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Dante’s Inferno: presto la demo e un cartone animato


Dante’s Inferno uscirà il 10 febbraio su console. Senza troppi giri di parole, è evidente che ci troveremo davanti a un clone di God of War: non riesco però a non curarmi di lui, guardare e passare oltre. Molto semplice scoprire il perchè: sembra proprio che Visceral Games stia mettendo molte risorse tecniche e artistiche per realizzare un prodotto eccellente che, pur non avendo nulla a che spartire con l’opera del caro vecchio Alighieri, riesca a lasciare il segno… a colpi di falce ovviamente.

Tutte le volte in cui per sbaglio mi sono trovato davanti uno dei tanti developer’s diary relativi a questo titolo, ho dato un’occhiata veloce per non rischiare troppi spoiler. Trovo che sotto il profilo artistico, soprattutto riguardo alle ambientazioni e alla realizzazione dei vari gironi, il gioco sia davvero di grande impatto: mostri giganti, tanto sangue e il fascino di un’immaginario con pochi eguali.
I dubbi semmai restano (e resteranno fino all’uscita) sul gameplay, fatto di combo e quick time ormai visti e rivisti.
Quello che mi aspetto è un prodotto analogo a Ninja Blade, curato e denso di azione ma in definitiva usa e getta.

Forse ci aiuterà di più la demo giocabile, che sarà disponibile tra un mesetto sia su Xbox Live che su PlayStation Network: a quanto pare verrà mostrato l’antefatto esterno all’inferno (scusate la rima), con Dante che dovrà raggiungerne la porta e sconfiggere la Morte per iniziare la discesa vera e propria e recuperare Beatrice.
Contemporaneamente al lancio del gioco, uscirà il cartoon di cui state per vedere il trailer, un po’ come capitato per Dead Space: speriamo solo che la qualità finale di questo progetto parallelo non sia simile al moscissimo Downfall.

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Demo di God of War 3: il ritorno di Kratos in due minuti di violenza inaudita


Alcuni fortunati possessori di PS3 inglesi, americani e polacchi (e chissà di quanti altri luoghi) hanno avuto qualche giorno fa una lieta sorpresa: il codice per scaricare la demo dell’E3 per il prossimo capitolo di God of War.
Il video che vedrete è un montaggio di alcune delle fasi salienti, caratterizzate dalla solita spropositata violenza e da un Kratos davvero fuori controllo. Voi gustatevelo, io inizio a mettere i soldi da parte: la Playstation mi aspetta.

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Lucca comics and Games 2009: eventi, presentazioni, tornei e cosplayer


Soprattutto “le” cosplayer. Vabbè la smetto, sennò sembra davvero che ho il chiodo fisso quando invece l’unica con cui ho parlato è quella del video di Cartoomics 2009. Certo è che quando si parla di Lucca Comics and Games non si può prescindere dall’analizzare e sottolineare quel gran fenomeno che risonde al nome di Cosplay visto che la quattro giorni toscana sarà letteralmente invasa di tizi mascherati.

Ma ci saranno anche i fumetti, l’animazione, i giochi da tavolo e ovviamente i videogiochi. Ed è di questo aspetto che dobbiamo parlare.

Vediamo cosa propone il menù della fiera e vediamo, soprattutto, dove potrete incontrarmi per chiedermi degli autografi relativamente alla mia bravura nel confezionare la marmellata. Si beh, non ve lo avevo mai detto, ma sto per abbandonare il mondo dei games per darmi a qualcosa che mi riesce meglio :) Ovviamente sto scherzando.

Partendo però da quest’ultimo argomento io sarò presente come telecronista per i tornei organizzati presso lo stand di Video Games Party: il menù è molto vario e comprende titoli casual per Wii (Mario Kart), il fenomeno calcistico di Electronic Arts (Fifa 1o, di cui potete leggere la nostra recensione) e qualcosa per i pro, Street Fighter 4 (di cui in questo blog abbiamo parlato in lungo e largo). In questo stand, inoltre, grazie ad Ubisoft potrete provare Assassin’s Creed 2 in anteprima nazionale con due postazioni apposite come vi abbiamo raccontato nel post relativo al Fan Day del titolo dove la “banda” Inside The Game è stata recentemente.

