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Il primo DLC di Modern Warfare 2, Stimulus Package, ha 2 mappe classiche


Evviva! Ci voleva proprio questa notizia. Grazie alle descrizioni dei titoli di prossima uscita sul marketplace di Xbox Live si è scoperto cosa conterrà il primo DLC di Modern Warfare 2.

Cioè, si sapeva già che avrebbe contenuto delle nuove mappe, ovviamente ma ora sappiamo anche quante e quali: saranno cinque di cui tre completamente nuove e due resuscitate direttamente da Modern Warfare, primo episodio.

Sinceramente noi di Inside The Game siamo proprio contenti di questa n0tizia: le due mappe che potremo finalmente rigiocare saranno Crash e Overgrown.

Probabilmente se avessimo dovuto scegliere noi avremmo affiancato a Crash (la mappa più fica di MW senza dubbio) magari una Showdown (in italiano “spettacolo”) o una Backlot.

Siamo comunque contenti così: nell’immagine, per chi non l’avesse già riconosciuta, il centro di Crash!

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Faccio schifo a Call of Duty! [Video divertente]


Per la Infinity Ward sono giorni difficili, giorni in cui il calore dei propri fan è tra le cose che fanno sentire meglio.
Per questo motivo una volta scovato sulla rete questo divertente filmato abbiamo subito pensato di proporlo anche a voi. Per ricordarci di un Call of Duty che chissà, forse cambierà completamente faccia, ma anche per onorare uno dei più grandi giochi di questi ultimi anni, un vero e proprio fenomeno che ha imprigionato davanti al televisione milioni e milioni di persone. E tra questi giocatori la maggior parte ha sicuramente esclamata almeno una volta “io faccio schifo a Call of Duty!”.

Magari dopo una granata lanciata male, una caduta disarticolata o dopo la vergogna di una coltellata alle spalle andata troppo corta, o semplicemente perchè una cassa, cadendo dal cielo, indovinate su quale testa va a cadere?

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La Infinity Ward si spacca mentre Activision prepara tre nuovi Call of Duty! [L'inizio della fine o la fine dell'inizio?]


Tutto questo per un solo motivo, noi amiamo Activision, noi amiamo la società fondata da David Crane, Alan Miller, Larry Kaplan e tutti gli altri che fuggirono a gambe levate da un’Atari oramai irriconoscibile, dove gli hippy erano braccati dai nuovi arrivati, colletti bianchi con calcolatrice nel taschino. Il nostro è fottuto amore, niente altro che amore. Perchè se chiudiamo gli occhi davanti a noi non c’è altro che Zork, non c’è altro che Battlezone in wireframe, titoli che oggi non sono semplici capolavori ma si sono guadagnati una posizione molto più alta, sono le fondamenta stesse dei videogiochi. Ma poi anche Activision si trasformò, a dir la verità tutto il mondo dei videogiochi cambiò radicalmente. Con il crollo del 1983/84 Activision divenne Mediagenic, una società specializzata in software professionale per pc che all’alba degli anni ‘90 venne sopraffatta dai debiti finendo in bancarotta. Mediagenic si ritrasformò in Activision con un solo intento: ripartire alla grande creando grandissimi videogiochi.
zork disc
LA RINASCITA
Ci fu così una seconda epoca d’oro, fatta di nuovi ottimi titoli e indimenticabili successi passati rispolverati per l’occasione. Una strada fatta di molte luci e poche ombre, dove al fianco del nostro colosso rinato era possibile scorgere figure estremamente creative come la Neversoft dei primi Tony Hawk’s Pro Skater e la Ritual Enterteinment di SIN, oggi tornata alla ribalta grazie a Take2 (e non è un caso) con il mai troppo lodato Borderlands. Activision era quella buona, mentre Electronic Arts, nelle mani dell’oscuro John Riccitiello, era divenuta nel tempo la cattiva. Vero o falso non ci importa poichè è proprio questo quello che i videogiocatori percepivano.
Tanti successi d’altronde portano una società a crescere e spesso, sembra questo il caso, ha dimenticare le proprie origini, le scelte che l’hanno di fatto resa grande. Con l’arrivo di Vivendi e la fusione con Blizzard oggi la Activision è il colosso dei videogiochi per eccellenza, la più grande produttrice di software per l’intrattenimento del mondo, probabilmente anche dell’universo se non c’è vita oltre la Via Lattea. Ma Activision oggi è anche la società percepita come più malvagia. Vero o falso ancora una volta non ci importa perchè è proprio questo che i videogiocatori percepiscono, è proprio questo quello che ieri hanno pensato nei forum di tutto il maledetto mondo leggendo cosa stava accadendo alla Infinity Ward.

