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Microsoft svela le edizioni limitate di Halo Reach…ed io ho un infarto. [Notizia Xbox 360]


Ci siamo… pochi maledetti giorni ci separano dal lancio ufficiale della beta di Halo Reach (in cui mi aspetto di ritrovare ognuno di voi!) e Microsoft ci mette il carico da novanta: sono state infatti svelate le edizioni limitate che accompagneranno l’uscita del gioco vero e proprio a settembre prossimo.

Come avvenuto per il lancio di Halo 3, anche questo nuovo capitolo presenterà tre differenti edizioni:

1) Standard Edition: Gioco base, libretto di istruzioni base, scatola base…prezzo 59 euro (guai a chi si compra questa!)

2) Limited Edition: Oltre alla scatola con il gioco troveremo una confezione ONI blackbox, un’armatura per gli Elite da usare nel multiplayer e il diario del Dr. Halsey con tutte le notizie riguardanti la guerra su Reach e sulle varie fazioni schierate! Tutto questo ben di Dio (che potete osservare nell’immagine qui sotto) a soli 69 euro, davvero un affare!

halolimite

E poi…..ci sarà una Legendary Edition proprio come avvenuto per Halo 3 (e chi vi scrive lo fa mentre accarezza amorevolmente il suo casco di Master Chief)!!! La mostruosa edizione leggendaria conterrà al suo interno tutto il contenuto della limited edition, ed in più avrà un’armatura esclusiva per gli Spartan nel multiplayer, una confezione simile alle scatole di rifornimenti della UNSC e attenzione notizia delle notize, una sorta di diorama numerato e dipinto a mano dagli artigiani della McFarlane Toys (che tutti conosciamo come i migliori in fatto di action figures) in cui sono rappresentati tutti i membri del Noble Team protagonista di Halo Reach….il tutto, purtroppo, per 150 euro!!!

halolegend

OMMIODDIO!!!!!! Ma quanto sono belli i modellini degli Spartan?? E soprattutto quanto è nerd questa legendary edition??? Permettetemi un appunto da puro fanboy, ma in quanto a scelte di Marketing per le edizioni limitate Microsoft non è seconda a nessuno! Dopo il casco di Master Chief, il Lancer di Gears of War 2 e il romanzo di Alan Wake, questa notizia mi ha praticamente steso! E voi cosa farete, lettori di Inside The Game? vi accontenterete della limited o, come il sottoscritto, consegnerete ridendo istericamente i 150 euro nelle mani del negoziante per stringere tra i vostri tentacoli i preziosi Spartan??? Io entro ufficialmente in silenzio stampa…voi commentate pure qui sotto!

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Microsoft rivela Gears of War 4 !?!? [news Xbox 360]


Non saltate sulla sedia! Microsoft non ha annunciato Gears of War 4, ma ci è andata molto molto vicina! E’ di questa settimana la notizia che ha fatto il giro della rete, ovvero l’uscita tra un anno esatto del terzo capitolo della fortunata saga Epic sulle gesta di Marcus Fenix, capitolo che dovrebbe concludere la storia della squadra Delta in perenne lotta con le mostruose Locuste per il dominio di Sera.

Tuttavia Microsoft tiene a puntualizzare che Gears of War 3 metterà la parola “fine” solamente alla storia di Marcus e compagni, mentre tutta una serie di punti oscuri riguardo il futuro della razza umana potrebbero essere ripresi per titoli futuri. Insomma, se Gears of War ad ogni sua uscita vende milioni di copie, tanto da aver usurpato alla saga di Halo il ruole di “mascotte ufficiale” dell’Xbox 360, perchè fermarsi ad una trilogia?

Dunque, pur rimanendo nel fumoso mondo dei rumors, è lecito aspettarsi nuovi giochi in futuro (magari sulla presunta Xbox 720) ambientati nell’universo di Gears, sia che si tratti di sequel sia che si tratti di prequel. Con un discorso del genere è facile incappare nel paragone con l’altra fortunata serie Microsoft, quella di Halo che, conclusa la storia di Master Chief al terzo capitolo, si prepara a sbarcare a Settembre con un’avventura che fa da prequel all’originale, ma che sembra avere tutte le carte in regola per divenire il nuovo metro di paragone degli fps multiplayer online.

