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In video il multiplayer di Halo: Reach


Finalmente è arrivato.
Dal 1 marzo sul blog degli  sviluppatori di Halo Reach era comparsa la notizia di un’imminente “bomba” relativa al multiplayer. Anticipati da un sito di Taiwan, sembra che qualcosa possa essere sfuggita alle maglie di Bungie e questo video è apparso in rete. A titolo strettamente personale escludo il fake, ma ancora qualche ora e le conferme/smentite arriveranno direttamente da nobleactual, voce ufficiale in merito allo sviluppo del gioco.

Ora lo possiamo vedere coi nostri occhi nel video, ed è di certo uno splendido vedere. Tutto ciò a cui siamo abituati, come modalità e dinamiche, sembrano confermati: in più abbiamo armi e oggetti, grafica riveduta e corretta e una voglia matta di arrivare al 3 maggio, giorno di apertura della beta ottenuta con Halo ODST.

Il 2010 sarà un anno pazzesco, qualunque console voi possediate: siamo qui ogni giorno a tributare omaggio a un’uscita diversa per questi 12 mesi, su una piattaforma diversa.
Scaldate i pollici, si torna a fare sul serio!!

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DLC di Bioshock 2: emergono i primi dettagli


Ogni gioco con una modalità multiplayer porta con sè dei probabili DLC. Questo è proprio quanto annunciato da 2K quest’oggi: ancor niente data d’uscita, ma abbiamo il titolo, Sinclair Solutions Test Pack, oltre a una serie di dettagli.

Innanzitutto il livello massimo sarà alzato a 50: 10 livelli in più e il vantaggio di avere venti nuove sfide per raggranellare Adam (i punti esperienza di Bioshock 2).
A ciò si aggiungono 2 personaggi aggiuntivi da selezionare e cinque maschere, tanto per aumentare anche le possibilità di personalizzazione in game oltre quelle, un po’ risicate, presenti nel titolo originale.

Anche i fan del single player possono stare tranquilli perchè questo è solo il primo contenuto aggiuntivo che verrà rilasciato: in un futuro imprecisato ci attendono nuovi elementi narrativi e oggetti che, pur non essendo minimamente giustificati dalla trama, potrebbero concretizzarsi in interessanti varianti per tornare a Rapture.

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Provata la Beta di Starcraft 2 Wings of Liberty [Recensione esclusiva]


Un gioco mitico, incredibile, stagliato nella storia di questo giovane media come l’unico ad aver varcato i confini di “quel mondo” ed essere straripato in Corea del Sud nello Sport, diventando addirittura famoso quanto il calcio.

Starcraft è questo ma è anche molto di più: lo strategico in tempo reale perfetto (per il multiplayer, si intende), il primo gioco ad aver usufruito del servizio Battle.net ma soprattutto il mio primo, grande, amore per quanto riguarda il netgaming. Il gioco con il quale sono diventato ciò che sono, potrei dire: le linee di codice che mi hanno forgiato e convinto a credere in un mondo inesistente ma terribilmente affascinante, quello dei tornei di videogiochi (online o LAN Party).

Non solo: è stato grazie a Starcraft che nel 2001 sono diventato un campione italiano di videogiochi (primo classificato alle eliminatorie italiane per i primi World Cyber Games - WCG) ed è grazie al viaggio a Seoul da me vinto per partecipare alle Olimpiadi dei Videogiochi che ho deciso di intraprendere la strada che mi ha portato a diventare un giornalista specializzato, un telecronista di videogiochi e infine un blogger.

Senza Starcraft, quindi, non stareste leggendo Inside The Game e, probabilmente, non avreste mai letto un articolo a firma Simone “AKirA” Trimarchi: la mia biografia sarebbe vuota, Fucktotum probabilmente sarebbe diventato uno scippatore e inskin una rockstar (due destini a confronto!).

Ecco perchè non posso che essere emozionato nel descrivervi quali sono le mie prime sensazioni davanti alla Beta di Starcraft 2 di cui mi sono bastate 24 ore per scrivere una intera recensione.

