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APM, Action per Minutes: quanto è veloce un progamer coreano? Na cifra! [video]


Queste immagini da una parte sono “raccapriccianti”: un videogioco può arrivare a tanto, in Asia (Corea del sud e Cina)? A farti utilizzare le mani in una maniera così innaturalmente veloce? Immaginate che stress sulle cartilagini, immaginate il dolore dopo anni di competizione ai massimi livelli. Certo, poi immaginate i soldi, la celebrità, l’essere riconosciuto per le strade da qualunque ragazzina perchè siete dei Pro Gamer, gli autografi e soprattutto il “lavoro più bello del mondo”, cioè Vivere Giocando.

Insomma assolutamente bellissimo e istruttivo questo video sulla velocità richiesta per giocare a Starcraft e a Warcraft III a livelli competitivi. I due giochi, non me ne vogliano i supporters di tutti gli altri “netgames”, sono assolutamente i più difficili da padroneggiare e in cui emergere anche per questo motivo, la velocità richiesta. Sapete cosa sono le APM? Appunto, actions per minutes, azioni al minuto. Ogni click del mouse o ogni comando impartito da tastiera (che non sia ovviamente un semplice scrolling dello schermo) corrisponde ad un azione. Come avrete potuto vedere da soli nel video un giocatore professionista coreano “gira” tra le 200 e le 300 APM. Ripetiamo insieme: trecento azioni al minuto. Significa, 5 in un secondo. Nel tempo in cui voi avete letto questa frase, Moon (che nel video è il secondo a parlare e con il quale io ho una foto insieme) ha compiuto 10 azioni sulla tastiera… sempre che voi ci abbiate messo 2 secondi.

Ovviamente la velocità non è tutto, sia chiaro. Senza strategia, coraggio, concentrazione… si perde. Io per esempio “ai miei tempi” ero molto veloce sulla tastiera. Uno di quelli più osservati e ammirati. Sono arrivato ad avere 240 APM in una partita di torneo… sono tante, sono da coreano. Però beh, non ero di certo forte come Cafone (che comunque era veloce almeno quanto me) o altri.

Quindi, progamer del futuro, non vi preoccupate. Anche con poche APM, potreste fare una carriera sfolgorante nel meraviglioso mondo del netgaming.

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Il Live presto platinato? [Rumor Xbox Live Platinum]


Quello del net gaming è diventato, negli anni, sempre più uno standard anche per il gioco su console, presentandosi come uno dei fronti più caldi su cui (soprattutto) Sony e Microsoft concentrano annunci, investimenti e una valanga di servizi “accessori”. Da come la vedo io il servizio Live è però ancora una spanna sopra al Network Sony, per contenuti e qualità degli stessi.

E’ notizia delle ultime ore, assolutamente da prendere con la dovuta cautela, che Microsoft starebbe pensando di allargare ulteriormente la propria offerta. L’analista di mercato videoludico Michael Pachter si lancia infatti in una nuova e forse non così azzardata previsione: presto il servizio Live farà un ulteriore salto qualitativo, passando dagli attuali standard Silver e Gold verso la nova offerta Platinum, ovviamente aggiungendo “a lot of cool stuff”.

“Cool stuff” che fanno rima con Internet TV ? Secondo Pachter è molto probabile, considerando che gli attuali membri Gold hanno sì la possibilità di usufruire dei servizi legati a Sky sul proprio account, ma pagando un abbonamento addizionale. Il servizio Platinum consentirebbe di aver a portata di joypad qualsiasi programma televisivo, serie TV e film ad un costo che potrebbe, sempre secondo il vecchio Michael, sfiorare anche i 500$ annui.

Contemporaneamente l’abbonamento Gold sarebbe protagonista di un lieve incremento di prezzo, passando dagli attuali 50 ai 60$ annui.

Previsioni sicuramente interessanti, ma mi chiedo quanto credibili e soprattutto quanto in linea con le necessità degli utenti, che più volte hanno dimostrato di essere maggiormente orientati al puro gioco online piuttosto che all’entertainment accessorio su console.

