Tag Archive | "nintendo ds"

Due mesi senza TV – breve resoconto di un’astinenza forzata da console casalinghe


Nota: questo articoletto non esprime alcun concetto o approfondimento, non rivela al suo interno alcuna verità assoluta sull’universo videoludico, non vi dirà chi siete, che console dovete comprare o qual’è il gioco di cui non potete proprio fare a meno. Quindi, qualora cercaste qualcosa di realmente interessante da leggere, vi rimando direttamente alla nostra pagina delle recensioni, in questo periodo fiorente come non mai! :)

Il trasloco (o pseudo-tale, nel mio caso) è un evento dalle conseguenze curiose: si ritrovano tante cose che si credevano perdute, se ne cestinano altrettante, e spesso mette di fronte a scelte inattese.

Un esempio è l’essere costretti, per motivi di spazio, a liberarsi del mastodontico televisore CRT che prima era totalmente dedicato ai videogiochi: l’occasione ideale per passare ad una TV piatta, che mi introduca ai tanto decantati fasti dell’alta definizione. Peccato che si scontri con una poderosa mancanza di denari causata, fra le altre cose, dalle spese connesse al trasloco stesso…”ma durerà poco, no?”

No. Così è più o meno dai primi di Giugno che sono senza un televisore degno di tal nome, o almeno di uno per cui possa valer la pena perdere un pomeriggio a cablare ed posizionare tutt’e tre le console di questa generazione. E con Alan Wake ancora da inserire la prima volta nella 360, mannagg’ !!

Benchè siano ormai anni che non passo una giornata intera di fronte ad un gioco, finora le mie brave console sono sempre e comunque state lì, collegate e pronte a darmi la mia dose di divertimento alla bisogna, fossero anche i 5 minuti del Rogue-like casualmente scovato fra gli indie del Marketplace e ritagliati fra un impegno e l’altro; così dopo un mesetto ho iniziato ad avvertire i primi sintomi di astinenza (frase messa ad hoc perchè Panorama ci peschi per uno dei sui fantastici dossier sui videogames :) ), o quantomeno ho iniziato a percepire la spiacevole impossibilità di poter giocare -almeno potenzialmente- in qualunque momento, in modo non dissimile da quanto mi succede quando mi viene precluso l’accesso ad una chitarra per più di 6-7 giorni.

Scontato quindi il tentativo di rivolgersi a succedanei d’emergenza, nel mio caso PC e Nintendo DS.

Con il primo non giocavo più dai tempi di Oblivion (videoludicamente un eone fa!), salvo qualche gioco indipendente non giocabile altrimenti ed estemporanee sessioni con il MAME. In pratica per me era diventato realmente quell’accozzaglia di scuse con cui un tempo si cercava di convincere i genitori all’acquisto di un C64 o un Amiga: “mi serve per studiare!” “ci si può disegnare!” “vedi, insieme danno anche il programma per scrivere ed un utilissimo foglio elettronico!”

Scuse che peraltro decadevano mestamente quando i detentori del denaro chiedevano che cosa fosse, un “foglio elettronico”..

Comunque necessità fa virtù, e così ne ho approfittato per provare due recenti offerte gratuite di Steam, ovvero Portal e Alien Swarm. Per quel che riguarda il primo devo dire che -al di là della scomodità e di una certa disonestà intrinseche nel concetto stesso alla base di Steam- gira bene ed è un gran gioco, ma la combinazione WASD+mouse, una volta tanto comoda, ora per il sottoscritto è diventata un vero incubo: abituato all’ergonomicità dei joypad, ho perso la capacità di stare per ore con la mano in quella contrazione spastica che in medicina viene detta “mano da ostetrico” e che è fondamentale per i giocatori di FPS su computer, specie per chi è dotato di notebook.

mano da ostetrico

La "mano da ostetrico" o Segno di Trousseau

Alien Swarm poi mi ha definitivamente riportato alla triste realtà: al di là della grave mancanza di una vera componente single player, la  giocabilità à la Robotron ha ancor di più acuito la nostalgia dei due stick analogici, mentre l’auto-settaggio della grafica su livelli qualitativi infimi mi ha riportato alla mente tweaks, schede grafiche, la carenza cronica di RAM e tutto quello che a suo tempo mi aveva convinto ad abbandonare il PC come piattaforma da gioco.

