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God of War 3: ultimo trailer prima del lancio


E così siamo arrivati. Pochi giorni e tutti potremo toccare con mano la potenza di Kratos, portando a compimento la sua vendetta contro gli altri dèi dell’Olimpo.

Si riparte da dove l’avevamo lasciato al termine del secondo capitolo, con lo spartano che scala la montagna sacra della mitologia greca in spalla al Titano Gaia e le divinità che si stringono intorno a Zeus per la difesa finale.

Potrà non innovare il suo genere di riferimento, ma guardate i pochi momenti di gameplay del video: ci rendiamo davvero conto di ciò che ci aspetta?
Indipendentemente dalla fonte, tutti gli altri siti di riferimento che hanno avuto modo di recensirlo parlano chiaramente di “indimenticabile avvio per violenza e pathos raggiunti”.

A volte innovare non è necessario e si può lasciare ad altri l’ingrato compito: a volte  ”qualità” non fa rima con “novità”, e questo  sembra proprio uno di quei casi.

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Nuovo trailer per God of War 3 [Trilogy Edition ordinata]


Siete pronti? Siete caldi? Il Blu Ray più atteso dell’anno sta per arrivare e, personalmente, non sto più nella mia trentunenne pellaccia. Cazzo… God of War 3, ma ci pensate? Finalmente potremo vestire nuovamente i panni di uno degli eroi dei videogiochi più fini e delicati della storia del nostro amato medium itnerattivo.

E si, proprio lui, quel Kratos che prima di menare le mani cerca sempre una soluzione diplomatica. Quello stesso dio della guerra che ogni volta che ha di fronte un minotauro enorme gli manda prima una lettera controfirmata dal suo legale per indicargli che è tristemente “contrariato”, poi invece lo porta davanti al giudice di pace e risolve la questione in maniera civile.

Cioè spaccandogli la capoccia su un muro ripetutamente per poi tagliargli le corna con le sue lame.

Ah… che gusto, non vedo davvero l’ora che arrivi il 19 di Marzo, data di uscita europea un gioco che rimarrà nella memoria, o almeno lo spero, grazie al solito mix di azione frenetica, musiche epiche e una trama che fomenterebbe anche un morto.

Ovviamente, per essere pronto al day one e far rosikare tutti voi poveri pischelli senza danaro (mi piace scritto con la A, sa di gangster), ho ordinato 149€ di Ultimate Trilogy Edition.

Qui sotto trovate il mio scontrino e una foto della stessa edizione speciale che contiene davvero molte amenità: il primi due capitoli della saga (God of War 1 e Gow 2) rimasterizzati in HD per PS3, cd della colonna sonora, armature sbloccabili nel gioco e chi più ne ha più ne metta. Sbaaaavvvv

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God of War 3: Chaos Will Rise [video]


Tra le molteplici uscite del primo quarto 2010, God of War 3 è probabilmente l’esclusiva più attesa. La qualità del prodotto completo sarà molto alta, come chi ha provato la demo sa bene: Kratos è pronto a devastare i nostri schermi ancora una volta, l’appuntamento è fissato per il 19 marzo.

La battaglia contro gli Dèi dell’Olimpo raggiungerà il suo apice e le immagini mostrate  testimoniano che l’approdo su console next gen si verifica nel momento perfetto. Non sarà particolare come Heavy Rain o profondo come Mass Effect 2, ma anche se dovesse restare fedelissimo alle meccaniche dei primi due episodi non ci sarà rivale in grado di sostenerne l’impeto: la prima recensione in giro, quella (certamente di parte) dell’Official Playstation Magazine inglese, gli appioppa un 9/10, sostenendo che “il gioco è ad un paio di centimetri di distanza dal 10/10, ed è solo la familiarità con il gameplay centrale che rende la sensazione di essere un po’ meno del top. Se questo è il finale della saga, God of War 3 dà al più potente eroe di PS3 il commiato che si merita”.

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God of War 3 ha una data ufficiale


Attraverso un breve, ma illuminate comunicato stampa rilasciato nel corso della giornata di ieri, i vertici Sony hanno indicato il prossimo 16 marzo come data del debutto statunitense di God Of War 3.

Nell’ annunciare il rilascio di un ultimo, sconvolgente trailer promozionale in data 11 febbraio, i portavoce della grande S hanno peraltro reso noto di avere intenzione di distribuire l’edizione europea del gioco quasi in contemporanea con la rispettiva release a stelle e strisce…

Attualmente, i più eminenti portali web del Vecchio Continente convengono tutti su una data comune in tal senso, vale a dire il 19 marzo del 2010. Un’ufficializzazione definitiva riguardo quest’ultimo dettaglio sarebbe comunque attesa a breve.

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Top 10 dei giochi più sottovalutati del 2009


Nonostante i seguiti (e i seguiti dei seguiti, e i seguiti dei seguiti dei seguiti…) dei blockbuster di questa generazione siano stati relativamente vacanti in questo anno che sta per finire, il 2009 è stato comunque ricco di uscite a dir poco interessanti per i videogiocatori, grazie a ritorni importanti (Fallout 3, Street Fighter IV, Punch-Out, Killzone 2, New Super Mario Bros. Wii..), diverse nuove PI (inFAMOUS, Prototype, Demon’s Souls, Dragon Age..), qualche spin-off di rilievo (GTA: Chinatown Wars, Halo Wars, Halo 3: ODST..) e tanti DLC (The Ballad of Gay Tony, Shadow Complex, Trials HD..).

Come ogni anno però ci sono anche tanti titoli che, pur essendo validi, sono passati un po’ in sordina nei negozi facendo soltanto apparizioni fugaci sugli scaffali e ricomparendo altrettanto rapidamente fra i giochi usati, rivenduti finchè valgono qualcosa per acquistare i gioconi che tutti vogliono.

Spesso si tratta di vittime dell’hype, o dell’inarrestabile corsa al progresso tecnologico, o di errori di marketing che li hanno fatti uscire a ridosso di capolavori annunciati; giochi che rischiano quindi di finire in un limbo, per poi magari divenire oggetto di culto di chi fra qualche anno li ripescherà, chiedendosi come mai non gli avesse prestato la giusta attenzione a tempo debito.

Giochi a cui Inside The Game dedica questa Top 10, magari con un pelino di buonismo (..è Natale!) ma invitandovi comunque ad ignorare per una volta anteprime, voti, recensioni e pareri altrui per scoprire quanto oro ci possa essere sotto la superficie.

10- X-Men Origins: Wolverine

L’action di Raven Software, recensito dal buon AKirA su 3MoG, è massiccio, incazzato e non sfigura di fronte all’agguerritissima concorrenza del genere, pur dovendo sottostare ad un film trascurabile che ne ha giocoforza influenzato trama e grafica (Liev Schreiber come Sabretooth è veramente inguardabile!).

