Queste immagini da una parte sono “raccapriccianti”: un videogioco può arrivare a tanto, in Asia (Corea del sud e Cina)? A farti utilizzare le mani in una maniera così innaturalmente veloce? Immaginate che stress sulle cartilagini, immaginate il dolore dopo anni di competizione ai massimi livelli. Certo, poi immaginate i soldi, la celebrità, l’essere riconosciuto per le strade da qualunque ragazzina perchè siete dei Pro Gamer, gli autografi e soprattutto il “lavoro più bello del mondo”, cioè Vivere Giocando.
Insomma assolutamente bellissimo e istruttivo questo video sulla velocità richiesta per giocare a Starcraft e a Warcraft III a livelli competitivi. I due giochi, non me ne vogliano i supporters di tutti gli altri “netgames”, sono assolutamente i più difficili da padroneggiare e in cui emergere anche per questo motivo, la velocità richiesta. Sapete cosa sono le APM? Appunto, actions per minutes, azioni al minuto. Ogni click del mouse o ogni comando impartito da tastiera (che non sia ovviamente un semplice scrolling dello schermo) corrisponde ad un azione. Come avrete potuto vedere da soli nel video un giocatore professionista coreano “gira” tra le 200 e le 300 APM. Ripetiamo insieme: trecento azioni al minuto. Significa, 5 in un secondo. Nel tempo in cui voi avete letto questa frase, Moon (che nel video è il secondo a parlare e con il quale io ho una foto insieme) ha compiuto 10 azioni sulla tastiera… sempre che voi ci abbiate messo 2 secondi.
Ovviamente la velocità non è tutto, sia chiaro. Senza strategia, coraggio, concentrazione… si perde. Io per esempio “ai miei tempi” ero molto veloce sulla tastiera. Uno di quelli più osservati e ammirati. Sono arrivato ad avere 240 APM in una partita di torneo… sono tante, sono da coreano. Però beh, non ero di certo forte come Cafone (che comunque era veloce almeno quanto me) o altri.
Quindi, progamer del futuro, non vi preoccupate. Anche con poche APM, potreste fare una carriera sfolgorante nel meraviglioso mondo del netgaming.
Ok, ho accumulato una base di ore di gioco sufficiente a scrivere cosa dovete aspettarvi dal multiplayer del nuovo Call of Duty, Modern Warfare 2. Così dopo la recensione di Fucktotum e la notizia sulla solidarietà di Activision, abbiamo finito di parlare, per ora, del nuovo capolavoro di Infinity Ward.
In verità quest’articolo è inutile. Nessuno di voi lo leggerà prima di comprare il gioco. Questo perchè la maggior parte di voi ha già una copia di Modern Warfare 2 che gira sulla sua console/PC. O sbaglio?
Partiamo dal principio. Si può migliorare qualcosa di perfetto? Si può migliorare l’unico multiplayer che ha scalzato Halo 3 dalla classifica dei giochi più giocati su Xbox Live? Si può davvero pensare di arrivare oltre alla cima più alta del mondo?
Si, si può fare, costruendo una montagna ancora più alta.
E’ questo il punto da cui i programmatori di Infinity Ward sono partiti: aggiungere. Inutile citare Call of Duty World of War di Treyarch che, nonostante un buon multiplayer, non è un giusto paragone. Modern Warfare 2 è esattamente figlio del gioco da cui prende il nome ed è rispetto a quello che è migliorato, aumentando l’esperienza multiplayer in ogni direzione possibile.
Più armi, più perk, più opzioni, più personalizzazioni, più livelli (nelle armi, nelle perk ecc), più bonus, più mappe, più modalità, più giocatori. Quest’ultimo punto è fondamentale: nonostante MW2 non abbia goduto di un battage pubblicitario enorme il gioco è praticamente uno dei più venduti della storia a sole 3 settimane dall’uscita. Solamente al day one ha venduto qualcosa come 5 milioni di copie: per l’esattezza quattro punto sette milioni di copie in 24 ore.
