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Crisi nel mercato videoludico, un analisi sui 20 giochi più venduti del 2009


Un mercato in flessione, con un ribasso pari al 30%; è questa la situazione del videogioco in Italia nel 2009, secondo il rapporto di Gfk realizzato per conto di Aesvi. Un buon risultato, tutto considerato, se si paragonano questi dati a quelli rilevati nel resto dell’Europa: mentre l’Italia si assesta su un rispettabile meno 10,6%, Spagna e Gran Bretagna si trovano a un meno 16,2%, mentre per la Francia si parla di un meno 17,1%.

Un risultato che va a intaccare il primato dell’industria videoludica come unico settore in crescita nel corso dell’attuale periodo di crisi.  Il giro d’affari italiani è passato da un miliardo e 262 milioni di euro a un miliardo e 128 milioni di euro; a fare la propria parte sono stati gli abbassamenti di prezzo delle console e la scelta, da parte degli acquirenti di privilegiare materiale usato rispetto al nuovo, come diretta conseguenza della crisi economica.

Il grosso della flessione si è avuto sulla vendita hardware, che costituisce il 44,4% delle vendite totali, ma che comunque scende del 15% rispetto al 2008. Una perdita ammortizzata in parte dai discreti risultati del software, che ha ammortizzato la perdita con un meno 5,8%. Altro motivo di preoccupazione per gli analisti è il tracollo delle vendite di console portatili, pari a una diminuzione del 20,1%.

Fa ben sperare tuttavia la diffusione di console e videogiochi, che raddoppia ripetto al 2005, passando dal 21% al 42%: secondo i dati oggi 10 milioni e 322mila nuclei familiari possiedono una console.

I più venduti.

I 20 videogame più venduti nel 2009 in Italia


1)    Pro Evolution Soccer 2010 (Konami)
2)    Fifa 10 (Ea)
3)    Wii Sport Resort (Nintendo)
4)    Call of Duty: Modern Warfare 2 (Activision Blizzard)
5)    Assassin’s Creed II (Ubisoft)
6)    Wii Fit Plus (Nintendo)
7)    Pokémon Platino (Nintendo)
8)    Resident Evil 5 (Capcom)
9)    Mario & Sonic ai Giochi Olimpici Invernali (Sega)
10)    The Sims 3 (Ea)
11)    New Super Mario Bros (Nintendo)
12)    Need for Speed Shift (Ea)
13)    Mario Power Tennis (Nintendo)
14)    Uncharted 2 (Sony)
15)    Professor Layton e lo Scrigno di Pandora (Nintendo)
16)    Killzone 2 (Sony)
17)    Tekken 6 (Namco Bandai)
18)    L’Era Glaciale 3 (Activision Blizzard)
19)    Ben 10: Alien Force (Namco Bandai)
20)    Prototype (Activision Blizzard)

I dati veramente interessanti però sono quelli relativi all’immancabile classifica di giochi più venduti nel bel paese.

Ai primi posti rimangono i veri leoni del gaming in Italia: Pro Evolution Soccer e FIFA, riconfermando l’interesse degli utenti per lo sport nazionale, subito seguiti dall’ultima incursione Nintendo in ambito fitness: Wii Sport Resort, entrato, in un modo o nell’altro, nelle case di milioni di italiani insieme a Wii Fit Plus, a riconferma della bontà dell’intuizione della casa di Kyoto riguardo al mercato del casual gaming.

A seguire, un’analisi complessiva dimostra che ad andare bene sono stati i titoli per così dire “di bandiera” sviluppati da first party per quanto riguarda Nintendo e Sony, che riescono a piazzare Pokemon, Uncharted, Killzone, Professor Layton, e la solita sfilza di giochi legati a Mario.

Questi dati aprono le porte anche a un altro paio di considerazioni interessanti, innanzitutto si nota da subito come essi siano accomunati dall’essere sequel e spin off di serie già assorte agli onori delle cronache; la conclusione che se ne potrebbe trarre è quella che nel momento di crisi il videogiocatore vuole spendere a colpo sicuro, preferendo acquistare un titolo del quale magari ha già giocato il prequel, o del quale già conosce l’immagine e il background. Una considerazione questa che per gli stessi motivi può essere ribaltata: in tempi di crisi le aziende preferiscono investire a livello pubblicitario in prodotti già conosciuti e riconosciuti dal pubblico, minimizzando così i rischi legati al lancio di nuove IP.

In seconda battuta stupisce l’assenza di giochi first party legati a Microsoft, che nel 2009 non è stata evidentemente in grado di catalizzare l’attenzione degli utenti sui propri prodotti. Al riguardo c’è da dire che l’Italia è da sempre il paese europeo in cui Sony ha ceduto meno agli attacchi della casa di Bill Gates, rendendo così un po’ più prevedibile un dato del genere.

Altro dato degno di nota riguardo al trend del paese è la presenza in classifica di molti giochi che hanno ricevuto un forte battage pubblicitario dal punto di vista televisivo, siamo evidentemente un popolo che si lascia convincere dal potere della tv: da Assassin’s Creed 2 a The Sims 3, passando per Professor Layton, New Super Mario Bros, Uncharted 2 e compagnia cantando, si evincono i buoni risultati ottenuti dal discorso di marketing sulle reti nazionali; ulteriore conferma di questo discorso è la presenza in classifica di due titoli piuttosto atipici e slegati dalle logiche di vendita tipiche del genere, ossia L’Era Glaciale 3 e Ben 10 Alien Force.

