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Pure Football: Ubisoft combatte contro i giganti FIFA e PES o quasi [gioco calcio]


FIFA e PES (Pro Evolution Soccer) sono, da sempre o quasi, i videogiochi numero 1 e numero 2 più venduti in Italia alla fine dell’anno. Chiaro come il sole che nel nostro paese ci sia qualcosa che non va ;) Calcio in TV, calcio sui giornali, calcio nei videogiochi: basta usare questa parola magica di cinque sei lettere e tutto il resto è “inutile”. Questo blog se fosse stato sul calcio, probabilmente, farebbe molte più visite… ma questa è un’altra storia. Anche e soprattutto perchè, se questo blog fosse sul calcio e fosse scritto comunque dalle stesse persone, si parlerebbe solo di A.S. Roma e quindi chissà… magari non sarebbe poi così letto ;) Tra l’altro a Fucktotum verrebbero le vene varicose ogni lunedì o quasi, quindi, meglio così: meglio Inside The Game che Inside The Football!

La notizia di oggi riguarda Ubisoft anche se non certo una novità dell’ultim’ora. Anche il colosso francese vuole una fetta dell’immensa torta che riguarda le simulazioni calcistiche. Azz… cosa ho scritto? Simulazioni calcistiche? Beh, non è proprio esatto.

Pure Football, infatti, il videogioco di prossima pubblicazione (Maggio 2010) non sarà una vera e propria simulazione di una partita di calcio bensì un qualcosa alla “Fifa Street“, quindi con un’attitudine un po’ più arcade e un po’ più scanzonata. Come primo passo verso la direzione dei videogiochi calcistici, ovviamente, è qualcosa di più semplice rispetto a programmare un “terzo incomodo” nella guerra che anno dopo anno sconvolge il mondo conosciuto e che si combatte tra Konami e ed Electronic Arts a suon di licenze, colpi speciali, falli di mano e intelligenza artificiale.

Il titolo vedrà la partecipazione di circa 200 star (ho usato questa parola sovapprensiero ma, ora che ci rifletto, è veramente adatta) del calcio mondiale. Le squadre in gioco saranno composte da 5 elementi (quindi si “simulerà” in un certo modo il calcetto) e il gameplay del titolo probabilmente non sarà del tutto “assurdo” come Fifa Street (con colpi speciali molto al di là delle possibilità offerte dalla fisica dei corpi) ma adrenalinico allo stesso modo.

Che dire, sinceramente non sono un calciomane ma i titoli di questo tipo mi divertono da morire. Inoltre Ubisoft sta davvero dando prova di essere una buona Software House oltre che un ottimo publisher e, se permettete, in questa guerra senza confini preferisco l’Europa (Ubisoft è Francese) al Giappone e agli Stati Uniti. Quindi in bocca al lupo a questo progetto.

Anzi, piuttosto, in bocca all’Ultras!

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Metal Gear Arcade in 3D! [video]


Kojima aveva annunciato questo nuovo progetto lo scorso giugno ma dopo di allora non avevamo ricevuto altre notizie. Oggi, grazie all’ AOU Expo scopriamo delle succulenti novità riguardanti il gioco esclusivamente arcade!

Da quanto tempo non andate in una sala giochi? Ma soprattutto, quante ne sono rimaste ad oggi in Italia? Si direbbe che l’attenzione verso i cabinet sia andata calando con il passare degli anni, al contrario che in Giappone dove le sale giochi sono ancora un pilastro della vita quotidiana. I giapponesi e presumibilmente anche gli americani potranno presto gustare questa nuova chicca prodotta dalla Konami: un Metal Gear Arcade che supporterà grafica 3D e un sensore di movimento della testa.

L’immersione nel gioco sarà totale, dovuta non solo dalla tecnologia 3D ma anche dal sensore di movimento: Snake guarderà esattamente dove il giocatore sposterà la testa, il tutto condito da microfono per chat vocale e mega casse. Sarebbe bello provare un prodotto del genere, mi sa proprio che dovremo ritornare a bazzicare la sala giochi del quartiere.

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Il remake che non ti aspetti [Rocket Knight Adventures]


rocket knight adventure remakeChi aveva un Sega Megadrive o un Super Nintendo potrebbe ricordarlo come uno di quei platform che hanno attraversato il panorama dei videogames anni ‘90 riscuotendo un certo successo; parlo di Rocket Knight, IP di Konami nata su console Sega e poi arrivata su SNES sotto il nome di Sparkster; qual’è la notizia? Che Rocket Knight sta per tornare, questa volta su Live, PSN e Steam in una nuova veste riveduta e corretta.

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Gamescom 2009 [reportage Inside The Game]


Tre amici si ritrovano in terra straniera, pronti ad assistere per la prima volta alle meraviglie di una grande fiera interamente dedicata ai videogiochi e parallelamente a capire come un evento anche solo simile a questo per ora, in Italia, è impossibile vederlo pure col telescopio Hubble.
Non pensate neppure per un attimo che si tratti di esterofilia perchè i tedeschi hanno lavorato alla grandissima sotto ogni punto di vista per portare il meglio del videogame davanti ai nostri occhi in un delirio di luci, colori e pazzie varie: escludendo le storie di abusi di birra, belle tette e di persone che si imbucano alle feste, eccovi il mio resoconto.
Primo contatto:

La città di Colonia è molto bella, ma questo lo sapevamo già. Clima perfetto (almeno in pieno agosto) e una folta rappresentanza di giocatori, che era possibile incontrare ovunque nella zona del centro. La nostra visita all’evento era prevista per Sabato, quindi a spasso orfani di Pinolo che sarebbe giunto a notte inoltrata da Monaco.
Trovare il biglietto è stato facilissimo: in un grande magazzino un’arzilla signora non solo ci ha venduto il prezioso tagliando, ma anche dato perfette indicazioni per la serata. Francamente non mi sarei mai aspettato lo spettacolo in centro: credevo avremmo trovato una zona piena di locali, ci siamo trovati davanti a una piazza gremita di gente, con tanto di posti a sedere, un palco con band che si esibiva dal vivo, un presentatore abbastanza idiota e gli Awards per i videogame dell’anno trascorso. Ah, e la birra a 2 euro. In più postazioni tematiche di vari titoli o console, in modo che fosse chiaro che nei giorni della fiera i videogiochi erano prontissimi a ricevere tutto il rispetto che meritano. Peccato essere arrivati alla fine dei premi, tanto più che quello per la migliore ambientazione è andato a Mirror’s Edge (per chi tifavamo noi? Ovviamente per Fallout!).
Questo è stato l’antipasto, eravamo più che pronti a un risveglio di buon mattino e una devastante giornata di attese e meraviglie.

Welcome to the Jungle: Occhi impiastricciati di sonno, stomaco provato dalla copiosa colazione: pronti via, la Fiera apriva alle 9 e noi pensavamo di fregare sul tempo i tedeschi, provando più giochi possibile prima che gli stupidotti si alzassero dal letto. Che stolti! La folla era già oceanica, assiepata in una bella struttura tirata a lucido (almeno di buon mattino) e dannatamente vasta: avedola percorsa in lungo e in largo il fisico ne ha risentito abbondantemente, lasciandoci alla lunga stremati.

Il problema più grande, nonostante l’impeccabile organizzazione, era che la maggior parte delle presentazioni era riservata di volta in volta a gruppi di circa 70 persone, che entravano tutte insieme per assistere ai mini eventi della durata di circa mezz’ora: il risultato erano un minimo di mezz’ora di attesa snervante, senza poter muovere un passo prima di poter finalmente affollare le salette. Ciò non toglie nulla all’evento, anche perchè in linea di massima tra le meraviglie viste e il gadget di fine proiezione l’attesa si scordava in fretta. Non so però se AKirA sarà più lo stesso di prima: avere Starcraft 2 in prova a pochi metri e scoprire che l’attesa minima era di quattro ore (su undici di apertura dell’area) lo ha lasciato catatonico per qualche minuto. Siate buoni: non provate a ricordarglielo!

In ogni caso, al di là  questi mini-eventi, lo spettatore non aveva modo di annoiarsi tra rampe da skate, mini campi da calcetto, una pista sterrata per correre con motorini e quad, moltissimi stand che vendevano rinfreschi e un piccolo museo delle piattaforme di gioco in cui era possibile provare vecchie macchine da gioco collegate a monitor o televisioni dell’epoca in modo da accontentare anche il più accanito retrogamer: fantastico!

Poco prima di pranzo finalmente compare il grande Pinolo: dopo qualche mese di lontananza e contatti unicamente virtuali è stato un vero piacere ritrovarsi e massacrarsi fianco a fianco in fila, nonchè abusare dell’ospitalità post evento allo stand Deep Silver.

Gamescom 2

Finalmente in gioco:

E’ ovvio che sulle suddette undici ore di apertura e con le massacranti attese, siamo stati costretti a scegliere quali giochi vedere/provare: dato che la nostra linea è di non parlare di ciò che non abbiamo toccato con mano (Stoya a parte ;) ) ecco ciò che abbiamo selezionato dal caos del Gamecom 2009:

Borderlands: definito “il primo rpg/fps”, presenta un’ambientazione simil Mad Max, con macchine costruite bizzarramente, migliaia di armi (”più di tutte quelle di tutti i giochi usciti a oggi per Ps3 e Xbox360″) e grafica in cell shading, potrà anche essere un titolo molto atteso, ma non mi ha colpito per niente. Proprio le scelte di design a mio parere cozzano troppo con l’ambientazione, rendendola troppo luminosa e tendente al fumetto: probabilmente è solo questione di gusti e il multiplayer cooperativo mi farà passare ogni perplessità: basterà aspettare il 23 ottobre per un giudizio definitivo.

Mafia 2: la serie svolta pesantemente verso il gameplay di GTA, ma questo non è necessariamente un male. Praticamente un film interattivo, forte di scene di inframezzo e gioco dannatamente realistiche e di un’ambientazione di sicuro appeal: mitra Thompson, un po’ di alcol e qualche ragazza poco vestita non hanno fatto altro che aggiungere hype.

Bioshock 2: deludente il filmato perchè mi aspettavo di più dal punto di vista delle novità, ma non si può dire che non stia venendo su molto bene. Essere un Big Daddy e difendere le sorelline sposta completamente le premesse del gioco, se l’atmosfera generale restasse analoga a quella del predecessore c’è poco da dire: mio.

The Beatles: Rock Band: suonare su un palco simil vero, anche se davanti a una decina di persone,  non mi capiterà mai più, come dubito di prendere in considerazione un titolo che venderà godzillardi di copie grazie alla band pop più celebre di tutti i tempi. Cosa dovrei dirvi? Ci sono i modelli dei Beatles, ci sono tutti i loro successi e c’è pure tutto il divertimento tipico della serie. Io però mi sono rotto le palle, continuano ad abusare del successo che stanno riscuotendo: legittimo, ma per me resta sullo scaffale.

