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Xbox 360 Slim – da Rumor a conferma? [Joystiq intervista Ben Heck: il modder più famoso del mondo]


In questi giorni si è diffusa su internet questa immagine, relativa ad una fotografia di una non meglio precisata “scheda madre” di un non meglio precisato “nuovo modello” di Xbox 360. Dall’immagine, in verità, nulla viene confermato perchè questa potrebbe essere una nuova disposizione per un modello comunque identico della console Microsoft.

Poco dopo però sono uscite altre voci di corridoio riguardanti l’utilizzo di memorie USB come storage in un futuro update del sistema operativo della console.

Aggiungiamo il fatto che, entro il 2010, uscirà il famoso Project Natal, ormai eletto come l’oggetto tecnologico più anticipato dell’universo (più dell’iPhone addirittura, a nostro avviso) e soprattutto nuovo “step” verso il futuro dei videogiochi, almeno secondo la conferenza Microsoft dell’E3.

Tutte queste informazioni, questi “indizi” lasciano davvero pensare che Microsoft non potrà certo continuare a prensentare la sua console in una sola edizione: quella del lancio. Al di là di Xbox 360 Elite varie, chip Falcon inseriti per evitare il Red Ring of Death e modifiche strutturali ad Hard Disk o joypad, l’ultima console con la X al centro è rimasta la stessa di quel lontanissimo 2 Dicembre 2005, giorno in cui per la prima volta venne distribuita nei negozi europei.

Cinque anni senza un restyling??? Non sono un esperto di storia dei videogiochi ma non credo sia mai successo o quasi, soprattutto in tempi recenti. E’ vero che di solito le riedizioni servono soprattutto verso la “fine” della vita di una macchina da gioco per cercare di rilanciarla e vendere gli ultimi esemplari prima della prossima versione, ma è anche vero che questa generazione è profondamente diversa dalle altre e probabilmente non vedremo i successori di Wii, PS3 e Xbox 360 per ancora molto tempo.

Fatta questa premessa veniamo alla notizia di oggi: Joystiq, dopo aver pubblicato le foto “rubate” di questa nuova scheda madre si è fatta aiutare a commentarle da Ben Heck, il modder di Xbox 360 più famoso del mondo o quasi. Un tizio la cui conoscenza della componentistica hardware dietro alla console Microsoft è davvero approfondita.

Il suo responso? Ebbene si: quella scheda madre potrebbe appartenere, con ogni probabilità, ad un nuovo modello di Xbox 360 che chiameremo ormai Slim per dare un termine comune a tutti ma che potrebbe essere chiamato in qualunque modo. Le osservazioni di Ben Heckendorn sono molto tecniche e talmente accurate da far trapelare anche tantissimi altri dettagli su questa nuova edizione della console. Ad esempio non c’è alcuno slot per la Memory Card, la ventola sarà laterale e non ci sarà alcun Wi Fi integrato.

Potete leggere questo e addirittura vedere uno disegno di come, secondo quessto hacker/modder, sarà la Xbox 360 Slim seguendo il link all’articolo pubblicato dal famoso Blog: Ben Heck ponders Xbox 360 Slim: Motherboard, Memory Unit support, internal hard drive

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NPD 2009: i giochi più venduti del mese e dell’anno


L’autorevole NPD, gruppo americano che si occupa di ricerche di mercato, ha da poco pubblicato i risultati delle indagini relativi alla vendita di videogiochi negli States nel corso del 2009.

Le entrate del mercato videoludico nel corso dell’anno si attestano intorno ai 19,66 miliardi di dollari (comprendendo console, videogiochi e accessori), con un calo dell’ 8% rispetto ai 21,4 miliardi del 2008.

Il gioco più venduto del 2009 nel mercato console è Call of Duty Modern Warfare 2 per Xbox 360, seguito da Wii Sports Resort per Nintendo Wii, il primo di una serie di titoli Nintendo che hanno scalato le classifiche di vendita.

