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Peanut Butter Jelly Time in stile Kratos! [video divertente]


Eh si, Kratos fa scuola: un omaccione poderoso, uno spartano divenuto prima Dio della Guerra e poi reietto, tanto coraggioso e pieno di sè da sfidare gli dèi stessi e ottenere la sua vendetta.

Un protagonista tutto d’un pezzo, che con estrema naturalezza impala l’occhio di un’idra sull’albero di una nave, acceca ciclopi a mani nude, colora i pavimenti col sangue dei suoi nemici. Senza contare quando gli intestini fuoriescono dai centauri come stelle filanti, o quando gioca a “m’ama non m’ama” con le ali dei pipistrelli.
Uno tosto insomma.

Così tosto che però rischia il colpo della strega ogni volta che deve aprire uno scrigno o una porta, che sembrano ostacoli decisamente più complessi delle decine di creature che gli si scagliano contro.

Il video deride questi eccessi, anche se il suo protagonista ha la faccia da scemo e pessimi gusti alimentari: come si preparerebbe un panino col burro di arachidi il nostro spartano preferito?

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La creatività tocca le vette dell’Olimpo dei videogiochi [trailer del film di God of War]


Più ci si addentra nei meandri del cinema cosiddetto “indipendente”, più si capisce perché l’unica differenza tra le pellicole facenti parte di questa categoria e quelle hollywoodiane risieda nel budget pre-produzione e negli incassi post-proieizione. Di riflesso, riusciamo in qualche misura a farci una ragione della regola non scritta secondo cui le trasposizioni perdano tutto o quasi del loro appeal al passaggio da un settore dell’intrattenimento all’altro – sia da videogioco a film, che viceversa.

Ecco allora una squisita rivisitazione della trilogia di Sony Santa Monica, vale a dire il pluri-acclamato God of War. Con un cast pressoché sconosciuto, produttori e regista intendono dare una loro versione dell’Olimpo videoludico di cui si è fatto portavoce Kratos, adattandolo ad un contesto ancora più inedito e surreale. Quel semplice ed esilarante: “I’m sorry… just somebody said my name?” ad interrompere drasticamente il simpatico sfondo musicale, è già tutto un programma.

Ma andando avanti, ve lo garantiamo, le cose non fanno che migliorare. Basti pensare a cosa si è fatto ricorso per soppiantare le Spade del Caos: troppo epiche per un contesto così grottesco. Speriamo per voi che siate in grado di comprendere l’inglese, perché diversamente fareste bene a chiedere l’ausilio di qualcuno un po’ più confidente con tale idioma, così da non farvi sfuggire le piccole, demenziali trovate del trailer in questione. A parte questo, inquadrature e montaggio sembrano davvero di ottimo livello. E su questo sono serio.

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God of War Ghost of Sparta: Kratos torna su PSP!


Un bell’annuncio che coinvolge la più bistrattata console portatile di questa generazione, la PSP.
Andamento ondivago quello delle quotazioni della piccola di casa Sony, risollevata di tanto in tanto da qualche ottimo titolo per poi smarrirsi leggermente.

Per fortuna l’annuncio di oggi le darà una bella mano, complice il grande successo dell’ultimo God of War per PS3: Ready at Dawn, già artefice del breve ma riuscito Chains of Olympus, prova a bissarne il successo con Ghost of Sparta, titolo che a livello di trama si collocherà subito dopo la chiusura del primo (per PS2), con Kratos pronto a salire sul trono di Dio della Guerra appena strappato ad Ares.

Si tratta di una mossa evidentemente dettata dallo sfruttamento del brand, ma in questo caso potrebbe verificarsi quell’allegra convergenza di interessi economici e apprezzamento del pubblico, soprattutto se le nuove armi, magie e combinazioni porteranno a qualcosa (anche minima), davvero innovativa.

Il rischio altrimenti è quello di clonare a dismisura un titolo che già di suo non ha molta originalità, fino ad arrivare a sucessori fotocopia uno più inutile dell’altro.
La data d’uscita, garantita per la fine del 2010, sarà come al solito la prova sul campo per questa nuova avventura di Kratos.