Brink: shooter futuristico ambientato su una città galleggiante, contiene parecchi spunti interessanti visti in altri titoli ma rielaborati in modo funzionale a un gameplay che appare molto solido, almeno in prospettiva. Per il movimento del nostro personaggio (interamente customizzabile), si è scelta una via analoga a Assassin’s Creed: con un tasto premuto e una rapida occhiata con la telecamera di gioco, è possibile superare gli ostacoli in modo dinamico e molto vario. Inoltre la presenza di classi diverse, che è possibile cambiare accedendo a punti strategici per completare i vari obiettivi di missione, e il multiplayer fino in otto suonano come aggiunte davvero sfiziose a un fps nettamente fuori dai canoni consueti.

Call of Duty: Modern Warfare 2: la fila più massacrante perchè doppia (prima all’esterno, poi all’interno), ma anche la più spettacolare: tutto il livello ambientato sulla neve giocato davanti a noi, con il classico realismo tipico di Infinity Ward fatto di esplosioni e effetti grafici curatissimi (come le crepe sul ghiaccio lasciate dai ramponi con cui ci si arrampica, che continuano a estendersi sulla superficie stessa). Un gioco pieno dii carattere, anche se il single player, per quanto intenso e stepefacente, non è niente rispetto al multi, che si prospetta ancora una volta imperdibile.

Tatsunoko vs Capcom Ultimate All Stars: finalmente una prova con mano, conclusa in tragedia causa rottura dell’arcade stick che utilizzavo io (che mi sa tanto avrei perso malamente). Veloce e colorato, persino bello da vedere nonostante esca per Wii, sembra limato a dovere per pttenere un buon successo. Magari non tutti conosceranno Polymar, Kyashan o il Mago Pancione (con un cuore cosìììì), ma per chi è cresciuto negli anni 80 è un sogno che si avvera. Personalmente avrei allegramente evitato i personaggi Capcom per avere solo quelli Tastunoko (e magari quelli di Go Nagai), ma lo spirito del gioco è quello del crossover improbabile, in cui persino Viewtiful Joe col suo testone pare picchiare come un fabbro. Combo spettacolari e super mosse devastanti, mi sa che per questo toglierò il Wii da sotto il tavolo della cucina che balla.

Mass Effect 2: non vedo l’ora. Provato con mano, non sposta in nulla in gameplay già amato col primo, infarcito di dialoghi intensi e combattimenti frenetici. Niente di veramente nuovo, ma la sensazione netta che il comparto grafico sia migliorato e Bioware punti molto sulla serie. Tutti coloro che hanno giocato al primo sono riusciti ad apprezzarlo nonostante i problemi tecnici di cui era infarcito, superati quelli tutti zitti: si compra e basta!

Scribbleanauts: ovvero il trionfo delle idee sulla tecnologia. Carino da vedere, stupefacente per l’inventiva nascosta in un gioco solo apparentemente semplice. Mi sa che dovrò recuperare anche il mio fedele DS “prima maniera”, in barba al DSI, anche solo per scoprire tutte le soluzioni possibili usando un po’ di cervello. C’è da dire però che non riconosce la parola birra, un fatto certamente molto grave: però c’è Dio!

Fifa 10/PES 10: ingiudicabili. Senza provare con mano con almeno una decina di partite, ogni modifica o limatura al gameplay non può essere colta, a meno di parlarne rielaborando le chiacchiere di Konami e EA. Tanto venderanno a pacchi, indipendentemente da quale sarà considerato migliore.

Passo e chiudo:

Evento fantastico, ogni aspetto del videogioco trattato con cura, rispetto e spazio a sufficienza. Organizzazione più o meno impeccabile, tante risate in una città affascinante e accogliente. Ah, quasi dimenticavo le Booth Babes: riguardo a quelle c’è qualcosa che bolle nel pentolone di AKirA, un po’ di pazienza e ne vedrete delle belle!

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Policenauts finalmente in inglese! [Hideo Kojima]


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Quello dei videogiochi è un settore particolare, e ha un pubblico particolare, in grado spesso e volentieri di innamorarsi di un gioco e di lavorarci per anni anche a grande distanza dalla sua pubblicazione. La notiziola di oggi riguarda Policenauts, opera del maestro Hideo Kojima, finalmente “approdato” sui lidi occidentali grazie al lavoro di un gruppo di appassionati. Il gioco uscì originariamente per PC-9821 nel 1994 (ben 15 anni fa!) e fu un tale successo da essere convertito per varie piattaforme nel corso del tempo.

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Konami cancella Six Days in Falluja


Critics

Dopo le polemiche suscitate in tutto il mondo dal titolo, secondo Asahi.com (un famoso sito di divertimento elettronico orientale), Konami avrebbe interrotto i lavori su Six Days in Falluja, lo sparatutto bellico ambientato nell’attuale Guerra in Iraq di cui ho parlato la settimana scorsa in questo post dal titolo Six Days in Falluja, una simulazione di guerra in Iraq: ecco le polemiche.

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Six Days in Falluja, una simulazione di guerra in Iraq: ecco le polemiche


Falluja

Prima di cominciare una comunicazione di servizio: non saltate il Post Scriptum di questo post! :)

Ho letto questo post sul blog “Joypad“, Falluja giochiamo alla strage, delle polemiche su un titolo di prossima pubblicazione, Six Days in Fallujah, che rischia di non uscire in Europa e forse censurato in America per motivi che adesso vi andrò ad elencare.