I due giochi, pur non toccando le prime posizioni si piazzano molto bene, considerando la propria natura di tie in, generalmente aborriti dagli acquirenti, e comunicano dati non indifferenti: innanzitutto riconfermano il primato mediatico televisivo di cui sopra, specialmente nel caso di Ben 10, probabilmente spinto anche dall’onda lunga della diffusione del digitale terrestre sul suolo italico. In secondo luogo danno un’indicazione forte e precisa sul target del videogioco in Italia: evidentemente l’età media del giocatore si alza ma non troppo; resta infatti uno zoccolo duro di videogiocatori in erba, che perdono potere rispetto al passato, ma che sono ancora pienamente in grado di guidare un mercato in maniera forte e legata più al brand esterno che non a quello interno all’industria.

Il dato viene confermato dalla diffusione effettiva sul mercato di giochi dedicati a un’età tra i 16 e i 18 anni: Call of Duty: Modern Warfare 2, Assassin’s Creed II, Resident Evil 5 vanno bene e coprono una soglia pari a circa il 20% del totale, tuttavia poco meno della metà del mercato continua ad esser fatta da giochi adatti a ogni età e privi di argomenti dedicati esclusivamente a un pubblico maturo.

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Obama porta Little Big Planet a scuola


La Casa Bianca apre ancora una volta le porte ai videogiochi, inserendoli nell’insegnamento di scienze e matematica con il progetto STEM, volto a conciliare l’apprendimento delle materie scientifiche e tecnologiche con metodi che possano divertire e stimolare gli studenti.

Si tratta, insomma di “edutainment“, ma prima di rabbrividire per una parola che da sempre è sinonimo di porcate inenarrabili, fermiamoci a vedere i metodi scelti. In primo luogo è stato deciso di destinare un migliaio di Playstation 3 con copie di Little Big Planet ad alcune biblioteche americane.

Il fatto che si sia scelto un videogioco propriamente detto, invece di un qualche software appositamente sviluppato per l’apprendimento la dice lunga, e il fatto che il titolo in questione sia fondamentalmente una sorta di corso introduttivo al game design la dice lunga su come ci sia comunque l’intenzione di creare nuove leve educate per un settore florido e in sviluppo. Lodevole è anche l’idea di educare i fruitori del domani a non essere completamente passivi nei confronti del mercato, dandogli una base per comprendere le meccaniche dietro lo sviluppo e la creazione di un videogioco.

Little Big Planet è però solo la bandiera di un programma con un budget di 2 milioni di dollari nel solo 2010 e che tra le altre cose prevede un concorso di game design con un primo premio di $300.000 .

Obiettivo della competizione sarà la creazione di un software in grado di insegnare le materie coinvolte dal progetto STEM a tre fasce d’età differenti: dai 4 agli 8 anni, dagli 8 ai 12 e dai 12 ai 16. Tra le linee guida del concorso spicca il fatto che il gioco sviluppato dovrà essere in grado di raggiungere anche i fruitori tradizionalmente “difficili”: ragazze e minoranze di ogni tipo.

Non un compito facile, ma sicuramente incoraggiato oltre che dal premio in palio, dall’esposizione che ne deriverà: i vincitori saranno infatti presentati durante il prossimo E3.

In Italia tutto questo sarebbe fantascienza, assurdo ma vero, qui da noi, nel paese che ha eletto presidente un uomo d’affari, ancora quasi nessuno si è reso conto di un giro di affari da milioni di euro, in continua crescita…..speriamo.

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Giovanni Auditore, assassino in carne ed ossa [cortometraggio di Assassin's Creed 2]


assassin's creed 2 ubisoft ezio auditoreVi racconto un aneddoto su questo video. Mi sono reso conto solamente dopo una trentina di secondi che non si trattava di computer grafica ma di attori veri. Lo so, sono un po’ sbadato; questo mio lapsus però la dice lunga su quanto la grafica computerizzata in questi ultimi anni abbia fatto dei passi da gigante e sia ormai simile al fotorealismo. Ma non è solo questione di immagini, ma anche di montaggio: i professionisti dei trailer dei videogiochi, ormai, hanno raggiunto livelli  che non si vedono neanche al cinema.

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Mutande videoludiche… belle! [gadget cultura pop]


Underwear videoludicoMentre sceglievo la categoria di questo articolo pensavo: “GamingCulture…? Possono delle mutande essere cultura?”. Beh, quando sono videoludiche, si: sono cultura pop! E la cultura pop tira. Ho appena scoperto, infatti, che la catena di abbigliamento Target, ha allestito un intero rack di underwear (cioè biancheria intima: non solo mutande, quindi) nei suoi punti vendita.

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Gamescom 2009 [reportage Inside The Game]


Tre amici si ritrovano in terra straniera, pronti ad assistere per la prima volta alle meraviglie di una grande fiera interamente dedicata ai videogiochi e parallelamente a capire come un evento anche solo simile a questo per ora, in Italia, è impossibile vederlo pure col telescopio Hubble.
Non pensate neppure per un attimo che si tratti di esterofilia perchè i tedeschi hanno lavorato alla grandissima sotto ogni punto di vista per portare il meglio del videogame davanti ai nostri occhi in un delirio di luci, colori e pazzie varie: escludendo le storie di abusi di birra, belle tette e di persone che si imbucano alle feste, eccovi il mio resoconto.
Primo contatto:

La città di Colonia è molto bella, ma questo lo sapevamo già. Clima perfetto (almeno in pieno agosto) e una folta rappresentanza di giocatori, che era possibile incontrare ovunque nella zona del centro. La nostra visita all’evento era prevista per Sabato, quindi a spasso orfani di Pinolo che sarebbe giunto a notte inoltrata da Monaco.
Trovare il biglietto è stato facilissimo: in un grande magazzino un’arzilla signora non solo ci ha venduto il prezioso tagliando, ma anche dato perfette indicazioni per la serata. Francamente non mi sarei mai aspettato lo spettacolo in centro: credevo avremmo trovato una zona piena di locali, ci siamo trovati davanti a una piazza gremita di gente, con tanto di posti a sedere, un palco con band che si esibiva dal vivo, un presentatore abbastanza idiota e gli Awards per i videogame dell’anno trascorso. Ah, e la birra a 2 euro. In più postazioni tematiche di vari titoli o console, in modo che fosse chiaro che nei giorni della fiera i videogiochi erano prontissimi a ricevere tutto il rispetto che meritano. Peccato essere arrivati alla fine dei premi, tanto più che quello per la migliore ambientazione è andato a Mirror’s Edge (per chi tifavamo noi? Ovviamente per Fallout!).
Questo è stato l’antipasto, eravamo più che pronti a un risveglio di buon mattino e una devastante giornata di attese e meraviglie.

Welcome to the Jungle: Occhi impiastricciati di sonno, stomaco provato dalla copiosa colazione: pronti via, la Fiera apriva alle 9 e noi pensavamo di fregare sul tempo i tedeschi, provando più giochi possibile prima che gli stupidotti si alzassero dal letto. Che stolti! La folla era già oceanica, assiepata in una bella struttura tirata a lucido (almeno di buon mattino) e dannatamente vasta: avedola percorsa in lungo e in largo il fisico ne ha risentito abbondantemente, lasciandoci alla lunga stremati.

Il problema più grande, nonostante l’impeccabile organizzazione, era che la maggior parte delle presentazioni era riservata di volta in volta a gruppi di circa 70 persone, che entravano tutte insieme per assistere ai mini eventi della durata di circa mezz’ora: il risultato erano un minimo di mezz’ora di attesa snervante, senza poter muovere un passo prima di poter finalmente affollare le salette. Ciò non toglie nulla all’evento, anche perchè in linea di massima tra le meraviglie viste e il gadget di fine proiezione l’attesa si scordava in fretta. Non so però se AKirA sarà più lo stesso di prima: avere Starcraft 2 in prova a pochi metri e scoprire che l’attesa minima era di quattro ore (su undici di apertura dell’area) lo ha lasciato catatonico per qualche minuto. Siate buoni: non provate a ricordarglielo!

In ogni caso, al di là  questi mini-eventi, lo spettatore non aveva modo di annoiarsi tra rampe da skate, mini campi da calcetto, una pista sterrata per correre con motorini e quad, moltissimi stand che vendevano rinfreschi e un piccolo museo delle piattaforme di gioco in cui era possibile provare vecchie macchine da gioco collegate a monitor o televisioni dell’epoca in modo da accontentare anche il più accanito retrogamer: fantastico!

Poco prima di pranzo finalmente compare il grande Pinolo: dopo qualche mese di lontananza e contatti unicamente virtuali è stato un vero piacere ritrovarsi e massacrarsi fianco a fianco in fila, nonchè abusare dell’ospitalità post evento allo stand Deep Silver.

Gamescom 2

Finalmente in gioco:

E’ ovvio che sulle suddette undici ore di apertura e con le massacranti attese, siamo stati costretti a scegliere quali giochi vedere/provare: dato che la nostra linea è di non parlare di ciò che non abbiamo toccato con mano (Stoya a parte ;) ) ecco ciò che abbiamo selezionato dal caos del Gamecom 2009:

Borderlands: definito “il primo rpg/fps”, presenta un’ambientazione simil Mad Max, con macchine costruite bizzarramente, migliaia di armi (“più di tutte quelle di tutti i giochi usciti a oggi per Ps3 e Xbox360″) e grafica in cell shading, potrà anche essere un titolo molto atteso, ma non mi ha colpito per niente. Proprio le scelte di design a mio parere cozzano troppo con l’ambientazione, rendendola troppo luminosa e tendente al fumetto: probabilmente è solo questione di gusti e il multiplayer cooperativo mi farà passare ogni perplessità: basterà aspettare il 23 ottobre per un giudizio definitivo.

Mafia 2: la serie svolta pesantemente verso il gameplay di GTA, ma questo non è necessariamente un male. Praticamente un film interattivo, forte di scene di inframezzo e gioco dannatamente realistiche e di un’ambientazione di sicuro appeal: mitra Thompson, un po’ di alcol e qualche ragazza poco vestita non hanno fatto altro che aggiungere hype.

Bioshock 2: deludente il filmato perchè mi aspettavo di più dal punto di vista delle novità, ma non si può dire che non stia venendo su molto bene. Essere un Big Daddy e difendere le sorelline sposta completamente le premesse del gioco, se l’atmosfera generale restasse analoga a quella del predecessore c’è poco da dire: mio.

The Beatles: Rock Band: suonare su un palco simil vero, anche se davanti a una decina di persone,  non mi capiterà mai più, come dubito di prendere in considerazione un titolo che venderà godzillardi di copie grazie alla band pop più celebre di tutti i tempi. Cosa dovrei dirvi? Ci sono i modelli dei Beatles, ci sono tutti i loro successi e c’è pure tutto il divertimento tipico della serie. Io però mi sono rotto le palle, continuano ad abusare del successo che stanno riscuotendo: legittimo, ma per me resta sullo scaffale.

Brink: shooter futuristico ambientato su una città galleggiante, contiene parecchi spunti interessanti visti in altri titoli ma rielaborati in modo funzionale a un gameplay che appare molto solido, almeno in prospettiva. Per il movimento del nostro personaggio (interamente customizzabile), si è scelta una via analoga a Assassin’s Creed: con un tasto premuto e una rapida occhiata con la telecamera di gioco, è possibile superare gli ostacoli in modo dinamico e molto vario. Inoltre la presenza di classi diverse, che è possibile cambiare accedendo a punti strategici per completare i vari obiettivi di missione, e il multiplayer fino in otto suonano come aggiunte davvero sfiziose a un fps nettamente fuori dai canoni consueti.