Ma da dove parte il getto d'energia?


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[Recensione God of War 3] E’ bello vivere per vendicarsi!


“Nel bel mezzo del cammin di nostra vita”…

Scusate, ho sbagliato gioco: quella frase è presa da una copia, sbiadita e sciatta, del gioco che sto recensendo in questo momento, cioè la nuova avventura di Kratos che è tornato per mettere i suoi avversari in riga e per insegnare il mestiere del protagonista del gioco di azione a tutti i “competitor”.

La prima cosa che ho pensato dopo aver inserito il blu-ray di God of War III nella mia PS3 è questa: Dante’s Inferno è un gioco che non doveva uscire, per non far vergognare i suoi creatori. Il buon Mossgarden, in fondo, l’aveva detto: la sua recensione di Dante’s Inferno “Paradiso Perduto” aveva criticato il gioco prodotto da Electronic Arts e sviluppato da Visceral Games ed era stata un po’ ostracizzata da voi lettori per lo scarso voto emesso. Alla luce, fortissima, che scaturisce dalla nuova creatura Sony aveva totalmente ragione: fidatevi!

Kratos mostra al mondo come si scava per terra...

Kratos mostra al mondo come si scava per terra...

La seconda cosa che ho pensato mentre scorrevano a schermo i titoli di testa di GOW3, che senza equivoci voglio definire come i migliori mai visti in un qualunque videogame, è la seguente: questo gioco è fuori scala. Avete letto bene: non è da considerarsi, probabilmente, nell’insieme definito da tutti i titoli arrivati PRIMA di God of War 3. Tutto ciò che è venuto prima, Kratos, l’ha spazzato via!

La prima ora è da urlo: si rimane a bocca aperta, punto. Bisogna giocarla 2-3 volte per notare tutte le sfumature, cercando di fissare lo sguardo non sul proprio personaggio ma sugli sfondi, sulle animazioni, sulla maestosità dei tratti e delle pennellate. Insomma: su ogni singolo particolare! Successivamente il livello di spettacolarità non può mantenersi agli stessi ritmi e il gioco “cala” e non stupisce più come un bacio ricevuto da una sconosciuta. E’ però importante notare che, di momenti epici, ce ne saranno comunque tanti altri all’interno di tutta l’avventura.

La ruota della fortuna, quando la usa Kratos, diventa la ruota della mortalità

La ruota della fortuna, quando la usa Kratos, diventa la ruota della mortalità

Chi mi conosce lo sa, quando recensisco un gioco sono un po’ restio ad utilizzare i classici aforismi della critica videoludica. La grafica è così, il sonoro è colà ecc ecc. Personalmente descrivo ciò che mi colpisce e, dopo un introduzione simile e il voto espresso a fine pezzo (“Da non perdere”) chi doveva essere convinto già lo sarà, senza bisogno di sentirsi dire che il gioco è un action-adventure che innova poco o niente.

Io, piuttosto, mi concentro sui particolari che mi hanno colpito e nel caso di God of War 3 devo dire che c’è una cosa che non mi ha colpito positivamente: la sua estrema brutalità. Non so cosa pensare sul tema visto che, di solito, sono stracontento di vedere delle teste saltare dal collo. Probabilmente infatti è un “problema” derivante dal “chi” si brutalizza, lo riconosco: a me gli dei dell’olimpo stanno fondamentalmente simpatici. Finchè Kratos spanza un centauro facendogli uscire le budella, cazzo, sono il più contento del mondo. Ma il deicidio che viene compiuto a danni di Poseidone, Mercurio e compagnia bella… beh, quello ogni tanto mi è sembrato “esagerato”. Non voglio sembrare un moralista, ripeto: sono cresciuto con Splatterhouse e Syndycate, voglio solo consigliare la visione del titolo ad un pubblico non facilmente impressionabile perchè, rispetto agli altri episodi, la violenza di Kratos è davvero aumentata.