Si tratta di un titolo di origine giapponese, c’è Konami dietro all’operazione (però stanno sviluppando i ragazzi di Atomic Games), ambientato nella sei giorni più cruenta dell’attuale guerra in Iraq. Più cruenta in termini di vittime, soprattutto civili: 1500 morti da parte irachena, una novantina i soldati statunitensi uccisi. Tra quei 1500 moltissime donne e bambini, vittime accertate (checchè ne dicano i filo americani, ci sono documentari che attestano quanto sto per dire) del fosforo bianco, un’arma simile al napalm che di certo non è “intelligente” nel senso che non colpisce solamente le forze militari nemiche. La città, una perla di architettura “medio orientale”, è stata quasi totalmente distrutta ed ora è irriconoscibile dopo il passaggio dell’Operation Phantom Phury.

Quale è il problema per la pubblicazione di questo gioco? Oltre al fatto che si sta simulando una guerra ancora in corso… probabilmente nessuno. Ora, i morti i 4 anni fa valgono di più di quelli di 60 anni fa? Probabilmente si, la ferità per qualcuno è ancora aperta (ma si potrebbe dire la stessa cosa di qualche sopravvissuto alla seconda guerra mondiale… solo al momento sono persone con una certa età che di sicuro non giocano a Call of Duty). Ovviamente c’è il fatto che la battaglia in questione, come detto su, è particolarmente controversa per l’utilizzo di armi proibite ma, sulla carta, altre motivazioni per indignarsi non ne vedo.

L’operazione però ha suscitato enormi critiche. L’associazione delle famiglie americane delle vittime della guerra (e quanti “della” c’ho messo) in Iraq, hanno dichiarato che  un gioco del genere non ha senso di esistere perchè offende i loro ragazzi mai tornati dalla guerra. Per Tim Collins, colonnello del primo battaglione del Royal Irish Regiment, il gioco rappresenta una mancanza di sensibilità. Queste ed altri voci potrebbero convincere Konami a non pubblicare il gioco in Europa, territorio definito “non adatto” mentre in America il titolo potrebbe essere bloccato da fattori esterni.

Dico la mia. Cazzate!

Nessuno ha visto ancora un pixel del gioco e non capisco se veramente stiamo solcando una linea immaginaria tra i morti freschi di giornata e quelli di cinquant’anni fa. Tutti i morti hanno lo stesso valore, di tutte le fazioni. Quindi se il problema è questo, allora viviamo in un mondo di gente falsa e schifosa che rigira la frittata come vuole. Va bene ambientare un videogioco nella Seconda Guerra Mondiale e non va bene ambientarlo nei conflitti ancora in corso? Assurdo.

Ma c’è di più, molto di più. Perchè il cinema può permettersi Black Hawk Down, Redacted e tanti altri film ambientati durante il Secondo Conflitto del Golfo (cioè quello in corso) mentre i videogiochi dovrebbero stare zitti? Assurdo anche questo, soprattutto se si pensa che ancora non è stato mostrato un pixel del gioco.

Il punto cruciale e focale infatti mi sembra questo. La riflessione che io personalmente farei si basa sull’opera e non sul suo contorno o sulla sua ambientazione. Io prima di giudicare, criticare, stroncare e censurare… voglio vedere con i miei occhi! Vista la delicatezza della battaglia credo che Konami potesse sicuramente scegliere un altro scontro, ma allo stato attuale non so nulla sulle critiche politiche che potrebbero essere presenti nel gioco. E se la Seconda Battaglia di Fallujah ci venisse mostrata con tutto l’orrore che la circonda? Se venisse mostrato nel gioco l’utilizzo del fosforo bianco e dei mitra contro vittime civili? E se Six Days in Fallujah facesse riflettere l’opinione pubblica degli adoloscenti che lo giocheranno sulle implicazioni della guerra, sulle ingiustizie perpetrate durante questi 6 anni in Iraq da ambo le parti e sull’inutilità dello sparare ad altri essere umani con un’altra bandiera sull’elmetto?

Io tutto questo non lo so, come faccio a dire addirittura che questo gioco è un’offesa alla mia sensibilità?

E’ chiaro, lampante e solare che se il titolo fosse uno “sparare a ritmo di Rock and Roll” sui civili iracheni stando attenti alle varie imboscate, o una visione parziale della battaglia dove gli americani escono come totalmente giusti e gli iracheni come totalmente sbagliati, allora sarò il primo a criticare il prodotto Konami. Anche per una questione di sensibilità internazionale: non si dovrebbe certo fare puro entertainment su gente morta quattro anni fa che magari potrebbe avere un fratello, amico, padre ancora vivo e ferito nell’anima.

Ma se il gioco servisse invece ad evitare che si ripeta una strage simile?

Boh. So che sto sognando un mondo che non c’è, un videogioco che non c’è (a parte Metal Gear Solid… “war never changes“, mentre scrivo queste parole ho la pelle d’oca). Tra l’altro nelle dichiarazioni di Atomic Games pare che il gioco sia un survival horror “guerresco”: non ci saranno mostri ma situazioni altamente spaventose che sono le stesse che si sono dovuti trovare ad affrontare i soldati americani grazie alle imboscate e ai “trucchi” usati dall’esercito iracheno.

Direi che le premesse per un gioco da criticare a livello contenutistico ci sono tutte ma, come ho detto, chi condanna senza neanche aver giocato un minuto del titolo, commette un grosso errore.

E sono sicuro che da me vi aspettate di più.


P.S. Il sito www.playerinside.it dell’amico Gianluca Verri mi ha dedicato una lunghissima e interessante intervista. Io ovviamente colgo l’occasione per ringraziarlo tanto e per comunicare la cosa a tutti voi.

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I migliori videogiochi del 2008! Top 10 games


Come promesso eccovi il post che racchiude l’opinione di Inside The Game, cioè la mia e quella di Fucktotum, riguardo ai migliori giochi usciti nel 2008.