Molti miei fan (continuo a delirare) saranno quindi stupiti di vedermi lavorare per la “concorrenza” visto che io ho sempre partecipato a questo tipo di eventi grazie a Progaming Italia che nei precedenti Lucca Comics and Games ha sempre portato qualcosa di torneistico dove serviva un telecronista. Quest’anno invece i ragazzi di Bolzano (che ringrazio comunque per tutti questi anni di eventi insieme e anche per quelli che verranno) avranno solo in mano alcune presentazioni attesissime legate al marchio Activision ma nessun match su cui urlare. Sto parlando dell’anteprima nazionale ed esclusiva per Modern Warfare 2 che quindi proverò a Lucca e su cui vi saprò dire appena avrò un attimo in fiera.

Già che ci sono descrivo anche cosa faranno i ragazzi di Multiplayer.it che, oltre al solito show pirotecnico pieno di luci e suoni, avranno anche un’interessantissima conferenza stampa di THQ centrata su Darksiders di Vigil Games. Alle 12:45 di venerdì al loro stand sarà presente addirittura Joe Madureira, il creative director del titolo per anticipare molte delle cose che vedremo in questo strano titolo che mischia God of War ad un gioco di ruolo.

Insomma, a Lucca, ci saranno tornei, eventi, presentazioni e cosplayer per tutti i gusti: anche per i vostri! Quindi non fatevi pregare e venitemi a trovare!

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Famitsu pensa che Bayonetta sia perfetto [primo 40/40 per Xbox 360]


Bayonetta sexy protagonista famitsuNonostante io non creda molto nel titolo in questione sembra proprio che dovrò cambiare idea. Il nuovo gioco dell’ex Clover Studios (ora Platinum Games) è il primo titolo per Xbox 360 a prendere 40/40 su quello che è considerato il più importante magazine di videogiochi orientale, cioè Famitsu.

Nonostante io mi fidi poco dei voti della suddetta rivista (anche perchè, diciamocelo in faccia, non sono un giapponesofilo in termini videoludici, preferisco come programmano gli americani) pare che Bayonetta e la sua sexy protagonista spacchino i culi. In senso metaforico, ovviamente.

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Prototype vs inFamous [recensione doppia]


Prototype vs InfamousHo postato la video recensione di inFamous e poi ho messo online la video recensione di Prototype. Ho finito il primo e da poco il secondo: mi sembrano entrambi ottimi titoli, quindi ho deciso che oltre i video mi sarebbe piaciuto condividere alcune mie impressioni in maniera scritta su questi due titoli molto simili che, curiosamente, escono insieme.

Allora è vero che le stesse idee girano allo nello stesso momento, non è una leggenda metropolitana.

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In gita tra i lussuriosi di Dante’s Inferno [preview]


Gli sviluppatori di videogiochi non sanno più cosa inventarsi, dove ambientare le proprie storie, chi scegliere come protagonisti.

Nel guazzabuglio (assai immaturo per tutto il “movimento”) di idee bislacche, persino il buon Dante Alighieri è stato chiamato in causa: troppo gustosa l’opportunità di ambientare nei gironi infernali un bel giocone tritaossa alla God of War: il problema è solo che un intellettuale nasone non si presta molto a smembrare diavoloni e mostri vari… per fortuna arriva in soccorso il character design che trasforma il tizio con l’alloro in testa e la toga rossa in un macho muscoloso, con armatura e mega falce fatta d’ossa tra le mani. Così nasce Dante’s Inferno.

Il video (che vi stra-consiglio di vedere per intero) è un developer diary, quindi abbiamo le simpatiche persone che si occupano dello sviluppo che ci raccontano qualche dettaglio in più su quello che a inizio 2010 andremo ad affrontare.


Devo dire che questo progetto non mi aveva interessato più di tanto, oggi mi sono pienamente ricreduto perchè uno degli aspetti che più mi colpiscono del videogioco rispetto alla totalità degli altri media di intrattenimento è la rielaborazione di clichè noti e abusati: in Dante’s Inferno le banalizzazioni sarebbero potute essere decine, dai diavoloni col forcone a Caronte col suo battello…date un’occhiata agli schizzi preparatori mostrati in video e vedrete che tutto riecheggia elementi già visti, in un lavoro artistico impressionante e originale.

