Domani 22 Febbraio 2010 sarà una data da ricordare. Perchè? Perchè esce in anticipo Heavy Rain (già recensito su Inside The Game, per la cronaca, da Jabba qui)?
No.
Sarà un giorno da ricordare per tutti i netgamer o, almeno, lo spero; sarà disponibile infatti sul sito www.esportitalia.com il primo numero di un magazine in pdf molto particolare. Una rivista scritta da netgamer, per altri netgamer e prodotta da FNIGE, una nuova federazione nazionale interessata al videogioco competitivo, di cui avevamo già parlato in occasione del Roma Videogames Festival.
Non voglio assolutamente farmi dell’auto pubblicità, non è questa la sede, ma di certo non posso tacere il dettaglio che su questa rivista c’ho sudato l’anima nelle passate nottati visto che ne sono il direttore. Ovviamente, per trasparenza, ammetto anche che l’idea non è assolutamente mia: io ho solamente dato corpo a questo progetto che era da mesi nella mente di FNIGE (che mi ha contattato a inizio Settembre, la prima volta) e soprattutto del suo presidente Sebastiano Silluzio.
Se ho avuto quindi l’opportunità di dirigere alcuni dei più taltentuosi scrittori di netgaming in Italia per questo primo numero lo devo soprattutto a Sebastiano e rubo solo questa riga per ringraziarlo.
Torno quindi velocemente a parlare del progetto eSport Italia: una rivista dove troverete un sacco di articoli dedicati al netgaming e agli Sport Elettronici scritti da quelle che spero un giorno diventeranno delle grandi firme in questo panorama. Ora come ora, in uno scenario così acerbo da non avere nemmeno un sito di riferimento se non dei portali legati alle aziende di competenza che operano nel settore, è difficile in verità usare un termine così ampio come “panorama”.
La speranza però è proprio quella di dare un punto solido e fermo alle nuove generazioni di netgamer sperando che l’esempio dei primi “pionieri” del giornalismo esportivo (consentetemi questo neologismo) possa essere d’aiuto per coloro che verranno in tutte le figure necessarie. In fondo abbiamo bisogno di giocatori, e questo è chiaro, ma anche di giornalisti, telecronisti, admin, organizzatori ecc ecc.
Ma per essere realmente vista come delle fondamenta significative, eSport Italia non deve avere bandiere e deve essere libera. Nonostante nasca sotto la bandiera di FNIGE, una federazione che si è appena affacciata nel mondo dell’eSport ed ha ancora tutto da dimostrare, la rivista tratterà gli argomenti più disparati e cercherà di abbracciare tutte le iniziative italiane nate sotto la bandiera del netgaming.
Sperando che il motto “unire e non dividere”, quindi, accompagni eSport Italia e l’idea sotto la quale è nata aspetterò insieme a voi domani per sfogliare questo primo numero della rivista e sapere cosa ne pensate. Come immaginate il vostro giudizio farà parte dei mattoni sui quali costruiremo tutti i futuri numeri, non dimenticandoci che nonostante io sia soddisfatto del lavoro svolto (nonostante il particolare periodo che sto vivendo, troppo pieno di impegni che molte volte non riesco a portare a termine come vorrei), c’è sempre molto da migliorare.
Sfoglia qui sotto il numero 1 di eSport Italia.


Sembra che la stagione dei tornei, per chi è appassionato di Street Fighter IV, abbia il suo culmine in questo freddo autunno, che domenica verrà riscaldato dalle fiamme dell’Inferno, addirittura. Dell’Inferno Cyber League (con 2350€ di montepremi), il primo torneo organizzato dai ragazzi degli
E’ appena terminata la fase a gironi e la rosa dei partecipanti, dai 28 iniziali, si è ridotta a 16 (ottavi di finale con winner e loser bracket). Ovviamente siamo qui al locale 1Up di Garbatella (circuito
Romics non è stato un grandissimo evento a livello di videoludico. Cioè, non è stato granchè lo spettacolo offerto sul palco dei World Cyber Games organizzato da
Tom Taylor ad oggi deve ancora compiere 22 anni. E’ un ragazzo apparentemente timido e introverso, cappellino da baseball sempre in testa e aria stralunata. In realtà la grinta non gli manca ed è un vero e proprio leader, un trascinatore, un’eccellenza. Guadagna circa 150.000$ dollari l’anno, ma i soldi non sono tutto nella vita; la celebrità è molto meglio e a Tom non manca neanche quella.