Viene il dubbio che la licenza abbia più danneggiato che spinto il titolo in questione, che con una personalità propria ed uno screenplay più libero avrebbe forse potuto emergere un po’ di più.

9- The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena

Un’occasione imperdibile quella proposta dagli Starbreeze Studios e dallo stesso Vin Diesel (i Tigon Studios appartengono infatti al nerboruto baritono): due giochi al prezzo di uno, e uno dei due è nientemeno che una versione riveduta e corretta di Escape from Butcher Bay, strano ma azzeccatissimo miscuglio di FPS e stealth da molti considerato il miglior gioco mai uscito su Xbox.

L’altro, Assault on Dark Athena, pur non avendo l’arguzia del predecessore e riallacciandosi a meccaniche più smaccatamente FPS, non manca dello stile concreto e acido tipico del talentuoso studio svedese, che molti hanno già potuto assaggiare sulle console di questa generazione grazie a The Darkness.

Il tutto condito da un’ambientazione sci-fi acre e violenta fra le più interessanti fra quelle post-Matrix, e da un protagonista con carisma da vendere e un cinico senso dell’umorismo, affilato come le sue amate lame.

8- WET

Altro giro, altro action; stavolta si tratta di uno shooter a cui la personalità non manca, con un raffinato connubio di oriente e Far West che strizza più di un occhio a Tarantino, peraltro citato esplicitamente da tantissimi particolari.

Non c’è niente di veramente nuovo fra bullet time, quick time events, capriole, scivolate e corse sui muri, ma tutto quello che fa WET lo fa con stile, raggiungendo l’acme nei momenti in cui la protagonista Rubi, degna della miglior Black Mamba, accecata dal sangue entra in una sorta di berserk: la nostra diviene un’autentica macchina per uccidere mentre tutto appare in un marcatissimo cell-shading rosso nero e bianco che ricorda un po’ il lisergico Killer 7.

Sangue, katana, pistole ed una sexy-vendicatrice infuriata. Che volere di più?

7- Red Faction: Guerrilla

Il terzo capitolo della serie di Volition è finalmente ciò che tutti si aspettavano: un’autentica orgia di distruzione, che grazie al nuovo engine Geomod 2.0 diventa la vera protagonista del gioco, consentendo una varietà di approccio alle varie missioni che nei due precedenti capitoli era soltanto accennata.

Vedere ponti o interi palazzi che collassano dopo un’accurata demolizione delle strutture portanti è un’autentica soddisfazione, specie considerando che al di là del Geomod il gioco c’è ed è bello (..ehm..) solido, sia per giocabilità che per aspetto audiovisivo.

6- Scribblenauts

Geniale” è l’aggettivo meno entusiastico che potreste esprimere riguardo il gioco 5th Cell: un centinaio di puzzle da risolvere evocando, da un database ben più ampio di quanto sarebbe lecito aspettarsi, miriadi di oggetti in grado di interagire fra loro in modo semplice ma razionalmente credibile e spesso assolutamente comico.

Purtroppo però ci tocca annoverare anche questo piccolo capolavoro di game design fra i giochi più sottovalutati: scorrendo recensioni, discussioni e pareri su stampa e web appare infatti palese un’incomprensione di fondo legata alla natura user-generated del gioco.

Scribblenauts infatti è divertente e impegnativo nella misura in cui il giocatore decide di divertirsi e impegnarsi, cercando soluzioni sempre nuove e sforzandosi di non riutilizzare all’infinito la stessa combinazione jetpack-pala-pistola laser.

Un problema non da poco quindi, vista la scarsa voglia mostrata da gran parte dei videogiocatori di azionare aree del cervello ben poco utilizzate dai comuni videogames, peraltro aggravato da un sistema di controllo eccezionalmente sgraziato, anche se in fin dei conti sopportabile considerato che si tratta pur sempre di un puzzle-game.

5- Prototype/inFAMOUS

Citiamo nuovamente insieme i due titoli super-free-roaming di quest’anno non tanto per le somiglianze vere o presunte fra due giochi, a cui comunque la personalità non manca, quanto perchè l’impressione è che entrambi abbiano venduto meno del loro effettivo potenziale e in particolar modo su PS3, a discapito delle speranze di Sucker Punch (nonchè delle divertenti scaramucce con il team di Radical Entertainment), si siano vicendevolmente danneggiati.

Oltre a questo, dopo un periodo di esaltazione subito dopo le rispettive uscite, in entrambi i casi sono in breve fioccate critiche più o meno giustificate verso due giochi che comunque partono dal comune intento di voler offrire innanzi tutto divertimento puro, senza troppi fronzoli.

Contare quanti interni si vedono in inFAMOUS, quanti passanti hanno lo stesso aspetto su Prototype o lamentare l’inconsistenza della trama o del sistema della “coscienza” significa non comprendere i reali obiettivi dei titoli in questione: la spettacolarità delle scene di massa o il colpo d’occhio dall’alto di un palazzo valgono bene un pop-up di troppo o  una palette un po’ monotona.

Si tratta quindi di due giochi da rivalutare per tutti coloro che sono in cerca di un divertimento sghembo, fracassone e poco educato ma estremamente liberatorio e catartico; poi che siano tutti e due ampiamente migliorabili è ovvio, ma d’altra parte è anche scontato che entrambi avranno almeno un seguito…

4- Little King’s Story

Nonostante non sfrutti per niente le peculiarità del Wii, questo piccolo capolavoro nato dall’unione di alcune delle menti dietro Final Fantasy XII, Harvest Moon, Dragon Quest e Kingdom Hearts ha raccolto un numero di pareri positivi inversamente proporzionale alle sue vendite.

Il gioco pubblicato da Marvelous è un incrocio fra gestionale e RTS con i controfiocchi, che si apre al giocatore con una progressione calcolata e perfetta, rivelandosi man mano e infine stupendo per dimensioni e complessità.

Aggiungiamo una caratterizzazione dei personaggi teneroide ma curatissima ed ecco che abbiamo uno dei più bei tesori da riscoprire di quest’anno.

3- The Conduit

Tipico esempio di gioco che ha sofferto di un eccesso di hype, peraltro sollevata dai suoi stessi creatori.

Il FPS di High Voltage infatti, pur rispettando sufficientemente quanto promesso in termini tecnici e soprattutto per quel che riguarda il multiplayer online, è caduto sotto un fuoco di fila di critiche riguardanti linearità, ripetitività degli ambienti e scarsa IA degli avversari, per essere poi definitivamente affossato da un design grafico che definire banale è dire poco.

Tutte lamentele azzeccate, che però hanno poco senso quando rivolte ad un gioco che non si è mai proposto come una rivoluzione nè come l’ultima novità in fatto di intelligenza artificiale, quanto piuttosto come una dimostrazione di come anche su Wii si possa fare ciò che per le altre console è la norma.