Apro una parentesi.
Avete presente gli Oasis? Si la band musicale di “brit pop” costituita da due fratelli ch al posto di cantare se le danno di santa ragione? Beh gli Oasis hanno venduto circa 70 milioni di dischi nella loro carriera, fino ad oggi. La serie Call of Duty ha venduto 50 milioni di copie generando circa 3 miliardi di dollari per le contentissime casse di Activision. Inventato da Infinity Ward “solo” 6 anni fa, il franchise può al momento essere considerato il “una delle esperienze di entertainment più viste e segute della storia dell’umanità”. Parole di Bobby Kotick, presidente di Activision Blizzard.
Chiuso questo discorso sui numeri, torniamo a parlare di videogiochi. Dopo la lista infinita di “più” riportata 2 capoversi più sopra, è giusto parlare di qualcosa che prima c’era e che ora manca, giusto? Rispetto a Modern Warfare, il nuovo capitolo, ha completamente perso qualunque “orpello” per i videogiocatori più competitivi. Server dedicati e modalità per “pro” (giocatori di livello) sono sparite, così come il supporto a chi vuole giocare “sul serio” (non c’è più la console per modificare nel dettaglio le configurazioni nella versione per PC). In tal proposito Infinity Ward in persona ha espressamente dichiarato “Non ci interessa il gaming competitivo“. Diciamo che, in buona sostanza, queste modifiche e le precedenti hanno reso il titolo più “casual”. Se vogliamo è diventato più “facile”: più giochi, più livelli hai, più armi potenti hai, più vinci. L’equazione skill = risultati, è stata stravolta.
Scusate se salto di palo in frasca ma volevo mettere in chiaro un altro punto. Questo è un blog seguito prevalentemente da netgamers. Ci sono circa 1000 visitatori al giorno ma, i fedelissimi, vengono dalla mia esperienza come “netgamer” e telecronista di eventi, perchè si aspettano sempre che AKirA risolva la situazione e porti avanti la loro causa.
Ed AKirA in tutti questi anni l’ha sempre fatto. E lo farebbe anche in questo momento, stroncando con un brutto voto Modern Warfare 2… ma non può.
Questo perchè in una recensione, bisogna essere più oggettivi. Scusate quindi ragazzi miei se dirò qualcosa che potrebbe addirittura “ferirvi” ma: come si fa a criticare la scelta di Infinity Ward?
I videogiochi, si sa, stanno diventando sempre più di massa e come vi ho fatto notare prima questo, se possibile, è il videogioco più di massa che c’è o quasi. Certo non è WiiFit (ma quello non è un videogioco) ma è il WiiSport dei videogiocatori “seri”, degli hardcore, degli appassionati. E’ il titolo che se non lo hai sei veramente fuori. Ti possono piacere gli RPG, gli strategici o gli sportivi: ma sei hai una Xbox 360 o una PS3 e non hai Modern Warfare 2, sei veramente “out”. Mentre tutti i tuoi amici in lista giocano alla guerra, tu stai da solo in un cantuccio.
Per questo preciso motivo, è evidente, la scelta di Infinity Ward è sacrosanta: hanno allargato ancora di più i possibili giocatori, rendendo più personale l’esperienza di gioco e più malleabile la curva di apprendimento e la difficoltà. Con piccoli accorgimenti hanno reso possibile anche per il “niubbo” procedere di livello (ad esempio, dopo una serie negativa, si prendono più punti con un solo frag: geniale) ed hanno trasformato in un’enciclopedia le possibilità date ai giocatori con più tempo.
Alla fine se uno vuole fare un torneo lo può fare. Mette un server dedicato, cambia le impostazione come meglio crede, e leva tutte quelle opzioni che “rovinano” l’esperienza di una clanwar, esaltando solamente il lato “tecnico” delle sfide. Maggiore preparazione (che è differente da “livello” o tempo speso) torna a significare maggiori risultati.
