Posted on 01 settembre 2010. Tags: Halo, lego, mega bloks, stop motion, video
Nel corso dei mesi vi abbiamo proposto molti video creati da utenti di YouTube realizzati con l’unione della tecnica stop motion e mattoncini Lego, perfetti per ricreare qualsiasi mondo di gioco visto in un videogame.
Il caso di oggi è diverso su un elemento fondamentale e non di poco conto: i modellini usati non sono Lego, ma Mega Bloks: fondamentalmente dei rivali della nota casa produttrice di mattoncini danesi.
Tutti i personaggi e i veicoli sono quindi kit completi, non modifiche: esiste una vera e propria linea apposita che prevede tutti i componenti, comprese le armi, per realizzare i vostri scontri tra Covenant e UNSC. I più attenti avranno notato che alcune delle unità arrivano dritte dritte da Halo Wars, l’RTS di 343 Studios: ad esclusione di un personaggio che ricade nella categoria di ODST, il sito ufficiale di Mega Bloks mostra solo modelli di un po’ di anni fa.
Alcuni sono perfetti, come lo Scorpion, il Warthog e le armi impugnate dai contendenti: altri un po’ meno a causa del forzato adattamento di mattoncini a posizioni o inclinazioni poco convenzionali (ad esempio il Ghost dei Covenant), ma, nonostante tutto, sia la linea di giocattoli che il filmato sono curati e piacevoli da guardare.
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Posted on 28 luglio 2010. Tags: lego, starcraft, video
Un video davvero ben fatto, questo, in cui si è riprodotta per filo e per segno una partita di Starcraft… con i mattoncini LEGO e di cui altre parole di introduzione sono davvero inutili. Il lavoro è stato eseguito da Kooberz Studios, a cui vanno i complimenti di tutta la redazione di Inside The Game per lo sforzo, che deve essere stato davvero notevole, nel realizzare una perla simile (che sfrutta ovviamente anche un po’ di post produzione).
A quando una riproduzione come questa Lego Starcraft Brick Rush ma con i Masters? Io Skeletor nei panni di Zeratul ce lo vedo molto bene… e She-Ra in quelli di Kerrigan anche!
[via: Kotaku - Starcraft recreated with lego Bricks]
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Posted on 01 giugno 2010. Tags: bioware, cittadella lego, lego, lego mass effect, mass effect
Un tempo ci si chiedeva se fosse nato prima l’uovo e poi la gallina o viceversa. Oggi questa domanda investe alla stessa maniera un altro universo, le cui premesse, intrecciate a quelle dei mattoncini giocattolo più famosi al mondo, cominciano a destare più di qualche dubbio: siamo sicuri che i Prothean abbiano creato tutto ciò che esiste nel mondo di Mass Effect? E la genesi dei LEGO, in tutto questo, dove si situa?
Lo so, sembrano deliri da persona affetta da qualche strana forma di schizofrenia, ma è anche questo l’effetto collaterale alla visione del bellissimo modellino della Cittadella ricreato ad hoc proprio servendosi dei mattoncini sopra citati. Kotaku ne ha dato notizia, spargendo la voce per la rete. Trattasi un articolo riguardo il quale solo i più invasati (come probabilmente lo è il sottoscritto, almeno per certi versi) possono nutrire un più che un vago interesse. Ma sappiamo già che a prima vista qualcuno esclamerebbe: “LO VOGLIO!“, come peraltro si legge tra i commenti alla fonte di questa segnalazione.
Mentre lasciamo che siano i vostri stessi occhi a godere del mirabile lavoro in LEGO tramite il link a fondo pagina, buttiamo lì una proposta davvero interessante: che ne direste di un LEGO Mass Effect vero e proprio in versione videoludica? D’altra parte oramai sembra ampiamente assodato che l’universo LEGO sia come il nero in relazione agli altri colori: sta bene con tutto! Forse anche più del nero… (Vi siete forse persi il nostro articolo in cui vi abbiamo segnalato la parodia di Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate in chiave LEGO?!)
via Kotaku
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Posted on 31 maggio 2010. Tags: film, lego, pop, Prince of Persia
Il film di POP (Prince of Persia) è ormai sugli schermi americani e la gente lo sta definendo deludente. Nonostante io non avessi poi tanti dubbi in merito nutrivo qualche seria sperenza per la pellicola diretta da Mike Newell e prodotta da Jerry Bruckheimer che, per quanto riguarda solamente il primo episodio della Maledizione della Prima Luna (Pirates of the Carribean), aveva svolto un ottimo lavoro (gli altri due film sono veramente osceni, a mio avviso).