Scottato, mi sono quindi rivolto verso i familiari lidi del Nintendo DS.

Rispetto a quando ero bambino, non sono più un giocatore “portatile”: la consolina Nintendo passa la gran parte del suo tempo a casa, ed è qui più in virtù delle sue peculiarità e della nintendosità dei suoi giochi che non per la reale necessità di avere del divertimento elettronico facilmente trasportabile.

Pur di non rientrare nel tunnel di Animal Crossing, mi sono trovato a rimettere le mani e finalmente a terminare New Super Mario Bros. … il problema è che come sempre, uno desidera quello che non può avere, e così mentre saltellavo tra una piattaforma e l’altra, la mente ripensava a quanto vissuto e quanto c’è ancora da fare nel Ferelden, a Saren il taditore ancora vivo e libero, a quel poco che ho visto di Faranga e, soprattutto, a quanto avrei voglia di visitare per la prima volta Bright Falls.

Mi sono quindi scontrato, nel modo più brutale possibile, con i limiti della console che tengo fra le mani la quale, pur apprezzabilissima, solo in rarissimi giochi (che peraltro mi sono già bruciato) è riuscita finora a creare mondi adulti e coerenti come quelli di cui sento tanto la mancanza in questi giorni. Un compito improbo per la piccola macchina a due schermi, reso ancor più difficile dal suo essere una console portatile, e quindi per sua natura meno immersiva di quanto non possa essere un salotto in penombra, con uno schermo delle giuste dimensioni ed un giocone in cui perdersi.

E sono da capo, con tanta voglia di giocare con PS3, Wii e 360 che, scollegate, mi guardano sprezzanti della mia carenza pecuniaria dalla loro provvisoria sistemazione sotto il tavolino del salotto, mentre dietro resta un’imbarazzante buco nella libreria pronto per accogliere la sospirata TV che sembra non arrivare mai.

Così mi ritrovo a scrivere uno sconclusionato editoriale su ITG, un po’ per occupare il tempo, un po’ perchè questi due mesi mi hanno fatto capire che la passione è passione, e quando si fa sentire è bello poterne parlare con chi ti capisce, anche quando non hai grandi concetti da esprimere. :)

Posted in COPERTINA, GamingCulture, OpinioniComments (22)

Un nuovo sguardo ad Okamiden in video [Trailer Nintendo DS dal Comic Con]


La cucciolata di Okamiden si avvicina ad arrivare su Nintendo DS. E da San Diego, precisamente dal Comic Con, arriva un nuovo video, pieno di fase di gameplay, del sequel della perla dimenticata di Clover Studio, programmata in versione portatile da Capcom (ovviamente “owner” legale del nome e del gioco).

Per chi non conoscesse Okami… beh, Inside The Game non è il sito giusto. Andatevi a leggere un blog differente, chessò, sul Grande Fratello :) No scherzo, anche tra gli amanti dei videogiochi che bazzicano questi lidi potrebbe esserci qualche ignorante.

Okami è un titolo fantastico: un vero e proprio sogno ad occhi aperti, uscito nella fase di canto del cigno della PS2, la console “sbagliata” nel momento sbagliato.

La console sbagliata perchè Okami, oltre ad essere un clone di Zelda, aveva una marcia in più: ti permetteva di disegnare su schermo oggetti, magie e mosse speciali che poi diventavano veri. Ovviamente per quanto la comodità del pad sia indiscutibile per tantissimi tipi di videogiochi e per tutte le fasi di non disegno di Okami stesso, avrei preferito avere un WiiMote in mano (infatti il titolo è poi stato convertito, successivamente, su Wii).

Il momento sbagliato perchè Okami sarebbe stato una vera e propria killer application, se non fosse uscito proprio quando PS2 stava tirando le cuoia. Osannato dalla critica ma bistrattato dal pubblico, il gioco non raggiunse un venduto sufficiente per impedire a Capcom di chiudere Clover Studio… sbagliando. Alcuni ex componenti di quel magico team hanno poi dato vita a molti giochi per Sega sotto l’etichetta Platinum Games che definire sensazionali è poco (Mad World, di cui trovate la video recensione, e Bayonetta, recensita come una troietta qui, per esempio).

