Alcuni l’hanno vissuta, altri no e nemmeno lontanamente se la immaginano… parlo dell’epoca vissuta nelle BBS, con fischiettanti modem e più avanti con protocolli mostruosi come il Trumpet Winsock, dei primi esperimenti Telecom fatti attraverso quella macchina infernale che era il Videotel e dei primi raduni hacker. Roba primitiva, roba che però è rimasta impressa indelebilmente nella mente di chi, come molti di noi, amava viaggiare in quel futuro fatto di baud e manciate di kilobit. Di notte perchè le tariffe diurne della cara vecchia SIP segavano le orecchie, di notte perchè tutto sembrava così intimo, così speciale.
Digital: A Love Story è un gioco molto particolare che cerca con ottimi risultati di farci rivivere i “bei vecchi tempi andati che poi a pensarci bene così belli non erano”. Lo fa attraverso una finestra che è anche un viaggio nel tempo, monitor di un computer antelucano dotato del minimo indispensabile per affrontare una realtà ben diversa da quella che oggi conosciamo. Ed è così che ci immergiamo in un mondo fatto di monocromatiche chat, numeri di telefono da usare per collegarci su BBS specializzate, personaggi che vanno e vengono, esattamente come Digital: A Love Story. La cosa migliore di questo titolo è proprio il suo rimanere nell’aria, potrete tranquillamente tenerlo in background mentre lavorate, tornarci di tanto in tanto per immergervi nuovamente nella sua pecualire atmosfera.
L’unico difetto per l’Italiano medio? Il gioco è tutto in inglese ma è facile da capire, non demoralizzatevi. Digilital: A Love Story è disponibile su Pc, Mac e Linux, considerando che è completmente gratuito non ci sono proprio scuse per non provarlo!
Questo è uno dei migliori giochi scaccia pensieri di sempre, perchè? Beh, provateci voi a far suicidare un semplice impiegato in 5 minuti!!
Il gioco che vi presento oggi si chiama “5 Minutes to Kill (Yourself)”, avevo provato l’originale in Flash anni fa sul sito della Adult Swim e mi era piaciuto tantissimo. Adesso che è disponibile per iPhone e iPod Touch, sarà il mio passatempo preferito quando andrò al lavoro!
Il gioco è un semplice punta e clicca dove il giocatore impersona un impiegato che, stanco del proprio infruttuoso lavoro, decide di farla finita e suicidarsi. Noi dobbiamo aiutarlo. Come? Andando in giro per l’ufficio e utilizzando circa il 90% degli oggetti che ci troveremo davanti, senza contare della possibilità di parlare con i colleghi e scegliere il dialogo perfetto per farci picchiare da loro (attenzione alla Mano di Dio!!).
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Tutti pronti al suicidio allora… e mi raccomando… don’t try this at home!!!
Abbiamo parlato poco di Onlive ai tempi del suo “unveil” (cioè di quando è stato svelato). Il servizio di Cloud Computing simile ad Otoy e a Gaikai, sta per passare dalle parole ai fatti. Secondo il fondatore e amministratore delegato della società, Steve Perlman, Onlive è entrato in open beta.
In sviluppo da sette anni, la tecnologia di Onlive sorpasserà il medium fisico facendo praticamente uno “streaming” di dati video (credo siano video…) interattivi direttamente su un PC basato su Windows o su MAC oppure su un comunissimo televisore anche se questo processo richiederà una micro console.
Tanto tempo fa, in una galassia molto lontana, nasceva dalle menti di LucasArt un gioco che tentava di farci provare i poteri della forza tramite l’apprendista di Darth Vader. Adesso il gioco si ribalta, l’allievo supera il maestro nell’edizione di The Force Unleashed: Sith Edition!
La Sith Edition comprende tutti i DLC usciti fino ad adesso, accompagnata dal porting di quest’ultima per PC e Mac.
La novità consiste in tre nuove missioni che mi fanno
già aumentare la salivazione!
Visto che sono un nerd mi sono seguito in diretta anche l’attesissimo keynote di Apple appena tenutasi a SanFrancisco, Moscone Center.
Sembrava la notte degli Oscar anche se, dopo le conferenze Microsoft, Sony e Nintendo dell’E32009, dove si sono viste celebrità di tutti i tipi, questa è robetta.
