No, sto decisamente scherzando, ovviamente. Non ho avuto nessuna convulsione strana dopo aver visto questo ennesimo video riguardante la sexy strega Bayonetta. Nonostante l’iniziativa sia interessante e meriti qualche riga di attenzione da parte vostra.
Playboy, il famoso magazineerotico, ha deciso di intercettare un po’ dell’attenzione di cui i videogiochi stanno beneficiando negli ultimi tempi a livello globale. E’ infatti da qualche anno che propone classifiche delle migliori pin up dei videogames, articoli a tema videoludico ed ora, inaspettatamente, propone addirittura un sondaggio facendo spogliare cinque playmate: Shannon James, Jillian Kaye, Kat, Chernise Yvette e Ryan Lovette.
Per quale motivo le nostre eroine hanno dovuto farci vedere qualche gustosa parte del loro corpo? Semplice: innanzitutto perchè vengono pagate In seconda battuta per lasciarci decidere quale è la migliore Bayonetta tra di loro, di solito semplicemente assunte come modelle e non come combattenti venute dall’oltre-tomba.
Devo dire che io non ho trovato particolari somiglianze con nessuna di esse. La sexystrega, probabilmente, è più figa di tutte loro.
Se voi invece volete votare una di queste sexy girls il sondaggio si tiene sul sito ufficiale di Playboy a questo indirizzo: www.playboy.com/bayonetta. Qui potrete vedere le altre campagne della famosa rivista relative ai videogiochi e i video individuali delle cinque aspiranti Bayonetta.
Alcune modelle hanno fatto un’incursione in un torneo di Counter Strike in Russia per “testare le capacità di concentrazione” dei due team coinvolti, i famosi Virtus.Pro e forZe i durante una clanwar.
Ho scritto tra virgolette perchè, come al solito, il tutto è una manovra commerciale da parte degli organizzatori per ottenere un po’ di visibilità. A giudicare anche da questo mio post, ci sono riusciti.
Il netgaming è una cosa seria, dicono. Ancora però fatica ad esplodere e i tornei internazionali sono snobbati dal pubblico e dai giocatori stessi che preferiscono rimanere a casa e giocare via internet. A meno che voi non siate residente in Germania, Corea del Sud o Stati Uniti è difficile definire “rilevante” questa pratica che tanto mi appassiona (quante volte avrò scritto queste cose??? ).
L’idea che è venuta quindi agli organizzatori del torneo è quella di acchiappare visibilità con un bel paio di tette (in verità non si sa, probabilmente è una specie di marketingvirale di qualcuno a cui è caro il claim “ctrl-alt-del” stampato sugli indumenti delle modelle… quelli che avevano prima di spogliarsi). Durante il torneo, infatti, erano presenti alcune belle ragazze che aspettavano l’inizio di questa partita. Mentre le due squadre erano impegnate nel pistol round (non fate battute indecenti, plz) queste belle figliole hanno cominciato a strusciarsi sui tavoli e a spogliarsi organizzando un vero e proprio Strip Tease. E’ il caso di dire “tease” visto che l’iniziativa era volta a vedere quanto 10 persone, concentrate in una partita importantissima, potessero rimanerlo nonostante un evento casuale come “una bionda, russa, fighissima che ti si spoglia davanti ad un centimetro”. Probabilmente neanche un terremoto avrebbe gli stessi effetti su una persona normale… ma su un gamer, nessuno dei due accadimenti ha effetto!
Dalle foto che troverete in questa galleria (erotica, direi) su English Russia, capirete che nonostante la buonissima volontà profusa dalle strippers (spogliarelliste) i giocatori di CS sono determinati al successo e alla vittoria della partita. A parte qualche sorrisino non hanno discostato lo sguardo dai loro monitor!
Ben fatto ragazzi, avete dimostrato che i videogiocatori sono persone serie (NB: questa frase è fortemente ironica)!
[Ringrazio Vernon per la segnalazione su FB, via Kotaku]
Peter Molyneux ha raccontato a ThatVideogameBlog quali sono, secondo lui, i cinque più innovativi titoli degli ultimi vent’anni. Capita a fagiolo, quindi, questo post per analizzarli insieme e vedere se siamo d’accordo o meno, dopo il mio attacco di ieri alle microtransazioni in Fable 3, il prossimo videogioco del geniale game designer inglese (a cui si devono titoli storici come Popolous, Theme Park e Black & White).