UN PROGETTO INSTABILEbobby kotick
C’è insomma qualcosa che non va nel progetto di Robert Bobby” Kotick, già osteggiato dagli appassionati per le sue dichiarazioni d’amore verso il profitto più facile, a scapito di tutto ciò che spesso rende un gioco grande. Quello che Kotick non capisce è che noi non gli chiediamo di portare la Activision in passivo, noi non abbiamo problemi se sviluppano giochi dal richiamo facile, magari sfruttando senza sosta i brand più famosi. Stiamo parlando di una società quotata in borsa, le regole si fondano sul guadagno, per sopravvivere bisogna pensarci e anche molto attentamente. Ma il rispetto, quello che sembra mancato nel caso di Tim Schaffer, nel caso di Vince Zampella e Jason West, nel caso della Harmonix che prima di Rock Band creò proprio Guitar Hero, il rispetto è importante. Sia nei confronti degli sviluppatori con cui lavorate sia nei confronti del vostro pubblico. La storia dei server Pc di Modern Warfare 2 è un chiaro segno che il rispetto non è più una cosa importante in Activision, un chiaro segno che oramai il guadagno ha superato ogni altro aspetto dello sviluppo creativo di un videogioco. In soldoni (così Bobby Kotick capisce…) un campanello d’allarme per tutta la società, un morbo da cui nemmeno Blizzard potrebbe essere del tutto immune.

infinity-ward-logo

EVENTI CHE SI RIPETONO
Decapitare la Infinity Ward dopo che la software house in questione ha creato il gioco più popolare degli ultimi anni, capace di vendere cifre da capogiro, è una mossa fin troppo azzardata e ben poco lucida. I due boss della Infinity Ward, Jason West e Vince Zampella, sono stati rimossi non per un mancato pagamento delle royalties, come ieri in un primo momento si era paventato, ma per delle divergenze sull’uso e abuso del brand Call of Duty, divergenze ancora una volta creative. La Infinity Ward nasce poi da una situazione molto simile, avvenuta ironia del destino proprio con la vecchia regina del male, ovvero Electronic Arts, per la quale West e Zampella crearono niente di meno che Medal of Honor, il Call of Duty del passato. Fuggiti dalle grinfie della Electronic Arts fondarono poi la Infinity Ward la quale oggi si ritrova nella stessa identica situazione. E secondo voi quante probabilità ci sono che il magico duo creerà il nuovo grande action game del futuro e Activision si ritroverà nel giro di qualche anno con un brand sgonfio come la EA con Medal Of Honor? Ma sopratutto perchè mai nessuno impara dagli errori del passato? Il gradino più alto del podio obnubila la mente, ci sono milioni di prove al riguardo.

TRE NUOVI CALL OF DUTY
Mentre l’ultimo Modern Warfare attende l’arrivo del primo dei due “pacchetti mappe” previsti la Treyarch sta lavorando febbrilmente a Call of Duty 6 (o Call of Duty 7 se HMX_logo_vectorcontiamo Modern Warfare 2), in arrivo entro la fine dell’anno e da quanto si mormora ambientato in Vietnam. Oggi apprendiamo che non solo la Sledgehammer Games (fondata da molti esuli del progetto Dead Space) si appresta a lavorare a uno spin-off che dovrebbe persino esplorare nuovi generi ma che nel 2011 ci sarà con o senza il prossimo gioco della Infinity Ward, un terzo progetto marchiato Call of Duty e affidato a non sappiamo ancora quale software house. Una bulimia senza freni che ha già danneggiato il mercato dei giochi musicali e di conseguenza l’altra grande serie in mano ad Activision, quel Guitar Hero che esattamente come Tony Hawk si ritrova senza gli sviluppatori originali, macellati lungo le estenuanti riorganizzazioni interne imposte anche dalla crisi. Niente più Neversoft, niente più Infinity Ward ma sopratutto nessun nuovo IP di rilievo, Activision si ritrova ora in una posizione che si regge solo ed esclusivamente sul guadagno da arcipelago tropicale di World of Warcraft, brand Blizzard tra l’altro, proprio quei poveri scemi che ci mettono cinque anni per fare un gioco.

