Oddio, facciamo che la frase del titolo la devo comunque ridimensionare. Non c’è assolutamente paragone tra i due giochi citati. Un conto sono i capolavori inestimabili. Un altro sono comunque gli altri videogiochi. Nella fattispecie, Zelda a Link to The Past per Super Nintendo fa parte della prima categoria mentre Zenonia è un buon videogioco per iPhone dal costo di meno di 3€ (per l’esattezza 2.39€) che lo ricorda molto da vicino.
Ho da poco parlato della crisi del netgaming mondiale ma sarò costretto a ricredermi se Street Fighter 4 non mi delude e gli attori che recitano sul palcoscenico dell’e-sport riescono a non sprecare il suo enorme potenziale.
Come avrete capito il multiplayer online del picchiaduro Capcom mi sta piacendo tantissimo e mi sono ritrovato a credere talmente tanto in una sua diffusione davvero rilevante che ormai non penso ad altro
Capisco bene che a non tutti piacciono i giochi di botte e molti netgamers considerano troppo “semplice” questo tipo di titoli. A mio avviso, invece, si sbagliano: Street Fighter 4, 1 contro 1, è uno dei più difficili esercizi di concentrazione che ci sia in giro. Per 4 minuti bisogna rimanere costantemente allineati con il gioco! Ogni momento utilizzato per divagare o fare una mossa sterile e non ponderata verrà punito dall’avversario. Insomma difficile ma bellissimo: sentire il proprio cervello pulsare pensando alla mossa giusta da fare al momento giusto per contrastare l’iniziativa dell’avversario è gratificante. Inoltre in questo gioco non si finisce mai di imparare, si può sempre giocare in modi diversi ed è evidente la spettacolarità di alcune azioni. In pratica ha tutte le caratteristiche che hanno reso Starcraft o Counterstrike delle pietre miliari in ambito multiplayer.
Ma non serve solo l’oggettiva qualità dei meccanismi che animano l’online, le sfide e i tornei a fare di un titolo un classico e un possibile appiglio per diffondere la passione per il netgaming e gli sport elettronici. Serve molto di più da parte dei programmatori che lo hanno sviluppato: un ottimo supporto e soprattutto un modo semplice per far crescere qualitativamente la community che gioca. Questo Street Fighter 4 non lo aveva… fino ad oggi.
Il 24 Aprile esce infatti il Championship Mode, tra l’altro gratuito, che aggiunge una feature talmente importante e banale da stupirmi che non fosse stata inclusa inizialmente: i replay! Questo DLC infatti non solo permetterà di partecipare a tornei con vari livelli di difficoltà e divertirsi anche ricercando una competizione più alta di quella “amatoriale” data dai punti ranked. Aggiunge anche la possibilità di registrare e rivedere le partite, caratteristica senza la quale un gioco multiplayer è impossibilitato a fare il salto di qualità. Se Halo 3, su console, è così importante ad anni dall’uscita, lo deve anche al fatto di poter condividere con altri player un’intera partita che la console registra addirittura automaticamente.
Inoltre per Street Fighter 4 i replay sono ancora più importanti perchè è attualmente l’unico gioco in cui una partita “professionistica” duri talmente poco da poter essere caricata su Youtube (che ha un limite massimo di 10 minuti a video) e sui portali di video sharing. Per continuare a fare proseliti e nuovi appassionati di netgaming, infatti, c’è bisogno che la gente veda, ad esempio, quanto è spettacolare una partita di Call of Duty 4 in S&D (cerca e distruggi)tra due clan forti o una partita tra due progamer (per chi non lo sapesse significa professional gamer, cioè giocatori professionisti)di Starcraft.
Ma non è finita qui. Le partite di Street Fighter hanno anche un altro pregio oltre a quello di essere corte: reggono. Da spettatore qualunque, non appassionato a nulla che riguardi gaming, competizioni e addirittura videogiochi; vedersi 3 minuti di partita di Street Fighter 4 è comunque divertente perchè quasi “comprensibile”. Ci sono due che si menano, hanno due barre di energia, ogni colpo leva un po’ di vita all’altro e ci sono super mosse piene di colori, luci e suoni. Un assist, vero e proprio, per una telecronaca fatta bene che non deve far altro che trasmettere emozione e spiegare qualche cosetta per creare un contenuto video davvero rispettabile che secondo me non sfigurerebbe neanche in televisione e non solo su internet.
