Nell’attuale generazione di console si è verificato un fenomeno tanto inaspettato, quanto gradito. Tra un Hadouken e un Iron Tigger, la storica rivalità tra la saga picchiaduristica Capcom e quella SNK (oggi SNK Playmore) è tornata più prepotente che mai, per la gioia e il godimento di tutti gli appassionati di beat ‘em up 2D.
Dopo una lunga collezione di slogature ai polsi e calli alle mani su Street Fighter 4 prima e sul Super poi (a proposito, già letta la recensione di Inside The Game, Super Street Fighter 4 è una figata. Ma 50 euro… ?), è giunto il momento che il “Re” mostri di che pasta è fatto. The King of Fighters XIII, in uscita la prossima settimana nelle sale giochi nipponiche, avrà il difficile compito di far dimenticare il doppio passo falso del capitolo precedente, affossato da una cronica mancanza di lottatori e da una modalità online ben al di sotto delle aspettative.
Per celebrare l’uscita del gioco non c’è niente di meglio che una vagonata di nuove immagini: una grafica 2D fenomenale, mosse spettacolari ed un’ampia visione sui nuovi personaggi inseriti nel roster originale. I presupposti per un ritorno ai fasti di un tempo ci sono tutti e questa volta SNK pare piuttosto consapevole di quanto la concorrenza sia agguerrita, considerando anche il valore indiscusso di un outsider come BlazBlue, erede spirituale di Guilty Gear.
Nell’attesa di una data ufficiale per le versioni casalinghe, cercate di non sbavare sulle 15 immagini in galleria. Vi svelo un piccolo segreto: io non ci sono riuscito!
Oggi sono arrivate nella mia casella di posta, fresche fresche queste immagini della nuova espansione di Dofus, Frigost, completamente ambientata in un mondo ghiacciato e che promette infinite avventure per i giocatori del più famoso MMORPG europeo,sviluppato da Ankama.
Nella gallery schizzi, bozzetti e illustrazioni dell’ambientazione e dei nemici che i giocatori si troveranno a fronteggiare
Se le donne gamers preferiscono Nintendo Wii, noi maschietti abbiamo da oggi un motivo più che valido per preferire PSP. E quel motivo è una certa (sexyssima) Aya, Aya Brea!
Credo che questo nome dica qualcosa a tutti voi e in alcuni casi rievochi ricordi di un passato videoludico di altra scuola, quando Square Enix era ancora Squaresoft ed era in grado di insegnare al mondo come sviluppare un videogioco. Era il 1998, e tra un Final Fantasy 7 ed un Resident Evil 2, faceva capolino sulle PSX giapponesi ed americane un certo Parasite Eve, gioco di ruolo a tinte survival horror colpevolmente mai arrivato in Europa.
Dopo un seguito che già dieci anni fa sterzava verso un approccio molto più action, tra M.I.S.T. e mitocondri, mutazioni genetiche e teorie fantascientifiche, l’agente investigativo Brea è pronto a tornare, su PSP e sotto forma di third person shooter. Durante l’ultimo E3 di Los Angeles abbiamo avuto modo di visionare un brevissimo trailer (ve lo ripropongo proprio sopra le vostre testoline! ) che già faceva intuire l’impronta action del titolo, impronta oggi confermata dalle prime immagini in-game rilasciate da Square Enix ed Hexa Drive, sviluppatori del gioco sotto l’attenta supervisione di Motomu Toriyama e Yoshinori Kitase.
Per quanto mi riguarda l’amore verso questa saga è totale e profondo: ne ho desiderato un seguito per anni, ma non un seguito del genere. Nonostante questo sia più uno spin-off che un seguito vero e proprio e che dettagli su trama e sistema di gioco siano pochi e nebulosi, già allo stato attuale sembra che l’unico elemento legato ai vecchi capitoli sia quello survival.. Si, io che cerco di sopravvivere alla notizia dell’eliminazione di magie, mana ed HP!
Scherzi a parte, godetevi le immagini e fatevele bastare fino alle feste natalizie: The 3rd Birthday verrà commercializzato su PSP proprio per la fine dell’anno.
Nell’affollatissimo (e un bel po’ ladrone, come ci racconta il sempre mitico Mossgarden in No More Heroes Plz!) panorama dei videogiochi musicali, un titolo in particolare è riuscito a brillare e a distinguersi dalla massa. Per una volta gli strumenti a nostra disposizione non erano una chitarra o una batteria, ma un bel paio di piatti, tanto ritmo e una buona dose di abilità manuale.