Facciamo che vi tengo aggiornati perchè questo sarebbe un cambiamento piuttosto importante. A costo di chiamare ogni giorno Pacther con il mio nuovissimo iPhone dalla custodia fuxia shocking!

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Nasce eSport Italia, il magazine dei Netgamer [FNIGE]


Domani 22 Febbraio 2010 sarà una data da ricordare. Perchè? Perchè esce in anticipo Heavy Rain (già recensito su Inside The Game, per la cronaca, da Jabba qui)?

No.

Sarà un giorno da ricordare per tutti i netgamer o, almeno, lo spero; sarà disponibile infatti sul sito www.esportitalia.com il primo numero di un magazine in pdf molto particolare. Una rivista scritta da netgamer, per altri netgamer e prodotta da FNIGE, una nuova federazione nazionale interessata al videogioco competitivo, di cui avevamo già parlato in occasione del Roma Videogames Festival.

Non voglio assolutamente farmi dell’auto pubblicità, non è questa la sede, ma di certo non posso tacere il dettaglio che su questa rivista c’ho sudato l’anima nelle passate nottati visto che ne sono il direttore. Ovviamente, per trasparenza, ammetto anche che l’idea non è assolutamente mia: io ho solamente dato corpo a questo progetto che era da mesi nella mente di FNIGE (che mi ha contattato a inizio Settembre, la prima volta) e soprattutto del suo presidente Sebastiano Silluzio.

Se ho avuto quindi l’opportunità di dirigere alcuni dei più taltentuosi scrittori di netgaming in Italia per questo primo numero lo devo soprattutto a Sebastiano e rubo solo questa riga per ringraziarlo.

Torno quindi velocemente a parlare del progetto eSport Italia: una rivista dove troverete un sacco di articoli dedicati al netgaming e agli Sport Elettronici scritti da quelle che spero un giorno diventeranno delle grandi firme in questo panorama. Ora come ora, in uno scenario così acerbo da non avere nemmeno un sito di riferimento se non dei portali legati alle aziende di competenza che operano nel settore, è difficile in verità usare un termine così ampio come “panorama”.

La speranza però è proprio quella di dare un punto solido e fermo alle nuove generazioni di netgamer sperando che l’esempio dei primi “pionieri” del giornalismo esportivo (consentetemi questo neologismo) possa essere d’aiuto per coloro che verranno in tutte le figure necessarie. In fondo abbiamo bisogno di giocatori, e questo è chiaro, ma anche di giornalisti, telecronisti, admin, organizzatori ecc ecc.

Ma per essere realmente vista come delle fondamenta significative, eSport Italia non deve avere bandiere e deve essere libera. Nonostante nasca sotto la bandiera di FNIGE, una federazione che si è appena affacciata nel mondo dell’eSport ed ha ancora tutto da dimostrare, la rivista tratterà gli argomenti più disparati e cercherà di abbracciare tutte le iniziative italiane nate sotto la bandiera del netgaming.

Sperando che il motto “unire e non dividere”, quindi, accompagni eSport Italia e l’idea sotto la quale è nata aspetterò insieme a voi domani per sfogliare questo primo numero della rivista e sapere cosa ne pensate. Come immaginate il vostro giudizio farà parte dei mattoni sui quali costruiremo tutti i futuri numeri, non dimenticandoci che nonostante io sia soddisfatto del lavoro svolto (nonostante il particolare periodo che sto vivendo, troppo pieno di impegni che molte volte non riesco a portare a termine come vorrei), c’è sempre molto da migliorare.

Sfoglia qui sotto il numero 1 di eSport Italia.

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Vietato chiedere di più [recensione multiplayer Call of Duty Modern Warfare 2]


Ok, ho accumulato una base di ore di gioco sufficiente a scrivere cosa dovete aspettarvi dal multiplayer del nuovo Call of Duty, Modern Warfare 2. Così dopo la recensione di Fucktotum e la notizia sulla solidarietà di Activision, abbiamo finito di parlare, per ora, del nuovo capolavoro di Infinity Ward.