Ok, ho finito. Direi che di carne al fuoco per un bel dibattito ce ne è tanta. Ora passiamo alle cose serie, cioè a divertirsi. Ho trovato questi video che definire FANTASTICI è poco. Infatti non sono fatti da un utente ma dal famoso portale Collegehumor, visto che tra effetti speciali e attori comunque “credibili” qualche soldo è stato speso. Si tratta di una mini serie chiamata Street Fighter: The Later Years, embeddato in cima al post avete la prima parte, che parla di “che fine hanno fatto” i personaggi divenuti celebri in tutto il mondo diciassette anni fa con Street Fighter 2 e poi “spolpati” dal film, dai vari seguiti apocrifi e da tutta una serie di commercializzazioni.
Delirante e soprattutto da morire dalle risate. Vedere Zangief che spazza il pavimento di una sala giochi non ha prezzo, se non quello di ringraziare il solito, utilissimo, viewtifulmee per la segnalazione. Tra l’altro, fortunatamente, questi video sono stati tradotti da “BBF” e caricati sul canale youtube di “ragazzomucca“ con i sottotitoli. Visto che oggi mi sento particolarmente in giornata vi posto qui sotto tutti i link a tutti gli episodi / puntate sottotitolate in italiano.
Fatevi una cultura… e soprattutto quattro risate… vogliamo parlare della fine che ha fatto Ryu?
Sapete che sono abbastanza attratto dal poker online e dai suoi “punti di incontro” col netgaming e coi videogiochi stessi (in fondo, non è altro che un videogioco online… solo che ci sono di mezzo i soldi) da non poter rimanere indifferente di fronte ad una notizia simile.
Ho letto infatti questo post: Giocare a Poker su World of Warcraft si può, dal quale spero di farvi scoprire un ottimo passatempo per aspettare quelle 2-3 ore di organizzazione (sto scherzando… di solito sono molto di più) prima di un attesissimo raid. Per quelli di voi ormai “persi” nel mondo di Warcraft forse sarà un incentivo ulteriore a rimanere là dentro e a dire “fuck real life!“.
Purtroppo non ho il gioco in mio possesso perchè, come sapete, lo odio (porta via gente agli E-Sport: cattivo!) altrimenti avrei subito provato questa applicazione che una volta installata permette, digitando /holdem (ovviamente si tratta della famosa modalità Texas Hold’em) in chat, di sedersi comodamente al tavolo verde mettendo da parte l’ascia da guerra e la mount per un secondo. Da lì si potrà comunque controllare lo siluppo della partita e quando si vorrà abbandonare il tavolo, niente di più semplice, basterà un click. Dicevo, l’avrei provata soprattutto per capire se permette di giocarsi i soldi veri, come al solito, o se invece si possono mettere al tavolo i gold virtuali guadagnati con all’interno di WoW. Questo sarebbe una figata: dopo aver perso un oggetto inestimabile al tiro di dado si potrebbe dire al prossimo: “ok, se ti regge, giocatelo a poker” e poi via verso un full di ganci che fa sempre piacere.
Insomma una segnalazione che agli appassionati del MMORPG più importante del mondo (non è azzardato definirlo “il videogioco” più importante del mondo… per l’impatto sociale e ludico) che credo farà piacere.
Tra l’altro, mi viene da riflettere: ma allora questo tipo di titoli sono proprio come una seconda vita, o sbaglio? Se addirittura a qualcuno è venuto in mente di sistemare un tavolo virtuale di Poker per le attese che si passano a World of Warcraft… c’è qualcosa che non va E’ tipo un gioco nel gioco, come se io giocassi a morra cinese mentre aspetto che mi si carica la partita di COD (di solito sorseggio birra). In pratica già gioco ai videogiochi quando ho un buco nella mia vita reale; tra un po’ giocherò a dei mini videogiochi per coprire i buchi della mia vita virtuale.