Parliamo di Dj Hero (di cui il nostro Doll ci aveva scratchato una recensione, Put Your Hands Up! ), simulazione di dj fatta di mashup davvero esaltanti e incentrata sulle esibizioni in location da paura, una su tutte Times Square. Il titolo Activision è strapieno di ottimi brani, che spaziano da pezzi dance a quelli di musica elettronica e techno, capaci di soddisfare i palati (e le orecchie! ) più esigenti.
E se squadra che vince non si cambia, la casa statunitense torna con un secondo capitolo a poco più di un anno dalla prima incarnazione del brand, affidandone ancora una vota lo sviluppo ai telentuosi ragazzi inglesi di FreeStyleGames. I primi dettagli rilasciati riguardano la presenza di una modalità Carriera chiamata “Empire”, il supporto vocale per aggiungere all’interno delle tracce delle parti cantate (o rappate), le Battaglie tra DJ sia online che in locale (con l’introduzione di un secondo turntable opzionale) ed una tracklist di oltre 70 brani “singoli” (senza contare quindi i remix), con la partecipazione di artisti del calibro di Dr Dre, Chemical Brothers, Kanye West, Metallica, Lady Gaga, Rihanna e tanti altri. E per festeggiare l’annuncio assieme agli utenti del primo Dj Hero, Activision permette loro di scaricare gratuitamente fino al 14 giugno un mashup delle canzoni “Just Dance” di Lady Gaga e “Ghosts ‘n’ Stuff” di Deadmau5.
Per maggiori informazioni sulla tracklist completa, il prezzo e il funzionamento della modalità online ci tocca aspettare ancora una volta l’E3 2010, ma possiamo già confermarvi che le piattaforme di riferimento saranno Nintendo Wii, Xbox 360 e PS3 e che l’uscita è fissata per l’autunno 2010.
Mentre battete le mani a ritmo di musica, non dimenticate di gustarvi il video di debutto del titolo.
Quasi tutti ormai sanno del prossimo avvento di Sonic 4, a ben 16 anni di distanza dal terzo episodio “numerato” della serie, uscito nel 1994 per Sega Megadrive; noi di Inside the Game ne abbiamo già scritto qui e anche qui.
Perciò non mi dilungherò oltre, se non limitandomi a ripetere che il gioco diviso in quattro episodi distinti che andranno scaricati da Wii Shop, Playstation Network, Xbox Live e (forse forse forse) dall’ App Store di IPhone, per quanto voci di corridoio dicano che del gioco sarebbe prevista anche una versione in scatola; il gioco uscirà presumibilmente in estate, e le informazioni in nostro possesso non sono cambiate.
Niente di nuovo quindi, solo un po’ di coloratissimi screenshot e un video, arrivato alla redazione del sito 1Up.com, che dovrebbe essere preso dalla alpha build del gioco vero e proprio; nel video si vedono bendelle zone che dovrebbero finire nel primo episodio: Splash Hill Zone, Lost Labyrinth Zone, Casino Street Zone, Mad Gear Zone nonchè uno stage speciale….
Da qualche tempo ormai è stata svelata la prossima pubblicazione del seguito dell’acclamatissimo Okami.
Okamiden (presumibilmente abbreviazione di “Okami densetsu“: “La leggenda di Okami“) verrà pubblicato non su una potentissima console next gen, bensì sul più modesto Nintendo DS. Rispetto alle altre console il portatile della grande N ha dalla sua il touch screen, che calza a pennello alle meccaniche di gioco;).
Ed eccolo qua, l’ennesimo scandalo senza senso nel mondo dei videogiochi. Si chiama RapeLay ed è un “simulatore” di stupri, cioè un videogioco altamente controverso dove lo scopo del gioco è seguire una signora uscita dalla metropolitana, molestarla verbalmente e poi stuprlarla fisicamente. Dopo aver scoperto che la suddetta è madre di due splendide ragazze, bisognerà seguire, molestare, rapire e stuprare anche le due più giovani protagoniste. E così via fino alla conclusione della storia, o del proprio liquido seminale.
Senza esclusioni di immagini spinte o censure di alcun tipo. Se volete farvi un idea, ovviamente, c’è youtube o questo link con le immagini di google.
Ora, la notizia incredibile (davvero incredibile) è che il Parlamento Italiano sta discutendo di questo videogioco e lo vuole bloccare. Così come stanno facendo in America, negli altri stati d’Europa ecc. Tutto perchè qualcuno ha portato all’attenzione della stampa RapeLay. Questo qualcuno è Amazon che prima, da buon “imprenditore”, rende il titolo disponibile nel suo catalogo per 2 anni (è un titolo del 2006); ora, accortasi del “pericolo” l’ha bloccato e ne ha fatto parlare i giornali e i blog di mezzo mondo con pochissima cognizione di causa.