E in quest’ottica The Conduit diventa semplicemente uno dei migliori titoli del suo genere per grafica, configurabilità dei controlli e per quello che probabilmente è il multiplayer online più completo e meglio riuscito sulla console Nintendo.

2- Risen

Figlio naturale di Gothic, la serie di RPG fantasy creata dagli stessi Piranha Bytes ma ora in mano ad altri, Risen è tutto quello che Gothic 3 sarebbe dovuto essere e parecchio di più.

Un’ambientazione finalmente un po’ differente dal solito, con un’isola contesa fra due fazioni che sono qualcosa più del solito buoni vs. cattivi , fa da sfondo ad un gioco tanto intransigente da non dividere neanche le quest fra principale e secondarie, presentandole tutte allo stesso modo e invitando il giocatore a decidere quali ritenere importanti per lo svolgimento della trama principale.

Un RPG poco accogliente ed estremamente impegnativo, ruvido ma molto appagante per chi saprà soprassedere sui suoi difetti, che riguardano in particolar modo una grafica solida ma non sempre convincente e una certa rigidità nella gestione dei menù.

1- Brutal Legend

Concludiamo questa classifica degli incompresi con l’ultimo lavoro di Tim Schafer, che ha venduto l’anima ai possenti Dei del metal per poter creare un gioco incredibile senza però tradire lo spirito unico di tutti i titoli che portano il suo nome, ma che nonostante questo non è riuscito ancora a piazzare tante copie quante merita.

Brutal Legend trasuda amore: l’ amore del suo creatore, che ha creduto nell’astruso progetto di un slasher che diventa  RTS ambientato in un mondo fatto di mostri d’acciaio e palazzi di ossa e pistoni, e l’amore di chi ha partecipato alla sua creazione con un’entusiasmo sconosciuto ad altre produzioni (basti pensare che Jack Black si è presentato agli MTV Awards vestito da Eddie Riggs senza che nessuno glielo chiedesse…).

Basta provare la demo per capire che ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso dal solito affett’em up, grazie a battute e tempi comici talmente perfetti da sembrare una sit-com e una grafica semplice ma efficacissima, con alcuni dei personaggi più espressivi che si siano visti in questa generazione: Kratos e Dante (quello Capcom come quello EA..) a confronto di Eddie hanno le capacità espressive di un pastore bergamasco.

Aggiungete che, come abbiamo detto, da circa metà il gioco cambia aggiungendo un’inattesa componente RTS, forse un po’ rigida ma tutto sommato efficace specie considerando il quadro complessivo.

Aggiungete anche che quest’ultima è addirittura giocabile in multiplayer online.

Sommate il fatto che stanno per uscire i primi DLC.

Infine ricordate che tutto questo ben di Dio è stato creato da uno studio piccolo ma capace e  capitanato da uno degli autori più geniali della storia del videogame, uno che pur cercando -giustamente- di vendere i propri giochi non è disposto a scendere a compromessi, uno che ama il videogioco e che si sforza perchè giochi “diversi” come Psychonauts e Brutal Legend siano sempre presenti sugli scaffali accanto ai soliti blockbuster.

Ecco perchè Brutal Legend è il gioco più sottovalutato del 2009. Ora andate a comprarlo e che il metal sia con voi.

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Demo di God of War 3: il ritorno di Kratos in due minuti di violenza inaudita


Alcuni fortunati possessori di PS3 inglesi, americani e polacchi (e chissà di quanti altri luoghi) hanno avuto qualche giorno fa una lieta sorpresa: il codice per scaricare la demo dell’E3 per il prossimo capitolo di God of War.
Il video che vedrete è un montaggio di alcune delle fasi salienti, caratterizzate dalla solita spropositata violenza e da un Kratos davvero fuori controllo. Voi gustatevelo, io inizio a mettere i soldi da parte: la Playstation mi aspetta.

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In gita tra i lussuriosi di Dante’s Inferno [preview]


Gli sviluppatori di videogiochi non sanno più cosa inventarsi, dove ambientare le proprie storie, chi scegliere come protagonisti.

Nel guazzabuglio (assai immaturo per tutto il “movimento”) di idee bislacche, persino il buon Dante Alighieri è stato chiamato in causa: troppo gustosa l’opportunità di ambientare nei gironi infernali un bel giocone tritaossa alla God of War: il problema è solo che un intellettuale nasone non si presta molto a smembrare diavoloni e mostri vari… per fortuna arriva in soccorso il character design che trasforma il tizio con l’alloro in testa e la toga rossa in un macho muscoloso, con armatura e mega falce fatta d’ossa tra le mani. Così nasce Dante’s Inferno.

Il video (che vi stra-consiglio di vedere per intero) è un developer diary, quindi abbiamo le simpatiche persone che si occupano dello sviluppo che ci raccontano qualche dettaglio in più su quello che a inizio 2010 andremo ad affrontare.


Devo dire che questo progetto non mi aveva interessato più di tanto, oggi mi sono pienamente ricreduto perchè uno degli aspetti che più mi colpiscono del videogioco rispetto alla totalità degli altri media di intrattenimento è la rielaborazione di clichè noti e abusati: in Dante’s Inferno le banalizzazioni sarebbero potute essere decine, dai diavoloni col forcone a Caronte col suo battello…date un’occhiata agli schizzi preparatori mostrati in video e vedrete che tutto riecheggia elementi già visti, in un lavoro artistico impressionante e originale.

La creatività profusa dietro agli scenari e agli avversari (nel video materiale tratto soltanto dal girone dei lussuriosi) è sensazionale: anche i soli disegni (che rievocano le opere del grande artista svizzeto H.R. Giger) mostrano un impegno concreto e non banale nella costruzione degli elementi di contorno, come le colonne o le mura, composte da dannati che scontano la pena cercando per l’eternità di ricongiungersi.

Si intuisce chiarmente che la stella polare nello sviluppo è stato God of War, costantemente presente come ispirazione: anche se contro i mega boss non compaiono i comandi del quick time, sembra proprio che per realizzare quei massacri e quelle acrobazie ci sarà da pestare parecchio sui tasti dei pad di Xbox360 e Ps3.

Poi il solito contorno di oceani di sangue, parti recise e combo spettacolari, come scritto chiaramente nel vademecum del Dio della Guerra, Kratos: solo che qui tutto sembra più malato e morboso, capace di dare immediatamente l’idea delle aboninazioni che andremo a tagliuzzare come il grano.

Sono sicuro che il Sommo Poeta farà qualche capriola nella tomba vedendo come viene utilizzata la più grande opera di letteratura della storia, per poi farsi una sana risata quando la sua controparte, anzichè svenire a ogni mostruosità incontrata, stringerà in pugno la sua arma per ridurla in poltiglia: è il nuovo millennio vecchio mio!

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Sony E3 2009 Press Conference: Oh my God…of War!


