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Microsoft pensa al suicidio: niente riconoscimento vocale al lancio di Kinect


Evidentemente il caldo estivo ha dato alla testa ai ragazzi di Redmond! Dopo essere partiti alla grande nel 2005 con una console che ha ancora tanto da offrire e che è riuscita a fermare il monopolio Playstation degli anni precedenti, gli addetti al settore Xbox di Microsoft sembrano essere arrivati alla fine dei loro lampi di genio.

Non fraintendetemi, sono ancora un fottuto fanboy Xbox 360, però….però mi rendo conto che, merda, qualcosa comincia a non andare! Parliamo sempre del Kinect, che se qualche giorno fa ci ha fatto ben sperare con la notizia dei 4 giocatori pienamente supportati, oggi ci getta di nuovo nello sconforto più nero…

E’ ormai ufficiale che, al momento del lancio il 10 Ottobre, in tutta l’Europa continentale la funzione di riconoscimento vocale del Kinect rimarrà inibita e resterà tale fino al mese di Maggio, quando una patch introdurrà le varie lingue dei paesi europei. Quindi a godere della piena funzionalità del Kinect saranno solo Usa, Inghilterra e Canada (con la lingua inglese), Messico (con lo spagnolo messicano) e Giappone (con il giapponese)….COSA???? Cioè con tutti i soldi che l’Europa alza a Microsoft ogni mese è questo il trattamento che le riserva? Addirittura si favorisce il Giappone dove l’Xbox 360 ha una base installata inferiore a quella dei frullatori rosa? Bah!

La faccenda era già abbastanza seria perchè, nonostante noi sappiamo benissimo che l’esperienza Sony Move per 4 giocatori costa una cifra spropositata mentre il prezzo del Kinect è sicuramente più vantaggioso, il disinformato medio (che può rappresentare il palestrato che gioca a PES, il nonno che deve tenersi il ragazzino, o un semplice bimbominkia) si getterà a capofitto sul controller Sony che, venduto a pezzi, dà l’idea di costare poco!

Ora, con questo nuovo carico da novanta, anche qualora il nostro amico poco informato decidesse di buttarsi sul Kinect, come prenderebbe una periferica venduta a 150 euro mutilata nelle funzioni? E la bambina coccolona che si compra Kinectimals (previsto in Italia il giorno del lancio), cosa fa fino a Maggio, riempie di schiaffi la tigre? Il brutto è che non si potranno usare nemmeno le lingue supportate (qualora sapeste chessò, il messicano) perchè nei territori europei la funzione di riconoscimento vocale sarà completamente assente fino alla patch!

Quante domande, e quanti dubbi sul futuro di una scelta di marketing davvero poco furba! Ovviamente si spera in una rapida smentita di Microsoft o almeno in una corsa forsennata ai ripari perchè, se davvero la situazione dovesse rimanere la stessa, si preparano giorni di bufera nella solita ultima ruota del carro (sì, stiamo parlando dell’Europa).

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Finalmente Kinect! [provate anche voi la periferica Microsoft dal 2 Settembre]


Non siamo tra i fortunati utenti inseriti nel Kinect Beta Program di Microsoft, una delle tante iniziative volte a promuovere l’uscita della possibile nemesi Nintendiana in arrivo sul mercato il 10 Novembre. Mai disperare però.

Dal 2 Settembre sarà possibile testare la nuova periferica grazie ad una famosa catena di elettrodomestici ed elettronica di consumo. Volete un aiutino? La prima delle otto lettere che compongono la parola è una E. Oltre al Kinect, ovviamente potrete smanettare anche con tre dei giochi disponibili al lancio: Kinectimals, Kinect Sports e Sports Champions. Nulla si sa sul tempo che ognuno potrà dedicare a provare il tutto e già si prevedono pellegrinaggi giornalieri di giornalisti, blogger e semplici curiosi in cerca di un frigo nuovo. Un consiglio? Non uscite di casa senza soldi, magari  è possibile già acquistarne uno, a volte lo fanno.


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Kudo Tsunoda chiarisce un dubbio enorme: quanti giocatori supporta Kinect?


Kinect sì, Kinect no. La nuova periferica di movimento targata Microsoft è al centro di un polverone mediatico e la stampa specializzata è spaccata in due: c’è chi è convinto sarà un’evoluzione per il casual gaming (ad esempio chi sta scrivendo), c’è chi lo definisce un costosissimo Eyetoy (il nostro instancabile Fucktotum).

In ogni caso è innegabile che, rispetto alla uber-figata mostrata all’E3 2009, la presentazione ufficiale del fu Project Natal abbia mostrato alcuni dei suoi grossi limiti. Uno di questi è sicuramente il fatto che, in ogni gioco mostrato, il limite massimo di giocatori presenti su schermo sembra essere pari a due. Intervistato sull’argomento lo strambo Direttore Creativo del Kinect Kudo Tsunoda, è stato rivelato che la faccenda dei due giocatori è semplicemente una scelta degli sviluppatori dei singoli giochi, che hanno preferito evitare lo split-screen che un totale di quattro giocatori avrebbe inevitabilmente creato.

Quindi… Kinect è in grado di riconoscere più di 2 giocatori contemporanemente? Sì, assolutamente sì. Il primo esempio di gioco che supporterà fino a 4 players contemporaneamente? A quanto pare toccherà a Dance Central, eclettico gioco di ballo di cui io e Fucktotum diventeremo campioni assoluti.

Insomma, possessori di Xbox 360, incrociamo le dita! Nel frattempo vi ricordiamo che Kinect sarà disponibile dai primi di Novembre in bundle col gioco Kinect Sports al prezzo di 149 euro.

