Posted on 23 novembre 2009. Tags: casa bianca, edutainment, Italia, little big planet, obama, scuola, stem, videogiochi, videogioco, viewtifulmee
La Casa Bianca apre ancora una volta le porte ai videogiochi, inserendoli nell’insegnamento di scienze e matematica con il progetto STEM, volto a conciliare l’apprendimento delle materie scientifiche e tecnologiche con metodi che possano divertire e stimolare gli studenti.
Si tratta, insomma di “edutainment“, ma prima di rabbrividire per una parola che da sempre è sinonimo di porcate inenarrabili, fermiamoci a vedere i metodi scelti. In primo luogo è stato deciso di destinare un migliaio di Playstation 3 con copie di Little Big Planet ad alcune biblioteche americane.
Il fatto che si sia scelto un videogioco propriamente detto, invece di un qualche software appositamente sviluppato per l’apprendimento la dice lunga, e il fatto che il titolo in questione sia fondamentalmente una sorta di corso introduttivo al game design la dice lunga su come ci sia comunque l’intenzione di creare nuove leve educate per un settore florido e in sviluppo. Lodevole è anche l’idea di educare i fruitori del domani a non essere completamente passivi nei confronti del mercato, dandogli una base per comprendere le meccaniche dietro lo sviluppo e la creazione di un videogioco.
Little Big Planet è però solo la bandiera di un programma con un budget di 2 milioni di dollari nel solo 2010 e che tra le altre cose prevede un concorso di game design con un primo premio di $300.000 .
Obiettivo della competizione sarà la creazione di un software in grado di insegnare le materie coinvolte dal progetto STEM a tre fasce d’età differenti: dai 4 agli 8 anni, dagli 8 ai 12 e dai 12 ai 16. Tra le linee guida del concorso spicca il fatto che il gioco sviluppato dovrà essere in grado di raggiungere anche i fruitori tradizionalmente “difficili”: ragazze e minoranze di ogni tipo.
Non un compito facile, ma sicuramente incoraggiato oltre che dal premio in palio, dall’esposizione che ne deriverà: i vincitori saranno infatti presentati durante il prossimo E3.
In Italia tutto questo sarebbe fantascienza, assurdo ma vero, qui da noi, nel paese che ha eletto presidente un uomo d’affari, ancora quasi nessuno si è reso conto di un giro di affari da milioni di euro, in continua crescita…..speriamo.
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Posted on 12 ottobre 2009. Tags: barack, blog, cavoli, erotico, g cup, gioco, hideo, kojima, meh, merenda, metal gear solid, Metal Gear Solid Peace Walker, nobel, obama, pace, peace walker, praga, presidente, presidente obama, reggiseno, tette, usa, videogiochi erotici, videogioco, videogioco erotico, waffle

A volte spuntano fuori news che lasciano di stucco, e la reazione di un videogiocatore non può essere che un verso pieno di malcelata vergogna per il cattivo gusto dimostrato da determinati esponenti dell’industria; quest’oggi per una fortuita coincidenza sono ben due le notizie di cui sopra. La prima (e più evidente) è sottolineata dalle immagini qui di fianco. Clikkare per credere.
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Posted on 28 giugno 2009. Tags: 12, 12 giugno, azeroth, burnout, burnout paradise, comunicazione, comunicazione interattiva, divertirsi, firewall, giugno, interattiva, Iran, libertà, libertà di comunicazione, live, obama, of, paradise, video chat, vitale, Warcraft Ahmadinejad, world, World of Warcraft, X360, xbox, xbox live
Sappiamo tutti quel che sta succedendo in Iran: rivolte, morti, dopo le elezioni del 12 giugno e i brogli elettorali da parte di Ahmadinejad. Da quel giorno, molte vie di comunicazione interattiva e non, sono state bloccate, la libertà di comunicazione letteralmente spazzata via. Eppure il firewall iraniano non ha bloccato i videogiochi.
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Posted on 05 novembre 2008. Tags: 360, 8, ads, adv, advertising, america, americane, americani, amore, auto, barack, barack obama, big, bill, bit, bros, burnout, commenti, comunicazione, day, ea, election, Electronic Arts, elezioni, ending, game, games, GamingPolitics, gates, gioco, grand, gratuito, gta, GTA4, happy, in, island, little, live, mario, mccain, microsoft, monkey, NES, Nintendo, obama, paradise, planet, politica, pubblicità, rocks, sony, spot, stati, storia, super, super obama world, the, theft, underachievement, uniti, usa, videogame, videogiochi, videogioco, vittoria, votare, vote, xbox