Ultima conferenza, solo a un paio d’ore da quella Nintendo e buona parte del futuro prossimo di Sony è finalmente rivelato. Meglio anticipare subito che di materiale davvero succoso non è stato presentato moltissimo, ma davvero tante sono state le notizie (anche inattese) che senza dubbio saranno riportate e approfondite nelle prossime settimane.

Sony non è più solo un leone ferito, sembra avere la forza, anche grazie all’apporto di PSP e della gloriosa PS2, di piazzare interessanti colpi sul mercato. A partire da Uncharted 2: Among Thieves, attesissimo in virtù del grande successo dell’esordio e con tutte le carte in regola per sfondare ancora: super grafica, ambientazioni mozzafiato (pazzesco il livello di dettaglio degli scenari) e una giocabilità che non sembra dare tregua. Ha meritato pienamente lo spazio concessogli durante il keynote: probabilissimo top seller.

Altra bomba annunciata è MAG (Massive Action Game), che già dal titolo fa intuire molto del suo potenziale: un fps che prevede un massimo di 256 players in tempo reale in gioco non si è mai visto, come è assolutamente nuovo l’approccio al lavoro di squadra in game mutuato dall’esercito USA: ogni giocatore viene assegnato a una squadra da 8,  quattro squadre formano un  intero plotone e così via fino alla compagnia (cioè l’intera squadra di cento e più giocatori!). Aggiungo solo che ognuno dei gruppi è guidato da un comandante che può dare ordini a tutti i suoi sottoposti, presi singolarmente o per reparti, e il delirio militar-strategico è servito.

In apertura parlavo di PSP e del suo successo, confermato dai tanti titoli che vedremo tra qualche mese e da una nuova incarnazione della console: grande circa la metà dell’attuale e finalmente priva del supporto UMD (avrà una ben più comoda memoria flash interna da 16 GB), è pronta a uscire il 1 Ottobre anche da noi insieme a Gran Turismo Portable, con le sue 800 macchine diverse e più di 30 tracciati. Si chiamerà PSP GO.

Poteva mancare sul palco la comparsata di Hideo Kojima? Assolutamente no, tanto più se si presenta per annunciare Metal Gear Solid Peace Walker, sempre per PSP. Pochi dettagli, se non la garanzia che si tratti di un episodio completo pensato appositamente per la più piccola console targata Sony.

A seguire un bel po’ di inutile chiacchiericcio su Home e i nuovi spazi pronti a sbarcare nella nostra casa virtuale: tra i più vicini all’uscita quelli di InFamous e Street Fighter IV.

Il momento più curioso è stato l’annuncio della pluri promessa esclusiva Rockstar per PS3: pochissime notizie e un titolo, Agent. Da istanti come questo si capisce la difficoltà di Sony, cui è sufficiente fare notizia senza la minima concretezza per fronteggiare i suoi rivali, fino a questo momento più in palla e grintosi.

Assassin’s Creed 2 merita solo un accenno perchè multipiattaforma: sensazionale ricostruzione di Venezia rinascimentale, ambientazione azzeccatissima, doppiaggio in italo-inglese che strappa più di un sorriso, tante tecniche e gadget fantastici (curiosamente inventati da Leonardo da Vinci, come il celebre aliante che caratterizzava una parte della demo mostrata). Il precedente viveva alla grande per 8 ore, se variano le sub quest siamo a un livello eccezionale: lo voglio persino io!

Quello che non volevo vedere, ma evidentemente il mondo si, è l’osceno prototipo del motion controller made in Sony: finalmente avremo giochini futili e leggeri anche su PS3… Speriamo quanto più tardi possibile, anche se questo è un drammatico trend del mercato con cui siamo e saremo costretti a confrontarci sempre più spesso.

Mini filmato di Gran Turismo 5, con un paio di competizioni aggiuntive (come le corse Nascar) e il solito mega bagaglio di tracciati, macchine e quanto ci si aspetti da uno dei racing game più importanti di sempre.Fortunatamente il nuovo progetto di Fumito Ueda ha perso il nome in codice (Project Trico) e guadagnato quello definitivo, The Last Gurdian: meno male, ma vorrei tanto capire di più su meccaniche di gioco e somiglianza ai predecessori.

Simpatica l’idea di annunciare al mondo Final Fantasy Online in chiusura di filmato di gameplay del prossimo Final Fantasy XIII: a titolo personale sono più interessato alla versione classica, ma il fascino di un universo narrativo celeberrimo e la poca concorrenza dei MMORPG su console potrebbe farmi ricredere.

E poi, finalmente, ciò per cui mi ero messo a sedere ore prima: God of War 3. In una sola parola potrei dire “clamoroso“: meccaniche classiche dei due capolavori precedenti, con combo, prese e lanci vari, qualche nuova arma e lo stesso fascino di sempre. Bellissima l’idea di percorrere tratti in volo catturando al volo le arpie, pestandole selvaggiamente per tutto il viaggio. Così come è eccezionale lo scontro con i due mini boss (centauro e chimera), avendo sullo sfondo un Titano che scala in Monte Olimpo flagellato costantemente dai colpi di Apollo che svolazza col suo carro infuocato: attenti dèi greci, l’ora della vendetta di avvicina…Violento e crudo quanto basta, (basti vedere le combo finali dei suddetti avversari, tra budella al vento e smembramenti pezzo per pezzo), è l’unica cosa in esclusiva Playstation che potrebbe convincermi all’acquisto immediato: a Kratos non posso proprio dire di no!

Tra annunci e sorprese si è trattato di un evento piacevole e interessante, con qualche bella notizia e qualche delusione (e Heavy Rain?), tutta spostata su quello che sarà il futuro più o meno immediato: è il momento per Sony di tirare fuori i giochi pesanti, o, per la prima volta da quando si è buttata nei videogiochi, uscire sconfitta.

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Halo Wars multiplayer online ha un problema, l’Arbiter!


Arbiter

Certi post li devo scrivere di botto, così come vengono. Di solito, mi conoscete, per valuare un gioco mi prendo il tempo necessario almeno a finirlo. Non vorrei fare come i soliti siti di videogiochi che per pubblicare la recensione al più presto neanche testano i titoli finendo per provocare in me un fastidioso senso di disgusto verso tutta quella schiera di cialtroni che pensano che basta essere esperti per valutare un videogioco dai primi minuti. Io non sono così e ancora, ad esempio, non ho scritto nulla di Little Big Planet (ovviamente il discorso è diverso per 3MoG e per un testo televisivo, dove le informazioni che devo mettere in campo sono molto diverse) o di altri titoli perchè aspetto di finirli per dire la mia sul blog.

In questo post invece mi sbilancerò e non poco nei riguardi del “povero” Halo Wars, opera ultima del compianto Ensemble Studios (ora chiuso… chissà come mai… ) perchè purtroppo certe volte bisogna essere impulsivi, anche e soprattutto per trasmettere le sensazioni che si provano in un preciso istante.