La creatività profusa dietro agli scenari e agli avversari (nel video materiale tratto soltanto dal girone dei lussuriosi) è sensazionale: anche i soli disegni (che rievocano le opere del grande artista svizzeto H.R. Giger) mostrano un impegno concreto e non banale nella costruzione degli elementi di contorno, come le colonne o le mura, composte da dannati che scontano la pena cercando per l’eternità di ricongiungersi.

Si intuisce chiarmente che la stella polare nello sviluppo è stato God of War, costantemente presente come ispirazione: anche se contro i mega boss non compaiono i comandi del quick time, sembra proprio che per realizzare quei massacri e quelle acrobazie ci sarà da pestare parecchio sui tasti dei pad di Xbox360 e Ps3.

Poi il solito contorno di oceani di sangue, parti recise e combo spettacolari, come scritto chiaramente nel vademecum del Dio della Guerra, Kratos: solo che qui tutto sembra più malato e morboso, capace di dare immediatamente l’idea delle aboninazioni che andremo a tagliuzzare come il grano.

Sono sicuro che il Sommo Poeta farà qualche capriola nella tomba vedendo come viene utilizzata la più grande opera di letteratura della storia, per poi farsi una sana risata quando la sua controparte, anzichè svenire a ogni mostruosità incontrata, stringerà in pugno la sua arma per ridurla in poltiglia: è il nuovo millennio vecchio mio!

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Rivoluzione Nintendo?


Wii Are the Revolution

L’ultima console casalinga di Nintendo ha creato molto scalpore ed ha venduto tantissimo. Attualmente, al mondo, è la console di nuova generazione più venduta. Il nome in codice dato a questo prodotto, prima dell’uscita, fu Revolution, rivoluzione, poi cambiato in Wii per motivi strategici di marketing. Ora tutti parlano di Wii e tutti amano Wii. Anche io?

Mi volevo soffermare un secondo su questo concetto visto che non ne abbiamo ancora parlato; erano altri tempi, per me e per la mia vita, quelli in cui Wii faceva il suo debutto. Un anno può significare un attimo, per molti. Per me è stato un’eternità ed ha portato molti cambiamenti. Bastano 365 giorni per tirare effettivamente le somme o almeno fare un bilancio parziale della presunta “rivoluzione” operata da Nintendo? Probabilmente no, ma vediamo a che punto siamo.

Mi occupo di videogiochi da anni, ne ho giocati tanti. Sono sempre stato un “nintendaro” un fan della grande N. Nella passata generazione ho preferito avere solo il Gamecube senza neanche pensare alla PS2, che intanto conquistava il mondo. Quando la macchina in casa mia stava morendo (ben presto, in verità) sono corso ai ripari e mi sono giocato ICO, God of War e tanti altri fantastici titoli per la console Sony più venduta di sempre, dopo averla comprata su ebay. Nonostante questo il problema del Gamecube era solo relativo alla quantità dei titoli, non la qualità. Quei pochi giochi che sono usciti erano tutti capolavori o quasi! Penso ad Eternal Darkness o a Wind Waker, non dimenticandosi di Metroid Prime e di parecchi altri giochi. La console però non tirava, non c’era gente che l’aveva e i prodotti erano solo quelli della grande N, non è uscita neanche una versione di PES, per capirci, in Europa.

Non solo per questo motivo comprai il Wii al Day One, al primo giorno in cui era disponibile. Ho anche fatto un incidente con la macchina quella mattina e ho dovuto buttare la mia amata quattroruote (un saluto ancora :( ). Cara m’è costata la rivoluzione!!! :) C’è un piccolo problema però, Che Guevara non è un Mii.