Call of Duty: Modern Warfare 2: la fila più massacrante perchè doppia (prima all’esterno, poi all’interno), ma anche la più spettacolare: tutto il livello ambientato sulla neve giocato davanti a noi, con il classico realismo tipico di Infinity Ward fatto di esplosioni e effetti grafici curatissimi (come le crepe sul ghiaccio lasciate dai ramponi con cui ci si arrampica, che continuano a estendersi sulla superficie stessa). Un gioco pieno dii carattere, anche se il single player, per quanto intenso e stepefacente, non è niente rispetto al multi, che si prospetta ancora una volta imperdibile.

Tatsunoko vs Capcom Ultimate All Stars: finalmente una prova con mano, conclusa in tragedia causa rottura dell’arcade stick che utilizzavo io (che mi sa tanto avrei perso malamente). Veloce e colorato, persino bello da vedere nonostante esca per Wii, sembra limato a dovere per pttenere un buon successo. Magari non tutti conosceranno Polymar, Kyashan o il Mago Pancione (con un cuore cosìììì), ma per chi è cresciuto negli anni 80 è un sogno che si avvera. Personalmente avrei allegramente evitato i personaggi Capcom per avere solo quelli Tastunoko (e magari quelli di Go Nagai), ma lo spirito del gioco è quello del crossover improbabile, in cui persino Viewtiful Joe col suo testone pare picchiare come un fabbro. Combo spettacolari e super mosse devastanti, mi sa che per questo toglierò il Wii da sotto il tavolo della cucina che balla.

Mass Effect 2: non vedo l’ora. Provato con mano, non sposta in nulla in gameplay già amato col primo, infarcito di dialoghi intensi e combattimenti frenetici. Niente di veramente nuovo, ma la sensazione netta che il comparto grafico sia migliorato e Bioware punti molto sulla serie. Tutti coloro che hanno giocato al primo sono riusciti ad apprezzarlo nonostante i problemi tecnici di cui era infarcito, superati quelli tutti zitti: si compra e basta!

Scribbleanauts: ovvero il trionfo delle idee sulla tecnologia. Carino da vedere, stupefacente per l’inventiva nascosta in un gioco solo apparentemente semplice. Mi sa che dovrò recuperare anche il mio fedele DS “prima maniera”, in barba al DSI, anche solo per scoprire tutte le soluzioni possibili usando un po’ di cervello. C’è da dire però che non riconosce la parola birra, un fatto certamente molto grave: però c’è Dio!

Fifa 10/PES 10: ingiudicabili. Senza provare con mano con almeno una decina di partite, ogni modifica o limatura al gameplay non può essere colta, a meno di parlarne rielaborando le chiacchiere di Konami e EA. Tanto venderanno a pacchi, indipendentemente da quale sarà considerato migliore.

Passo e chiudo:

Evento fantastico, ogni aspetto del videogioco trattato con cura, rispetto e spazio a sufficienza. Organizzazione più o meno impeccabile, tante risate in una città affascinante e accogliente. Ah, quasi dimenticavo le Booth Babes: riguardo a quelle c’è qualcosa che bolle nel pentolone di AKirA, un po’ di pazienza e ne vedrete delle belle!

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AEX Ranbat domani a Roma [torneo di Street Fighter 4]


Arcade Fight Stick per Street Fighter 4Domani sarò alla Ranbat, un torneo praticamente mensile (o quasi), organizzato dalla community di Street Fighter 4 e da Arcade Extreme, come telecronista. L’evento è volto soprattutto a far avvicinare nuovi “adepti” al fantastico picchiaduro Capcom di cui, su questo blog, abbiamo parlato in lungo e largo. Si terrà a Roma nel locale 1Up della “catena” ESC Italia, in Piazza Pecile (quartiere Garbatella): orario, dalle 15 alle 20.

Ovviamente, visto che ci sono, parteciperò al torneo per mostrare a tutti le mie scarse potenzialità con Abel (mio nuovo personaggio, con cui online sto prendendo solo schiaffi :( ). Mi sono anche comprato l’Arcade Fight Stick per l’occasione.

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Quando hai un Language Tester nello staff… [presentazione Pinolo]


PinoloCiao a tutti! Nuovo staff in arrivo! Mi presento, sono Giuseppe PinoloBellina, 25 anni passati tra videogiochi di ogni tipo, cartoni animati, film e fumetti! Professione: videogiocatore? Quasi! Attualmente sono Italian Lead Quality Assurance Tester per la Deep Silver, a Monaco di Baviera.

Passo gran parte della giornata quindi lavorando (eh si, è un lavoro) tra build piene di bugs e developers sull’orlo di una crisi di nervi ma tutto sommato non mi lamento per niente! Non siamo certo la EA o Blizzard, ma vi assicuro che una volta che si lavora all’interno, si capisce davvero quanti sforzi si fanno anche per un dizionario elettronico… o per l’ennesimo gioco di pony per Nintendo DS.

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Assassin’s Creed 2: “It’s me, Ezio” :) [preview e trailer in game]


L’E3 è passato. E’ stato un botto enorme ma è passato.

Ora arriveranno le altre fiere (Tokyo Game Show e Gamecom a Colonia) mentre quella losangelina si sedimenta nei nostri cervelli. Dobbiamo pensare ai tantissimi titoli presentati e capire quali ci piacciono e quali no. Quali compreremo questo autunno infuocato e quali lasceremo ad impolverarsi sullo scaffale.