Questo “sequel” (che sa molto di conversione) per Nintendo DS chiude il cerchio e porta il gioco, forse, nella sua dimensione più naturale (disegnare = stilo + DS), anche se con una grafica raffazonata. Per ridare dignità e soprattutto vendite ad un capolavoro senza tempo.

Segnata che avete da fare sui vostri calendari quindi, la data di uscita è fissata per il 30 Settembre!

Posted in News, Video e TrailerComments (2)

Okamiden in Edizione Speciale [ma solo per il Giappone]


L’arrivo di Okamiden su Nintendo DS deve aver suscitato un interesse ben più ampio rispetto al suo illustre predecessore su PS2 / Wii, dal momento che il gioco avrà diritto ad un’edizione speciale a dir poco appetitosa. Curiosi di saperne di più? Diamo per scontato il vostro “si” (se così non fosse, dovreste preoccuparvi) e procediamo con i dettagli!

In un elegante scrigno cartonato color rosso, sono contenuti la cartuccia di gioco, la colonna sonora in CD, un DVD recante l’immancabile Making Of del gioco ed i relativi trailers, una breve novella ispirata ad Okamiden, il set di cuffiette più tenero che abbiate mai visto ® ed il portachiavi più tenero che abbiate mai visto ®. E c’è di più: chi preordinerà il gioco attraverso il portale di e-commerce Capcom riceverà un esclusivo stilo a forma di pennello.

Immaginiamo che a questo punto abbiate già abusato della galleria in basso, quindi ci tocca spezzarvi il cuore informandovi che sino ad ora Capcom non ha pensato ad una distribuzione occidentale dell’esclusivo package (a proposito, il costo si aggira sui 90 dollari). Il tutto sarà disponibile nel solo Giappone a partire dal 30 di Settembre. 

 

Posted in Annunci, NewsComments (8)

Il mio lavoro? Una questione di corone… [ecco il job system di Four Heroes of Light]


Nel mese di Ottobre, avremo modo di cimentarci con quello che molto probabilmente sarà l’ultimo titolo targato Final Fantasy ad uscire su Nintendo DS. Parliamo ovviamente di Final Fantasy: The Four Heroes of Light, episodio che riporta la mitica saga Square-Enix alla formula delle origini fregiandosi di un art style particolarissimo. Nel video che vedete sopra è dettagliato il job system del caso. 

Grande curiosità ha destato il Crown System, trovata che consente ad ogni personaggio di cambiare la propria classe (e con essa statistiche ed aspetto esteriore) in qualsiasi momento. Indossando la giusta corona possiamo esplorare istantaneamente 28 classi: ogni corona porta con sé 4 abilità di base, una predefinita ed altre tre da attivare incastonando dei cristalli nel prezioso copricapo. Alternare frequentemente le corone diventa quindi fondamentale per affrontare al meglio le battaglie, considerato che ogni personaggio può trasportare al massimo 15 oggetti – equipaggiamento ed incantesimi compresi.

Per il resto, Final Fantasy: The Four Heroes of Light è in buona sostanza un J-RPG per NES rivisitato sfruttando le potenzialità di Nintendo DS: le battaglie avvengono rigorosamente a turni, e la trama è quanto di più semplice si possa pretendere dal genere. Se l’arcaismo dell’ impostazione non vi scoraggia, potrete immergervi in un mondo deliziosamente caratterizzato dal punto di vista artistico (merito del grande Akihiko Yoshida) che trasuda nostalgia da ogni pixel.

Posted in News, Video e TrailerComments (12)

Dragon Quest IX e il Tag Mode: il gioco più “social” del Giappone?


Dragon Quest IX è un videogioco sociale? A quanto pare, sì. Yuji Horii, autore della serie ha rivelato, in una recente intervista che il segreto del successo del gioco, perlomeno in Giappone, è da cercarsi proprio nelle possibilità offerte nell’ambito dell’interazione tra i videogiocatori. La riflessione nasce dall’implementazione, nel gioco, di un sistema di mappe del tesoro generate in maniera casuale, che permettono l’accesso a oggetti e nemici rari nascosti in giro per la mappa principale.

L’idea rivoluzionaria però è quella di fare in modo che le mappe possano diffondersi in maniera virale tra i videogiocatori che non si conoscono, semplicemente lasciando acceso il Nintendo DS mentre si va a fare una passeggiata. Quando la console ne incontra un’altra, anch’essa “aperta e ricettiva”, inizia lo scambio di mappe tra le due; a ogni mappa che si mette a disposizione del mondo, in più, è possibile allegare un messaggio personalizzato, in modo che il mondo intero sappia chi è il proprietario originale del prezioso pezzo di carta.