Riflettiamo un secondo. Rivoluzione per me ha un significato “aulico”, purificatore. Pensavo che Nintendo avrebbe aiutato l’industria ad uscire dalla nicchia, ma non con titoli come i Robinson o Cooking Mama. Credevo che gli stilemi del videogioco sarebbero stati riscritti, in favore di una interattività più intuitiva ma anche più profonda, totale. Speravo in un supporto reale e potente per gli sviluppatori indipendenti. Mi sono ritrovato con Mario Party 8, Red Steel, Trauma Center. Niente di più che un compitino, spesso scopiazzato, per cercare di lanciare il nuovo sistema di controllo sempre più importante dei giochi nei quali è usato.
Ed è proprio qui che volevo andare a parare. Nintendo non ha rivoluzionato niente, in un certo senso. Ammetto che sia fantastico vedere finalmente mio padre giocare ad un videogioco e potersi divertire come me, senza “barriere” date dalla difficoltà intrinseca di un mezzo interattivo per natura con cui non ha mai fatto i conti. I joypad sono complicati, giocare a Bioshock è una ficata ma è difficile, troppi tasti. Il Wiimote è semplice, incredibilmente semplice. Pensato ottimamente, realizzato con tutti i crismi. Ma dove è la rivoluzione? Voglio saper solo questo: dov’è la rottura col passato?

Il trend dei videogiochi, da quindici anni a questa parte è “espandere” il mercato. Tutti i produttori o distributori stanno cercando di giungere a questo obiettivo, perchè così fanno più soldi. La cosa curiosa è che il metodo adottato è più o meno lo stesso: i videogiochi stanno diventando più semplici di anno in anno, più accessibili. Dove una volta c’era una macchina da scrivere per salvare, ora ci sono automatismi, non bisogna nemmeno più mettere in pausa. Dove una volta c’era il libretto di istruzioni ora c’è un tutorial che anche un bambino può affrontare. Dove un tempo si lottava per imparare i “pattern” dei vari mostri, pena il non superamento del quadro, oggi ci sono i check point. Anche le meccaniche sono più semplici e non solo la difficoltà.

Poniamoci quindi una domanda, fondamentale. In cosa è differente Nintendo sotto questo punto di vista? In cosa è “rivoluzionaria”? Wii ha semplificato ulteriormente il videogioco. Dotando l’utente di un controller più “intuitivo”, ma quindi evidentemente dedicato ad abbracciare una fetta di pubblico maggiore, i programmatori di titoli per Wii si sono trovati a fare i conti con un target ancora meno smaliziato: il mondo non alfabetizzato al medium interattivo. Adulti, bambini, donne, anziani che non avevano mai videogiocato! Questo ha portato ad un novanta per cento di titoli per giovanissimi, o quasi, sullo scaffale della grande distribuzione. Titoli tratti da Harry Minchior (il mio personale nickname per Harry Potter), Bussole D’oro e altri tie in simili, di “dubbia” personalità. Certo c’è Mario Galaxy e qualche altro bel gioco, ma bastano per considerare Wii quello che “doveva” essere?

Non voglio criticare le idee di Nintendo, ripeto le ritengo geniali. Però per ora, in un anno di Wii, non si è visto nulla che non fosse già nel grande carro dei videogiochi, nel grande trend dell’industria. I veri punti di rottura li ha forniti Valve, oppure la stessa Nintendo ma su DS (che ritengo una console molto più rivoluzionaria di Wii), o magari un programmatore indipendente con Passage.

Ora torno a casa e aspetterò. Aspetterò un cambiamento. Aspetterò ancora, col sorriso sulle labbra, la rivoluzione.


P.S.Oggi è stata pubblicata su Alice Giochi la mia recensione di Mass Effect per Xbox360. Non perdetevela!

P.P.S.I ragazzi di O.oStyle hanno pubblicato una mia intervista doppia con Adso. Andatela a leggere sulla loro homepage, è divertente, scoprirete chi prendevo a Street Fighter 2 e tante altre curiosità. Colgo l’occasione per ringraziarli nuovamente.

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I migliori videogiochi del 2007!


Dopo le scorpacciate natalizie è tempo di rimettersi al lavoro. Inutile dire che, con un netto ritardo rispetto alla “concorrenza”, anche su insidethegame era giusto consigliare la fatidica lista degli acquisti per i titoli usciti in questo fantastico 2007.

