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A parlare di Micromusic con CouCou netlabel! [Inside the Game Music Special]


Ancora una volta ci si vede per la rubrica di Inside the Game in cui si parla di musica e videogiochi. Come promesso la volta scorsa (ve lo ricordate? No? Qui potrete rinfrescarvi la memoria) questa tarda uscita di lunedì si distaccherà un po’ dal solito stile per presentarvi una bella novità: Inside the Game ha passato per voi una serata con i ragazzi di Cou Cou, netlabel che si occupa, virtuosamente, di proporre i lavori di una serie di artisti italiani e non in ambito micromusic e chiptune: musica elettronica suonata con tutto quanto è legato al gaming, modificando e utilizzando le librerie sonore delle più svariate retro console. Abbiamo sentito cosa hanno da proporre e cosa hanno da dire, e siamo assolutamente entusiasti di presentarveli, come sono convinto che sarete entusiasti voi dopo averli conosciuti. And now for something completely different…

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L’occasione per fare una bella chiacchierata è stata la serata 8 bit Party, organizzata da Lights on Carpet al Rising Love di Roma: un evento dedicato interamente alla musica 8 bit, con i musicisti legati all’etichetta romana. Un evento decisamente atipico nel panorama della vita notturna di Roma che ha portato alla console strumenti come Game Boy e Nintendo DS e un bel manipolo di artisti: innanzitutto i due fondatori dell’ etichetta J8B!t e Buskerdroid, un decano del circuit bending come Flavio (attivo anche in ambito elettropop con Le Rose), e infine Microman, geniale cane sciolto il cui retroterra musicale abbraccia tanto l’elettronica quanto la musica classica. La sorpresa? Lo scoprire che fondamentalmente nessuno di loro si è avvicinato a questo ambito passando dai videogiochi.

micromanbusker

Ad aprire la serata è stato il set congiunto di Buskerdroid e Microman, mezz’ora di elettronica ballereccia creata servendosi di tre diversi Game Boy, al termine della quale sono riuscito a parlare con Marco, alias Microman. Dopo i saluti di rito il discorso si è spostato sulle esperienze passate: Marco ha alle spalle dieci anni di studio del pianoforte, e una predilezione per i compositori contemporanei italiani, come Einaudi.  “Mi piace chi, con la musica riesce a creare un’atmosfera, facendo in modo che ogni suono sia una parte di una scena che può essere immaginata da chi ascolta – ha spiegato Microman - Suonando con un Game Boy i mezzi sono ovviamente limitati, ed è un limite che per forza di cose spinge a utilizzare ancora di più l’immaginazione”. Strumento di elezione Little Sound Dj, la cartuccia creata da Johan Kotlinski che permette di trasformare un Game Boy in un vero e proprio sintetizzatore.

microman2

“Se dovessi riassumertela in tre parole, ti direi che suonare con un Game Boy è il “tanto con poco”: ci puoi suonare e comporre di tutto” continua Marco, con una dichiarazione programmatica che riassume il miglior pensiero minimalistico, ma non solo.  La versatilità del mezzo lo renderebbe un vero e proprio strumento di composizione portatile, mi spiega: “Io potrei andare in giro e buttare giù un’idea sull’autobus per poi riprenderla a casa con il pianoforte o qualunque altro strumento; l’idea per il futuro sarebbe riuscire a orchestrare i brani da Game Boy e viceversa, anche unendo insieme orchestra e suoni 8 Bit“. Inutile dire che in seguito, nel corso del suo set solista Microman mi avrebbe fatto sentire in pratica tutto ciò di cui mi aveva parlato, grazie a uno stile che unisce battiti elettronici a un tappeto compositivo di tutto rispetto.

JFlavio

Mentre mi perdevo in chiacchiere interessantissime fuori dal locale, dentro era già cominciato il set di J8B!t e Flavio: due Nintendo Ds equipaggiati con Korg DS-10, emulatore di uno dei più grandi sintetizzatori mai prodotti.

J8B!t nella vita di tutti i giorni si chiama Giorgia, e ha ideato e creato CouCou insieme a Buskerdroid, proprio da lì abbiamo iniziato: “CouCou l’abbiamo creata un anno fa cercando di riunire musicisti italiani ed europei che si muovono nell’ambito della micromusic“. Un progetto che in un anno ha portato alla pubblicazione di otto produzioni tra EP e compilation.  A inaugurare l’etichetta sono stati i Chrono Triggers, micromusicisti francesi, paese per cui Giorgia ammette di avere un debole. Alla prima uscita ne sono seguite altre, con una selezione di artisti italiani,  svedesi e da poco anche canadesi, nell’ambito del progetto di pubblicare una serie di compilation che raccolgano act provenienti dalla stessa zona geografica. Il primo passo è stato ovviamente casa nostra, con 8BITES of Pizza, che raccoglie alcuni dei migliori musicisti sulla piazza.

Curioso come una scimmia ho chiesto cosa significa avere una netlabel e che lavoro c’è dietro “Si tratta perlopiù di promozione delle uscite e degli artisti, su Facebook come su altri canali di buzz, a cui si aggiunge il definire un artwork per il disco e ospitarne il download sul sito di CouCou – dice Giorgia - Il tutto viene ovviamente fatto esclusivamente per amore; tutti i download sono gratuiti e le opere sono in Creative Commons, le rare volte che entra qualche soldo viene tutto reinvestito per il sito o per gli spostamenti in giro per serate degli artisti italiani o europei”. Mi viene anche raccontato dei tentativi di dare spazio a musicisti anche al di fuori del bel paese; tentativi che si sono spinti fino in Indonesia, in cui la scena micromusicale ha un seguito maggiore di qua.

J8Bit

Parlando di musica, Giorgia, o J8B!t che dir si voglia è arrivata all’elettronica prima e al Korg su Nintendo DS poi cominciando come chitarrista in un gruppo hard rock romano; e in parte è proprio dalle radici che nasce il suo atteggiamento nella musica elettronica: “Potrebbe essere simile al punk, in casa attacco la console al computer, vado in modalità live e poi sento cosa succede”. L’emulatore di sintetizzatore per DS ha un totale di 64 tracce, il che porta ancora una volta al discorso sui limiti “Il fatto di avere poche tracce disponibili e scegliere di utilizzare una gamma di suoni 8 bit è un limite, ma anche uno stimolo: è lì che ti trovi a dover inventare tutti i modi possibili per aggirare le regole e sfruttare ogni possibilità per ottenere quello che vuoi, diventa una sfida di intelligenza”.