Ma ciò che ho appena scritto per molti, forse, sarà un particolare che addirittura convincerà a comprare il titolo. Quindi, prendetelo giustamente come un mero appunto personale perchè, concludendo, tra le mani abbiamo uno dei videogiochi con la regia migliore mai vista, alcune delle scene più epiche mai viste e il protagonista più CAZZUTO e smargiasso che ci sia! Non arriva a 4 stelle semplicemente perchè qui di ludicamente geniale c’è poco (il gioco è identico ai vecchi God of War 1 e 2, c’è solo qualche mossa in più).

Ma di altamente spettacolare e cinematografico c’è tutto!

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Kratorize yourself: trasformati nel “God of War” [widget GoW III]


God of War 3 è inserito nel mio lettore Blu Ray della PS3. Ovviamente sto provando molto giovamento dalla sua presenza in casa mia e tra poco potrete leggere la mia recensione a riguardo.

Fondamentalmente, quindi, mi sono già “trasformato” nel Dio della guerra… videoludicamente parlando. Ho preso il joypad ed ho cominciato ad immergermi nell’antica Grecia rivisitata dai creativi Sony e piano piano, piano piano, i risultati di questa trasformazione sono stati pienamente visibili anche sulla mia pelle, come potete vedere dalla foto a corredo!

Ebbene si: tanto è stata l’immedesimazione che mi sono trasformato in Kratos, nuovo God of War! Grazie, Playstation!

Ma la cosa migliore di questa trasformazione è che… potete trasformarvi anche voi, anche senza avere il gioco! Come? Semplice, grazie al Widget che vi propongo in questo post chiamato proprio Kratorize Yourself.

All’indirizzo http://gow.playstationplanet.it/ è infatti presente un simpatico programmino che vi permetterà di trasformare la vostra faccia, o quella dei vostri amici (basta avere una loro fotografia) in quella di Kratos: orpelli compresi. Potrete decidere di inserire quante cicatrici volete, bracciali, armi, spade ecc. Potete fare usare un primo piano o una foto di voi in piedi, pronti a combattere contro Zeus.

Insomma, divertitevi e condividete con noi di Inside The Game i vostri risultati sul forum: ho aperto un topic chiamato proprio Kratorize Yourself.

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28 e 29 Marzo, Elezioni Regionali: vota il partito del Fare. Male. A tutti!


Premetto subito una cosa. La battuta del titolo (Il partito del Fare. Male. A tutti) l’ho rubata al grande Renato “inskin” Rossi (sono anche fiero di averlo fatto).

Non potevo non farlo perchè era troppo carina per il post odierno, velocissimo, in cui vi invitiamo a svolgere il vostro dovere di cittadini alle urne questo 28 e 29 Marzo, alle elezioni regionali.

Vi invitiamo ovviamente a votare bene. Date il vostro voto a una persona di “stomaco”: uno che non ha problemi a dire le cose come stanno e a fare, di conseguenza, scelte impopolari e violente ma giuste! :)

Date il vostro voto a Kratos e alla lista ” God of War “!

Per dovere di cronaca la battuta l’ho rubata a inskin mentre l’immagine l’ho vista sul Friendfeed di Gioxx.

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God of War 3: ultimo trailer prima del lancio


E così siamo arrivati. Pochi giorni e tutti potremo toccare con mano la potenza di Kratos, portando a compimento la sua vendetta contro gli altri dèi dell’Olimpo.

Si riparte da dove l’avevamo lasciato al termine del secondo capitolo, con lo spartano che scala la montagna sacra della mitologia greca in spalla al Titano Gaia e le divinità che si stringono intorno a Zeus per la difesa finale.

Potrà non innovare il suo genere di riferimento, ma guardate i pochi momenti di gameplay del video: ci rendiamo davvero conto di ciò che ci aspetta?
Indipendentemente dalla fonte, tutti gli altri siti di riferimento che hanno avuto modo di recensirlo parlano chiaramente di “indimenticabile avvio per violenza e pathos raggiunti”.

A volte innovare non è necessario e si può lasciare ad altri l’ingrato compito: a volte  ”qualità” non fa rima con “novità”, e questo  sembra proprio uno di quei casi.