A decretare il successo definitivo della feature però è stata proprio la natura casuale di generazione delle mappe, che ha dato vita a una vera e propria rarità, subito diventata famosa tra i giocatori. Man mano che la mappa in questione si faceva strada tra i DS dei giapponesi, sempre più incontri nel mondo reale sono stati spontaneamente organizzati dagli utenti per renderla disponibile agli altri giocatori. In questo modo la preziosa carta ha impiegato appena due settimane a viaggiare da Tokyo fino all’Hokkaido, dando anche l’idea per la creazione del pub a tema Dragon Quest situato ad Akihabara. Tutto questo è stato possibile, racconta Satoru Iwata, anche grazie alla disponibilità dei padri dei bambini proprietari del gioco, che si sono visti affidare il Nintendo DS durante il tragitto da casa a lavoro e viceversa.

Per quanto riguarda l’occidente, Yuji Horii prevede che un grosso aiuto a questa modalità scambio potrà darlo Twitter: “Non credo che la popolazione di videogiocatori sia così densa in occidente come lo è qui, quindi non so se sarà possibile effettuare così tanti scambi – ha detto il game designer – D’altro canto, però, Twitter è molto popolare e credo che Twitter e Dragon Quest possano coesistere. Si potrebbe usare Twitter e dire “sono qui in questo momento, quindi se qualcuno gioca vediamoci e scambiamo!” Si potrebbe fare così anche per organizzare una partita in multiplayer”.

Posted in News, Quick NewsComments (2)

999: 9 hours, 9 persons, 9 rooms. Il room escape con qualcosa in più arriva su Nintendo DS in inglese


Come si fa a rendere appetibile l’ennesimo videogioco che ruota intorno alla fuga da una camera all’apparenza ermeticamente chiusa? La risposta di Chunsoft, software house nota per la sua formula “Mystery Dungeon” è stata quella di costruire attorno al puzzle game una trama intrigante e condire il tutto con un character design piuttosto curato. Da questa ricetta è nato 999: 9 Hours, 9 Persons, 9 Doors, uscito qualche tempo fa in Giappone per Nintendo DS e ora annunciato da Aksys per gli States.

Protagonista della vicenda è Junpei, uno studente come tanti che d’improsvviso si ritrova chiuso in una cabina di una nave in procinto di affondare. Solo collaborando con gli altri 8 passeggeri rapiti per partecipare al “gioco di vita o morte” in corso sulla nave sarà possibile sopravvivere. A complicare ulteriormente le cose sarà il fatto che ogni personaggio potrà aprire determinate porte e che sarà possibile raggrupparsi solamente in gruppi di 3-5 persone, pena l’esplosione delle bombe che ognuno di essi ha in corpo. Il gioco alternerà momenti simili a una visual novel, in cui sarà necessario interagire con i propri compagni di sventura e momenti nel più puro stile “Room Escape” (ed “Escape the Room” è anche il fantasioso titolo scelto per la versione USA).

Ben Bateman, portavoce di Aksys ha dichiarato: “999 è un gioco che simula la vita, o perlomeno lo farebbe se nella vostra vita vi trovaste intrappolati su una nave che affonda e costretti a risolvere una serie di enigmi incomprensibili prima di una morte pressoché inevitabile. Parla di relazioni, e di come finiscano inevitabilmente per uccidervi. C’è anche del sangue, e un’ascia; quindi se avete sempre desiderato sangue e un’ascia nella vostra vita, ecco qua. Ma a dare veramente vita a 999 sono i personaggi. Imparerete ad affezionarvici, e a sentirvi come se foste lì e loro fossero vostri amici, e se moriranno sarà perchè avrete fatto le scelte sbagliate. Come nella vita reale.”

