solito, il tutto è una manovra commerciale da parte degli organizzatori per ottenere un po’ di visibilità. A giudicare anche da questo mio post, ci sono riusciti.
Il netgaming è una cosa seria, dicono. Ancora però fatica ad esplodere e i tornei internazionali sono snobbati dal pubblico e dai giocatori stessi che preferiscono rimanere a casa e giocare via internet. A meno che voi non siate residente in Germania, Corea del Sud o Stati Uniti è difficile definire “rilevante” questa pratica che tanto mi appassiona (quante volte avrò scritto queste cose??? ).
L’idea che è venuta quindi agli organizzatori del torneo è quella di acchiappare visibilità con un bel paio di tette (in verità non si sa, probabilmente è una specie di marketingvirale di qualcuno a cui è caro il claim “ctrl-alt-del” stampato sugli indumenti delle modelle… quelli che avevano prima di spogliarsi). Durante il torneo, infatti, erano presenti alcune belle ragazze che aspettavano l’inizio di questa partita. Mentre le due squadre erano impegnate nel pistol round (non fate battute indecenti, plz) queste belle figliole hanno cominciato a strusciarsi sui tavoli e a spogliarsi organizzando un vero e proprio Strip Tease. E’ il caso di dire “tease” visto che l’iniziativa era volta a vedere quanto 10 persone, concentrate in una partita importantissima, potessero rimanerlo nonostante un evento casuale come “una bionda, russa, fighissima che ti si spoglia davanti ad un centimetro”. Probabilmente neanche un terremoto avrebbe gli stessi effetti su una persona normale… ma su un gamer, nessuno dei due accadimenti ha effetto!
Dalle foto che troverete in questa galleria (erotica, direi) su English Russia, capirete che nonostante la buonissima volontà profusa dalle strippers (spogliarelliste) i giocatori di CS sono determinati al successo e alla vittoria della partita. A parte qualche sorrisino non hanno discostato lo sguardo dai loro monitor!
Ben fatto ragazzi, avete dimostrato che i videogiocatori sono persone serie (NB: questa frase è fortemente ironica)!
[Ringrazio Vernon per la segnalazione su FB, via Kotaku]
E’ sempre bello sapere di non essere i detentori di ogni singolo primato negativo in Europa. Per quanto riguarda la pesantezza della censura riguardo i videogiochi infatti, siamo sicuramente superati dalla Germania; l’ultima novità da questo punto di vista riguarda un gruppo di attivisti che durante il week end appena passato ha organizzato una bellissima iniziativa, invitando la popolazione a raccogliersi per gettare via i propri “videogiochi killer“.
Tom Taylor ad oggi deve ancora compiere 22 anni. E’ un ragazzo apparentemente timido e introverso, cappellino da baseball sempre in testa e aria stralunata. In realtà la grinta non gli manca ed è un vero e proprio leader, un trascinatore, un’eccellenza. Guadagna circa 150.000$ dollari l’anno, ma i soldi non sono tutto nella vita; la celebrità è molto meglio e a Tom non manca neanche quella.
L’Assemblea Nazionale venezuelana, dopo aver dato un’approvazione di massima a settembre, sembra pronta a varare una legge che vieti la fabbricazione, importazione, distribuzione, vendita e utilizzo di videogiochi (e giocattoli) violenti.
Il tutto (tanto per cambiare) per tranquillizzare i genitori, terrorizzati dalla possibilità che il passaggio dalla finzione alla realtà sia troppo breve in un paese meraviglioso, ma purtroppo flagellato dal crimine violento.
Di idea opposta gli oppositori del Governo, che ritengono si tratti di un semplice capro espiatorio per l’incompetenza del Presidente Chavez nel fronteggiare il problema reale. Basti pensare che dal 2005 non viene più rilasciato il documento che attesta il numero degli omicidi, che, stando al Ministro della Giustizia, nel solo 2008 sono stati 7900, cinque volte quelli del Texas (che ha più o meno lo stesso numero di abitanti del Venezuela) . In soldoni, 21 ammazzati al giorno.
Molti Paesi si sono preoccupati di “dare una regolata” alla marea di titoli violenti che ormai il mercato offre. Chi lavandosi le mani con un bollino (USA & friends), chi decidendo di volta in volta cosa proibire (Australia con la sua censura “a pezzetti”: il livello uno puoi vederlo, la scena d’inframezzo sessuale…no!), chi, in ottemperanza a leggi specifiche, vieta principalmente una serie di contenuti (Germania per i contenuti che riecheggiano il Nazismo).