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Nuovo trailer per God of War 3 [Trilogy Edition ordinata]


Siete pronti? Siete caldi? Il Blu Ray più atteso dell’anno sta per arrivare e, personalmente, non sto più nella mia trentunenne pellaccia. Cazzo… God of War 3, ma ci pensate? Finalmente potremo vestire nuovamente i panni di uno degli eroi dei videogiochi più fini e delicati della storia del nostro amato medium itnerattivo.

E si, proprio lui, quel Kratos che prima di menare le mani cerca sempre una soluzione diplomatica. Quello stesso dio della guerra che ogni volta che ha di fronte un minotauro enorme gli manda prima una lettera controfirmata dal suo legale per indicargli che è tristemente “contrariato”, poi invece lo porta davanti al giudice di pace e risolve la questione in maniera civile.

Cioè spaccandogli la capoccia su un muro ripetutamente per poi tagliargli le corna con le sue lame.

Ah… che gusto, non vedo davvero l’ora che arrivi il 19 di Marzo, data di uscita europea un gioco che rimarrà nella memoria, o almeno lo spero, grazie al solito mix di azione frenetica, musiche epiche e una trama che fomenterebbe anche un morto.

Ovviamente, per essere pronto al day one e far rosikare tutti voi poveri pischelli senza danaro (mi piace scritto con la A, sa di gangster), ho ordinato 149€ di Ultimate Trilogy Edition.

Qui sotto trovate il mio scontrino e una foto della stessa edizione speciale che contiene davvero molte amenità: il primi due capitoli della saga (God of War 1 e Gow 2) rimasterizzati in HD per PS3, cd della colonna sonora, armature sbloccabili nel gioco e chi più ne ha più ne metta. Sbaaaavvvv

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God of War 3: Chaos Will Rise [video]


Tra le molteplici uscite del primo quarto 2010, God of War 3 è probabilmente l’esclusiva più attesa. La qualità del prodotto completo sarà molto alta, come chi ha provato la demo sa bene: Kratos è pronto a devastare i nostri schermi ancora una volta, l’appuntamento è fissato per il 19 marzo.

La battaglia contro gli Dèi dell’Olimpo raggiungerà il suo apice e le immagini mostrate  testimoniano che l’approdo su console next gen si verifica nel momento perfetto. Non sarà particolare come Heavy Rain o profondo come Mass Effect 2, ma anche se dovesse restare fedelissimo alle meccaniche dei primi due episodi non ci sarà rivale in grado di sostenerne l’impeto: la prima recensione in giro, quella (certamente di parte) dell’Official Playstation Magazine inglese, gli appioppa un 9/10, sostenendo che “il gioco è ad un paio di centimetri di distanza dal 10/10, ed è solo la familiarità con il gameplay centrale che rende la sensazione di essere un po’ meno del top. Se questo è il finale della saga, God of War 3 dà al più potente eroe di PS3 il commiato che si merita”.

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God of War 3 ha una data ufficiale


Attraverso un breve, ma illuminate comunicato stampa rilasciato nel corso della giornata di ieri, i vertici Sony hanno indicato il prossimo 16 marzo come data del debutto statunitense di God Of War 3.

Nell’ annunciare il rilascio di un ultimo, sconvolgente trailer promozionale in data 11 febbraio, i portavoce della grande S hanno peraltro reso noto di avere intenzione di distribuire l’edizione europea del gioco quasi in contemporanea con la rispettiva release a stelle e strisce…

Attualmente, i più eminenti portali web del Vecchio Continente convengono tutti su una data comune in tal senso, vale a dire il 19 marzo del 2010. Un’ufficializzazione definitiva riguardo quest’ultimo dettaglio sarebbe comunque attesa a breve.

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Top 10 dei giochi più sottovalutati del 2009


Nonostante i seguiti (e i seguiti dei seguiti, e i seguiti dei seguiti dei seguiti…) dei blockbuster di questa generazione siano stati relativamente vacanti in questo anno che sta per finire, il 2009 è stato comunque ricco di uscite a dir poco interessanti per i videogiocatori, grazie a ritorni importanti (Fallout 3, Street Fighter IV, Punch-Out, Killzone 2, New Super Mario Bros. Wii..), diverse nuove PI (inFAMOUS, Prototype, Demon’s Souls, Dragon Age..), qualche spin-off di rilievo (GTA: Chinatown Wars, Halo Wars, Halo 3: ODST..) e tanti DLC (The Ballad of Gay Tony, Shadow Complex, Trials HD..).