Quindi mi chiedo…è giusto continuare ad utilizzare un brand famoso anche se la relativa storia ha avuto una degna conclusione? Siete d’accordo con la politica Microsoft (in questo caso, ma la domanda è riferita a tutte le case produttrici) di spremere un nome che vende, o preferireste invece nuovi IP e un posto nella storia per i franchise più vecchi? Personalmente sono favorevole a questi spin-off a patto che riescano nell’ardua impresa di migliorare la saga base, ma se devo trovarmi ogni anno un “more of the same” solo perchè il nome fa vendere e gli sviluppatori si sforzano di meno, allora non ci siamo proprio! Pollici in alto allora per Halo Reach, che al momento sembra migliorare Halo 3 sotto ogni punto di vista, ma Gears? Che ne pensate? Non trovate che prima di abbandonarsi a progettare futuri giochi si dovrebbe pensare a far uscire gli attuali con tutti gli accorgimenti che meritano? Insomma, io sono un cultore del multiplayer di Gears of War, ma sono dell’idea che con Gears 2 la Epic abbia fatto un clamoroso passo indietro, dato che è diventato praticamente impossibile giocare una partita senza lag, cheaters e chi più ne ha più ne metta…E voi, assidui lettori di Inside The Game cosa ne pensate? Il buon vecchio Dollmasterz può dormire sonni tranquilli o gli rovineranno Gears of War una volta per tutte?

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L’inferno di Sam Fisher [trailer di lancio di Splinter Cell Conviction]


Manca davvero poco ormai all’uscita di Splinter Cell Conviction, il quinto capitolo della saga dedicata all’agente NSA, e Ubisoft ci delizia con l’ultimo trailer dedicato al gioco.

Veramente un video fantastico, che mette bene in chiaro cosa dobbiamo aspettarci dal nostro Sam Fisher in questa sua ultima incarnazione: Vendetta. Eh sì, vendetta, perchè Sam vuole scoprire chi ha ucciso sua figlia e non si fermerà davanti a niente e nessuno per ottenere le risposte che cerca! Il trailer, con un taglio particolarmente cinematografico, mostra scene di grande intensità e soprattutto di grande violenza, ed è subito palese che l’agente NSA non è più l’eroe senza macchia tipico delle produzioni americane, anzi! Probabilmente il nuovo Sam Fisher è molto più vicino ad un antieroe a giudicare dalla rabbia cieca con cui compie la proprio caccia all’uomo (nel video Sam dichiara che l’unica cosa che i suoi nemici possano fare è pregare!).

Riguardo al gioco in sè, che ha rischiato per lungo tempo di diventare un vaporware alla pari di Duke Nukem Forever, ricordiamo che è prevista una modalità single player, una modalità multiplayer online, e l’ultima sorpresa molto gradita annunciata da Ubisoft: una vera e proprio campagna da giocare in cooperativa che si colloca temporalmente tra Splinter Cell Double Agent e Conviction. In ultimo, il trailer ci segnala che l’acquisto della nuova avventura di Sam Fisher assicura un posto nella Beta multiplayer di Ghost Recon Future Soldier (yummy!), un pò come avverrà per i possessori di Halo 3 ODST con la beta di Reach.

Splinter Cell Conviction sarà disponibile nei negozi in edizione limitata e normale dal 16 aprile  per Pc e Xbox 360.

Si dice che quando pianifichi la vendetta debba procurarti due tombe: una per il tuo nemico, e una per te stesso. Posso dirvi, già da ora, che due tombe non saranno affatto sufficienti.

- Sam Fisher

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I dieci videogiochi più costosi della storia [Classifica Top 10 ]


Ogni tanto i casi della vita mi stupiscono profondamente. Qualche sera fa mi è successa una cosa strana, per esempio. Ero con mia moglie e le ho fatto ascoltare una cover di Under The Milky Way eseguita dai Kill Hannah chiedendole se conosceva la canzone originale o meno. Il giorno dopo abbiamo visto una sola puntata di Prison Break (la serie che ora sto guardando… lo so arrivo in ritardo) e tra tutte quelle già viste o da vedere è capitata proprio una in cui, inizialmente, la colonna sonora era proprio Under The Milky Way originale!