…E io, un po’ per non rimanere indietro, un po’ per innervosire il nostro Massimo Mallia, ho già il mio pre-order in tasca.

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La classifica estiva delle vendite Xbox 360 [il primo posto? naaa, avete sbagliato!]


Questa torrida estate  è stata senza dubbio povera di uscite eclatanti (tolta sua maestà Mario Galaxy 2), anche se la situazione promette di risollevarsi con il fine agosto – inizio settembre che di titoli tripla A sarà assolutamente pieno (tra Mafia, Metroid, Halo e il Move).

Così, si presume, d’estate si comprano i giochi usciti nel corso dell’anno magari a prezzo stracciato no? Giusto? Sbagliato! In calce all’articolo vi proponiamo la classifica UK delle vendite estive per quanto riguarda la console Microsoft… e quale sarà il primo posto? Red Dead Redemption? Alan Wake??? Macchè!!! Nientepopòdimeno che quella mezza ciofeca di Sniper: Ghost Warrior!!! Come ci sia arrivato in cima alla classifica rimane un mistero, scalzando il free roaming western di Rockstar o il più recente Crackdown 2 di Microsoft, ma tant’è!

Ottimo risultato anche per Madden NFL 11 che si becca il terzo posto, mentre quasi eclatante è la quarta posizione per Modern Warfare 2 che non accenna a volersi ritirare dalla competizione, anche se perde il podio!

Buone le vendite di Splinter Cell Conviction e Alan Wake, mentre poco più sotto troviamo addirittura il gioco Codemasters di Cricket, che vi giuro non sapevo nemmeno esistesse!

Ma bando alle ciance, beccatevi sto concentrato di statistiche inutili, e iniziate a logorarvi nell’attesa delle prossime due settimane!!!

Legenda:

Settimana precedente – Questa settimana – Gioco – Sviluppatore

3 1 SNIPER: GHOST WARRIOR (CITY INTERACTIVE)

1 2 RED DEAD REDEMPTION (ROCKSTAR)

3 MADDEN NFL 11 (ELECTRONIC ARTS)

2 4 CALL OF DUTY: MODERN WARFARE 2 (ACTIVISION BLIZZARD)

4 5 TOM CLANCY’S SPLINTER CELL: CONVICTION (UBISOFT)

5 6 BATTLEFIELD: BAD COMPANY 2 (ELECTRONIC ARTS)

7 7 TOY STORY 3 (DISNEY)

6 8 ALAN WAKE (MICROSOFT)

8 9 CRACKDOWN 2 (MICROSOFT)

9 10 TIGER WOODS PGA TOUR 11 (ELECTRONIC ARTS)

19 11 NAUGHTY BEAR (505 GAMES)

11 12 LEGO HARRY POTTER: YEARS 1-4 (WARNER BROS)

15 13 UFC UNDISPUTED 2010 (THQ)

12 14 JUST CAUSE 2 (SQUARE ENIX)

14 15 FIFA 10 (ELECTRONIC ARTS)

13 16 2010 FIFA WORLD CUP SOUTH AFRICA (ELECTRONIC ARTS)

16 17 INTERNATIONAL CRICKET 2010 (CODEMASTERS)

18 18 SKATE 3 (ELECTRONIC ARTS)

23 19 ALPHA PROTOCOL (SEGA)

30 20 LOST PLANET 2 (CAPCOM)

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Abbiamo provato il PlayStation Move: e al momento è il nostro motion controller preferito!


Inutile parlare ancora di Wii e di ciò che ha combinato al mondo dei videogiochi. L’invenzione di Iwata, Miyamoto e tutto il team di ricerca e sviluppo Nintendo ha scombinato le carte in tavola e con una console rivoluzionariamente retrò si è impossessata del primo posto di ogni classifica mondiale. Ma l’effetto Wii, a distanza di quattro anni, sembra ora rallentare, tornare nei ranghi di una normalità che non si addice molto alla Nintendo dei record di oggi. Nel frattempo Microsoft e Sony, come saprete sicuramente già, si apprestano a rilanciare le loro console attraverso dei nuovi controller già presentati più volte nel corso degli ultimi 365 giorni e di conseguenza sempre più vicini alla loro distribuzione nei negozi.

Di Project Natal, ora Kinect, abbiamo potuto provare le antesignane demo dello scorso anno e osservare da molto vicino i nuovi titoli che dovrebbero accompagnarlo sugli scaffali di tutto il mondo questo autunno. Software per il popolo Wii che secondo i piani Microsoft impazzirà all’idea di non avere controller tra le palle, saltando allegramente davanti al televisore di casa per un’esperienza mai provata fino ad oggi. Tutto vero? Probabilmente no, quel che ci spaventa di Kinect infatti non è solo il suo essere sempre più reale e di fatto limitato, ma sopratutto il suo sbilanciamento tecnologico. Siamo tutti contenti se i nostri fratellini si divertiranno un mondo con Kinect, ma noi appassionati di Call of Duty, noi che sogniamo da decenni di giocare a un Elder’s Scroll combattendo come se avessimo in mano una vera spada, cosa dobbiamo aspettarci? Almeno per ora niente o poco più (Fable III potrebbe in futuro supportare Kinect ma quanti misteriosi misteri al riguardo…).

Il nuovo controller include tutti i tasti base PlayStation più un tasto centrale, un grilletto posteriore e Star e Select posizionati sui lati. La sfera di gomma (profumatissima!) sulla punta del pad si illumina di diversi colori a seconda del luogo in cui ci troviamo e il gioco.