Come starete già vedendo dal video sovrastante il post, questa volta ho preferito usare uno strumento “diverso” per stilare la mia persona classifica, tutta. Piuttosto che premiare con un video il gioco dell’anno (curiosità, la colonna sonora è dei Faunts e si chiama M4 Part 2, l’ho scelta perchè è la musica di sottofondo nei “credits” di Mass Effect, uno dei più bei videogiochi dell’anno scorso che però non trovò posto nella mia classifica visto che l’ho giocato nel 2008: mi sentivo in dovere di elogiare in qualche modo questa perla di programmazione), come 365 giorni fa, meglio premiare tutti e 10 i protagonisti di questo 2008 storico. Se pensavo che il 2007 fosse stato il miglior anno, a livello qualitativo, per l’industria dell’intrattenimento elettronico, devo ricredermi: questo è stato di gran lunga l’annata DOC. Conservate le bottiglie.

Abbiamo cominciato l’anno con Grand Theft Auto 4, ad Aprile e tutti abbiamo steso il tappeto rosso a Nico, che è entrato nelle nostre case trasportandoci nella migliore ricostruzione virtuale di sempre, quella di Liberty City. Ma l’estate porta caldo, il caldo vacanze strane, le vacanze strane portano ad un viaggio con Avventure nel Mondo e quest’ultime portano serpenti! Uno è sbucato sulla mia PS3, un “Solid Snake” e mi ha lasciato di sasso: era Metal Gear Solid 4!

Poi è stato una specie di attacco continuo e quasi senza senso di produzioni tripla AAA o comunque da giocare: Geometry Wars 2 (e via a sparare alla geometria, un sogno che si avvera ;) ), Braid (il titolo che più mi ha stupito quest’anno, senza subbio il più affascinante), de Blob (se penso a questo gioco mi metto a ballare… ) Dead Space (ancora me la faccio sotto; ma tornerò sulla Ishimura per un po’ di achievement), Fallout 3 (”Do you want to set the World on fireeeee”), Gears of War 2 (veramente epico, anche in multiplayer io mi diverto molto a reggere orde su orde), Mirror’s Edge (ne ho parlato ieri, la mia opinione sul lavoro DICE è altissima), Little Big Planet (il post lo rimandiamo all’anno prossimo… devo ancora provarlo a fondo).

E’ stato un anno di cambiamenti, di rischi di super grafica di grandi ritorni… un anno da passare attaccati al pad visto che oltretutto sono usciti anche tanti altri titoli degni di nota, molti dei quali non ho avuto tempo di provarli: mi riferisco a  Spore, World of Warcraft: Wrath of the Lich King, Viva Pinata Trouble in Paradise, No More Heroes, Fable 2, Castlevania: Order of Ecclesia, Rock Band 2, Far Cry 2, Red Alert 3, ecc… Altri ancora invece li ho giocati ma non li abbiamo inseriti, per un motivo o per l’altro, in top 10… alcuni esempi? Guitar Hero World Tour, Ninja Gaiden 2, Il potere della Forza, Castle Crashers.

Insomma guardo la lista qui sopra e rimango di stucco, quasi non ci credo. E devo ancora aggiungere i titoli tripla A che ho giocato e mi hanno deluso. In fondo aspettavo con ansia l’avvento di Too Human o il nuovo Call of Duty World At War oppure Alone in The Dark: li ho provati, finendo il primo e il terzo e sono rimasto alquanto scontento, ma vanno comunque annoverati in questo palcoscenico chiamato 2008 tra i grandi nomi.

Quasi dimenticavo i non giochi, che poi hanno venduto molto più di questi titoloni. Uno su tutti? WiiFit… e la lista si allunga!

Insomma… ma di che anno stiamo parlando? Signori, io sinceramente tutti questi gioconi non l’ho mai visti e stilare una top 10 è stato difficilissimo. Eppure abbiamo voluto premiare i nostri gusti e, come al solito, parlare col cuore piuttosto che con la mente. In fondo, c’è anche scritto un po’ ovunque nel video, Inside The Game.

Detto questo, quindi, non arrabbiatevi se non avete visto il vostro beniamino in classifica, il prossimo anno progettiamo nomination e votazioni, anche perchè se il 2009 rispecchierà la tendenza di questo “uno-due” che sono stati 07 e 08…  mi devo far clonare a breve :) e quindi in due akiri saremo in grado di sostenere tutta la votazione e relative bagarre!

Conoscete un buon clonatore?

Buona visione e sopprattutto buon anno a tutti!!! Videogiocatori e non (questa volta mi sento buono ;) ).

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MTV Game Awards: Kojima premio alla carriera


Mentre in Italia si discute tanto dell‘Isola dei Famosi, un altro di quegli strumenti nati con il preciso scopo di instupidire la nostra popolazione, alla televisione musicale e giovane per eccellenza prendono vita “Gli oscar dei videogiochi“, altrimenti definiti MTV Game Awards.

Non amo la TV, lo sapete. La creo ma non la amo, pensate che paradosso. Trovo il modello televisivo assolutamente superato da opere audiovisive di più ampio respiro come il cinema, i corti o gli stessi videogiochi. Non si impara a fare TV dalla TV, a parte qualche raro caso.

Però questa volta mi sento di schierarmi dalla parte di MTV, che “stranamente” in Italia non se ne esce con la stessa passione per il medium interattivo. Questi Game Awards sono bellissimi, li ho visti principalmente su Youtube, ma hanno qualcosa di magico oltre alla bellissima presentatrice Jade Raymond (producer di Assassin’s Creed e gran bella …).