Ma è assolutamente impensabile che per un pugno di player che vuole “giocare seriamente” ad un suo titolo, per un manipolo di “fissati”, una società rinunci a fare un gioco meno soddisfacente per tutti i restanti esseri umani.
Quindi, lasciate perdere il multiplayer competitivo, Modern Warfare 2 è l’esperienza for fun definitiva, probabilmente il videogioco perfetto da giocare in compagnia (quantomeno nel suo genere).
Il nuovo Everest è stato costruito: sotto a chi tocca per provare ad alzare ancora una volta, l’asticella della difficoltà.
Come sapete tutti io sono un “fanatico”, un appassionato, un esperto, un quellochevipareavoi dei tornei di videogiochi.
Dagli albori di questo fenomeno d’aggregazione, perchè secondo me i LAN party sono proprio questo, ho cercato di seguirne l’evoluzione in Italia partecipando, pensate un po’, a tutte le maggiori competizioni create per il nostro paese, online e offline. Dal 1999 ad oggi, non ho perso un evento degno di questo nome a parte qualche lannetta familiare.
Sono stato testimone del primo LAN Party che coinvolgesse tutta la penisola e tutti i giochi organizzato a Firenze al Palatenda (che caldo): circa 400 giocatori. L’anno dopo è stata la volta del primo ILP, Italian Lan Party, organizzato da ANVI, al palazzetto dello sport di Firenze: poco meno di 1000 giocatori. E poi la prima NGILAN, nel 2002 se non sbaglio: più di 1000 giocatori. Questi eventi erano tutti BYOC, cioè bring your own PC, significa che tutti i giocatori portavano il proprio computer da casa. Nel 2004 cominciai ad avere la passione per i video e decisi di portare la telecamera all’ultimo LAN Party dove risultavo ancora capoclan dei SoL, Sons of Law, ormai estinti. SMAUILP 2004 fu l’evento più grande e impressionante mai organizzato in Italia, il primo in cui io feci un video (quello che vedete qui sopra), l’inizio della fine. Circa 1000 PC portati dall’organizzazione per altrettanti giocatori, più altri 200 PC dell’area “VIP” per tornei dal montepremi stratosferico a cui intervennero i più grandi giocatori di tutta Europa di Warcraft 3 e Call of Duty. Eppure, come detto poco fa, questo evento segna nostro malgrado l’incipit di una parabola discendente in questi eventi e nel netgaming stesso che si è sempre più svuotato.
L’ultimo LAN PArty al quale sono stato, bellissimo per carità, è stata la Dema Zone LAN: circa 80 giocatori. Avete letto bene, da 1000… a 80 . Aiuto! I netgamers stanno sparendo!
Perchè? Tanti motivi. Troppi per elencarli tutti in un unico post che vuole parlare d’altro. Uno su tutti è che il gaming su PC non sta andando tanto bene, soprattutto in Italia. E allora, per riempire di nuovo i palazzetti, quale è il futuro degli Sport Elettronici? Cosa dobbiamo fare?
Semplice, come ho già detto spesso, spalancare il nostro “cuore” di nazipcisti (l’ho letto in un forum ) alle console! E quindi, innanzitutto, cercare di far crescere quella che probabilmente sarà la lega più importante per tornei di console in Europa, se si muove bene, cioè CSL, Consoles Sports League il prolungamento della potente ESL sul mercato delle macchine da gioco Microsoft, Sony e Nintendo.