giorgia

Flavio è l’ultimo degli artisti con cui riesco a parlare, un “decano” si direbbe, della scena micromusic, al lavoro da dieci anni nella creazione di musica elettronica con oggetti originariamente creati per giocare. “E’ dal 2000 che faccio musica in questo modo – dice Flavio - Più o meno si è iniziato a parlare di chiptune e micromusic allora, quando è nato il sito www.micromusic.net. Io ho cominciato dal circuit bending, modificando tastiere giocattolo fino al vecchio grillo parlante, poi ho giocato con Little Sound Dj e Nanoloop, adesso se c’è l’occasione non mi dispiace anche provare con altro”. Anche qui il ferro del mestiere è un Nintendo DS “Oltre al Korg ci sono una serie di altri programmi homebrew per la musica, ma ovviamente non essendo supportati da Nintendo il colpo si ripercuote su tutta la scena, tecnicamente stiamo facendo qualcosa che è illegale.” Come detto, Flavio l’ha vista nascere la “scena” italiana: “eravamo una decina di persone, io, Cobol Pongide, Micropupazzo tra gli altri, e nel tempo ci hanno etichettato in un sacco di modi: siamo stati avanguardia, noise, poi musica sperimentale, adesso si parla di micromusic.  Testimonianza su cd dei primi vagiti del genere è stata la compilation Bit Beat pubblicata da To Lose La Track nel 2007, in seguito alla quale i vari artisti si sono mossi parecchio per festival. Comunque – prosegue Flavio – questo genere di musica in Italia non uscirà mai dalla nicchia probabilmente; a Londra, a Berlino si sono tenuti eventi che hanno raccolto parecchie persone, ma qua finora non c’è stato modo.” Oltre alla micromusic Flavio suona elettropop con il duo Le Rose, con loro ha suonato la sera successiva al Circolo degli Artisti a Roma.

Flavio

Come spiegavo in apertura, una delle cose forse più interessanti è che nessuno di questi artisti si è avvicinato al genere partendo dal videogioco: “Esiste come ispirazione culturale e non mi dispiacerebbe fare musica per videogiochi – mi dice Microman - ma non gioco” ed è più o meno la stessa risposta di J8B!t, che il DS lo usa solo per la musica “qualche gestionale a turni non mi dispiace ogni tanto” ma tutto finisce lì; e per quanto mi riguarda è una conferma interessante, quella che questo genere di sonorità ormai iniziano a slegarsi da un punto di vista prettamente ludico proprio perchè sono penetrate nel profondo dell’immaginario collettivo pop; e credo che le possibilità e i punti di sbocco del genere, musicalmente, abbiano appena iniziato a concretizzarsi: in un momento in cui sempre più persone prendono in mano una console per videogiochi, è solo questione di tempo prima che si sviluppi l’interesse a voltarsi indietro per scoprire il passato e interpretare il presente; ora che il videogioco è sdoganato, forse si può iniziare a parlare di tutto quanto fa arte e si muove intorno al videogioco, e queste persone potrebbero essere dei precursori.

Così come potrebbero esserlo i Lights on Carpet, organizzatori della serata, che si sono proposti di portare nella scena notturna romana qualcosa che possa essere diverso dal solito “Non ha senso continuare a portare le stesse serate fino alla morte, potremmo fare così, come fanno molti altri qui, però poi non si muove nulla – mi dice Sara - Il problema è che Roma è chiusa, se c’è qualcosa che tira fa un sacco di ingressi, ma poi la gente non guarda al di fuori dell’ordinario e di quello che conosce”. E proprio per questo loro cercano di portare una ventata d’aria fresca che chi sta in zona dovrebbe guardare con interesse “Arte, musica, mostre, tutto insieme – ribadisce Francesco, che, per inciso, aveva una delle magliette più belle che io abbia mai visto – Sono serate che all’estero magari farebbero parecchi ingressi, ma qui c’è bisogno che le persone siano prima abituate ed educate a guardare un po’ al di là dell’ovvio e dell’abitudine”.

Non sono parole semplici da metabolizzare, ma parlano di una realtà su cui varrebbe la pena di soffermarsi, quella che ha a che fare con quel lamento che spesso si sente riguardo al fatto che “non si sente mai nulla di nuovo” o che “in Italia non si muove nulla”: eccolo qua il nuovo; un discorso musicale fresco, intelligente e di valore musicalmente ancora prima che a livello di curiosità videoludica; un passo indispensabile per chi si interessa di nuove sonorità e di elettronica in particolare che, per inciso, nasce, vive e si muove dietro casa propria, allungano poi tentacoli e collegamenti in tutta Europa grazie agli strumenti offerti dalla rete. Diciamo spesso che le cose non si muovono, e allora forse è il caso di farle muovere: scaricate, ascoltate, diffondete e andate alle serate, se l’idea vi piace, provare non costa niente e sono convinto che sia un bell’arricchimento per chi bazzica musica e videogiochi. Io la mia parte la voglio fare:)

party

Qui trovate il sito ufficiale della CouCou, dove scaricare tutto quello di cui abbiamo parlato

Naturalmente sono d’obbligo i ringraziamenti, tanti e tante persone che nonostante la serata movimentata hanno trovato il tempo e la voglia di scambiare quattro chiacchiere e farlo con apertura, disponibilità e una cortesia immensa: in puro ordine di intervista, così da non offendere nessuno: Marco Microman, Sara, Giulia e Francesco di Lights on Carpet, Giorgia J8B!t (grazie infinite anche per il cd!) e Flavio. Il ringraziamento naturalmente è da estendersi a tutte le facce sorridenti e gentili che hanno accolto me e la mia “fotografa ufficiale” nel corso della serata. Siete stati, tutti, eccezionali, grandi musicisti e persone ancora migliori. Grazie.

Una menzione d’onore va a Marzia D’Amico, fotografa e amica che è stata sequestrata da me a un paio d’ore dalla serata e che ha avuto l’ardire di mollare tutto e seguirmi nell’impresa. Il suo contributo è stato determinante per portarvi una documentazione visiva della serata, visto che la signorina, solo per la gloria, si è smazzata foto sotto, sopra e dietro palco per tutta la serata. Quindi grazie, veramente di cuore per lo sforzo e l’aiuto preziosissimo, ripagato in null’altro che nuove incredibili avventure e avvertimenti all’ultimo quando si ripresenterà l’occasione. Praticamente un’eroina.

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…OBIEZIONE! [Recensione Ace Attorney Investigations: Miles Edgeworth]


Ancora una volta è giunto il momento di mettersi il vestito buono, prendere in mano il Nintendo DS e andare alla ricerca della verità; per la quinta volta e nei panni di uno dei personaggi più carismatici della serie Ace Attorney: il Pubblico Ministero Miles Edgeworth.