Quali sono i migliori dieci giochi usciti nell’anno che verrà ricordato come il più importante per la nuova generazione di console? Dopo un interlocutorio 2006, dove hanno debuttato Wii e Playstation 3 mentre Xbox360 si teneva gli assi nella manica, l’anno appena tracorso ha mostrato tutto il potenziale di queste fantastiche macchine da gioco. Sono usciti titoli che erano in programmazione da anni ed hanno stupito tutto e tutti. Andiamo insieme ad elencare quelli che, secondo me, sono i più significativi per tutte le piattaforme (PC, e console portatili inclusi). I miei personali Oscar. Chiaramente non sarà una lista “completa”; a molti titoli imperdibili come Crysis o Uncharted: Drake’s Fortune io purtroppo non ho proprio giocato (quando mi clonerò suppongo di riuscire a giocare tutto). Mentre altri li ho solo provati ma non “vissuti”. Anzi premetto che in questa lista NON SARANNO PRESENTI Super Mario Galaxy e Mass Effect proprio perchè vorrei ancora esplorarli a fondo piuttosto che metterli “per partito preso”. Sicuramente sono due capolavori ma il mio scopo non è elencare 10 giochi fichi ma che magari non conosco del tutto. Ho intenzione di svelarvi per filo e per segno i dieci titoli che mi hanno tenuto incollato allo schermo.

Ma bando alle ciance e spazio ai migliori nove giochi del 2007! Il migliore, in posizione 1, occuperà un post intero nei prossimi giorni. Clikkando sulle varie immagini trovate le mie recensioni di questi titoli su Alice Giochi. Quelle che ho fatto quantomeno. Buona lettura.

10. Guitar Hero 3: mi sento una rockstar!!!
Vorrei che fosse uscito Rock Band e vorrei poter parlare di questo prodotto. Purtroppo il titolo Harmonix / Mtv è disponibile solamente in America e da noi è previsto per il 2008. Quindi mi sono dovuto accontentare di Guitar Hero 3 che, a dire la verità, non è poi nemmeno un “gran gioco” nel senso stretto del termine. Non innova molto, graficamente fa quasi schifo ed ha molti difetti sulla calibrazione della difficoltà. Però ha una tracklist da paura e sinceramente io e miei amici ci siamo divertiti da matti a “suonare” pezzi come One dei Metallica, Stricken dei Disturbed e soprattutto Welcome To The Jungle dei Guns. Da soli o in due, Guitar Hero 3, è comunque uno sballo. Fidatevi, se vi piacciono le canzoni presenti, acquistatelo, non vene pentirete. Disponibile per PC, PS3, Xbox360, Ps2, Wii.

9. Assassin’s Creed: l’arte di non farsi notare.
Il titolo Ubisoft va premiato, è ovvio. Ha un mondo fantastico, un protagonista esaltante, un rivoluzionario metodo di narrare le cut scene. I toni entusiastici che utilizzai per descrivere la mia gita in terra santa grazie a questo prodotto non li cambio, per quanto riguarda l’esperienza. Però il gioco ha dei difetti davvero macroscopici. E’ ripetitivo, a tratti davvero irritante. Si tratta di reiterare la stessa “solfa” per decine di volte all’interno di una trama vacillante che oltretutto non finisce (ci sarà un 2 e un 3). Il potenziale rimane altissimo ma i programmatori canadesi non l’hanno sfruttato appieno: il mondo di Assassin’s Creed è clamoroso, ma a livello ludico non funziona. E’ un vero peccato. Il nono posto però se lo aggiudica. Lo trovate per Ps3 e Xbox360; uscirà anche per PC nel corso del 2008.

8. The Witcher: il fascino dell’ambiguità.
Trovo che The Witcher sia un prodotto poco compreso. Molte recensioni l’hanno quasi snobbato mentre io trovo che il lavoro di Cd Projeckt, team di sviluppo polacco, sia davvero pieno di attrattive. Innanzitutto attualizza finalmente il concetto di hack’n’slash, sdoganandolo da un punta e clikka “mascherato” e semplicemente più frenetico. Inoltre finalmente si rivedono idee mature su trama e concetto: perchè un videogioco deve essere sempre bambinesco? Se c’è il bollino 18+ allora è anche giusto che prenda delle posizioni su temi adulti, o meglio ancora le faccia prendere al giocatore. The Witcher mette in pratica proprio questo concetto, lasciando a chi guida Geralt il Lupo Bianco ampia libertà di scelta morale; ma nel mondo fantasy più oscuro e ambiguo che si sia mai visto le scelte giuste non esistono. Lo scoprirete rimanendo ammaliati mano a mano che la trama si dipana. Disponibile unicamente per PC ma sembra che uscirà anche per Xbox360, prima o poi.