Simpatico no? O quantomeno curioso. Ripeto: spesso mi succedono cose simili e sembra che i fili della vita non abbiano poi un destino così casuale. Ogni tanto certe cose sembrano “scritte” ;) .

Molti a questo punto si chiederanno: “perchè ci racconta tutto questo?”.

E’ una bella domanda che ha una risposta molto banale: nel mio cervello, scrivendo il titolo di questa news, ho fatto questa curiosa associazione di idee: come è possibile che il primo e il secondo gioco più costosi della storia dei videogiochi siano entrambi degli acronimi con GT all’interno? :)

Ok, capisco il vostro stupore e capisco anche che molti di voi staranno dicendo: “Questo è pazzo”.

Me ne rendo conto e… lo accetto. In questo mondo essere normali è comunque la più brutta maledizione quindi non solo lo accetto, me ne vanto della mia pazzia ;)

Comunque sia, ripeto: non è strano? Il primo videogioco più costoso della storia ha un acronimo simile a quello del secondo. Cioè… si erano messi d’accordo prima? :) Direi di no. E allora vale il mio discorso: i casi della vita sono suptefacenti!

E detto questo ecco a voi la top 10 dei videogiochi più costosi (quelli col maggior budget) della storia di questa giovane industria e i relativi budget. Devo dire che da qualche posizione sono sorpreso… non pensavo che Halo 3 fosse costato così tanto (probabilmente molti milioni di dollari saranno spese di pubblicità e promozione). Inoltre è altrettanto sorprendente che nella classifica dei 10 giochi più venduti della storia non figuri nessuno di questi titoli quindi, probabilmente, il successo di un videogioco non è solo questione di soldi. Sarebbe interessante sapere anche quanto hanno incassato i seguenti titoli per vedere chi ci ha guadagnato (sicuramente GTA4) e che ci ha perso (Too Human).

10: Killzone 2 – 45 milioni di dollari
9: Final Fantasy XII – 48 milioni di dollari
8: LA Noire - 50 milioni di dollari
7: APB – 50 milioni di dollari
6: Halo 3 - 55 milioni di dollari
5: Metal Gear Solid 4 - 60 milioni di dollari
4: Too Human - 60+ milioni di dollari
3: Shenmue – 70 milioni di dollari
2: Gran Turismo 5 (GT5) – 80 milioni di dollari
1: Grand Theft Auto 4 (GTA4) – 100 milioni di dollari

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Donne e motori? No, donne e videogiochi! [video divertente]


Se la mia ragazza mi straccia a Zuma e a Band Hero, questo non vuol dire che faccia lo stesso su Forza 3 e Halo, ragion per cui quando ci gioco lei se ne sta alla larga. Evidentemente il ragazzo del video non sapeva a cosa andava incontro.

Il video mi sa comunque di super fake, le reazioni della ragazza sono esageratissime e il “niente sesso per un mese” é un cliché bello e buono. La console poi non é neanche collegata al televisore!

Un 10 va peró alla reazione del ragazzo dopo la sfuriata ricevuta, secondo voi cosa stará pensando?

  1. Povera Priscilla, l´ho ferita, ha ragione a essere in collera con me, adesso cenetta romantica e mille rose rosse per farmi perdonare.
  2. Addio cara compagna di innumerevoli nottate giocate in multi su Halo 3, non scorderó mai il fantastico rumore di sega circolare che producevi ogni volta che inserivo un disco. Non temere, la tua vendetta sará consumata col sangue!

A parte gli scherzi, vi é mai capitato di avere una reazione del genere? Raccontatecelo!

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Non gioco online (e non sono il solo) – parte 1: "are you experienced?"


C’ho provato.

Il Dio del Videogame™ sa che c’ho provato. Magari senza tanta convinzione, ma conta lo stesso.

Io faccio parte di quella (neanche tanto) sparuta schiera di videogiocatori che non gioca online, e non perchè non possa: chi mi conosce sa che a casa ho una connessione ADSL decente, tutt’e tre le console di questa generazione, un Nintendo DS e il PC su cui sto scrivendo che, pur non essendo nuovissimo, mi ha permesso di aggirarmi per il Cyrodiil senza troppi problemi, quindi diciamo che l’hardware ci sarebbe anche.