Ace Attorney Investigations: Miles Edgeworth segue in parte la via di sperimentazione intrapresa dalla saga a partire dal primo episodio espressamente pensato per il portatile di casa Nintendo, quell’ Apollo Justice che aveva fatto storcere il naso ai puristi della serie. In Investigations la rivoluzione si muove a piccoli passi; è vero che è stata abbandonata la visuale in prima persona in virtù di una terza persona che ricorda le avventure grafiche made in Lucas, tuttavia il cambiamento influisce sul gameplay meno di quanto si possa pensare: i luoghi “caldi” vanno esaminati con le stesse modalità di sempre puntando il mirino sui particolari che si vogliono approfondire.

Raccolte le prove ci si troverà a doverle utilizzare nel classico controinterrogatorio, che per forza di cose si svolgerà al di fuori dell’aula di tribunale. Le modalità anche qui sono le solite, con il protagonista che si troverà a dover smontare le teorie dell’avversario trovandone le incongruenze e mettendole in evidenze grazie alle prove ottenute. Niente di nuovo, insomma.

Le vere novità sono più discrete, ma presenti; inedito è il tasto “logic” che permette a Edgeworth di unire due informazioni per ricavarne una conclusione e sfruttare la scoperta per aprire nuove possibilità di dialogo con i personaggi; altra aggiunta interessante è quella che permette di evidenziare le incongruenze non solo mentre si interrogano i testimoni, ma anche quando a non convincere è la scena di un crimine, nel qual caso sarà necessario indicare il punto preciso in cui i conti non tornano e presentare la prova in contrasto con il quadro generale.

Scompaiono gli strumenti di indagine scientifica sfoggiati in Apollo Justice, sostituiti da un sistema di ricostruzione “virtuale” della scena del crimine, in grado di mostrare come si siano svolti gli eventi a seconda delle informazioni di cui si è entrati in possesso; una diversione interessante ma non eccezionale, che non convince appieno come sostituto dei vari mini giochi di rilevazione di impronte alla CSI.

Nonostante le innovazioni a livello di gameplay (o la mancanza di esse), il fulcro dell’esperienza di gioco resta il costrutto narrativo, con cinque nuovi casi pronti a catturare l’attenzione del giocatore. Per la prima volta nella serie viene a mancare il lavoro di Shu Takumi, vero padre di Ace Attorney e creatore dei personaggi e delle situazioni dei giochi precedenti, ma la mancanza non si sente troppo, grazie a una serie di casi ben costruiti che, sebbene non riescano a stupire sempre, risultano comunque freschi e appassionanti. Rispetto a Phoenix Wright è forse meno facile calarsi da subito nel personaggio: Miles Edgeworth è quanto di più lontano esista dall’ “uomo della strada”, sfacciato, pieno di se’ e superbo, è decisamente differente dai canoni di personificazione del videogioco giapponese, fondati spesso e volentieri su un difficile percorso di crescita. Poco a poco però l’identificazione riesce e grazie a un cast di avversari sempre piuttosto spregevoli (come da tradizione) ma senza troppe esagerazioni il giocatore si troverà a gioire delle vittorie dello spocchioso PM come fossero le proprie.

Tanti, tantissimi i ritorni, con molte strizzatine d’occhio ai fan di vecchia data, che riescono discrete e non fanno sentire escluso chi dovesse prendere in mano il gioco per la prima volta; non mancano poi i volti nuovi, in primis la “grande ladra” Kay Faraday, che si contende il ruolo di spalla con il detective Gumshoe (lo ammetto, probabilmente il mio personaggio preferito di sempre), e il detective dell’ Interpol Shi Long Lang, un vero “lupo” della polizia che preferisce la dura legge della strada alle finezze ridondanti dell’aula di tribunale.

Nel complesso Ace Attorney Investigations è assolutamente godibile, i casi sono lunghi e soddisfacenti, per quanto a volte sembri che il gioco si muova a passi troppo piccoli, “imboccando” il giocatore pezzettino dopo pezzettino, e accompagnandolo un po’ troppo per paura di perderlo per strada; tutto ciò porta alla creazione di situazioni paradossali in cui una prova o un ragionamento logico che era stato scartato perchè troppo scontato si rivela invece proprio quello necessario per far progredire la trama, con frustrazione del giocatore.

Cambio di guardia anche per quanto riguarda la colonna sonora: esce Naoto Tanaka, compositore delle musiche delle versioni DS degli episodi precedenti, e (ri)entra Noriyuki Iwadare, autore dell’ OST del terzo titolo per Game Boy Advance; una scelta che porta una ventata d’aria fresca, dal momento che quasi tutti i brani sono completamente nuovi contro i vari riarrangiamenti che hanno spesso accompagnato la serie finora. Questo non significa che i temi a cui i giocatori sono affezionati siano del tutto scomparsi, ma ciò che ne rimane è appena una eco nel marasma di nuovi motivetti.

Il lavoro dal lato grafico è adatto e funzionale, ma decisamente non eccelso, per quanto riguarda le sezioni in terza persona, con sfondi gradevoli e interessanti, ma modelli dei personaggi eccessivamente statici e legnosi, nonchè assolutamente privi del carisma che contraddistingue le controparti a “distanza ravvicinata”, sulle quali è stato invece svolto un gran bel lavoro; il character design è affascinante e realizzato splendidamente, e Ace Attorney Investigations riesce a proporre alcuni tra i personaggi esteticamente più belli e pieni di personalità dell’ intera saga, tra cui lo stesso Shi Long Lang: un personaggione, cafone e antipatico al punto giusto, con movenze e atteggiamenti che riescono a ricordare perfettamente il capo di un branco di lupi.

Sicuramente un acquisto obbligato per chi segue la serie da sempre, ovviamente, e in grado di dare molte più soddisfazioni del predecessore in termini di personaggi e situazioni, pur con il neo di un sistema che punisce i voli pindarici e predilige l’utilizzo di una logica a volte fin troppo ferrea e consequenziale. Peccato anche per la grafica che in alcune fasi sembra veramente poco curata e non convince del tutto. Detto ciò, questi sono gli unici punti negativi, tutto il resto piace e convince, e sicuramente convincerà tanto chi la serie la segue da tempo, quanto chi ci si avvicina per la prima volta, alla ricerca di quello che forse è l’unico gioco che allo stato attuale riesce a imporsi come valido e moderno erede delle avventure grafiche che hanno impazzato tra la fine degli anni ‘80 e la metà dei ‘90.