Prima però facciamo una premessa, senza la quale il discorso non avrebbe quasi senso. E’ importante il multiplayer di Halo Wars per Microsoft e per Ensemble? Secondo me non ci sono dubbi in proposito e la risposta a questa domanda è un sonoro si. Halo è una serie storica che deve il suo successo sopratutto al multiplayer; è impossibile che le consegne del colosso di Redmond per questo primo capitolo strategico della serie avessero altre mire. Se il multiplayer di Halo Wars dovesse essere solo un accessorio per Ensemble e Microsoft, un’altra modalità di accesso al gioco inserita “tanto per”, ciò che sto per dirvi non avrebbe senso. Ma dai menù, dalle classifiche online, dal sito, dalla professionalità, dal fatto che nel single si giochi una razza sola e che invece si possano usare i covenant in multiplayer, da questo e tanti altri elementi penso che il multiplayer di Halo Wars sia stato programmato per spaccare, per essere un gran multiplayer come al solito nella serie Halo.

Ora per favore concedetemi un po’ di libertà espressiva.

Ma allora come cazzo si fa a programmare l’Arbiter così come è???? Ma chi ha beta testato sto gioco in multi? Un Covenant? Anche un bambino si sarebbe accorto che quest’unità è completamente SENZA SENSO. SENZA SENSOOOOOOO!!!!

State a sentire. Mi rivolgo soprattutto a chi, un minimo, di strategici qualcosa sa, altrimenti dovrei fare un preambolo davvero bello lungo.

Innanzitutto partiamo dalle basi. Ci sono 2 razze nel gioco (non commento questo scarso numero, lo farò in sede di recensione “reale”: basta solo dire che Starcraft, 1998, ne aveva 3). Una ha gli eroi (i Covenant) e l’altra no (i CST, cioè gli umani). Che ne dite? Bah, una mezza assurdità. C’è da dire che i CST rimpiazzano la mancanza dell’eroe con un trittico di poteri upgradabili però ecco, sarà sicuramente difficilissimo bilanciare il tutto. E si vede.

Soprattutto se come eroe dei Covenant si sceglie l’Arbiter!

Trattasi di un’unità con un potere speciale che si chiama Furia che può essere utilizzato solo a pagamento, quindi consumando risorse (ingenti quantità di risorse, va detto). Questa abilità, distrugge praticamente tutto: 2 colpi di furia a parte un unità di marine, una decina e si distrugge un carro armato pesante, 4-5 e si spacca una torretta e così via. Praticamente infermabile a patto di avere risorse.

Ma infermabile significa davvero che nessun tipo di truppa e neanche moltissimi tipi di truppe diverse, possono vincere contro l’Arbiter.

Giustamente voi penserete: “Si vabbè, ma gli faranno del danno, magari muoiono loro ma anche lui alla fine lascia questo mondo”. E qui sta il bello. Quei geni di Ensemble, hanno pensato bene che non era abbastaza potente così, quindi c’è un upgrade che costa pochissimo (300 di risorse), che permette al nostro eroe di rigenerare una piccola quantità di vita ogni volta che uccide una truppa con furia. Non solo super forte, ma anche rigenerante… bene.

Ma non finisce qui. Ad Ensemble, davvero, avevano le idee chiare su come si crea, sviluppa e bilancia un multi intelligente per un RTS.

L’arbiter te lo REGALANO appena fai il primo tempio. Avete capito, essendo un eroe, basta fare il tempio e la prima volta neanche va pagato.
Ma se è così potente, almeno quando muore, costerà tanto no? Assolutamente no!!! Costa solo 400.
Ma almeno avrà un punto debole e subirà più danni dalla fanteria o dai veicoli o dai veivoli. Zero, essendo un eroe è più o meno resistente a tutto.
Ma allora, almeno, non dovrebbe attaccare gli aerei, visto che il suo attacco è corpo a corpo. Sbagliato, attacca anche gli aerei e li sfonda proprio.
Ma almeno sarà scarso contro gli edifici e non ti permetterà di vincere le partite. No, sbagliato anche questo, distrugge anche gli edifici, le torrette se le magna.
E vabbè, ma allora non si può curare. No no no! Oltre a curarsi da solo mentre mena, c’è un’unità che costa pure poco, che lo cura, volendo. Altrimenti ’sti cavoli, muore e con 400 puff, eccolo che torna.
Vabbè dai, impossibile, allora è lento a muoversi! Questo è vero… è lento a muoversi. C’è però un trascurabile particolare. I covenant possono richiamare con il teletrasporto (100 di risorse) il proprio eroe a casa all’istante. Quindi se vi attaccano, voi lo riportate a case e gg.
Insomma lo avrà un cazzo di punto debole? Assolutamente no, pensate, all’ultimo upgrade della tecnologia del Tempio, diventa pure INVISIBILE.

Io voglio avere qui, davanti a me, i programmatori che hanno dato vita ad una simile unità. Gli voglio parlare. Voglio diventare il loro psicologo ed ascoltarli. Voglio conoscere perchè, sapere come mai, quali traumi hanno avuto da bambini. Perchè, cazzo, non è possibile.

Piano piano tutti si accorgeranno che l’Arbiter è un bug e cominceranno ad usarlo (personalmente me l’hanno usato contro e la partita dopo ho preso i Covenant, sbagliando eroe e prendendo il Profeta ;) da quella dopo in poi sempre Arbiter, sempre vittoria). Cioè se non arriva una patch presto, ma presto presto presto, questo gioco rischia di diventare lo zimbello degli RTS della storia. Vi prego credetemi perchè è così.

La cosa angosciante è che non c’è neanche bisogno di saperlo usare o di micrarlo dato che, quando si usa la furia, il gioco si trasforma in un mini God of War, dove l’arbiter è il Kratos di turno. Infatti l’unico neo è che mentre si usa l’arbiter si è impossibilitati a gestire la propria base o il proprio restante esercito. Ma come avrete capito, non serve a molto ;)

Chiudo (sicuramente avrò annoiato tutti coloro che di questo discorso non si interessano) dicendo che in Warcraft III, un gioco del 2003, Blizzard aveva già capito che gli eroi sono davvero molto potenti e innanzitutto occupavano cinque di popolazione l’uno (l’equivalente di cinque truppe scarse o di due potenti, più o meno) mentre l’Arbiter, secondo voi, quanto occupa??? Ve lo dico io… ZERO! Inoltre in WC3 quando un’eroe di alto livello muore è doveroso e giusto che ci impieghi più soldi e più tempo a rinascere perchè in fondo rinasce con tutta la vita e più potente.

Se l’Arbiter muore ed ha tutti gli upgrade, invece, costa sempre 400 e ci impiega sempre poco ad uscire.

Un vero e proprio scherzo.

Ensemble, ma che ve siete fumati?

Andate tutti sul forum di Halo Wars ufficiale e chiedete a gran voce una patch!!!!!!