Insomma, la conclusione è, scordatevi proprio il vostro tempo libero!
Si chiama Dad ‘n Me ed è un delirante picchiaduro in flash, assolutamente in sintonia con il lavoro di Behemoth per console, semplice immediato e divertente. Soprattutto nei contenuti direi, visto che si impersona il padre di un bambino mostro che, non contento che il proprio figlioletto sia un diverso, si prende la briga di picchiare tutti i suoi amici o nemici che siano, in maniera davvero sanguinolenta.
Tra l’altro il titolo è stato segnalato come “Best Web Game” all’Indipendent Game Festival del 2006, maggiori info le trovate a questo link e probabilmente uscirà in versione Nintendo DS a breve.
Scusate ma ora torno a elargire mazzate di morte ai quei paffuti bastardi!
Piccola premessa: forse questa “blocensione”, come le chiamo io, avrebbe più senso di esistere come confronto con Rock Band 2, tipo quella fatta tra FIFA e PES. In fondo i due giochi sono praticamente equivalenti ed un “vs” avrebbe più senso che due post. Ma io non ho ancora provato Rock Band 2, quindi il problema, purtroppo, non si pone
Ed ora buttiamoci nel vivo del post.
Dopo circa 1 mese di testing intensivo… com’è Guitar Hero World Tour?
Ci sono molte cose da dire, davvero tante. Cercherò di essere sintentico anche se avrete capito che non è la mia qualità più evidente. Allo stesso modo cercherò di essere trasparente raccontandovi tutto il mio excursus con lo strumento “batteria” di questo gioco: l’unico con il quale sto affrontando (ed ho quasi finito) la modalità carriera in singolo (poi mi butterò sugli altri). Comunque ho provato a più riprese a giocare in multi con gli amici, quindi ho un’opinione ben formata su tutti aspetti del gioco. Anche se in verità parlerò poco del videogioco Guitar Hero; mi interessa più il fenomoeno.
E con questa nuova release del titolo, è proprio di fenomeno che bisogna parlare.
Guitar Hero World Tour (disponibile per PS3, PS2, Xbox 360 e Wii) è fantastico. Per un “musicista fallito” come me, è probabilmente uno dei videogiochi più divertenti della storia. Ma soprattutto è il vero videogioco trasversale, l’unico e il solo, a mio avviso. Cosa voglio dire? Innanzitutto vi invito a leggere questo post di Stefano Gallarini sul suo blog di videogiochi che spiega proprio questo punto e vi invito ad una riflessione. Quali videogiochi sono davvero “per tutti”? E con per tutti intendo dal casual gamer a chi non ha mai giocato fino all’hardcore gamer?
Io non credo che un WiiSports o WiiFit, ad esempio, vadano bene per noi pacioccosi esperti di videogiochi: essendo creati per un target meno smaliziato, sono molto facili. Direi abbastanza limitati più che semplici. Risultato: dopo un po’ ci si stanca giocandoci, perchè si capisce subito cosa bisogna fare per avere il massimo dai propri dritti e rovesci. Io, personalmente, mi sono rotto di WiiSports dopo pochissimo, così come mi sono annoiato con i giochi “casual” per Wii e l’unico davvero ben fatto e longevo è Wario Ware SmoothMoves.
Guitar Hero, invece, è davvero per tutti. Chi non ha mai videogiocato prende il microfono, o la chitarra a facile e si diverte fin da subito. Chi è un fan della serie si mette il livello di difficoltà ad esperto ed avrà sempre un alto grado di sfida. I casual gamer lo adorano grazie al suo contenuto musicale. Questo è un risultato fantastico per la serie creata da Harmonix e adesso in mano a Neversoft. Il sogno della software house che ha inventato il titolo era proprio quello alla base di questa trasversalità: rendere qualcosa di difficile come “suonare” accessibile a tutti, così che ognuno possa provare le emozioni di una rockstar. Su questo non ci sono dubbi, obiettivo raggiunto ed ora superato perchè non è più “una rockstar” bensì una rock band intera! Per questo adoro Guitar Hero… lo adoro proprio. Perchè mi fa scapocciare al suon di pezzi Rock!!!