L’attesa era tutta per lui, Steve Jobs… a no scusate, cosa sto dicendo. A me non frega niente del patron di Apple
La mia attesa era tutta per il nuovo iPhone: cosa si saranno inventati questa volta quei mattacchioni della mela morsicata per vendere un nuovo futile strumento da 600€? Ovviamente futile per l’umanità… ma non per me che lo adoro
Il punto è proprio questo, un gamer o un appassionato di videogiochi, dovrebbe solamente amare l’iPhone, una piattaforma da gioco portatile dalle enormi possibilità (enormi forse è riduttivo…). Ha un microfono e quindi può farci giocare con la voce come il Nintendo DS, ha il touch screen sempre come il portatile appena citato, ha il wireless e il bluetooth, per organizzare partitelle in LAN locale o su internet ed in più è telefono, volendo potrebbe farci giocare con gli SMS o gli MMS (visto che ora sarà in grado di mandarli, con l’aggiornamento 3.0).
Il Keynote lo comincia Phil Schiller e la prima parte è dedicata ai dati di vendita dei sistemi operativi Mac OS, sempre più popolari e ai nuovi Mac Book sempre più “verdi” (ma sarà vero?). L’inevitabile confronto con Microsoft e il suo Windows 7, definito dal “simpatico” Phil come una nuova versione di Vista che non ha assolutamente paragoni con il nuovo sistema operativo dei Mac: snow Leopard.
Mi stavo annoiando: quando arriva qualcosa di videoludico? Quando arrivano questi benedetti annunci sul nuovo chip grafico installato su iPhone inserito apposta per migliorare i videogiochi? Questi erano i rumor, possibile che non ci sia niente di simile e che io stia solo perdendo tempo a vedere tutte queste notizie inutili?
Finalmente si comincia a parlare di iPhone, dai che ora annunciano qualcosa… uff niente di rilevante, hanno giusto mostrato qualche demo del nuovo firmware3.0. Bello, per carità, tutto molto bello… ma niente giochi.
Possibile che Apple sia l’unica azienda di un certo livello che non abbia a cuore il mercato entertainment più potente del mondo, cioè quello dei videogiochi? Va detto che durante la presentazione sono stati mostrati un po’ di giochi. Ad esempio StarDefense, una specie di Fieldrunners, però spaziale. Poco, troppo poco, per chi come me si aspettava un attacco alle sicurezze di Nintendo e Sony in campo di mobile gaming. Nonostante il gingillo, infatti, sia davvero una piattaforma azzeccata e potente, il supporto first party non sembra destinato ai videogiochi ma a tutto il resto.
Vabbè, smetto di seguire questo Keynote. Niente di ludico = no AKirA Ci aggiorniamo se le cose cambiano Apple
Postilla: hanno presentato comunque il nuovo modello di iPhone, si chiamerà iPhone 3GS. Nuova fotocamera da 3 mega pixel, possibilità di fare i video, più veloce, in grado di leggere gli attachment e voice control. Sempre nulla per quanto riguarda i videogiochi!
Dal 2006, anno nel quale sono andato a vivere da solo e mi sono ricomprato il PC, questa immagine è lo sfondo dei miei 2 monitor. Non l’ho mai cambiata.
Mentre ho cambiato quella del portatile, a casa sono rimasto fedele alla linea. Oltranzista, direi.
E finalmente ci siamo. Come avevo previsto l’anno scorso (cazzo sono il nostradamus dei videogames! ) Starcraft 2 non sarebbe uscito come previsto nel 2008 e ormai mi sento di dire che è sicuro al 100% che uscirà nel 2009. Quindi, qualunque altra software house può smettere di programmare: la nuova religione dei videogame sta per nascere!
Come so tutto questo? Semplice, come da titolo, hanno aperto il beta test di Starcraft 2 al pubblico. credo quindi che la data di uscita sarà verso autunno, in perfetto stile Blizzard.
Peccato che iscriversi a questo beta test non sia così facile e soprattutto peccato che chi abbia un doppio monitor, come il mio, sarà impossibilitato a terminare la procedura.
Cerco comunque di spiegarvela, anche perchè così vi spiego che hanno combinato per noi con la nuova Battle.net, che è fichissima (una piccola Steam ).
Andate su eu.battle.net e iscrivetevi, date i vostri bei dati veri e ricevete la mail di conferma.