In verità quest’articolo è inutile. Nessuno di voi lo leggerà prima di comprare il gioco. Questo perchè la maggior parte di voi ha già una copia di Modern Warfare 2 che gira sulla sua console/PC.  O sbaglio?

Partiamo dal principio. Si può migliorare qualcosa di perfetto? Si può migliorare l’unico multiplayer che ha scalzato Halo 3 dalla classifica dei giochi più giocati su Xbox Live? Si può davvero pensare di arrivare oltre alla cima più alta del mondo?

Si, si può fare, costruendo una montagna ancora più alta.

E’ questo il punto da cui i programmatori di Infinity Ward sono partiti: aggiungere. Inutile citare Call of Duty World of War di Treyarch che, nonostante un buon multiplayer, non è un giusto paragone. Modern Warfare 2 è esattamente figlio del gioco da cui prende il nome ed è rispetto a quello che è migliorato, aumentando l’esperienza multiplayer in ogni direzione possibile.

Più armi, più perk, più opzioni, più personalizzazioni, più livelli (nelle armi, nelle perk ecc), più bonus, più mappe, più modalità, più giocatori. Quest’ultimo punto è fondamentale: nonostante MW2 non abbia goduto di un battage pubblicitario enorme il gioco è praticamente uno dei più venduti della storia a sole 3 settimane dall’uscita. Solamente al day one ha venduto qualcosa come 5 milioni di copie: per l’esattezza quattro punto sette milioni di copie in 24 ore.

Apro una parentesi.

Avete presente gli Oasis? Si la band musicale di “brit pop” costituita da due fratelli ch al posto di cantare se le danno di santa ragione? Beh gli Oasis hanno venduto circa 70 milioni di dischi nella loro carriera, fino ad oggi. La serie Call of Duty ha venduto 50 milioni di copie generando circa 3 miliardi di dollari per le contentissime casse di Activision. Inventato da Infinity Ward “solo” 6 anni fa, il franchise può al momento essere considerato il “una delle esperienze di entertainment più viste e segute della storia dell’umanità”. Parole di Bobby Kotick, presidente di Activision Blizzard.

Chiuso questo discorso sui numeri, torniamo a parlare di videogiochi. Dopo la lista infinita di “più” riportata 2 capoversi più sopra, è giusto parlare di qualcosa che prima c’era e che ora manca, giusto? Rispetto a Modern Warfare, il nuovo capitolo, ha completamente perso qualunque “orpello” per i videogiocatori più competitivi. Server dedicati e modalità per “pro” (giocatori di livello) sono sparite, così come il supporto a chi vuole giocare “sul serio” (non c’è più la console per modificare nel dettaglio le configurazioni nella versione per PC). In tal proposito Infinity Ward in persona ha espressamente dichiarato “Non ci interessa il gaming competitivo“. Diciamo che, in buona sostanza, queste modifiche e le precedenti hanno reso il titolo più “casual”. Se vogliamo è diventato più “facile”: più giochi, più livelli hai, più armi potenti hai, più vinci. L’equazione skill = risultati, è stata stravolta.

Scusate se salto di palo in frasca ma volevo mettere in chiaro un altro punto. Questo è un blog seguito prevalentemente da netgamers. Ci sono circa 1000 visitatori al giorno ma, i fedelissimi, vengono dalla mia esperienza come “netgamer” e telecronista di eventi, perchè si aspettano sempre che AKirA risolva la situazione e porti avanti la loro causa.

Ed AKirA in tutti questi anni l’ha sempre fatto. E lo farebbe anche in questo momento, stroncando con un brutto voto Modern Warfare 2… ma non può.

Questo perchè in una recensione, bisogna essere più oggettivi. Scusate quindi ragazzi miei se dirò qualcosa che potrebbe addirittura “ferirvi” ma: come si fa a criticare la scelta di Infinity Ward?