Dopo aver visto questo video, penso che uno di quelli che entreranno nelle case dei giocatori sarà Assassin’s Creed 2. Mi sbaglio? ;)

Ma cosa ha combinato Ubisoft con questo gioco?

Il primo capitolo era un’esperienza incredibile, soprattutto per le prime 4 ore di gioco. Poi diventava molto ripetitivo, troppo e sicuramente non poteva essere definito un capolavoro. Certo che lo stile e alcuni dettagli lo hanno reso per me un vero e proprio must del 2007! Una specie di viaggio. Con Assassin’s Creed è stato come andare in gita in Terra Santa.

Ora Ubisoft si spinge ancora più in alto, e la vacanza si sposta in Italia, la nostra terra, la nostra nazione. Venezia, mostrata in questo filmato, non è mai stata così vera, vivida ed emozionante. Ambientare la trama durante il rinascimento è stato un colpo di genio ma addirittura calare la maschera del carnevale sulla città della laguna fa gridare al miracolo. Con il motore del gioco francese, poi, tutto sembra magico, avvolto in un’aura di mistero e sofisticato.

Hanno cambiato qualcosa, rispetto all’originale ora Altair… a no scusate, Ezio, il protagonista del gioco, potrà nuotare e addirittura volare, grazie ad una delle invenzioni di Leonardo da Vinci come la macchina volante. Il tutto sembra navigare nella direzione di rendere il gioco più vario e completo; una sorta di sandbox medievale (pensata fantastica!) dove un assassino sta per compiere il suo destino, non limitandosi a prendere punti alti e a cascare nel fieno. Dal filmato infatti si evince che ogni missione sarà diversa, ludicamente parlando, alla precedente e probabilmente anche il combattimento sarà più divertente. Quest’ultimo punto mi sembra garantito dalla mancanza di armi da parte di Ezio Auditore, molto più “ladro” rispetto ad Altair, oltre che assassino. Il feeling è sempre lo stesso e i particolari davvero azzeccati sono rimasti: i discorsi prima di infliggere il colpo finale alle vittime designati, l’animus e un protagonista davvero carismatico (nonostante il nome faccia ridere).

Graficamente è sconvolgente. Venezia è stupenda, quasi come nella realtà e soprattutto sembra davvero uguale alla controparte reale. I vicoli,i canali, le piazze tutto è stato riprodotto nei minimi termini. Non vedo l’ora di vedere Firenze.

Anche e soprattutto l’idioma dei cittadini della città sospesa sul mare è stato riprodotto in maniera fedele: questo significa che parlano italiano. In quegli anni, infatti, il volgare era ormai in uso e quindi la popolazione, ricca o povera che fosse, utilizzava la lingua con cui tutt’ora io sto scrivendo in questo blog per comunicare. Il trailer, ovviamente, è della versione inglese del gioco ma, come per la terra santa dove c’erano soldati che parlavano francese e guardie che parlavano tedesco, ci saranno frasi in completo italiano.

Apro quindi la prima parentesi negativa di questa preview. Ma è possibile che i programmatori canadesi pensino davvero che noi tutti parliamo come Mario di Super Mario Bros? “It’s me! Simooone”. No, non parliamo così e quindi davvero non si spiega l’approssimazione con la quale sono stati doppiate le frasi in italiano che, al 100% secondo me, si avvarranno di un madre lingua nella versione finale. Questa era solo qualcosa da mostrare all’E3… vero?

No perchè sennò questo gioco si coprirà di ridicolo almeno qui nel Bel Paese (anche se in verità verrà ridoppiato, quindi solo chi comprerà o vorrà giocare alla versione inglese noterà ciò che sto dicendo): al minuto 3:00 c’è una guardia che dice “Il diavolo, il diavolo è venuto a portarci via” che non sembra manco italiano maccheronico parlato da qualche straniero. Sembra proprio la voce di Mario!!! :)

Pensate in tal proposito è nata anche un’iniziativa volta a far ridoppiare Assassin’s Creed 2 a madrelingua italiani professionisti anche per il mercato non italiano. Me l’ha fatto notare Matteo, creatore di questa corrente che si chiama “assassinmario“. Pensate che c’è addirittura una petizione da firmare online e inoltre la protesta ora ha anche un simbolgo. Lo vedete qui a sinistra :) Insomma ridiamo dignità alla nostra lingua è la parola d’ordine per questo gruppo di persone, almeno nei videogiochi… Bravi, vi appoggio!

Curiosità vuole che io abbia già avuto problemi col doppiaggio di Assassin’s Creed, anche se era quello italiano. Avevo accusato, sbagliando, di scarsa qualità i doppiatori italiani per la prununcia della parola “credo“. Fortunatamente nei commenti del mio articolo, il credo de noartri (che tra l’altro dovrebbe essere “noantri”, in romanesco), uno dei doppiatori del gioco mi ha fatto notare l’errore. Come già detto comunque, qui non si parla di localizzazione, spesso approssimativa nei videogiochi italiani, ma proprio della versione in lingua inglese.

Concludendo comunque, sono sicuro però che Ubisoft ci sta già pensando e nella versione finale avremo un italiano perfetto che permetterà al pubblico inglese, americano, francese ecc di calarsi ancora di più nell’atmosfera di questo splendido titolo che, per la cronaca, comprerò al day one (la data di uscita mondiale è fissata per il 17 novembre) ! :)

Pena il linciaggio de noantri ;)

Secondo voi come sarà? Vi attizza? :)

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Tornei di videogiochi per consoles… sports league!