Beh dopo la scorpacciata di news dei giorni scorsi, relative all’E3, vi sarà salita una voglia di giocare mica da ridere (come al sottoscritto). Quale migliore occasione, quindi, di un bel torneo con gli amici? Beh il sito giusto è proprio www.consoles.net ! Iscrivetevi, mettete il sito in italiano e buttatevi nell’arena. Ci sono dei bei premi e, speriamo, anche della grandi notizie in serbo per voi (io sogno, ogni notte, una EPS, cioè un campionato di Serie A con finali dal vivo e un montepremi da 25.000$ per console; per saperne di più ho scritto il post Finali EPS: gli Sport Elettronici in 5 punti)
Beh, un po’ si! Sapete che a darmi retta ci si guadagna sempre Comunque sia la differenza tra CSL e questi ultimi siti, però, è evidente. Il primo ha un infrastruttura creata apposta per organizzare tornei, ladder e chi più ne ha più ne metta. Gli altri invece sono tutti via forum. Insomma CSL è un po’ più professionale, mentre gli altri sono molto for fun (non che questo sia un male… anzi in fondo per i giocatori l’importante sono i premi e gli eventi e in questo campo la lotta è serratissima tra tutti i contendenti, scegliete quello che preferite).
E proprio in questi giorni Consoles Sports League sta venendo rilanciato, con delle nuove opening cup e altri tornei. Per saperne di più il link preciso è questo, dove troverete tutte le informazioni necessarie per partecipare e per mettere le vostre manacce sui premi! Sempre che io ve lo permetta…
Insomma, concludendo, come questo video è stato l’inizio della fine (anche se per me è stato importantissimo, per la prima volta, filmare un evento simile: sul mio canale youtube trovate molte testimonianze, italiane o estere, degli eventi ai quali ho partecipato), spero che Consoles sia invece il primo mattone su cui ricostruire la casa del netgaming italiano. Spero di rivedere, davvero, lo spero proprio, un evento con 1000 persone in Italia: tutti ragazzi semplice, genuini e simpatici, con lo stesso pallino, la passione per la sfida e per i videogiochi. La stessa passioneche ormai mi accompagna da più di 10 anni e in cui continuo a credere, credere, credere nonostante i segnali negativi siano ad ogni angolo.
Ma per come mi sento adesso, non mollerò mai. Voi invece?
Sempre chiusi in un ufficio a sognare giorni migliori, prati verdi e spiagge afose.
Vorrei smetterla con questa mezza vita, con questo tempo che mi viene rubato dal mio impiego o dai miei obblighi. Vorrei fare come mi pare, per qualche giorno almeno, per qualche istante. Basterebbe un viaggio, una vacanza? In coda per prendere l’aereo, in coda per prendere da mangiare, in coda per vedere un museo… no, non mi basta. Allora una giornata a dormire su un prato, beh questo già va meglio, ma non mi farebbe dimenticare i miei guai.
Voglio un posto e un tempo che diventi magico, che si trasformi e che mi trasformi, da angelo a demone, o il contrario, se vi va. Desidero condividere con altri quest’esperienza di totale divertimento e totale assorbimento. Voglio tornare che mi sembra ancora di non essere partito. Una brutta sensazione, lo so, ma vorrebbe dire che il tempo mi è letteralmente volato.
Allora, di cosa ho bisogno secondo voi?
Di un LANParty, ovvio!
Una 3 giorni di videogame, partite e tornei,nuda e cruda: h 24. Per fraggare gente, gonfiare reti, strillare in un microfono tutta la mia rabbia/gioia per una sconfitta/vittoria.
Ma in questo paese distrutto dall’individualismo ci hanno tolto anche le LAN. Non ce ne sono più. Una volta c’era NGILAN; cazzo quanti ricordi. Ho partecipato a tutte le edizioni. NGILAN 2002, 2003, 2004, 2005 e 2006. In una sola occasione ho racconato con un video quello che ho visto. L’autodromo di Monza pieno di appassionati di Counterstrike, Starcraft, Warcraft, Warhammer 40000 Dawn of War, Call of Duty che si davano battaglia nel segno della sfida, quella sana, quella sportiva.
Ragazzi semplici, persone a modo, che in un modo o nell’altro non dimentecherò mai. Avversari prima di tutto, ma amici subito dopo, con cui ho condiviso momenti bellissimi. Questo video racconta proprio NGI LAN 2005 ed è ormai un ricordo sbiadito di 4 anni fa, perchè questo evento non c’è più, non c’è più dal 2006.
