Little Big Planet 2 cresce sempre meglio: prova ne è il primo video dedicato all’avventura vera e propria del piccolo Sackboy, che mostra parecchie novità interessanti e sembra possedere la stessa leggerezza fanciullesca del primo capitolo.
Non solo cinquanta livelli e una combriccola di svitati uniti per salvare il mondo (o i mondi?), ma lo spostamento ancor più oltre di ciò che nei videogiochi è intesa come creatività.
Vedremo di sicuro nuove meraviglie da parte di giocatori di tutto il mondo, sperando però che l’editor sia stato limato e arricchito per evitare i tanti problemi avuti ai tempi del primo capitolo. Chiunque, senza nozioni particolari, abbia provato a creare un livello personalizzato sa che alcuni disguidi rendevano il processo estremamente complesso e poco user friendly: vedremo entro la fine dell’anno cosa sarà cambiato.
Intanto possiamo sognare col super guanto, i tappeti elastici e il rampino: una nuova avventura richiede un Sackboy davvero pronto a tutto!
In colpevole ritardo vi segnalo l’uscita di Blog Magazine di giugno dove, come di consuetudine, c’è un mio articolo. Questa volta si parla di E3 in maniera abbastanza convenzionale: un riassunto delle novità presentate alla fiera e un’opinione su come cambierà l’industria nei prossimi mesi.
Trovate la rivista online, da sfogliare digitalmente o da stampare e leggere sulla metro, al sito www.blogmagazine.net. A pagina 28, come dicevo in precedenza, c’è il mio articolo chiamato “E3, dove andremo a finire?“. Ovviamente parla della fiera appena tenutesi a Los Angeles, l’Electronic Enterteinment Expo. Leggetelo e commentiamolo insieme
Ma allora questo titolo, con i binari e col treno, che c’entra?
Beh semplice, vi avviso in modo molto indolore che il treno per la trasformazione di Inside The Game è partito. Avete notato che a destra sono riapparsi gli autori? Bene. Tra poco vedrete qualche nome in più, mentre io continuo le mie selezioni in giro per il web per trasformare questo blog in qualcosa di più rispetto ad uno spazio personale.
Niente, vi volevo solo avvertire Occhio a non sostare sui binari quindi che il treno sta partendo… e non ci fermiamo per nessuno
Nintendo non riesce a stare troppo tempo senza creare hardware.
E’ tipo una droga: o creano qualcosa di nuovo ogni due anni o si sentono male Va bene anche un restyling di una console in corso, come in questo caso. Anche se, all’occhio clinico di Inside The Game non sfugge niente e il nuovo Nintendo DS, che si chiama DSi, verrà tra poco analizzato in ogni suo piccolo dettaglio per valutare insieme a voi lettori, come al solito, un possibile acquisto.
Innanzitutto un’affermazione importante: il DS è una figata!!! Non è come il Wii, fidatevi: non ha solo giochi hardcore finti e casual “cavolate” come Brain Training (che comunque è divertentissimo, altro che cavolata non è un videogioco, su questo non ci piove, però io mi ci spacco: ecco perchè sono così intelligente… ah ah ah ) Ci sono giochi che sfruttano l’innovativo sistema di controllo tattile dello schermo ma che rimangono giocabilissimi e non snaturano il senso del videogioco. Trauma Center è un esempio, Meteos è un altro ma ce ne sono molti altri. Così come è pieno di videogiochi “esperimenti”, molti artistici e molto solo ludicamente rilevanti. Insomma una piattaforma veramente con gli attributi che, se mi permettete, definirei come la più riuscita di questa generazione visto che ha conquistato davvero tutti gli utenti che hanno voglia di videogioco portatile vendendo più di 100 milioni di copie in tutto il mondo.
Fatta questa doverosa premessa, abbastanza inutile perchè credo che tutti voi sappiano di cosa stiamo parlando, ecco arrivare la terza versione di DS, dopo quello normale e il lite, semplicemente più piccolo e meglio illuminato. Il DSi però porta in seno tante novità, tali da renderlo anche paragonabile ad una nuova console, completamente retrocompatibile (nel senso che prende tutti i giochi del DS; giustamente… è un DS!).