Lo so, molti penseranno che sono poche ma… vi assicuro che per me sono state sufficienti. Non voglio assolutamente “darmi delle arie” o pensare di capire più di un qualunque lettore. Il discorso è che una recensione deve valutare un gioco in maniera oggettiva e, essendo Starcraft 2 praticamente identico a Starcraft, c’è poco da valutare :) E Starcraft lo conosco bene ;)

[Tra l'altro c'è il topic ufficiale sul nostro forum, lì posterò qualche opinione "fresca" mano a mano che le ore di gioco aumentano]

Bene, l’ho detto. Nella frase di cui sopra è contenuto tutto ciò che dovete sapere sulla beta di Starcraft 2. Manca solo un’importantissima premessa: Starcraft 2 Wings of Liberty Closed Beta permette solamente di giocare e di provare il multiplayer, quindi in quest’articolo non è contenuto alcun dettaglio sulla modalità single player, sui filmati, sulla trama di cui, sicuramente, avremo modo di parlare a gioco sugli scaffali.

Torniamo quindi al focus di tutta la recensione: Starcraft 2 è Starcraft, esattamente come era 12 lunghissimi anni fa, con la grafica migliorata.

Questo cosa significa? Prevalentemetne due cose. Chi ha amato il vecchio titolo sono convinto che amerà anche questo capitolo 2. Lo amerà alla follia. Io mi sono innamorato di nuovo. Rivivo le stesse emozioni, provo la stessa voglia di vincere che avevo 12 anni fa. Vorrei rimanere a giocare con gli amici fino alle 6 di mattino come quando mi allenavo per un torneo importante. Insomma Starcraft 2 non mi basta mai, non mi stanca mai, non mi annoierebbe per anni!

Un giudizio così entusiastico va comunque un minimo puntualizzato: i due giochi, nel profondo, hanno comunque grosse differenze. Starcraft 2, come da copione, è più semplice. Ricordo a tutti che siamo in fase beta e che Blizzard ha un mucchio di tempo per prendere un giudizio come questo, farlo suo e apportare le giuste modifiche. Non credo però che la sostanza cambi di molto, Starcraft 2 è più facile da padroneggiare e permette molti più errori di Starcraft originale.

Questo soprattutto perchè la micromanagement è diventata meno importante che la macromanagement. I due termini significano semplicemente l’approccio con cui viene gestita una partita in multi e due vari momenti di una sfida ad un RTS. Quando si sta attenti alla micro si prova a rendere più efficaci possibili le truppe con cui si sta affrontando uno scontro sul campo di battaglia (in molti modi: si spostano quelle ferite nelle retrovie, si utilizzano i trasporti raccogliendo le truppe morenti, si utilizzano al momento giusto le abilità ecc). Questo non permette, di solito, di concentrarsi sulla macro che invece è tutto l’opposto: la gestione dell’economia, delle “espansioni” (basi secondarie), delle truppe da creare e della loro quantità ecc ecc

Starcraft 2 fondamentalmente premia moltissimo l’impostazione della partita e non si possono fare particolari miracoli con la micro. Se il proprio mix di truppe è sbagliato, si perde… anche se le si usa al loro massimo.

Questo, unito a tanti dettagli molto più “tecnici” e pratici come l’aumento del numero di unità di un gruppo, la gestione degli stessi, la presenza di due giacimenti di gas per base, la possibilità di scavare minerali più velocemente, rendono SC2 più facile, mi spiace ripeterlo, di Starcraft ma, fondamentalmente stiamo parlando dello stesso identico gioco.

I pochi lettori che sono arrivati fino a questo momento si staranno chiedendo: “ma questo tizio delira? 10 paragrafi e non ci ha ancora parlato del gioco?”. E questo è l’altro lato della medaglia: se non conoscete Starcraft probabilmente è inutile che vi avviciniate a Starcraft 2 se non per la modalità single player, parte integrante dell’esperienza, per carità, ma qui si parla di un titolo totalmente importanto al multiplayer.

Questo quindi è il rischio che Blizzard ha corso: creare un gioco dedicato ai suoi fan, quelli più oltranzisti. Quelli che hanno voluto seguirla in ogni suo volo pindarico, in ogni sua evoluzione. E gli altri? Rimarranno incantati da Starcraft 2? Per ora, senza single player e senza tutte le caratteristiche del nuovo Battle.net (nella Beta ce ne sono molte, comunque, ed è diventato tipo Xbox Live, con gruppi, chat di gruppo ecc), credo proprio di no.

Magari sarà una pubblicità massiccia a fare la differenza oppure l’affezione dei vecchi fan come me porterà comunque nuova linfa per i server di gioco. Nonostante questo Starcraft 2 sembra un gioco “vecchio” a cui non è stata apportata nessuna evoluzione strutturale.