Per aiutare qualcuno che si ama non lo si finisce con un colpo di pistola. Inside The Game invita coloro che vorranno commentare sull’argomento a non offendere nomi o marchi, ma piuttosto ricordare ai dirigenti di oggi tutti i giochi che hanno fatto grande Activision e di cui siamo stati diretti protagonisti. Non possiamo certo dimenticarci di Vigilante8, Alter Ego, Interstate ‘76, Hyperblade, Mechwarrior, Pitfall!, River Raid, non possiamo farlo ora!

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[confronto economico] Avatar vs Modern Warfare 2: chi ce l’ha più duro?


Bossi. Questa l’unica risposta al nostro “simpaticissimo” titolo per questa, invece, interessantissima news.

Tante volte dalle pagine di questo blog (o, per chi mi conosce personalmente, dalla mia bocca) avete sentito dire che il mercato dei videogiochi è il più importante del mondo nel settore dell’entertainment. Questa è un’informazione vera: il giro d’affari del divertimento elettronico ha nel 2009 superato quello del suo diretto concorrente (visto che il mercato musicale, ormai, è in crisi nera), il mercato cinematografico. Lo dice anche il telegraph.

Ma allora, se confrontiamo i rispettivi campioni di queste due categorie, chi vince? Ha fatto più soldi James Cameron con Avatar o Activision con Modern Warfare 2?

L’immagine che vedete in miniatura, presa dal sito di Business Management Europe , fotografa in maniera perfetta che il campione del cinema è ancora molto più potente, sulla di quello videoludico.

Il film, già ad oggi, ha incassato più del gioco … e ancora deve vendere i DVD. Certo è anche vero che il film che più ha incassato nella storia del cinema, Titanic, ha fatto solo 1.8 Miliardi di dollari… “poco”, confrontati con quelli di Guitar Hero 3, che sono 2 (e che secondo me probabilmente incasserà meno di MW2 alla fine dei conti).

Insomma, da qualunque parte la si guardi quest’immagine ci fa capire una cosa, che noi italiani non ci abbiamo mai capito un cazzo, di soldi :) Stiamo ancora alle partite di calcio quando gli americani con un po’ di 3D stanno conquistando il mondo!

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Torna l’Electronic Sports League


Roma 22 e 23 Gennaio 2010, cioè domani e dopo domani (scusate la segnalazione in ritardo): torna ESL, l’Electronic Sports League con due tornei di Call of Duty Modern Warfare 2 su PC nel centro commerciale di Roma Est.

L’evento si chiamerà ESL Arena e metterà in palio niente poco di meno che un portatile Netbook Dell Inspirion.

Se pensate quindi di essere il più forte giocatore di COD MW2, fate armi e bagagli: la guerra, quella vera fatta di teste pensanti e non di stupidi script, vi aspetta ;)

Parliamoci chiaro, non si tratta di un grande evento: non c’è nemmeno la mia telecronaca (ahahah) ;) , ma almeno rappresenta un timido passo avanti nella direzione di riesumare le EPS (che tutti noi ci aspettiamo) visto che comunque questo evento vorrebbe “aprire la stagione”, almeno così c’è scritto nel comunicato stampa.

Stagione che effettivamente sembra chiusa e sepolta, ahimè, da un muro di “non interesse” da parte degli Sponsor. Un anno fa, praticamente, scrivevo che era possibile Un nuovo inizio per le ESL Pro Series. Purtroppo il mio titolo non si è rivelato profetico. La crisi economica del 2009 ha fatto che si tutte le società che operavano nel settore del netgaming, anche all’estero, si siano date una pesante ridimensionata (ESL Pro Series tedesca, quella che va meglio, ha avuto il montepremi dimezzato, WCG anche, altri tornei hanno chiuso… ).

Eppure una timida luce in fondo al tunnel la dobbiamo vedere, soprattutto noi italiani che siamo ancora “terra di conquista” dal punto di vista del netgaming. Qualcuno, si spera, prima o poi si accorgerà che i giocatori da “sfruttare” a livello console ci sono.