Classifica titoli console/portatili per il 2009

  1. Call of Duty: Modern Warfare 2 (360)
  2. Wii Sports Resort (Wii)
  3. New Super Mario Bros. Wii (Wii)
  4. Wii Fit (Wii)
  5. Wii Fit Plus (Wii)
  6. Mario Kart Wii (Wii)
  7. Wii Play (Wii)
  8. Call of Duty: Modern Warfare 2 (PS3)
  9. Halo 3: ODST (360)
  10. Pokemon Platinum (DS)

Risultati un po’ peggiori per il mercato software PC, che con vendite per 538 milioni di dollari perde un 23% rispetto l’anno scorso

Classifica titoli PC 2009

  1. The Sims 3
  2. WoW: Wrath of the Lich King
  3. The Sims 2 Double Deluxe
  4. WoW: Battlechest
  5. Call of Duty: Modern Warfare 2
  6. World of Warcraft
  7. The Sims 3: World Adventures
  8. Spore
  9. Dragon Age: Origins
  10. Empire: Total War

Dicembre si riconferma come il mese caldo per eccellenza per quanto riguarda il mercato videoludico: “L’industria videoludica ha avuto il mese con più vendite in assoluto – dice Anita Frazier dell’ NPD – superando le vendite del dicembre scorso del 4%”.

Dal lato hardware, anche a dicembre Nintendo fa la parte del leone, con 3.81 milioni di Wii venduti; a seguire Nintendo DS (3.31 milioni), Playstation 3 (1.36 milioni), Xbox 360 (1.31 milioni) e infine PSP (654.700).

“Nella classifica di questo mese ci sono molti record per quanto riguarda l’hardware. Playstation 3 ha infranto il proprio record di vendite in un mese e ha superato per la prima volta il milione di unità vendute.” Dichiara sempre Anita Frazier, NPD “Stessa cosa per Wii e DS“.

Vittoria per Nintendo a dicembre anche per quanto riguarda le vendite software, con dati che non possono che confermare l’area di mercato composta dai cosiddetti casual gamer come una vera e propria forza trainante dell’industria con cui sarà necessario fare i conti:

Classifica vendite software dicembre 2009 (per unità)

  1. New Super Mario Bros Wii: 2.82M
  2. Wii Fit Plus: 2.41M
  3. WII Sports Resport w/WMP: 1.79M
  4. Modern Warfare 2 (360): 1.63M
  5. Modern Warfare 2 (PS3): 1.12M
  6. WII Play w/remote: 1.01M
  7. Mario Kart w/wheel: 936.100
  8. Assassin’s Creed II (PS3): 783.100
  9. Left 4 Dead 2 (360): 728.500
  10. Mario & Luigi Bowser’s Inside Story (DS):656.700

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Le donne gamers preferiscono Nintendo Wii


Nel giorno del compleanno del nostro “amato” Renato “inskin” Rossi (fategli gli auguri!!!) diamo una notizia che lo riguarda da vicino. Nintendo of America ha affermato qualcosa a cui anche un bambino aveva capito da tempo: l’80% delle giocatrici di sesso femminile gioca su Wii, anche se la percentuale è relativa solamente al mercato delle home console.

Inskin infatti è a Londra ora per festeggiare il suo compleanno e probabilmente anche per coronare il suo sogno nel cassetto: da bravo amante del Wii vuole cambiare sesso per entrare in questa percentuale tanto cara alla grande N! ;)

Ovviamente scherzo e, in caso il nostro si sia offeso, sono disposto a cancellare tutto, cospargermi il capo di cenere e andare a vedere i Need Her Liver (la band dove Renato suona la chitarra, dategli una sentita perchè non ve ne pentirete) dal vivo con una maschera da sub messa al contrario.

Nonostante questo il fatto di cambiare sesso per farsi piacere la nuova console casalinga Nintendo, forse, è davvero l’unico modo per noi “hardcore gamer” di non rompersi le scatole dopo dieci minuti. Lungi da me criticare le donne con questa frase, non ci leggete nessun senso nascosto. Tra l’altro dovrei smetterla con questa divisione (così faccio contento Kurai) tra hardcore e casual, soprattutto se mi ci metto dentro con il “noi”. Questo perchè io non mi reputo un “hardcore gamer” visto che adoro anche molti giochi considerati “casual” o console considerate tali.

Io sono un osservatore del videogioco (mi piacerebbe un giorno essere considerato un critico) e come tale gioco dove c’è un buon titolo, punto! Casual o hardcore che sia. Ciò che però mi preme dire è che, nel caso di Wii, i videogiochi sono spesso molto meno profondi di come potrebbero essere, molto più superficiali e, per questo, non mi piacciono.