Sembra una nuova espansione del primo Starcraft con un po’ di meccaniche riviste e qualche piccolossima novità (alcune unità possono scalare le salite senza trasporti e quindi permettono raid inaspettati). Tra l’altro da questo punto di vista credo proprio che Blizzard si stia tenendo i veri assi tutti nella manica con il secondo e il terzo capitolo, già annunciati e che verranno rilasciati a cadenza annuale. Con ognuno di essi verranno aggiunte truppe e probabilmente vedremo lì le vere novità.

Per ora Starcraft 2 rimane un titolo interessante che non si merita però gli onori della cronaca e della stampa poichè 12 anni, nel mondo dei videogiochi, sono un’eternità e qualcosa, probabilmente e oggettivamente, doveva cambiare.

Lo dico a malincuore, sia chiaro, ma devo assolutamente dare un consiglio a tutti i lettori e non solo a coloro che, come me, hanno passato parte della loro vita a giocare sui server di Battle.net a Starcraft.

Per quest’ultimi… come avranno capito da soli, non c’è niente da dire, Starcraft 2 è tutto quello che aspettavamo, volevamo, desideravamo e speravamo da Blizzard. La nostra “mamma” software house ci vuole bene e ci ha regalato un’emozione.

Un gioco identico a quello di cui ci siamo innamorati. Blizzard ci ha regalato un nuovo  “primo bacio”: è stata capace di ripetere l’irripetibile.

Era difficile ma… io non ho dubbi, ce l’ha fatta. Ora scusatemi ma, ho alt tabbato la finestra della Beta, torno a giocare. Ho appena perso un Protoss vs Protoss durato 45 minuti, non vedo l’ora di rifarmi ;)

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Sta arrivando Battle.net 2.0, il più grande servizio online di tutti i tempi si rinnova.


11 Milioni di utenti. Basta questo per farvi capire che stiamo parlando di qualcosa di importante a livello sociale. Non solo: un fenomeno economico rivoluzionario che ha creato un modello quasi irripetibile di business che tutti vorrebbero copiare ma che non è avvicinato da nessuno, almeno a livello di numeri. Undici milioni di account attivi per World of Warcraft, il Massive Multiplayer Online Role Playing Game del decennio e forse, del secolo.

Nessuno infatti, secondo me, riuscirà mai a battere i numeri di Blizzard Entertainment in questo campo… visto che per ora nessuno si è neanche lontanamente avvicinato. Ma dove vanno ricercati i meriti di Blizzard se non nella cura maniacale della propria community online? E come è stato possibile un simile risultato ?

Ovviamente la base di tutto è un’infrastruttura tecnica che, più di dieci anni fa, ha insegnato a chinque come gestire il gioco in multiplayer tra una “massa” di persone. Cosa sono Xbox Live, Playstation Network e Steam se non dei figli di Battle.net,  il primo servizio di gioco online della storia che non si appoggiasse su Server dedicati (altra perla di Blizzard non ripetuta mai da nessuno)?

Ed eccoci, a 12 anni dal primo lancio in anticipo sui tempi di chiunque altro (il servizio è stato lanciato con Starcraft nel 1998) a parlare di Battle.net 2, così lo vogliamo nominare noi di Inside The Game, cioè la nuova mirabolante infrastruttura che arriverà con Starcraft 2.

Blizzard Entertainment ha svelato ieri con un articolo sul proprio sito ufficiale e tramite il video che vi ho embeddato (un’intervista a Greg Canessa) le nuove “feature” di Battle.net.

Sinceramente mi sono letto con attenzione tutto dalla prima all’ultima parola però, a dire la verità, non ho trovato poi grandi miglioramenti degni della mia attenzione. Cioè, voglio dire, non ho trovato “rivoluzioni”. Mi sembra soprattutto che tutti gli aspetti perfettamente funzionanti del sistema verranno ulteriormente migliorati come il matchmaking (trovare partite online con avversari della stessa abilità) e la chat in game. La novità più succulenta mi sembra l’inserimento del “Real ID” un sistema per far connettere a Bnet anche persone che non hanno videogiochi Blizzard che però vogliono partecipare a questo “social network” videoludico (permettetemi il paragone azzardato).

La verità è che sono deluso poichè non ho visto nessuna dichiarazione riguardante il Blizzcast (caratteristica davvero “killer” se dovesse essere implementata come da aspettative), cioè una specie di televisione ingame per vedere le altre partite con possibilità di telecronizzarle online.