E’ proprio lo stimolo che manca.

La mia concezione di videogame è riassumibile con due parole: “esperienza personale”; per me ogni gioco, dallo shoot ‘em up al RPG, è un’avventura da vivere, e nel 99% dei casi preferisco farlo da solo.

Chiariamoci, io amo il multiplayer, ho bellissimi ricordi legati a furiose sessioni multigiocatore (rigorosamente in locale) su tantissimi giochi per quasi tutti i sistemi dal C64 in poi, ma non c’è paragone: prendersi il proprio tempo (sempre meno, purtroppo), scegliere con cura cosa giocare, stravaccarsi sulla propria poltrona preferita e guardare il gioco scelto caricarsi, per il sottoscritto ha lo stesso effetto benefico di una doccia calda quando fuori nevica.

A questo punto si potrebbe pensare che il multiplayer online sia l’unione perfetta di questi due modi di giocare tanto diversi eppure entrambi a me graditi e familiari; d’altra parte sei tu, il tuo joypad e il tuo gioco, il più vicino degli altri giocatori se va bene è a un centinaio di chilometri, ma nel contempo è come se fossi in compagnia, con tutti i vantaggi ed il divertimento di giocare con altri esseri umani. E invece per il sottoscritto il risultato è inferiore alla somma delle parti.

Poichè però sono un tipo curioso e ormai il multiplayer online te lo mettono anche nel pacchetto di affettati che prendi al supermercato, tempo fa ho deciso infine di riprovare. Riprovare, sì, perchè diversi anni fa tentai un timido approccio su Ultima Online che è durato il tempo di un tutorial: uscito nel mondo aperto ho girato senza meta per un po’, per essere poi placcato da un altro novizio che ha iniziato a bombardarmi di domande e che mi ha seguito continuando a chiedere finchè non sono uscito dal gioco. Per essere sicuro di non reincontrare il mio nuovo, petulante amico, una volta fuori ho disinstallato il tutto.

Ad ogni modo dicevo, circa un anno fa, trascinato dall’entusiasmo di altri giocatori di mia conoscenza, ho deciso di riprovare;  non avevo ancora la PS3, quindi approfittando di un mese di abbonamento gratuito allegato a GTA IV sono diventato un utente Gold del Live senza spendere una lira. La scelta del primo gioco, nonostante per 360 avessi anche il succitato gioco Rockstar, Halo 3 e Gears of War, è caduta su Burnout Paradise, probabilmente perchè mi è sembrato il titolo ideale per poter fare i primi passi senza essere crivellato di headshots da un qualunque ragazzino cresciuto a pane e Modern Warfare.

La scelta del gioco è stata oculata e, pur non essendo dotato di cuffia e microfono (o forse grazie a questo..), la prima prova è stata positiva: qualche trofeo sbloccato, qualche sfida vinta, qualcuna persa e divertimento più che sufficiente tanto che, nonostante detesti l’idea di dover sborsare soldi ulteriori rispetto a quelli spesi per l’acquisto dei giochi, il mese successivo ho persino rinnovato l’abbonamento, spendendo ben 6€ (!!!).

Qualche altra partita, poi semplicemente la passione si è spenta.

Halo 3 e Gears non li ho neanche provati, dovendoli ancora affrontare seriamente in single player e non essendo sicuramente un asso nei rispettivi generi.

Fast Forward. Qualche mese fa, complice l’arrivo della PS3 ed la gratuità del Playstation Network, decido di riprovarci; i titoli prescelti sono ben due, Little BIG Planet e Metal Gear Online, il primo più vicino ai miei gusti, il secondo a quelli della massa: nella mia distorta (?) visione del gioco online ci vogliono almeno un paio di fucili per poter dire di giocare online “seriamente”…

Per indorarmi un po’ la pillola provo LBP con due amici, residenti dall’altra parte d’Italia ma fidati; anche stavolta la cosa dura poco: terminati un paio di livelli “ufficiali” per recuperare oggetti altrimenti irraggiungibili e provati un paio di stage creati dagli utenti, saluto e mi disconnetto. Nonostante il piacere di giocare con persone conosciute, mi mancava la possibilità di proseguire i livelli con i miei tempi, di guardarmi intorno, di apprezzare i particolari.