7. Okami: un quadro interattivo.
Il canto del cigno del defunto clover studio di Capcom è qualcosa di impagabile. Un capolavoro sotto ogni punto di vista, incompreso dal grande pubblico ma osannato dalla stampa specializzata. A patto di avere la pazienza per affrontare le circa 50 ore di avventura a base soprattutto di arte e filosofia giapponese. Folklore misto a leggende del Sol Levante, quelle che si tramandano da secoli. Okami è la storia dello spirito della natura in lotta contro l’oscurità. Un monito ecologista dove il nero nemico somiglia all’inquinamento e dove il combattimento è fatto a colpi di pennellate che fanno rifiorire gli alberi o trasformano i nemici in natura. Qualcosa di poetico, toccante e artistico ma non solo; anche un gran videogioco, pieno di innovazioni evidenti. A piacimento si può trasformare l’area di gioco in un quadro dove disegnare per scoprire i segreti o attivare potenziamenti. Unico neo, la poca originalità della struttura di gioco, praticamente identica ad un qualsiasi episodio di Zelda. Il gioco uscì nel 2006 per PS2 in America ma è stato distribuito nel 2007 in Europa quindi va bene nella top ten di un blog italiano. La sua conversione per Wii è in dirittura d’arrivo nel 2008.

6. Halo 3: la battaglia è finita!
Il gioco più pubblicizzato della storia, uno dei più grandi successi commerciali dell’industria anche a lungo termine. Un’evento mediatico incredibile. Una chiara icona. Master Chief, spiace dirlo ad un “nintendaro” come me, è il Mario dell’Hardcore gamer. Il simbolo di una generazione cresciuta con i videogiochi e ormai non più adolescente. L’eroe leggendario si rivolge più a me che ai ragazzini e il titolo programmato da Bungie è perfetto per l’occasione. Frenetico e adrenalinico, Halo 3 in single player vive di momenti: molti bassi e pochi alti che però valgono la candela. Ma la vera potenza di questo gioco è il multiplayer e la community che si batte in mappe perfette come Epitaph o High Grounds. Farò un’altra affermazione che non avrei mai pensato di fare ma che è essenziale da accanito sostenitore del multiplayer su PC: Halo 3 è perfetto su internet. Semplice e intuitivo ma allo stesso tempo incredibilmente profondo. Esclusiva Xbox360.

5. Call of Duty 4: la guerra moderna fa paura.
Il capolavoro Infinity Ward è scioccante. Innanzitutto è graficamente senza paragoni. Ho opinione che, se si esclude Crysis (che tanto scatta anche con un computer psionico), Call of Duty 4 rappresenti l’eccellenza in quest’anno videoludico estremamente convincente. Anche a livello di effetti sonori siamo in presenza di un’esperienza che difficilmente si dimentica. Questi due fattori, uniti ad un gameplay studiato in ogni minimo particolare, rendono Modern Warfare la più realistica simulazione bellica mai creata. Già non sarebbe poco. Ma i pregi di questo titolo non finiscono qui; dopo la superficie c’è il succo: la guerra moderna fa paura. E’ fredda, senza sentimenti o eroismi. Bisogna solo uccidere in maniera cieca tutti coloro che non portano la stessa uniforme. Crudo ma reale e il gioco cattura queste sensazioni. Poi tutto finisce, il single player intendo, in poche ore. E poi bisogna riporre il dvd sullo scaffale della ludoteca? Assolutamente no. Il multiplayer, sebbene non certo innovativo, sta scalzando quello di Halo 3 dalle classifiche del Live, Resistance dal PSNetwork e su PC è diventato già un successo planetario. Chiunque si sta affrettando ad organizzare un torneo per COD4 perchè è l’Esport del futuro. Basta per convincervi ad averlo? Per PC/Xbox360/PS3 (anche DS, ma il gioco è ovviamente diverso)