Nessuno però lo ha fatto con la fermezza promessa da Chavez e compagni: il divieto è totale e arriva a coprire persino l’utilizzo (se ci pensate, da noi neanche per le droghe pesanti…): sarà l’equivalente del nostro CODACONSa stabilire su quali prodotti cadrà la mannaia con multe salatissime: fino a 128.000 dollari!
Tra le altre previsioni, il Governo obbligherebbe i media a sensibilizzare sul pericolo videogames violenti e promuoverebbe la vendita, la ditribuzione e l’utilizzo di videogiochi capaci di insegnare il rispetto per l’avversario.
Tutto questo disastro è iniziato grazie al Sig. Jose Alboronoz che, pur conscio che il problema necessiti di rimedi che seguano profili diversi, è caduto nel solito luogo comune: per limitare il numero degli omicidi è essenziale spezzare il legame tra videogame e violenza.
Il problema è che questo signore è il portavoce di un partito (PPT: Patria para Todos) e che l’idea abbia ormai preso piede anche tra i banchi socialisti, trincerati al secco diniego verso “i frutti malati del capitalismo”.
La sostanza è che la Costituzione venezuelana [art.78] prevede che la legislazione debba tutelare bambini e adolescenti, e questo è ciò che costoro pensano di fare.
A chiosa di una vicenda così surreale, non si possono che usare le parole di Thomas Sanchez, un oppositore di Chavez: “è curioso che i seguaci di Chavez, che perseguita i suoi oppositori politici, pretendano di insegnare ai nostri figli l’importanza del rispetto”.
Finalmente il sogno di tutti i moderni graffitari e di quelli mancati come il sottoscritto si avvera! In Germania è in lavorazione un software per consoleWii che permette di realizzare dei graffiti, tag, disegni, sul proprio televisore come se fosse sul muro di una metropolitana o sulla porta del vostro odiato vicino!
Videogiochi e televisione non sono mai andati d’accordo. Anzi si può tranquillamente affermare che i due media sono in posizioni antitetiche. Non solo perché il primo è tutto l’opposto del secondo per quanto riguarda il condizionamento delle menti: mentre il videogiocare stimola l’attività cerebrale lo stesso non si può dire di trasmissioni “cult” come il Grande Fratello. Ma anche e soprattutto perché o si guarda la televisione o si accende la console. Questo presuppone una vera e propria concorrenza nello stesso mercato, quello dell’intrattenimento, dove l’ex nicchia dei videogiochi è diventato un gigante da 40 miliardi di dollari l’anno.
La televisione generalista, invece, sembra destinata a morire se il trend continua ad essere quello degli ultimi quindici anni: un calo d’ascolti continuo. Niente ascolti, niente investimenti pubblicitari e quindi “fine delle trasmissioni”. L’abbassamento dello share, inoltre, è critico nelle fasce d’età più giovani, che ormai la TV non la accendono proprio. Social network e, appunto, videogiochi stanno prendendo il sopravvento. In questo senso è evidente come l’impatto di internet abbia messo in seria crisi i principali mercati dell’intrattenimento, non solo quello televisivo: musica e cinema tremano appena intravedono un mulo dispettoso o un’adunanza di utenti dedita al filesharing. I videogiochi invece si sono da subito schierati con la grande rete, espandendo i propri confini e continuando seriamente ad invadere il tempo libero di milioni di persone.
Esiste però una differenza sostanziale tra la reazione dei colossi musicali e cinematografici e quella dei network televisivi. I primi due si sono presto alleati con i videogiochi (mentre solo da poco sfruttano a loro favore le potenzialità di internet, dopo averlo a lungo temuto e boicottato), vendendo musica o licenze cinematografiche alle software house. Attualmente c’è addirittura una sinergia tra questi tre “mondi”, come testimoniano titoli come Rock Band o un progetto come Avatar. La televisione, invece, ha rivestito il ruolo di ammazza draghi; i videogiochi sputavano troppe pericolose fiamme sui bambini di mezzo mondo: bisognava fermarli!
La demonizzazione del medium videoludico è stata infatti costantemente caldeggiata dalla televisione. Le condanne tout court provenienti dal piccolo schermo hanno colpito gli spettatori a tutto volume; il target della TV generalista è troppo “influente” per lasciarselo scappare: in fondo si tratta di genitori sempre più spaventati. Chissà che non convincano i figli a sostituire Mario con Bonolis.