Quali novità serba questa nuova iterazione del portatile Nintendo?
Innanzitutto ha una camera (in verità sono due, da 0.3 megapixel) per scattare foto e, udite udite, avrà giochi che supporteranno questa caratteristica. Che ne dite? Secondo me è na cosa seria . Inoltre il DSi sfrutterà a dovere la connettività via wi-fi grazie alla possibilità di utilizzare il canale Dsi Shop. Inoltre potrà sincronizzarsi con il proprio Wii, avrà il firmware upgradabile e sarà più fino, meno pesante e più duraturo a livello di batteria. Qualcosa è stato sacrificato all’altare di Morgoth: lo slot per i giochi del GBA e quindi la compatibilità con tutte le periferiche che lo sfruttano. Eheh… piratelli miei: avete capito bene. Niente più aggeggi (che io non posseggo e quindi non so manco come funzionano) per scaricarsi i giochi dal web ma soprattutto niente più Guitar Hero on Tour, il cui controller si connetteva proprio lì!
Insomma mentre tutti gli italiani si guardano San Remo e si appassionano alle vicende di Bonolis, Povia, Benigni e company, io mi preparo psicologicamente ad altri 170€ da spendere? Mmm chissà, magari potrei rincoglionirmi un po’ con la televisione pure io e smetterla di spendere soldi visto che il prezzo di cui sopra è quanto costa la console in Europa. Anzi quando costerà dal 3 Aprile.
Una bella fiera apre i battenti, tante notizie molto attese e una certezza ci travolgono: Microsoft le sta mettendo in pratica davvero tutte per sfondare sul mercato nipponico.
Ci prova dal 2005 e le sue strategie sono state al momento tutte vanificate per una serie infinita di motivi, principalmente culturali e di marketing. Innanzitutto ha due colossi “di bandiera” contro cui confrontarsi, ma non bisogna tralasciare il fatto che dove il parco titoli pieno di fps dà (USA ed Europa), il parco titoli toglie (Giappone, dove il genere non ha molti seguaci).
E’ in quest’ottica che vanno inquadrate molte delle manovre recenti, che sono passate dal rilascio di GdR di impostazione tipicamente nipponica (Lost Odyssey e Blue Dragon), alla guerra senza esclusione di colpi per sottrarre preziose esclusive a Sony (Devil May Cry e Final Fantasy). Nel frattempo, tra i due litiganti il terzo (Nintendo) gode, e pure parecchio.
In ogni caso a questo Tokyo Game Show l’offensiva riparte alla grande e, nell’attesa delle repliche dal fronte PS3, ci godiamo quello che più ci interessa, cioè i giochi presentati. Tralasciando quelli di cui abbiamo parlato in precedenza, come Resident Evil 5 di cui abbiamo un nuovo filmato, vediamo come le manovre di cui sopra non sono ancora state abbandonate e si combinano tutte in una strategia inattaccabile.
I giocatori giapponesi vogliono GdR? Microsoft ci darà in pasto le centinaia di ore di gioco di Star Ocean: The Last Hope e di Last Remnant (entrambi da Square Enix) , col secondo in uscita a fine Novembre, mentre per il primo dovremo aspettare i primi di Marzo.
Non alzatevi, perchè abbiamo appena cominciato: il secondo aspetto suddetto riguardava le esclusive strappate… Stavolta a venire sepolta da verdi banconote sarà Namco Bandai, che rilascerà in contemporanea su PS3 e XBox360 Tekken 6! Un picchiaduro che ha fatto scuola in virtù di modelli 3d paurosamente realistici e a un gameplay complesso, in grado di attirare un numero enorme di fans in tutto il mondo: altro passo per avvicinare gli scettici che ritengono l’Xbox una macchina monotematica (ma anche un’ammissione di colpa in un certo senso…).