4. God of War 2: la violenza è affascinante.
Kratos è tornato. Ave Dio della Guerra. La ridiscesa dall’olimpo di uno dei personaggi più carismatici della storia dei videogiochi è stata una delle esperienze dell’anno senza ombra di dubbio. Mentre PS3 arrancava con le vendite il vero blockbuster Sony è uscito su PS2: ha i muscoli delle grande occasioni e una voglia insaziabile di uccidere mostri. Tra inquadrature al fulmicotone e cut scene epiche il massacro dei nemici è qualcosa di assolutamente estremo. Ma anche di estremamente divertente. Sebbene il titolo non abbia avuto l’impatto del primo episodio, come era lecito aspettarsi, SCEA è riuscita a correggere i pochi difetti e a migliorare tutti gli aspetti possibili offrendo ai giocatori un’esperienza lunga, rigiocabile e con pochissime sbavature. Epico, violentissimo e bello anche da vedere, non solo da giocare God of War 2 rappresenta un must di quest’anno, senza alcun dubbio. Forse grande merito di questo giudizio va all’ambientazione: l’antica Grecia fantasy è un posto fantastico dove combattere. Niente multiplayer, ma questo è davvero un difetto per titoli di questo tipo? Esclusiva PS2.

3. Bioshock: rapito in fondo al mare.
Se vedete Bioshock qua vuol dire che ho qualche rotella fuori posto vero? Forse avete ragione: praticamente tutti hanno considerato l’affascinante titolo 2kGames come gioco dell’anno. Anche io mentre ci giocavo, effettivamente, ho avuto la stessa impressione. Bioshock mi ha completamente rapito: mentre lo stavo giocando il mio pensiero mentre andavo al lavoro, mentre andavo al cinema, mentre stavo con gli amici, era tornare a casa e immergermi in Rapture. Ero letteralmente catturato. Peccato per la brevità dell’esperienza e per lo scontro finale, un pò deludente. Il resto è pura arte videoludica. Bioshock emoziona, Bioshock terrorizza, Bioshock rapisce, Bioshock impegna, Bioshock trasporta. Trasporta il giocatore in una città diversa, nelle profondità marine con stile e ricercatezza. Il lavoro di programmatori nel ricostruire un’ambientazione anni ‘60 affascina stanza dopo stanza. I primi 10 minuti sono il punto più alto, a mio avviso, di un qualunque FPS, da sempre. Compratevelo, fatevi un favore: per Xbox360 o PC.

2. The Legend of Zelda: Phantom Hourglass: la scoperta dell’acqua calda.
Questo titolo non è al secondo posto perchè sono un “Nintendaro”. Questo gioco non è sopra a tutti gli altri campioni di incassi perchè mi hanno pagato. Zelda non è nuovamente “quasi” sul trono perchè io l’ho sempre adorato. No. The Legend of Zelda: Phantom Hourglass è effettivamente uno dei giochi più incredibili di quest’anno. Perchè il suo concepimento passa per un sistema di controllo totalmente nuovo, quello del Nintendo DS, mai utilizzato nelle sue intere potenzialità; fino ad adesso. Non riesco nemmeno a descrivere quanto giocare con un pennino e due schermi ad un capitolo di Zelda possa risultare intuitivo e divertente. Sembra la scoperta dell’acqua calda: sembra che la saga aspettasse proprio dei controlli simili. Purtroppo le mille innovazioni presenti in questo gioco non sono facilmente elencabili a parole: farvi capire perchè la nuova avventura del “bambolo” in verde è al secondo posto mi risulta terribilmente complicato. Link si muove, salta, combatte, tutto utilizzando il pennino: gli oggetti come il boomerang ora hanno un senso, tracciando il percorso da fare con una semplice linea. Ogni castello ha una piccola “chicca” e costringe il giocatore a pensare: finalmente! Non più solo frenesia, non sparare ad ogni bersaglio. Ma ciò che veramente eleva questo titolo è la possibilità per tutti di usufruirne grazie al DS. Finalmente anche i vostri genitori, ragazze o nonni ;) potranno giocare ad un capitolo di Zelda: gustarne la delicatezza, il sognante “Fanciullino” che risiede intorno ad ogni pixel. Esclusiva Nintendo DS.


P.S.Ricordatevi che questa sera c’è Il Bar Dell’Esport e Dintorni!!!!!!!!!!

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