I videogiochi, si sa, stanno diventando sempre più di massa e come vi ho fatto notare prima questo, se possibile, è il videogioco più di massa che c’è o quasi. Certo non è WiiFit (ma quello non è un videogioco) ma è il WiiSport dei videogiocatori “seri”, degli hardcore, degli appassionati. E’ il titolo che se non lo hai sei veramente fuori. Ti possono piacere gli RPG, gli strategici o gli sportivi: ma sei hai una Xbox 360 o una PS3 e non hai Modern Warfare 2, sei veramente “out”. Mentre tutti i tuoi amici in lista giocano alla guerra, tu stai da solo in un cantuccio.

Per questo preciso motivo, è evidente, la scelta di Infinity Ward è sacrosanta: hanno allargato ancora di più i possibili giocatori, rendendo più personale l’esperienza di gioco e più malleabile la curva di apprendimento e la difficoltà. Con piccoli accorgimenti hanno reso possibile anche per il “niubbo” procedere di livello (ad esempio, dopo una serie negativa, si prendono più punti con un solo frag: geniale) ed hanno trasformato in un’enciclopedia le possibilità date ai giocatori con più tempo.

Alla fine se uno vuole fare un torneo lo può fare. Mette un server dedicato, cambia le impostazione come meglio crede, e leva tutte quelle opzioni che “rovinano” l’esperienza di una clanwar, esaltando solamente il lato “tecnico” delle sfide. Maggiore preparazione (che è differente da “livello” o tempo speso) torna a significare maggiori risultati.

Ma è assolutamente impensabile che per un pugno di player che vuole “giocare seriamente” ad un suo titolo, per un manipolo di “fissati”, una società rinunci a fare un gioco meno soddisfacente per tutti i restanti esseri umani.

Quindi, lasciate perdere il multiplayer competitivo, Modern Warfare 2 è l’esperienza for fun definitiva, probabilmente il videogioco perfetto da giocare in compagnia (quantomeno nel suo genere).

Il nuovo Everest è stato costruito: sotto a chi tocca per provare ad alzare ancora una volta, l’asticella della difficoltà.

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Voglio una vita da 48 ore al giorno [voglio giocare ad Assassin's Creed 2 e Modern Warfare 2]


Ma uno che deve fare? Cioè, siamo seri. Il mondo dei videogiochi è in continua espansione. Talmente gigantesca che ormai, gli stessi videogiocatori, sono stressati e spaventati da essa. Prendete me: sono un cazzo di hardcore gamer, cerco di giocare a tutto ciò che meriterebbe di essere giocato. Magari 10 titoli l’anno, chessò, non di più. Però c’è anche il “lavoro”, devo provare giochi per scriverne. E poi c’è il netgaming: voglio giocare ad alcuni titoli per skillarmi e diventare forte.

C’è qualcuno che potrebbe spiegarmi come diamine faccio a fare tutto ciò di cui sopra e a lavorare (senza dimenticarmi di portare mia moglie al cinema, una volta ogni tanto) ???

Non voglio aprire polemica o riflettere poi troppo su questo argomento. La risposta è abbastanza semplice: “non hai tempo, non giochi”. Però trovo che sia profondamente ingiusto che l’industria dei videogiochi sia impegnata su 10 fronti diversi in autunno e poi risulti scarna e vuota da Aprile a Agosto. Capisco benissimo che questo periodo è il migliore per pubblicare videogiochi ma, devo davvero rinunciare a giocare un titolo per poi riprenderlo quando nessuno lo sta giocando?

Prendiamo l’oggi. Ho in mano la confezione di Modern Warfare 2 che non ho ancora scartato perchè ero in Cina. Inoltre mi è appena arrivata la telefonata di una grande catena di vendita di videogiochi che mi informa dell’arrivo della mia copia di Assassin’s Creed 2, prenotata mesi fa. Tornerò a casa e… cosa farò?

Tra l’altro quasi mi vergogno di dover ancora finire Brutal Legend e Uncharted 2 che stavo giocando in contemporenea. Voglio infatti recensire entrambi sul blog prima di darmi ad altro ma la tentazione di giocare MW2 online è davvero troppa mentre quella di far vedere a mia moglie l’inizio di Assassin’s Creed 2 è ancora di più.