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The Force Unleashed: la Forza di sbizzarrirsi [recensione]


Ci sono cose nella vita di ognuno di noi che saremmo pronti a difendere con supremo sprezzo del pericolo, incoscenza e abnegazione: se ci pensate sapete quali sono per ognuno di voi.

Una di queste, per me, è la saga di Guerre Stellari: senza ombra di dubbio sono un fanboy, peraltro dannatamente fiero di esserlo. Mettere le mani in anteprima sul nuovissimo titolo ambientato in quell’universo narrativo è stato quindi un meraviglioso piacere, condito da quel pizzico di pepe dato dal non sapere bene cosa aspettarmi: sarà ben curato? Sfrutterà solo la licenza per vendere qualche copia? Ma soprattutto: sarà forte di una trama strutturata, eroica e intensa, pur avendo come protagonista un Sith?

Tante domande e tanti temi, per un titolo affascinante e coinvolgente, anche se non perfetto.

Si, perchè sin dal prologo, in cui il personaggio visto nella demo (Galen Marek Starkiller) NON sarà sotto il nostro controllo, rimpiazzato da un ben più noto (e oscuro) personaggio, emerge l’amore profuso nella ricerca della costruzione di una trama che funga da raccordo tra gli episodi III e IV visti al cinema.

Ogni  ambientazione è curata nei minimi dettagli, dalla pianura colma di rottami di Raxus Prime al pianeta vegetale di Felucia, brulicante di funghi e piante velenose che reagiscono in modo credibile all’uso dei vari poteri della Forza (provate a caricare la Repulsione quando siete in mezzo alla natura selvaggia del luogo e vi farete un’idea). Credo che sotto questo aspetto sia stato immane e lodevole il lavoro dei ragazzi di LucasArts, perchè partire dall’idea di narrare una nuova parte della trama può essere una pericolosa lama a doppio taglio.

Ho sempre ritenuto altamente irritante la nuova tendenza di Lucas (stavolta George, non Arts!) di concedere a destra e a manca la possibilità di svelare retroscena o momenti chiave in un medium che non fosse il cinema: è vero che il suo controllo è sempre ficcante e totale, ma non si può pretendere che un appassionato veda film, cartoni, giochi a un videogame o a un gioco di ruolo solo per essere sempre aggiornato sul suo universo preferito: si rischia di saturare l’interesse (o di infastidire: in questo senso nel gioco ci sono TROPPE SPADE LASER, anche in mano ad indegni: non era l’arma dei cavalieri Jedi. Non è goffa o erratica come un fulminatore… è elegante invece, per tempi più civilizzati “?).

Questo non accade con Force Unleashed (bellissimo titolo rovinato, al solito, in “Il potere della Forza“): tutti i richiami a vicende già note, gli incontri di Starkiller con alcuni personaggi chiave (dalla Principessa Leila all’Imperatore Palpatine passando per il Senatore Organa), gli echi di eroi leggendari (come durante gli scontri con gli Jedi, che spesso invocano il nome del Maestro Yoda) non infastidiscono minimamente il fan che è in me, costruendo una trama di buon spessore narrativo (solo buono, perchè i colpi di scena sono tutti abbastanza prevedibili). Anche il cast di comprimari segue questa tendenza, con il droide Proxy (capace di “ricoprirsi” di ologrammi e quindi di assumere qualsiasi aspetto) sugli scudi perchè è fondamentale a spezzare certe fasi che rischierebbero di risultare troppo tetre.

Il piano che più mi terrorizzava è quindi più o meno a posto, mentre sulla realizzazione di poteri e relativi utilizzi qualche problema c’è: a fronte di un una fisica ben realizzata e di una buona varietà di abilità (tra l’altro personalizzabili raccogliendo sfere di potere nascoste per i quadri), alcuni aspetti sembrano tirati via con troppa fretta.

E’ assurdo che basti poggiare delicatamente un barile su un Trooper per ucciderlo, così come è assurdo che in un gioco tanto atteso e pubblicizzato siano presenti bug di varia natura, alcuni dei quali leggermente irritanti: niente di scandaloso, perchè è tollerabile che davanti a tanto sfarzo qualche texture vacilli, ma non è ammissibile che la barra dell’energia di un avversario (a me è capitato con un Rankor su Felucia) svanisca rendendolo immortale e costringendomi a riavviare la partita!

Se poi i Poteri e loro utilizzi sono davvero eccezionali, il sistema di puntamento degli stessi andava limato, perchè non è possibile che con un avversario davanti venga mirato uno lontano e momentaneamente inoffensivo: anche qui non me la sento di infierire perchè sollevare e sbattere qua e là Jawa, Troopers o Guardie del Senato per poi dargli una scossettina è davvero esaltante, così come le varie combo a disposizione del nostro Sith, varie e spettacolari.

Certamente non è un titolo infinito (per arrivare al finale bastano circa 10 ore, ma senza dubbio VORRETE vedere entrambi i finali), ma tiene impegnati anche al livello intermedio perchè richiede precisione nell’uso dei Poteri (a volte fin troppa) e abilità nel variare spesso mosse e abilità speciali.

Come Ninja Gaiden 2 qualche mese fa, anche Force Unleashed è un prodotto curato, intenso e frenetico, non esente da difetti di varia natura (niente smembramenti o sangue, non fatevi illusioni): resta il fatto che il vecchio e caro padre di entrambi i giochi, il Dio della Guerra Kratos, è ancora di molto superiore, se non altro perchè quick time events, potenziamento del personaggio e enigmi che rompono l’azione scriteriata sono tra gli elementi che lo hanno reso un capostipite nel suo genere.

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FunZine #1


Funzine!

Torna l’appuntamento settimanale con il “rotocalco” di videogiochi a cura di www.insidethegame.it.

Come da presentazione della puntata zero, che trovate sul blog, il sottoscritto e Massimo “Fucktotum” Mallia vi intratterranno per un’ora circa nella disquisizione videoludica di notizie, radio recensioni, anteprime e musica come al solito rock e dintorni. Per contattarci e farci domande usate pure la mail funzine@fragtime.it oppure con i commenti su questo blog.

Seguiteci quindi questa sera dalle 21:30 alle 23:00 (circa) se siete interessati alle news più importanti della settimana, che come in ogni puntata verranno elencate in apertura.
Subito dopo recensione del capolavoro Bioware in esclusiva per Xbox360: Mass Effect; imperdibile per i fanatici dei giochi di ruolo ma assolutamente fantastico per tutti gli altri. Una vera epopea fantascientifica.
Poi passiamo al divertimento portatile: su Nintendo DS è uscito un certo The Legend of Zelda: Phantom Hourglass. Il gioco è un capolavoro e noi lo tratteremo come seconda radio recensione.
Ci sposteremo al volo sui giochi da scaricare: come sapete le tre princinpali console casalinge hanno tre ottimi servizi di download. Playstation Network, Xbox Live Arcade e Virtual Console. Parleremo di tre titoli consigliati da scaricare. Seguiteci quindi se volete spendere bene i vostri soldi.
Poi spazio ancora alle recensioni, avremo addirittura un dio, Kratos con God of War 2 per PS2.
Chiuderemo con il ricordo di qualche titolo del passato con la rubrica “amarcord” per darci appuntamento alla prossima settimana.