Per il resto, scoprite da soli le caratteristiche di Battle.net 2.0 clikkando qui.

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Back in Black: Il ritorno di Twisted Metal [Rumor]


“Non ho mai negato di avere progetti riguardo un nuovo Twisted Metal, ma in tal caso non si tratterebbe di un semplice sequel, bensì di un Reboot totale della saga”. Così ha parlato David Jeffe, attuale responsabile del franchise God Of War, nonchè ideatore della micidiale serie automobilistica in questione.

La notizia, fresca fresca di bucato, ha già fatto il giro dei più rinomati portali a tema video-ludico ec’è da scommettere che sia presto destinata a germogliare in qualcosa di ben più “ufficiale”. Questo non solo perchè il tipo di cui sopra non è solito aprir bocca solo per dargli aria, ma anche perchè ancora oggi c’è gente che pagherebbe fior di quattrini per sedersi nuovamente al volante di uno dei letali bolidi resi celebri dai più riusciti episodi della serie.

Secondo ulteriori voci di corridoio, questo ipotetico Twisted Metal Next Gen potrebbe svilupparsi sulle trame di una struttura Massive, abbracciando pertanto un’approccio di gioco interamente votato al Multiplayer Online… Un’idea, quest’ultima, che ovviamente ha già stimolato a dovere le nostre ghiandole salivari!

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Auditore Forever [News - Assassin's Creed 3]


Con oltre sei milioni di copie piazzate worldwide, Assassin’s Creed 2 si conferma uno dei fenomeni videoludici più raggianti degli ultimi tempi: un dato relativamente sorprendente che, in condizioni differenti, servirebbe solo a mettere il punto esclamativo sulle  già invadenti indiscrezioni relative al suo sequel

Un po’ per festeggiare a dovere il record di vendite appena superato, un po’ per  premiare i fan del franchise per l’accoglienza riservata al novello blockbuster, i magnati della Ubisoft hanno tuttavia deciso di cogliere la palla al balzo e giocare di grosso anticipo, fornendo ad una fonte eminente quale CVG, un paio di dritte niente male proprio a riguardo di Assassin’s Creed 3.

Secondo quanto riportato dal comunicato stampa in questione, il terzo capitolo della Saga dovrebbe ruotare ancora una volta intorno alle tumultuose avventure di Ezio Auditore da Firenze, collocandosi quindi in un contesto storico analogo a quello appena rivisitato e smentendo, di riflesso, le voci che davano per certa un’ambientazione settecentesca che avesse in Parigi il suo perno principale.

Ad aggiungere ulteriori spezie alla rivelazione, Yves Guillemot in persona avrebbe peraltro ventilato che Assassin’s Creed 3 potrebbe ospitare anche una Modalità Multiplayer, la cui struttura dovrebbe favorire l’allestimento di battaglie di massa.

Visto che il gioco non dovrebbe comunque vedere la luce prima di fine 2011, è bene non prendere dette affermazioni come puro oro colato. Tuttavia è innegabile che il Valzer delle anticipazioni concrete sia ormai inziato ufficialmente, il che ci spingerà senza dubbio a tornare più volte sull’argomento…

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Un eroe moderno. [Nonno gioca a WoW]


Guardatelo, non fa tenerezza? E soprattutto, non vi fa pensare che anche voi potreste essere così in futuro?

Andiamo con ordine e spieghiamo perchè questa immagine mi sta a cuore: la settimana scorsa, in un ristorante americano che si chiama Panera Bread che offre connessione WiFi gratis, questo simpatico vecchietto si è portato il suo iMac, non molto faticoso da portare in giro, e si è messo a giocare a World of Warcraft.

Chissà se questo vecchietto è un gamer old school che continua imperterrito a giocare con il suo passatempo preferito,  che lo spinge persino a scroccare il WiFi di una catena di ristoranti pur di aumentare di livello a WoW, o magari sono stati i nipotini e il tempo libero a far avvicinare il nonnino a uno dei videogiochi più importanti della storia.

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Sfido, dopotutto, a trovare qualcuno di voi che smetterà di giocare una volta raggiuntà l’età senile! Quando giocare in multiplayer sarà impossibile perchè i bimbetti ci massacreranno e la demenza prenderà il sopravvento! Io, ad esempio, ne approfitterò per finire uno dopo l’altro, tutti i giochi della saga di Mega Man a livello impossibile, ma forse, per raggiungere questo achievement, una vita non basterà.