E poi c’è Bungie: vi ricordate? Aspettavamo all’E3 un nuovo annuncio, i poveri programmatori erano stati estromessi all’ultimo momento dalla conferenza americana e si erano risentiti non poco…Non senza ragioni, perchè avevano pronto l’annuncio e il trailer di Halo 3 Recon!
Il nome fa presagire un’impostazione diversa per questa nuova campagna, probabilmente incentrata su dinamiche di squadra: a me per il momento basta il filmato di debutto, il nome e la garanzia di qualità che esso porta con sè, tanto per il resto c’è tempo, dato che l’uscita è fissata per il tardo 2009. Su Halo Wars, Rts ambientato nell’universo di Master Chief, non proferisco verbo: il nostro Akira sarà l’uomo giusto per dirci se, e come, un gioco di strategia in tempo reale possa essere valido su console come su pc.
Se poi, come me, cominciavate ad essere un po’ preoccupati dalla data d’uscita della nuova XBox Experience (la nuova dashboard), potete finalmente iniziare a contare i giorni che ci separano dal rilascio: sono 41, perchè sarà scaricabile dal 19 Novembre e porterà molte novità, come gli avatar (anche questa mossa strizza l’occhio ad Oriente…) o la possibilità di installare i giochi (per cui sarà sempre necessario il dvd) e accorciare sensibilmente i caricamenti, proprio come succede ad oggi su PS3.
Sono reduce da uno dei migliori eventi videoludici a cui io abbia mai preso parte. E ne ho fatti di eventi. Come giocatore, come giornalista e come organizzatore, sono ben 11 anni che sono in giro (dal 1997, pensate) eppure le finali World Cyber Games di Roma, tenutesi all’interno della fiera Romics, sono state davvero impressionanti (per le foto, così vi renderete conto da soli, clikkate qui). Hanno avuto una partecipazione “popolare” davvero mai vista: sarà stata la città, sarà stata la fiera, dite quello che volete, ma così tanta gente ad ammirare lo spettacolo offerto da Progaming Italia in un evento, io non l’avevo mai vista. Per la finale di Warcraft III e di Starcraft, giochi di solito un po’ ostici addirittura al pubblico delle lan, le sedie erano tutte occupate. Ma il vero spettacolo è stato Guitar Hero ed è di questo che vi voglio parlare.
Ho conosciuto Loseven7, un “ragazzino” di 17 anni che viene da un paesino vicino Subiaco che a sua detta fa circa 700 abitanti. E chi è Loseven7? Lorenzo Castelli, all’anagrafe, è un campione di Guitar Hero 3. Anzi mi correggo, non è un campione e basta: è uno dei cinque più forti giocatori DEL MONDO, di Guitar Hero 3. I suoi record hanno scalato le classifiche di ScoreHero, il più grande sito per i punteggi dedicati a questo gioco e ora, avendo stracciato completamente i suoi avversari senza neanche farli gareggiare (faceva il quadruplo del punteggio, in media), avrà la possibilità di partecipare ai World Cyber Games a Colonia e di cercare di portare a casa qualche medaglia. Oltre che qualche soldino
Avere un super campione del mondo in Italia già farebbe notizia e infatti Lorenzo è stato intervistato da tutti i telegiornali possibili e immaginabili. Ma a me della stampa generalista non interessa niente. In fondo ad un presunto “giornalista” basta dire: “intervista quello che è il campione del mondo” e anche se non fosse vero, ovviamente, il nostro cronista non andrebbe mai a controllare le fonti. A me interessa un altro particolare. Cioè questo!
Se avete clikkato lì sopra avrete la pagina dei canali “director” di Youtube più sottoscritti d’Italia. C’è Beppe Grillo, c’è la Rai e altri “colossi” simili… e al sesto posto c’è Loseven7!!!!