In fondo al gruppo, almeno inizialmente, si trovava Sony e il suo PlayStation Move. Le differenze con il Wii erano piuttosto labili e tutti i pensieri finivano irrimediabilmente a quel Kinect che in base alle prime teorie e ai primi filmati mostrati appariva chiaramente anni luce avanti. Niente di più sbagliato. Dopo aver messo le mani sul controller finale e aver provato il software che Sony sta lentamente distribuendo ai giornalisti di tutto il mondo, PlayStation Move scavalca la concorrenza dimostrandosi il progetto più bilanciato e divertente. Come nel caso di Microsoft il software dimostrativo si tratta in larga parte da una copia più o meno spudorata di quel Wii Sports che continua a fare la fortuna della console Nintendo, ma le piccole grandi differenze, unite a una grafica all’altezza dei nostri monitor/tv, sono bastate a sconvolgere i nostri sensi e a farci saltellare come ChunLi dopo una vittoria (Yappapapapa!). PlayStation Move è molto più accurato del Wiimote, molto più veloce e permette fin da ora un controllo totale dei movimenti dei nostri avatar digitali. Nel pacchetto sportivo in nostro possesso le discipline incluse sono il golf (che come nella modalità presente nell’ultimo Tiger Woods per Wii si gioca tramite il frisbee), ping pong, pallavolo, tiro con l’arco, bocce (il bowling puzzava troppo di plagio) e un bel picchiaduro uno contro uno all’arma bianca e scudo. In tutti i casi l’esaltazione è stata massima, inoltre molti dei giochi in questione possono essere giocati con due controller PlayStation Move (noi ne avevamo uno solo!), per un realismo ancora maggiore di quello che tanto ci ha soddisfatto durante la lunga prova effettuata. Presente anche un disco focalizzato sui party game che ci ha subito ricordato da molto vicino le vecchie compilation distribuite con EyeToy in epoca PlayStation2. Anche se inizialmente lo abbiamo snobbato, tale disco ci ha subito rapito con i suoi minigames semplici ma divertentissimi, in grado di aggiungere alla già lunga lista di qualità del controller un’altra manciata di voci.  PlayStation Move sarà disponibile nei negozi il 15 Settembre in vari bundle, il solo controller costerà comunque 39,90 Euro ma necessiterà della telecamera PlayStation Eye per funzionare, in soldoni altri 30 Euro, mentre l’attachment (il nunchuk del PlayStation Move) galleggerà attorno ai 15 Euro. Poco dopo l’uscita del PlayStation Move verrà messa a disposizione una patch per Heavy Rain che renderà lo splendido titolodi David Cage giocabile interamente con il nuovo controller. Se tutto andrà come previsto ne vedremo delle belle.

Ecco una veloce recensione dei mini giochi sportivi presenti nel pacchetto Sports Champions:

Disc Golf

L’idea di giocare a golf con un frisbee era già venuta ad Electronic Arts (e forse anche prima a qualcun altro) e col Wiimote Plus si è subito dimostrata vincente. Ora, attraverso il PlayStation Move, il controllo è totale, preciso, per tirare più basso si possono anche piegare le ginocchia e vedrete il vostro alter-ego fare immediatamente lo stesso, posizionarsi proprio dove volete voi. Tiri dritti, di rovescio, si può fare tutto, dando anche l’ultimo colpetto di polso per accelerare all’ultimo il lancio. Move analizzerà movimento e velocità e bang, vedrete il frisbee partire realisticamente oltre la realtà dello schermo.

Ping Pong

Poteva essere realizzato meglio ma hey, fa davvero impressione! È da quando è uscito il Wii che sogniamo una versione di Table Tennis della Rockstar con un controller simile e ora, grazie a Move, sappiamo che si può fare. Tiri a effetto, bombe all’angolo, palleggi al millimetro, tutto senza il benché minimo ritardo nella risposta dei comandi. Se questo è l’inizio c’è da ben sperare.

Pallavolo

Questo è uno dei giochi in cui è possibile utilizzare due PlayStation Move, i benefici sono subito immaginabili provando questa disciplina con il singolo controller che già da solo permette un’esperienza davvero unica. I movimenti del giocatore sono naturalmente auto assistiti, ma eseguire un baker o un sempliec passaggio per anticipare una super schiacciata è fenomenale. È possibile decidere dove e come alzare la palla e se si esagera con la torsione del busto un passaggio può finire tranquillamente dall’altra parte della rete.

Bocce

Fanculo il bowling, noi siamo europei e abbiamo le bocce… che poi sono molto simili a “Ferri di cavallo”, il mini gioco presente in Red Dead Redemption che ci ha fatto bruciare ore ed ore della nostra vita. Basta un solo PlayStation Move per imprimere l’effetto voluto a tutte le sfere, giocare di rimbalzo o inventarsi acchitti che ogni anziano della bocciofila di quartiere può solo immaginare.

Tiro con l’arco

Con il singolo controller è un po’ fine a se stesso, pure un po’ noioso, ma con due PlayStation Move potrebbe davvero decollare oltre la stratosfera del divertimento.

Battaglia

Semplicissimo e compatibile con due PlayStation Move (uno per muovere l’arma e uno per indirizzare lo scudo) questo mini gioco dedicato ai combattimenti all’arma bianca ci mostra tutte le potenzialità di questo controller.