Come ogni anno però ci sono anche tanti titoli che, pur essendo validi, sono passati un po’ in sordina nei negozi facendo soltanto apparizioni fugaci sugli scaffali e ricomparendo altrettanto rapidamente fra i giochi usati, rivenduti finchè valgono qualcosa per acquistare i gioconi che tutti vogliono.

Spesso si tratta di vittime dell’hype, o dell’inarrestabile corsa al progresso tecnologico, o di errori di marketing che li hanno fatti uscire a ridosso di capolavori annunciati; giochi che rischiano quindi di finire in un limbo, per poi magari divenire oggetto di culto di chi fra qualche anno li ripescherà, chiedendosi come mai non gli avesse prestato la giusta attenzione a tempo debito.

Giochi a cui Inside The Game dedica questa Top 10, magari con un pelino di buonismo (..è Natale!) ma invitandovi comunque ad ignorare per una volta anteprime, voti, recensioni e pareri altrui per scoprire quanto oro ci possa essere sotto la superficie.

10- X-Men Origins: Wolverine

L’action di Raven Software, recensito dal buon AKirA su 3MoG, è massiccio, incazzato e non sfigura di fronte all’agguerritissima concorrenza del genere, pur dovendo sottostare ad un film trascurabile che ne ha giocoforza influenzato trama e grafica (Liev Schreiber come Sabretooth è veramente inguardabile!).

Viene il dubbio che la licenza abbia più danneggiato che spinto il titolo in questione, che con una personalità propria ed uno screenplay più libero avrebbe forse potuto emergere un po’ di più.

9- The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena

Un’occasione imperdibile quella proposta dagli Starbreeze Studios e dallo stesso Vin Diesel (i Tigon Studios appartengono infatti al nerboruto baritono): due giochi al prezzo di uno, e uno dei due è nientemeno che una versione riveduta e corretta di Escape from Butcher Bay, strano ma azzeccatissimo miscuglio di FPS e stealth da molti considerato il miglior gioco mai uscito su Xbox.

L’altro, Assault on Dark Athena, pur non avendo l’arguzia del predecessore e riallacciandosi a meccaniche più smaccatamente FPS, non manca dello stile concreto e acido tipico del talentuoso studio svedese, che molti hanno già potuto assaggiare sulle console di questa generazione grazie a The Darkness.

Il tutto condito da un’ambientazione sci-fi acre e violenta fra le più interessanti fra quelle post-Matrix, e da un protagonista con carisma da vendere e un cinico senso dell’umorismo, affilato come le sue amate lame.

8- WET

Altro giro, altro action; stavolta si tratta di uno shooter a cui la personalità non manca, con un raffinato connubio di oriente e Far West che strizza più di un occhio a Tarantino, peraltro citato esplicitamente da tantissimi particolari.

Non c’è niente di veramente nuovo fra bullet time, quick time events, capriole, scivolate e corse sui muri, ma tutto quello che fa WET lo fa con stile, raggiungendo l’acme nei momenti in cui la protagonista Rubi, degna della miglior Black Mamba, accecata dal sangue entra in una sorta di berserk: la nostra diviene un’autentica macchina per uccidere mentre tutto appare in un marcatissimo cell-shading rosso nero e bianco che ricorda un po’ il lisergico Killer 7.

Sangue, katana, pistole ed una sexy-vendicatrice infuriata. Che volere di più?

7- Red Faction: Guerrilla

Il terzo capitolo della serie di Volition è finalmente ciò che tutti si aspettavano: un’autentica orgia di distruzione, che grazie al nuovo engine Geomod 2.0 diventa la vera protagonista del gioco, consentendo una varietà di approccio alle varie missioni che nei due precedenti capitoli era soltanto accennata.

Vedere ponti o interi palazzi che collassano dopo un’accurata demolizione delle strutture portanti è un’autentica soddisfazione, specie considerando che al di là del Geomod il gioco c’è ed è bello (..ehm..) solido, sia per giocabilità che per aspetto audiovisivo.