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Infinite Space – Un’anteprima “Made in SEGA” che vi lascerà a bocca aperta


Davvero un bel filmato l’ultimo proposto da Sega per lanciare Infinite Space, l’esclusiva Nintendo DS firmata niente di meno che dai Platinum Games.
Infinite Space sembra un titolo a cui è impossibile fare a meno, l’unione perfetta tra un gioco come Elite e l’universo di Macross, ma con meno robottoni e molte più navi spaziali. Ci piace, ci piace davvero troppo. Forse sarà il caso di rispolvere la super console Nintendo (da molti dimenticata dopo l’avvento dell’iPhone, ammettetelo!), togliere il Nintendogs di vostra sorella (con quel fottuto dalmata che non sa nemmeno mettersi seduto) e aspettare l’uscite di Infinite Space, ovvero il 23 Marzo nei negozi di tutta la galassia.

A ripensarci… certo che una versione iPhone non ci farebbe affatto schifo!

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Nintendo DS2 – Marzo 2010?


Se ne parla da mesi e sempre più insistentemente, cos’è? Ma il Nintendo DS2! Prima di Natale lo stesso Iwata è stato sorpreso a parlare del successore del Nintendo DS, la gloriosa console che tutti denigravano e che in un terzo del tempo è riuscita a farci dimenticare un nome come quello del Game Boy. Ma ci pensate mai qualche volta? Ve ne rendete conto cosa è riuscita a fare Nintendo col Game Boy? Per sostituire quel marchio c’è voluto davvero coraggio. D’altronde è un pò come se la Sony per la sua prossima console rinunciasse al nome PlayStation. Come ci ha insegnato il gigante di Kyoto, una volta messi alle strette (e loro lo erano…) bisogna reagire dando una bella scossa.

Ma torniamo a noi e al Nintendo DS2. Stando agli ultimi rumor, stavolta raccolti da Gamekult (sito francese che sempre più spesso piazza i suoi onorevoli scoop), l’hardware della nuova console portatile Nintendo, completo già da qualche mese, verrà presentato ufficialmente a Marzo durante la Game Developer Conference, inoltre alcuni sviluppatori sembra che abbiano già ricevuto dei kit di sviluppo su cui lavorare. A metà gennaio Satoru Iwata rilasciò un intervista al quotidiano tgengiapponese Asahi Shimbun in cui parlava dei futuri piani Nintendo, citando un nuovo Zelda per Wii entro il 2010 (sappiamo ora che il gioco verrà presentato al prossimo E3 con una data d’uscita che nel sol levante dovrebbe anticipare di poco le feste natalizie) e una nuova console portatile molto più potente e dotata di sensore di movimento. Certo, poi si è rimangiato tutto ma nel farlo non è stato molto convincente.

Effettivamente, analizzando il mercato nella sua totalità, Nintendo ha davvero bisogno di una nuova console. Il DS ha oramai cinque anni e per quanto nel tempo sia stato aggiornato non è in grado di offrire una distribuzione online, chiave del successo di Apple e sempre più importante per Sony, all’altezza delle aspettative. Inoltre l’R4 sta facendo più danni del previsto e tecnicamente, nonostante gli sviluppatori tirino fuori cose sempre più belle, è chiaramente spremuto al massimo delle sue capacità

Se il rumor di Gamekult si rivelerà fondato lo scopriremo presto. Ma qui a Inside The Game pensiamo che il fantomatico Nintendo DS2, se non a Marzo, verrà presentato comunque  a Los Angeles in occasione del solito E3. Scommetiamo?

Secondo voi il Nintendo DS2 verrà presentato entro l'anno?

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Inside the Game Music, torna la nostra rubrica settimanale di musica!


E’ sabato, e come sabato scorso e come sabato prossimo, continua la rubrica di Inside the Game dedicata alla musica, anzi alla musica dei videogiochi; in particolar modo quella che dai videogiochi nasce e poi si declina in mille altre forme. Oggi parleremo di Chrono Trigger

Sabato scorso vi ho proposto un EP di riarrangiamenti belli tosti di alcuni brani presenti nella colonna sonora del primo episodio di Megaman, qualora colpevolissimevolmente ve lo siate perso, potete rimediare qui :) .

Questa volta non ci allontaneremo troppo, dal momento che sempre di riarrangiamenti si tratta.  Come già accennato il gioco in questione è nientemeno che Chrono Trigger, un vero pezzo di storia degli RPG giapponesi, ancora ricordato come uno dei migliori esponenti del genere, originalmente uscito su Super NES e recente protagonista di un’adattamento per Nintendo DS. Naturalmente quando si parla di Chrono Trigger non si può non menzionare la sua colonna sonora, composta da Yasunori Mitsuda e protagonista di oltre trecento versioni remixate.

Del gruppo che ha ripreso in mano i brani del gioco purtroppo sono riuscito a trovare poche informazioni (questo però è il loro sito ufficiale); si chiamano PHOENIX Project, sono giapponesi e questo non è il loro unico album, dal momento che so per certo che hanno lavorato anche su cover di altri nomi sacri del JRPG, tra cui Final Fantasy V e VI e Ragnarok Online.

Il disco in questione, dal titolo “Resolution Trigger“  (2007) è un vero e proprio full length di 17 tracce, in cui la soundtrack di Chrono Trigger viene rimaneggiata senza regole fisse, con pezzi che spaziano dalle corpose chitarre spruzzate di assoli metal del tema di Frog (o Kaeru, che dir si voglia) all’elettronichetta furba di Corridor of Time, passando per i ritmi tribali di Interlude – “Rhytm” per arrivare al synth-rock  di Motorcycle Chase; ce n’è insomma per tutti i gusti, a unire il tutto un’esecuzione ottima che non sbava una nota.

Il cd è uscito solo in Giappone, ma digitandone il titolo su Google le occasioni per ascoltarlo non mancheranno; per quanto mi riguarda l’ ho già eletto ad album della settimana, e risiede allegramente nel mio Ipod….qui vi lascio, vi auguro un buon ascolto e vi invito ancora una volta a farmi sapere i vostri colpi di genio nel trovare un titolo adatto a questa rubrica.

Rock On“!

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I dieci giochi più attesi del 2010, versione portatile!


Qualche tempo fa il buon Akira ci ha parlato dei videogiochi più attesi di questo 2010 (l’articolo lo trovate qui) per quanto riguarda il lato console “da casa”. Ma quest’anno anche per i piccoli ci sono in vista belle, bellissime sorprese.

Quindi, senza ulteriori preamboli direi che è il caso di dare una bella occhiata ai nomi più grossi che ci capiteranno tra le mani nel 2010, il tutto, ovviamente per quanto riguarda Nintendo DS e Sony PSP.