La versione World Tour inoltre mi ha proposto poi una possibilità ancora più bella: suonareveramente. Come ho detto a più riprese la batteria (ma anche il microfono è identico, ma ha un altro senso “scenico”), suonata da difficile in poi, è davvero come sedersi ad una batteria vera. Si fanno gli stessi movimenti, si colpiscono gli stessi punti, si prova la stessa adrenalina. E dal primo giorno che l’ho provato che mi sono totalmente innamorato: credo che non smetterò mai di giocare a Guitar Hero World Tour perchè, almeno una volta ogni tanto, per me è come tornare in sala prove. Tornare a dieci anni fa, tempi in cui andavo in giro con un plettro bucato come ciondolo alla mia collanina. Anni nei quali sognavo davvero di diventare una rockstar, scrivevo musica e mi esprimevo tramite una chitarra: in fondo ritengo jammare con il proprio gruppo il divertimento più grande di tutta la vita. Chi suona, sono convinto, capisce benissimo ciò che dico.
Avrete capito quindi che per me, quei 199 euro spesi per il Band Bundle circa un mese fa, sono davvero pochissimi, in confronto alle emozioni che il gioco mi sta facendo vivere. Eppure c’è un problema davvero grosso di cui non posso non parlare che per molti significherà abbastanza per NON comprare il gioco. La mia batteria, dopo due giorni di utilizzo, si era già rotta.
Ebbene si, non l’ho manco “picchiata” tanto. Ma, come era ovvio aspettarsi per un oggetto fabbricato in Cina e saldato, chissà, in qualche sottoscala da lavoratori sottopagati (sigh), un filo si era staccato impedendomi di suonare il pad rosso. Questo poteva significare una passione strozzata: ore e ore di divertimento strappatemi di mano. Ovviamente non ci vuole una laurea in ingegneria per riparare un filo staccato (anzi, all’università mai m’hanno insegnato una cosa così utile), così ho aperto lo “strumento” e l’ho riparato (ustionandomi col saldatore, comprato per l’occasione), continuando a divertirmi come pochi fino alla rottura successiva, avvenuta circa una settimana fa.
Ed ho sorvolato sui problemi di “tuning” di cui tutto il mondo si è lamentato sui forum RedOctane (i costruttori delle periferiche), che si risolvono comunque richiedendo un cavo MIDI-USB e installando un programma su PC: richiedetelo a questo link entro 60 giorni dall’acquisto, ve lo spediranno a casa gratuitamente anche in Italia.
Insomma quello che voglio dire è che, contriariamente alla stupenda chitarra o al microfono, strumenti creati per durare molto a lungo (anche per sempre), la batteria non è costruita per durare per sempre. Anzi, non è costruita per durare granchè a dire la verità. O almeno questo è ciò che è successo a me; probabilmente per costare così “poco” (199€ = batteria, chitarra, microfono e gioco) qualche problema doveva averlo.
Ognuno poi, da questo post, prenda la sua decisione personale. Io senza suonare (e lo posso dire forte, a questo punto) un’oretta al giorno starei male. Mi sta anche crescendo il bicipite . Certo però che io so usare un saldatore, chi non sa manco cosa sia, magari, il divertimento è limitato alla rottura della batteria, soprattutto se si gioca a difficile o ad esperto.
Nel video una modifica artigianale per risolvere i problemi di ritardo della batteria. Non l’ho provata questa, per ora ho richiesto il cavetto… che sto ancora aspettando
E intanto continuo a suonare i Paramore e i Tool a mazzetta!!! Fino a che i vicini non chiameranno la polizia…
Piove sulla fiera di settore (fumetti) più importante d’Europa, piove sulle decine di migliaia di persone che sono intervenute al Lucca Comics & Games. Piove, ma ci si diverte, tanto, perchè la fiera quest’anno se possibile è ulteriormente migliorata.
Il padiglione Games, ad esempio, non è più caotico come quello dell’anno scorso, ma anzi sembra avere un organizzazione degli spazi. I videogiochi sono raggruppati nella loro area e gli stand proposti sono davvero di ottimo livello e molto spettacolari. Si possono provare le ultime novità del settore, oppure esibirsi su un palco ad un videogioco musicale. Ovviamente, se ci sono io , non mancano i tornei: sia su console che, ovviamente, su PC, c’è molto carne al barbecue di chi ama la competizione.