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Non gioco online (e non sono il solo) – parte 1: "are you experienced?"


C’ho provato.

Il Dio del Videogame™ sa che c’ho provato. Magari senza tanta convinzione, ma conta lo stesso.

Io faccio parte di quella (neanche tanto) sparuta schiera di videogiocatori che non gioca online, e non perchè non possa: chi mi conosce sa che a casa ho una connessione ADSL decente, tutt’e tre le console di questa generazione, un Nintendo DS e il PC su cui sto scrivendo che, pur non essendo nuovissimo, mi ha permesso di aggirarmi per il Cyrodiil senza troppi problemi, quindi diciamo che l’hardware ci sarebbe anche.

E’ proprio lo stimolo che manca.

La mia concezione di videogame è riassumibile con due parole: “esperienza personale”; per me ogni gioco, dallo shoot ‘em up al RPG, è un’avventura da vivere, e nel 99% dei casi preferisco farlo da solo.

Chiariamoci, io amo il multiplayer, ho bellissimi ricordi legati a furiose sessioni multigiocatore (rigorosamente in locale) su tantissimi giochi per quasi tutti i sistemi dal C64 in poi, ma non c’è paragone: prendersi il proprio tempo (sempre meno, purtroppo), scegliere con cura cosa giocare, stravaccarsi sulla propria poltrona preferita e guardare il gioco scelto caricarsi, per il sottoscritto ha lo stesso effetto benefico di una doccia calda quando fuori nevica.

A questo punto si potrebbe pensare che il multiplayer online sia l’unione perfetta di questi due modi di giocare tanto diversi eppure entrambi a me graditi e familiari; d’altra parte sei tu, il tuo joypad e il tuo gioco, il più vicino degli altri giocatori se va bene è a un centinaio di chilometri, ma nel contempo è come se fossi in compagnia, con tutti i vantaggi ed il divertimento di giocare con altri esseri umani. E invece per il sottoscritto il risultato è inferiore alla somma delle parti.

Poichè però sono un tipo curioso e ormai il multiplayer online te lo mettono anche nel pacchetto di affettati che prendi al supermercato, tempo fa ho deciso infine di riprovare. Riprovare, sì, perchè diversi anni fa tentai un timido approccio su Ultima Online che è durato il tempo di un tutorial: uscito nel mondo aperto ho girato senza meta per un po’, per essere poi placcato da un altro novizio che ha iniziato a bombardarmi di domande e che mi ha seguito continuando a chiedere finchè non sono uscito dal gioco. Per essere sicuro di non reincontrare il mio nuovo, petulante amico, una volta fuori ho disinstallato il tutto.

Ad ogni modo dicevo, circa un anno fa, trascinato dall’entusiasmo di altri giocatori di mia conoscenza, ho deciso di riprovare;  non avevo ancora la PS3, quindi approfittando di un mese di abbonamento gratuito allegato a GTA IV sono diventato un utente Gold del Live senza spendere una lira. La scelta del primo gioco, nonostante per 360 avessi anche il succitato gioco Rockstar, Halo 3 e Gears of War, è caduta su Burnout Paradise, probabilmente perchè mi è sembrato il titolo ideale per poter fare i primi passi senza essere crivellato di headshots da un qualunque ragazzino cresciuto a pane e Modern Warfare.

La scelta del gioco è stata oculata e, pur non essendo dotato di cuffia e microfono (o forse grazie a questo..), la prima prova è stata positiva: qualche trofeo sbloccato, qualche sfida vinta, qualcuna persa e divertimento più che sufficiente tanto che, nonostante detesti l’idea di dover sborsare soldi ulteriori rispetto a quelli spesi per l’acquisto dei giochi, il mese successivo ho persino rinnovato l’abbonamento, spendendo ben 6€ (!!!).

Qualche altra partita, poi semplicemente la passione si è spenta.

Halo 3 e Gears non li ho neanche provati, dovendoli ancora affrontare seriamente in single player e non essendo sicuramente un asso nei rispettivi generi.