Voglio dire subito una cosa, a me fa schifo un gioco dove devo stuprare la gente. Tra l’altro Rapelay è un pessimo videogioco. Ripetitivo, piatto, graficamente scialbo. Insomma un titolo senza senso che non è proprio degno di alcun articolo, nè su Repubblica nè su Inside The Game. Solo che Repubblica vende più copie parlandone….
…mentre io non voglio assolutamente parlarvene (anche se in verità lo sto facendo… stupido AKirA), ma voglio invece puntare il dito sulla stupidità del Parlamento Italiano, dei giornali che stanno parlando del caso, delle TV ecc ecc. E questa volta non agiterò il fantasma della censura o il fatto che nessuno ha provato il titolo prima di bandirlo. Non me ne frega niente di difendere questo gioco che spero davvero nessuno caghi di striscio (se non per vedere qualche donnina nuda… ma ci sono già migliaia di siti per fare questo no?) non regalando alcun soldi ad Illusion Soft, i creatori di questo “fantastico” titolo.
Come si fa a montare un caso internazionale su un gioco edito solo in Giappone? Cioè il Parlamento Italiano vuole “bloccarlo”? Si dovrebbe rendere conto che è già “bloccato” da solo perchè non è commercializzato in nessun negozio del BelPaese (mi sa che prima o poi questa perifrasi per indicare l’Italia la dovrò eliminare dal mio vocabolario…). Quindi cosa vogliono bloccare? Vogliono andare in Giappone e bruciare tutte le copie come si faceva con i libri sotto il Nazismo?
Chi possiede il titolo, infatti, lo può possedere solo attraverso l’importazione indipendente che probabilmente è già illegale di per se.
Ma la cosa ancora più da ridere è un’altra. Rapelay è il seguito (non ufficiale a dire la verità) di un altro videogioco chiamato Interact Play VR, sempre dei porconi Illusion Soft (di cui parleremo a breve). Tra i due però c’è molta differenza. Il primo è molto ma molto più leggero del secondo: mentre è consentito solamente stuprare le donne in Rapelay, in Interact Play VR si può fare di tutto, fino ad ucciderle in maniera non proprio convenzionale. Ora, c’è qualcosa di più cretino che attaccare il titolo meno spinto, soprattutto quando l’altro è uscito nel solo Giappone nel 2001 e nessuno ha detto “a”?
No, non c’è niente di più stupido!
Quindi questa immensa polemica che non farà altro che far schizzare alle stelle i download illegali di Rapelay, visto che il titolo non è neanche per console ma per PC, quindi manco ci vuole la modifica. Uno scandalo mediatico senza senso e completamente sterile, tanto per far scrivere un po’ di inchiostro ad orologeria sui giornali quando i videogiochi, porgono il fianco, in maniera tanto banale come in un titolo dove il gameplay è basato sugli stupri.
La cosa più importante da dire però è un altra, cioè che Illusion Soft è una software house di videogiochi Hentai (nel suo catalogo anche la serie Des Blood, lo sparatutto con le donne nude!). Ora, siccome so di star parlando con dei nerdini come voi, non vi spiego il significato di questa parola, tanto lo conoscete benissimo. Basta dire che in Giappone, come detto nei commenti al mio post “Quanto tira il porno? Poco nei videogame”, quello dei videogiochi asfondo pornografico è un vero e proprio mercato, come da noi quello dei film hard. Quindi è assolutamente normale che ci siano giochi in cui si stupra così come nel mercato delle pellicole porno in Italia è assolutamente normale che ci siano dei film dove accade la stessa cosa (solo che è finta, sennò si finisce negli snuff, qualcosa di veramente terribile in cui spero di non imbattermi mai).
La vera cosa interessante di cui parlare sarebbe questa: ma perchè in un videgioco ci sembra lecito uccidere, smembrare e scartavetrare a suon di razzi la gente mentre è inaccettabile uno stupro? Perchè addirittura io mi sento di condannare lo stupro virtuale ma non l’omicidio virtuale? Cosa scatta nella mia testa per dire una cosa simile?
A queste domande proverò a rispondere in un prossimo post anche se, probabilmente, avrò bisogno di un buon sociologo e di un buon psicologo per rispondere in maniera intelligente.
Il titolo voleva parafrasare una nota canzone di Vasco Rossi, visto che pensavo Varsavia, in inglese, si dicesse Warsow. Invece è Warsaw… ma era così carino che l’ho lasciato!