Non vuole essere un post per inneggiare al primo presidente americano nero della storia. Anche se a dire la verità sono abbastanza contento che Obama abbia vinto le elezioni. Ma in fondo chi non lo è? Anche Berlusconi ha dichiarato che è contento, figuriamoci!
Avevamo già parlato della presenza del candidato democratico alla Casa Bianca nei videogiochi. Sotto forma di pubblicità, però.
Chi avrebbe mai detto che, invece, ad un click di distanza da tutti voi, ci fosse Super Obama World, un divertente giochino parodia con il senatore dell’Illinois, ops, scusate, il Presidente degli Stati Uniti d’America, come protagonista. Parodia, ovviamente, di Super Mario World, inutile anche dirlo!
Vai Barack, spacca tutti i mattoncini!
http://superobamaworld.com/
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Posted on 20 ottobre 2008. Tags: 360, ads, adv, advertising, america, americane, americani, amore, auto, barack, barack obama, big, bill, burnout, comunicazione, day, ea, election, Electronic Arts, elezioni, ending, game, GamingPolitics, gates, grand, gta, GTA4, happy, in, island, little, live, mccain, microsoft, monkey, obama, paradise, planet, politica, pubblicità, rocks, sony, spot, stati, storia, the, theft, underachievement, uniti, usa, videogame, videogiochi, vote, xbox

Parliamo ancora di politica su Inside The Game? Ma basta!!! Ma parliamo invece di videogiochi.
Ops, in verità mi accorgo che non abbiamo assolutamente mai parlato di politica sul blog, se non per discorsi inerenti ai videogiochi. E anche oggi non sarà un’eccezione.
Mi interessa puntare la vostra attenzione sulle elezioni americane: McCain vs Obama, sembra uno scontro di Mortal Kombat. Entrambi i canditati ovviamente hanno delle frecce al proprio arco: chi è più giovane e chi ha più esperienza. Chi ne sa di economia e chi di comunicazione, ecc… Uno dei due, però, ha videoludicamente una marcia in più: vediamo perchè, raccontando una storia d’amore. Quella tra il candidato democratico Barack Obama e i videogiochi.
Barack e i videogiochi si conobbero in estate, in una soleggiata mattinata losangelina.: avete sentito parlare del servizio di Xbox Rocks The Vote? Dal 25 Agosto, ogni americano possessore della console dello zio Bill, può partecipare ai sondaggi elettorali tramite il servizio live. In questa sede più di 100.000 persone avevano preso parte al “voto” virtuale: Obama ha vinto nettamente con circa il 43% delle preferenze contro le 31% di McCain.
Un fatto è noto, quindi: i videogiocatori amano Barack Obama. E vorrebbero portarselo a letto.
Lui però non ricambia. E’ cattivo.
Negli ultimi discorsi, ha dichiarato: “Investirò nell’istruzione. Ci assicureremo che il Governo supporti le scuole. Ma non riusciremo a fare la differenza se i genitori non spegneranno la TV e metteranno via i videogiochi, controllando che i nostri ragazzi facciano i loro compiti“. A dire la verità, questa frase, non mi spiace nemmeno tanto. Ovviamente i media l’hanno trasformata in “Obama usa i videogiochi come metafora del non raggiungimento degli obiettivi (in inglese Underachievement metaphor: significa che abbiamo sbloccato troppi pochi obiettivi; ragazzi impegnatevi duro con la vostra console!); io credo che il candidato alla presidenza americana invece stesse dando addosso ai genitori, non certo ai videogiochi. Eppure è stata tragedia amorosa.
I videogiochi sarebber addirittura voluti scappare con McCain. Ma Barack sotto sotto era innamorato e non ha tardato a dimostrarlo. Anche la nostra, come tutte le storie d’amore, ha un “Happy ending”.
Nonostante i videogiochi siano addirittura dannosi per il raggiungimento degli obiettivi dell’America, Obama ha la pensato di cominciare a farsi pubblicità attraverso l’Xbox, console molto popolare negli Stati Uniti. E’ il primo candidato della storia della politica ad incollare i suoi manifesti elettorali non nelle città vere e proprie, ma in quelle virtuali (così non sporcano, almeno). Come potete vedere dall’immagine qui sopra è apparso in una serie di videogiochi targati Electronic Arts. Quello che vedete è Burnout Paradise, aggiornato tramite internet con i cartelloni del “cambiamento”. Tra l’altro è anche un esempio dell’in game advertising, di cui parleremo un’altra volta.
Insomma; tutto è bene quel che finisce bene. Ora i videogiochi e Barack Obama stanno insieme: il week end prima delle elezioni andranno addirittura in vacanza. Si sono regalati una due giorni di passione in un’isola del pacifico semideserta: Monkey Island.
Speriamo non litighino subito, con l’arrivo della prossima caccia al videogioco violento: vorremmo anzi precisare che al massimo, nella nostra storia, il violento è lui!
Posted in GamingPolitics