Vi premetto che scegliere solo cinque titoli per sistema è stata dura, dura e ancora dura, un’impresa frutto di gravi sacrifici personali dal punto di vista delle preferenze, spero vivamente che apprezzerete! ;)

Un’altra doverosa premessa! Ho deciso di procedere in ordine rigorosamente alfabetico per quanto riguarda le console, che sono  Nintendo DS e Sony PSP, non chiedete la mia testa perciò! :D

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Ghost Trick (CapcomNintendo DS)

Dello stilosissimo puzzle adventure di Capcom si sa ancora ben poco; protagonista dell’opera sarà tale Sissel, neofantasma privo di memoria riguardo alla propria identità e al proprio passato. Ovviamente starà al giocatore indagare, utilizzando i poteri di cui l’eroe è dotato, che gli permettono di muovere gli oggetti intorno a se’, passando da uno all’altro a patto che siano abbastanza vicini. Lo scopo del gioco sarà quello di salvare persone e scoprirne di più riguardo a un misterioso killer, il tutto nell’arco di 12 livelli coloratissimi e dal design particolare e accattivante. Nulla si sa riguardo a una data d’uscita europea per ora, ma pare che il gioco arriverà negli States in autunno. Ci speriamo?

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God Eater (Namco BandaiSony PSP)

Eccolo, la risposta di Namco Bandai a Monster Hunter di Capcom, e non è cosa da poco, dal momento che il gioco di caccia più famoso del mondo è stato in grado di vendere milioni di copie, scatenando una vera e propria mania. Con un concorrente così importante quali sono le possibilità di Namco Bandai? Parecchie sembrerebbe a giudicare dai primi pareri di Famitsu, con il suo 34/40; merito di una campagna single player ben strutturata e dell’ambientazione che promette di essere particolare e affascinante. Resta ovviamente la piena libertà di customizzare il proprio personaggio come si preferisce e di utilizzare decine e decine di diverse armi.

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Infinite Space (Platinum Games - Nintendo DS)

La saga stellare di Platinum Games su Nintendo DS: un ibrido tra RPG, gestionale e RTS con un ambientazione che sembra a metà tra Star Trek e Galaxy Express. Grosse astronavi da guidare e gestire, 150 personaggi tra cui scegliere i membri del proprio equipaggio e una trama basata sul romanzo “Fine dell’infanzia” di Arthur C. Clarke (sì, lo stesso di 2001 Odissea nello Spazio), che mischierà filosofia e colpi di scena. Che volere di più? Sarà da noi durante il secondo quarto del 2010.

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Fat Princess: Fistful of Cake (SuperVillain StudiosSony PSP)

Il micidiale gioco multiplayer di SuperVillain e Sony approderà su PSP a maggio con tutta la sua carica di demenziale umorismo. Due squadre, un territorio, personaggi che cambiano di classe e ruolo a seconda del copricapo indossato e una principessa da sgraffignare alla squadra avversaria. Come nella migliore tradizione dei cartoon per adulti made in USA i carinissimi personaggi sono destinati nel corso dello scontro a morire in maniere cruentissime; a far da contorno al tutto l’idea, politicamente scorretta, di far rimpinzare di dolci la principessa rapita, così da renderla troppo pesante perchè l’avversario possa trasportarla. Brillante.

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Okamiden (Capcom - Nintendo DS)

Capcom piazza un altro titolo tra i giochi più attesi per DS con uno spin off dello splendido Okami, uscito nel 2006. Fuori Hideki Kamiya e Atsushi Inaba (autori del gioco originale, ora in Platinum Games) e dentro Kuniomi Matsushita (responsabile della conversione Wii) e Motohide Eshiro (Onimusha 2 e Ace Attorney Investigation: Miles Edgeworth) per regalare al DS una versione chibi dei personaggi originali e tutta la soddisfazione di poter finalmente disegnare con il pennello su un touch screen. Una sola perplessità: va bene creare uno Zelda per Playstation 2, ma riuscirà a insediare la serie su Nintendo DS? Da noi nel terzo quarto del 2010.

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Half Minute Hero (Marvelous EntertainmentSony PSP)

Come concentrare la formula di gioco dei classici RPG da 100 e più ore in comodi intervalli da 30 secondi? Questa la base di Half Minute Hero, RPG sperimentale a dir poco di Marvelous Entertainment. Tante modalità di gioco che mischiano RPG classico, Strategico in tempo reale e Shoot’em up in una formula che qualche pregio lo deve per forza avere, come testimoniato dalla caterva di riconoscimenti ricevuti e dalla media dell’ 84 su metacritic.com. Di contorno una grafica 8 bit e colonna sonora rock/elettronica firmata da The Alfee.

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Dragon Quest IX (Square EnixNintendo DS)

Il nuovo episodio della serie che fa fermare il Giappone a ogni sua iterazione si prepara al salto in occidente. Con il passaggio su Nintendo DS la classica formula di gioco si arricchisce con una modalità multiplayer e la possibilità di customizzare il proprio protagonista, sempre sotto la direzione artistica di Akira Toriyama. Un gioco importante nonostante le critiche ricevute per i motivi più svariati, dal passaggio a portatile allo “svilimento” della formula da hardcore RPG che ne caratterizzava i precedenti episodi. In patria ha ottenuto anche un bel po’ di contenuti scaricabili gratuitamente, con nuovi nemici, sfide e oggetti; non resta che sperare che qui sia lo stesso.

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Metal Gear Solid: Peace Walker (Konami - Sony PSP)

Il quarto episodio di Metal Gear Solid su PSP (da noi il 28 maggio) promette bene, complice una versione demo già disponibile per toccare con mano la fluidità dei controlli e la validità del gioco. L’anno è il 1974, il protagonista ancora una volta Big Boss, negli eventi che lo porteranno alla fondazione di Outer Heaven. Nonostante le continue promesse di smettere con MGS  Hideo Kojima resta saldo al timone, e sembra sempre di più il bambino che grida “al lupo al lupo”. Una storyline che non deluderà gli aficionados della complicata serie fantapolitica, nella quale questa volta potrebbe essere coinvolto anche l’ex presidente Nixon (dimessosi nel ‘74). Cutscene ancora una volta dell’eccezionale Ashley Wood.

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Nintendo 2010 (Nintendo - Nintendo DS)

La casa di Kyoto ha piani eccezionali per il suo portatile nel 2010: che si tratti di Wario Ware Do It Yourself piuttosto che dei remake di Pokemon Silver e Gold, passando per l’ultimo episodio della trilogia del Professor Layton (sviluppato da Level 5, ma di brand Nintendo) per arrivare al ritorno di Golden Sun, non ci stanno cavoli. Le previsioni sono che Nintendo dominerà pienamente sul propio figlio minore, riuscendo probabilmente a divertirci tutto l’anno, quali che siano i nostri gusti.