Questi finora i dati in nostro possesso; certo che, pur essendo niente più niente meno che un “more of the same”, 999 potrebbe avere il suo fascino. Certo anche che, viste le dichiarazioni, non vorrei decisamente trovarmi a vivere la vita di Ben Bateman, portavoce di Aksys

Posted in Annunci, NewsComments (4)

La durata ideale per un RPG? Ne parla Yuji Horii, papà di Dragon Quest


Qual’è la durata giusta per un RPG? Ai bei vecchi tempi di Final Fantasy VII la parola d’ordine era stupire, quindi, effetti speciali a go go, i primi esperimenti di sandbox e open world con miriadi di sub quest e un conteggio del tempo passato con il joypad in mano che arrivava facilmente al centinaio di ore. Adesso, con l’innalzamento dell’età media dei giocatori, e l’aumento degli impegni direttamente proporzionale, non è più così. Lo dice anche Yuji Horii, inventore della saga di Dragon Quest, una vera autorità nel campo.

“40 ore” sostiene lo splendido (mica tanto…) 56enne, non una di più non una di meno; ma perchè?
“non saprei, è solo che mi sembra il numero giusto; probabilmente per portare a termine la storia principale 40 ore circa è l’ideale. Con Dragon Quest VII, però – ammette lo sviluppatore – le ore necessarie a finire il gioco erano più o meno un centinaio. Ci siamo concentrati non tanto sui limiti, quanto sui contenuti che volevamo infilarci.”

Sembrerebbe la classica soluzione cerchiobottista, insomma, anche se Horii ha una motivazione nobile per la “deroga” concessa a Dragon Quest: “Quando compri un gioco, e lo paghi qualche migliaio di Yen, vuoi avere in mano qualcosa che valga il suo prezzo. Per quanto riguarda i ragazzi, vogliono qualcosa da giocare a lungo. Gli adulti forse giocheranno per 6 ore, forse di più se il gameplay è buono, e per loro andrà bene così. Ma un ragazzino potrebbe avere la possibilità di comprare solo un paio di giochi l’anno, e mi piacerebbe che continuassero a giocarci.”

Che dire, personalmente mi trovo nella condizione, ahimé, degli adulti che riescono a giocare sei ore: sono secoli che non finisco un JRPG su console da salotto e ormai sono un convinto sostenitore della teoria secondo cui i JRPG dovrebbero uscire solo ed esclusivamente su portatile. Negli ultimi anni sono riuscito a godermi una serie di piccole e grandi perle solo sul piccolo schermo di un Nintendo DS (The World Ends With You in primis, ma anche Suikoden Tierkreis, Valkirie Profile Covenant of the Plume, Dragon Quest IV e V e infine Shin Megami Tensei Devil Survivor e Strange Journey, per citarne alcuni) o di una PSP (Final Fantasy Crisis Core, Yggdra Union, Jean D’Arc, Riviera e sono in attesa di Persona 3, mai finito su PS2).

E’ anche vera un’altra cosa, e mi si permetta di essere provocatorio: nei giochi a cui “i ragazzini” possono giocare centinaia di ore, di solito una ventina di ore buona viene persa in prologhi spesso e volentieri tutti uguali, al termine dei quali il gioco inizia a decollare, sia dal punto di vista della trama che da quello delle capacità dei personaggi e delle funzionalità di gioco. Quelle prime venti ore sono di solito lo scoglio più aspro dove l’entusiasmo di qualunque giocatore va a incagliarsi, trovarsi per l’ennesima volta nel piccolo borgo natio, ignari della propria importanza, a dover ripetere nuovamente il classico rito di crescita che prevede l’esplorazione di una caverna/prateria/bosco/castello/fogne all’insaputa dei genitori è una di quelle situazioni che forse al giocatore un po’ più scafato sono ormai venute a noia.

Senza menare il can per l’aia, diciamo, piuttosto che sulla durata in quanto tale, non sarebbe forse il caso ormai che il JRPG inizi a lavorare sull’originalità dei propri contenuti, ormai legati a stilemi forse un po’ troppo antiquati, e sulla capacità di sintesi e di sviluppo di un ritmo ottimale, come già tanti generi videoludici e tanti altri media hanno imparato a fare?

Voi che ne pensate?

Posted in GamingCulture, OpinioniComments (10)

Il mito di Michael Jackson celebrato da Ubisoft


Nel corso dell’ E3, la conferenza Ubisoft si è conclusa con un ”cliffhanger” riguardante il Re del Pop che ci ha lasciati col fiato sospeso. E mentre nei nostri cuori si faceva strada l’idea di un possibile ritorno in stile Moonwalker (capita spesso che i comuni giocatori abbiano ottime idee, poi disattese dagli addetti ai lavori), apprendiamo che ciò a cui il publisher si riferiva è in realtà Michael Jackson: The Experience, rhythm game presentato nel corso di un evento in quel di Londra. Proprio la dove Jacko avrebbe dovuto tenere il tour This Is It.