Cosa mi ha colpito? Il fatto che, contrariamente agli oscar normali o ai telegatti (bleah) o a manifestazioni simili, siano ancora prevalentemente “sani”. I gamer, si sa, sono una platea smaliziata, acculturata e soprattutto molto esigente; abituata ad essere trattata “male” dai media tradizionali ha sviluppato una sorta di autodifesa che poi sfocia nel boicottaggio. Essendo ancora prevalentemente una platea di appassionati… agli appassionati non si la si fa! Quindi meglio farseli amici che nemici e non prenderli in giro.

Ed ecco quindi che viene consegnato nelle mani di Hideo Kojima un premio alla carriera meritatissimo e per niente politico. In fondo, si sa, per molti è un game designer “scomodo”, addirittura secondo il sottoscritto! In fondo Kojima è il miglior autore dei giochi non giochi, dei film interattivi più da guardare che da utilizzare. Ma ciononostante rimane uno dei più geniali di Game Designer di tutti i tempi e soprattutto un icona spendibile a livello mediatico proveniente dal nostro fantastico, ed edulcorato, mondo dei videogiochi.

Hail to the king, quindi: grande Hideo. Sei un mito! Sono anche contento che ti sei ritirato con un titolo superlativo dalla saga che ti ha reso famoso, quel Metal Gear Solid da cui è uscita fuori un’icona più riconoscibile di te. Un certo fumatore accanito di nome Solid Snake, un eroe diverso con il quale ho provato emozioni indescrivibili.

Continua però a produrre videogiochi: abbiamo bisogno del tuo estro. Voglio ancora stupirmi come un bambino come quando, venticinquenne, rimasi a bocca aperta davanti a PsychoMantis.

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PES 2009 vs FIFA 09 [recensione]


Avete notato? Inside The Game, il blog videoludico più miticissimo del creato (seeee), ancora non ha fatto una “blogcensione” nè di Fifa 09 nè di PES 2009. Perchè? Ma è mai possibile lasciare i lettori senza un’informazione così importante? Scandalo!

In verità c’era il “trucco”, piuttosto che fare due post, meglio mettere a confronto i due giochi in una sola occasione: questa. Nonostante molti di voi abbiano già scelto il proprio gioco di calcio preferito, spero che questa piccola guida possa aiutare gli indecisi a scegliere se, per le proprie esigenze, è meglio il titolo Electronic Arts o quello Konami. Vediamo chi vincerà lo scontro.

Stadio pieno, circa 1 milione di persone. Se sommiamo le vendite di entrambi i titoli in Italia: l’attesa per questa partita è altissima. Da una parte i supporter della simulazione, la squadra di Konami, da sempre ritenuta di caratura più elevata per quanto riguarda la messa in campo dei valori del calcio reale. Dall’altra i panzer di Electronic Arts; dalla loro hanno le licenze più disparate e l’amore per i videogiochi: una sorta di arcade del pallone, si è sempre detto di FIFA, meno profondo ma comunque divertente. Oggi la storia può essere diversa. I due capitani si stringono la mano, si scambiano i galgliardetti. L’arbitro AKirA fischia l’inizio della partita. La palla è rotonda, può vincere chiunque.

Al settimo del primo tempo c’è subito un cartellino giallo: PES scende in campo con poche evoluzioni grafiche rispetto alla versione 2008, tanto criticata dal punto di vista tecnico. Tutto è sicuramente più fluido (e meno male, visto che il gioco dell’anno scorso scattava nei replay) ma allo stesso tempo poco è cambiato dal punto di vista delle animazioni; per un titolo “next gen” è un po’ poco. FIFA dal canto suo prende palla sulla tre quarti e in questo senso crossa in mezzo e sfiora il gol di testa: l’edizione 09 è sensibilmente migliore di quella 08, soprattutto dal punto di vista del sonoro; meno male che PES finalmente cambia i suoi telecronisti che ora sono Pardo (i lettori del blog lo conoscono bene per GXT Calcio) e Altafini, non ne potevamo più di Civoli e Sandreani. In casa FIFA rimangono Caressa e Bergomi, molto professionali.

Siamo alla mezz’ora di gioco, i contrasti tra le due squadre si sprecano e l’online gaming può fare la differenza. Mentre FIFA propone moltissime modalità nuove tra cui un’inedita 10 vs 10 (che però non sempre funziona a dovere), PES ha i soliti problemi di LAG che i programmatori giapponesi non sembrano in grado di risolvere. Inutile dire che in “area internet” Electronic Arts abbia già superato Konami molto tempo fa. Ma manca il guizzo vincente, che arriva con le licenze. Perfetto posizionamento del centrocampo di FIFA sulle licenze: il giocatore in possesso palla avanza minaccioso verso l’area di rigore e da 30 metri scocca un tiro che va dritto all’incrocio dei pali: niente da fare per il portiere di PES. Mentre infatti l’ultimo titolo citato può vantare solo l’ufficialità della Champions League, FIFA ha 500 squadre completamente originali dislocate in 30 campionati diversi. Un vero record. 1 a 0, palla al centro.

Ma i guai per la squadra allenata da Konami non finiscono qui: siamo all’inizio del secondo tempo, un giocatore della squadra FIFA prende palla spazza dalla difesa e il pallone dopo qualche rimbalzo scavalca il portiere avversario e si insacca: incredibile. I ragazzi di Electronic Arts riescono a fare 2 a 0 grazie alla possibilità di aggiornare in tempo reale, settimana dopo settimana, rose e qualità dei vari giocatori tramite internet. Se il Milan nel campionato REALE va male, i suoi giocatori perderanno smalto, se va bene diventeranno dei fenomeni. Incredibile che a Konami non ci abbiano pensato: nel 2008 e nell’era di internet è davvero una banalità farsi fregare in questo modo, peccato.