Speranze che, pare, saranno altamente disattese all’uscita del film nelle sale italiane. Un poplettone di effetti speciali abbastanza inutile con personaggi piatti e poco approfonditi e dialoghi da serie C. Ripeto, deduco questo dai siti cinematografici americani come RottenTomatoes che da addirittura un 39% su 100 al film. Uno schifo, insomma.
Meno male che possiamo rifarci con queto trailer dell’adattamento in stile LEGO del film. La serie di videogiochi legata al famoso marchio di mattonicini, sta regalando parecchie soddisfazioni ai videogiocatori di ogni età. Nonostante siano giochi dedicati soprattutto ai bambini i vari Lego Indiana Jones piuttosto che Lego Star Wars sono delle ottime parodie e dei videogiochi divertenti. Non sappiamo se LEGO Prince of Persia sarà anch’esso trasformato in un gioco, per ora rimane solamente un tema LEGO, purtroppo legato al film e non ad uno dei giochi.
Mmm però perchè purtroppo? In fondo una parodia è bella se ha qualcosa da prendere in giro e, probabilmente, questo kolossal ha più di un punto debole su cui i programmatori potranno puntare i loro occhi a mattoncino
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Posted on 08 dicembre 2009. Tags: 2010, Alderan, harry potter, Hogwarts, indiana jones, J.K. Rowling, lego, Lego Indy 2, Tempio Maledetto, Traveller's Tales, video
Qualche giorno fa abbiamo analizzato il secondo titolo Traveller’s Tales su Indiana Jones e i mattoncini Lego. In quella sede vi avevo parlato del probabile successore, ispirato al maghetto creato da J.K. Rowling, l’odioso Harry Potter.
Oggi il tutto viene confermato, e i programmatori inglesi ci hanno persino dato in pasto il video di debutto, nonostante l’uscita probabile sia nel tardo 2010.
Che vi sia simpatico o meno, siete costretti come me a fare i conti col fatto che le avventure e le sfighe del piccolo mago rappresentino per i ragazzi di oggi qualcosa di simile ai colossal con cui è cresciuto chi abbia più di vent’anni: Hogwarts e la Terra di Mezzo del Signore degli Anelli sono un po’ la controparte odierna di Alderan o del Tempio Maledetto per noi, regni da sogno che si prestano per ospitare le più disparate avventure.
Dal video che avete visto sembra che la formula magica trovata da Traveller’s Tales sarà ancora una volta riproposta, ma credo che i molti hub visti in Lego Indy 2 torneranno unificati nella sola Hogwarts, punto focale di tutte le vicende.
Come già capitato con tutti i titoli Lego precedentemente, sono certo dell’epico successo che anche stavolta arriderà a questo prodotto, ma ripeto quanto detto altrove: la formula magica del divertimento ancora regge, ma sarebbe necessario qualche aggiustamento/ripensamento per mantenerla fresca!
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Posted on 29 novembre 2009. Tags: 2010, 25 minuti, 6 anni, blue, Halo, halo 3, lego, Multiplayer, red, Zanzibar
Dopo 6 anni circa di lavorazione, finalmente arriverà nel 2010 questo meraviglioso corto di 25 minuti interamente realizzato con i LEGO e riguardante l’eterna lotta tra Red e Blue sulla mappa multiplayer di Halo 3, Zanzibar. Il trailer è a dir poco fantastico, aspettiamo di vedere l’opera completa!
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Posted on 29 novembre 2009. Tags: avventura, divertente, editor, harry potter, Il regno del teschio di cristallo, Indy, lego, Lego Indiana Jones, little big planet, natale, Nintendo, signore degli anelli, south park, Star Wars, Teschio di Cristallo, Traveller's Tales, veicoli, videogiochi
C’era una volta un duo di registi/produttori eccezionali, capaci di far vivere sogni a persone da tutto il mondo. C’era un volta un eroe puro, forte ed esilarante, onesto e sciupafemmine. C’era una volta l’Avventura (si, con la “a” maiuscola), nemici crudeli e corse rocambolesche. Poi, complice un Teschio di Cristallo, una trilogia intoccabile ha perso troppi colpi.
Ora quel maledetto teschio irrompe sulla scena dei videogiochi e turba persino i sonni degli appassionati di giochi Lego.
Se avete buona memoria, o voglia di cliccare qui, sapete che il primo Lego Indiana Jones mi aveva sollazzato durante la torbida estate del 2008.
La divertente possibilità di ripercorrere la trilogia di film di Indy insieme alla mia ragazza era stata colta appieno, col divertimento compiaciuto di chi sa come tutto si svolgerà, ma vuole vederlo e rivederlo.