6- Scribblenauts

Geniale” è l’aggettivo meno entusiastico che potreste esprimere riguardo il gioco 5th Cell: un centinaio di puzzle da risolvere evocando, da un database ben più ampio di quanto sarebbe lecito aspettarsi, miriadi di oggetti in grado di interagire fra loro in modo semplice ma razionalmente credibile e spesso assolutamente comico.

Purtroppo però ci tocca annoverare anche questo piccolo capolavoro di game design fra i giochi più sottovalutati: scorrendo recensioni, discussioni e pareri su stampa e web appare infatti palese un’incomprensione di fondo legata alla natura user-generated del gioco.

Scribblenauts infatti è divertente e impegnativo nella misura in cui il giocatore decide di divertirsi e impegnarsi, cercando soluzioni sempre nuove e sforzandosi di non riutilizzare all’infinito la stessa combinazione jetpack-pala-pistola laser.

Un problema non da poco quindi, vista la scarsa voglia mostrata da gran parte dei videogiocatori di azionare aree del cervello ben poco utilizzate dai comuni videogames, peraltro aggravato da un sistema di controllo eccezionalmente sgraziato, anche se in fin dei conti sopportabile considerato che si tratta pur sempre di un puzzle-game.

5- Prototype/inFAMOUS

Citiamo nuovamente insieme i due titoli super-free-roaming di quest’anno non tanto per le somiglianze vere o presunte fra due giochi, a cui comunque la personalità non manca, quanto perchè l’impressione è che entrambi abbiano venduto meno del loro effettivo potenziale e in particolar modo su PS3, a discapito delle speranze di Sucker Punch (nonchè delle divertenti scaramucce con il team di Radical Entertainment), si siano vicendevolmente danneggiati.

Oltre a questo, dopo un periodo di esaltazione subito dopo le rispettive uscite, in entrambi i casi sono in breve fioccate critiche più o meno giustificate verso due giochi che comunque partono dal comune intento di voler offrire innanzi tutto divertimento puro, senza troppi fronzoli.

Contare quanti interni si vedono in inFAMOUS, quanti passanti hanno lo stesso aspetto su Prototype o lamentare l’inconsistenza della trama o del sistema della “coscienza” significa non comprendere i reali obiettivi dei titoli in questione: la spettacolarità delle scene di massa o il colpo d’occhio dall’alto di un palazzo valgono bene un pop-up di troppo o  una palette un po’ monotona.

Si tratta quindi di due giochi da rivalutare per tutti coloro che sono in cerca di un divertimento sghembo, fracassone e poco educato ma estremamente liberatorio e catartico; poi che siano tutti e due ampiamente migliorabili è ovvio, ma d’altra parte è anche scontato che entrambi avranno almeno un seguito…

4- Little King’s Story

Nonostante non sfrutti per niente le peculiarità del Wii, questo piccolo capolavoro nato dall’unione di alcune delle menti dietro Final Fantasy XII, Harvest Moon, Dragon Quest e Kingdom Hearts ha raccolto un numero di pareri positivi inversamente proporzionale alle sue vendite.

Il gioco pubblicato da Marvelous è un incrocio fra gestionale e RTS con i controfiocchi, che si apre al giocatore con una progressione calcolata e perfetta, rivelandosi man mano e infine stupendo per dimensioni e complessità.

Aggiungiamo una caratterizzazione dei personaggi teneroide ma curatissima ed ecco che abbiamo uno dei più bei tesori da riscoprire di quest’anno.

3- The Conduit

Tipico esempio di gioco che ha sofferto di un eccesso di hype, peraltro sollevata dai suoi stessi creatori.

Il FPS di High Voltage infatti, pur rispettando sufficientemente quanto promesso in termini tecnici e soprattutto per quel che riguarda il multiplayer online, è caduto sotto un fuoco di fila di critiche riguardanti linearità, ripetitività degli ambienti e scarsa IA degli avversari, per essere poi definitivamente affossato da un design grafico che definire banale è dire poco.