In MJ: The Experience, il giocatore ballerà e canterà sulle note di grandi successi quali “Thriller”, “Billie Jean” and so on: il gioco sarà disponibile su tutte le console casalinghe ed offrirà un’esperienza controller-free via Kinect, PlayStation Eye ed una telecamerina dedicata su Wii. Chi invece vorrà misurare le proprie capacità canore con quelle di Michael (non che sia più facile del ballare nel suo stile!) potrà armarsi di microfono e magari abilitare il controllo automatico dell’ intonazione, onde evitare che i presenti si accorgano delle stecche…

L’uscita del gioco è prevista per il mese di Novembre, e per l’occasione troveremo negli scaffali dei negozi anche delle versioni (molto) semplificate per DS e PSP.

Posted in Annunci, NewsComments (2)

Gameloft porta Soul of Darkness su DSiWare; ed è subito Castlevania…[video]


Gameloft è uno dei più grandi e famosi sviluppatori di videogiochi per telefoni cellulari, Iphone e Ipod Touch; da un paio d’anni, la software house francese sta cercando di entrare anche nel mercato delle console “vere e proprie”, portando i propri titoli su XBox 360, Playstation 3, Wii e soprattutto Nintendo DS. Secondo quanto annunciato infatti presto un altro titolo andrà ad aggiungersi alle conversioni di giochi per mobile che Gameloft ha già portato su DSiWare.

Soul of Darkness arriva sul servizio online di Nintendo per 500 punti (5 euro), dopo una serie di produzioni piuttosto mediocri, tra cui l’action RPG Legend of Exidia e Gangstar, semiclone di GTA. A proposito di cloni il nuovo gioco di Gameloft attinge in maniera che non sarebbe inesatto definire spudorata da Castlevania, senza cercare di apportare modifiche originali o significative. Anzi, in realtà una cosina ci sarebbe: la possibilità di scattarsi una foto e sovrapporre il proprio volto a quello del protagonista……

No comment, davvero.

Posted in News, Video e TrailerComments (4)

Data jap per Ni No Kuni DS [+ video e screens PS3]


Proprio quando l’annuncio di Ni No Kuni su PlayStation 3 faceva temere per le sorti dell’incarnazione originale, Level 5 ha confermato che il gioco uscirà regolarmente su Nintendo DS il prossimo 9 di Dicembre.  Precedenza all’utenza portatile, dunque, che potrà immergersi per prima nella magia delle ambientazioni create dallo Studio Ghibli di Hayao Miyazaki.

Ni No Kuni: The Jet Black Wizard (questo il titolo completo dell’opera tradotto dal giapponese) sarà un classico j-rpg il cui sistema magico prevede che tracciate delle rune sullo schermo tattile per lanciare  incantesimi. A tale scopo, il gioco sarà accompagnato dal Magic Master, un piccolo libro nel quale troverete tutti i simboli contemplati dal gioco. Il costo del prodotto Level 5 è stato fissato sui 6.800 yen, equivalenti a circa 61 euro al cambio attuale.

Quanto alla versione PlayStation 3 del gioco, Level 5 sta optando per una realizzazione completamente poligonale ed in cel shading, ad imitazione dello stile grafico tipico dello Studio Ghibli. Potete vedere presso Siliconera i primi screenshots della versione “da salotto”, presumibilmente coadiuvata dal sistema Move per la realizzazione delle magie.

Posted in Annunci, NewsComments (5)

Ni no Kuni: il gioco di Studio Ghibli trasloca su Playstation 3?


In ambito videoludico quando un prodotto è in lavorazione da più di un anno non è mai un buon segno; altro campanello d’allarme spesso è il cambiamento o l’aggiunta di piattaforme per cui tale gioco verrà sviluppato. Esistono tuttavia alcune fortunate eccezioni a questa logica, e con Ni no Kuni di Level 5 sembra proprio che il tempo speso e i cambi repentini di direzione siano da considerarsi tutti a vantaggio dei giocatori.