Personalmente sono seduto ad un tavolo dello stand “Intel ESL Arena” (ovviamente tutto organizzato da Progaming Italia) dove, rigorosamente su PC, si gioca tantissimo. Solo a titoli Blizzard, visto che l’evento accoglie la presentazione ufficiale italiana di The Wrath of The Lich King (che ho potuto vedere in anteprima grazie ai due ragazzi di Blizzard venuti addirittura dalla Norvegia e dalla Spagna per far giocare chiunque, una mezz’ora, alla nuova espansione di WOW) anche se nel pomeriggio di oggi e di domani, invece, ci sarà la possibilità di vedere in azione i campioni della serie A italiana dei videogiochi, cioè la ESL Pro Series, con l’Intel Friday Night Game powered by Asus. Veceremo quindi un triangolare di Call of Duty 4 e domani sul palco saliranno tre squadre di Pro Evolution Soccer 2009.
Tornando a Blizzard e a World Of Warcraft, stiamo organizzando una piacevole iniziativa chiamata Level Contest: si parte tutti dal primo livello e in venti minuti, senza poter interferire uno con l’altro, si deve fare più esperienza degli avversari. Molto divertente, il pubblico sta apprezzando molto. Ma sono sicuro che molti di voi staranno leggendo queste righe nella speranza di carpire qualche informazione su The Wrath of The Lich King. Purtroppo non sono la persona più adatta a parlarne, visto che sono davvero digiuno di WoW. So solo che, chiedendo ai giocatori che lo stanno provando, l’entusiasmo è alle stelle.
La mia preoccupazione più grande, invece, è stato stressare per ore i ragazzi Blizzard chiedendogli, anche in ginocchio, di farmi vedere Starcraft 2. Avevano una beta chiusa al pubblico, cioè quella interna di chi sta lavorando sul gioco. Purtroppo non c’è stato verso: non ho messo le mie manine sulla “manna dal cielo” in campo videoludico, almeno secondo chi vi scrive. Mi hanno ovviamente detto che è una figata e sono anche riuscito ad estorcere le informazioni riguardanti la possibilità, ipotizzata negli scorsi “rumor”, della necessità di pagare per giocare. Mi hanno praticamente assicurato che non sarà così. Ci saranno servizi a pagamento, magari, qualcosa di aggiuntivo, ma non sarà neessario pagare Blizzard per sfidarsi nel seguito del videogioco che ha cambiato il mondo. Questa almeno è una buona notizia.
Per tutti i lettori del blog che in questi due giorni passassero a trovarmi: fatevi riconoscere!
Mentre sto provando QuakeLive in beta testing grazie a Videl, ho pensato che questo video sarebbe stato per molti una vera “sciccheria”
Molti old schooler e non solo aspettano l’uscita dell’ultima follia di Carmack, una versione di Quake 3, 100% gratis, totalmente fruibile solo con un browser (vi premetto che è semplicemente fantastico), come la manna dal cielo. Sarà bello? Sarà brutto?
Io per ora dico solo che secondo me rivoluzionerà totalmente il mondo dell’online gaming!
E intanto con questo video, allora, esploriamolo il vecchio sempreverde Quake 3. Anzi creiamo una mappa con la casa della famiglia più gialla d’america
Signori, ormai l’avete capito. Per me videogiocare è una cosa seria!
Ho un televisorone da 40”, tutte le console e un bel PC, due Nintendo DS, il dolby surround e un comodissimo divano. Non mi posso davvero lamentare. La mia postazione di gioco è assolutamente da invidiare!
Ora ho visto questo video e ho due considerazioni da fare. La prima è che va bene che i videogiochi sono una cosa seria ma qui abbiamo davvero esagerato!!! La seconda invece è che la mia postazione, confrontata con quella del tipo in questione, è da bambini piccoli!
Non so se avete notato i sedili che escono dalla moquette… che stile!