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Kingdom Hearts Birth by Sleep (Square EnixSony PSP)

Dal suo primo annuncio la vera killer application sul portatile Sony; un gioco capace di vendere 500.000 copie nei suoi primi due giorni di uscita in Giappone. Il prequel della famosissima IP di Sony e Disney si prepara a “fare il botto” anche da noi, promettendo tante risposte sull’ intricatissima storia del gioco e sfoggiando un comparto tecnico mai visto prima  su PSP.  Con 50 e più ore di gioco, tutti i personaggi Disney che potete desiderare e probabilmente l’unico personaggio della serie indirizzato a un pubblico espressamente eterosessuale (no, ok, non me la potevo risparmiare), Kingdom Hearts Birth by Sleep è IL gioco per PSP di questo 2010. Ne volete sapere di più? Allora non perdetevi l’ hands on a breve su Inside the Game (eggià;)).

Uff…..cinque titoli per console, scelti personalmente con tutta la fallibilità e le propensioni personali di cui un essere umano e videogiocatore è capace…..ma io, l’ho già fatta troppo lunga…ho ragione? Ho torto? Voglio sapere i VOSTRI most wanted del 2010, forza!

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Non chiamatelo Hotel Dusk 2 [Last Window - Nintendo Ds - Making Off]


Malgrado fosse in circolazione già da qualche anno, sviluppando perlopiù giochi per cellulari, abbiamo avuto modo di conoscere realmente la Cing solo pochi mesi dopo l’uscita del Nintendo Ds. Questa software house giapponese (gli uffici sono a Fukuoka, una prefettura di Tokyo che ci ricorda sempre Shenmue, come mai?) ha debuttato sulla scena mondiale con il semplice ma al tempo stesso accattivante Another Code (2005), una misteriosa avventura grafica che sfruttava appieno tutti gli strumenti messi a disposizione dell’allora nuovo portatile Nintendo.

Portato a termine Another Code la Cing si mise subito al lavoro su una nuova avventura sempre per Ds, questa volta però dai toni molto più maturi, avvolti sapientemente in una fitta atmosfera noir. Hotel Dusk: Room 215 (2007) arrivò come un fulmine a ciel sereno, miscelando sapientemente lo stile delle avventure grafiche occidentali con quello delle novelle interattive tipiche del mercato orientale. Oltretutto il gioco si avvaleva di una ricca grafica tridimensionale, alternata con estrema maestria con sequenze create in Rotoscoping, portandoci alla mente capolavori mai troppo lodati come il magnifico The Last Express per Pc (1997). Hotel Dusk era un evoluzione tangibile dei meccanismi di Another Code, un salto netto di qualità che potrebbe ripetersi ancora una volta con questo The Last Window. Nonostante il titolo fuorviante questo gioco è il seguito ufficiale di Hotel Dusk. Il protagonista è proprio lo stesso Kyle Hyde del prequel che un anno dopo quegli oscuri eventi, ora siamo nel 1980, si ritroverà nei Cape West Apartements, periferia di Los Angeles, impelagato in un nuovo mistero.

Al contrario di Hotel Dusk il nuovo Last Window (In uscita proprio questi giorni in Giappone. Aspettiamo una data anche per l’Europa) si poggerà su una struttura molto più interattiva, costruita attorno a dei dialoghi che ci daranno modo di ignorare certi elementi che potrebbero portarci davanti a situazioni alquanto spinose, persino al più classico dei game over. Nel gioco comparirà anche una novella, chiamata appunto Last Window, che verrà scritta man mano che ci addentreremo nella trama, cambiando a seconda delle nostre azioni. Aspettando di mettere le nostre mani sul gioco completo, dissipando tutti i dubbi riguardo trama e gameplay, inganniamo il tempo godendoci questo affascinante “Making of…”.

Il Rotoscoping venne utilizzato dalla Disney per creare capolavori dell’animazione come Biancaneve, o in tempi più recenti per il bellissimo “A Scanner Darkly“. I videogioco più famosi sviluppati usando il rotoscoping sono Prince of Persia e The Last Express, una delle più affascinanti avventure grafiche di sempre.

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NPD 2009: i giochi più venduti del mese e dell’anno


L’autorevole NPD, gruppo americano che si occupa di ricerche di mercato, ha da poco pubblicato i risultati delle indagini relativi alla vendita di videogiochi negli States nel corso del 2009.

Le entrate del mercato videoludico nel corso dell’anno si attestano intorno ai 19,66 miliardi di dollari (comprendendo console, videogiochi e accessori), con un calo dell’ 8% rispetto ai 21,4 miliardi del 2008.

Il gioco più venduto del 2009 nel mercato console è Call of Duty Modern Warfare 2 per Xbox 360, seguito da Wii Sports Resort per Nintendo Wii, il primo di una serie di titoli Nintendo che hanno scalato le classifiche di vendita.

Classifica titoli console/portatili per il 2009

  1. Call of Duty: Modern Warfare 2 (360)
  2. Wii Sports Resort (Wii)
  3. New Super Mario Bros. Wii (Wii)
  4. Wii Fit (Wii)
  5. Wii Fit Plus (Wii)
  6. Mario Kart Wii (Wii)
  7. Wii Play (Wii)
  8. Call of Duty: Modern Warfare 2 (PS3)
  9. Halo 3: ODST (360)
  10. Pokemon Platinum (DS)

Risultati un po’ peggiori per il mercato software PC, che con vendite per 538 milioni di dollari perde un 23% rispetto l’anno scorso

Classifica titoli PC 2009

  1. The Sims 3
  2. WoW: Wrath of the Lich King
  3. The Sims 2 Double Deluxe
  4. WoW: Battlechest
  5. Call of Duty: Modern Warfare 2
  6. World of Warcraft
  7. The Sims 3: World Adventures
  8. Spore
  9. Dragon Age: Origins
  10. Empire: Total War

Dicembre si riconferma come il mese caldo per eccellenza per quanto riguarda il mercato videoludico: “L’industria videoludica ha avuto il mese con più vendite in assoluto – dice Anita Frazier dell’ NPD – superando le vendite del dicembre scorso del 4%”.

Dal lato hardware, anche a dicembre Nintendo fa la parte del leone, con 3.81 milioni di Wii venduti; a seguire Nintendo DS (3.31 milioni), Playstation 3 (1.36 milioni), Xbox 360 (1.31 milioni) e infine PSP (654.700).

“Nella classifica di questo mese ci sono molti record per quanto riguarda l’hardware. Playstation 3 ha infranto il proprio record di vendite in un mese e ha superato per la prima volta il milione di unità vendute.” Dichiara sempre Anita Frazier, NPD “Stessa cosa per Wii e DS“.