Ma quest’anno è andata anche peggio. Ci hanno levato anche la Pro LAN, rimandata a data da destinarsi…
Siamo stati ufficialmente abbandonati, noi netgamers, la nostra vita rimarrà dove è, ancorata ad una sedia con la pelle illuminata dal chiarore di un monitor… con in torno nessuno con cui giocare. Nelle cuffie un teamspeak pieno, negli occhi solo e assolutamente la nostra immagine riflessa nello schermo spento.
…
Vi ho messo tristezza? Avrei dovuto farlo. Perchè se quest’anno fosse stato senza LAN, effettivamente, sarei stato molto triste anche io. Ma questo post è qui per dire tutto il contrario, invece, sarà un anno pieno di LAN ragazzi, ve lo prometto! E mantengo subito quanto scritto dando spazio alla prima edizione della Dema Zone LAN, organizzata appunto dallo shop Dema Zone. Qui sotto troverete il “flyer” (posso chiamarlo tale) con le varie informazioni, reperibili anche sul sito ufficiale.
Vi do appuntamento a Monteviglio, 23 e 24 Maggio 09, ci saranno 20.000€ in premi da vincere.
Pronti ad entrare nuovamente nell’arena? Pro Evolution Soccer, Call of Duty 4 e RFactor. Il tutto organizzato anche dai ragazzi di ESM, Esport Magazine, una rivista online di Sport Elettronici.
Non tutti i videogiocatori sono uguali. E non mi riferisco solo alla differenza che intercorre tra il giocatore della domenica e il teorico del videogame. Esistono infatti due modi diversissimi di dedicare la maggior parte del proprio tempo libero ai videogiochi; una frase del genere, fino a dieci anni fa, avrebbe significato esclusivamente provare molti titoli diversi, cercando di finire quelli appassionanti. Con l’avvento di internet e con la proliferazione del netgaming non è più così. La competizione, in molti giocatori, ha preso il sopravvento e molti atteggiamenti codificati dell’homoludens non sono più gli stessi.
E’ possibile giocare per anni esclusivamente allo stesso titolo, pur di diventare più forti dei propri avversari: lo scopo è raggiungere la vetta della community. Il tetto del proprio mondo. Non è poco, per chi è stato rapito dai videogiochi online come Counterstrike, e le soddisfazioni indescrivibili nel vincere un torneo funzionano da giusta ricompensa. Ecco perché il netgaming somiglia molto di più all’allenarsi in uno sport che al fruire di un’opera videoludica in maniera classica, divertendosi con l’interazione oppure con la trama. Ecco perché i più importanti videogiochi multiplayer del mondo, quelli in cui la competizione è diventata globale, prendono il nome di Sport Elettronici. Chi li pratica è addirittura definito un cyber-atleta, termine che evidentemente non identifica un terminator mentre corre i cento metri.
Anch’io sono stato un netgamer: personalmente ho passato circa tre anni della mia vita giocando solo a Starcraft, senza mai “spezzare” il ritmo di allenamento con un nuovo episodio di Zelda o l’ultima avventura di Solid Snake. Dal mio ingresso nell’arena di Battle.net sono esistiti solo Terran, Zerg e Protoss: mi ero volutamente dimenticato che vestire una tunica verde regalasse emozioni indescrivibili. Il risultato da raggiungere è il frag, la vittoria; io l’ho inseguita anni fa, e quelli come me continuano ora sulla stessa strada. La sfida, quando è sana, rappresenta il divertimento.
Da questa consapevolezza nasce una riflessione: il “Popolo del Joystick”, come l’ha definito J. C. Herz nell’omonimo libro (Feltrinelli, €18,08), non è un’unica nazione o almeno non è così unita come l’autrice la dipinge. Esiste anche il “Popolo del Frag”; e sebbene in Starcraft, in verità, non ci fosse nessuno da fraggare, anche io sento di appartenervi. Ci sono precisi ed evidenti indicatori che lo dimostrano. Ve ne riporto alcuni.
