Un gioco mitico, incredibile, stagliato nella storia di questo giovane media come l’unico ad aver varcato i confini di “quel mondo” ed essere straripato in Corea del Sud nello Sport, diventando addirittura famoso quanto il calcio.
Starcraft è questo ma è anche molto di più: lo strategico in tempo reale perfetto (per il multiplayer, si intende), il primo gioco ad aver usufruito del servizio Battle.net ma soprattutto il mio primo, grande, amore per quanto riguarda il netgaming. Il gioco con il quale sono diventato ciò che sono, potrei dire: le linee di codice che mi hanno forgiato e convinto a credere in un mondo inesistente ma terribilmente affascinante, quello dei tornei di videogiochi (online o LAN Party).
Non solo: è stato grazie a Starcraft che nel 2001 sono diventato un campione italiano di videogiochi (primo classificato alle eliminatorie italiane per i primi World Cyber Games - WCG) ed è grazie al viaggio a Seoul da me vinto per partecipare alle Olimpiadi dei Videogiochi che ho deciso di intraprendere la strada che mi ha portato a diventare un giornalista specializzato, un telecronista di videogiochi e infine un blogger.
Senza Starcraft, quindi, non stareste leggendo Inside The Game e, probabilmente, non avreste mai letto un articolo a firma Simone “AKirA” Trimarchi: la mia biografia sarebbe vuota, Fucktotum probabilmente sarebbe diventato uno scippatore e inskin una rockstar (due destini a confronto!).
Ecco perchè non posso che essere emozionato nel descrivervi quali sono le mie prime sensazioni davanti alla Beta di Starcraft 2 di cui mi sono bastate 24 ore per scrivere una intera recensione.
Lo so, molti penseranno che sono poche ma… vi assicuro che per me sono state sufficienti. Non voglio assolutamente “darmi delle arie” o pensare di capire più di un qualunque lettore. Il discorso è che una recensione deve valutare un gioco in maniera oggettiva e, essendo Starcraft 2 praticamente identico a Starcraft, c’è poco da valutare
E Starcraft lo conosco bene
[Tra l'altro c'è il topic ufficiale sul nostro forum, lì posterò qualche opinione "fresca" mano a mano che le ore di gioco aumentano]
Bene, l’ho detto. Nella frase di cui sopra è contenuto tutto ciò che dovete sapere sulla beta di Starcraft 2. Manca solo un’importantissima premessa: Starcraft 2 Wings of Liberty Closed Beta permette solamente di giocare e di provare il multiplayer, quindi in quest’articolo non è contenuto alcun dettaglio sulla modalità single player, sui filmati, sulla trama di cui, sicuramente, avremo modo di parlare a gioco sugli scaffali.
Torniamo quindi al focus di tutta la recensione: Starcraft 2 è Starcraft, esattamente come era 12 lunghissimi anni fa, con la grafica migliorata.
Questo cosa significa? Prevalentemetne due cose. Chi ha amato il vecchio titolo sono convinto che amerà anche questo capitolo 2. Lo amerà alla follia. Io mi sono innamorato di nuovo. Rivivo le stesse emozioni, provo la stessa voglia di vincere che avevo 12 anni fa. Vorrei rimanere a giocare con gli amici fino alle 6 di mattino come quando mi allenavo per un torneo importante. Insomma Starcraft 2 non mi basta mai, non mi stanca mai, non mi annoierebbe per anni!
Un giudizio così entusiastico va comunque un minimo puntualizzato: i due giochi, nel profondo, hanno comunque grosse differenze. Starcraft 2, come da copione, è più semplice. Ricordo a tutti che siamo in fase beta e che Blizzard ha un mucchio di tempo per prendere un giudizio come questo, farlo suo e apportare le giuste modifiche. Non credo però che la sostanza cambi di molto, Starcraft 2 è più facile da padroneggiare e permette molti più errori di Starcraft originale.