Come finirà questa storia? Che il mio cervello non riuscirà a prendere una decisione e mi guarderò un film perdendo altre 24 ore di videogioco.

Ma perchè non ho 14 anni invece di 31??? :)

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Counter Strike guadagna visibilità grazie ad un paio di (belle) tette


Alcune modelle hanno fatto un’incursione in un torneo di Counter Strike in Russia per “testare le capacità di concentrazione” dei due team coinvolti, i famosi Virtus.Pro e forZe i durante una clanwar.

Ho scritto tra virgolette perchè, come al solito, il tutto è una manovra commerciale da parte degli organizzatori per ottenere un po’ di visibilità. A giudicare anche da questo mio post, ci sono riusciti.

Il netgaming è una cosa seria, dicono. Ancora però fatica ad esplodere e i tornei internazionali sono snobbati dal pubblico e dai giocatori stessi che preferiscono rimanere a casa e giocare via internet. A meno che voi non siate residente in Germania, Corea del Sud o Stati Uniti è difficile definire “rilevante” questa pratica che tanto mi appassiona (quante volte avrò scritto queste cose??? ;) ).

L’idea che è venuta quindi agli organizzatori del torneo è quella di acchiappare visibilità con un bel paio di tette (in verità non si sa, probabilmente è una specie di marketing virale di qualcuno a cui è caro il claim “ctrl-alt-del” stampato sugli indumenti delle modelle… quelli che avevano prima di spogliarsi). Durante il torneo, infatti, erano presenti alcune belle ragazze che aspettavano l’inizio di questa partita. Mentre le due squadre erano impegnate nel pistol round (non fate battute indecenti, plz) queste belle figliole hanno cominciato a strusciarsi sui tavoli e a spogliarsi organizzando un vero e proprio Strip Tease. E’ il caso di dire “tease” visto che l’iniziativa era volta a vedere quanto 10 persone, concentrate in una partita importantissima, potessero rimanerlo nonostante un evento casuale come “una bionda, russa, fighissima che ti si spoglia davanti ad un centimetro”. Probabilmente neanche un terremoto avrebbe gli stessi effetti su una persona normale… ma su un gamer, nessuno dei due accadimenti ha effetto! :)

Dalle foto che troverete in questa galleria (erotica, direi) su English Russia, capirete che nonostante la buonissima volontà profusa dalle strippers (spogliarelliste) i giocatori di CS sono determinati al successo e alla vittoria della partita. A parte qualche sorrisino non hanno discostato lo sguardo dai loro monitor!

Ben fatto ragazzi, avete dimostrato che i videogiocatori sono persone serie (NB: questa frase è fortemente ironica)!

[Ringrazio Vernon per la segnalazione su FB, via Kotaku]

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E se Starcraft 2 fallisse? [Column]


Il mondo è cambiato. Quello del multiplayer online, anche. L’erosione di giocatori, costante e inarrestabile, ha ormai ridotto le community a sparuti gruppi di gioco. Molti generi, un tempo punte di diamante del netgaming, stanno letteralmente sparendo. Le console di ultima generazione sono troppo “avanti” e i giocatori l’hanno capito e si stanno spostando in massa: Call of Duty 4, ha molti più giocatori su Xbox Live che su PC, nonostante tornei ed eventi siano quasi esclusivamente giocati sulla storica piattaforma dotata di mouse e tastiera.

Gli RTS, d’altro canto, sono praticamente spariti; questo il quadro desolante, ma realistico, che raffigura una natura morta di giochi multiplayer senza giocatori, soprattutto in Italia. Ma non pensate che all’estero la situazione sia tanto migliore, anzi: se si escludono le due “isole felici”, Germania e Corea del Sud, le vendite di videogiochi per PC sono in costante diminuzione e rappresentano ormai una nicchia nel gigantesco mercato dell’industria videoludica.