Sono nel giro da poco più di cinque giorni; appena sbarcato da quella nave, ho subito pensato che la terra delle opportunità mi avrebbe accolto a coscie aperte. Avevo torto, le cose non sarebbero cambiate. Mio cugino Roman non possiede una villa ma una topaia. Non va in giro accompagnato da due belle bionde che poi si scopa contemporaneamente: va semplicemente in giro. A sbronzarsi al limite. Le sue macchine sportive sono in verità Taxi sporchi e malconci che probabilmente io dovrò guidare per raggranellare qualche spicciolo. No, decisamente no. La grande statua non ha spalancato le braccia a me, Nico. Anche qui dovrò sudare per arrivare a fine mese. La vita è dannatamente complicata.
In guerra ne ho viste tante, troppe. Non sono più lo stesso. Ho commesso delle barbarie e sulla mia pelle porto i segni di altri barbari. Ne sono uscito, ma questi strozzini non ne vogliono sapere di stare al loro posto con le buone. Dovrò usare le cattivissime, tanto sono abituato. Ma è colpa loro, non mia. Stanno sempre a chiedere… Soldi, soldi, soldi, soldi. Conta solo questo concetto? Conta solo il faccione di Washington che ti sorride dal verdone? Si, se ne hai migliaia in tasca. Non c’è altro. La tua salute, la tua fedina penale, il tuo successo con le donne, il tuo cesso di posto o il tuo schifo di hamburger. Tutto ruota intorno al denaro. E l’unico modo che uno come me ha per ottenerne una ingente quantità è innanzitutto pestare questi bastardi strozzini. Poi il futuro si svelerà chiaro e ho idea che non sarà tanto diverso dal passato.
Passano i mesi e la terra delle possibilità continua a rivelarsi come la terra della violenza. Tutti hanno paura, tutti girano armati, nessuno si fida del prossimo. Io devo far più paura di loro. Sentendo il mio nome devono tremare, così non avrò bisogno di far loro alcun male, per ottenere ciò che voglio. Ma se sarà necessario, sarà stato un attimo: un affondo di qualche centinaio di grammi su un grilletto. E il male fu. Ma in fondo anche da dove vengo ero potenzialmente un criminale. Tutti voi potreste essere dei criminali! Al volante di una macchina potreste, al minimo cenno del mio cervello, uccidere un’innocente bambina sul ciglio della strada, o quel dannato dandy col mercedes. Non per imperizia ma perchè anche dentro di voi forse c’è un mostro. Ora non vi sognate nemmeno una cosa simile ma sta di fatto che potreste. Avete tutto a portata di mano. Potreste già scegliere il lato oscuro. Se foste a Liberty City non avreste dubbi. Qui schiacci o rimani schiacciato, e io non sono il tipo da fare la fine di una formica. Mi sento più un formichiere: io le mangio le formiche.
Ormai sono all’apice del successo: ho sgominato intere bande criminali, ho ucciso gente cattiva… e gente meno cattiva. C’erano momenti in cui anche i piccioni dovevano morire, dovevo far paura anche a loro. Solo un altro passo e sarò più in alto che mai.
Guardo il cielo, manca poco al tramonto; le mie riflessioni sono finite, è tempo di agire. I miei uomini sono già sul posto, aspettano solo me e un mio segnale, per rendere pan per focaccia ai siciliani. Per trasformare la vita in morte, il mobile in immobile. Fortunatamente sono uscito a piedi, così posso ancora provare qualche emozione forte prima di quelle fortissime. Ruberò quella Cadillac; tanto è parcheggiata e non dovrò nemmeno sporcarmi le mani. Una bella gomitata al finestrino e sarò già sulla tangenziale…
…ma questa coppietta da dove cazzo è spuntata? Erano dietro a trombare???? Non li ho visti, cazzo! Ora cominceranno a urlare e la polizia sarà qui in un lampo; non lo posso permettere, l’agguato al padrino ha la priorità. Devo metterli a tacere prima che nelle loro corde vocali passi abbastanza aria da innalzare i decibel fino a “insostenibile urlo di paura“. Il ferro è freddo, ed è al suo posto. Come la vita mi ha sempre costretto a fare devo prendere una decisione difficile in poco tempo.