La notizia infatti è che l’ RPG sviluppato da Level 5 e Studio Ghibli arriverà anche su Playstation 3, a dirlo è Famitsu con una pagina piena di immagini incredibili e poche, pochissime informazioni. Il grande dubbio che non è stato chiarito riguarda però il destino della versione per Nintendo DS, in lavorazione finora: nell’articolo infatti non è specificato se Ni no Kuni per Playstation 3 andrà ad affiancarsi a quello per il portatile Nintendo o lo sostituirà completamente, gettando all’aria le speranze dei fan e un anno e mezzo di lavorazione.

Onestamente visto lo stato dei rapporti tra Nintendo e Level 5, che rimangono ottimi anche alla luce della presentazione del 3ds fatta all’E3, sarei propenso a credere che la nuova versione andrà ad affiancarsi semplicemente a quella per Nintendo DS, anche considerando l’entità della perdita economica, d’immagine e di fiducia nei confronti di un partner importante a cui Level 5 andrebbe incontro se così non fosse.

Nulla di cui preoccuparsi (parere mio) insomma per i giocatori portatili; per converso diciamo che se ci fosse da preoccuparsi, e se veramente Ni no Kuni fosse ora un’esclusiva Sony questo indicherebbe una grossa frattura tra Nintendo e Level 5, che probabilmente avrebbe ripercussioni su tutto il catalogo futuro.

Dita incrociate, insomma, e per adesso non ci resta che bearci con le stupende immagini che Famitsu propone e attendere la conferenza stampa indetta per la fine della settimana.

Posted in Annunci, NewsComments (11)

[Anteprima Sonic Colours] Un porcospino nello spazio! [Primi dettagli, immagini e video dall'E3 2010]


Pare che Sega stia cercando di rilanciare alla grande la sua mascotte di punta, e gli ultimi progetti riguardanti Sonic ne sono la prova. Quindi oltre all’imminente e bellissimo Sonic 4, capitolo che gli appassionati aspettano da troppi anni ormai, abbiamo tra le mani un’altro gioco molto interessante, Sonic Colours in uscita entro fine anno per Wii e Ds.

In quest’occasione l’acerrimo nemico dell’istrice più famosa del mondo, il Dr.Eggman (O Dr.Robotnik), ha costruito un parco divertimenti nientemeno che nello spazio! (E con Sonic ormai, ci siamo abituati ad andare a finire inesorabilmente nello spazio :D ). Il suo piano di conquista ci è ancora sconosciuto, ma quello che sappiamo è che sta sfruttando una strana razza aliena chiamata Wisp, sfruttandone le energie cromatiche per i suoi malefici scopi. Sonic si rende conto che c’è qualcosa che non và, e infatti scopre che è proprio così, prendendosi il fardello di proteggere e liberare le povere creature.

Questi piccoli alieni sono in grado di dare al porcospino dei poteri speciali con il semplice scuotimento del Wii-Mote. Il Wisp giallo permette di scavare delle buche nel terreno, o anche nelle torte, come mostrato nell’immagine del livello Sweet Mountain qui sotto.

Il Wisp color ciano invece è in grado di dare l’abilità laser, rendendo capaci di mirare con estrema precisione i nemici e facendo viaggiare il porcospino in speciali fibre ottiche, mirando e distruggendo qualunque cosa si ponga sul suo cammino, e magari conducendo anche a passaggi segreti e nuove aree. Le abilità degli altri Wisps non ci è ancora dato saperle, visto che Sega ha deciso di mantenere segrete altre informazioni al riguardo.

Insieme all’uscita Wii ci sarà anche una controparte Ds, che seppur ci siano poche informazioni a disposizione, sappiamo che il gameplay sarà basato sulle classiche schermate 2D, molto in stile Sonic Rush Adventure sempre per Nintendo Ds.

In generale questo promettente progetto, mi dà ancora un’pò di fiducia nei confronti di Sega, che più volte ha maltrattato il povero Sonic con pessimi titoli a lui dedicati. La sensazione è che questa sia davvero la volta buona, e che molto presto ci ritroveremo fra le mani un godibile nuovo gioco di Sonic, come da tanto tempo non ne vedavamo!

Vi lascio speranzosi con una simpatica immagine di Sonic che corre attorno ad un Hamburger :D .

Posted in News, Video e TrailerComments (3)

Pubblicità

Polls

Quale è la migliore saga JRPG della storia dei videogiochi?

View Results

Loading ... Loading ...