E il netgaming ne soffre: i tornei sono sempre più rari anche passate le alpi e addirittura le Championship Gaming Series, una trasmissione televisiva statunitense dedicata alle sfide di videogiochi professionistiche, hanno chiuso i battenti. A parole, i manager delle società che orbitano intorno al business degli Sport Elettronici, hanno dichiarato che il settore esploderà nei prossimi due anni: eppure i fatti sembrerebbero dimostrare il contrario. In fondo un tale settore non esiste senza tornei, ma ovviamente non ci sono tornei senza giocatori e non ci sono giocatori senza il settore. Un cane che si sta distruggendo la coda.

Tuttavia, una luce alla fine del tunnel, c’è: l’accenderà prima o poi la mano di BlizzardEntertainment e il suo nome è Starcraft 2. L’attesissimo seguito dell’RTS, divenuto ufficialmente sport e trasformato in spettacolo mediatico in Corea del Sud, potrebbe sedersi a questo tavolo con un poker d’assi servito: un punto davvero impossibile da battere se ben giocato. Blizzard sta facendo crescere l’hype a dismisura e sta puntando in maniera evidente sugli aspetti multiplayer della produzione: gli stessi che hanno reso il primo Starcraft uno dei videogiochi più importanti del mondo a cui, ancora adesso, milioni di persone stanno giocando. Ad esempio, per testare Starcraft 2 sono stati chiamati i più importanti pro-gamer (giocatori professionisti) mondiali, coreani e non: Blizzard vuole uscire con un prodotto praticamente perfetto già dalla prima release, un gioco che coinvolga da subito gli utenti a giocare in multiplayer grazie al Blizzcast (un servizio di TV, in game, per vedere le partite) o alla nuova Battle.net, dove sarà possibile organizzare tornei con premi in denaro.

Ovviamente la risposta degli appassionati, per ora, è adorante: Starcraft 2 è atteso come la manna dal cielo, come la fine di tutte le sofferenze, come il titolo che può, a ragion veduta, far tornare la passione per il netgaming all’entusiasmo iniziale. Su internet è considerato l’unico modo per riunire e rinforzare tutte le community appassionate di strategia e non solo; se il supporto sarà rilevante, Starcraft 2 ha le carte in regola per rapire giocatori dagli altri campi “competitivi”: FPS, sportivi e, perché no, anche strappare dal “sonno” delle loro vite virtuali molti giocatori di MMORPG in giro per la rete.

Per molti questa non è una speranza, bensì una sicurezza: Starcraft 2, quando uscirà, sarà in grado di fare il miracolo della moltiplicazione dei giocatori. All’estero, dove la scena è molto più sviluppata, molti osservatori pensano addirittura che questo titolo possa portare il “competitive gaming” fino al livello coreano. Le aspettative per un videogioco non sono mai state così alte!

Legittimo a questo punto domandarsi: e se Blizzard avesse in mano un bluff e non un poker? E se il gioco dovesse rivelarsi poco più che buono a livello mondiale? E se le sue mirabolanti caratteristiche fossero comunque insufficienti per riportare migliaia di persone ai Lan party? In definitiva: e se Starcraft 2 dovesse fallire? Ovviamente per chi vi scrive questo scenario è alquanto improbabile: conoscendo Blizzard Entertainment, altrimenti detta, “noi-programmiamo-solo-capolavori-e-cambiamo-il-mondo-dei-videogiochi-ad-ogni-titolo-come-con-WOW”, credo sia lecito attendersi che le aspettative siano soddisfatte.

Ma soprattutto non penso che sia davvero importante un titolo, per far sbocciare gli sport elettronici in occidente: a mio avviso ci penseranno le console di nuova generazione, quando troveranno qualcuno disposto ad incanalare il loro enorme potenziale di pubblico. E se non sarà così, probabilmente il tempo darà una grossa mano al settore, aiutando la sinergia tra sviluppatori, sponsor, investitori e giocatori già in atto da anni.