L’attacco a Carmack dopo Columbine è solo la punta dell’iceberg; in quell’occasione interi network televisivi americani fecero fuoco all’unisono verso i videogiochi. Il messaggio era chiaro: la colpa della strage era di Doom. Come nella più classica caccia alle streghe, bisognava trovare un capro espiatorio. Niente di più facile. Archiviato il caso Fox News – Mass effect, l’attacco più recente arriva da una maga della televisione: nel Marzo 2008 la famosa psicologa Tanya Byron di BBC3 ha proposto una regolamentazione simile a quella delle sigarette per i videogiochi. Costei vorrebbe scrivere sulla scatola di Ninja Gaiden 2: “Nuoce gravemente alla salute”.
Ciò di cui la graziosa conduttrice non si è accorta è che anche l’atteggiamento della televisione verso i videogiochi sta lentamente cambiando, seguendo la classica perla di saggezza “Se non puoi combatterli, fatteli amici”. Quindi mentre lei propone di equiparare nicotina e pixel, da qualche anno ormai i satelliti si stanno riempiendo di canali specifici per videogiocatori: dalla mattina alla sera la programmazione di Xleague TV, in Inghilterra , o Giga TV, in Germania, parla esclusivamente di novità, tendenze, recensioni e riflessioni dal mondo dei videgiochi. Ma il piatto forte è la competizione, gli Sport Elettronici, una chiave di volta con cui l’interattività sembra aver fatto breccia nei cuori degli autori televisivi.
Più che nei cuori, nei portafogli: spettacolarizzare una sfida videoludica costa pochissimo. Si pensi alla differenza tra il riprendere un match di boxe e una partita di Counter strike: nel secondo caso tutto ciò che è necessario viene generato gratuitamente da un computer e può essere ripreso da infinite angolazioni. Difficile pensare invece ad un incontro, Tyson contro Holyfield, senza l’apporto di un regista, cinque telecamere, altrettanti operatori, ecc. Senza questi costosi mezzi il morso all’orecchio sarebbe sfuggito, lo spettacolo non si sarebbe visto.
In Corea del Sud l’hanno capito dal 2001: nel paese asiatico esistono ben tre canali dedicati esclusivamente alle sfide multiplayer (OnGameNet, MBCGame e GomTV), con un’attenzione particolare (se non esclusiva) a Starcraft. Per sottostare alle dinamiche della televisione, i giocatori sono stati trasformati in personaggi, come i nostri calciatori: escono con le veline, girano spot e film, scrivono libri.
E’ possibile quindi conciliare videogiochi e televisione, entrambi i media hanno da guadagnarci. A patto di non svilire i primi, piegandoli agli schemi spesso banalizzanti del piccolo schermo. E’ un’operazione che ha richiesto molta intelligenza e numerosi tentativi falliti (l’italiano GameNetwork ne è un esempio) ma che sta alimentando i palinsesti internazionali ormai in maniera costante.
Il trucco dei creativi della televisione è stato semplice: far percorrere a Master Chief la stessa strada del Poker alla texana. Da gioco a spettacolo, passando per le emozioni dello sport.
Da Game Pro 14 di Luglio 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete“
Ormai non c’è più bisogno di spiegare cosa sono i World Cyber Games, giusto?
Si tratta delle “Olimpiadi dei videogiochi”, in piedi dal 2001, alla cui fase finale partecipano circa 700 giocatori da 70 nazioni del mondo. L’anno scorso le finali si sono tenute in Germania a Colonia. Quest’anno, chi vincerà le eliminatorie, potrà volare addirittura fino in Cina, cioè dall’altra parte del mondo.
Fortunatamente la crisi, che ha picchiato duro praticamente su qualunque altro torneo mondiale (ESWC, CGS, ESL…) non ha colpito i WCG che si terranno regolarmente verso la fine dell’anno. Ora, però, è tempo di eliminatorie e, pensate un po’, grazie a Progaming Italia la nostra nazione sarà la prima del mondo a disputarne una. Si perchè venerdì, sabato e domenica (27 – 29 Marzo) a Milano, si potrà provare a far parte della nazionale italiana videogames nonostante ancora non siano noti tutte le discipline ufficiali. Alcune però sono state comunicate ed è su queste che si cominceranno le eliminatorie con la prima tappa a Cartoomics.