In più le meccaniche di gioco, basate sulla continua distruzione degli scenari per ricercare oggetti segreti, aveva solleticato il mio vecchio spirito Nintendo, regalandomi un buon numero di ore di gioco. Una grafica più che carina, la splendida colonna sonora e il cast completo dei personaggi dei film avevano fatto il resto.
Ben diverso è il caso di questo seguito, nato per “completare” il predecessore aggiungendo Il regno del teschio di cristallo e sfruttare commercialmente una miniera d’oro come si sta rivelando quella dei giochi sul binomio film-Lego.
Per sgombrare il campo da inquietanti equivoci, vi mostro in video una puntata di South Park, che racchiude perfettamente il mio pensiero sull’ultimo film del Dott. Jones:
Passando all’adattamento ludico, le maggiori novità riguardano proprio la gestione delle varie avventure, dalla più recente a momenti non sfruttati (o inventati di sana pianta) dei tre capitoli precedenti. Anzichè un unico hub da cui partire per rivivere il mito, ogni “film” ne ha uno dedicato, pieno zeppo di segreti e location speciali da scoprire utilizzando le varie abilità dei personaggi.
Una scelta che ho apprezzato, ma che comunque potrebbe spiazzare proprio a causa della vastità degli scenari di raccordo, in cui non è semplice trovare l’accesso ai nuovi capitolo sbloccati.
Inoltre viene dato un maggiore spazio all’utilizzo dei veicoli, acquistabili grazie alle monetine che si ottengono con la distruzione dei vari oggetti che affollano gli stage: non solo macchine e moto, ma anche dromedari e aerei per rendere l’azione un po’ più varia con percorsi a tempo e destruction derby.
Peccato solo che tali mezzi siano mal gestibili, al punto da rendere frustrante persino il loro posizionamento su un interruttore: figuriamoci quando dovrete centellinare i secondi per sbloccare una ricompensa.
Per quanto ancora una volta la longevità sia dalla parte del titolo, che tra artefatti da raccogliere, nuovi personaggi da sbloccare e veicoli da controllare vi farà penare non poco, gli inglesi di Traveller’s Tales hanno tentato di strafare, inserendo un editor per creare i vostri livelli e giocarli a piacimento.
Questa possibilità, ovviamente lontana anni luce da quella vista in Little Big Planet, era da tempo richiesta dai fan dei mattoncini colorati: la sua realizzazione è però trascurabile, perchè come al solito bisognerà non solo pensare a edificare un mondo di gioco che sia piacevole da vedere e divertente da giocare, ma anche prendere in considerazione elementi come la lunghezza dei salti o l’utilizzo delle abilità speciali. E’ vero che dopo ogni modifica è possibile controllarne direttamente la riuscita, ma i tempi di realizzazione si dilatano e il tutto potrebbe smettere di essere piacevole in poco tempo.
Aggiungete l’impossibilità di condividere le vostre opere online e vedrete questa novità cessa di essere interessante in un baleno.
In ogni caso è il fattore novità a penalizzare ampiamente nuovo titolo Lego, ottimo per giocare con un nipotino o per una serata poco impegnativa: nè l’editor nè i nuovi utilizzi della frusta del Dott. Jones riescono a risollevarlo dalla sensazione che se in Traveller’s Tales non si daranno una svegliata, la formula avviata con Star Wars ( e di cui si prevedono un futuro Harry Potter e un più che probabile Signore degli Anelli) è destinata a infrangersi in mille pezzi, proprio come avrebbe dovuto fare l’ignobile teschio di cristallo.
Pur restando divertente, molto longevo e con qualche graziosa feature aggiuntiva, lo posso consigliare solo a chi non avesse affrontato il primo capitolo, o fosse un fan talmente appassionato di giochi sui Lego o Indy da non poterlo proprio perdere: questo mi dispiace più di tutto, perchè la formula e le idee viste tante volte in piacevolissimi titoli precedenti inizia a stancare anche me che le ho tanto apprezzate in passato.
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Posted on 12 ottobre 2009. Tags: All American Rejects, Blink-182, Blur, bon jovi, Boys like Girls, Bryan Adams, Carl Douglas, Counting Crows, David Bowie, Elton John, EuropeThe Automatic, Everlife, Foo Fighters, Good Charlotte, Guitar Hero, iggy pop, Incubus, Jackson 5, jimi hendrix, Kaiser Chiefs, Katrina & The Waves, korn, KT Tunstall, lego, Lostprophets, P!NK, queen, Rascal Flatts, Ray Parker Jr, Razorlight, Rock Band, rock band 2, Rock Band: Pooh, Spin Doctors, Spinal Tap, Steve Harly, Sum 41, Supergrass, T-Rex, The Coral, The Hives, The Kooks, The Police, The Primitives, Tom Petty, tracklist, Vampire Weekend, We the Kings
Non so voi, ma io ancora non mi sono abituato. A cosa? Ma ovviamente alle continue uscite di nuove versioni di Guitar Hero e Rock Band!