Appuntamento come al solito su Radio 181 Fragtime per la puntata numero 1 di Funzine! Vi aspettiamo numerosi!

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I migliori videogiochi del 2007!


Dopo le scorpacciate natalizie è tempo di rimettersi al lavoro. Inutile dire che, con un netto ritardo rispetto alla “concorrenza”, anche su insidethegame era giusto consigliare la fatidica lista degli acquisti per i titoli usciti in questo fantastico 2007.

Quali sono i migliori dieci giochi usciti nell’anno che verrà ricordato come il più importante per la nuova generazione di console? Dopo un interlocutorio 2006, dove hanno debuttato Wii e Playstation 3 mentre Xbox360 si teneva gli assi nella manica, l’anno appena tracorso ha mostrato tutto il potenziale di queste fantastiche macchine da gioco. Sono usciti titoli che erano in programmazione da anni ed hanno stupito tutto e tutti. Andiamo insieme ad elencare quelli che, secondo me, sono i più significativi per tutte le piattaforme (PC, e console portatili inclusi). I miei personali Oscar. Chiaramente non sarà una lista “completa”; a molti titoli imperdibili come Crysis o Uncharted: Drake’s Fortune io purtroppo non ho proprio giocato (quando mi clonerò suppongo di riuscire a giocare tutto). Mentre altri li ho solo provati ma non “vissuti”. Anzi premetto che in questa lista NON SARANNO PRESENTI Super Mario Galaxy e Mass Effect proprio perchè vorrei ancora esplorarli a fondo piuttosto che metterli “per partito preso”. Sicuramente sono due capolavori ma il mio scopo non è elencare 10 giochi fichi ma che magari non conosco del tutto. Ho intenzione di svelarvi per filo e per segno i dieci titoli che mi hanno tenuto incollato allo schermo.

Ma bando alle ciance e spazio ai migliori nove giochi del 2007! Il migliore, in posizione 1, occuperà un post intero nei prossimi giorni. Clikkando sulle varie immagini trovate le mie recensioni di questi titoli su Alice Giochi. Quelle che ho fatto quantomeno. Buona lettura.

10. Guitar Hero 3: mi sento una rockstar!!!
Vorrei che fosse uscito Rock Band e vorrei poter parlare di questo prodotto. Purtroppo il titolo Harmonix / Mtv è disponibile solamente in America e da noi è previsto per il 2008. Quindi mi sono dovuto accontentare di Guitar Hero 3 che, a dire la verità, non è poi nemmeno un “gran gioco” nel senso stretto del termine. Non innova molto, graficamente fa quasi schifo ed ha molti difetti sulla calibrazione della difficoltà. Però ha una tracklist da paura e sinceramente io e miei amici ci siamo divertiti da matti a “suonare” pezzi come One dei Metallica, Stricken dei Disturbed e soprattutto Welcome To The Jungle dei Guns. Da soli o in due, Guitar Hero 3, è comunque uno sballo. Fidatevi, se vi piacciono le canzoni presenti, acquistatelo, non vene pentirete. Disponibile per PC, PS3, Xbox360, Ps2, Wii.

9. Assassin’s Creed: l’arte di non farsi notare.
Il titolo Ubisoft va premiato, è ovvio. Ha un mondo fantastico, un protagonista esaltante, un rivoluzionario metodo di narrare le cut scene. I toni entusiastici che utilizzai per descrivere la mia gita in terra santa grazie a questo prodotto non li cambio, per quanto riguarda l’esperienza. Però il gioco ha dei difetti davvero macroscopici. E’ ripetitivo, a tratti davvero irritante. Si tratta di reiterare la stessa “solfa” per decine di volte all’interno di una trama vacillante che oltretutto non finisce (ci sarà un 2 e un 3). Il potenziale rimane altissimo ma i programmatori canadesi non l’hanno sfruttato appieno: il mondo di Assassin’s Creed è clamoroso, ma a livello ludico non funziona. E’ un vero peccato. Il nono posto però se lo aggiudica. Lo trovate per Ps3 e Xbox360; uscirà anche per PC nel corso del 2008.

8. The Witcher: il fascino dell’ambiguità.
Trovo che The Witcher sia un prodotto poco compreso. Molte recensioni l’hanno quasi snobbato mentre io trovo che il lavoro di Cd Projeckt, team di sviluppo polacco, sia davvero pieno di attrattive. Innanzitutto attualizza finalmente il concetto di hack’n’slash, sdoganandolo da un punta e clikka “mascherato” e semplicemente più frenetico. Inoltre finalmente si rivedono idee mature su trama e concetto: perchè un videogioco deve essere sempre bambinesco? Se c’è il bollino 18+ allora è anche giusto che prenda delle posizioni su temi adulti, o meglio ancora le faccia prendere al giocatore. The Witcher mette in pratica proprio questo concetto, lasciando a chi guida Geralt il Lupo Bianco ampia libertà di scelta morale; ma nel mondo fantasy più oscuro e ambiguo che si sia mai visto le scelte giuste non esistono. Lo scoprirete rimanendo ammaliati mano a mano che la trama si dipana. Disponibile unicamente per PC ma sembra che uscirà anche per Xbox360, prima o poi.

7. Okami: un quadro interattivo.
Il canto del cigno del defunto clover studio di Capcom è qualcosa di impagabile. Un capolavoro sotto ogni punto di vista, incompreso dal grande pubblico ma osannato dalla stampa specializzata. A patto di avere la pazienza per affrontare le circa 50 ore di avventura a base soprattutto di arte e filosofia giapponese. Folklore misto a leggende del Sol Levante, quelle che si tramandano da secoli. Okami è la storia dello spirito della natura in lotta contro l’oscurità. Un monito ecologista dove il nero nemico somiglia all’inquinamento e dove il combattimento è fatto a colpi di pennellate che fanno rifiorire gli alberi o trasformano i nemici in natura. Qualcosa di poetico, toccante e artistico ma non solo; anche un gran videogioco, pieno di innovazioni evidenti. A piacimento si può trasformare l’area di gioco in un quadro dove disegnare per scoprire i segreti o attivare potenziamenti. Unico neo, la poca originalità della struttura di gioco, praticamente identica ad un qualsiasi episodio di Zelda. Il gioco uscì nel 2006 per PS2 in America ma è stato distribuito nel 2007 in Europa quindi va bene nella top ten di un blog italiano. La sua conversione per Wii è in dirittura d’arrivo nel 2008.