Come sapete tutti io sono un “fanatico”, un appassionato, un esperto, un quellochevipareavoi dei tornei di videogiochi.

Dagli albori di questo fenomeno d’aggregazione, perchè secondo me i LAN party sono proprio questo, ho cercato di seguirne l’evoluzione in Italia partecipando, pensate un po’, a tutte le maggiori competizioni create per il nostro paese, online e offline. Dal 1999 ad oggi, non ho perso un evento degno di questo nome a parte qualche lannetta familiare.

Sono stato testimone del primo LAN Party che coinvolgesse tutta la penisola e tutti i giochi organizzato a Firenze al Palatenda (che caldo): circa 400 giocatori. L’anno dopo è stata la volta del primo ILP, Italian Lan Party, organizzato da ANVI, al palazzetto dello sport di Firenze: poco meno di 1000 giocatori. E poi la prima NGILAN, nel 2002 se non sbaglio: più di 1000 giocatori. Questi eventi erano tutti BYOC, cioè bring your own PC, significa che tutti i giocatori portavano il proprio computer da casa. Nel 2004 cominciai ad avere la passione per i video e decisi di portare la telecamera all’ultimo LAN Party dove risultavo ancora capoclan dei SoL, Sons of Law, ormai estinti. SMAUILP 2004 fu l’evento più grande e impressionante mai organizzato in Italia, il primo in cui io feci un video (quello che vedete qui sopra), l’inizio della fine. Circa 1000 PC portati dall’organizzazione per altrettanti giocatori, più altri 200 PC dell’area “VIP” per tornei dal montepremi stratosferico a cui intervennero i più grandi giocatori di tutta Europa di Warcraft 3 e Call of Duty. Eppure, come detto poco fa, questo evento segna nostro malgrado l’incipit di una parabola discendente in questi eventi e nel netgaming stesso che si è sempre più svuotato.

L’ultimo LAN PArty al quale sono stato, bellissimo per carità, è stata la Dema Zone LAN: circa 80 giocatori. Avete letto bene, da 1000… a 80 :) . Aiuto! I netgamers stanno sparendo!

Perchè? Tanti motivi. Troppi per elencarli tutti in un unico post che vuole parlare d’altro. Uno su tutti è che il gaming su PC non sta andando tanto bene, soprattutto in Italia. E allora, per riempire di nuovo i palazzetti, quale è il futuro degli Sport Elettronici? Cosa dobbiamo fare?

Semplice, come ho già detto spesso, spalancare il nostro “cuore” di nazipcisti (l’ho letto in un forum ;) ) alle console! E quindi, innanzitutto, cercare di far crescere quella che probabilmente sarà la lega più importante per tornei di console in Europa, se si muove bene, cioè CSL, Consoles Sports League il prolungamento della potente ESL sul mercato delle macchine da gioco Microsoft, Sony e Nintendo.

Beh dopo la scorpacciata di news dei giorni scorsi, relative all’E3, vi sarà salita una voglia di giocare mica da ridere (come al sottoscritto). Quale migliore occasione, quindi, di un bel torneo con gli amici? Beh il sito giusto è proprio www.consoles.net ! Iscrivetevi, mettete il sito in italiano e buttatevi nell’arena. Ci sono dei bei premi e, speriamo, anche della grandi notizie in serbo per voi (io sogno, ogni notte, una EPS, cioè un campionato di Serie A con finali dal vivo e un montepremi da 25.000$ per console; per saperne di più ho scritto il post Finali EPS: gli Sport Elettronici in 5 punti)

So che sembra un post “pubblicitario” e in qualche modo lo è, ma come sempre le motivazioni dietro sono più che valide. Esistono già siti che organizzano tornei di videogiochi in Italia. C’è The Live Community (che sono dei cari amici e che da poco, grazie agli altri amici DCA, stanno lanciando CPC il primo campionato per console italiano) dove ho appena vinto un torneo di Halo Wars, c’è Gamebattles.it, c’è MondoClan, c’è la Lega Italiana Gears of War dell’amico Gold Jok3 ecc ecc. Perchè dovreste andare su Consoles? Perchè lo dice AKirA?

Beh, un po’ si! Sapete che a darmi retta ci si guadagna sempre ;) Comunque sia la differenza tra CSL e questi ultimi siti, però, è evidente. Il primo ha un infrastruttura creata apposta per organizzare tornei, ladder e chi più ne ha più ne metta. Gli altri invece sono tutti via forum. Insomma CSL è un po’ più professionale, mentre gli altri sono molto for fun (non che questo sia un male… anzi ;) in fondo per i giocatori l’importante sono i premi e gli eventi e in questo campo la lotta è serratissima tra tutti i contendenti, scegliete quello che preferite).

E proprio in questi giorni Consoles Sports League sta venendo rilanciato, con delle nuove opening cup e altri tornei. Per saperne di più il link preciso è questo, dove troverete tutte le informazioni necessarie per partecipare e per mettere le vostre manacce sui premi! Sempre che io ve lo permetta… ;)

Insomma, concludendo, come questo video è stato l’inizio della fine (anche se per me è stato importantissimo, per la prima volta, filmare un evento simile: sul mio canale youtube trovate molte testimonianze, italiane o estere, degli eventi ai quali ho partecipato), spero che Consoles sia invece il primo mattone su cui ricostruire la casa del netgaming italiano. Spero di rivedere, davvero, lo spero proprio, un evento con 1000 persone in Italia: tutti ragazzi semplice, genuini e simpatici, con lo stesso pallino, la passione per la sfida e per i videogiochi. La stessa passione che ormai mi accompagna da più di 10 anni e in cui continuo a credere, credere, credere nonostante i segnali negativi siano ad ogni angolo.