Se Wii Sport avesse qualche variabile in più, probabilmente ci starei ancora giocando (chessò, un online, qualche colpo in più, un filo di profondità ecc): così come è, invece, va bene per chi non ha mai toccato un videogame.

Ecco perchè alle donne piace maggiormente il Wii rispetto a PS3 e Xbox 360 (sarei molto curioso però di sapere quali sono le percentuali reali, tenendo in considerazione anche il PC… perchè secondo me uscirebbero fuori bei numeri per i MMORPG, tantissime ragazze si sono perse in un mondo virtuale appresso ai loro fidanzati): perchè, storicamente, loro non hanno mai videogiocato.

Gli mancavano titoli dedicati ad un pubblico femminile (che NON DEVONO essere Baby and Me, per favore) che in Giappone esistono da sempre. Nel paese del Sol Levante, infatti, il videogioco femminile è già consolidato su qualunque console e chissà che lì le ragazze non scelgano la piattaforme in base ai titoli, anche se immagino che sarà comunque Nintendo a farla da padrone.

In occidente invece, le ragazze chiamano i nostri amati videogiochi “perdita di tempo” e preferiscono andare in discoteca o stare su facebook.

Dimostrazione tangibile che, anche loro, il loro tempo lo buttano alle ortiche, come noi maschietti ;)

[fonte, Joystiq: http://www.joystiq.com/2009/11/26/nintendo-80-percent-of-female-console-gamers-prefer-wii/]

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Chi “scrive” i videogiochi? [il mestiere del game designer]


I videogiochi, forti di un giro d’affari di circa 50 miliardi di dollari, sono al momento il mercato entertainment più potente del mondo. Nel 2008, infatti, hanno superato anche il mercato del cinema e della televisione mentre da anni ormai sorpassano costantemente le vendite di CD o di libri.

Era ovvio che sarebbe finita così: in un periodo di recessione e crisi, il mercato dell’intrattenimento elettronico aumenta ogni anno almeno del 20% (prima anche con percentuali maggiori). Inevitabile che diventasse un vero e proprio gigante, ora capace di influenzare l’opinione pubblica grazie a campagne pubblicitarie e marketing dai budget sempre più alti e di entrare nella cultura popolare con un appeal che pochi prodotti possono vantare.

Da passatempo per sfigati a fenomeno di massa in 25 anni: questi colorati sogni di codice binario devono avere un segreto. Per comprenderlo, è più utile chiedersi quale sia l’alchimia che utilizzano i creatori di videogiochi: ex programmatori prodigio ormai diventati “game designer”, quindi registi di videogiochi.

O sarebbe meglio dire scrittori? Nell’industria del media interattivo esistono anche sceneggiatori professionisti che si dedicano a scrivere solamente la storia e le linee di dialogo di un videogioco. Un prodotto come Gears of War 2, fiore all’occhiello degli sparatutto sci-fi di Xbox 360 sviluppato da Epic Games, si è avvalso della collaborazione di Joshua Ortega, uno sceneggiatore americano, autore di fumetti e romanzi. Ortega ha scritto episodi di SpiderMan, Batman il libro ((FREQUENCIES)) e addirittura un episodio di Star Wars Tales. Logico che per un titolo tripla AAA (significa con un alto budget: per creare un videogioco di questo tipo si sono arrivati a spendere anche 100 milioni di dollari) si sia ormai arrivati ad avvalersi delle migliori professionalità in giro, in tutti i campi: dalla grafica, agli effetti speciali, fino ad arrivare a grandi nomi di Hollywood utilizzandoli come doppiatori o attori virtuali (grazie alla tecnica del motion capture.

Ma queste sono iniziative spesso usate come specchietti per le allodole o trucchi mediatici per attirare l’attenzione della stampa e del pubblico: un videogioco farà breccia nei cuori dell’utenza anche per altri motivi. Il divertimento, ovviamente, è uno di questi: in fondo stiamo parlando di giochi. Ciò che è sicuro, comunque, è che la firma che verrà ricordata per Gears non sarà quella di Ortega, ma quella di Clifford Bleszinski, detto Cliffy B, appunto game designer del gioco. Certo però anche la trama è molto importante e delle ottime storie, unite a interazioni funzionanti, rimangono davvero nel cuore come un pezzo di vissuto. Come quella di Zelda, Ocarina of Time, considerato a gran voce il miglior videogioco della storia, capolavoro di Shigeru Miyamoto, il più famoso game designer di sempre, cioè il creatore di Super Mario e della fortuna dietro Nintendo.