Nonostante questo la squadra PES è intenzionata a non arrendersi e spinta dall’entusiasmo del suo pubblico sembra riprendersi dai due schiaffioni ricevuti. Fa pervenire un buon pallone all’attaccante giapponese che in area si libera di un primo avversario, dribbling stretto sul secondo e mentre sta per tirare viene atterrato fallosamente: rigore! Probabilmente il fallo c’era ma l’esperienza della squadra Konami ha indotto l’arbitro a fischiare. E’ evidente infatti una cosa, PES stava avanti anni luce rispetto a FIFA che doveva solo recuperare, nonostante i pochi passi avanti di una serie che ha ormai pochissimo tempo per rinnovarsi, il titolo calcistico più amato dal pubblico italiano ha ancora parecchi assi nella manica a livello di giocabilità, campo nel quale è ancora superiore. Nonostante sia molto difficile segnare da fuori area e sia stata levata la possibilità di utilizzare i portieri manuali, PES 2009 ha assolutamente migliorato il gameplay dello scorso anno tornando ai livelli del ben più amato PES 6, ultimo capitolo appositamente disegnato per la “old gen” (PS2). Il feeling è calcistico all’ennesima potenza e i vari colpi utilizzabili stupiscono sempre; finalmente sono tornati i goal su punizione, ora realizzabili e non impossibili.

Ed eccoci arrivati agli ultimi scampoli di partiti: siamo in zona cesarini. Il cronometro scorre inesorabile e lancette si muovono con la pesantezza di un masso per la squadra di Konami: ci vuole un jolly. Il pallone scivola sul campo bagnato e la prima sconfitta della storia del calcio virtuale ormai si sta concretizzando; i miglioramenti di FIFA sono evidenti, quelli di PES no, ormai comprare uno o l’altro è solo una questione di licenze e gusti perchè entrambi i titoli sono divertenti e giocabili. PES magari è ancora superiore ma FIFA ha dalla sua tonnellate di interessanti caratteristiche e una confezione più accattivante.

L’arbitro guarda l’orologio, mancano solo sessanta secondi: FIFA sta già festeggiando la vittoria quando l’allenatore del PES butta in campo nostalgia: si aggrappano a lui le ultime speranze dei tifosi. Il pallone arriva proprio tra i piedi del nuovo entrato che corre contro il tempo per pareggiare la partita. Ingresso macchinoso in area a difesa completamente schierata, triangolo e pallone di ritorno, tiro… parata! Parata! Incredibile. Ormai il risultato sembra segnato, ma l’arbitro decide di far giocare l’ultimo angolo. Dalle retrovie salgono tutti per saltare di testa, anche il portiere del PES. Il cross sembra troppo lungo e ormai sta andando quasi fuori area, ma Nostalgia tiene in vita il gioco rimettendo di testa; tafferuglio nell’area piccola, sbuca il portiere praticamente dal nulla, si coordina, rovesciata volante e… … … GOAL! GOAL! Pareggio, pareggio all’ultimo secondo! 2 a 2.

Conclusione: il 2009 è il primo anno in cui i due giochi sono veramente equivalenti. Comprate FIFA se volete di tutto di più (e se siete stanchi di una serie che ogni anno non propone quasi nulla di nuovo rispetto all’edizione precedente), comprate PES se avete sempre amato il calcio Konami che al 100% non vi deluderà come l’anno scorso. Certo è che un pareggio ottenuto con un rigore e un gol del portiere al novantaquattresimo vuol dire solo una cosa: un “culo” allucinante (perdonate il francesismo).

Se continua così, il 2010, sarà l’anno del sorpasso.

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Metal Gear Solid 4: un eroe diverso


Sono pronto, sono puro: ho finito Metal Gear Solid 4: Guns of The Patriots. Ne posso parlare con cognizione di causa gridando al mondo cosa ne penso.

Se avessi cominciato a scrivere questo post due settimane fa, sicuramente i toni non sarebbero gli stessi: c’era più di una punta del mio scetticismo, “di serie”, verso un’opera videoludica che si affida ad un elemento passivo come i filmati per raggiungere il suo obiettivo: emozionare. Rimango ancora fortemente critico delle qualità esclusivamente ludiche di Metal Gear Solid 4: non percepisco tanta innovazione, non credo di vederci un genio del game design inteso come costruzione di meccaniche nuove.

Eppure l’ultima avventura di Solid Snake è un videogioco incredibile, che trascende spesso e volentieri i limiti stessi imposti dal mezzo grazie alla sua poesia e alla capacità di trattare temi adulti. Una killer application: un motivo più che sufficiente per acquistare Playstation 3.

Certo, bisogna partire preparati, ovviamente. Bisogna sapere che delle quaranta ore di gioco almeno 20 (se non di più) saranno dedicati a filmati di qualità assolutamente indiscutibile. In precedenza un simile peso dato a questi due aspetti in un’opera videoludica mi avrebbe fatto esclamare: “e no, se voglio vedere un film non accendo la console!!!“. L’epicità di Metal Gear Solid 4 mi ha fatto ricredere. In fondo è solo una questione di gusti. Non criticherò mai nessuno che, come me in precedenza, vuole stroncare un titolo del genere perchè si affida troppo ai filmati, escamotage abbastanza facile per portare avanti una trama. Però questi filmati, signori, dovete vederli. E non solo quelli.