Di lì a poco tempo faccio infine un ultimo tentativo con Metal Gear Online. Non è il mio genere, non c’è nessuno che conosco che ci giochi e il rischio di trovare adolescenti con un ormonale desiderio di prevaricazione è altissimo, ma dovevo provarci.

Il risultato è stato per me inaspettato (ah, beata ingenuità!) e abbastanza deprimente: ho aspettato quasi un quarto d’ora del mio risicatissimo tempo per trovare qualcuno, entriamo in due nello stage, incredibilmente lo becco un paio di volte dopo ricerche estenuanti e lui per tutta risposta si disconnette a metà partita lasciandomi lì a prendere la neve con il mio avatar minuziosamente customizzato.

- continua -

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Limited edition e la volubilità di un giocatore


Sono un ingenuo. Già da qualche anno credevo di aver visto tutto il campionario di possibili gadget e aggeggi vari allegati ai videogiochi di nuova uscita per convincerci a comprarli. Quelle che normalmente nominiamo “limited edition“, che tra l’altro di limitato hanno ben poco, piano piano si stanno trasformando in una pura e semplice edizione di lusso, che a prezzo maggiorato (spesso anche parecchio) non fa altro che riempirci la casa di inutili cianfrusaglie.

L’attrazione che alcune di queste iniziative eserciano su di me è ondivaga: a volte non riesco a pensare ad altro (GTA IV), a volte le ignoro completamente (Modern Warfare 2).
Apprezzo particolarmente quelle originali, ben realizzate e magari di qualche utilità: la cassettina di sicurezza di Rockstar ospita i miei beni più privati, mentre la borsetta sportiva, per non correre il rischio di rotture o abrasioni, se ne sta da una parte, inutile e inutilizzata.

Ormai è di gran moda il box di metallo, nato probabilmente con Halo 3 e ormai visto e rivisto (ad es. in Mass Effect ed è pronto per il seguito…): carino la prima volta, ma dannatamente voluminoso e quindi inutile a lungo andare.
Dragon Age Origins con la sua mappa in tessuto riesce a essere di classe, ma nel futuro salotto di casa mia difficilmente troverà spazio la riproduzione di un mondo fantasy…

Insomma, hype a parte è molto difficile, anche senza considerare il maggiore esborso necessario all’acquisto, considerarle indispensabili.
A meno che non parliamo dell’action figure di Altair (per il primo Assassin’s Creed) o lo splendido Pip Boy di Fallout 3, o di gadget come magliette o accessori davvero rilevanti (furoreggiano le penne usb, soprattutto nei press kit), resto un fervente oppositore di queste iniziative.
Poi, stamattina l’ho visto. In legno, poco funzionale, decisamente ingombrante e completamente inutile: ciononostante, lo voglio con tutte le mie forze e ritorno ad essere un semplice schiavo di regole di marketing efficacissime. Non potrò averlo purtroppo, ma di cosa vi sto parlando? Di questo:

Fico eh? Unico difetto riscontrato è nella musichina, veramente bruttarella: avesse avuto quella degli scrigni di Ocarina

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LEGO Zanzibar, The Battle of the Brick [Video Trailer]


Dopo 6 anni circa di lavorazione, finalmente arriverà nel 2010 questo meraviglioso corto di 25 minuti interamente realizzato con i LEGO e riguardante l’eterna lotta tra Red e Blue sulla mappa multiplayer di Halo 3, Zanzibar. Il trailer è a dir poco fantastico, aspettiamo di vedere l’opera completa!