Ora potrete fare “manage my games”. Per partecipare alla beta di Starcraft 2, infatti, dovete avere almeno un gioco Blizzard “in canna”. Altrimenti nisba. vi attaccate. Andate quindi sul suddetto tasto e inserite una key del vostro prodotto. A questo punto, magia, potrete anche scaricare interamente il titolo che possedete. Niente più cd e cd verification, a quanto pare. Ecco perchè sopra ho detto una piccola Steam: potrete riscaricare, basta la cd key, i vostri classici giochi Blizzard.
Fatto questo, per partecipare alla beta, dove schiacciare su “beta profile settings” dovete scaricare un programmino che testa le caratteristiche del vostro computer e che automaticamente manderà uno screenshot a Blizzard (che così ovviamente avrà sia le vostre informazioni personale che i vostri dati sul PC… ma è per una giustissima causa) con i risultati della vostra scheda video/madre/audio, ecc. Il tutto si può fare anche con un MAC.
Qui, ovviamente, il mio problema. C’è un errore sconosciuto secondo me dato dal fatto che col doppio monitor il povero programmino fa uno screenshot che non viene riconosciuto dall’altro lato. Ma questo è un altro discorso.
Finito questo post metto un monitor solo e rimando.
Per Starcraft 2, questo e altro!
Inutile sottolineare che ovviamente nessuno che porterà a termine questa procedurà sarà sicuramente un beta tester di Starcraft 2. Solo alcuni fortunati. Quindi cominciate ad incrociare le dita per me va (anche quelle dei piedi plz).
Dovevo fare questo articolo molto tempo fa ma ho preferito aspettare. Grazie all’amica Videl, infatti, sono riuscito a provare Quake Live nella sua beta privata ormai molti mesi fa. Era meglio però non parlarne fino ad oggi, giorno dell’uscita pubblica del titolo in beta che quindi può essere provato da ognuno di voi.
Cosa è Quake Live? Quake live è Quake 3, non un pixel è diverso o quasi. E allora perchè dovremmo tanto stupirci, griderà qualcuno?
Semplice perchè Quake Live è si un gioco vecchio di 10 anni, ma è anche uno dei più grandi miracoli tecnologici dei nostri tempi. Un gioco che nel 1999, anno della sua uscita, occupava circa un CD (700MB) di informazioni, grazie al genio di JohnCarmack, ora gira su un browser!
Avete capito bene. Basta installare 5 mb di file, un .msi che rappresenta una semplice libreria, per giocare a Quake 3 da qualunque PC tramite un qualunque browser (aspettiamo ancora la versione per Mac OS e per Linux, che arriverà a breve). Senza rallentamenti, senza installare un exe, senza niente. Incredibile è la parola giusta, ma Carmack ci ha abituati a dire che l’incredibile non esiste, soprattutto a livello tecnico, per lui che fa della programmazione un’arte.
Recensire il gioco mi sembra anche ridondante. Chi non conosce Quake 3 Arena? Sappiate solo che stiamo parlando di uno dei più importanti sparatutto di tutti i tempi per PC: l’apripista dei giochi pensati solo per il multiplayer, una scommessa vinta da id Software già tanti anni fa. Tra l’altro che cosa serve una recensione se andando sul sito di Quake Live potete giocarci voi e valutare da soli e con mano quanto sto dicendo.
Ciò che invece è importante sottolineare è come nel mondo del multiplayer online le dinamiche dei giochi elettronici tradizionali abbiano davvero poco senso. Al giorno d’oggi se un gioco non è al passo con i tempi nessuno lo nota o quasi (anche se, in verità, questo è proprio il momento storico più ghiotto per i videogiochi indipendenti che hanno trovato con la digital delivery la loro fortuna). Nel netgaming invece, rimaniamo appassionati dei videogiochi vecchi perchè sono quelli con le meccaniche più grezze e quindi i più belli a livello di sfida. Se un gioco è facile da giocare, avrà più giocatori forti ed emergeranno tante eccellenze. Questo è nocivo per lo spettacolo e non da possibilità a chi si vuole impegnare veramente di essere, giustamente, un gradino sopra gli altri.