Ovviamente il suo potere è nel fatto che, facendo video sui pezzi di Guitar Hero da lui eseguiti, colpisce un target “mondiale” non certo solo italico, ma questo non toglie davvero niente al valore della mia riflessione. I videogiochi sono potenti, lo dico da sempre e su questo blog l’ho ripetuto spesso, eppure ancora una volta vengo investito da una notizia simile e mi stupisco io stesso del “quanto”. Un giovincello può prendere la sua chitarrina di plastica, la sua passione, tirare fuori il proprio potenziale e diventare celebre! Magari non in Italia, magari in TV, magari non lo intervisterà Fazio, eppure è innegabile che ci siano nel mondo centinaia di migliaia di persone (se non un milioncino) di persone che conoscono chi “sia” Lorenzo.
Tutto questo grazie ad un mezzo dalle infinite possibilità, ovviamente, prima che grazie ai videogiochi. Senza internet infatti il campionissimo sarebbe rimasto lì vicino Subiaco e le sue performance al limite sarebbero state ascoltate da qualche suo amico. Grazie ai tornei online e a tutto ciò che sta intorno al nostro hobby preferito, sabato alla fine dell’esibizione di Through The Fire and Flames (dei DragonForce) da parte di Loseven sul palco del WCG italiano a Romics, si è levato un applauso incredibile. Io tremavo dall’emozione per lui.
Ora speriamo solo che a Colonia li spacchi tutti! Daje Italia Daje!
P.S. Ovviamente non dimentico gli altri ragazzi della nazionale italiana, un in bocca al lupo a tutti i quattordici componenti della nazionale italiana videogames che sono convinto daranno il massimo tra un mesetto in Germania. Per sapere chi siano, qui c’è il sito ufficiale.
Partiamo da un assunto: col senno di poi si può dire che Microsoft non abbia fatto un affare strappando Rare a Nintendo (pagando circa 370 milioni di dollari, fonte Wikipedia), principalmente perchè la casa inglese non è più in grado di sfornare giochi come il primo Perfect Dark, 007 Goldeneye o Conker.
Quella che sembrava l’acquisizione più oltraggiosa per i fan Nintendo (disperati al tempo) presenta invece una software house bloccata, incapace di tornare ai fasti di un tempo. Peter Moore è addirittura arrivato qualche giorno fa a dichiarare che si tratti di una software house “di bravissimi ragazzi ma superata, non più al passo coi tempi” .Questo è senz’altro vero, soprattutto se pensiamo (con un brivido di disgusto lungo la spina dorsale) allo scempio perpetrato con Perfect Dark Zero…
L’unico titolo a salvarsi dal tracollo generale è, secondo me, Viva Pinata: colorato e originale, anche se non per tutti, ha portato una ventata di novità nel parco titoli Microsoft, sempre improntato su giochi “adulti” . Per tentare di replicare quel successo (almeno di critiche se non di vendite) Rare è andata a ritoccare gli elementi meno riusciti in quel primo episodio aggiungendo pinata, semi e qualche pazzia tecnologica (in particolare, l’utilizzo della telecamera dell’ Xbox per ottenere dal sito ufficiale nuovi gadget o creature).
Per me che ho adorato le buffe creature già nella loro prima incarnazione, è inutile dire che si tratti di manna dal cielo, soprattutto perchè è molto diverso dalle uscite di questi tempi, in cui se non si crivella qualcuno non ci si diverte: tra l’altro, almeno per l’ambientazione (il giardino), mi ricorda lo strepitoso Pikmin e lenisce un pochino la mancanza del Capitano Olimar…
Trama a parte (il cattivo che incasina tutto e noi poveretti costretti a porre rimedio) il gameplay è quello tipico di molti gestionali: con buona cura dei dettagli e approfondita conoscenza degli strumenti a nostra disposizione dovremo far crescere un rigoglioso giardino per ospitare le specie più rare e preziose di…pinata (si, quelle piene di dolcetti da picchiare bendati con un bastone nodoso, però…senzienti!). Ora, le nostre creature hanno bisogno di un terreno adatto (erba alta/bassa,ghiaccio o sabbia) e di qualche incentivo… gastronomico per scegliere di restare con noi: i requisiti per ognuna sono sempre consultabili e proprio su questo aspetto ruota la magia del gioco.