Allo stesso modo però sono convinto che Starcraft 2 potrebbe essere l’Unico Anello per aiutarli tutti e nella luce farli risplendere. Una magia tecnologica degna di Gandalf che porterà una massa di nuovi giocatori e ricompatterà quelli esistenti, garantendo un ringiovanimento generale al settore. Speriamo  a questo punto che la magia non porti in grembo qualche “maledizione”; in fondo questi anelli magici, si sa, a volte funzionano male nonostante le garanzie.

Da Game Pro 19 di Febbraio 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete

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Here comes a new tournament [Inferno Cyber League - ICL]


inferno cyber league icl torneo street fighter 4 sf4Sembra che la stagione dei tornei, per chi è appassionato di Street Fighter IV, abbia il suo culmine in questo freddo autunno, che domenica verrà riscaldato dalle fiamme dell’Inferno, addirittura. Dell’Inferno Cyber League (con 2350€ di montepremi), il primo torneo organizzato dai ragazzi degli Inferno eSports (uno dei maggiori clan italiani insieme ai Cubesports). I più attenti di voi si ricorderanno di loro per il mio post CPL World Tour, l’Italia c’è.

Per i meno attenti, consiglio di continuare a leggere perchè questa domenica, 25 Ottobre, a Monza si vinceranno proprio dei bei premi.

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Coverage Ranbat 2.4 [Torneo di Street Fighter IV live from Garbatella, Roma]


street fighter 4 torneo garbatella roma coverage ranbatE’ appena terminata la fase a gironi e la rosa dei partecipanti, dai 28 iniziali, si è ridotta a 16 (ottavi di finale con winner e loser bracket). Ovviamente siamo qui al locale 1Up di Garbatella (circuito ESC), in versione “live” coverage (aggiorneremo questo post con tutti i risultati e i video in pseudo tempo reale, youtube permettendo) per la Ranbt di Arcade Extreme.

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AEX Ranbat 2.4 a Roma, 17 Ottobre [torneo di Street Fighter 4]


AEX Ranbat logoRomics non è stato un grandissimo evento a livello di videoludico. Cioè, non è stato granchè lo spettacolo offerto sul palco dei World Cyber Games organizzato da Progaming Italia. Ci siamo divertiti, per carità: il quizzone sui WCG è stato fantastico. Ma in tre giorni abbiamo fatto vedere solamente la sfida di Guitar Hero e quella di FIFA tra i finalisti. Troppo poco per un patito di Sport Elettronici e netgaming come me. Eppure una nota positiva, nascosta in un angolo della fiera, c’è stata. Il torneo di SF4!

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Vivere Giocando [Tom Taylor, Lim Yo-Hwan e Alessandro Avallone]


Tom Taylor ad oggi deve ancora compiere 22 anni. E’ un ragazzo apparentemente timido e introverso, cappellino da baseball sempre in testa e aria stralunata. In realtà la grinta non gli manca ed è un vero e proprio leader, un trascinatore, un’eccellenza. Guadagna circa 150.000$ dollari l’anno, ma i soldi non sono tutto nella vita; la celebrità è molto meglio e a Tom non manca neanche quella.

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Microsoft potrebbe inserire la registrazione video su tutti i giochi [youtube incontra i videogiochi]


youtube logo xboxChe bella notizia, nonostante sia un rumor. Veramente una di quelle su cui riflettere, spendere mare e mare di commenti e gioire, in caso si tramuti in realtà. Da un’intervista con un non definito sviluppatore al blog Kotaku, si evince che Microsoft potrebbe star lavorando alla registrazione video in TUTTI i giochi presenti per Xbox 360. Registrazione però è una parola vecchia, nell’epoca del 2.0. Parliamo meglio di condivisione no? Perchè se io potessi semplicemente registrare il video delle mie partite e tenermelo sul mio hard disk la cosa avrebbe un valore minimo (comunque sarebbe già una gran figata). Ma avere un sito di riferimento, stile youtube, dove vedere tutti i video prodotti da tutti i giocatori sarebbe una rivoluzione.

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