Questo soprattutto perchè la micromanagement è diventata meno importante che la macromanagement. I due termini significano semplicemente l’approccio con cui viene gestita una partita in multi e due vari momenti di una sfida ad un RTS. Quando si sta attenti alla micro si prova a rendere più efficaci possibili le truppe con cui si sta affrontando uno scontro sul campo di battaglia (in molti modi: si spostano quelle ferite nelle retrovie, si utilizzano i trasporti raccogliendo le truppe morenti, si utilizzano al momento giusto le abilità ecc). Questo non permette, di solito, di concentrarsi sulla macro che invece è tutto l’opposto: la gestione dell’economia, delle “espansioni” (basi secondarie), delle truppe da creare e della loro quantità ecc ecc
Starcraft 2 fondamentalmente premia moltissimo l’impostazione della partita e non si possono fare particolari miracoli con la micro. Se il proprio mix di truppe è sbagliato, si perde… anche se le si usa al loro massimo.
Questo, unito a tanti dettagli molto più “tecnici” e pratici come l’aumento del numero di unità di un gruppo, la gestione degli stessi, la presenza di due giacimenti di gas per base, la possibilità di scavare minerali più velocemente, rendono SC2 più facile, mi spiace ripeterlo, di Starcraft ma, fondamentalmente stiamo parlando dello stesso identico gioco.
I pochi lettori che sono arrivati fino a questo momento si staranno chiedendo: “ma questo tizio delira? 10 paragrafi e non ci ha ancora parlato del gioco?”. E questo è l’altro lato della medaglia: se non conoscete Starcraft probabilmente è inutile che vi avviciniate a Starcraft 2 se non per la modalità single player, parte integrante dell’esperienza, per carità, ma qui si parla di un titolo totalmente importanto al multiplayer.
Questo quindi è il rischio che Blizzard ha corso: creare un gioco dedicato ai suoi fan, quelli più oltranzisti. Quelli che hanno voluto seguirla in ogni suo volo pindarico, in ogni sua evoluzione. E gli altri? Rimarranno incantati da Starcraft 2? Per ora, senza single player e senza tutte le caratteristiche del nuovo Battle.net (nella Beta ce ne sono molte, comunque, ed è diventato tipo Xbox Live, con gruppi, chat di gruppo ecc), credo proprio di no.
Magari sarà una pubblicità massiccia a fare la differenza oppure l’affezione dei vecchi fan come me porterà comunque nuova linfa per i server di gioco. Nonostante questo Starcraft 2 sembra un gioco “vecchio” a cui non è stata apportata nessuna evoluzione strutturale.
Sembra una nuova espansione del primo Starcraft con un po’ di meccaniche riviste e qualche piccolossima novità (alcune unità possono scalare le salite senza trasporti e quindi permettono raid inaspettati). Tra l’altro da questo punto di vista credo proprio che Blizzard si stia tenendo i veri assi tutti nella manica con il secondo e il terzo capitolo, già annunciati e che verranno rilasciati a cadenza annuale. Con ognuno di essi verranno aggiunte truppe e probabilmente vedremo lì le vere novità.
Per ora Starcraft 2 rimane un titolo interessante che non si merita però gli onori della cronaca e della stampa poichè 12 anni, nel mondo dei videogiochi, sono un’eternità e qualcosa, probabilmente e oggettivamente, doveva cambiare.
Lo dico a malincuore, sia chiaro, ma devo assolutamente dare un consiglio a tutti i lettori e non solo a coloro che, come me, hanno passato parte della loro vita a giocare sui server di Battle.net a Starcraft.
Per quest’ultimi… come avranno capito da soli, non c’è niente da dire, Starcraft 2 è tutto quello che aspettavamo, volevamo, desideravamo e speravamo da Blizzard. La nostra “mamma” software house ci vuole bene e ci ha regalato un’emozione.
Un gioco identico a quello di cui ci siamo innamorati. Blizzard ci ha regalato un nuovo “primo bacio”: è stata capace di ripetere l’irripetibile.
Era difficile ma… io non ho dubbi, ce l’ha fatta. Ora scusatemi ma, ho alt tabbato la finestra della Beta, torno a giocare. Ho appena perso un Protoss vs Protoss durato 45 minuti, non vedo l’ora di rifarmi