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Squadra che vince non si cambia!… e se perde? [recensione di Crackdown 2]


Abbiamo ancora davanti agli occhi quell’annuncio che recitava la dipartita professionale di alcuni componenti di Realtime Worlds, per motivi che forse non verranno mai accuratamente svelati. D’altra parte ricostruire quella vicenda, un po’ come tante altre, metterebbe in luce alcune discrepanze rispetto a quanto fu ufficialmente dichiarato. Chi vi scrive è convinto che i propositi di Dave Jones (fondatore di Realtime Worlds e padre storico della serie GTA) cozzassero non poco con quelli di Microsoft; il che comportò probabilmente una sonora chiusura di porta in faccia in pieno stile britannico, con la compagnia di Redmond a girarsi i pollici sulla soglia di quell’abitazione in cui oramai non era più un ospite ben accetto.

Ma si sa, Microsoft difficilmente accetta un “no” come risposta, ecco perché seminare zizzania in famiglia potrebbe essere stata la mossa più efficace. Potrebbe, visto che di questo non si ha certezza. D’altra parte i diritti di Crackdown continuavano a detenerli negli States, mentre il piccolo studio di sviluppo dall’altra parte del mondo non poteva far altro che stare a guardare l’evolversi degli eventi. Gaz Liddon e soci intravidero allora un treno in lontananza. E poiché, come recita un vecchio adagio, certi treni passano una volta sola, insieme hanno pensato bene di non lasciarsi sfuggire quest’unica fermata. Come biasimarli? Solo il tempo dirà loro se quel treno, recante la scritta Ruffian Games (e con ai comandi un tizio con addosso una strana maglietta su cui c’era scritto Microsoft), fosse davvero quello giusto…

Perché questo vago accenno a questo seppur importante episodio? Esatto, proprio perché è importante! Perché, diversamente, risulterebbe difficile inquadrare Crackdown 2 (ricordate? qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo), nonché poco agevole comprendere il perché di certe nostre considerazioni circa la resa di questo seguito. Il titolo posto in apertura a questa nostra disamina dovrebbe apparire esplicativo in tal senso, riassumendo la nostra posizione in maniera piuttosto nitida.

Ma dopo questo excursus in relazione alla fase antecedente la produzione del gioco, spostiamo velocemente la nostra attenzione sul gioco in sé. Prima domanda: cos’è Crackdown? Crackdown, a livello concettuale, muove le proprie premesse da un genere oramai divenuto essenziale nell’ambito del palcoscenico videoludico, ossia il free-roaming. D’altra parte, chi meglio di colui che diede inizio a questa ondata poteva tentare di rivedere qualcosa, apportando le giuste modifiche. Stiamo parlando di Dave Jones, atteso come una sorta di profeta dell’open-world dal sottoscritto, sin dai fasti di DMA, quando le innovazioni in ambito di game design passavano essenzialmente dalla revisione in toto di buona parte delle strutture di gameplay. Perché da questa esigenza nacque e si consolidò il fenomeno Grand Theft Auto. Ciò a cui si voleva dare forma risentiva non poco delle strutture stantie che reggevano l’impalcatura dei generi più in voga sul finire degli anni ’90. Fu così che venne su quel gran capolavoro di GTA 2, episodio tuttora inarrivabile quanto ad innovazione, estro ed efficacia.

Eppure il vostro giovane recensore non riuscì a fare a meno di piegarsi alla logica del “primo amore”, neanche quando apprese lo sviluppo di Crackdown. Jones non intendeva ritornare sui suoi passi, né tantomeno aspirava immediatamente a creare un fenomeno così di massa. Voleva dire la sua, e questo nuovo progetto gliene dava la possibilità. Ancora una volta la componente grafica appariva ampiamente sacrificabile alle ambizioni del buon vecchio Dave. Ma poiché da un cinque anni a questa parte qualcosa è cambiato, certi ragionamenti che portarono a dare vita a quel quadro con prospettiva a volo d’uccello (parliamo sempre di GTA) stavolta non attecchirono. La grafica è tutto o quasi, quindi cercate di ottemperare a tale direttiva!

Il primissimo Crackdown, difatti, risultava piuttosto scarno in tal senso. Ecco da dove sorse la soluzione cel-shading, che ancora ora questa serie si trascina come marchio di fabbrica. Tuttavia, più quel gioco cambiava, più rimaneva uguale a quanto già visto quasi dieci anni prima. Non sappiamo se a causa di questa foga nel voler iniziare da capo, ma il concentrarsi solo ed esclusivamente sull’aspetto prettamente di gameplay mostrava il fianco ad alcune lacune. Voglio dire, seguire la scia di un’innovazione non rende l’opera successiva “innovativa”, di conseguenza il rischio è quello di assistere ad una crisi d’identità che non può far altro che portare scompensi e squilibri.

Sostanzialmente nel primo Crackdown tutto si risolveva nello sgominare alcune bande, vestendo i panni di un super-soldato dell’Agenzia, geneticamente modificato. Un’arma perfetta contro il crimine organizzato, che da solo poteva debellare la minaccia della malavita di Pacific City. Salvo alcune interessanti intuizioni, come la possibilità di saltare da un edificio all’altro – con annesse vertigini – e la possibilità di incrementare le proprie abilità mediante il ricorso a svariate soluzioni, poco altro offriva questo titolo.

Un merito però, è giusto sottolinearlo, Crackdown lo ha avuto: rappresentò la prima e più felice integrazione della modalità cooperativa al single-player. E non fu poco! Il lavoro di Realtime Worlds, tanto snervante giocato da soli, acquistava uno strano vigore se condotto in compagnia di un amico. Raccogliere sfere, stanare boss, assumeva tutto un altro significato una volta accantonata la solitudine.