Siamo ormai rasentando la follia, tanto che le fila di giochi di questo tipo si ingrossano sempre di più, con l’unico rischio di stufare anche il fan più accanito. Tanto più che, a parte casi rari, a cambiare sono solo le tracklist, sempre e comunque col solo interesse di coprire ogni rimasuglio di mercato rimasto intonso. Tra poco toccherà ai più piccoli con la versione Lego, forse più in là agli animali domestici, magari con Rock Band: Pooh!
Eccoci di nuovo pronti a una nuova lista di canzoni (confesso che questa lista mi piace abbastanza, soprattutto grazie a Queen, David Bowie, Elton John, T Rex e Jimi Hendrix), così come alle curiose aggiunte del Duca Bianco (che somiglia pochissimo alla controparte reale, meno male che ha almeno gli occhi di colori diversi) e di Iggy Pop in versione mattoncini colorati:
All American Rejects, “Swing, Swing”
The Automatic, “Monster”
Blink-182, “Aliens Exist”
Blur, “Song 2″
Bon Jovi, “You Give Love a Bad Name”
Boys like Girls, “Thunder”
Bryan Adams, “Summer of 69″
Carl Douglas, “Kung Fu Fighting”
The Coral, “Dreaming of You”
Counting Crows, “Accidentally in Love”
David Bowie, “Let’s Dance”
Elton John, “Crocodile Rock”
Europe, “The Final Countdown”
Everlife, “Real Wild Child”
Foo Fighters, “Breakout”
Good Charlotte, “Girls & Boys”
The Hives, “Tick Tick Boom!”
Iggy Pop, “The Passenger”
Incubus, “Dig”
Jackson 5, “I Want You Back”
Jimi Hendrix, “Fire”
Kaiser Chiefs, “Ruby”
Katrina & The Waves, “Walking on Sunshine”
The Kooks, “Naïve”
KoRn, “Word Up!”
KT Tunstall, “Suddenly I See”
Lostprophets, “Rooftops”
P!NK, “So What”
The Police, “Every Little Thing She Does Is Magic”
The Primitives, “Crash”
Queen, “We Are The Champions”
Queen, “We Will Rock You”
Rascal Flatts, “Life is a Highway”
Ray Parker Jr., “Ghostbusters”
Razorlight, “Stumble and Fall”
Spin Doctors, “Two Princes”
Spinal Tap, “Short & Sweet”
Steve Harly, “Make Me Smile”
Sum 41, “In Too Deep”
Supergrass, “Grace”
Tom Petty, “Free Fallin”
T-Rex, “Ride a White Swan”
Vampire Weekend, “A-Punk”
We the Kings, “Check Yes Juliet”
Come da tradizione poi, questi brani saranno esportabili sul più canonico Rock Band 2, una delle pochissime mosse che vanno un minimo incontro all’utente.
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Posted on 16 luglio 2009. Tags: banjo-kazooie, blog, construction kit, doom, editor, facebook, flickr, forge, forum, fps, gameplay, halo 3, killer application, lego, little big planet, modder, netizen, nuts & bolts, PC, PS3, rare, RTS, social network, spore, videogame, videogioco, web 2.0, youtube
Partiamo dal principio: Web 2.0 è una locuzione un po’ abusata per definire la nuova “forma evolutiva” che internet ha assunto in questi ultimi anni; fra i tanti aspetti del cambiamento in atto quello di più semplice percezione e che ha interessato il maggior numero di persone ha visto l’utente medio passare da un ruolo di mèro fruitore delle informazioni ad uno attivo, in cui tramite blog, forum, social network e siti come Youtube o Flickr può contribuire lui stesso a creare la rete.
Pur senza voler esprimere giudizi o previsioni in merito, la dimensione di questa metamorfosi la possiamo vedere nei cambiamenti che questa ci ha spinto ad apportare alle nostre abitudini: basta solo pensare a quanto tempo ogni giorno passiamo su siti di cui fino a 2-3 anni fa avremmo faticato anche solo a comprendere il senso (Facebook anyone?); una sorta di marea dilagante quindi, che come sempre avrà prima o poi la sua risacca ma che come tutte quelle che l’hanno preceduta lascerà il suo segno indelebile su tutto ciò che investe, videogioco compreso.