Vittoria per Nintendo a dicembre anche per quanto riguarda le vendite software, con dati che non possono che confermare l’area di mercato composta dai cosiddetti casual gamer come una vera e propria forza trainante dell’industria con cui sarà necessario fare i conti:

Classifica vendite software dicembre 2009 (per unità)

  1. New Super Mario Bros Wii: 2.82M
  2. Wii Fit Plus: 2.41M
  3. WII Sports Resport w/WMP: 1.79M
  4. Modern Warfare 2 (360): 1.63M
  5. Modern Warfare 2 (PS3): 1.12M
  6. WII Play w/remote: 1.01M
  7. Mario Kart w/wheel: 936.100
  8. Assassin’s Creed II (PS3): 783.100
  9. Left 4 Dead 2 (360): 728.500
  10. Mario & Luigi Bowser’s Inside Story (DS):656.700

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A Marzo il DSi XL e tra un anno il nuovo portatile?


Squadra che vince non si cambia, lo sa molto bene Nintendo che con il DS ha trovato la sua bella gallinella dalle uova d’oro. E l’intenzione sembra sia quella di sfruttarla a dovere; intenzione confermata dall’arrivo imminente qui in Europa del DSi XL, la versione “cicciotta” della popolarissima console. Ma dalle news sembra che i programmi della grande N non si limitino a questo.

Secondo fonti della Electronic Entertainment Design and Research, un’agenzia che si occupa di analisi e sviluppo del mercato dei videogiochi, entro i prossimi 15 mesi potremmo già avere un nuovo Nintendo DS per le mani.

Jesse Divinich della EEDAR sostiene che la previsione ha grosse possibilità di concretizzarsi prima con un annuncio nel corso dei primi 8 mesi dell’anno e poi con l’uscita dell’ipotetico DS2 verso Marzo.

I motivi? Svariati: innanzitutto la possibilità di sfruttare l’ “effetto sorpresa”, che non mercato dei videogiochi è sempre un’ottima tattica, sfruttata già ai tempi del lancio del Nintendo DS così come è stato fatto per XBox 360 da Microsoft; avere una console in vendita prima degli altri aumenta drammaticamente le possibilità di successo.

In secondo luogo ci sarebbe la necessità forte di distaccare i nuovi bambini del vicinato: Google Nexus e la 4a generazione di Iphone, annunciata per Giugno, ormai concorrenti a tutti gli effetti.

Ultimo ma non meno importante il problema pirateria: Nintendo sta perdendo a causa della pirateria su DS fiumi di soldi, e mettendo in discussione l’appoggio delle terze parti, stanche di lavorare su un mercato che non rende quanto dovrebbe; emblematica in questo senso la recente presa di posizione di Ubisoft, decisa a concentrarsi su Xbox 360 e PS3 dopo aver visto le vendite di software DS del 2009.

nintendo_ds_2

Se due indizi fanno un sospetto, tralaltro qui ne avremmo più di uno: notizie di un nuovo portatile vengono anche da Satoru Iwata, intervistato dal quotidiano giapponese Asahi Shinbun. Riguardo al successore del DS il boss di Nintendo ha detto:

“[Avrà] una grafica molto dettagliata e ci sarà bisogno di un sensore in grado di interpretare i movimenti del giocatore”

Al tutto sono ovviamente seguite le ritrattazioni e le smentite del caso.

Mentre da tempo si specula sull’ acquisto o meno da parte di Nintendo di processori Tegra 2 per il suo nuovo gioiellino, noi torniamo al presente: Nintendo DSi XL sarà in Italia il 5 Marzo (oibò).

Avrà schermi parecchio più grandi (ma senza cambi nella risoluzione, i pixel saranno solo più ciccioni) e conterrà già in memoria due applicazioni: Una pausa con Brain Training del dottor Kawashima e Dizionario 6 in 1, per la gioia di mamme, papà e nonni.

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Non gioco online (e non sono il solo) – parte 1: "are you experienced?"


C’ho provato.

Il Dio del Videogame™ sa che c’ho provato. Magari senza tanta convinzione, ma conta lo stesso.

Io faccio parte di quella (neanche tanto) sparuta schiera di videogiocatori che non gioca online, e non perchè non possa: chi mi conosce sa che a casa ho una connessione ADSL decente, tutt’e tre le console di questa generazione, un Nintendo DS e il PC su cui sto scrivendo che, pur non essendo nuovissimo, mi ha permesso di aggirarmi per il Cyrodiil senza troppi problemi, quindi diciamo che l’hardware ci sarebbe anche.

E’ proprio lo stimolo che manca.

La mia concezione di videogame è riassumibile con due parole: “esperienza personale”; per me ogni gioco, dallo shoot ‘em up al RPG, è un’avventura da vivere, e nel 99% dei casi preferisco farlo da solo.

Chiariamoci, io amo il multiplayer, ho bellissimi ricordi legati a furiose sessioni multigiocatore (rigorosamente in locale) su tantissimi giochi per quasi tutti i sistemi dal C64 in poi, ma non c’è paragone: prendersi il proprio tempo (sempre meno, purtroppo), scegliere con cura cosa giocare, stravaccarsi sulla propria poltrona preferita e guardare il gioco scelto caricarsi, per il sottoscritto ha lo stesso effetto benefico di una doccia calda quando fuori nevica.

A questo punto si potrebbe pensare che il multiplayer online sia l’unione perfetta di questi due modi di giocare tanto diversi eppure entrambi a me graditi e familiari; d’altra parte sei tu, il tuo joypad e il tuo gioco, il più vicino degli altri giocatori se va bene è a un centinaio di chilometri, ma nel contempo è come se fossi in compagnia, con tutti i vantaggi ed il divertimento di giocare con altri esseri umani. E invece per il sottoscritto il risultato è inferiore alla somma delle parti.

Poichè però sono un tipo curioso e ormai il multiplayer online te lo mettono anche nel pacchetto di affettati che prendi al supermercato, tempo fa ho deciso infine di riprovare. Riprovare, sì, perchè diversi anni fa tentai un timido approccio su Ultima Online che è durato il tempo di un tutorial: uscito nel mondo aperto ho girato senza meta per un po’, per essere poi placcato da un altro novizio che ha iniziato a bombardarmi di domande e che mi ha seguito continuando a chiedere finchè non sono uscito dal gioco. Per essere sicuro di non reincontrare il mio nuovo, petulante amico, una volta fuori ho disinstallato il tutto.