La scelta però per me è facile. Io non ho scelta. Le opportunità me le ha tolte il destino aiutato dalle bugie del mondo. I buoni sentimenti li ho visti col binocolo. Devo scegliere tra altri migliaia di George Washington e la vita di questi due sfigati. Come gli altri prima di loro, si sono trovati al momento sbagliato nel posto sbagliato. Trattengo il fiato e il mio dito indice fa forza sul grilletto…
… BANG BANG!
Ho sparato.
Al tetto dell’auto. Sono immobili davanti a me e non stanno urlando. La paura è troppo forte anche per corde vocali giovani. Li ho lasciati vivere. Gli sibilo di scendere dalla loro macchina e di non emettere alcun suono, altrimenti le prossime due pallottole saranno infilate nei loro cranii. Si dileguano in un attimo. Forse lo diranno alla polizia e il mio impero cadrà, forse mi sono rovinato.
Però ho capito che in fondo c’è scelta. Anche per me, anche a Liberty City.
P.S. Come vedete l’uscita e il possesso di Grand Theft Auto IV mi ha spinto a pubblicare un racconto sul blog per la prima volta. Contestualmente ho pensato che in un video avrei potuto raccontarvi la mia rocambolesca avventura per ottenere una copia del gioco. Spero che apprezziate entrambe le “trovate”, mentre aspettate le mie impressioni sul titolo che vi assicuro non tarderanno ad arrivare
Come molti già sanno la tecnologia chiamata “realtà virtuale” è stata un fallimento: doveva essere una nuova frontiera dell’intrattenimento elettronico grazie alla totale immersione nelle tre dimensioni ma i costi realizzativi e soprattutto lo scarso livello grafico ottenibile con le macchine dell’epoca hanno fatto praticamente naufragare gli investimenti.
Non che le idee in tal senso siano ferme e lo sviluppo congelato: molti studi stanno andando avanti per avvicinare sempre di più la virtualità alla realtà. Il problema è che la grande avanzata tecnica dei videogiochi da casa ha chiuso le porte del mercato puramente enterntainment alla realtà virtuale. Si continua a sperimentare scientificamente per un utilizzo medico o industriale, ma i cabinati di VR non saranno certo all’ordine del giorno in un prossimo futuro. Semplicemente perchè, come affermato qualche riga sopra, basta un buon televisore e un dolby, magari unito a una forte dose di immedesimazione, per far sembrare il proprio salotto già abbastanza realistico grazie ad un Xbox360o Playstation 3. Addirittura con il Wii si possono mimare i movimenti nella realtà, riproducendoli nella virtualità. Chi ha più bisogno di elmetti alla “Il tagliaerbe”?
Ecco però che l’umanità sta per compiere ancora un nuovo balzo in termini di interazione. Per la fine di quest’anno verrà commercializzato un caschetto che tramuta le onde cerebrali e gli impulsi del cervello in comandi. Grazie ad un giroscopio per controllare i movimenti della testa e ad un sensore per captare appunto l’attività mentale, con questa periferica permetterà, stando a sentire i produttori Emotiv, l’utente sarà in grado di interagire mentalmente con il computer o un videogioco. Nella maniera più intuitiva di sempre: semplicemente pensandoci!
L’applicazione di una simile invenzione nei videogiochi lascia totalmente sbalorditi: potremo addirittura trasmettere le nostre emozioni nei vari mondi virtuali entrando interamente in sintonia con gli altri giocatori presenti.
Emotiv, che è una società di neuro ingegneria, ha assicurato che il caschetto riuscirà in maniera non invasiva a leggere gli impulsi dei circa 100 miliardi di cellule nervose presenti nel cervello (chiaramente non tutti gli esseri umani le usano allo stesso modo ) per riprodurre almeno 30 differenti emozioni, azioni e espressioni. Queste, unite alla possibilità di puntare ai vari punti dello schermo solo spostando la testa potrebbero fare di questo gingillo da 300$ un vero e proprio oggetto di culto che via USB trasporterà la nostra mente “Inside The Game”, dentro al gioco.
Ora l’unica domanda per voi è: ma non staremo esagerando?