Prima di “Jumpman”, questo il primo nome dell’idraulico più famoso del mondo, Nintendo vendeva giocattoli e giochi di carte nel solo Giappone: ora è una multinazionale planetaria che combatte (e recentemente vince) contro colossi come Sony e Microsoft, nell’immenso mercato dei videogiochi: non c’è dubbio che molto del merito di un tale successo vada a Super Mario e il suo papà. Entrato in Nintendo come artista, Miyamoto è stato l’ideatore di tutte le serie di successo legate all’azienda di Kyoto, compreso l’ultimo Wii Fit, che non ha bisogno di presentazioni.

Nella sua carriera, troviamo capolavori di interazione accanto a storie di rara poesia, raccontate con una sensibilità tutta orientale. Inoltre c’è sempre lui dietro alle idee sull’hardware Nintendo, spesso rivoluzionare: soprattutto le ultime due console, DS e Wii, sembrano aver attratto un pubblico mai coinvolto prima.

A questo punto verrebbe da chiedersi se questi scrittori di videogiochi debbano essere considerati solo sceneggiatori o maghi dell’interazione: sembrano anche imprenditori e creativi a tutto tondo. Come John Carmack, l’autore della rivoluzione chiamata Doom: geniale e schivo programmatore, su cui è stato scritto addirittura un libro, Masters of Doom (nel quale si legge che a quattordici anni fu arrestato per aver rubato un Apple 2 da scuola per poter programmare i suoi giochi: il referto dell’accertamento psichiatrico al momento della detenzione recita “nessuna empatia per gli altri esseri umani”), che racconta la storia della società da lui fondata: la id Software.

Nato nel 1970, Carmack è stato giudicato la decima mente più influente nella tecnologia dalla rivista Time nel 1999; ora produce razzi pronti ad andare sulla Luna (con l’Armadillo Aerospace), oltre a continuare a programmare videogiochi. Un game designer sicuramente più timido e più lontano da riflettori rispetto a Miyamoto, ma influente e rivoluzionario allo stesso modo. Dietro questi due uomini si celano anche i successi economici delle relative società; Carmack infatti ha praticamente dato vita al concetto di “shareware”, ora colonna portante della new economy, mentre Miyamoto, come già detto, è l’uomo dietro alle idee di Nintendo.

Nessuno dei due però, probabilmente, verrebbe riconosciuto se camminasse in pieno centro di Milano: probabilmente il papà di Super Mario ormai è diventato un’icona e quindi qualcuno correrebbe a chiedergli un autografo, ma se c’è un’altra profonda differenza tra i creatori di cinema e di videogiochi è lo status semisconosciuto di molti di questi. Di un prodotto videoludico, nessuno ricorda il nome del creatore: forse perché l’atteggiamento di questi ragazzotti (sono tutti molto giovani, Carmack ha 38 anni e può permettersi di collezionare Ferrari grazie ad id Software) non è mai quello di prendersi i meriti di una produzione talmente corale come quella di un videogioco come farebbe uno Spielberg o un Tim Burton.

Oppure perché si ricordano di più i nomi dei team di sviluppo piuttosto che i nomi dei singoli: i creatori di Grand Theft Auto sono circa 1000, sarebbe ingiusto ricordare solo Sam Houser (voce wikipedia ), cioè il lead designer.

Tutto vero tranne in un caso, quello di Hideo Kojima, la vera rockstar del mondo dei videogiochi. Il creatore di Metal Gear Solid e di Solid Snake, ormai idolatrato dai fan come se sia realmente esistito, ha richiamato in Piazza Duomo, per l’evento di lancio del quarto capitolo della saga organizzato da Sony Computer Entertainment Italy, un discreto numero di persone, tutti in visibilio per l’uomo che ha toccato i loro cuori così in profondità.