Come “aggiustare” il tutto in previsione di un seguito? Beh, per noi, che forse non riusciamo a vedere più in là del nostro naso (in tal caso, fatecene pure una colpa), quel primo episodio aveva già detto tutto. Nel bene e nel male funzionava già così com’era. Premere l’acceleratore in quella direzione ci sembrava un’idea un po’ avventata però. Non riuscivamo a capire, allora come adesso, cosa avesse spinto chi di dovere a non fermarsi in tempo. Forse furono le vendite? Eh ma costoro non possono non aver considerato il fatto che, senza nulla togliere al valore intrinseco di quel primo Crackdown, tali vendite furono trainate in maniera piuttosto significativa dalla presenza, all’interno della confezione, della beta di un certo Halo 3.

Cosa fu allora? La speranza che questo mezzo passaggio di testimone implicasse automaticamente un incremento di appeal? Sinceramente non siamo ancora riusciti a trovare una risposta a questo nostro quesito. Né, purtroppo, Crackdown 2 s’impegna a fornirci anche solo un vago indizio. Le paure che hanno accompagnato la vigilia si sono andate materializzando sotto i nostri disincantati occhi, mentre ci adoperavamo durante le nostre sessioni di gioco. E’ stato allora che l’ombra di un possibile “Crackdown 1.5” ha assunto consistenza, materializzandosi in modo inequivocabile. A nulla sono valse altre aggiunte.

Ma per dovere di cronaca, è opportuno dire che un timido tentativo di cambiare le sorti di questo progetto, nato sotto cattivi auspici, è stato fatto. Qui la trama non è stata lasciata totalmente a caso, nonostante appaia ancora un elemento piuttosto estraneo al mondo di Crackdown. La Pacific City del primo episodio è adesso in preda ad una tremenda infezione che ha colpito la quasi totalità dei propri abitanti. “Nulla di nuovo sotto il sole“, esclamerebbe a ragion veduta qualcuno (chi ha detto Prototype?), ma non è tutto qui.

Per l’intero arco del gioco si è attraversati dalla sensazione che l’Agenzia per la quale lavoriamo non ce la racconti giusta. Che la resistenza condotta dalla cosiddetta Cellula (un gruppo organizzato che lotta per ottenere il vaccino a questa epidemia) non sia così priva di fondamento, così come non lo è l’astio verso i nostri datori di lavoro. Gli affetti da questo male diffusosi a macchia d’olio vengono chiamati Freak, ed emergono solo durante le ore notturne.

Insomma, qualcosa c’è, anche se da qui a chiamarlo “sforzo” ce ne guarderemmo bene. Sta di fatto che la comparsa di queste due nuove categorie di “nemici”, la Cellula e i Freak, assumono implicazioni notevoli nell’economia del gameplay, in termini di proposta. In altre parole, grazie ad essi c’è più roba da fare. Posto che l’obiettivo principale risieda nell’attivazione di svariati fari, convergenti tutti in specifici punti che costituiscono l’epicentro delle tane Freak, disponiamo di qualche divertissement in più – che non guasta mai. Lo scopo è quindi quello di liberare una devastata Pacific City dalla minaccia di queste strane creature infette. Il surplus di roba è costituito dall’acquisizione di territori ai danni della Cellula, nonché dalla chiusura forzata di alcune fenditure del terreno da cui emergono Freak. Il resto, considerato ciò di cui stiamo parlando, è semplicemente ordinaria amministrazione. Sotto quindi con la raccolta di svariate sfere! Quelle verdi, per l’agilità, e quelle nascoste non rappresentano certo una novità, mentre le due new entry sono quelle “ribelli” (cioè sfere che dobbiamo letteralmente inseguire… e non sempre sarà facile) e quelle LIVE, quest’ultime ottenibili solo giocando in almeno due persone.

Le musiche, fatti salvi i brani di sottofondo che ricorrono al passaggio dalla notte alla mattina e viceversa, non ci sembrano per nulla ispirati, anche se qui si entra prepotentemente nell’ambito dei gusti personali. Se in più si aggiunge che guidare un mezzo, tolto il caso delle varie gare da portare a termine, è una pratica fortemente accessoria, la funzionalità dei brani scelti rischia di ricoprire un ruolo pericolosamente marginale.

Alla luce di quanto espresso, quindi, riteniamo si possa considerare Crackdown 2 un titolo tutt’altro che imprescindibile. Chi vi scrive è riuscito a ritagliarsi qualche ora di sano divertimento, anche se non nella stessa misura del primo, che quantomeno faceva leva sull’elemento “novità”. E’ quindi certamente alla portata ricavare qualcosa di divertente dalle ore spese a Crackdown 2, così come succede con qualunque videogioco esistente. Ma se dobbiamo muoverci sul piano dell’oggettività, beh, in tal caso questo primo lavoro dei Ruffian Games, a nostro parere, ne esce un po’ malconcio. Ma visto che un terzo capitolo a quanto pare si farà – stando almeno al finale del gioco – speriamo si riesca a far tesoro di certe palesi incertezze. Per ora quello che vediamo è tutto ciò che abbiamo… e, ahinoi, purtroppo sembra non essere abbastanza.

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Due standiste “hot asian” seminude non riescono a far funzionare i videogiochi di Kinect


Non me ne vogliano i futuri sostenitori della periferica basata sul movimento di Microsoft, Kinect (tutti i giochi dell’E3 2010 qui) ma, anche da questo video, sembra che un po’ di problemi con le interazioni videoludiche l’ex Project Natal li abbia ;) Pensate, ad un evento organizzato con cotanto pubblico e cotanti flash e cotante belle ragazze seminude (come mi gustano le asian ;) ) sul palco in cui poi, tutto si riduce a guardare quest’ultime perchè i “pupazzetti” sullo schermo non vogliono saperne di muoversi.