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I primi premi per gli avatar sono tra noi ma… come ottenerli? [guida]


Annunciati dall’ultimo aggiornamento corposo della dashboard eppure ancora invisibili. Sono i premi per gli avatar, gli unici oggetti con cui personalizzarli con un doppio vantaggio: sono carini e soprattuto gratis!
Left 4 Dead 2 li avrà, nel frattempo su 3 titoli già dipsonibili sono finalmente stati sbloccati: in Halo: ODST, Lips e in ‘xplosion Man. Ma come diavolo si ottengono? Seguitemi  e lo scoprirete ;)

Anzitutto, urge fare una premessa: per ora sono stati annunciati quelli dei suddetti titoli, ma ancora non si sa da quando potremo sbloccarli effettivamente.
In ogni caso una flebile luce si irradia su modalità di ottenimento e effettiva utilità: sono fondamentalmente legati agli obiettivi di gioco (vengono quindi attribuiti al conseguimento di un achievement) e… non servono a nulla se non a rendere il vostro avatar più carino.
Ancora non è chiaro cosa succeda per esempio se avete GIA’ ottenuto il particolare obiettivo prefissato per averli, e questo mi preoccupa un po’.

In ogni caso, soprassediamo per il momento su quelli di ‘xplosion Man e Lips, che sono semplici magliettine griffate del gioco (o peggio ancora: stivaletti alla moda e roba varia), per puntare ai più ricchi, quelli di Halo ODST:

1) la prima cosa da fare è ASPETTARE che venga rilasciato Halo Waypoint, il canale della dashboard che rappresenterà la summa finale di tutto il vostro storico della serie Bungie. In questa sede troverete informazioni, novità e tutto ciò che riguarda l’Haloverso, che al momento consta di Halo 3, Halo 3 ODST e Halo Wars. Pazientate quindi fino al 9 novembre, data in cui potrete mettere mani, tentacoli o appendici varie su questa novità;

2)
A) completare la Sfida Vidmaster Sopportazione (in coop a 4 giocatori, completare il 4 set di Sparatoria a livello Eroico su qualsiasi mappa) ricompensa: Elmetto Recon;
B) completare la Campagna di ODST ricompensa: Elmetto ODST;
C) completare l’obiettivo Tempi Oscuri (5 uccisioni in modalità VISR) ricompensa: maglietta di Halo ODST;
D) completare l’obiettivo Buon Samaritano (completare la Campagna senza uccidere nessun Engineer) ricompensa: armatura ODST;
E) completare l’obiettivo Turista (scaricare la mappa completa di New Mombasa) ricompensa: maglietta di ODST (diversa dall’altra).

3) visitare Halo Waypoint e…ding! Premio sbloccato!

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Microsoft potrebbe inserire la registrazione video su tutti i giochi [youtube incontra i videogiochi]


youtube logo xboxChe bella notizia, nonostante sia un rumor. Veramente una di quelle su cui riflettere, spendere mare e mare di commenti e gioire, in caso si tramuti in realtà. Da un’intervista con un non definito sviluppatore al blog Kotaku, si evince che Microsoft potrebbe star lavorando alla registrazione video in TUTTI i giochi presenti per Xbox 360. Registrazione però è una parola vecchia, nell’epoca del 2.0. Parliamo meglio di condivisione no? Perchè se io potessi semplicemente registrare il video delle mie partite e tenermelo sul mio hard disk la cosa avrebbe un valore minimo (comunque sarebbe già una gran figata). Ma avere un sito di riferimento, stile youtube, dove vedere tutti i video prodotti da tutti i giocatori sarebbe una rivoluzione.

Read the full story

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Come sbloccare l’armatura Recon in Halo 3 [curiosità]


Gli appassionati giocatori dell’fps Bungie, oltre a usufruire di un incredibile supporto grazie al sito ufficiale Bungie, godono del piacere della software house di “regalare” piccole sorprese ai giocatori più coriacei. Quando Halo 3 uscì  era possibile sbloccare il torso con la katana completando tutti gli obiettivi iniziali: ora, con l’uscita di ODST, le cose si fanno ancora più dure e ottenere la nuova armatura Recon (che ovviamente ha solo fini estetici) non sarà affatto una passeggiata.

Ecco, in tre rapidi step, come ottenerla: riuscirci sta solo alla vostra abilità!

Primo Passo
: completare le 4 sfide Vidmaster di Halo 3

Sfida Vidmaster Annuale: per ottenerlo è necessario completare l’ultimo livello di Halo 3 a livello Leggendario col teschio Ferro attivo in quattro giocatori tutti a bordo di Ghost;
Sfida Vidmaster 7 con 7: in qualsiasi playlist, ottenere il proprio settimo punto esperienza il 7 di qualsiasi mese;
Sfida Vidmaster Cranio: raccogliere tutti i teschi nascosti sulle 6 mappe Mythic;
Sfida Vidmaster Interruttore: raggiungere il rango di Tenente in qualsiasi playlist.