Ma per come mi sento adesso, non mollerò mai. Voi invece?

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Rapelay, il simulatore di stupro fatto videogioco: uno scandalo mediatico senza senso!


RapeLay

Ed eccolo qua, l’ennesimo scandalo senza senso nel mondo dei videogiochi. Si chiama RapeLay ed è un “simulatore” di stupri, cioè un videogioco altamente controverso dove lo scopo del gioco è seguire una signora uscita dalla metropolitana, molestarla verbalmente e poi stuprlarla fisicamente. Dopo aver scoperto che la suddetta è madre di due splendide ragazze, bisognerà seguire, molestare, rapire e stuprare anche le due più giovani protagoniste. E così via fino alla conclusione della storia, o del proprio liquido seminale.

Senza esclusioni di immagini spinte o censure di alcun tipo. Se volete farvi un idea, ovviamente, c’è youtube o questo link con le immagini di google.

Ora, la notizia incredibile (davvero incredibile) è che il Parlamento Italiano sta discutendo di questo videogioco e lo vuole bloccare. Così come stanno facendo in America, negli altri stati d’Europa ecc. Tutto perchè qualcuno ha portato all’attenzione della stampa RapeLay. Questo qualcuno è Amazon che prima, da buon “imprenditore”, rende il titolo disponibile nel suo catalogo per 2 anni (è un titolo del 2006); ora, accortasi del “pericolo” l’ha bloccato e ne ha fatto parlare i giornali e i blog di mezzo mondo con pochissima cognizione di causa.

Voglio dire subito una cosa, a me fa schifo un gioco dove devo stuprare la gente. Tra l’altro Rapelay è un pessimo videogioco. Ripetitivo, piatto, graficamente scialbo. Insomma un titolo senza senso che non è proprio degno di alcun articolo, nè su Repubblica nè su Inside The Game. Solo che Repubblica vende più copie parlandone….

…mentre io non voglio assolutamente parlarvene (anche se in verità lo sto facendo… stupido AKirA), ma voglio invece puntare il dito sulla stupidità del Parlamento Italiano, dei giornali che stanno parlando del caso, delle TV ecc ecc. E questa volta non agiterò il fantasma della censura o il fatto che nessuno ha provato il titolo prima di bandirlo. Non me ne frega niente di difendere questo gioco che spero davvero nessuno caghi di striscio (se non per vedere qualche donnina nuda… ma ci sono già migliaia di siti per fare questo no?) non regalando alcun soldi ad Illusion Soft, i creatori di questo “fantastico” titolo.

Come si fa a montare un caso internazionale su un gioco edito solo in Giappone? Cioè il Parlamento Italiano vuole “bloccarlo”? Si dovrebbe rendere conto che è già “bloccato” da solo perchè non è commercializzato in nessun negozio del Bel Paese (mi sa che prima o poi questa perifrasi per indicare l’Italia la dovrò eliminare dal mio vocabolario…). Quindi cosa vogliono bloccare? Vogliono andare in Giappone e bruciare tutte le copie come si faceva con i libri sotto il Nazismo? :)

Chi possiede il titolo, infatti, lo può possedere solo attraverso l’importazione indipendente che probabilmente è già illegale di per se.

Ma la cosa ancora più da ridere è un’altra. Rapelay è il seguito (non ufficiale a dire la verità) di un altro videogioco chiamato Interact Play VR, sempre dei porconi Illusion Soft (di cui parleremo a breve). Tra i due però c’è molta differenza. Il primo è molto ma molto più leggero del secondo: mentre è consentito solamente stuprare le donne in Rapelay, in Interact Play VR si può fare di tutto, fino ad ucciderle in maniera non proprio convenzionale. Ora, c’è qualcosa di più cretino che attaccare il titolo meno spinto, soprattutto quando l’altro è uscito nel solo Giappone nel 2001 e nessuno ha detto “a”?

No, non c’è niente di più stupido!

Quindi questa immensa polemica che non farà altro che far schizzare alle stelle i download illegali di Rapelay, visto che il titolo non è neanche per console ma per PC, quindi manco ci vuole la modifica. Uno scandalo mediatico senza senso e completamente sterile, tanto per far scrivere un po’ di inchiostro ad orologeria sui giornali quando i videogiochi, porgono il fianco, in maniera tanto banale come in un titolo dove il gameplay è basato sugli stupri.

La cosa più importante da dire però è un altra, cioè che Illusion Soft è una software house di videogiochi Hentai (nel suo catalogo anche la serie Des Blood, lo sparatutto con le donne nude!). Ora, siccome so di star parlando con dei nerdini come voi, non vi spiego il significato di questa parola, tanto lo conoscete benissimo. Basta dire che in Giappone, come detto nei commenti al mio post “Quanto tira il porno? Poco nei videogame”, quello dei videogiochi a sfondo pornografico è un vero e proprio mercato, come da noi quello dei film hard. Quindi è assolutamente normale che ci siano giochi in cui si stupra così come nel mercato delle pellicole porno in Italia è assolutamente normale che ci siano dei film dove accade la stessa cosa (solo che è finta, sennò si finisce negli snuff, qualcosa di veramente terribile in cui spero di non imbattermi mai).

La vera cosa interessante di cui parlare sarebbe questa: ma perchè in un videgioco ci sembra lecito uccidere, smembrare e scartavetrare a suon di razzi la gente mentre è inaccettabile uno stupro? Perchè addirittura io mi sento di condannare lo stupro virtuale ma non l’omicidio virtuale? Cosa scatta nella mia testa per dire una cosa simile?

A queste domande proverò a rispondere in un prossimo post anche se, probabilmente, avrò bisogno di un buon sociologo e di un buon psicologo per rispondere in maniera intelligente.