Certo in apertura di articolo posso dire che non sono d’accordo con questa classifica ma è anche davvero difficile tirare fuori una top 5 delle ultime due decadi.
Sono stato a tre edizioni dei World Cyber Games (Corea del Sud 2001, Singapore 2005 e Italia 2006), ad un ACON5 (Cina, 2005) ad un Electronic Sport World Cup (Parigi, Francia 2005) ma non sono mai stato ad una fiera di videogiochi all’estero. Si quelle in Italia sono come il pane quotidiano: faccio LAN Party dal 99, sono stato a 2 Gamecon e anche a The Gameland ma… volete mettere con l’andare ad una fiera di videogiochi “seria”? Una di quelle di cui leggevo, sognante, sulle riviste di settore… Una di quelle in cui è pieno di Booth Babes (spero che la mia ragazza non legga questo post ) ma soprattutto è pieno di giochi nuovi, mai visti, a disposizione delle mie pacioccose manine. Volete davvero mettere?
Beh, ovviamente c’è poco da confrontare. Anzi non c’è proprio nulla da confrontare. In questo dannato paese i videogiochi non esistono. Nessuno ci investe, nessuno ne parla nei media, nessuno ha idea di che fenomeno sociale, economico e sociologico siano i nostri amati pad, mouse ecc…
Ma in America… beh, ovviamente stanno avanti in America. E dopo aver chiuso praticamente i battenti ed essere stata ridimensionata per due anni, torna la più importante fiera di videogiochi occidentale, l’E3: Electronic Entertainment Expo. E si. Nel 2007, complice da un lato la poca voglia ad investire tutti quei soldi in pubblità locale (rendetevi conto che per chiunque, anche Activision, Microsoft, Electronic Arts, Sony o Nintendo ecc… partecipare con grande dispendio di mezzi all’E3, facendo a gara a chi ha lo stand più grosso, non è certo una bazzecola in termini economici) e dall’altro l’ascesa della Games Convention di Lipsia, la fiera fu ridimensionata e spostata dal Convention Center di Los Angeles ad una serie di alberghi o eventi sparsi per la città. Addirittura nel 2008, fu chiusa al pubblico e c’erano solo una serie di Press Event dedicati ai giornalisti di settore.
Quest’anno invece, in barba alla crisi finanziara globale (i videgiochi dimostrano di non soffrire certo come gli altri settori, eppure nessuno sembra accorgersene… tranne noi! ), l’E3 torna all’ L.A. Convention Center, torna ad essere aperta al pubblico e torna quindi, ai fasti di un tempo. Le più importanti società di videogiochi hanno già confermato la loro presenza (mentre alle passate edizioni qualche grande nome è mancato) e io, sinceramente, sto pensando di andarci.
Vedendo il video qui sopra, pieno di belle ragazze (di solito modelle) semi nude vestite e brandizzate come personaggi di videogiochi, ovviamente la voglia è destinata a salire giorno dopo giorno.
Chi viene con me? 2-5Giugno 2009 a Los Angeles. Serviranno 1200 euro (+ o -) per una settimana. Organizziamo l’Inside The GameE3 Tour?
Il 18 Novembre 2008, le Championship Gaming Series si sono “spente” alla tenera età di due edizioni.
Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, sicuramente il video qua sopra vale di più di mille parole. Poi, chiaramente, vi vengo in aiuto io e vi illumino. Le CGS sono, a mio avviso, il più importante “esperimento” occidentale per quanto riguarda i tornei di videogiochi. Si tratta di una trasmissione televisiva americana (girata a Los Angeles) e quindi non di un torneo sul territorio, dove si scontrano varie “franchigie, cioè squadre, costrette a portare partecipanti a tutti i giochi in gara. Ogni partita si disputa quindi non su una lunghezza ma su quattro diversi campi: Counterstrike Source, Dead or Alive 4, FIFA e Project Gotham Racing. La somma dei punti ottenuti da ogni franchigia nei vari giochi, ognuno con uno score ben diverso (è chiaro che una vittoria a CS deve valere di più di una a FIFA, perchè da una parte si gioca 5vs5 e dall’altra 1vs1), permette di raggiungere la vittoria.