Starcraft e Guitar Hero World Tour, questi i giochi dove potrete coronare il vostro sogno: fare parte degli Azzurri almeno una volta nella vita, nel vostro passatempo preferito.
Vi aspetto quindi, con le mie telecronache e soprattutto con le mie skill da batterista in GHWT (LOL), alla Fiera di Milano City (ci si arriva così).
Nel video un riassunto delle finali nazionali a Roma, tenutesi l’anno scorso a Romics (che sono state davvero uno spettacolo) per farvicapire a cosa potreste partecipare se vi riusciste a qualificare a Milano!!!
Lo so, ci saranno delle discussioni per questo post…
Il vero futuro degli RTS, “lo sanno tutti”, è Starcraft 2! O no?
Ma se Starcraft 2 dovesse fallire? Se il mercato PC fosse ormai irrecuperabile? Se non avessimo tutti i giocatori che speriamo, tutti i tornei di cui necessita la community, le telecronache, i premi, l’attenzione, ecc…?
Ovviamente io non la penso così: penso che SC2 sarà una gran figata e spero, con tutto me stesso, di ritornare a vedere tornei con 128 iscritti all’1vs1 in Italia (miraggio di tempi lontani… nessun torneo di alcun RTS ha superato nemmeno i 32 giocatori: a dirla tutta all’ultimo torneo al quale ho personalmente partecipato ce ne erano una ventina). Ma questo potrebbe non succedere. I motivi sono svariati: su PC c’è troppa scelta e ognuno si tiene la sua microcommunity ma soprattutto il mercato è in declino ormai da anni, le console di nuova generazione hanno dato una spallata incredibile al PC quasi ovunque (solo Corea del Sud e Germania hanno tendenze diverse): ora vanno su internet, permettono il multiplayer, il netgaming si sta inevitabilmente spostando. Ormai per PC, di esclusivo, sono rimasti solo i MMORPG (e appunto gli strategici)… e pensate che io odio i MMORPG!!!
Ma come molti sanno, io non sono contro le console di nuova generazione e non sono scontento del loro dominio; soprattutto se il netgaming (pratica che amo molto di più delle piattaforme dove è praticato) riuscirà ad accettarle, costutuiscono una nuova speranza per portare il multiplayer ad un livello successivo. Le vedo come un’opportunità non come delle concorrenti.. C’è semplicemente più materia prima, più giocatori. Di tutte le età, sesso ecc.
Ecco perchè pongo a voi questa domanda: può essere Halo Wars il futuro degli RTS online? Ovviamente il titolo ha tutto da dimostrare visto che è il primo strategico in tempo reale con multiplayer pensato appositamente per console (escusiva Xbox360). Gli esempi passati, sono mere conversioni di titoli per PC, praticamente ingiocabili (o quantomeno non divertenti se ci si interagisce con il joypad). Halo Wars invece, è totalmente pensato per il pad e quindi rappresenta, a mio avviso, un’occasione unica per gli amanti della strategia online che al momento non sanno a cosa giocare.
Ed è anche interessante in tal senso notare la scelta di Microsoft, coloro che hanno fortemente voluto il primo Halo ed hanno stipendiato Bungie per realizzarlo. Pensateci bene: il colosso di Redmond conosce bene le dinamiche che hanno portato il multiplayer a diventare un settore così importante e infatti ha da subito dotato la sua prima console di connettività e del famoso servizio “live”. Come titolo di punta Microsoft ha voluto l’equivalente di “Quake” su console e grazie a Bungie ha costruito una vera e propria droga. Sebbene infatti Halo sia godibilissimo in single player, mostra tutto il suo potenziale in multi e l’affetto della community verso questo titolo dimostra in pieno questa teoria. Halo non è un capolavoro eppure recentemente è tornato ad essere il titolo più giocato su Xbox Live, a più di un anno dalla sua uscita.
E quale è stato il titolo con cui tutto il multiplayer online è iniziato? Proprio Quake, pensate un po’. Insomma l’idea secondo me è quella di ripetere la stessa cosa su console… ma manca qualcosa. Non a tutti piace sparare. Non a tutti piace l’FPS. Alcuni di noi si sentono grandi soldati, altri aspirano a diventare generali.