Fast Forward. Qualche mese fa, complice l’arrivo della PS3 ed la gratuità del Playstation Network, decido di riprovarci; i titoli prescelti sono ben due, Little BIG Planet e Metal Gear Online, il primo più vicino ai miei gusti, il secondo a quelli della massa: nella mia distorta (?) visione del gioco online ci vogliono almeno un paio di fucili per poter dire di giocare online “seriamente”…

Per indorarmi un po’ la pillola provo LBP con due amici, residenti dall’altra parte d’Italia ma fidati; anche stavolta la cosa dura poco: terminati un paio di livelli “ufficiali” per recuperare oggetti altrimenti irraggiungibili e provati un paio di stage creati dagli utenti, saluto e mi disconnetto. Nonostante il piacere di giocare con persone conosciute, mi mancava la possibilità di proseguire i livelli con i miei tempi, di guardarmi intorno, di apprezzare i particolari.

Di lì a poco tempo faccio infine un ultimo tentativo con Metal Gear Online. Non è il mio genere, non c’è nessuno che conosco che ci giochi e il rischio di trovare adolescenti con un ormonale desiderio di prevaricazione è altissimo, ma dovevo provarci.

Il risultato è stato per me inaspettato (ah, beata ingenuità!) e abbastanza deprimente: ho aspettato quasi un quarto d’ora del mio risicatissimo tempo per trovare qualcuno, entriamo in due nello stage, incredibilmente lo becco un paio di volte dopo ricerche estenuanti e lui per tutta risposta si disconnette a metà partita lasciandomi lì a prendere la neve con il mio avatar minuziosamente customizzato.

- continua -

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Primo filmato per Halo Reach


Halo Reach resterà un progetto misterioso anche dopo la visione del video di oggi. Questo mostra infatti un semplice filmato che dovrebbe calarci un po’ nel clima che respireremo nell’autunno 2010, col pianeta Reach attaccato in forze dai Covenant e la resistenza umana chiamata all’estremo sacrificio. Un nuovo progetto per Bungie dopo il controverso noir fantascientifico visto con ODST, da cui spero riesca a prendere unicamente le parti lodevoli…

Ricapitoliamo quel po’ che si sa per i distratti: in un tempo imprecisato prima degli eventi di Halo: Combat Evolved (il primo capitolo della saga), il pianeta Reach è teatro di uno scontro cruentissimo, che vedeva impegnati da un lato gli alieni Covenant e dall’altro un numero molto più nutrito di quello cui siamo abituati (uno ;) ) di Spartan, i migliori soldati tra gli umani.

Sappiamo una cosa fondamentale, cioè che gli acquirenti di ODST saranno doppiamente soddisfatti: primo perchè le truppe d’assalto orbitale (ma perchè non lasciano il nome Helljumpers? E’ molto più evocativo!) torneranno di sicuro, secondo perchè in primavera avranno accesso alla beta di questo nuovo episodio, aspetto che mi fa propendere verso la conferma di una modalità multiplayer, magari una riproposizione dell’ottima Sparatoria.

Di sicuro col passare delle settimane indiscrezioni, voci di corridoio e boiate varie inizieranno a rincorrersi per quello che ad oggi ha già un buon motivo per essere a suo modo “storico”: Bungie si libererà dopo questo titolo dal contratto esclusivo con Microsoft,  perdendo però il controllo sull’ IP di Halo

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LEGO Zanzibar, The Battle of the Brick [Video Trailer]


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Dopo 6 anni circa di lavorazione, finalmente arriverà nel 2010 questo meraviglioso corto di 25 minuti interamente realizzato con i LEGO e riguardante l’eterna lotta tra Red e Blue sulla mappa multiplayer di Halo 3, Zanzibar. Il trailer è a dir poco fantastico, aspettiamo di vedere l’opera completa!

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[Recensione Call of Duty] Modern Warfare 2 e la sua campagna di luci e ombre


Attesissimo. Pubblicizzatissimo. Contestatissimo. Per qualche settimana ha monopolizzato il mercato dei videogiochi, per mesi resterà fisso nei lettori di console e pc. Infinity Ward torna alla carica col nuovo Call of Duty, strizzando in un disco la consueta campagna single player, il pirotecnico multiplayer e una modalità tutta nuova, Special Ops. In questa sede ci occuperemo di quest’ultima e della campagna, rimandando l’analisi del comparto online per offrire un giudizio più completo dopo qualche settimana di prove concrete.
Impugnate la vostra arma preferita e tenetevi pronti quindi, la guerra non ammette distrazioni!