Se le prime richieste sono molto semplici (per avere la pinata-verme basta avere tanta erbetta), col passare del tempo queste variano estremamente, portandoci a far crescere alberi, piante o pinata per il solo scopo di convincere a restare quelle più interessanti: un po’ come con la reale catena alimentare, ogni creatura prospera solo a condizione che le sue preferenze siano soddisfatte, anche se queste comportano il nutrirsi alle spalle dei più deboli. Uno stimolo per gettarci a fare il duro lavoro che ci aspetta è certamente dato dalla bellezza delle creature, sempre dai colori vividi e dalle animazioni divertenti, ma sarebbe riduttivo notare questo titolo solo per il suo “bestiario”.
Se una delle caratteristiche fondamentali di ogni videogioco è quello di farci sentire appagati nel risolvere i problemi che solleva, allora Viva Pinata è un continuo stimolo a fare di più e meglio: proprio come i migliori puzzle game, è in grado di farci tardare a un appuntamento perchè “innaffio solo questa e poi vado…Oh, ma c’è una pinata cattiva da convertire…Ehi ma quel fiore è secco” e così via fino alle tre di notte. Si tratta quindi di un sistema di gioco rilassante, di rado impegnativo: a noi spetta scegliere come e quando apportare migliorie o tentare la scoperta delle varianti di alberi o animaletti, senza pressione data da elementi come i limiti di tempo. Ritmi compassati dunque, a patto di fare le cose senza farsi prendere la mano: piantare 100 fiori diversi o tentare di accogliere tutte le specie che si presentano porta velocemente ad avere un giardino sovraffollato e caotico, ma soprattutto poco piacevole da vedere.
Per questo non è un gioco per tutti: non si spara, si uccide poco e interagire con le pinata non è come impartire ordini in un RTS: possiamo dare qualche comando (“vai da qui a lì” o “mangia questo” ad esempio), ma ogni bestiola tenderà a comportarsi come la sua testolina di carta le suggerisce (litigi compresi).
E’ probabile che io sia stato colpito dalla “sindrome di Madre Natura“, ma il solo vedere certi tipi di cuccioli di carta mi appaga e mi spinge a tentare nuovi incroci, sfruttando le possibilità a disposizione in una girandola continua di esperimenti. Un gioco sempre uguale o sempre diverso, a seconda dello spirito con cui ci si avvicina: questo è quello che Viva Pinata: Trouble in Paradise è capace di offrire ai suoi fedeli giardinieri.
Titolo mezzo in italiano e mezzo in inglese per un articolo, mezzo di critica mezzo di esaltazione, rivolto ad una fiera completamente incentrata sul pubblico consumer e non mezza rivolta alla stampa.
Cosa intendo? Beh da queste due righe sarà stato difficile capirlo: mi spiego meglio.
Sarà stata la vicinanza temporale con l’E3, oppure il periodo non certo ottimo per rilasciare novità succulente, ma il fatto resta: a Lipsia si è visto tantissimo materiale, di cui solo una piccola percentuale rappresenta prodotti nuovi. Anzi, di novità nel senso stretto del termine, si è visto ben poco. Tutto è stato un “update” dell’E3 e tutti i siti di videogiochi specializzati si sono prodigati nelle loro “updated impressions“. In fondo che dovevano fare? Se mi fai vedere Killzone 2 all’E3 e a Lipsia mi fai vedere il multiplayer, io che devo scrivere?
Probabilmente avremo qualcosa in più su cui riflettere quando usciranno le riviste specializzate. Attendo con ansia la “mia” Game Pro, ad esempio, per leggere un buon reportage sull’evento; più ragionato magari, visto che non sarà scritto con la velocità istantanea del web. Per ora però rimango parzialmente deluso: devo accontentarmi di Lips come novità o della PSP 3000? No! Vorrei sempre di più!