Le scene che hanno raccontato i presenti, sono identiche a quelle di una eventuale apparizione di Madonna o Johnny Depp, con le dovute proporzioni: ragazzine urlanti, fan scatenati e autografi a non finire. Probabilmente questo è dovuto alla proverbiale cura maniacale che Hideo riversa in ogni suo progetto, del quale vuole seguire ogni aspetto creativo: dell’ultimo Metal Gear, Guns of The Patriots pare che non abbia solamente diretto i lavori e creato le interazioni, ma anche scritto la sceneggiatura di suo pugno, seguito il montaggio di ogni scena filmata e dato la voce ad un personaggio molto particolare: Dio.

Questo la dice lunga sulle manie di protagonismo di Kojima che, comunque, rappresenta un esempio ancora differente di personalità dietro ad un videogioco. Tra chi rimane defilato a programmare e chi invece lascia un segno indelebile del suo essere in una produzione, è certa solamente una cosa: quello dello scrittore di videogiochi è ancora oggi un mestiere tutto da definire.

Un personaggio tutto da scrivere.

Articolo inizialmente pubblicato sul numero 3 di BlogMagazine.

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Guitar Hero e Rock Band faranno sparire le console?


Non voglio darmi “arie” ma… l’avevo immaginato. In una recente intervista Josh Randall di Harmonix ha dichiarato che il genere dei giochi musicali è talmente in evoluzione che sarà imprevedibile capirne gli sviluppi futuri. Uno di questi, però, potrebbe essere quello di eliminare la console per giocare: nella prossima scatola di Guitar Hero o Rock Band potrebbe non esserci alcun “gioco” per alcuna “console”. Semplicemente gli strumenti potrebbero contenere il software e fare da periferica una volta collegati al televisore.

Read the full story

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Nintendo DSi in Europa il 3 Aprile


Nintendo non riesce a stare troppo tempo senza creare hardware.

E’ tipo una droga: o creano qualcosa di nuovo ogni due anni o si sentono male :) Va bene anche un restyling di una console in corso, come in questo caso. Anche se, all’occhio clinico di Inside The Game non sfugge niente e il nuovo Nintendo DS, che si chiama DSi,  verrà tra poco analizzato in ogni suo piccolo dettaglio per valutare insieme a voi lettori, come al solito, un possibile acquisto.

Innanzitutto un’affermazione importante: il DS è una figata!!! Non è come il Wii, fidatevi: non ha solo giochi hardcore finti e casual “cavolate” come Brain Training (che comunque è divertentissimo, altro che cavolata ;) non è un videogioco, su questo non ci piove, però io mi ci spacco: ecco perchè sono così intelligente… ah ah ah :) ) Ci sono giochi che sfruttano l’innovativo sistema di controllo tattile dello schermo ma che rimangono giocabilissimi e non snaturano il senso del videogioco. Trauma Center è un esempio, Meteos è un altro ma ce ne sono molti altri. Così come è pieno di videogiochi “esperimenti”, molti artistici e molto solo ludicamente rilevanti. Insomma una piattaforma veramente con gli attributi che, se mi permettete, definirei come la più riuscita di questa generazione visto che ha conquistato davvero tutti gli utenti che hanno voglia di videogioco portatile vendendo più di 100 milioni di copie in tutto il mondo.

Fatta questa doverosa premessa, abbastanza inutile perchè credo che tutti voi sappiano di cosa stiamo parlando, ecco arrivare la terza versione di DS, dopo quello normale e il lite, semplicemente più piccolo e meglio illuminato. Il DSi però porta in seno tante novità, tali da renderlo anche paragonabile ad una nuova console, completamente retrocompatibile (nel senso che prende tutti i giochi del DS; giustamente… è un DS!).

Quali novità serba questa nuova iterazione del portatile Nintendo?

Innanzitutto ha una camera (in verità sono due, da 0.3 megapixel) per scattare foto e, udite udite, avrà giochi che supporteranno questa caratteristica. Che ne dite? Secondo me è na cosa seria ;) . Inoltre il DSi sfrutterà a dovere la connettività via wi-fi grazie alla possibilità di utilizzare il canale Dsi Shop. Inoltre potrà sincronizzarsi con il proprio Wii, avrà il firmware upgradabile e sarà più fino, meno pesante e più duraturo a livello di batteria. Qualcosa è stato sacrificato all’altare di Morgoth: lo slot per i giochi del GBA e quindi la compatibilità con tutte le periferiche che lo sfruttano. Eheh… piratelli miei: avete capito bene. Niente più aggeggi (che io non posseggo e quindi non so manco come funzionano) per scaricarsi i giochi dal web ma soprattutto niente più Guitar Hero on Tour, il cui controller si connetteva proprio lì!