Anzi, chissà che quel qualcuno non se ne sia già accorto ;)

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Stasera, 22:00 Rock Inside The Game puntata 1! [news - CoD 6 MW2 - Uncharted 2 - retrogame Tomb Raider]


Prima news: stasera non c’è la Champions League! Indi per cui, non avete scuse: dovete seguire me e Fucktotum dalle 21:30 22:00  in poi con Rock Inside The Game, la prima trasmissione potente come una schitarrata ma che ti informa sui videogiochi! Seconda news, il format, come potete vedere, cambia nome: Rock Inside The Game mi sembrava più consono sia al tipo di trasmissione sia, soprattutto, al suo pubblico che speriamo stasera si connetta numeroso a Goozex Italia Radio (c’è il player sulla destra) soprattutto per dialogare con noi tramite il liveblogging che sarà presente in questa pagina. Produce, Fragtime Radio!

Stasera cominceremo innanzitutto con grande musica: nella nostra scaletta non mancheranno novità, un pezzo live, un bellissima voce femminile, una grande cover e del sano e buon rock storico. Il menù non ve lo spoilero, le portate principali sono quelle che avete letto: se volete qualche “chicchetta” musicale per farvi belli con gli amici, ascoltateci e ne avrete molte.

Per quanto riguarda i videogiochi inizieremo con le news più importanti della settimana e con il loro commento, come al solito. Poi passeremo ad analizzare Uncharted 2 il Covo dei Ladri di Naughty Dog e Modern Warfare 2 di Infinity Ward, due capolavori. Inutile dire che su i due titoli il giudizio sarà entusiastico ma ovviamente seguirci servirà a scoprire qualche curiosità in più.

Con o senza ospite, comunque, andremo avanti per la nostra strada, quella del retrogame, che porta verso il passato dei videogiochi: parleremo di qualcosa di gigantesco, del fenomeno Tomb Raider! Insomma davvero un puntatone con una rubrica “Mobile” in cui parleremo del fenomeno Scribblenauts e delle sue idee (per Nintendo DS).

Qui sotto trovate la finestra per contattarci in diretta e per chattare con noi durante la trasmissione radiofonica Rock ITG.

Ovviamente, vi aspettiamo numerosi!

<a href=”http://www.coveritlive.com/mobile.php?option=com_mobile&task=viewaltcast&altcast_code=46b52ff021″ >Rock Inside The Game 01</a>

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Torna 3 Minutes of Game!!! [Video recensione Call of Duty Modern Warfare 2]


E dopo una lunghissima, estenuante, attesa riparte Three Minutes of Game la trasmissione che ci mette solamente 3 minuti a recensire un videogioco!

Dopo una pausa forzata dovuta al cambio di sede di TheBlogTV e qualche problema nel trovare un turno di montaggio del buon TecnoDeka di FreeUnderground finalmente siamo tornati. Con una studio di registrazione molto migliore (notate l’audio e la “perfezione” della tecnica del “green screen”) e soprattutto con tanta voglia di farvi divertire e ascoltare qualche buona canzone accompagnandola ad immagini di un videogioco.

In questa ventitreesima puntata, addirittura, abbiamo una canzone molto speciale: Giornata Solare dei Rino Ceronti, che praticamente “in esclusiva” mi hanno dato la possibilità di usare il loro pezzo nella mia trasmissione che ben si sposa, secondo me, con il “footage” pieno di scene di guerra del nuovo Call of Duty Modern Warfare 2.

Eccovi infatti la video recensione di MW2, capolavoro Activision - Infinity Ward accompagnata non dal solito rock che spacca ma da una melodia pop molto allegra. Questo per sottolineare la differenza che c’è tra noi e quelli che in guerra ci stanno veramente. Per noi sarà sempre una “giornata solare” quella in cui riusciamo a dedicarci un minimo di tempo per videogiocare: cioè che vediamo nello schermo, però, dovrebbe anche aiutarci a riflettere su ciò che viene “simulato”.

Come al solito voi siete i primi a vedere la trasmissione, voi di “internet”, poi toccherà a chi invece è seduto a casa e sta facendo zapping tra una partita di calcio e l’altra. Capitando sul MusicBox dalla prossima settimana, canale 703 di Sky , oppure su Ycs Channel su Virgilio.it oppure accendendo Yalp al canale 13, vedrà il mio bel faccione da schiaffi (che in questa puntata è venuto particolarmente grande ;) ) che si fomenta con qualche “giochino” con i seguenti orari:

- in onda su Music Box (703 Sky), ore 11:15/17:40, repliche 00:40/01:40
- In onda in modalità streaming su Ycs Channel su Virgilio e su http://www.yalp.alice.it (canale 13)

Speriamo da adesso in poi di non avere più pause e di riuscire a regalarvi un 3MoG a settimana! ;)

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Videogamer in London [ormai tutto il mondo è paese?]