Da questa introduzione mi sembra ovvio che stiamo parlando nuovamente di videogiochi gratuiti, presentando Warsow, un FPS alla Quake, dotato del motore di Quake 2, scaricabile da internet senza pagare neanche un cent. Dal sito ufficiale, www.warsow.net, downloadate il file di installazione, un click e “pronti via” siete già nell’arena! Si perchè Warsow è uno di quei videogiochi gratuiti che va a cercare il successo nella “nicchia” del netgaming, visto che si presenta fin da subito con l’assenza totale di una modalità single player.
Sviluppato dal “Warsow Team” il gioco ha avuto un grande successo visto che permette, facilmente, una sfida a suon di rocket con i propri amici su PC o MAC (anche se quest’ultima versione ha ancora un pò di problemi). Forse a breve verrà “soppiantato” da Quake Live che è ancora più user friendly (si gioca da browser, pensate) ma per ora rimane sicuramente il miglior Pure FPS gratuito in giro.
Ma la domanda è, perchè dovrei parlare io di Warsow quando conosco una persona molto più esperta di me? Uno dei migliori giocatori italiani, pensate, ma che dico giocatori… sto parlando di una giocatrice! Una gamer girl next door, come recita il suo blog, cioè Elena “Videl” Anania. E allora che sia lei a descriverci Warsow, in questa intervista targata www.insidethegame.it, per cui abbiamo guadagnato anche una foto esclusiva. Eccola!!!
AKirA@InsideTheGame: Per descrivere meglio Warsow ho cercato di farmi spiegare come funziona da qualcuno che ne sa sicuramente più di me, Videl! nota newser per progaming.it, blogger da poco e soprattutto giocatrice esperta di questa gemma di programmazione. Videl, come mai giochi a Warsow e non ad un gioco a pagamento, cosa ha di più?
Videl: A parte la particolarità di essere un free-game, che non è cosa da poco, Warsow è un videogame che non ha nulla in meno rispetto a giochi che è possibile comprare in negozio. La sua grafica fumettosa e colorata, che magari non regge minimamente il confronto con comparti tecnici super dettagliati come quelli di titoli più recenti (Metal gear solid 4 o GTA 4) è alla portata di tutti i computer e questo è un altro fattore positivo. In più ha in sè una quantità tale di modalità di gioco da poter accontentare i gusti di qualsiasi amante dei Pure FPS. Warsow è un gioco che richiede varie skill: mira, timing ma soprattutto capacità di movimento. La caratteristica principale di questo gioco è proprio data da questo: bisogna imparare a muoversi, usando tecniche varie come lo strafe, il BunnyHop, il dash, rocket jump e via dicendo. Ci gioco perchè non è un gioco da tutti!
AKirA@InsideTheGame: Perché non è un gioco da tutti?
Videl: Una persona qualsiasi che installa Warsow e viene capultata sui servers clan arena, per esempio, vedrà dei giocatori che si muovono come scheggie impazzite, a velocità incredibili. Ci sono giocatori che giocano da anni, e riescono a fare cose strepitose. C’e’ addirittura una modalità chiamata race, in cui l’obiettivo è finire le mappe (che sono dei percorsi piuttosto difficili) facendo dei tricks a volte impossibili in meno tempo dell’avversario. Dicendo che non è un gioco da tutti intendo dire che non è il classico gioco dove entri e sai subito sparare: ci vuole molta pazienza per riuscire a gestire bene il proprio “model” e fare quello che riescono a fare gli altri. Perchè oltre a sparare, devi riuscire a evitare i colpi di quelle suddette scheggie impazzite e muoverti da scheggia impazzita a tua volta! Con questo non voglio spaventare i nuovi giocatori: con la pratica si impara, ma ci vogliono molta pazienza e costanza, e questo non è da tutti.
AKirA@InsideTheGame: Sembra la descrizione di un qualunque gioco di multiplayer competitivo ad alto livello. Con barriere all’ingresso molto alte ma anche grosse soddisfazioni. La differenza è sicuramente la gratuitià dell’esperienza. Secondo te, giochi di questo genere, dedicati esclusivamente alla “competizione”, hanno futuro?
Videl: Questo genere di giochi è sempre andato forte. Ultimamemente le community si stanno disperdendo, perchè ogni titolo nuovo scava la fossa ad un altro. Ci sono titoli che non arrivano neanche a camminare sulla terra, deludendo le aspettative dei giocatori che li attendono. Di certo, giochi con alte “barriere all’ingresso” non possono avere un grande successo, perchè la gente non si diverte a perdere. Sono convinta che si parlerà di Pure FPS ancora per molto, ma non so dirti con certezza se le nuove generazioni gradiranno di più prendere quattro schiaffi su Warsow e Quake Live piuttosto che giocare a tennis col Wii Sports. Sono convinta che con l’arrivo di Quake Live il destino degli FPS sarà salvo per un bel pò, anche se c’e’ il rischio che giochi come Warsow finiscano nel dimenticatoio.