Quando si deve parlare di un titolo con tante aspettative, non è mai facile prendere una posizione netta. La tendenza è quella di perdonare qualche imprecisione, di concedere a uno sviluppatore blasonato che lancia un grande sequel troppa tolleranza: voglio perciò mettere subito in chiaro che se cercate la recensione di un fanboy, dovete andare altrove.
Call of Duty è una serie straordinaria, divertentissima e spesso entusismante. Il quarto episodio è stato un capolavoro sotto tutti i punti di vista, mentre il quinto ha lasciato i soliti dubbi sullo sfruttamento dell’IP da parte di soggetti diversi dai veri creatori.

Riuscire ad andare oltre Modern Warfare non era affatto facile, anche solo basandosi sulla Campagna. Questo perchè in quel caso tutti abbiamo vissuto momenti indimenticabili, vere e proprie prodezze narrative ed emozionali. La missione coi cecchini, quella del dopo bomba in cui si può solo strisciare e morire: grandi idee perfettamente realizzate, colpi di scena mai prevedibili e in grado di lasciare a bocca aperta (la prima missione, che vedeva la nostra esecuzione è solo un altro esempio…).
Questo è esattamente ciò che manca a questo “seguito”.

La Campagna

La trama in sè, trovata in un cestino dell’immondizia usato da Kojima durante la stesura di quella di un qualsiasi Metal Gear, vede una cospirazione fantapolitica gettare il mondo ben oltre la soglia di un’ennesima guerra mondiale. Russia e Usa si scambiano accuse ed attacchi mentre dal canto nostro saremo impegnati in missioni a spasso per il mondo, a volte per contrastare minacce a volte (non scherzo) per crearne di nuove.
Il tutto è narrato in modo estremamente approssimativo, dato che si ha una certa difficoltà a capire bene lo sviluppo della vicenda: troppi salti e personaggi poco carismatici concludono un quadro generale di desolante profondità.
Il riciclo dei colpi di scena, con uccisioni “improvvise” o situazioni già viste, condisce una modalità che vive di rarissimi picchi, soprattutto se ripensiamo al discorso delle aspettative: centinaia di screenshot diffusi, con la stazione spaziale e i subacquei,  avevano fatto alzare la mia soglia d’attenzione verso missioni completamente innovative… peccato che all’atto pratico queste due ambientazioni siano poco più che scene d’inframezzo.

Per fortuna c’è il comparto tecnico, assolutamente di prim’ordine: graficamente la serie ha sempre espresso grandissima qualità, e anche in questo caso tra ambientazioni pittoresche (le favelas) o sensazionali (l’incursione nelle grotte), l’occhio è continuamente rapito da svavillante bellezza e intensità.
Al pari dell’orecchio, ancora una volta fiore all’occhiello di Infinity Ward: a patto di giocare a un volume accettabile, la sensazione di trovarsi in pieno conflitto è garantita dagli effetti delle armi ed esplosioni, sensazionali come al solito.
In un titolo del genere è ovvio che il fulcro debbano essere gli scontri e la sensazione di realismo che è capace di trasmettere, e su questo l’ennesimo COD è semplicemente perfetto. Gli agguati, i pericoli ad ogni angolo, le sezioni stealth contribuiscono a creare un insieme di devastante impatto, che lascia il giocatore davvero a bocca spalancata, sempre pronto a chiedere ancora più azione, più caos, più scontri.
Questo è il suo vero e grande difetto: anche a livello Veterano (ampiamente semplificato rispetto ai predecessori) non vi durerà più di otto ore, trascorse però a perdifiato tra scenari impeccabili e irruzioni (brevi momenti stile bullet time), ma con poche memorabilia, tra cui spicca un fenomenale scontro finale, che vi ripagherà di tutte le frustrazioni patite per arrivarci.

Discorso a parte, molto delicato, merita la terza missione single player, quella che ha causato un po’ di rumore sui media e la rimozione dagli scaffali russi del gioco.
In essa saremo un agente americano infiltrato in un’organizzazione terroristica russa, impegnata in un’azione dimostrativa: un attentato in aereoporto.
Trovarsi di fronte a questo scenario senza essere pronti può essere un pugno nello stomaco, perchè il tutto prende il via con l’irruzione nel terminal, la fuga dei civili e i nostri compagni che iniziano a prenderli di mira per buoni 5 minuti di livello in cui bisogna solo avanzare ed eliminare quante più persone possibili, fino all’arrivo della polizia e il conseguente ritorno a dinamiche più consuete in un fps.
La durezza di questa parte del gioco è tale che lo stesso vi richiederà in un paio di occasioni se siete disposti ad affrontarla, sottolineando anche che in termini di gioco in sè, trofei e obiettivi non cambierà nulla: credo che però sarete voi, come me, l’aspetto più interessante di questa vicenda.