Eccomi di ritorno da Londra, soddisfattissimo di una settimana passata non solo a visitare la città ma, grazie agli amici che ci hanno ospitato, anche a vivere almeno un po’ da londinese.

Se dal lato personale posso ritenermi più che soddisfatto, non posso invece dire lo stesso dal lato videoludico.

Il mio Io videogiocatore infatti era andato in terra di Albione pieno di speranze, complice anche il mio 31° compleanno, di riuscire a trovare qualcosa di estremamente sfizioso da portarsi a casa; nella fattispecie l’obiettivo principale era trovare Demon’s Souls (PS3) in versione import US.

Quello di cui purtroppo non avevo tenuto conto è niente meno che la globalizzazione!

Inutile dire che in una delle città più grandi ed importanti d’Europa i negozi di videogames non mancano di certo, quello che però manca è la personalità: dei 6 negozi visitati, soltanto uno non faceva parte di una grande catena, e per trovarlo ho dovuto fare due giorni di ricerche su Google Maps.

Da quello che ho potuto vedere, a farla da padrone nella città della regina infatti è la catena GAME, assente (credo) da noi ma in tutto e per tutto assimilabile a catene già presenti in Italia come EB Games, Gamerush o Gamestop: stesso tipo di arredamento, stesso tipo di organizzazione dei prodotti, stesso tipo di esposizione (tipica la piramide dei titoli più venduti del mese..) e, soprattutto, stessi prezzi.

Altro giro, altra catena, con la HMV che vende libri, DVD, CD e videogames, un po’ come da noi i grandi negozi Virgin Megastore/Ricordi/Feltrinelli; anche qui con un paio di scaffali riservati all’usato, prezzi perfettamente allineati alla concorrenza e l’immancabile piramide…come se Modern Warfare 2 avesse bisogno di essere esposto in 18 posti diversi per vendere…

Infine, visto che cercavo un import e mai e poi mai l’avrei trovato negli omologatissimi negozi delle succitate catene, come dicevo per l’ultimo tentativo sono andato a scovare, prima su internet e poi in strada, il classico negozietto di una volta, gestito da tre ragazzi fra i 18 e i 30 anni, col metal a tutto volume e un sacco di miniature a fare da contorno ai giochi.

Nonostante non avessero il mio agognato regalo di compleanno, devo ammettere che i giochi disponibili erano sì molto meno numerosi, ma anche ben più sfiziosi per varietà e, sorprendentemente, per prezzo, specie quelli di seconda mano.

Tornando verso casa non ho potuto fare a meno di pensare che, se la situazione è così a Londra, questo dev’essere ormai lo stato delle cose in più o meno tutto il mondo occidentale, e mi sono chiesto se questa evoluzione verso il McDonald’s videoludico stia veramente andando a vantaggio del videogiocatore.

Se è vero infatti che dalla nascita del videogioco non si era mai vista una diffusione di negozi specializzati tanto vasta e capillare, segno dell’ormai avvenuta massificazione del media, è anche vero che arrivare a 1500 Km di distanza per trovare gli stessi prodotti agli stessi prezzi negli stessi negozi è un po’ desolante, e ho rimpianto un po’ i negozietti/botteghe di 10-15 anni fa, che nonostante spesso avessero prezzi esorbitanti e serie difficoltà nel recuperare i titoli meno rinomati almeno trasudavano, nel bene e nel male, la personalità di chi li gestiva e a volte capitava di trovare un piccolo capolavoro sconosciuto ai più, magari usato e import.

Sull’onda di questi pensieri un po’ nostalgici, giunto a casa ho chiesto ad uno dei nostri ospiti, videogiocatore anch’egli, dove i veri londinesi™ secondo lui si procurassero i loro di giochi, se nelle catene della grande distribuzione o in negozi sconosciuti ai turisti, per cercare infine di farmi un quadro più completo di una situazione.

Online.”

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Limited edition e la volubilità di un giocatore


Sono un ingenuo. Già da qualche anno credevo di aver visto tutto il campionario di possibili gadget e aggeggi vari allegati ai videogiochi di nuova uscita per convincerci a comprarli. Quelle che normalmente nominiamo “limited edition“, che tra l’altro di limitato hanno ben poco, piano piano si stanno trasformando in una pura e semplice edizione di lusso, che a prezzo maggiorato (spesso anche parecchio) non fa altro che riempirci la casa di inutili cianfrusaglie.