Insomma mentre tutti gli italiani si guardano San Remo e si appassionano alle vicende di Bonolis, Povia, Benigni e company, io mi preparo psicologicamente ad altri 170€ da spendere? Mmm chissà, magari potrei rincoglionirmi un po’ con la televisione pure io e smetterla di spendere soldi visto che il prezzo di cui sopra è quanto costa la console in Europa. Anzi quando costerà dal 3 Aprile.

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Beta di Home domani!


Possessori di PS3, domani (11 Dicembre), finalmente, potrete mettere le “mani” sulla beta di Home, il servizio di … ehm… navigazione della vostra Playstation 3 e del mondo dei videogiochi ad esso collegato.

La open beta sarà disponibile come download gratuito direttamente dall’icona del Playstation Home sulla dashboard della console Sony.

Queste le informazioni utili alla segnalazione del titolo. Ora andiamo nello specifico a vedere di cosa si tratta. In pratica è un “mondo virtuale” alla The Sims, credo, dove ci si potrà incontrare con i propri avatar, vestirli, fare “shopping” o scoprire le ultime novità sui videogiochi di prossima uscita.

Cito infatti i partner iniziali di Home: Red Bull, Paramount Pictures, Hexus TV, Eurogamer e Ligne Roset. Non so ancora bene come si interagirà con tutti questi ma evidentemente mi sento subito già contento del fatto che ci sarà Eurogamer.TV all’interno di Home: significa una autorevole TV sui videogiochi che farà capolino nella nostra “casa” (speriamo anche in italiano… ma dubito, almeno per la beta). Poi Paramount credo venderà film, Hexus TV è un’altra TV sui videogiochi che però non conosco e Lighe Roset vende… ehm… oggetti di design come divani tavoli o sedie che serviranno per personalizzare il proprio habitat. Red Bull, sinceramente, non so cosa potrebbe darci: cocaina virtuale? :)

Ora, ovviamente, bisogna provare a dare un giudizio critico su questa nuova creatura di Sony: secondo me è una figata! Cioè, mi sa che sarà davvero un “gioco nel gioco”, tra l’altro dovrebbe essere gratuito, e chissà che non apra una bella finestra sull’online per una console che in rete non sta venendo tanto usata.

Mi chiedo però, e forse qualcuno di voi potrà aiutarmi a rispondere: ma non è un po’ troppo tardi? E’ vero che “tutti” dicono che questa generazione di console sarà più longeva ma, Home è stato annunciato davvero molto tempo fa ed ora esce l’open beta, neanche la versione completa. Servirà a Sony per recuperare terreno o sarà solo un “in più” per gli utenti già acquisiti?

Io intanto me lo scarico e vi do appuntamento online, ai posteri l’ardua sentenza.

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Buon compleanno stazione Sogno!


Questa non è una lapide.

Questo vuole essere un tributo ad una macchina da gioco eccezionale e un po’ sfigata, a suo tempo all’avanguardia rispetto a qualsiasi altra. Oggi infatti è il decennale del lancio (giapponese) del Dreamcast, ovvero il canto del cigno di Sega nel campo dell’hardware.

Schiacciato dalla concorrenza della Playstation e da un prezzo piuttosto considerevole, il gufo nipponico (non vi sembra un gufo? Mettete il pad sotto la console e vi ricrederete…forse ;) ) aveva tutto o quasi quello che ognuno di noi richiede ad una console di oggi, con la piccola differenza che già lo possedeva dieci anni fa.