Non certo una bella figura per Microsoft, non c’è dubbio. Ma voglio essere buono e voglio pensare che, quando Kinect farà bella mostra di sé a casa mia, tutto funzionerà a meraviglia. Diciamo che lì sono stati tutti quei flash, a far “incastrare” la telecamera volumetrica… oppure la bava della gente mentre guardava due ragazze giapponesi seminude che si dimenavano e ridevano :) Prima correndo (video sopra) e poi ballando Poker Face di Lady Gaga! Lei, sinceramente, meglio non vederla nuda ;)

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Xbox 360 S e Halo Reach….che figata!!! [Prezzi e data di uscita del bundle]


I più fervidi sostenitori di Xbox 360 attendono come è normale che sia Halo Reach, ultimo capitolo Bungie della saga di Halo, che già dal materiale rilasciato da Microsoft sembra essere il vero successore next-gen della saga degli Spartan, pronto a rimediare al parziale scivolone (soprattutto tecnico) di Halo 3.

Come tutti ci aspettavamo, non è dovuto passare troppo tempo prima dell’annuncio di un gustosissimo bundle “a tema”, che accoppierà il nuovo gioco Bungie con la nuova fiammante Xbox 360 S (non chiamatela slim vi prego!!!).

Quello che però non ci si aspettava è che oltre al gioco, all’interno della confezione troveremo una console esteticamente vicina all’universo di Halo, e che per l’occasione avrà un bellissimo colore ghiaccio che davvero farà la sua porca figura nei salotti delle vostre case! Bungie fa sapere che la console avrà addirittura il sonoro personalizzato e che quindi al momento dell’accensione e dell’espulsione del disco riprodurrà fedelmente due suoni che i fan di Halo conoscono molto bene (al momento però non sappiamo di quali suoni si tratti).

Il prezzo? 399 dollari per portarsi a casa, a partire dal 14 settembre 2010, console bianca, una copia del gioco e due joypad che forse sono addirittura più tamarri della console in sé! Ancora non ci sono notizie riguardanti il mercato italiano, non ci rimane altro da fare che incrociare le dita sperando che questo ben di Dio venga proposta anche nel territorio Pal (con un cambio “onesto” a 349 Euro).

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Gears of War 3 e il destino dei Carmine [Avatar - Sondaggio su Xbox Live!]


Alcune delle più grandi trovate videoludiche nascono così, per gioco.

Era il 2006 e tutti noi possessori di Xbox 360 ci preparavamo a portare l’inferno su Sera nella feroce battaglia tra umani e locuste in Gears of War. Sicuramente ricorderete il soldato Anthony Carmine, quel COG un po’ fessacchiotto che nel giro della prima mezz’ora di gioco si beccava una pallottola in grado di fargli esplodere il cranio.

Per me fu amore a prima vista.

Dopo averlo usato sempre nelle partite online, incominciai a sperare che venisse introdotto come pg giocabile anche in Gears 2, ma accadde una cosa ancora migliore! Cliff Blezinsky (il celebre game designer di Epic) inserì nel sito ufficiale di Gears of War un sondaggio riguardante le innovazioni da portare nel secondo capitolo che vide nel corso di tutto il 2007 numerosi partecipanti scegliere come prima risposta il ritorno del soldato Carmine! Ma come fare? Si decise di optare per l’arrivo nella squadra Delta della recluta Benjamin Carmine, fratello di Anthony ma accomunato con lui da un destino beffardo: se ben ricordate, nel 2008 B. Carmine rimase sciolto nella pancia dell’enorme Driftworm.

E’ il 2010, e sappiamo benissimo che ad aprile del prossimo anno potremo godere della terza e ultima parte della storia di Marcus….e Carmine? Non per vantarmi (un po’ sì dai) ma lo avevo già capito (come potete verificare nel post dedicato a Gears 3 nel forum di ITG): Carmine tornerà, e il suo nome di battesimo inizierà in “C” (per fare un A-B-C Carmine!)…. tuttavia, al contrario del nome da me pronosticato di Carmine Carmine (e dite che non lo avreste preferito anche voi!), arriva oggi il comunicato ufficiale che il terzo fratello si chiamerà Clayton Carmine.

Mentre già vi vedo chiaramente sorridere immaginando il destino di questo nuovo sfigato state attenti! C’è la remota possibilità che C. Carmine sopravviva alla guerra!! ORRORE, RACCAPRICCIO! Come è possibile??? Epic ha deciso che sarà tutto in mano nostra, perchè dal 29 luglio saranno disponibili per il download (a pagamento) due nuove magliette per l’avatar (che potete ammirare in calce all’articolo): su una troveremo la scritta SAVE CARMINE, sull’altra CARMINE MUST DIE. Ecco, sappiate che tutto questo non sarà altro che un enorme sondaggio e che quindi in base alla vendita di questi accessori per l’avatar sarà possibile decretare la sopravvivenza o meno del nuovo personaggio nel gioco! Bisogna assolutamente rimboccarsi le maniche per  far sì che le vendite pendano dalla parte di chi lo vuole morto, non lasciamo che si interrompa la catena di orribili uccisioni dei fratelli più sfigati dell’Universo! Toglieteci quella gnocca di Anya piuttosto, ma non privateci del nostro fidato Carmine-destinato-ad-una-morte-dolorosa in Gears of War 3!

CARMINE DEVE MORIRE!

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La lunga vita della settima generazione [rassegna delle ultime dichiarazioni riguardanti l'esordio della prossima, ottava generazione di console]


L’arrivo della prossima generazione hardware è sicuramente un argomento caldo tanto che, paradossalmente, è stato bellamente ignorato dalle conferenze dell’E3 2010, proprio per non togliere attenzione da quanto veniva presentato.