E allora ci vuole un RTS, avranno pensato negli uffici di Redmond. Ed ora che la licenza di Halo è nostra e non è più di Bungie… che facciamo? Prendiamo Ensemble Studios (i creatori di Age of Empires che chiuderanno i battenti proprio dopo Halo Wars) e li mettiamo al lavoro. Ed è quello è successo. Dopo aver creato il Quake delle console, Microsoft vuole anche lo Starcraft consolistico: vuole il monopolio del netgaming (che si divide in tre grandi ambiti, esclusi gli sportivi: FPS da duello, strategici e sparatutto tattici alla Counter Strike; di questo ultimo genere per ora il figliol prodigo è l’ip Gears of War, sempre voluto da Microsoft e programmato da Epic Games).
L’immagine che esce fuori da questo progetto è che se un appassionato di multiplayer dovesse scegliere una console, secondo voi, quale sarebbe quella a lui più adatta? Ps3? Wii? Oppure Xbox360? Il servizio online è superiore, i giochi sono i migliori in cui sfidarsi e appartengono a tutti i generi… io personalmente la mia scelta l’ho già fatta e non vedo l’ora di mettere le mani su Halo Wars e confrontarmi con i miei amici online.
E se penso che Xbox Live è l’unico servizio online a pagamento tra i tre (bisogna pagare per giocare con gli altri), mi rendo conto che Microsoft mi ha fregato
Ehm… scusate, volevo dire, conquistato!
Tutto questo per indicarvi che la data di uscita di Halo Wars è stata annunciata: ci vediamo online il 26 Febbraio.
Titolo mezzo in italiano e mezzo in inglese per un articolo, mezzo di critica mezzo di esaltazione, rivolto ad una fiera completamente incentrata sul pubblico consumer e non mezza rivolta alla stampa.
Cosa intendo? Beh da queste due righe sarà stato difficile capirlo: mi spiego meglio.
Sarà stata la vicinanza temporale con l’E3, oppure il periodo non certo ottimo per rilasciare novità succulente, ma il fatto resta: a Lipsia si è visto tantissimo materiale, di cui solo una piccola percentuale rappresenta prodotti nuovi. Anzi, di novità nel senso stretto del termine, si è visto ben poco. Tutto è stato un “update” dell’E3 e tutti i siti di videogiochi specializzati si sono prodigati nelle loro “updated impressions“. In fondo che dovevano fare? Se mi fai vedere Killzone 2 all’E3 e a Lipsia mi fai vedere il multiplayer, io che devo scrivere?
Probabilmente avremo qualcosa in più su cui riflettere quando usciranno le riviste specializzate. Attendo con ansia la “mia” Game Pro, ad esempio, per leggere un buon reportage sull’evento; più ragionato magari, visto che non sarà scritto con la velocità istantanea del web. Per ora però rimango parzialmente deluso: devo accontentarmi di Lips come novità o della PSP 3000? No! Vorrei sempre di più!
Chiaramente qualcosa c’era. Non ci disperiamo. Ad esempio FIFA 09 e PES 2009, oltre a qualche progetto minore ma interessante come Heavy Rain, il cui video apre il post di oggi. Su questo titolo, va detto, nutro grandissime speranze (è il nuovo progetto degli autori di Fahreneit, Quantic Dream) che spero non vengano disattese come da qualche recentissima uscita. Ma se escludiamo queste gocce nel mare degli update di Lipsia, rimangono solo un sacco di gioconi, a cui tra l’altro manca pochissimo, di cui sappiamo un pò più di prima. Alcuni li vedete qui nel post di Massimo, altri non li elenco nemmeno, tanto, c’è Gamespot.
La riflessione che invece lancio è la seguente: ci sono gli Ubidays, il Blizzcon, il Qcon e altri migliaia di eventi dei vari publisher o sviluppatori. Eventi con un forte taglio giornalistico dove vengono annunciate succose anteprime, comunicate come la casa madre vorrebbe: senza il casino di centinaia di migliaia di visitatori. E allora… era forse prevedibile questa carenza di novità a Lipsia? E’ forse giunto il momento delle fiere singole e i “mega eventi” spariranno piano piano?
Tra poco c’è il Tokyo Game Show 2008, dal 9 al 12 di Ottobre, cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo grande evento videoludico del pianeta terra? Un updated E3? Una updated Games Convention?
Si badi bene però, concludendo, che non era mia intenzione criticare minimamente la kermesse tedesca che, a mio parere, è necessarie per far entrare sempre di più il videogioco nell’immaginario collettivo. A Lipsia non c’era un albergo con un posto libero a parte quelli di lusso: l’impatto di un simile evento è clamoroso, da tutta Europa hanno preso d’assalto i cancelli della Games Convention per provare in anteprima i videogiochi del futuro (imminente). Io steso volevo andarci e ci andrò sicuramente il prossimo anno quindi, come detto, non è una critica. Vogliamo una Games Convention sempre più grossa! E sempre più rivolta al pubblico.