Chiaramente qualcosa c’era. Non ci disperiamo. Ad esempio FIFA 09 e PES 2009, oltre a qualche progetto minore ma interessante come Heavy Rain, il cui video apre il post di oggi. Su questo titolo, va detto, nutro grandissime speranze (è il nuovo progetto degli autori di Fahreneit, Quantic Dream) che spero non vengano disattese come da qualche recentissima uscita. Ma se escludiamo queste gocce nel mare degli update di Lipsia, rimangono solo un sacco di gioconi, a cui tra l’altro manca pochissimo, di cui sappiamo un pò più di prima. Alcuni li vedete qui nel post di Massimo, altri non li elenco nemmeno, tanto, c’è Gamespot.
La riflessione che invece lancio è la seguente: ci sono gli Ubidays, il Blizzcon, il Qcon e altri migliaia di eventi dei vari publisher o sviluppatori. Eventi con un forte taglio giornalistico dove vengono annunciate succose anteprime, comunicate come la casa madre vorrebbe: senza il casino di centinaia di migliaia di visitatori. E allora… era forse prevedibile questa carenza di novità a Lipsia? E’ forse giunto il momento delle fiere singole e i “mega eventi” spariranno piano piano?
Tra poco c’è il Tokyo Game Show 2008, dal 9 al 12 di Ottobre, cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo grande evento videoludico del pianeta terra? Un updated E3? Una updated Games Convention?
Si badi bene però, concludendo, che non era mia intenzione criticare minimamente la kermesse tedesca che, a mio parere, è necessarie per far entrare sempre di più il videogioco nell’immaginario collettivo. A Lipsia non c’era un albergo con un posto libero a parte quelli di lusso: l’impatto di un simile evento è clamoroso, da tutta Europa hanno preso d’assalto i cancelli della Games Convention per provare in anteprima i videogiochi del futuro (imminente). Io steso volevo andarci e ci andrò sicuramente il prossimo anno quindi, come detto, non è una critica. Vogliamo una Games Convention sempre più grossa! E sempre più rivolta al pubblico.
Dico solo: questo tipo di fiere, sono il posto giusto per promuovere videogiochi nuovi?
Ai posteri, come al solito, l’ardua mezza sentenza.
Ho giocato la demo di Too Human su Xbox 360. Mi aspetto molto dal nuovo gioco di Silicon Knights, gli stessi di Eternal Darkness di cui Fucktotum ha parlato recentemente. Eppure ho trovato la demo deludente, cavolo. Lo dico con rammarico!
Il gioco è fondamentalmente pronto, uscirà il 19 Agosto, quindi tra due settimane, eppure l’ho visto scarno, con poca verve. E’ ovvio che una simile opinione probabilmente verrà spazzata via dall’uscita: ho fiducia totale nei programmatori canadesi e soprattutto non ho certo bocciato da una demo la profondità della trama, da cui sicuramente non verremo delusi.
Certo però che questo tentativo di riprodurre un simil Diablo su console non mi sembra poi così interessante, almeno dalla versione dimostrativa, ripeto. Lo schema di gioco in fondo è proprio quello dell’hack ‘n’ slash Blizzard: orde di mostri da trucidare con la spada (stick analogico destro) o con le armi, collezionare gli oggetti speciali che escono dai loro cadaveri e prepararsi alla prossima ondata con il migliore dei surf. Forse sono passati i troppi anni da Diablo 2, e quindi il genere non mi attira più, o forse il problema è proprio che in versione dimostrativa, un gioco di questo tipo non può certo rivelarsi con tutti i suoi assi nella manica. La bellezza è nella quantità di armi, magie, scenari ecc: dare in pasto al mondo mezzo livello non è indicativo del prodotto finale.
La presenza di una sola classe nella versione di prova, inoltre, non fa che diminuirne l’appeal. Ammetto che un esperimento simile su console è sicuramente un bel vedere: tra la massa di action game e sparatutto c’era proprio bisogno di qualcosa di diverso. Tra l’altro essendo un’esclusiva Xbox360, dove a forza di FPS ci hanno fatto venire la nausea, è ancora di più una piacevola sorpresa. Dall’estasi provocatami dai trailer, però, siamo giunti ad un picco negativo di attesa: mancano due settimane all’uscita e non soffro della mia classica sindrome “lo voglio, lo voglio, lo voglio”.