Nonostante questo, nell’ultimo periodo le dichiarazioni in merito sono state sempre più insistenti e, pian piano, sempre più concordi.

Prima di andare a rimettere insieme i pezzi però, vale la pena sottolineare come la attuale, settima generazione di console sembra sia in controtendenza con quel trend che voleva le diverse generazioni susseguirsi con intervalli sempre più brevi. Fra uscite tardive ed insuccessi da recuperare il prima possibile, si era infatti arrivati a casi limite come quello Microsoft, che ha messo in vendita la 360 a meno di 4 anni dalla prima Xbox: un’inclinazione pericolosa che, oltre ad attentare alle tasche e alla pazienza degli utenti, iniziava a mostrare una spiacevole somiglianza con la peggiore peculiarità del gaming su PC.

Questa generazione appare invece la più longeva da parecchio a questa parte, con evidenti benefici dal punto di vista economico per tutte le parti in causa: produttori, sviluppatori e soprattutto giocatori.

Ringraziamo il Signore o qualunque altra entità terrena o extra-terrena adoriate, perchè non so voi, ma io con la mia mania di avere tutte le console casalinghe sul mercato, non so quanto avrei potuto reggere un turnover così rapido..

Ad ogni modo, tornando “in topic”, fra le dichiarazioni più interessanti dell’ultimo periodo spicca indubbiamente quella rilasciata dal capo del marketing di Ubisoft UK, Murray Pannell, che senza tanti giri di parole ha affermato:

[...] cose come Move, Kinect, 3DS rinvigoriranno il mercato, e prevedo che nei prossimi 12 mesi se non avremo una vera e propria crescita, vedremo quantomeno una stabilizzazione, prima dela transizione verso le nuove console, che io immagino probabile nei prossimi due o tre anni.

Una previsione evidentemente oculata, se quanto affermato da un certo Shigeru Miyamoto poco prima che:

[...] la nostra attenzione ora è rivolta al Wii MotionPlus e a come sia intuitivo per noi crearvi attorno del gameplay. Quindi penso che continueremo a farlo per il prossimo paio d’anni. Ma questo è veramente tutto quello che posso dire su ciò che avverrà.

Affermazione poi opportunamente smussata da Iwata con un diplomatico  “Quando finiremo le idee con l’hardware attuale e non potremo regalare agli utenti altre sorprese significative con la tecnologia che abbiamo, allora lanceremo il nuovo hardware“.

Ad ogni modo, guardando allo stato attuale delle cose, la previsione di Pannell e Miyamoto appare tutt’altro che assurda, e non solo facendo riferimento alla console Nintendo.

Microsoft sta muovendo mari e monti per affermare il contrario: lo scorso Gennaio il product manager David Hufford diceva che “l’Xbox360 non è nemmeno a metà del suo ciclo vitale“, a fine Giugno Chris Lewis ha dichiarato che “Kinect prolungherà la vita della 360 di 5 anni“, e giusto ieri Peter Molyneux ha detto che “il limite delle potenzialità grafiche della 360 è ancora lontano“. Nonostante tutto questo pensiero positivo però, sembra ben più realistica la previsione degli analisti di DFC Intelligence, che non solo vede la console MS ormai in fase discendente, ma sminuisce abbondantemente anche l’impatto potenziale di Kinect:

[La 360] ha ancora qualche buona annata nel suo futuro, ma la piattaforma è chiaramente nella fase discendente del suo ciclo vitale

“In fin dei conti, prevediamo che Kinect avrà un qualche appeal verso il pubblico interessato al fitness. Ma in termini di cambiamento rispetto al mercato complessivo delle piattaforme videoludiche, prevediamo che il suo impatto sarà trascurabile.

Ad essere criticato da DFC Intelligence però non è solo Kinect, ma l’impianto stesso del business videoludico MS:

Nel comparto del software per il business, Microsoft ha avuto successo analizzando che cosa funzionava per gli utenti di altri prodotti e incorporando esponenzialmente queste caratteristiche nei propri. Il problema è che lo sviluppo di prodotti di successo nel campo dell’entertainment semplicemente non segue questo modello.

Su quest’ultimo punto però anche Sony potrebbe avere da dire la sua, considerato che l’originalità non è mai stata neanche il suo forte…

Basta comunque la frase finale della nota degli analisti DFC per rimettere tutti d’accordo:

Il problema a lungo termine che si sta ponendo ai produttori di console è che il modello di business che prevede il lancio di un nuovo sistema hardware ogni 5 anni semplicemente non funzionerà ancora per molto.

Prodotti come Kinect e Playstation Move sono tentativi di aggirare il problema. Sfortunatamente, pensiamo si tratti al più di soluzioni provvisorie per una questione strategica che invece è ben più ampia.

Rieccoci a capofitto nella questione: il modello “5 anni” sta fallendo, ma nonostante questo le macchine sul mercato iniziano a mostrare i propri anni; paradossalmente Nintendo, pur avendo la console tecnicamente più debole, non sembra porsi particolarmente il problema, mentre Microsoft cerca motivi e pretesti per allungare la vita della propria macchina.

E Sony?

La situazione della PS3 è contemporaneamente la migliore e la più critica: pare sicuramente la console con più futuro, almeno tecnicamente parlando, trattandosi attualmente della più giovane e performante, nonchè quella che grazie ad una struttura leggermente più aperta potrebbe offrire ancora qualche sorpresa; inoltre nonostante questo Sony non ha aspettato a mettere in campo “extra” come 3D e Move che ne dovrebbero ulteriormente dilatare il ciclo vitale.