Ad ogni modo dicevo, circa un anno fa, trascinato dall’entusiasmo di altri giocatori di mia conoscenza, ho deciso di riprovare;  non avevo ancora la PS3, quindi approfittando di un mese di abbonamento gratuito allegato a GTA IV sono diventato un utente Gold del Live senza spendere una lira. La scelta del primo gioco, nonostante per 360 avessi anche il succitato gioco Rockstar, Halo 3 e Gears of War, è caduta su Burnout Paradise, probabilmente perchè mi è sembrato il titolo ideale per poter fare i primi passi senza essere crivellato di headshots da un qualunque ragazzino cresciuto a pane e Modern Warfare.

La scelta del gioco è stata oculata e, pur non essendo dotato di cuffia e microfono (o forse grazie a questo..), la prima prova è stata positiva: qualche trofeo sbloccato, qualche sfida vinta, qualcuna persa e divertimento più che sufficiente tanto che, nonostante detesti l’idea di dover sborsare soldi ulteriori rispetto a quelli spesi per l’acquisto dei giochi, il mese successivo ho persino rinnovato l’abbonamento, spendendo ben 6€ (!!!).

Qualche altra partita, poi semplicemente la passione si è spenta.

Halo 3 e Gears non li ho neanche provati, dovendoli ancora affrontare seriamente in single player e non essendo sicuramente un asso nei rispettivi generi.

Fast Forward. Qualche mese fa, complice l’arrivo della PS3 ed la gratuità del Playstation Network, decido di riprovarci; i titoli prescelti sono ben due, Little BIG Planet e Metal Gear Online, il primo più vicino ai miei gusti, il secondo a quelli della massa: nella mia distorta (?) visione del gioco online ci vogliono almeno un paio di fucili per poter dire di giocare online “seriamente”…

Per indorarmi un po’ la pillola provo LBP con due amici, residenti dall’altra parte d’Italia ma fidati; anche stavolta la cosa dura poco: terminati un paio di livelli “ufficiali” per recuperare oggetti altrimenti irraggiungibili e provati un paio di stage creati dagli utenti, saluto e mi disconnetto. Nonostante il piacere di giocare con persone conosciute, mi mancava la possibilità di proseguire i livelli con i miei tempi, di guardarmi intorno, di apprezzare i particolari.

Di lì a poco tempo faccio infine un ultimo tentativo con Metal Gear Online. Non è il mio genere, non c’è nessuno che conosco che ci giochi e il rischio di trovare adolescenti con un ormonale desiderio di prevaricazione è altissimo, ma dovevo provarci.

Il risultato è stato per me inaspettato (ah, beata ingenuità!) e abbastanza deprimente: ho aspettato quasi un quarto d’ora del mio risicatissimo tempo per trovare qualcuno, entriamo in due nello stage, incredibilmente lo becco un paio di volte dopo ricerche estenuanti e lui per tutta risposta si disconnette a metà partita lasciandomi lì a prendere la neve con il mio avatar minuziosamente customizzato.

- continua -

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Sei dottori per una sola squadra [Trauma Team]


Mentre da noi in Europa ancora non è arrivato il secondo episodio per Nintendo DS, negli states Atlus ha annunciato la prossima pubblicazione di “Trauma Team“, il terzo episodio per Nintendo Wii della serie medica più famosa dei videogiochi.Forse la più famosa in assoluto no (per quanto mi riguarda nel mio cuoricino rimarra sempre Life and death per Amiga), ma sicuramente parliamo della serie più conosciuta uscita di recente.

Trauma Team uscirà nel corso della primavera del 2010 portandosi dietro alcune interessanti novità; la squadra è ora composta da ben sei elementi, sei diversi personaggi giocabili ognuno con il proprio ramo d’eccellenza.

Atlus spiega la scelta con il desiderio di riportare con i piedi per terra la serie dopo le avventure sul filo del rasoio del dottor Derek Stiles, protagonista dei giochi precedenti; non ci sarà più un singolo “ragazzo prodigio” in grado di esercitare in ogni campo della medicina, bensì un gruppo di persone ognuna specializzata nel proprio. Anche i temi fanta-biologici di Second Opinion e New Blood verranno abbandonati a favore di un approccio molto più vicino ai classici “medical drama”, in cui l’accento sarà posto sulle relazioni tra i singoli personaggi.

Quali saranno le nuove specializzazioni? Presto detto: oltre che di manovre da paramedici, chirurgia e ortopedia questa volta sarà necessario occuparsi di diagnostica, medicina forense ed endoscopia (per la proctologia c’è sempre tempo).

Per ora si sa poco altro, ma dal sito ufficiale si può già scoprire di più sui dottori della squadra (tra cui spicca un chirurgo geniale condannato a 250 anni di carcere, alla faccia del sopra le righe), realizzati dal sempre eccezionale Kazuma Kaneko, character designer di buona parte degli episodi della serie Shin Megami Tensei.

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Zelda Spirit Tracks pronto al lancio: ecco lo spot tv


Domani sarà un giorno molto importante per i fan Nintendo. Esce infatti il secondo capitolo per DS di The Legend of Zelda, Spirit Tracks. Mentre l’attesa di molti,(e la mia in particolare) si fa estenuante, non ci resta che goderci l’azzeccato spot televisivo.
Dai molti filmati mostrati dalla data di annuncio, è chiaro che il successo del precedente Phantom Hourglass abbia nettamente influenzato la nuova avventura di Link.
Sparisce (meno male) il battello e l’esplorazione dei sette mari, sostituiti da un trenino (customizzabile) e tante rotaie sparse per il mondo, tutte da esplorare.

Il più importante aspetto di questi episodi per Nintendo DS non può certo mancare: anche stavolta l’accoppiata pennino touch screen, così riuscita e perfetta per la serie, è confermata.

I miei dubbi sono soltanto relativi alla innovazione concettuale, che a sembra assente: nuovi oggetti e nuove armi ci saranno, ma sono le meccaniche base della mia serie preferita a soffrire da qualche anno.
Lo schema “esplorazione-dungeon-recupero di un oggetto-utilizzo dello stesso contro il boss-di nuovo esplorazione” sta resistendo da anni, ma forse Anouma non sbaglia quando si dice pronto a rivedere alcuni elementi per il futuro Zelda su Wii: qualche scricchiolio si percepisce nettamente soprattutto per chi abbia amato la serie dagli esordi.

In fondo, ma parlo a titolo strettamente personale, dopo Ocarina mi ha entusiasmato solo Minish Cap e la scoperta delle novità di Phantom Hourglass: i rimanenti sono giochi meravigliosi, che solo Nintendo sa creare, ma purtroppo “nati vecchi”.
Ciò non toglie che domattina sarò prontissimo all’acquisto, perchè Zelda è esplorazione, avventura, poesia, tutte comprese in una piccola cartuccia: il sogno di una esperienza indimenticabile vale molto di più dei 40 euro necessari a comprarlo no?

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