Ciò che serve al netgaming, oltre che i classici e banali sponsor, sono invece giochi che, nei secoli dei secoli, siano sempre riconoscibili e magari abbiano possibilità di evolversi senza essere stravolti. Starcraft è perfetto in questo senso: si è evoluto con le patch e con le mappe aggiuntive ma sono dieci anni che è giocato a livello professionistico in Corea del Sud. Quake 3 anche ma ha sofferto del lack di investimenti ed ora si spera che rifiorisca con Quake Live.
Perchè? Perchè ora TUTTI avranno la possibilità di giocarci con un click. Ci rendiamo conto di cosa significa? Che ovunque voi siate, qualunque PC abbiate tra le mani e soprattutto SENZA SPENDER UN EURO nell’acquisto del gioco (non c’è alcun abbonamento da pagare: è totalmente gratis), tutti avranno accesso alla sfida online e alla visione delle partite di altri. Questo vuol dire che, finalmente, realmente gli sport elettronici possono essere accostati al poker online, basta un browser per entrare nell’arena.
Per il netgaming e per gli sport elettronici significa moltissimo anche se ho una gran paura. Che, senza avanzamento tecnologico gli sponsor classici si tirino indietro: Intel non venderà certo dei processori nuovi e potenti grazie a Quake Live, sarà quindi interessata a mettere in palio premi per i tornei?
Questa domanda mi attanaglia la testa mentre, tra un razzo e l’altro, mi aggiro per Q3DM6 come dieci anni fa.
Il 18 Novembre 2008, le Championship Gaming Series si sono “spente” alla tenera età di due edizioni.
Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, sicuramente il video qua sopra vale di più di mille parole. Poi, chiaramente, vi vengo in aiuto io e vi illumino. Le CGS sono, a mio avviso, il più importante “esperimento” occidentale per quanto riguarda i tornei di videogiochi. Si tratta di una trasmissione televisiva americana (girata a Los Angeles) e quindi non di un torneo sul territorio, dove si scontrano varie “franchigie, cioè squadre, costrette a portare partecipanti a tutti i giochi in gara. Ogni partita si disputa quindi non su una lunghezza ma su quattro diversi campi: Counterstrike Source, Dead or Alive 4, FIFA e Project Gotham Racing. La somma dei punti ottenuti da ogni franchigia nei vari giochi, ognuno con uno score ben diverso (è chiaro che una vittoria a CS deve valere di più di una a FIFA, perchè da una parte si gioca 5vs5 e dall’altra 1vs1), permette di raggiungere la vittoria.
Le Championship Gaming Series sono andate in onda per due stagioni, 2007 e 2008, su G4TV e quindi sul network Direct TV. La seconda stagione è stata trasmessa, sotto forma di Highlights, anche in Europa da Eurosport e in Cina da Star TV. Con Europa intendo anche in Italia quindi la diffusione è stata praticametne planetaria se si esclude qualche stato asiatico.
I verbi del primo capoverso sono al presente, probabilmente sarebbe stato meglio usare l’imperfetto visto che dopo due stagioni di grande successo, almeno secondo gli organizzatori e gli addetti ai lavori, le CGS non ci sono più. Sul sito ufficiale, ormai inesistente, lo stringato comunicato stampa fondamentalmente motivava la sparizione del progetto dicendo che le CGS erano “Un’idea venuta troppo presto” . La verità sulla chiusura risulta, ad oggi, ancora poco chiara: quello che io so è che gli investimenti, inizialmente altissimi, sono venuti a mancare e la trasmissione è quindi clamorosamente naufragato.
Perchè?
Chiariamo un punto: la televisione si basa sugli introiti pubblicitari (e raramente da qualche partnership molto forte). Per avere introiti pubblicitari, nei paesi civili, bisogna fare audience. Dall’audience, quindi, dipende la fortuna o la chiusura di qualunque serie tv, trasmissione o show televisivo.
Molti di voi quindi penseranno che le CGS non avevano audience. Questo non è del tutto vero. DjWheat, uno dei telecronisti ufficiali dello show, mi ha parlato dei dati di audience e non erano per niente scarsi. Lui addirittura mi ha raccontato, durante la mia vacanza estiva in U.S.A., che la gente cominciava a riconoscerlo per strada, segno della buona popolarità della trasmissione.