D’altra parte però la Playstation 3 ha iniziato solo ora a ripagare i propri costi di produzione, ed è quindi l’unica console delle tre che non ha scelta: DEVE riuscire a rimanere sul mercato ancora a lungo per poter diventare un buon investimento per la casa madre.

Proprio per questo, sin dall’inizio Sony aveva parlato di un ciclo vitale di almeno 10 anni per la propria macchina, e il concetto è stato ribadito recentemente per bocca di Shuhei Yoshida:

[...] guardando le cose dall’esterno, è stata Microsoft a rilasciare la prima console di questa generazione. E’ quindi naturale, secondo me, che sarà Microsoft a fare la prima mossa. O Nintendo, visto che il loro approccio è stato di non fare upgrade del suo hardware di base e il Wii non supporta neanche l’alta risoluzione.

Secondo me quindi, [in merito al rilascio di nuove console] lo sguardo dovrebbe essere rivolto a queste compagnie. La PS3 è uscita dopo la Xbox ed è più potente,  quindi sarà più longeva.

Un’ennesima conferma di un pensiero che pare consolidato e diffuso tra i produttori hardware, ma che non necessariamente potrebbe funzionare allo stesso modo per tutti ed in tutti gli ambiti.

Spostando leggermente il focus sulla PSP possiamo infatti leggere la nuova filosofia Sony anche tra le righe di una recente intervista a John Koller di SCEA:

La PSP avrà un ciclo vitale di 10 anni o forse più. Abbiamo detto che ’saremo nel business PSP finchè saremo nel business Playstation’ perchè crediamo fermamente nel mercato handheld

Appare chiara anche qui l’intenzione di prolungare la vita media dell’hardware proprio per ammortizzare il più possibile gli investimenti fatti, a prescindere dal suo successo. Il problema è che si tratta di una strategia sicuramente oculata, ma che può funzionare soltanto se condivisa ed attuata da tutti i competitor.

E la recente presentazione del 3DS dimostra che, almeno nel campo delle portatili, Nintendo non sembra voler stare al gioco. Resta quindi il dubbio che la casa di Kyoto possa smarcarsi anche in ambito casalingo, rimescolando carte e taciti accordi come solo chi ha il pieno controllo del mercato può fare, il che porterebbe ad un’improvvisa, nuova accelerazione del processo che ci consegnerà, presto o tardi, l’ottava generazione di console.

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Breach rimandato al 2011! [Atomic Games su XBLA]


Davvero un peccato che Breach venga rimandato al 2011, personalmente era uno dei titoli che aspettavo nella Summer of Arcade per XBOX Live, ma questo è quello che succede quando si arriva in ritardo alla fase di Submission, ovvero quando il titolo viene mandato dallo sviluppatore a Nintendo, Microsoft e Sony per controllare che terminologia e conformità tecniche si attengano alle richieste dei produttori di console. In questo caso appunto Breach non è arrivato in tempo a essere mandato alla Microsoft per tardo giugno come pianificato, ma sara vero?

Infatti Peter Tamte, direttore di Atomic Games, non si dichiara per niente intristito da quanto accaduto ma anzi annuncia che questo permetterà agli sviluppatori di apportare delle migliorie al gioco e soprattutto una nuova modalità chiamata Hardcore Mode, della quale purtroppo non abbiamo notizie.

Breach è uno sparatutto in prima persona che sarà presente quasi esclusivamente sul Marketplace, impersoneremo i soldati della Divisione Attività Speciali della CIA e frag dopo frag otterremo punti esperienza da spendere per armi e utensili  speciali. Appuntamento a gennaio 2011!

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Indiscrezioni sugli Obiettivi di Halo Reach! [5 Achievements svelati]


Sicuramente molti di voi staranno aspettando Halo Reach, l’ultimo capitolo Bungie alla fantastica serie di Halo che ha rappresentato una vera e propria icona per la console Microsoft. E sicuramente molti di voi staranno aspettando anche la conferma ufficiale di quali saranno gli achievements dedicati al gioco, dal momento che in passato gli obiettivi riservati a Master Chief e soci si sono rivelati davvero gustosi da sbloccare!

Quindi, se come me state già sognando il vostro diorama della squadra Noble fresco di Legendary Edition, e se come me non vedete l’ora di sbloccare nuovi achievements su un gioco di Halo, vi farà piacere sapere che oggi Bungie ha rivelato ben 5 obiettivi di Halo Reach e ci ha fornito delucidazioni sui restanti ancora sconosciuti.

I 5 svelati sono i seguenti:

  • A Monument to All Your Sins: completare tutte le missioni della campagna in Leggendario…da solo (disumano!!!)
  • Banshees, Fast and Low: Ruba una banshee in movimento nella campagna di Halo Reach
  • Yes, Sensei: Ottieni una medaglia First Strike in multiplayer
  • New Challenger: completa tutte le tasks assegnate ad un determinato giorno
  • Make it rain: compra un oggetto dell’armeria che sia sbloccabile dal grado di Luogotenente

Allora, che ne pensate? Sicuramente sono molto vari, ma le info non finiscono qui!!! Apprendiamo infatti che 23 obiettivi saranno sbloccabili nella Campagna, 7 in Sparatoria, 4 in multiplayer, 6 in training e 9 in player experience (non mi chiedete cosa voglia dire!). Ormai la febbre da Reach inizia a farsi pesante, e queste informazioni date col contagocce non aiutano proprio!!

Vi faccio un altro regalo? Ve lo meritate? E va bene va, beccatevi tutte le immagini degli achievements! FINISH THE FIGHT….AGAIN!

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