La vostra reazione di fronte a una violenza su inermi civili sarà quello che più di ogni altro vi resterà impresso nella memoria. Non c’è punteggio, non c’è obiettivo, non c’è utilità nè nello sparare a tutti, nè nell’evitare di uccidere: il grande successo di Infinity Ward è quello di dimostrare praticamente quanto insensata sia la violenza, quanto tutto questo non possa che lasciare vuoti, inermi, senza parole.
Quando sentirete qualcuno criticarla perchè “diseducativa“, buttategli in faccia la realtà: nessuno può parlare senza aver messo mano, nessuno sa come ci si senta mentre si segue il “richiamo del dovere”, soprattutto quando questo viene interpretato in tutte le direzioni…

Special Operations

Per quanto riguarda le Special Ops, sono la vera innovazione introdotta in questo CODMW2 e rappresentano la risposta alle modalità cooperative che trabordano in tutti i giochi di oggi. Vere e proprie sfide da affrontare da soli o con un compagno, coprono tutte le sfaccettature del gioco: ve ne sono stealth, di difesa contro orde continue di nemici, corse a tempo, irruzioni e attacchi vari, il tutto in tre livelli di difficoltà diversi.
Un’aggiunta non da poco ma soprattutto la degna compensazione per le mancanze di longevità del single, dato che riuscire a completare ogni sfida richiederà molto tempo, e ancora più pazienza. Un punto nettamente a favore di Infinity Ward e non un’introduzione fine a se stessa, il degno filo conduttore tra campagna e multi online.
Se avete presente la sindrome “solo un’altra e poi smetto”, tipica del giocatore di puzzle game, riuscirete a capire quanto possa essere piacevolmente additivo provare e riprovare a migliorare i propri risultati, cercando in ogni modo di non allertare quella guardia o impostare al meglio una curva dannatamente stretta per la vostra motoslitta.
Di certo non si tratta di una modalità eterna, perchè la frustrazione in alcune missioni raggiunge e supera ampiamente il limite di bestemmie quotidiane consentite, ma finchè la fiamma della sfida brucerà i vostri polpastrelli state sicuri che continuerete a tentare.

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La Bibbia videogiocata: quando la realtà supera l’immaginazione


“Il Signore agisce per vie misteriose” è la frase con cui molte persone giustificano le stranezze del destino e della vita.
E’ una frase adattissima alla notizia di oggi, lo sbarco della Bibbia tra i “giochi” indipendenti disponibili per Xbox 360.
Un’idea folle o un compendio necessario per ogni giocatore come Cristo comanda?

Il videogiocatore medio nella propria esistenza ludica commette decine di migliaia di peccati: uccisioni e maltrattamenti vari ai danni di qualsiasi essere vivente, furti e rapine, sesso mercenario e non, desiderare la donna del protagonista di turno, spesso e volentieri eliminare il proprio padre-traditore… il tutto senza contare le imprecazioni di varia natura che schizzano fuori dalle bocche nelle partite multiplayer più concitate.

Per salvare l’anima di costoro, per “aiutare i giovani ministri di culto” nella loro attività quotidiane con i ragazzi, per dare un’immagine attuale, nonchè per ottenere una parte dei 5 dollari (400 MP) che Bible Navigator X costerà, B&H Publishing Group ha avuto questa curiosa idea, portando uno dei più importanti testi sacri direttamente nelle nostre console.
Sarà possibile aggiungere bookmarks a piacimento, così come consultare il testo integrale (Vecchio e Nuovo Testamento) o vedere video (?), il tutto sfruttando solo il nostro bel controller. Curiosamente l’uscita è prevista per i primi giorni di dicembre, quindi per la messa di Natale sarete prontissimi.

E ora, un po’ di facile ironia e false notizie in proposito:

1) il primo DLC previsto sarà “Vangeli e Atti degli Apostoli” al prezzo speciale di 30 denari; chi effettuerà il preorder potrà scaricare gratis i Vangeli Apocrifi;
2) la versione Wii sarà compatibile con  Baby and Me: potrete battezzare da voi il bambolotto incluso nella confezione;
3) al primo avvio un chiaro disclaimer del PEGI avviserà i vostri genitori che tale software contiene scene violente, uso di alcol, paura, gioco d’azzardo e discriminazione. Alla luce di ciò direi che almeno un 16+ non glielo leverà nessuno!

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