Passo due: completare le 4 sfide Vidmaster di Halo ODST:

Sfida Vidmaster Classico: completare un qualsiasi livello di ODST senza sparare un colpo o una granata. NB: il mio consiglio è di provarlo su Uplift Reserve, restando SEMPRE in un veicolo, schiacciare un avversario NON influenza l’obiettivo;
Sfida Vidmaster Sopportazione: su qualsiasi livello in modalità Sparatoria, superare il quarto set in quattro giocatori, a livello Eroico;
Sfida Vidmaster Deja Vu: completare l’ultimo livello a difficoltà Leggendaria con techio Ferro attivo, in quattro giocatori e senza usare Scorpion o Warthog.

Ultimo passo:

nel caso in cui abbiate ancora sanità mentale dopo queste ardue prove (alcune sono mostruosamente toste!), il gioco è fatto: un messaggino vi indirezzerà sul sito Bungie (per accedere basta usare la propria Windows Live ID) e, nel vostro registro di servizio, potrete cliccare su “unlock Recon“.
La vostra nuova meraviglia sarà nel menù di modifica dell’aspetto del personaggio!

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Halo ODST: il controverso noir Bungie [recensione]


Halo ODST è il classico titolo che mostra da subito tutti i suoi pregi, ma che alla fine lascia un bel po’ di amaro in bocca: la sua natura di espansione cresciuta troppo in fretta fino a diventare gioco completo non può che deludere chiunque si aspettasse una modalità campagna intensa e scoppiettante, salvo trovarsi per le mani un prodotto dai ritmi e dalle tempistiche molto particolari.
Per fortuna Bungie si è accorta in tempo del pericolo flop, inserendo nella confezione non solo tutto il multi di Halo 3, ribattezzato Halo Mythic, ma anche la chiave per la beta del loro prossimo prodotto, Halo Reach, che potremo provare in primavera: risultato? Tanto buon materiale a un prezzo onesto, ma…

Girovagare nell’haloverso non mi è mai piaciuto: troppo semplicistico e tutto sommato poco interessante, ha a mio parere il suo difetto maggiore nella mancanza di omogeneità narrativa: le vicende di un titolo ambientate ora prima ora dopo di quelle di un altro, col solito filo conduttore della guerra contro l’alleanza Covenant. Nel caso di ODST, come sanno anche i sassi, manca Master Chief: al suo posto un’altrettanto impersonale recluta separata dalla sua squadra dopo un lancio orbitale sulla derelitta New Mombasa, città africana sotto pesante attacco alieno.

Per lunghi tratti della campagna in singolo (cui possono partecipare 3 amici per la versione co op) il nostro eroe sarà quindi abbandonato a se stesso, tra le linee nemiche, tutto intento nella ricerca di indizi che lo portino a conoscere il destino dei suoi compagni.

Questa semplice trama non sarebbe di certo sufficiente a garantire un’esperienza immersiva, ma per fortuna interviene una perfetta scelta di regia a salvarci: una volta trovati i dati di uno dei compagni, rivivremo direttamente ai controlli di quest’ultimo tutto ciò che gli è accaduto, cambiando quindi protagonista ad ogni atto della campagna, salvo poi tornare a esplorare la città con la recluta.

Proprio le fasi cittadine risultano essere le più limitate: se nelle altre quantomeno si vivono nuovi momenti epici in puro stile Halo, tra le viuzze invece non si fa altro che andare da un punto all’altro, perslustrare l’area magari uccidendo qualche Brute e aspettare di trovare un nuovo indizio.

Per facilitare le ricerche abbiamo in dotazione un nuovo visore che contorna di colori diversi il mondo intorno a noi: oggetti ostili in rosso, amici in verde e in giallo brillante avremo gli indizi. Niente di nuovo in fondo, ma soprattutto è irritante muoversi usandolo continuamente perchè l’intera missione di svolge di notte e c’è bisogno di vedere in anticipo i nemici: così facendo si perde completamente il piacere di ammirare le tante luci artefatte di New Mombasa.