Innanzitutto un servizio online, garantito dal suo velocissimo (si fa per dire) modem interno, fondamentale per giocare a quel capolavoro che era Phantasy Star Online, antesignano dei MMORPG. E’ stata la prima console a supportare i 60 Hz, altro aspetto che ad oggi si dà per scontato. Tecnicamente era un gioiellino, capace di sfornare giochi di grande pregio, alcuni dei quali girano ancora oggi su PS Network e XBox Live: vi dicono niente Rez (ne abbiamo parlato qui) e Ikaruga? Due piccoli prodigi in forma ludica, due grandissimi giochi nati proprio sotto le ali del suddetto gufetto, con un terzo pronto a tornare: il leggendario Marvel vs Capcom 2, conversione epocale da coin op.

Ma non solo: chi ha avuto la fortuna di scorazzare per i sette mari nei panni di Ecco The Dolphin (riedizione della versione 2D per Megadrive, questa volta con 3 dimensioni) ricorda ancora la difficoltà e il fascino di quell’ambientazione sommersa, dannatamente dettagliata e ipnotica…E ancora Space Channel 5, rhythm game tra i più assurdi mai visti, Soul Calibur e Sonic Adventure, episodi importanti nelle rispettive serie e poi…E poi i due episodi di Shenmue, ovvero come trasferirsi gratis in Giappone e vivere una storia intensissima a base di onore, vendette e arti marziali. Un progetto unico, un titolo mitico, che ancora oggi spinge persone di tutto il mondo a firmare petizioni online per avere il terzo e ultimo capitolo di una saga scolpita nella leggenda dei videogiochi.

Troppo spesso ci si scorda di questa console sfortunata e affascinante, troppo spesso è stata derisa da chi al tempo scelse Sony perchè “i giochi se scaricano a gratise“.

Buon compleanno gufetto!

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Controlli mentali per videogiochi


Come molti già sanno la tecnologia chiamata “realtà virtuale” è stata un fallimento: doveva essere una nuova frontiera dell’intrattenimento elettronico grazie alla totale immersione nelle tre dimensioni ma i costi realizzativi e soprattutto lo scarso livello grafico ottenibile con le macchine dell’epoca hanno fatto praticamente naufragare gli investimenti.

Non che le idee in tal senso siano ferme e lo sviluppo congelato: molti studi stanno andando avanti per avvicinare sempre di più la virtualità alla realtà. Il problema è che la grande avanzata tecnica dei videogiochi da casa ha chiuso le porte del mercato puramente enterntainment alla realtà virtuale. Si continua a sperimentare scientificamente per un utilizzo medico o industriale, ma i cabinati di VR non saranno certo all’ordine del giorno in un prossimo futuro. Semplicemente perchè, come affermato qualche riga sopra, basta un buon televisore e un dolby, magari unito a una forte dose di immedesimazione, per far sembrare il proprio salotto già abbastanza realistico grazie ad un Xbox360o Playstation 3. Addirittura con il Wii si possono mimare i movimenti nella realtà, riproducendoli nella virtualità. Chi ha più bisogno di elmetti alla “Il tagliaerbe”?

Ecco però che l’umanità sta per compiere ancora un nuovo balzo in termini di interazione. Per la fine di quest’anno verrà commercializzato un caschetto che tramuta le onde cerebrali e gli impulsi del cervello in comandi. Grazie ad un giroscopio per controllare i movimenti della testa e ad un sensore per captare appunto l’attività mentale, con questa periferica permetterà, stando a sentire i produttori Emotiv, l’utente sarà in grado di interagire mentalmente con il computer o un videogioco. Nella maniera più intuitiva di sempre: semplicemente pensandoci!

L’applicazione di una simile invenzione nei videogiochi lascia totalmente sbalorditi: potremo addirittura trasmettere le nostre emozioni nei vari mondi virtuali entrando interamente in sintonia con gli altri giocatori presenti.

Emotiv, che è una società di neuro ingegneria, ha assicurato che il caschetto riuscirà in maniera non invasiva a leggere gli impulsi dei circa 100 miliardi di cellule nervose presenti nel cervello (chiaramente non tutti gli esseri umani le usano allo stesso modo ;) ) per riprodurre almeno 30 differenti emozioni, azioni e espressioni. Queste, unite alla possibilità di puntare ai vari punti dello schermo solo spostando la testa potrebbero fare di questo gingillo da 300$ un vero e proprio oggetto di culto che via USB trasporterà la nostra mente “Inside The Game”, dentro al gioco.

Ora l’unica domanda per voi è: ma non staremo esagerando? :)

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