I netgamers hanno un comportamento spesso non inquadrabile nello stereotipo dell’hardcore gamer medio. Mentre quest’ultimo compra almeno un videogioco al mese, un netgamer compra solo l’episodio successivo del titolo a cui sta giocando. Da un acquisto all’altro, quindi, potrebbero passare anni. Inoltre il computer di un appassionato di videogiochi ha una forma riconoscibile, quello di un netgamer sembra un’astronave ed è pieno di costosissimi orpelli. Le cuffie devono permettere di ascoltare ogni minimo passo del nemico, la tastiera deve garantire precisione e affidabilità; il PC stesso deve mantenere costante il numero di frame per secondo. Inoltre, appena esce un nuovo mouse che può far migliorare anche di un centesimo le prestazioni nell’arena virtuale, il netgamer non può fare a meno di acquistarlo.
Ecco spiegato perché ad investire nel fenomeno, sponsorizzando i circuiti torneistici internazionali più prestigiosi, sono i produttori di hardware piuttosto che quelli di software.
Questo per quanto riguarda il mondo del netgaming su computer; ma anche su console i netgamer sono perfettamente riconoscibili: alcuni giocatori di Call Of Duty 4 sul Live non hanno neanche un punto obiettivo (pazzi… verranno sicuramente puniti dal santo protettore degli achievement: Ualone!). Quelli sono di sicuro dei cyber-atleti: hanno comprato una copia del capolavoro Activision solamente per sfidarsi online, senza interessarsi minimamente al fantastico prodotto che si ritrovano nel vano della console. Un classico comportamento di chi ama il multiplayer: Cafone ad esempio, uno dei più grandi giocatori di Warcraft III mai esistiti in Italia, probabilmente non ha mai nemmeno provato la modalità giocatore singolo nella sua specialità. Come già detto, infatti, per un netgamer conta solo il punteggio a fine mappa: deve essere maggiore di quello dei propri amici.
L’aspetto sociale, quindi, è l’altra differenza fondamentale nell’approccio con il videogioco. Molti netgamer non ne avevano mai visto uno fino a che qualcuno non li ha “iniziati” a World of Warcraft o similia. Online hanno trovato connessi gli amici della vita reale, insieme a nuove persone da scoprire: per questo si sono appassionati e innamorati dei mondi virtuali. Il netgamer medio infatti non viene attratto da un videogioco grazie a un trailer ben riuscito o ad una bella pubblicità: il meccanismo di coinvolgimento è totalmente virale. I nuovi giocatori vengono convinti da qualche amico a iniziare una carriera su internet; in fondo chiunque si annoierebbe presto senza uno sparring partner da prendere in giro e con cui migliorarsi.
Ripensando a queste ultime righe mi viene in mente che ciò che più mi ha attratto nei miei anni di netgaming non è stato vincere: piuttosto imparare sempre qualcosa dagli avversari che ho avuto, dagli amici con cui ho condiviso le mie partite.
Senza di loro, anche il trionfo più importante non avrebbe significato nulla.
Da Game Pro 13 di Giugno 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete“
Come promesso eccovi il post che racchiude l’opinione di Inside The Game, cioè la mia e quella di Fucktotum, riguardo ai migliori giochi usciti nel 2008.
Come starete già vedendo dal video sovrastante il post, questa volta ho preferito usare uno strumento “diverso” per stilare la mia persona classifica, tutta. Piuttosto che premiare con un video il gioco dell’anno (curiosità, la colonna sonora è dei Faunts e si chiama M4 Part 2, l’ho scelta perchè è la musica di sottofondo nei “credits” di Mass Effect, uno dei più bei videogiochi dell’anno scorso che però non trovò posto nella mia classifica visto che l’ho giocato nel 2008: mi sentivo in dovere di elogiare in qualche modo questa perla di programmazione), come 365 giorni fa, meglio premiare tutti e 10 i protagonisti di questo 2008 storico. Se pensavo che il 2007 fosse stato il miglior anno, a livello qualitativo, per l’industria dell’intrattenimento elettronico, devo ricredermi: questo è stato di gran lunga l’annata DOC. Conservate le bottiglie.