Il problema delle CGS però è molto più banale della mancanza di ascolti: chi ha investito nello show ha sparato troppo in alto. Mi spiego meglio. Come potete vedere dal video qui sopra le CGS sono una vera e propria baracconata. Un sacco di figuranti in sala, palchi enormi per metterci sopra due PC con due giocatori, stipendi alle squadre del torneo, premi faraonici, modelle, draft nella PlayboyMansion e chi più ne ha più ne metta. Io credo che una trasmissione simile, in diretta, sia costata davvero tanti soldi. Cifre che non sono state ripagate dalla pubblicità in questi due anni e che quindi non hanno permesso una nuova stagione perchè, chi le ha investite, si è tirato indietro.
E’ evidente che il netgaming e l’esport invece avrebbero dovuto seguire una strada leggermente diversa, soprattutto perchè rappresentano un rischio, un rischio enorme. Pochi sanno di cosa parliamo, quasi nessuno lo capisce e quindi i tempi sono prematuri per una trasmissione televisiva di quello sfarzo. Certo, c’è chi dice che senza quello sfarzo il netgaming non farà mai presa sul pubblico. Forse è vero. La cornice alle sfide quindi, doveva sembrare come quella del Wrestling: pensateci bene, quest’ultima disciplina non ha praticamente nulla di spettacolare visto che segue il duello tra due persone che si picchiano per finta. Ma ha un contorno da evento ed è diventato quello che è diventato. L’esperienza CGS dimostra che questa non è la strada giusta e che la televisione probabilmente ancora non è pronta per decretare un successo (parola su cui fare attenzione) di una trasmissione simile.
Mi chiedo solo… ma invece di spendere tutti quei soldi per poi venire cancellati dopo due stagioni dalla storia, non si poteva invece partire con i piedi di piombo come hanno fatto i coreani? Studi piccoli, telecronisti in gamba e tanta attenzione al gioco che diventa spettacolo (come il poker, non mi stancherò mai di ripeterlo). Il contorno nelle trasmissioni di OnGameNet è quasi inesistente, notatelo. Così magari si sarebbe potuto abituare l’audience alle sfide di videogiochi per fare il grande salto quando si sarebbe presentata l’occasione (= grandi sponsor).
Invece è finita con un gigante dai piedi d’argilla caduto al suolo con un grande tonfo.
L’industria dei videogiochi, si sa, è molto più creativa di quella del cinema o dell’editoria dove per trovare un’idea nuova bisogna veramente cercarla col lumicino.
Da noi, già Little Big Planet (nonostante il suo insuccesso di pubblico) è la punta di un gigantesco iceberg di un mondo di videogiochi nuovi, innovativi e completamente fuori di testa. So che non mi credete… perchè voi non li giocate questi titoli. Molti non raggiungono infatti gli scaffali ma vengono distribuiti come digital delivery (Braid, The Pit, Geometry Wars… e la lista può continuare). Sono videogiochi non per tutti, non “mainstream“, ma esistono, fidatevi.
Oppure sono giochi non giochi per Nintendo DS, come nel caso di oggi. Treasure Troves, letteralmente significa caccia al tesoro. In sviluppo presso gli studi di Aspyr, una software house creatrice di qualche titolo educativo e specializzata in porting (soprattutto per la conversione di Cod 4 per Mac, questo titolo è una totale pazzia: vediamo se la pensate anche voi come me.
Si tratta di una specie di caccia al tesoro “umana” e reale, dove il portatile della casa di Kyoto funziona solo per mantenere traccia degli oggetti accumulati, scambiarli e soprattutto per trovare i tesori. In pratica l’input del gioco sono i sistemi di rete wireless che si trovano nei pressi del proprio Nintendo DS. A seconda delle varie reti incontrate (reti di grandezza cittadina o private), il DS genera degli oggetti da trovare nei dintorni, reali e crea una mappa con la quale collezionare i vari trofei. A seconda del tipo di oggetto riscontrato, che cambia da rete a rete, emette un certo tipo di suoni. Quindi si può “giocare” anche con la console in tasca, senza guardarla o interagirci.
In pratica quando dovete andare in giro a piedi o avete voglia di fare una passeggiata, potrebbe essere un ottimo diversivo per ingannare noie e attese, se funzionerà a dovere. Oppure per metterci palesemente di più. Ovviamente i programmatori promettono rete online, scambio di oggetti e “multiplayer”, anche se questa parola in questo caso mi sembra davvero riduttiva. In fondo se si giocasse da soli ad una caccia al tesoro… che caccia al tesoro sarebbe?