Innanzitutto perchè Metal Gear Solid 4 ha sicuramente qualcosa da dire a livello filmico, cinematografico. Riesce ad emozionare con una poetica dolce e amara allo stesso tempo. Le metafore proposte e i vari livelli di lettura, garantiscono qualità alla produzione a più livelli: va bene per un adolscente ed è ancora più bello per un adulto. Inoltre sempre a livello cinematografico, Kojima, che ha supervisionato ogni dettaglio del gioco ed ha scritto di suo pugno tutta la storia, ha dimostrato un coraggio mai visto e un’intelligenza rara. Non mi viene in mente un blockbuster del cinema moderno che proponga una figura femminile erigersi a leader per le sue capacità e la sua intelligenza senza far vedere almeno mezza tetta. Se vogliamo puntualizzare, a mio avviso le figure realmente chiave di tutta l’opera, quelle da cui più dipendono i destini della trama e quindi del mondo, sono proprio delle donne. Questo ribalta il solito concetto del corpo femminile nei videogiochi, sempre visto come bambolona prorompente o come principessa stupida da salvare, e propone un modello di donna “cazzuta” e carismatica. Un comandante, di cui fidarsi ciecamente! Non è poco per un prodotto che è arrivato in milioni di case. Ma c’è dell’altro: tutta l’epica dei filmati di Metal Gear Solid 4 affronta il tema del videogioco senza vergogna. Kojima è cosciente che non si devono rinnegare le proprie origini e non ha avuto paura di sembrare assurdo, fino ai limiti dei pixel. Anche quando succedono cose non realistiche, sono narrate con una coerenza spaventosa.

L’altro aspetto che mi piace sottolineare in Metal Gear Solid 4, non sono le tonnellate di armi, situazioni, le ambientazioni oppure le spettacolari sequenze “on rails”. Ciò che mi ha davvero fatto sobbalzare il cuore fino alla gola, è il personaggio principale. Il protagonista dei protagonisti. L’eroe leggendario di una saga leggendaria. Solid Snake è un eroe diverso, un eroe i cui pixel sono caduti a terra, mostrando un vero corpo di sangue e carne. Snake è una pedina, in mano al suo padrone, ma a volte è lui a scuotere attraverso il joypad il giocatore, toccando i nervi più nascosti e le emozioni più belle.

Snake mi ha fatto piangere, ridere, sobbalzare, ricordare, tornare bambino, pensare. Snake è stato al mio fianco, per quaranta ore e non avrei mai voluto abbandonare al suo destino di eroe di pixel, costretto ad ubbidire. E questa è una cosa rara, rarissima. Anzi, non mi era mai successa. E anche da questo punto di vista Kojima è furbo e sa di rivolgersi ad un pubblico di appasionati, quindi gioca delle carte che solo un videogiocatore può capire e metabolizzare, sentendosi appagato che una tale opera d’arte si rivolga alla sua specifica esperienza in maniera diretta.

Bene, io mi sento appagato,  questo è chiaramente l’aspetto più importante. E dietro a tutto questo c’è anche Metal Gear Online (anche se la stessa Konami si è scusata dei continui problemi sui suoi server) e una delle più belle produzioni di sempre. Graficamente eccellente, musicalmente superlativo, senza un bug o un qualcosa fuori posto per quanto riguarda la programmazione.

Se c’è là fuori qualcuno che ancora doveva decidere cosa comprarsi, ora la Playstation 3 ha finalmente un coniglio nel cilindro.

Anzi, un serpente.

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Il giorno del serpente: MGS4 è tra noi!


Non sono mai stato un fan di questa grandissima serie videoludica. Di certo non l’ho giocata approfonditamente (mi mancano addirittura due episodi, il secondo Sons of Liberty e il terzo Snake Eater, quest’ultimo definito da più parti un capolavoro) anche se ho amato molto il primo parto della mente di Hideo Kojima in versione “Director’s Cut” su GameCube.

Ora invece mi appresto a giocare al nuovo capitolo, Metal Gear Solid 4: Guns of The Patriots, uscito ieri (12 giugno) nei negozi italiani e già additato come il vero motivo per avere una Playstation 3 al giorno d’oggi. Non solo una killer application, tuttavia, ma un capolavoro degno di questo nome. Nuovamente, i network più importanti di videogiochi al mondo si sono sbilanciati come nel caso di Grand Theft Auto 4, ecco i loro voti:

Voto su Gamespot: 10

Voto su IGN: 10

Voto su 1up.com: A-

Voto su Eurogamer: 8

Voto su Gamesradar: 9

Voto su GameTrailers: 9.3

Io mi prendo il mio tempo per una delle mie “recensioni” da blog, che in verità recensioni non sono ma opinioni allargate, magari trattando l’aspetto che più mi colpisce in un videogioco. Vi consiglio di leggervi le precedenti qui sul blog, come Assassin’s Creed: gita in Terra Santa oppure Mass Effect: dipingere una saga. Inoltre a brevissimo recensione “classica” su Alice Giochi; intanto c’è la preview.

Intanto però vi regalo video fantastico che sta sempre a dimostrare quanto l’immaginazione umana e la creatività rispondano in maniera fantastica agli stimoli dei videogiochi. La sigla di Lupin, rigirata con le immagini di Metal Gear (quello vecchio ;) )! Un video, clamoroso, per il quale devo ringraziare il buon Alessandro “Sphinx” Scarponi e il suo blog, Nerdworld, creato per il nerd che non deve chiedere mai!

Ottimo per i lettori di Inside The Game!

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