Quindi mi chiedo: c’era bisogno di una demo per un gioco che fa della profondità la sua carta vincente? Siamo sicuri che non è addirittura controproducente, come è stato nel mio caso? In pochi minuti non si può inserire una bella trama e decine di armi diverse o mostri diversi ecc. Ringrazio personalmente Microsoft e Silicon Knights, comunque, per averci fatto provare il loro gioco in anteprima, ma siamo sicuri che ci abbiamo guadagnato?
Personalmente comprerò sicuramente il titolo perchè sono sicuro che manterrà le promesse, ma non nego che il mio hype sia diminuito.
Nel video la modalità cooperativa di Too Human che senza dubbio aggiungerà moltissimo al gioco: nella demo non c’era!
La conferenza stampa di Nintendo (riferitami da Peppe, che ringrazio, e poi vista sui video del sito ufficiale www.e3expo.com), contrariamente a quella Microsoft di ieri e a quella Sony, tenutasi poco dopo (ne parliamo domani) ha inequivocabilmente dimostrato un fatto: Nintendo ha vinto.
Tutto il tono del discorso, attenzione sto parlando quindi della forma non della sostanza, faceva trasparire un’evidente “superiorità” territoriale e quindi ho notato poca voglia di far scrivere fiumi di inchiostro a blogger come me o alle riviste specializzate. In fondo, parliamoci chiaro, la casa di Kyoto prima del Nintendo DSera data per spacciata. Vendeva solo il GameBoy, mentre il suo Gamecube era semisconosciuto (non scherzo quanta gente conoscete che l’abbia posseduto anzichè avere una PS2?). Eppure in questa generazione ha speso meno dei suoi diretti concorrenti ed ha venduto il doppio, guadagnando molto di più. Wii e DS sono due prodotti che hanno totalmente fatto breccia in un mercato inseguito costantemente da Sony, ma mai raggiunto a forza di Eye Toy: sto parlando di coloro che non hanno mai videogiocato.
Prodotti come Brain Training o Wii Sports, hanno messo insieme giovani e anziani; Super Mario Galaxy ha dimostrato che la voglia di tenersi i fan ci sarebbe ancora. I risultati in comunicazione, comunque emblematici, dovuti ad un prezzo davvero competitivo dato a Wii, hanno creato un corto circuito in un mercato casalingo letteralmente dominato da PS2 dando ragione, per una volta nella storia, a chi ha avuto il coraggio di innovare. E questi risultati si vedono ad occhio nudo: quanti spot in televisione di giochi per Wii avete visto?
Adesso Nintendo non può permettersi di aspettare le mosse degli avversari, quindi continua a proporre a modo suo novità eclatanti. Animal Crossing per Wii promette già faville sul settore dell’online (qui potete vederlo), mentre ciò che state osservando, cioè Wii Music, arriva in un momento importantissimo per i giochi musicali e può raccogliere seneramente un’eredità difficile perchè è fatto bene.
L’annuncio del nuovo “sensorino”, come mi piace chiamarlo (il Wii Motion Plus), è comunque una ciliegina sulla torta e forse chiuderà la bocca a chi ha criticato Wii per i suoi controlli spacciati come rivoluzionari ma comunque non precisi (vedere per credere).
Ora però voglio tornare all’inizio del mio discorso: tutto quanto mostrato in questo attesissimo palconscenico dell’E3 2008, mi sembra comunque un “compitino” per chi ha rivoluzionato il mercato dei videogiochi. Non c’è stata la voglia di mostrare neanche un titolone per noi hardcore gamer; mi sarei aspettato almeno un nuovo uso della pedana Wii Fit unito ai normali Wii Mote e Nunchuck o qualche periferica davvero mai vista, invece nulla. Io in questo vedo l’aria di chi ha vinto e la dimostrazione viene dalla lunga disanima dei dati mondiali di vendite che vedono il Wii superare tutta la concorrenza, per non parlare delle copie di Nintendo DS sparse per il globo.