Le Championship Gaming Series sono andate in onda per due stagioni, 2007 e 2008, su G4TV e quindi sul network Direct TV. La seconda stagione è stata trasmessa, sotto forma di Highlights, anche in Europa da Eurosport e in Cina da Star TV. Con Europa intendo anche in Italia quindi la diffusione è stata praticametne planetaria se si esclude qualche stato asiatico.
I verbi del primo capoverso sono al presente, probabilmente sarebbe stato meglio usare l’imperfetto visto che dopo due stagioni di grande successo, almeno secondo gli organizzatori e gli addetti ai lavori, le CGS non ci sono più. Sul sito ufficiale, ormai inesistente, lo stringato comunicato stampa fondamentalmente motivava la sparizione del progetto dicendo che le CGS erano “Un’idea venuta troppo presto” . La verità sulla chiusura risulta, ad oggi, ancora poco chiara: quello che io so è che gli investimenti, inizialmente altissimi, sono venuti a mancare e la trasmissione è quindi clamorosamente naufragato.
Perchè?
Chiariamo un punto: la televisione si basa sugli introiti pubblicitari (e raramente da qualche partnership molto forte). Per avere introiti pubblicitari, nei paesi civili, bisogna fare audience. Dall’audience, quindi, dipende la fortuna o la chiusura di qualunque serie tv, trasmissione o show televisivo.
Molti di voi quindi penseranno che le CGS non avevano audience. Questo non è del tutto vero. DjWheat, uno dei telecronisti ufficiali dello show, mi ha parlato dei dati di audience e non erano per niente scarsi. Lui addirittura mi ha raccontato, durante la mia vacanza estiva in U.S.A., che la gente cominciava a riconoscerlo per strada, segno della buona popolarità della trasmissione.
Il problema delle CGS però è molto più banale della mancanza di ascolti: chi ha investito nello show ha sparato troppo in alto. Mi spiego meglio. Come potete vedere dal video qui sopra le CGS sono una vera e propria baracconata. Un sacco di figuranti in sala, palchi enormi per metterci sopra due PC con due giocatori, stipendi alle squadre del torneo, premi faraonici, modelle, draft nella PlayboyMansion e chi più ne ha più ne metta. Io credo che una trasmissione simile, in diretta, sia costata davvero tanti soldi. Cifre che non sono state ripagate dalla pubblicità in questi due anni e che quindi non hanno permesso una nuova stagione perchè, chi le ha investite, si è tirato indietro.
E’ evidente che il netgaming e l’esport invece avrebbero dovuto seguire una strada leggermente diversa, soprattutto perchè rappresentano un rischio, un rischio enorme. Pochi sanno di cosa parliamo, quasi nessuno lo capisce e quindi i tempi sono prematuri per una trasmissione televisiva di quello sfarzo. Certo, c’è chi dice che senza quello sfarzo il netgaming non farà mai presa sul pubblico. Forse è vero. La cornice alle sfide quindi, doveva sembrare come quella del Wrestling: pensateci bene, quest’ultima disciplina non ha praticamente nulla di spettacolare visto che segue il duello tra due persone che si picchiano per finta. Ma ha un contorno da evento ed è diventato quello che è diventato. L’esperienza CGS dimostra che questa non è la strada giusta e che la televisione probabilmente ancora non è pronta per decretare un successo (parola su cui fare attenzione) di una trasmissione simile.
Mi chiedo solo… ma invece di spendere tutti quei soldi per poi venire cancellati dopo due stagioni dalla storia, non si poteva invece partire con i piedi di piombo come hanno fatto i coreani? Studi piccoli, telecronisti in gamba e tanta attenzione al gioco che diventa spettacolo (come il poker, non mi stancherò mai di ripeterlo). Il contorno nelle trasmissioni di OnGameNet è quasi inesistente, notatelo. Così magari si sarebbe potuto abituare l’audience alle sfide di videogiochi per fare il grande salto quando si sarebbe presentata l’occasione (= grandi sponsor).
Invece è finita con un gigante dai piedi d’argilla caduto al suolo con un grande tonfo.