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3MoG, Street Fighter 4 su MusicBox (Sky 703) [video recensione]



Questo gioco è una figata, punto!

Con Street Fighter 4 mi sto divertendo come raramente mi capitava: la possibilità di sfidare gente online unita all’appeal fantastico del titolo mi stanno facendo pentire di essere qui a scrivere sul blog mentre dovrei essere a perfezionare il mio stile con Blanka o Dhalsim. Insomma titolone da possedere assolutamente, nonostante il genere di nicchia.

E ovviamente spero che questa puntata di 3 Minutes of Game sia altrettanto bella e vi stupisca con effetti speciali ;) Spero si noti nella recensione l’affetto che provo per questo titolo, davvero molto importante per me e per i miei ricordi di bambino. Quante monetine al bar per il 2…

Ecco perchè per parlare del picchiaduro Capcom ho voluto per forza calarmi nella parte e quindi realizzare un sogno che da sempre mi stuzzica la fantasia. Pensate se riuscissi a fare l’Haduken veramente, quanto potrebbe essermi utile?

Sono nel traffico e c’è un pirata che mi taglia la strada… ? Basterebbe sporgersi dal finestrino e Haduken!
C’è un tipo che vuole rubarmi la mia copia di Starcraft 2 appena uscito? Haduken e tutti a casa contenti!
Vedo passare la macchina di qualche politico? Con un mio Haduken risolverei una buona percentuale di problemi di questa nazione :)
Accendere la carbonella per una braciolata celebrativa (della morte del suddetto politico… ;) )? Haduken e non consumerei nè diavolina, nè giornali, nè alcool.

Insomma, tanti modi per utilizzare un colpo energetico. Ve ne vengono in mente altri? Postateli nei commenti che ci divertiamo un po’ ;)

Per gli amanti di youtube il 3MoG di Street Fighter 4 è qui.

Colgo l’occasione per informare tutti quanti mi seguissero su MusicBox che il canale della rete è cabmiato ed ha guadagnato 14 numerazioni su Sky. E’ passato da Sky 717 a Sky 703. Merito di 3 Minutes of Game? :)

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Evento Cartoomics 2009 e Umbrella Italian Division [video + cosplay]


Umbrella italian division

La mia esperienza a Cartoomics 2009 per le prime eliminatorie dei World Cyber Games (le olimpiadi dei videogiochi) è stata davvero infernale! Mi sono scordato a Milano gli occhiali, che sono però stati ritrovati e l’alimentatore della mia telecamera che invece ancora è disperso. Maledizione alla fretta. L’evento WCG inoltre non è stato neanche superlativo anche se in verità i tornei sono stati abbastanza “popolosi”. Più di 40 partecipanti a Guitar Hero World Tour e 12 a Starcraft… quindi non male.

Ma oggi non voglio parlare strettamente di videogiochi, e fare il solito resoconto di chi ha vinto e chi ha perso ai tornei disputati, ma di passione per gli stessi. Passione che ti spinge a vestirti in modo assurdo alle fiere per impressionare gli altri e per ricevere qualche complimento in più. Passione per un personaggio in particolare o per una saga, addirittura. Passione condivisa da te e dai tuoi amici per qualcosa. Insomma sto parlando del cosplay ispirato ai videogiochi che, fiera dopo fiera, diventa sempre più moda. In fondo i personaggi di pixel sono ormai entrati nella cultura popolare e il cosplay sta letteralmente esplodendo. E’ normale quindi che tra un abito lungo da elfa di World of Warcraft e le solite, immancabili, Lara Croft, ci sia davvero tanto da vedere ad eventi simili per gli appassionati di questo “costume play“.

Ma il top l’hanno raggiunto i miei “amici” denominati “La bionda e il ragazzo della bionda” (li avevo incontrati a Lucca durante il contest di Wrath of The Lich King e li avevo così soprannominati ;) ) che potete vedere qui in foto mentre col loro gruppo di cosplayer ispirati a Resident Evil mi puntano una pistola alla testa. Si chiamano Umbrella Italian Division. Si sono presentati in 8 (almeno) e giravano armati e pericolosi, in vestiti che riproducevano esattamente una situazione tipica del survival horro Capcom con vestiti davvero all’altezza della situazione. Pensate che parlavano addirittura tramite apposite radioline e non tramite semplice voce!

Insomma se volete andarli a trovare mi fa piacere fargli un po’ di pubblicità: il sito dovrebbe essere questo e trovate molte più foto, scevre tra l’altro della mia presenza.

Ma siccome ho avuto un po’ di tempo libero ho pensato che mettere su un video non era male e, nonostante non tratti minimamente l’argomento videogiochi, l’ho caricato sul mio profilo youtube. Lo embeddo anche qui sotto (visto che non è d videogiochi non ci apro il post ma lo chiudo ;) ) sperando che vi risarcisca dell’attesa della prossima puntata di Three Minutes of Game che è pronta, ma che ancora non è stata pubblicata per ovvi motivi (ero a Milano).

Quindi vi lascio al video che non è proprio il massimo a livello qualitativo perchè è stato montato in pochissimo tempo. Vuole solo essere un ricordo, con interviste ad Alessandro FebbregiallaOteri e a due bellissime cosplayer che ringrazio molto ma di cui non conosco il nome. Non c’è nulla riguardante i videogiochi presenti in fiera che, probabilmente, tratterò in un prossimo video!

La canzone di sottofondo è musica indipendente (sotto licenza Creative Commons) ed è stata presa da Jamendo, ed è degli State of Empathy. Trovate qui l’album far from over, l’unico prodotto da questa band.

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