Non si sa ancora data di uscita e neanche se il progetto sarà portato a termine. Così come non si sa minimamente se questo gioco sarà fico o la classica grande idea senza gran divertimento.
Una cosa è certa: se i giochi si valutassero solo per l’innovazione, Treasure Troves sarebbe un capolavoro.
Un mese: 30 giorni che, in presenza di impegni fastidiosi come esami o scadenze, scorrono in un lampo mettendoci di fronte alle nostre responsabilità; quando ci riservano super gioconi non si muove di un minuto più veloce, lasciandoci basiti a fissare il calendario.
I 30 giorni che da oggi ci porteranno al 17 Novembre saranno probabilmente l’ultimo florido periodo di uscite per quest’anno: arriveremo in un lampo al Natale sommersi sotto super giochi attesi da tanto, troppo tempo. Ho selezionato 12 titoli che non si possono ignorare e che finiranno con molta probabilità nella nostra super classifica di fine anno: vediamo quali e prepariamoci a suonare, creare nuovi mondi e a sparare a tutto ciò che troveremo dall’altro capo del fucile.
Little Big Planet (PS3): il 22 Ottobre faremo finalmente conoscenza del nuovo piccole eroe di Media Molecule, Sackboy, ma soprattutto con le dinamiche di costruzione dei livelli del suo mondo: platform si, ma con un editor spaventoso che metterà a dura prova la creatività di ogni giocatore.
Far Cry 2 (PC/PS3/XBOX360): livelli vastissimi, tante munizioni da sprecare e una grafica sensazionale: a mio parere sarà schiacciato dalle altre produzioni, ma un suo spazio questo fps se lo ricaverà di certo tra i fan del genere: dal 24 Ottobre nei negozi.
Fable 2(XBOX360): action/rpg di Lionhead che promette tantissimo: un mondo vasto e pieno di possibilità, un sistema di controllo intuitivo e di facile utilizzo, la possibilità di fare quest con un amico online. Se mantenesse fede anche solo a metà delle promesse di Moulyneux sapete dove trovarmi il 24 Ottobre: ad Albion!
Dead Space (PS3/PC/XBOX360): vedremo quanti siti, blog e riviste useranno come titolo “nello spazio nessuno può sentirti urlare“… Spaventoso, bellissimo graficamente e violento il giusto (cioè tanto!): sopravvivere a bordo della USG Ishimura sarà un’esperienza definitiva. Terzo gioco a uscire il 24 Ottobre: come diavolo faremo?
Fallout 3 (PS3/PC/XBOX360): è dall’uscita del secondo episodio che lo attendo. Perchè? Perchè i primi due erano semplicemente i migliori Rpg occidetali mai visti. Questo aggiunge i muscoli della next gen alle meccaniche classiche della serie: se l’ambientazione post atomica sarà sporca e pericolosa come sempre, Oblivion sarà finalmente superato. Giorno da segnare sul calendario? 31 Ottobre.
Guitar Hero World Tour(PS2/PS3/WII/XBOX360): approdiamo a Novembre, al 7 per l’esattezza, e il rock tornerà a infiammare i nostri salotti. Microfono, batteria,editor per i brani e una tracklist eterogenea per una delle mode recenti che ha avuto più impatto sui non giocatori: successo annunciato.
Gears of War 2 (XBOX360): Marcus, Dom e gli altri gears tornano, motosega in pugno, per mettere fine alla guerra contro le locuste. Azione continua e sparatorie portate all’eccesso, battaglie di massa e tutto il fascino nel sentirsi duri, sporchi, cattivi e dalla parte giusta della barricata: dall’11 novembre nei negozi per inondare di piombo le schiere nemiche.
Mirror’s Edge (PS3/PC/XBOX360): un altro action, ma stavolta si spara assai meno e si corre molto di più simulando la “disciplina” del parkour in un mondo in cui le comunicazioni sono tutte sotto controllo del governo: colori accesi e altezze incredibili da cui lanciarsi fanno da contorno a un titolo che potrebbe rappresentare una bella sorpresa e che certamente il 13 Novembre andrà provato.