Proprio l’amosfera si presta a una duplice critica, positiva da un lato e negativa dall’altro.

Come avrete capito infatti, il vero punto debole del titolo sono le sezioni cittadine, piatte e prive di momenti esaltanti. La città è da un lato molto affascinante e misteriosa, ma in definitiva risulta poco credibile: non sembra affatto sia stata vissuta prima dell’attacco alieno. A parte i bancomat sparsi in giro e le macchine in strada, le uniche sensazioni “reali” sono date dai data disk che è possibile trovare in giro, che danno profondità e “vita” a un ambiente sterile e sospeso, in cui sembra che il grosso debba accadere da un momento all’altro salvo poi essere rimandato al solito finalone epico-apocalittico.

Bungie ci ha riempito di chiacchiere sulla differenza tra la recluta e Master Chief: uno un Talo (truppa da sbarco e infiltrazione), l’altro uno Spartan (soldato d’elite modificato geneticamente), ma in cosa si traduce concretamente questa differenza?

Se la recluta viene ferita oltre il breve limite del suo scudo, non recupererà energia col tempo, ma solo con i medikit: questo comporta che gli approcci “alla Rambo” sono sconsigliati perchè terminano spesso con la dipartita dell’eroe. L’equipaggiamento è poi leggermente diverso: un Talo non troverà mai in ODST il BR, sostituito dalla bella mitraglietta silenziata d’ordinanza, e non potrà mai combattere con due pistole. Aggiungiamo il ritorno, direttamente da Halo: Combat Evolved, della Magnum e tutte le armi viste in Halo 3 (ma non troverete neanche la Lama degli Arbiter) e l’arsenale è completo.

Tecnicamente, essendo stato usato lo stesso motore del terzo capitolo, c’è poco da dire: a parte qualche miglioria, soprattutto negli effetti di luce e di rifrazione sui metalli, siamo su livelli buoni ma mai sensazionali, mentre molte delle musiche che faranno da contorno all’azione sono perfette e accompagnano alla grande sia le ricerche che gli scontri a fuoco: peccato solo che manchi un main theme d’impatto per il livello finale.

Sul versante multiplayer, oltre alla suddetta possibilità di affrontare la campagna in quattro, abbiamo la strombazzata modalità Firefight (Sparatoria in italiano): mutuata da Gears of War 2, vede i giocatori impegnati su dieci mappe a sopravvivere alle ondate continue di Covenant.

Dopo due giorni di scontri intensissimi e tante ore di divertimento, posso dire che Bungie ha  sì copiato, ma portando tutta la sua esperienza in tema di dettagli: le famose medagliette attribuite a fine partita in Halo 3, come quella data per ogni headshot, sono state trasposte in questa sede e arricchiscono l’azione con statistiche ulteriori rispetto al conteggio delle kill. A patto di avere un gruppetto di amici con cui buttarsi nelle arene, il divertimento è enorme e la cooperazione garantita dall’avere un massimo di vite in comune: ogni errore sarà quindi punito non solo dal gioco, ma anche da compagni imbufaliti per lo spreco!

Last but non least, Halo Mythic. Qui il discorso è molto facile: il multi di Halo non è neanche paragonabile a quello di altri titoli, ma resta un vero e proprio passatempo sociale. Sul disco sono ospitate tutte le mappe uscite come DLC negli anni scorsi (21), più tre tutte nuove (tra cui Heretic, che ritorna dopo Halo 2), per un totale di ore di divertimento infinito.
Per chiunque non si fosse mai gettato in questo tipo di azione, un tentativo è obbligatorio, mentre è chiaro che per il resto dell’utenza Halo è il classico esempio di dentro o fuori, amato e odiato in parti praticamente uguali: per semplicità di accesso e possibilità di personalizzazione delle partite è  però ancora tra i top games in multiplayer e io resto dell’avviso che averne una copia a casa sia sempre necessario.

Insomma, costretto a dare una valutazione d’insieme a questo prodotto, non posso che mediare tra la delusione della campagna in singolo, l’interesse verso Firefight e l’imperdibilità del multi classico, per un voto finale pari a:

 

 

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