L’attrazione che alcune di queste iniziative eserciano su di me è ondivaga: a volte non riesco a pensare ad altro (GTA IV), a volte le ignoro completamente (Modern Warfare 2).
Apprezzo particolarmente quelle originali, ben realizzate e magari di qualche utilità: la cassettina di sicurezza di Rockstar ospita i miei beni più privati, mentre la borsetta sportiva, per non correre il rischio di rotture o abrasioni, se ne sta da una parte, inutile e inutilizzata.

Ormai è di gran moda il box di metallo, nato probabilmente con Halo 3 e ormai visto e rivisto (ad es. in Mass Effect ed è pronto per il seguito…): carino la prima volta, ma dannatamente voluminoso e quindi inutile a lungo andare.
Dragon Age Origins con la sua mappa in tessuto riesce a essere di classe, ma nel futuro salotto di casa mia difficilmente troverà spazio la riproduzione di un mondo fantasy…

Insomma, hype a parte è molto difficile, anche senza considerare il maggiore esborso necessario all’acquisto, considerarle indispensabili.
A meno che non parliamo dell’action figure di Altair (per il primo Assassin’s Creed) o lo splendido Pip Boy di Fallout 3, o di gadget come magliette o accessori davvero rilevanti (furoreggiano le penne usb, soprattutto nei press kit), resto un fervente oppositore di queste iniziative.
Poi, stamattina l’ho visto. In legno, poco funzionale, decisamente ingombrante e completamente inutile: ciononostante, lo voglio con tutte le mie forze e ritorno ad essere un semplice schiavo di regole di marketing efficacissime. Non potrò averlo purtroppo, ma di cosa vi sto parlando? Di questo:

Fico eh? Unico difetto riscontrato è nella musichina, veramente bruttarella: avesse avuto quella degli scrigni di Ocarina

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Vietato chiedere di più [recensione multiplayer Call of Duty Modern Warfare 2]


Ok, ho accumulato una base di ore di gioco sufficiente a scrivere cosa dovete aspettarvi dal multiplayer del nuovo Call of Duty, Modern Warfare 2. Così dopo la recensione di Fucktotum e la notizia sulla solidarietà di Activision, abbiamo finito di parlare, per ora, del nuovo capolavoro di Infinity Ward.

In verità quest’articolo è inutile. Nessuno di voi lo leggerà prima di comprare il gioco. Questo perchè la maggior parte di voi ha già una copia di Modern Warfare 2 che gira sulla sua console/PC.  O sbaglio?

Partiamo dal principio. Si può migliorare qualcosa di perfetto? Si può migliorare l’unico multiplayer che ha scalzato Halo 3 dalla classifica dei giochi più giocati su Xbox Live? Si può davvero pensare di arrivare oltre alla cima più alta del mondo?

Si, si può fare, costruendo una montagna ancora più alta.

E’ questo il punto da cui i programmatori di Infinity Ward sono partiti: aggiungere. Inutile citare Call of Duty World of War di Treyarch che, nonostante un buon multiplayer, non è un giusto paragone. Modern Warfare 2 è esattamente figlio del gioco da cui prende il nome ed è rispetto a quello che è migliorato, aumentando l’esperienza multiplayer in ogni direzione possibile.

Più armi, più perk, più opzioni, più personalizzazioni, più livelli (nelle armi, nelle perk ecc), più bonus, più mappe, più modalità, più giocatori. Quest’ultimo punto è fondamentale: nonostante MW2 non abbia goduto di un battage pubblicitario enorme il gioco è praticamente uno dei più venduti della storia a sole 3 settimane dall’uscita. Solamente al day one ha venduto qualcosa come 5 milioni di copie: per l’esattezza quattro punto sette milioni di copie in 24 ore.

Apro una parentesi.

Avete presente gli Oasis? Si la band musicale di “brit pop” costituita da due fratelli ch al posto di cantare se le danno di santa ragione? Beh gli Oasis hanno venduto circa 70 milioni di dischi nella loro carriera, fino ad oggi. La serie Call of Duty ha venduto 50 milioni di copie generando circa 3 miliardi di dollari per le contentissime casse di Activision. Inventato da Infinity Ward “solo” 6 anni fa, il franchise può al momento essere considerato il “una delle esperienze di entertainment più viste e segute della storia dell’umanità”. Parole di Bobby Kotick, presidente di Activision Blizzard.