Wrath of the Lich King (PC/MAC): chi è interessato al più importante MMORPG vive nell’attesa del 13 Novembre, quando finalmente potrà sbarcare sul continente di Northrend e provare il Death knight, la nuova classe di questa espansione per World of Warcraft: qualche dubbio su quale sarà il MMORPG dell’anno?
Call of Duty: World at War (DS/WII/PC/PS2/PS3/XBOX360): dopo la parentesi “contemporanea” del 4, si torna alla Seconda Guerra Mondiale, stavolta però sul fronte del Pacifico: multiplayer solido come il granito e story mode sfizioso quanto basta condizioneranno di certo il 14 Novembre di molti videogiocatori. Piccola provocazione: attenti che non lo sviluppa Infinity Ward…
Wii Music (WII): suonatori di piffero e zampogna siete avvisati: il 14 Novembre esce il gioco musicale di Nintendo, col suo mare di strumenti e la sua playlist fatta di grandi classici della musica classica o delle colonne sonore made in Kyoto. Semplice e per tutti, varrà la pena di cercarsi un amico casual gamer per scroccargli qualche partita.
Left 4 Dead (XBOX360/PS3/PC): arriviamo alla fine del nostro iper mese, quindi al 17 Novembre, per massacrare un po’ dei nostri bersagli preferiti, i poveri zombi. Occhio però, perchè ci verrà data la chance di vendicare anni anni di cervelli spappolati interpretando anche un bel cadavere ambulante: sopravvivenza non vuol dire solo sparare, ma anche…mangiare!
Otto anni di lavoro e domani, finalmente, sarà il giorno di Spore e quindi del suo creatore Will Wright.
Il rivoluzionario “god game” sarà nei negozi europei venerdì 5 Settembre ed è in lavorazione fin dal 2000, quando al geniale inventore di Sim City se ne uscì fuori con l’idea di non ricreare un semplice universo (una città, un formicaio, una casa), bensì di ricreare l’Universo, o quantomeno la storia della vita sulla terra. Le piattaforme sono solamente il PC e il MAC, niente console. Ogni tanto succede
Nato, per stessa ammissione di Will Wright, dall’ispirazione fornita dal Seti Project, Spore è un videogioco di cui si è discusso davvero a lungo e non solo tra appassionati. Nel 2006 il New York Times, ha addirittura reso noto il budget della produzione che aveva superato i 20 milioni di dollari. Grazie alla forza produttiva di Electronic Arts e al genio di uno dei game designer più importanti del mondo, l’umanità potrà godere dell’opera omnia videoludica sull’evoluzione, dal punto di vista di cui godrebbe Giove sull’Olimpo. Dal punto di vista di un dio.
Questi sono alcuni dati su un gioco da cui mi aspetto tantissimo. E anche quelle del mondo intero, se ha ricevuto addirittura 6 milioni di prenotazioni. Sarebbe bello se Spore mantenesse tutte le promesse fatte: sarebbe come avere un piccolo “mondo vivente” nel proprio schermo. Da aggiustarsi a piacimento e da tichettare dall’esterno solo per vedere che succede. Una tabula rasa spalmata sugli LCD di mezzo mondo, su cui ridisegnare l’umanità cancellando gli errori più grossi.
Io quantomeno vorrei creare un mondo verde, civile, senza paura, dove le varie specie possano convivere in pace: vorrei evitare guerre, se possibile, visto che non le ritengo necessarie. Dalla mia spora, sola in quel monitor magico, non vorrei veder nascere un mondo, per carità, ma nemmeno lo voglio somigliante a quello che ho sotto gli occhi ogni mattina.
Sarò in grado di ottenere questi risultati? Io credo di no, poichè per esigenze commerciali un prodotto deve comunque vendere. E un videogioco non vende se non si spara nemmeno un colpicino. Se non si sventra nemmeno un goblin. Se non si schiaccia almeno un funghetto. Probabilmente perchè non è ancora giunto il momento per videogiochi talmente coraggiosi da non contenere conflitti o molto più probabilmente perchè il pubblico non li vuole. Il pubblico ama il conflitto, ama sparare, ama distruggere tutto.
Beh allora mi chiedo, chissà che Spore (e in senso lato tutti i videogiochi) non sia già un piccolo passo nella direzione giusta: almeno questa distruzione non uscirà dai quattro lati del vostro monitor o televisore.