Dico solo: questo tipo di fiere, sono il posto giusto per promuovere videogiochi nuovi?
Ai posteri, come al solito, l’ardua mezza sentenza.
Eccoci di ritorno, dopo una burrascosa settimana di lavoro, con la serata dedicata al relax che una birra e quattro chiacchere possono procurare. E’ lunedì e stasera c’è Il Bar dell’eSport e Dintorni, la prima trasmissione radiofonica dedicata al netgaming. Come al solito oltre agli eccezionali conduttori (me e revng) ci saranno un sacco di ospiti: VOI! Anzi, in verità abbiamo avuto problemi a rimediare ospiti per questa puntata. Ci scrivete poco! Non fate i timidi, l’indirizzo lo sapete: il.bar@fragtime.it.
Lo ripeto: avete problemi con un gioco e volete fare una domanda? Scriveteci. Volete partecipare alla trasmissione come gestori di un clan o gilda? Scriveteci. Pensate di saperne tanto sul vostro gioco preferito? Scriveteci. Volete flammare qualcuno? Scriveteci.
!!!
Oggi puntata speciale in cui inauguriamo una rubrica “monografica” cioè sulle carriere dei più grandi netgamers italiani. Chi avremo come primo ospite? Non potevamo certo partire bassi quindi abbiamo Cafone!!! Avete letto bene. Il più grande italiano agli RTS Blizzard, poi migrato anche a World of Warcraft dove ha ottenuto fantastici risultati. Seguiteci e non mancate perchè l’appuntamento è di quelli da non perdere.
Non pensate però che poi il ritmo possa calare. Anzi, chissà che non diventi ancora più interessante. Avremo Daemon che ci parlerà della sua esperienza con Eve Online, MMOG molto particolare di cui sicuramente avrete sentito parlare. Con noi ci sarà un esperto che ci spiegherà cosa sono le alleanze, come si gioca, dove è la competizione ecc.
Altro appuntamento da non perdere sarà quello con AJ e insss. Due storici giocatori della serie Halo (uno dei due è campione italiano 2005 e quindi rappresentante per l’Italia ai WCG di Singapore) che ci spiegheranno un pò di cose sul netgaming giocato di Halo 3. Siti dove iscriversi, dove risiede la community,ecc.
Classico collegamento dagli stadi virtuali con gli inviati di PesLife.it. Si parla di big match della nostra nazionale di PES!
Come ogni lunedì torna l’appuntamento con il Bar dell’eSport e Dintorni su Radio 181 Fragtime !
In questa puntata, che come al solito inizierà alle 21:30, ci saranno vari argomenti da sviscerare. Vediamo quali saranno. Aspettiamo mail a il.bar@fragtime.it per parlare con i nostri ospiti o con noi, sugli argomenti derivanti il
Cominceremo con un’intervista ad Ashun, campione delle EPS 5 per Warcraft III: The Frozen Throne. Con lui vogliamo parlare un pò della situazione italiana in questo gioco, che è abbastanza “tragica” in termini di community per poi passare a descrivere DOTA e i perchè che hanno portato quest’altro titolo al successo e a diventare, probabilmetne, disciplina EPS. Tra l’altro hanno fatto questo week end una LAN a Firenze di DOTA e WC3, Ashun c’è stato e ci racconterà qualcosa.
Poi vi descriveremo brevemente qualche news dal panorama netgaming internazionale. Sicuramente c’è da parlare del FIFA Interactive World Cup 2008 il primo torneo mondiale realmente standardizzato del netgaming. Addirittura “sponsorizzato” FIFA! Insomma una cosa grossa, alla maniera di EA.
Poi rubrica clan life, solita, ma sempre interessante. Questa volta avremo ospiti i Quad Guild, con Jimmy “Freak” De Palo ci parleranno del loro passato e delle loro iniziative. Ah, info importante, ci hanno contattato a il.bar@fragtime.it ed è così che hanno fatto parte della trasmissione. Quindi, inutile dirlo, SCRIVETECI, SCRIVETECI, SCRIVETECI!
Chiusura con i ragazzi di PES (in collaborazione con peslife.it) dopo il big match in nation’s cup contro la Germania, programmato per stasera. Daje Italia Daje!