Insomma Nintendo; i tuoi fan vogliono che ti ricordi di loro. Vogliono giocare le innovazioni formali ma anche quelle stilistiche che vengono dalla “penna” di Miyamoto & co. I tuoi fan vogliono che tu sappia osare non solo nel casual, ma anche nel santuario dell’hardcore. Non ci bastano 3 giochi in un anno. Noi ti abbiamo sostenuto per anni, ora tu ricordati di noi!
Forse siamo troppo esigenti? Da chi ha creato Mario, chiedere di meno, sarebbe un delitto.
Ho appena assistito alla diretta dall’E3 della conferenza stampa Microsoft con Fucktotum.
A dire la verità non è ancora finita ma sicuramente finirà mentre vi scrivo. Un grazie di cuore a IGN per il servizio, ottimo: se era per Gamespot non avrei visto niente: la loro diretta non funzionava! Ed è proprio per questo motivo, perchè prima mi sono affidato al servizio “sbagliato”, che mi sono perso quanto voi state vedendo qua sopra: il primo filmato “in game” di Fallout 3 (grazie a GameTrailers). Dico solo due parole: lo voglio (e per favore notate che NON è un FPS quanto un RPG, futuristico, in stile Bethesda)!
Il filmato ha aperto la Press Conference Microsoft: è stato quindi presentato come gioco più importante della lineup autunnale che comprende tra gli altri Fable 2 e Gears of War 2, entrambi mostrati durante la diretta ed entrambi assolutamente spettacolari. Ma oltre ai giochi, “full” o arcade (come Geometry Wars 2), Microsoft ha mostrato quale sarà l’aspetto della nuova dashboard di Xbox360 anticipando quindi un cambiamento assolutamente radicale nelle quasi 20 milioni di console sparse per il globo.
Ero basito davanti al monitor con la classica bava alla bocca: avevo appena visto Resident Evil 5, Fable 2 e Gears of War 2 e un tizio buffo di Microsoft annuncia con grande enfasi l’avvento degli “Avatar“. E cosa sono gli avatar?
Non ci potete credere ma sono dei Mii (i pupazzetti a propria immagine e somiglianza del Wii)! Più dettagliati, più potenti, più cool… ma sempre e comunque dei Mii. La grande M, quindi, mette in strada un’idea riciclata dalla grande N che al momento ha quasi 2 anni. Ero basito, fortunatamente però la bellezza e l’interattività della nuova dashboard e le possibilità poi spiegate di questi avatar mi hanno fatto un pò ricredere, sebbene io (da hardcore gamer) non sentà minimamente la necessità di personalizzare la mia gamertag al di là che con un’immagine.
Comunque sia Microsoft ha annunciato una chat globale ad otto persone, la possibilità di creare stanze con i membri della community e condividere quasi qualunque cosa (foto, filmati ecc) mentre si parla, inoltre l’accesso ai giochi multiplayer online è stato semplificato grazie a queste opportunità. Ma gli annunci più clamorosi erano in termine di contratti stretti con i vari Universal, Endemol e affini per potenziare il servizio di vendita di video: pensate che Xbox è addirittura la più grande piattaforma del mondo per la vendita di contenuti cinematografici/serial TV in HD.
Questo è indice di quanto Microsoft stia cercando di fare esattamente quello che Nintendo ha attuato in un’altra maniera: allargare il mercato. Fondamentalmente, tra i due colossi cambia solo il target e la conseguente strategia. Non solo videogiochi quindi, nelle console del futuro (e del presente) ma anche attività fisica o film a seconda dei gusti. “Entertainment”, per dirla con un termine omnicomprensivo. Sarà addirittura lanciato un nuovo servizio simile ad una vera e propria TV: in tutte le Xbox d’America (chissà quando in Italia… ) sarà presente un canale di contenuti “live” per vedere show di videogiochi, trasmissioni televisive e chi più ne ha più ne metta.
Il consiglio è il solito: prima il dovere e poi il piacere! Quindi sparatevi prima tutti i video dei giochi presentati, tutti rigorosamente che mostrano gameplay e data di uscita e poi al limite guardate sta nuova dashboard.