Chiuso questo discorso sui numeri, torniamo a parlare di videogiochi. Dopo la lista infinita di “più” riportata 2 capoversi più sopra, è giusto parlare di qualcosa che prima c’era e che ora manca, giusto? Rispetto a Modern Warfare, il nuovo capitolo, ha completamente perso qualunque “orpello” per i videogiocatori più competitivi. Server dedicati e modalità per “pro” (giocatori di livello) sono sparite, così come il supporto a chi vuole giocare “sul serio” (non c’è più la console per modificare nel dettaglio le configurazioni nella versione per PC). In tal proposito Infinity Ward in persona ha espressamente dichiarato “Non ci interessa il gaming competitivo“. Diciamo che, in buona sostanza, queste modifiche e le precedenti hanno reso il titolo più “casual”. Se vogliamo è diventato più “facile”: più giochi, più livelli hai, più armi potenti hai, più vinci. L’equazione skill = risultati, è stata stravolta.

Scusate se salto di palo in frasca ma volevo mettere in chiaro un altro punto. Questo è un blog seguito prevalentemente da netgamers. Ci sono circa 1000 visitatori al giorno ma, i fedelissimi, vengono dalla mia esperienza come “netgamer” e telecronista di eventi, perchè si aspettano sempre che AKirA risolva la situazione e porti avanti la loro causa.

Ed AKirA in tutti questi anni l’ha sempre fatto. E lo farebbe anche in questo momento, stroncando con un brutto voto Modern Warfare 2… ma non può.

Questo perchè in una recensione, bisogna essere più oggettivi. Scusate quindi ragazzi miei se dirò qualcosa che potrebbe addirittura “ferirvi” ma: come si fa a criticare la scelta di Infinity Ward?

I videogiochi, si sa, stanno diventando sempre più di massa e come vi ho fatto notare prima questo, se possibile, è il videogioco più di massa che c’è o quasi. Certo non è WiiFit (ma quello non è un videogioco) ma è il WiiSport dei videogiocatori “seri”, degli hardcore, degli appassionati. E’ il titolo che se non lo hai sei veramente fuori. Ti possono piacere gli RPG, gli strategici o gli sportivi: ma sei hai una Xbox 360 o una PS3 e non hai Modern Warfare 2, sei veramente “out”. Mentre tutti i tuoi amici in lista giocano alla guerra, tu stai da solo in un cantuccio.

Per questo preciso motivo, è evidente, la scelta di Infinity Ward è sacrosanta: hanno allargato ancora di più i possibili giocatori, rendendo più personale l’esperienza di gioco e più malleabile la curva di apprendimento e la difficoltà. Con piccoli accorgimenti hanno reso possibile anche per il “niubbo” procedere di livello (ad esempio, dopo una serie negativa, si prendono più punti con un solo frag: geniale) ed hanno trasformato in un’enciclopedia le possibilità date ai giocatori con più tempo.

Alla fine se uno vuole fare un torneo lo può fare. Mette un server dedicato, cambia le impostazione come meglio crede, e leva tutte quelle opzioni che “rovinano” l’esperienza di una clanwar, esaltando solamente il lato “tecnico” delle sfide. Maggiore preparazione (che è differente da “livello” o tempo speso) torna a significare maggiori risultati.

Ma è assolutamente impensabile che per un pugno di player che vuole “giocare seriamente” ad un suo titolo, per un manipolo di “fissati”, una società rinunci a fare un gioco meno soddisfacente per tutti i restanti esseri umani.

Quindi, lasciate perdere il multiplayer competitivo, Modern Warfare 2 è l’esperienza for fun definitiva, probabilmente il videogioco perfetto da giocare in compagnia (quantomeno nel suo genere).

Il nuovo Everest è stato costruito: sotto a chi tocca per provare ad alzare ancora una volta, l’asticella della difficoltà.

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Modern Warfare 2 aiuta i bambini vittime della guerra


Modern Warfare 2 è un gioco molto crudo. Come avrete potuto leggere dalla nostra recensione di qualche giorno fa, Infinity Ward non ha fatto sconti. La violenza, il sangue, le brutture e l’estremo realismo del gioco non fanno altro che dipingere un quadro disumano della guerra, come è giusto che sia. Perchè nonostante io mi diverta a giocare a Call of Duty, certe immagini mi fanno riflettere, certe scene mi fanno pensare.