Tutte lamentele azzeccate, che però hanno poco senso quando rivolte ad un gioco che non si è mai proposto come una rivoluzione nè come l’ultima novità in fatto di intelligenza artificiale, quanto piuttosto come una dimostrazione di come anche su Wii si possa fare ciò che per le altre console è la norma.

E in quest’ottica The Conduit diventa semplicemente uno dei migliori titoli del suo genere per grafica, configurabilità dei controlli e per quello che probabilmente è il multiplayer online più completo e meglio riuscito sulla console Nintendo.

2- Risen

Figlio naturale di Gothic, la serie di RPG fantasy creata dagli stessi Piranha Bytes ma ora in mano ad altri, Risen è tutto quello che Gothic 3 sarebbe dovuto essere e parecchio di più.

Un’ambientazione finalmente un po’ differente dal solito, con un’isola contesa fra due fazioni che sono qualcosa più del solito buoni vs. cattivi , fa da sfondo ad un gioco tanto intransigente da non dividere neanche le quest fra principale e secondarie, presentandole tutte allo stesso modo e invitando il giocatore a decidere quali ritenere importanti per lo svolgimento della trama principale.

Un RPG poco accogliente ed estremamente impegnativo, ruvido ma molto appagante per chi saprà soprassedere sui suoi difetti, che riguardano in particolar modo una grafica solida ma non sempre convincente e una certa rigidità nella gestione dei menù.

1- Brutal Legend

Concludiamo questa classifica degli incompresi con l’ultimo lavoro di Tim Schafer, che ha venduto l’anima ai possenti Dei del metal per poter creare un gioco incredibile senza però tradire lo spirito unico di tutti i titoli che portano il suo nome, ma che nonostante questo non è riuscito ancora a piazzare tante copie quante merita.

Brutal Legend trasuda amore: l’ amore del suo creatore, che ha creduto nell’astruso progetto di un slasher che diventa  RTS ambientato in un mondo fatto di mostri d’acciaio e palazzi di ossa e pistoni, e l’amore di chi ha partecipato alla sua creazione con un’entusiasmo sconosciuto ad altre produzioni (basti pensare che Jack Black si è presentato agli MTV Awards vestito da Eddie Riggs senza che nessuno glielo chiedesse…).

Basta provare la demo per capire che ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso dal solito affett’em up, grazie a battute e tempi comici talmente perfetti da sembrare una sit-com e una grafica semplice ma efficacissima, con alcuni dei personaggi più espressivi che si siano visti in questa generazione: Kratos e Dante (quello Capcom come quello EA..) a confronto di Eddie hanno le capacità espressive di un pastore bergamasco.

Aggiungete che, come abbiamo detto, da circa metà il gioco cambia aggiungendo un’inattesa componente RTS, forse un po’ rigida ma tutto sommato efficace specie considerando il quadro complessivo.

Aggiungete anche che quest’ultima è addirittura giocabile in multiplayer online.

Sommate il fatto che stanno per uscire i primi DLC.

Infine ricordate che tutto questo ben di Dio è stato creato da uno studio piccolo ma capace e  capitanato da uno degli autori più geniali della storia del videogame, uno che pur cercando -giustamente- di vendere i propri giochi non è disposto a scendere a compromessi, uno che ama il videogioco e che si sforza perchè giochi “diversi” come Psychonauts e Brutal Legend siano sempre presenti sugli scaffali accanto ai soliti blockbuster.

Ecco perchè Brutal Legend è il gioco più sottovalutato del 2009. Ora andate a comprarlo e che il metal sia con voi.

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Demo di God of War 3: il ritorno di Kratos in due minuti di violenza inaudita


Alcuni fortunati possessori di PS3 inglesi, americani e polacchi (e chissà di quanti altri luoghi) hanno avuto qualche giorno fa una lieta sorpresa: il codice per scaricare la demo dell’E3 per il prossimo capitolo di God of War.
Il video che vedrete è un montaggio di alcune delle fasi salienti, caratterizzate dalla solita spropositata violenza e da un Kratos davvero fuori controllo. Voi gustatevelo, io inizio a mettere i soldi da parte: la Playstation mi aspetta.

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