Basta infatti far mente locale su quanti giochi usciti negli ultimi due anni presentino fra le loro caratteristiche, oltre all’ormai immancabile multiplayer online, degli strumenti che permettano di creare, modificare e condividere di tutto, per avere un’idea di quanto potente sia la spinta innovatrice in questione.
Si potrebbe obiettare che da Doom in poi sul PC gli editor hanno accompagnato alcuni generi di giochi, ma proprio in questa stessa frase stanno le maggiori discrepanze con la situazione attuale: innanzi tutto oggi la creatività ha travalicato il confine dei generi e quasi tutte le tipologie di videogame hanno diversi livelli di personalizzazione, uscendo dalla duopolio FPS-RTS; inoltre è evidente come si sia passati da utility impiegabili dai soli modder a strumenti impiegabili da chiunque con un minimo di applicazione; infine (e qui sta forse la discriminante maggiore) i vari construction kit non “accompagnano” più i giochi, bensì ne sono divenuti parte integrante, quando non l’attrattiva principale.
Little Big Planet, Banjo-Kazooie: Nuts & Bolts, Halo 3, Spore sono solo alcuni dei videogames che forniscono al giocatore, in modi e misure molto diversi, strumenti per interagire e modificare il proprio approccio al gioco in funzione dei propri gusti, della propria immaginazione e della propria capacità di uscire dagli schemi, e per condividere quanto creato con gli altri.
Ma, come dicevamo, si tratta pur sempre di una marea e così dei titoli sopraelencati gli unici a rispettare le attese di vendita sono stati proprio quelli in cui la creatività è stata relegata ad un ruolo più marginale: in Halo 3 la pur interessante Forge è soltanto un’altra modalità di gioco online, lontana dal vero cuore del gioco e per altro presto trascurata dalla gran parte dei giocatori in favore di quelle più classiche, mentre in Spore il potentissimo editor di creature, strutture e mezzi su cui si fondava gran parte dell’hype che aveva preceduto il titolo alla prova dei fatti si è rivelato essere poco più di un semplice orpello estetico, incapace di lasciare che le idee del giocatore influenzino realmente il gameplay.
Al contrario, due giochi come Banjo-Kazooie: Nuts & Bolts e soprattutto Little Big Planet (che addirittura sarebbe dovuto essere una killer application per la PS3), sviluppati attorno all’utente e al tentativo di lasciarlo il più possibile libero di esprimersi ed interpretare soggettivamente il gameplay, hanno clamorosamente fallito i propri obiettivi commerciali pur rispettando le promesse e risultando per il sottoscritto entrambi francamente superlativi.
La causa di queste défaillances è quindi identificabile nel giocatore stesso; il tentativo di rimuovere la divisione tra giocatori-modder e giocatori-e-basta non è infatti coincisa come auspicato con la nascita una nuova classe di giocatori creativi e il processo di trasformazione, seppure in atto visto il lento fiorire nonostante tutto delle communities legate ai singoli titoli, sta richiedendo molto più tempo di quanto immaginato.
Si può ipotizzare quindi che pur seguendo una via che con tutta probabilità rappresenta uno dei più promettenti “futuri possibili” del videogame, gli sviluppatori abbiano erroneamente forzato i tempi implementando funzioni che l’utente medio, evidentemente più pigro nelle vesti di videogiocatore che non in quelle di netizen, apprezza e in qualche caso pretende, ma poi non sfrutta o testa solo sommariamente per poi tornare a fruire in modo più tradizionale del suo videogame.
Nota a margine per il gioco Rare, a mio parere un autentico incompreso: la casa di Twycross è stata infatti l’unica a non scendere a compromessi, credendo talmente nel tool sviluppato da integrarlo profondamente nelle meccaniche di ogni singola parte del suo gioco; ai giocatori è stato quindi affidato un giocattolo stupendo e potenzialmente infinito lasciando però loro, similmente a quanto accadeva da bambini con i Lego, l’onore e l’onere di renderlo divertente, cosa purtroppo non compresa nè dai giocatori nè (più colpevolmente) dalla critica specializzata.
Il videogioco 2.0 quindi è già qui; ora attendiamo con ansia la versione 2.0 del videogiocatore.
Posted in GamingCulture, Opinioni
Posted on 30 giugno 2009. Tags: arcade, divertente, filmato, insidethegame, lego, Michael Hickox, retro, retrogame, videogiochi, viewtifulmee

Non potevo esimermi dal segnalarvi l’opera di un “artista” che va a unire due delle più grandi passioni nerd di sempre: i Lego e il retro gaming.
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Posted in Curiosità, Tempo Libero, gamingfun