Innanzitutto a quanto io sia fortunato a non aver visto in vita mia neanche un minuto di guerra. Ma in maniera ancora più tragica, penso a quanto siano “sfortunate” le persone che si trovano all’opposto della mia dimensione magari fin dalla loro infanzia.

La guerra è una cosa terribile, non dovrebbe esistere al di fuori dei videogiochi. Anzi, in un futuro remoto e impossibile, dove i popoli della terra si siano così evoluti da capire l’errore incredibile che sottende l’uccisione di un altro essere umano, le guerre dovrebbero essere combattute tramite simulazioni. Vuoi un pezzo della mia terra: bene, sfida i miei soldati a “Call of Duty X“. Niente sangue, niente orfani, niente stupri di massa, niente vite spezzate e stesso risultato.

Lo so sono un sognatore pacifista, uno che personalmente non ha mai fatto del male ad una mosca: ciò che sto scrivendo è pura utopia. La guerra è dentro di noi, l’ho anche imparato dai videogiochi (”War never changes“): non cambieremo mai. Siamo destinati all’autodistruzione, all’annientamento dei più deboli, all’oppressione delle razze indifese, all’estinzione.

Però la speranza deve rimanere sempre l’ultima a morire e, personalmente, il futuro è nelle nostre mani e in quelle di Activision UK che insieme alla catena GAME lancia un’iniziativa lodevole sui server di Modern Warfare 2. Durante questo week end, più partite verranno fatte in multiplayer sui server Xbox Live e più soldi queste due compagnie donearanno a War Child International, una coalizione di organizzazioni a favore dei bambini vittime della guerra.

Però dopo un post del genere, non aspettiamo che siano gli altri ad aiutare, facciamolo noi stessi. In alto a destra sul sito ufficiale (http://www.warchild.org.uk/) dell’associazione c’è un bel tasto “donate”. Clikkateci sopra e… al vostro buon cuore.

A me i 15€ che ho appena donato, non cambiavano la vita, a qualcun altro, voglio sperare, si.

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Voglio una vita da 48 ore al giorno [voglio giocare ad Assassin's Creed 2 e Modern Warfare 2]


Ma uno che deve fare? Cioè, siamo seri. Il mondo dei videogiochi è in continua espansione. Talmente gigantesca che ormai, gli stessi videogiocatori, sono stressati e spaventati da essa. Prendete me: sono un cazzo di hardcore gamer, cerco di giocare a tutto ciò che meriterebbe di essere giocato. Magari 10 titoli l’anno, chessò, non di più. Però c’è anche il “lavoro”, devo provare giochi per scriverne. E poi c’è il netgaming: voglio giocare ad alcuni titoli per skillarmi e diventare forte.

C’è qualcuno che potrebbe spiegarmi come diamine faccio a fare tutto ciò di cui sopra e a lavorare (senza dimenticarmi di portare mia moglie al cinema, una volta ogni tanto) ???

Non voglio aprire polemica o riflettere poi troppo su questo argomento. La risposta è abbastanza semplice: “non hai tempo, non giochi”. Però trovo che sia profondamente ingiusto che l’industria dei videogiochi sia impegnata su 10 fronti diversi in autunno e poi risulti scarna e vuota da Aprile a Agosto. Capisco benissimo che questo periodo è il migliore per pubblicare videogiochi ma, devo davvero rinunciare a giocare un titolo per poi riprenderlo quando nessuno lo sta giocando?

Prendiamo l’oggi. Ho in mano la confezione di Modern Warfare 2 che non ho ancora scartato perchè ero in Cina. Inoltre mi è appena arrivata la telefonata di una grande catena di vendita di videogiochi che mi informa dell’arrivo della mia copia di Assassin’s Creed 2, prenotata mesi fa. Tornerò a casa e… cosa farò?

Tra l’altro quasi mi vergogno di dover ancora finire Brutal Legend e Uncharted 2 che stavo giocando in contemporenea. Voglio infatti recensire entrambi sul blog prima di darmi ad altro ma la tentazione di giocare MW2 online è davvero troppa mentre quella di far vedere a mia moglie l’inizio di Assassin’s Creed 2 è ancora di più.

Come finirà questa storia? Che il mio cervello non riuscirà a prendere una decisione e mi guarderò un film perdendo altre 24 ore di videogioco.

Ma perchè non ho 14 anni invece di 31??? :)

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