Ormai deciso che ho bisogno d’aiuto. Da solo non ce la faccio a liberarmi della mia dipendenza. Non mi riconosco più, le mie azioni mi sembrano distanti e io sono lontano da ciò che mi rendeva felice anni fa. Tutto per colpa della droga. Basta ho deciso, ora entro qui dentro e provo a farmi aiutare. Sulla porta c’è appeso un cartello: Centro alcoslisti e narcotici anonomi. Da fuori comincio a sentire una persona che parla ad alta voce. Avanzo e prendo posto vicino alle persone che spero mi aiutino ad uscire dal mio tunnel. Ho tanta paura.
“…e quindi dopo anni la droga mi ha divorato. Ho perso il lavoro, e l’affetto della mia famiglia. Ma ora sono qui con voi per provare a ricominciare. Vi ringrazio e vi abbraccio tutti”
Clap, clap clap “Bravo Mickey bravo” “Puoi uscirne Mickey!” “Ce la puoi fare” clap clap clap
“Grazie a queste riunioni sono quattro mesi che non mi buco!”
“Bravo!!!” Clap clap clap “Grande Mickey”
“Complimenti Mickey. Puoi riprendere il tuo posto e ti prego di continuare così. Intanto io inviterei il nuovo arrivato a farsi avanti. Sali sul nostro palchetto e presentati. Siamo ansiosi di conoscerti!”
Mi alzo, sudo molto, ma riesco a trascinarmi verso al pulpito.
“Prego prego. Quello è il microfono, non aver paura: qui siamo tutti tuoi amici e vogliamo solo aiutarti!”
“Salve a tutti. Mi chiamo AKirA e anche io ho un problema… sono un drogato”
“nooo. Buuu. Abbasso la droga!!”
“La mia droga sono i punti achievement e purtroppo non riesco a farne a meno”
“Eh… cosa? I punti achievement? Sarà un nuovo tipo di buco che si pratica solo in alcune parti del corpo…”
“Da quando l’ho scoperta scelgo i miei videogiochi solamente in base alla quantità di punti che riuscirò ad aggiungere al mio gamerscore. Se un gioco ha achievement impossibili ma è un capolavoro, non lo prendo in considerazione, mentre se un titolo mi permette di conquistare 1000/1000 in maniera più o meno facile, ma è una nefandezza ludica, allora lo compro subito.”
“Sono diventato un tossico dipendente di obiettivi digitali piano piano. Inizialmente ritenevo gli achievement una cosa futile, quasi senza senso. Mi chiedevo come fosse possibile passare ore e ore della propria vita cercando di salvare otto donne contemporaneamente in Dead Rising (totalmente impossibile) oppure trovando i 200 piccioni (equivalenti all’1% sul totale del gioco) in Grand Theft Auto 4. Dopo qualche mese invece ero completamente assuefatto anche io. L’ho notato da alcuni comportamenti davvero innaturali che i miei amici hanno descritto come classici della dipendenza da achievement. Così mi hanno consigliato di rivolgermi ad un gruppo di ascolto, ed eccomi qua”.
“Innanzitutto ho completato totalmente il gioco gratuito Dash of Destruction, una trovata promozionale di una nota marca di patatine americana: un titolo che definire infimo è poco (è un insulto ai videogiochi), con cui però ho guadagnato ben 200 punti in meno di un’ora! Wow”
“Poi mi sono ritrovato ad andare in giro munito di memory card per le case dei miei amici cercando di scroccare qualche punto in giochi che non posseggo. Connettevo il profilo e spesso mi è bastata una canzone a Guitar Hero o Rock Band per avere una manciata di punti in più: endorfina pura che scorre nel mio cervello. Inoltre passo ore sull’Xbox nella sezione confronta giochi, per cercare di capire che tipo di giocatori sono i miei amici e ovviamente per sincerarmi di avere più achievement di loro. Per questo quando loro vengono a casa mia trovano stuccate le porte per la memory card della mia console. Perché devo avere sempre almeno un punto in più di tutti ad ogni gioco comune!”
“Col passare del tempo i sintomi della mia dipendenza sono divenuti più gravi. Mentre videogioco non riesco più a godere delle meccaniche ludiche, della trama o della grafica. Il suono emesso dalla console al conseguimento di un obiettivo ormai è per me come il fischio per i cani di Pavlov: mi aumenta la salivazione e spesso sbavo. Purtroppo mi è capitato ricevere una notifica di un amico che si connette online, stesso identico suono dell’achievement unlock, mentre ero impegnato a sbloccare un nuovo obiettivo. La mia reazione, che mesi fa era salutare l’amico appena connesso, è andata via via peggiorando. L’insoddisfazione di aver pensato ad un nuovo obiettivo sbloccato sentendo quel suono per poi scoprire che invece si trattava solamente di un inutile rompicoglioni appena connesso, alla lunga mi stava facendo impazzire. Ho quindi deciso di eliminare tutta la mia lista amici. Per non avere nessuno che mi disturbi mentre cerco achievement: ovviamente oranon posso neanche più confrontare i giochi con loro e sono rimasto solo”
“Ma i miei problemi non finiscono qui: scrivo di videogiochi e dovrei essere informato, giocando praticamente tutto ciò che merita. Non è più così. Quando devo recensire un titolo per Wii o PS3 copio e incollo una recensione letta su internet perché non avrei achievement. Tempo perso! Invece quando ho scoperto che i Games for Windows Live su PC avevano i punti obiettivo e che gli stessi si possono sommare a quelli della propria gamerscore su Xbox ho avuto un’erezione: almeno adesso posso ritornare a giocare su computer, solo ad alcuni titoli, ovviamente”
“Ci sono tante altre cose che vorrei raccontarvi sulla mia dipendenza, ma ora devo andare via: ho lasciato un joypad attaccato e l’Xbox accesa per fare uno dei classici achievement a tempo, “gioca 24 ore”, e tra circa 20 minuti avrò altri 50 punti obiettivo!”
“Scappo a casa, non vorrei mai perdermi il plink”


Su Inside The Game una cosa ci è sfuggita: parlare del servizio OnLive. Si tratta di un metodo ludico “server side” che sfruttando il cloud computing promette di far arrivare qualunque videogioco, senza limiti di piattaforma, su un normale televisione. E se vi dicessi che ora stanno portanto questa tecnologia su qualunque “schermo”, telefonini compresi?