Abbiamo cominciato l’anno con Grand Theft Auto 4, ad Aprile e tutti abbiamo steso il tappeto rosso a Nico, che è entrato nelle nostre case trasportandoci nella migliore ricostruzione virtuale di sempre, quella di Liberty City. Ma l’estate porta caldo, il caldo vacanze strane, le vacanze strane portano ad un viaggio con Avventure nel Mondo e quest’ultime portano serpenti! Uno è sbucato sulla mia PS3, un “Solid Snake” e mi ha lasciato di sasso: era Metal Gear Solid 4!
Poi è stato una specie di attacco continuo e quasi senza senso di produzioni tripla AAA o comunque da giocare: Geometry Wars 2 (e via a sparare alla geometria, un sogno che si avvera ), Braid (il titolo che più mi ha stupito quest’anno, senza subbio il più affascinante), de Blob (se penso a questo gioco mi metto a ballare… ) Dead Space (ancora me la faccio sotto; ma tornerò sulla Ishimura per un po’ di achievement), Fallout 3 (“Do you want to set the World on fireeeee”), Gears of War 2 (veramente epico, anche in multiplayer io mi diverto molto a reggere orde su orde), Mirror’s Edge (ne ho parlato ieri, la mia opinione sul lavoro DICE è altissima), Little Big Planet (il post lo rimandiamo all’anno prossimo… devo ancora provarlo a fondo).
E’ stato un anno di cambiamenti, di rischi di super grafica di grandi ritorni… un anno da passare attaccati al pad visto che oltretutto sono usciti anche tanti altri titoli degni di nota, molti dei quali non ho avuto tempo di provarli: mi riferisco a Spore, World of Warcraft: Wrath of the Lich King, Viva Pinata Trouble in Paradise, No More Heroes, Fable 2, Castlevania: Order of Ecclesia, Rock Band 2, Far Cry 2, Red Alert 3, ecc… Altri ancora invece li ho giocati ma non li abbiamo inseriti, per un motivo o per l’altro, in top 10… alcuni esempi? Guitar Hero World Tour, Ninja Gaiden 2, Il potere della Forza, Castle Crashers.
Insomma guardo la lista qui sopra e rimango di stucco, quasi non ci credo. E devo ancora aggiungere i titoli tripla A che ho giocato e mi hanno deluso. In fondo aspettavo con ansia l’avvento di Too Human o il nuovo Call of Duty World At War oppure Alone in The Dark: li ho provati, finendo il primo e il terzo e sono rimasto alquanto scontento, ma vanno comunque annoverati in questo palcoscenico chiamato 2008 tra i grandi nomi.
Quasi dimenticavo i non giochi, che poi hanno venduto molto più di questi titoloni. Uno su tutti? WiiFit… e la lista si allunga!
Insomma… ma di che anno stiamo parlando? Signori, io sinceramente tutti questi gioconi non l’ho mai visti e stilare una top 10 è stato difficilissimo. Eppure abbiamo voluto premiare i nostri gusti e, come al solito, parlare col cuore piuttosto che con la mente. In fondo, c’è anche scritto un po’ ovunque nel video, Inside The Game.
Detto questo, quindi, non arrabbiatevi se non avete visto il vostro beniamino in classifica, il prossimo anno progettiamo nomination e votazioni, anche perchè se il 2009 rispecchierà la tendenza di questo “uno-due” che sono stati 07 e 08… mi devo far clonare a breve e quindi in due akiri saremo in grado di sostenere tutta la votazione e relative bagarre!
Conoscete un buon clonatore?
Buona visione e sopprattutto buon anno a tutti!!! Videogiocatori e non (questa volta mi sento buono ).