AKirA@InsideTheGame: Bene! Come analisi mi piace, ora analizziamo te Una ragazza che videogioca, wow… di più! Una ragazza che sfida i maschi nei loro campi di battaglia virtuali e li batte anche! Come è il tuo rapporto con i videogiochi, quali generi ti piacciono? Giochi anche in single o solo netgaming sfrenato? Sei un’aliena? O semplicemente una ragazza normale che ha scoperto quanto fascino ci sia in una manciata di pixel colorati?
Videl: Be sì ogni tanto io stesso penso di essere un’aliena, visto che sono davvero poche le ragazze a cui piacciono i videogames. Il mio amore per i videogiochi nasce dalla prima infanzia, quando giocavo al Neo Geo e al primo Nintendo insieme a mia sorella. I miei lavoravano entrambi, quindi devo ammettere di aver speso gran parte del mio tempo davanti alla tv e alle console. Nella mia vita penso di aver avuto tutte le console possibili e immaginabili, quindi si, gioco anche in single. Il netgaming “sfrenato” è una cosa più recente, quando nel 2004 ho scoperto Quake III Arena e la possibilità di giocare online. Da quel momento ho messo da parte le console per dedicarmi più al gaming online. Ma tuttora ammetto di trovare il tempo per il Wii, la Playstation 3 e il Nintendo DS. I generi che mi piacciono di più sono gli sparatutto, seguono gli action game e i giochi di sport. Odio i giochi di strategia, che noia : . Infine, adoro tutti questi giochi di nuova generazione come Guitar Hero, Wii Fit, Wii Sports, ma purtroppo ci gioco raramente perchè costano davvero tanto. Insomma non sarò un’aliena ma sono davvero una mangiatrice di videogames
Speriamo quindi che la nostra Videl continui a divorare videogiochi o videogiocatori sui server di qualche FPS online visto che, come lei stessa ha ammesso, sono sempre meno le ragazze che si interessano di videogiochi. Quando se ne trova una carina, simpatica e così impegnata da scrivere news su un portale e pensieri su un blog, bisogna tenersela stretta!
Ovviamente di tutti quei titoli che, prima vengono annunciati, poi esce qualche trailer, poi qualche immagine, poi vengono rimandati e alla fine rimangono nel limbo, oppure vengono annullati.Uno dei casi più eclatanti è quello del filmato allegato al post. Si tratta di Warcraft Adventures, cioè la “prima volta” di Blizzard al di fuori dei suoi generi di riferimento (RTS o Action Adventure). Gioco di cui si parlò tantissimo all’epoca, doveva essere un incursione nelle avventure stile LucasArts di quello che in futuro si sarebbe rivelato il più grande colosso del gioco online (WOW vi dice niente?). Ma la storia della compagnia di Irvine con il vaporware ha anche echi molto più recenti: molti di voi sapranno di Starcraft: Ghost (diventato, appunto, un progetto realmente fantasma), uno stealth alla Metal Gear, ambientato nell’universo di Starcraft, inizialmente annunciato per GameCube, poi anche per Xbox e PS2 e per ora mai uscito (ma, attenzione, non cancellato… magari prima o poi lo vedremo sugli scaffali). Vi mostro anche il trailer di quest’ultimo, per far venire “l’acquolina in bocca” alla vostra console, senza poi poterle dare in pasto nessun DVD contenente il gioco.
Insomma il “vaporware” non è un’illusione o un rarissimo errore, sembra una tendenza: magari adatta allo scopo di generare “buzz” far parlare deigli altri prodotti della compagnia (anche se nel caso di 3D Realms con Duke Nukem Forever è un pò improbabile). Insomma una precisa strategia di marketing. Anche se in verità non credo molto a questa ipotesi, per me i vaporware sono un segno tangibile di un “fallimento” della casa di produzione in questione. Un “vorrei ma non posso” che però, nell’industria dei videogiochi, si traduce anche e soprattutto in una continua esposizione di filmati, foto, trame ecc del work in progress, cioè dei lavori in corso su quel titolo. Anche se poi non vedrà mai la polvere di una scaffale.
Avete altri titoli che vi ricordate come vaporware? Beh è il momento di scriverle nei commenti Chi ne scrive di più vince!