6. Halo 3: la battaglia è finita!
Il gioco più pubblicizzato della storia, uno dei più grandi successi commerciali dell’industria anche a lungo termine. Un’evento mediatico incredibile. Una chiara icona. Master Chief, spiace dirlo ad un “nintendaro” come me, è il Mario dell’Hardcore gamer. Il simbolo di una generazione cresciuta con i videogiochi e ormai non più adolescente. L’eroe leggendario si rivolge più a me che ai ragazzini e il titolo programmato da Bungie è perfetto per l’occasione. Frenetico e adrenalinico, Halo 3 in single player vive di momenti: molti bassi e pochi alti che però valgono la candela. Ma la vera potenza di questo gioco è il multiplayer e la community che si batte in mappe perfette come Epitaph o High Grounds. Farò un’altra affermazione che non avrei mai pensato di fare ma che è essenziale da accanito sostenitore del multiplayer su PC: Halo 3 è perfetto su internet. Semplice e intuitivo ma allo stesso tempo incredibilmente profondo. Esclusiva Xbox360.

5. Call of Duty 4: la guerra moderna fa paura.
Il capolavoro Infinity Ward è scioccante. Innanzitutto è graficamente senza paragoni. Ho opinione che, se si esclude Crysis (che tanto scatta anche con un computer psionico), Call of Duty 4 rappresenti l’eccellenza in quest’anno videoludico estremamente convincente. Anche a livello di effetti sonori siamo in presenza di un’esperienza che difficilmente si dimentica. Questi due fattori, uniti ad un gameplay studiato in ogni minimo particolare, rendono Modern Warfare la più realistica simulazione bellica mai creata. Già non sarebbe poco. Ma i pregi di questo titolo non finiscono qui; dopo la superficie c’è il succo: la guerra moderna fa paura. E’ fredda, senza sentimenti o eroismi. Bisogna solo uccidere in maniera cieca tutti coloro che non portano la stessa uniforme. Crudo ma reale e il gioco cattura queste sensazioni. Poi tutto finisce, il single player intendo, in poche ore. E poi bisogna riporre il dvd sullo scaffale della ludoteca? Assolutamente no. Il multiplayer, sebbene non certo innovativo, sta scalzando quello di Halo 3 dalle classifiche del Live, Resistance dal PSNetwork e su PC è diventato già un successo planetario. Chiunque si sta affrettando ad organizzare un torneo per COD4 perchè è l’Esport del futuro. Basta per convincervi ad averlo? Per PC/Xbox360/PS3 (anche DS, ma il gioco è ovviamente diverso)

4. God of War 2: la violenza è affascinante.
Kratos è tornato. Ave Dio della Guerra. La ridiscesa dall’olimpo di uno dei personaggi più carismatici della storia dei videogiochi è stata una delle esperienze dell’anno senza ombra di dubbio. Mentre PS3 arrancava con le vendite il vero blockbuster Sony è uscito su PS2: ha i muscoli delle grande occasioni e una voglia insaziabile di uccidere mostri. Tra inquadrature al fulmicotone e cut scene epiche il massacro dei nemici è qualcosa di assolutamente estremo. Ma anche di estremamente divertente. Sebbene il titolo non abbia avuto l’impatto del primo episodio, come era lecito aspettarsi, SCEA è riuscita a correggere i pochi difetti e a migliorare tutti gli aspetti possibili offrendo ai giocatori un’esperienza lunga, rigiocabile e con pochissime sbavature. Epico, violentissimo e bello anche da vedere, non solo da giocare God of War 2 rappresenta un must di quest’anno, senza alcun dubbio. Forse grande merito di questo giudizio va all’ambientazione: l’antica Grecia fantasy è un posto fantastico dove combattere. Niente multiplayer, ma questo è davvero un difetto per titoli di questo tipo? Esclusiva PS2.

3. Bioshock: rapito in fondo al mare.
Se vedete Bioshock qua vuol dire che ho qualche rotella fuori posto vero? Forse avete ragione: praticamente tutti hanno considerato l’affascinante titolo 2kGames come gioco dell’anno. Anche io mentre ci giocavo, effettivamente, ho avuto la stessa impressione. Bioshock mi ha completamente rapito: mentre lo stavo giocando il mio pensiero mentre andavo al lavoro, mentre andavo al cinema, mentre stavo con gli amici, era tornare a casa e immergermi in Rapture. Ero letteralmente catturato. Peccato per la brevità dell’esperienza e per lo scontro finale, un pò deludente. Il resto è pura arte videoludica. Bioshock emoziona, Bioshock terrorizza, Bioshock rapisce, Bioshock impegna, Bioshock trasporta. Trasporta il giocatore in una città diversa, nelle profondità marine con stile e ricercatezza. Il lavoro di programmatori nel ricostruire un’ambientazione anni ‘60 affascina stanza dopo stanza. I primi 10 minuti sono il punto più alto, a mio avviso, di un qualunque FPS, da sempre. Compratevelo, fatevi un favore: per Xbox360 o PC.

2. The Legend of Zelda: Phantom Hourglass: la scoperta dell’acqua calda.
Questo titolo non è al secondo posto perchè sono un “Nintendaro”. Questo gioco non è sopra a tutti gli altri campioni di incassi perchè mi hanno pagato. Zelda non è nuovamente “quasi” sul trono perchè io l’ho sempre adorato. No. The Legend of Zelda: Phantom Hourglass è effettivamente uno dei giochi più incredibili di quest’anno. Perchè il suo concepimento passa per un sistema di controllo totalmente nuovo, quello del Nintendo DS, mai utilizzato nelle sue intere potenzialità; fino ad adesso. Non riesco nemmeno a descrivere quanto giocare con un pennino e due schermi ad un capitolo di Zelda possa risultare intuitivo e divertente. Sembra la scoperta dell’acqua calda: sembra che la saga aspettasse proprio dei controlli simili. Purtroppo le mille innovazioni presenti in questo gioco non sono facilmente elencabili a parole: farvi capire perchè la nuova avventura del “bambolo” in verde è al secondo posto mi risulta terribilmente complicato. Link si muove, salta, combatte, tutto utilizzando il pennino: gli oggetti come il boomerang ora hanno un senso, tracciando il percorso da fare con una semplice linea. Ogni castello ha una piccola “chicca” e costringe il giocatore a pensare: finalmente! Non più solo frenesia, non sparare ad ogni bersaglio. Ma ciò che veramente eleva questo titolo è la possibilità per tutti di usufruirne grazie al DS. Finalmente anche i vostri genitori, ragazze o nonni ;) potranno giocare ad un capitolo di Zelda: gustarne la delicatezza, il sognante “Fanciullino” che risiede intorno ad ogni pixel. Esclusiva Nintendo DS.


P.S.Ricordatevi che questa sera c’è Il Bar Dell’Esport e Dintorni!!!!!!!!!!

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